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Nuovo carico di aiuti Coldiretti e Filiera Italia per Gaza

Nuovo carico di aiuti Coldiretti e Filiera Italia per GazaRoma, 27 nov. (askanews) – Nuovo carico di aiuti a sostegno della popolazione a Gaza, con cibo donato dagli agricoltori italiani e dalle industrie alimentari per far fronte alla grave emergenza umanitaria in corso. E’ l’iniziativa di Coldiretti e Filiera Italia che partecipano al programma “Food for Gaza” promosso dal Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, con la collaborazione dell’Onu, della Croce Rossa, della Mezzaluna Rossa e World Food Program.


I prodotti vengono inviati ad Amman, in Giordania, per essere poi distribuiti nella Striscia con il supporto degli operatori umanitari. L’operazione segue il carico di aiuti spedito nel giugno scorso. In questa fase, spiegano Coldiretti e Filiera Italia in una nota, l’obiettivo è far fronte alla mancanza di prodotti alimentari e rispondere ai bisogni più immediati della popolazione palestinese, offrendo al contempo anche una disponibilità logistica per la loro raccolta. Ma l’intento è di dare continuità al sostegno e, quando le condizioni lo renderanno possibile, contribuire alla ricostruzione del settore agroalimentare della Striscia.

Caffè, a New York prezzi all’ingrosso ai massimi da 40 anni

Caffè, a New York prezzi all’ingrosso ai massimi da 40 anniRoma, 27 nov. (askanews) – Si rischiano nuovi rincari nei mesi a venire sulla tazzina al bar e non solo. A 3,18 dollari la libbra (poco meno di mezzo chilogrammo) i prezzi dei contratti futures sul caffè negoziati a New York (qualità arabica) hanno ormai ampiamente superato i massimi toccati nel 2010 e sono arrivati a livelli che non si registravano da quarant’anni a questa parte.


Secondo il Financial Times bisogna infatti risalire al 1977 per trovare valori analoghi. A gonfiare le quotazioni contribuisce la siccità di quest’anno in Brasile, che fa presagire raccolti limitati dal primo produttore mondiale in un quadro di forniture già scarse su scala globale. Peraltro a esacerbare ulteriormente le spinte sui prezzi potrebbe aver contribuito la corsa delle torrefazioni statunitensi ad accaparrarsi derrate, prima che entrino in vigore i dazi annunciati dal presidente eletto Donald Trump.

Il coreano Lee Hyung Wook miglior barista mondo Espresso italiano

Il coreano Lee Hyung Wook miglior barista mondo Espresso italianoRoma, 27 nov. (askanews) – E’ coreano il miglior barista di Espresso italiano al mondo. Si chiama Lee Hyung Wook ed è il vincitore della gara finale di Espresso Italiano Champion iniziativa che si è tenuta all’Hotel Gallia di Milano il 26 novembre, in concomitanza con IEI Connect 2024. Il coreano è seguito sul podio al secondo posto dal filippino Darwin Pontanos e al terzo posto dall’italiana Ilaria Izzo.


“IEI da oltre 25 anni rappresenta l’Espresso Italiano all’interno della filiera e dà molta soddisfazione vedere come la formazione, la ricerca scientifica e la promozione della cultura del nostro amato Espresso Italiano siano sempre argomenti al centro di interesse”, ha detto il presidente di IEI, Luigi Morello. Il giovane vincitore gestisce una attività, il D:mine Cafe, e lavora anche come formatore per Italian Barista School, IIAC – International Institute of Coffee Tasters e NEXT BEAN in Corea. Già vincitore della tappa coreana, Hyung Week segue la competizione di caffè italiano da otto anni.


La gara ha visto anche la partecipazione della campionessa 2023, la coreana Song Hye Jin, prima professionista donna ad aggiudicarsi il titolo internazionale di Espresso Italiano Champion. È stata lei a consegnare il titolo al nuovo International Winner, Lee Hyung Wook. I prodotti presentati in gara hanno rispecchiato i parametri di qualità dell’Istituto Espresso Italiano (IEI): per l’espresso una tazzina con circa 25 millilitri di caffè ornato da una crema consistente e di finissima tessitura, di color nocciola, una bevanda sciropposa con aromi intensi e ricchi di note di fiori, frutta, cioccolato e pan tostato. Per il cappuccino una crema finissima e lucida, con un perfetto bilanciamento di aromi del latte e del caffè.

Spagna elimina limiti catture accessorie per sugarello

Spagna elimina limiti catture accessorie per sugarelloRoma, 27 nov. (askanews) – E’ stato pubblicata ieri nella Gazzetta Ufficiale dello Spagna la risoluzione del Segretariato Generale della Pesca con la quale vengono eliminati i limiti di cattura per le catture accessorie di sugarello 8C per le navi registrate con altri attrezzi diversi dalla pesca a strascico e con reti a circuizione nella zona di pesca. Cantabrico e nord-ovest.


Considerando l’evoluzione dei consumi e l’attenzione alla domanda del settore, il Segretariato Generale della Pesca ha infatti ritenuto opportuno abolire questo limite di cattura del cosiddetto sugarello provinciale, che era fissato a 30 chili per nave a settimana. L’obiettivo è che la flotta sfrutti al massimo la quota disponibile in ciascuna provincia in questi ultimi mesi di campagna. Con l’eliminazione di questo limite di cattura si vuole contribuire a migliorare la sostenibilità socioeconomica di più di 300 navi, ponendole nelle stesse condizioni di pesca di quelle navi o gruppi di navi che, dopo aver esaurito la quota assegnata, continuano a pescare il surplus di sugarello dove, per il momento, non sono stati fissati limiti cattura stabilita.

Cia: conferma Fitto fa bene a Italia, agricoltura riparta dal Sud

Cia: conferma Fitto fa bene a Italia, agricoltura riparta dal SudRoma, 27 nov. (askanews) – “Il via libera alla nomina di Raffaele Fitto vicepresidente esecutivo della Commissione europea rappresenta un’occasione importante, e necessaria, per l’Italia. All’orizzonte si prospetta per l’Europa intera una stagione complessa ma unica di rafforzamento, ripartendo, finalmente, dai territori del Sud, tanto strategici per la nostra agricoltura”. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, che ora auspica un rapido avvio dei lavori della Commissione Ue e un impegno maggiore per un clima più disteso e di coesione in Europa.


“Torniamo, dunque, a congratularci con Raffaele Fitto – aggiunge Fini – certi del valore e del ruolo che saprà assicurare alla responsabilità che gli è stata affidata, anche con le deleghe alla Coesione e alle Riforme. I nostri auguri di buon lavoro a Christophe Hansen, confermato commissario Ue all’Agricoltura e all’Alimentazione. Da parte nostra – conclude il presidente di Cia – garantiamo a entrambi massima collaborazione per imprimere quel cambio di passo che serve al comparto, puntando proprio sulle aree interne. Rispetto a questo tema, come in relazione a tanti altri dossier aperti nel nostro Paese, va colto il segnale arrivato dalla stessa presidente Ursula von der Leyen che con la scelta di Raffaele Fitto guarda all’importanza politica da restituire alle comunità e alle regioni europee”.

Pallottini (Italmercati): bene Fitto in Ue, opportunità nuova Pac

Pallottini (Italmercati): bene Fitto in Ue, opportunità nuova PacRoma, 27 nov. (askanews) – “Auguriamo al vicepresidente Fitto un proficuo lavoro, certi che la sua esperienza e dedizione contribuiranno significativamente al progresso del comparto agroalimentare e alla coesione territoriale”: così il presidente di Italmercati Fabio Massimo Pallottini in seguito al voto del Parlamento europeo sulla nuova Commissione dell’UE.


“Questo incarico rappresenta un’opportunità significativa per promuovere lo sviluppo del settore agroalimentare e dei mercati all’ingrosso in Italia e in Europa – continua – La gestione efficace dei fondi del PNRR, oltre ad una maggiore flessibilità dei termini per l’esecuzione delle opere, è cruciale per il potenziamento della logistica agroalimentare e l’ammodernamento delle nostre strutture. Confidiamo – auspieca – che, sotto la guida del vicepresidente Fitto, si possa contribuire anche alla definizione di una nuova Politica Agricola Comune (PAC) in grado di rispondere alle sfide attuali, valorizzando le eccellenze agroalimentari italiane e rafforzando la competitività dei nostri mercati”. Italmercati è quindi “pronta a collaborare attivamente con le istituzioni europee per realizzare iniziative che favoriscano una crescita sostenibile e coesa del settore”.

Consorzio arancia Sicilia Igp a Masaf: serve tavolo agrumicoltura

Consorzio arancia Sicilia Igp a Masaf: serve tavolo agrumicolturaRoma, 27 nov. (askanews) – La convocazione di un tavolo al Masaf sull’agrumicoltura siciliana, per “confrontarsi con serenità con chi ha in mano il prodotto, ovvero Consorzi, organizzazioni e la Regione Sicilia”. A chiederlo è Gerardo Diana, presidente del Consorzio Arancia rossa di Sicilia Igp, in una intervista ad Askanews.


Inizierà infatti ufficialmente il 27 dicembre la campagna di commercializzazione delle arance rosse di Sicilia Igp: i frutti saranno abbondanti, di buona pezzatura e di grande qualità. Anche se questa campagna arriva dopo una annata difficile, con una diminuzione del 12% circa rispetto al 2023, anno in cui però ci fu una iperproduzione di arance. E’ stata l’ennesima annata all’insegna della grande siccità, a cui gli associati al Consorzio “hanno fatto fronte facendo sforzi folli e con un importantissimo aumento dei costi” per potere irrigare, spiega Diana. Si è dovuto anche scegliere cosa irrigare, ovvero su quali appezzamenti puntare: “l’acqua era limitata, e noi abbiamo deciso a chi darla: abbiamo abbandonato le piante più vecchie e l’abbiamo data a quelle giovani. Tanti associati hanno lasciato perdere degli ettari che poi ripianteremo grazie ai ‘piani Tristezza’ ma che ci daranno frutto solo tra 5 anni”. “Tutti parlano di grande diminuzione di arance, ma chi ci ha creduto ha irrigato facendo sforzi folli e con un pesante aumento dei costi. Abbiamo una qualità bella e una pezzatura grande”, ha aggiunto. Questo grazie al fatto che gli associati al Consorzio si sono organizzati “con pozzi e laghi, visto che i Consorzi di Bonifica non hanno dato acqua, riuscendo a limitare il calo produttivo al 12%. Il Consorzio quest’anno – ha spiegato Diana – ha vissuto una annata eroica”.


Di eroismo, però, non si può vivere sempre e infatti, messa al sicuro la produzione del 2024, Diana si dice preoccupato per la prossima annata “perché questi sforzi non si possono fare continuamente e, finché non diventeranno operativi i desalinizzatori e il sistema di canali che collegherà le dighe per l’agricoltura ci sarà sempre una vita difficile”. In Sicilia, infatti, “il cambiamento climatico è molto rapido e la siccità ci sta portando fenomeni di desertificazione. Tutti gLi interventi di cui si parla sono giustissimi ma noi non abbiamo 10 anni di tempo. Presto partirà un bando sui laghetti, che per noi sono essenziali e sono partiti dei bandi sui pozzi ma servono interventi immediati e liquidità immediata”.


Per questo, dopo un confronto con l’altro grande consorzio agrumicolo siciliano, quello della Arancia di Ribera Dop, è stato redatto “un documento comune e verrà chiesto un incontro al Masaf: il sottosegretario D’Eramo è molto attivo e speriamo – ha detto Diana ad Askanews – nella convocazione di un tavolo: abbiamo bisogno di lavorare insieme in un tavolo con chi ha in mano il prodotto, ovvero Consorzi, organizzazioni e la Regione Sicilia. Lavoriamo per risolvere i problemi con serenità, come in famiglia”. Quanto ad Agricat, il fondo mutualistico nazionale per la copertura dei danni causati alle imprese agricole da eventi climatici estremi come alluvioni, gelo, brina e siccità, “noi la vorremmo vedere funzionare: abbiamo presentato le domande di risarcimento e non sappiamo che percorso stiano avendo”. Anche questa questione fa parte di quelle che il Consorzio vorrebbe affrontare nel tavolo al Masaf, insieme al necessario blocco anche per il 2024 delle cartelle esattoriali per il lavoro dei Consorzi di Bonifica.


Il Consorzio, in vista della commercializzazione che durerà da fine dicembre a maggio per il prodotto fresco, si prepara alla campagna di comunicazione nazionale. “Siamo sempre ottimisti per quello che sarà il nuovo anno perché ormai i nostri sostenitori, i consumatori, scegliendo le nostre arance sanno non solo di avere il massimo della qualità, ma soprattutto che il prodotto è sinonimo di massima sostenibilità”, ha detto Diana. Il Consorzio dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP è una realtà che coinvolge oltre 30 comuni della Sicilia Orientale, dove operano circa 500 produttori associati per un totale di circa 6500 ettari certificati con l’IGP, di cui 800 in regime biologico.

Da Confagricoltura 14 tonnellate beni alimentari per Food for Gaza

Da Confagricoltura 14 tonnellate beni alimentari per Food for GazaRoma, 27 nov. (askanews) – È partito oggi il secondo invio di aiuti umanitari diretti a Gaza all’interno del programma “Food for Gaza”, finalizzato a garantire l’accesso ad aiuti alimentari e sanitari per la popolazione della Striscia.


L’iniziativa ha preso il via lo scorso marzo su iniziativa del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, in collaborazione con ONU, Croce Rossa, Mezzaluna Rossa e World Food Program. Confagricoltura, che accoglie con gioia l’annuncio di Israele della tregua con il Libano, si riconferma il principale contribuente all’iniziativa umanitaria del MAECI: con il primo invio dell’estate scorsa erano state raccolte 31 tonnellate (su 45) di derrate alimentari. Per la spedizione di oggi sono state raccolte dalla Confederazione oltre 14 tonnellate di cibo, in particolare riso, conserve varie e farina di grano, su un totale di circa 20 tonnellate.


Confagricoltura e la Onlus Senior-L’Età della Saggezza si confermano determinanti nell’iniziativa umanitaria a favore della popolazione colpita dal conflitto.

Congionti (Agriturist): Italia semplifichi norme su agriturismo

Congionti (Agriturist): Italia semplifichi norme su agriturismoRoma, 27 nov. (askanews) – Gli oltre 26mila agriturismi italiani sono “un modello per il turismo sostenibile e diffuso, ma per crescere abbiamo bisogno di un maggiore sostegno da parte delle istituzioni, soprattutto per semplificare le normative e ridurre gli ostacoli burocratici”. Lo ha detto Augusto Congionti, presidente nazionale di Agriturist, durante il convegno “Agriturist racconta l’agriturismo italiano: passato, presente e futuro”, organizzato oggi alla Fattoria di Maiano, a Fiesole, dall’Associazione nazionale per l’Agriturismo, l’ambiente e il territorio.


“Gli agriturismi italiani offrono qualità, autenticità e sostenibilità, tre valori che fanno dell’Italia un’eccellenza unica al mondo, e si confermano un tassello strategico per il turismo sostenibile e la valorizzazione delle aree interne, un volàno per il Paese e una garanzia per lo sviluppo economico e sociale di borghi e territori rurali”, ha spiegato, sottolineando che l’agriturismo “rappresenta un esempio virtuoso di integrazione tra produzione agricola e turismo esperienziale”. Inoltre, gli agriturismi italiani “sono, direi, naturalmente sostenibili: molti utilizzano energie rinnovabili, come il fotovoltaico o le biomasse, e promuovono il recupero dei materiali nell’ambito della ristorazione”. Luca Brondelli, vicepresidente nazionale di Confagricoltura, ha invece sottolineato il ruolo sociale degli agriturismi che sono “una risposta concreta allo spopolamento delle aree interne – ha detto – e alla salvaguardia del patrimonio culturale e architettonico delle campagne italiane. L’agriturismo non è solo un’opportunità economica, ma un presidio fondamentale per il territorio”.


Brondelli ha poi analizzato i nuovi trend del turismo post-pandemia: “i turisti non si accontentano più di un soggiorno in un luogo suggestivo. Vogliono essere protagonisti, scoprire i processi produttivi, partecipare a degustazioni e immergersi nella vita rurale. Ecco perché stiamo investendo nella formazione di figure professionali capaci di soddisfare queste esigenze – ha concluso il vicepresidente nazionale di Confagricoltura – come i manager turistici per i borghi, in collaborazione con università e centri di ricerca”.

In Veneto buona quantità olive ma resa bassissima: olio sarà poco

In Veneto buona quantità olive ma resa bassissima: olio sarà pocoRoma, 27 nov. (askanews) – Buone quantità di olive raccolte ma una resa tra le più basse di sempre. E, dunque, poco olio ma altissimi costi di produzione per la molitura. E’ il bilancio della campagna olearia 2024 in Veneto dove, nonostante la buona qualità e quantità di olive, grazie all’assenza della mosca olearia, le rese sono state tra le più basse di cui si abbia memoria nel territorio veneto.


Nel 2023 fu la quantità di olive ad essere insoddisfacente, mentre il 2022 fu segnato dalla siccità e dalla cascola e nel 2021 la produzione fu praticamente azzerata. Quest’anno le olive c’erano, ma sarà l’olio a scarseggiare. “Le rese quest’anno sono state attorno al 10% di media, oscillando dal 7 all’11,5%, ben lontane dalle medie del 15% di altri anni – spiega Leonardo Granata, presidente degli olivicoltori di Confagricoltura Veneto e produttore di olio dei Colli Euganei – Abbiamo pagato il frantoio in proporzione alle buone quantità di olive raccolte, che sono state decisamente superiori rispetto al 2023, ma abbiamo portato a casa poco olio, tanto che la sproporzione tra costi di produzione e introiti ci consentirà di conseguire una redditività appena sufficiente a coprire i costi di gestione. Non è una situazione solo veneta, ma estesa a tutta l’Italia”.


Le rese così basse sono dovute, probabilmente, al cambiamento delle temperature all’inizio di settembre, a cui hanno fatto seguito piogge continue e abbondanti, che di fatto ha bloccato la maturazione dell’oliva. I frutti hanno cominciato a pompare acqua, risultando scarichi di olio. “È difficile che i produttori continuino a investire in questo settore se non si esce da questo buco nero – dice Granata – anche perché, a fronte di risultati deludenti, ci troviamo a sostenere costi di produzione sempre più alti non solo in fase di raccolta e di molitura, ma di potatura, concimazione, sfalcio erba e trattamenti”. Il sostegno all’olivicoltura è quindi indispensabile per la prosecuzione dell’attività: “da alcuni anni abbiamo intessuto una collaborazione stretta con le Università di Verona e Padova per studiare soluzioni e mettere a punto cultivar che possano reggere meglio i cambiamenti climatici in corso – spiega Granata – Anche dalla Regione stiamo ricevendo ascolto e supporto, tanto che sta promuovendo documenti importanti a tutela dell’olivicoltura. E di questo vogliamo ringraziarla”.


Secondo i dati 2023 di Veneto Agricoltura, la superficie coltivata a olivo in produzione si è portata a 4.893 ettari, con un lieve aumento del 0,1%. Il 72% delle piante si torva nel Veronese (3.525 ettari, +0,1%), a cui seguono Vicenza (495 ettari, +0,4%), Treviso (437 ettari, -0,2%) e Padova (425 ettari, stabile).