Passa al contenuto principale
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

Agricoltori Coldiretti a Roma a difesa della canapa italiana

Agricoltori Coldiretti a Roma a difesa della canapa italianaRoma, 12 nov. (askanews) – La canapa italiana scende in piazza con gli agricoltori Coldiretti provenienti da tutta Italia che si ritrovano a Roma per mostrare i prodotti che rischiano di scomparire a causa di alcune norme contenute nel Ddl Sicurezza, azzerando completamente una filiera innovativa importante dal punto di vista economico, occupazionale e ambientale.


L’iniziativa è di Coldiretti e Filiera Italia che giovedì 14 novembre, dalle 9.30, ospiterà nella sede di Palazzo Rospigliosi, in via XXIV Maggio 43 a Roma, i canapicoltori dalle varie regioni, insieme all’associazione imprenditori canapa Italia (Ici), per chiedere un confronto urgente con le istituzioni, assieme al presidente Ettore Prandini e al segretario generale Vincenzo Gesmundo. Dalla bioedilizia alla cosmetica, dall’alimentare alle energie rinnovabili, a Roma sarà allestita un’esposizione per conoscere i mille usi della canapa destinati a sparire dall’uso quotidiano perchè ingiustamente equiparati a sostanze stupefacenti.

Agricoltura e credito: convegno COnfagri, Mimit e Mediocredito

Agricoltura e credito: convegno COnfagri, Mimit e MediocreditoRoma, 12 nov. (askanews) – Conoscenza, informazione, dialogo: sono queste le parole d’ordine emerse nel convegno sui temi della finanza in agricoltura, organizzato da Confagricoltura insieme al ministero delle Imprese e del Made in Italy e Mediocredito centrale – Fondo PMI. Una maggiore educazione alla finanza per permettere alle imprese di fare scelte di investimento consapevoli è uno degli obiettivi più importanti di Confagricoltura.


L’accesso delle imprese agricole a strumenti finanziari come i fondi di garanzia oggi risulta fondamentale. Gli investimenti che stanno interessando il settore primario hanno bisogno del sostegno sia del sistema bancario sia delle istituzioni. Per gli imprenditori agricoli sta diventando sempre più difficile ottenere un prestito, sia perché i tassi di interesse sono ancora alti, sia perché le garanzie richieste sono sempre maggiori. Pertanto, l’intervento delle garanzie pubbliche per mitigare il rischio di credito e lo sviluppo di strumenti di finanza agevolata per abbattere i costi di finanziamento dei macchinari sono essenziali per evitare il rischio, soprattutto in un momento congiunturale come questo, di vedere compromessa la capacità di investimento delle nostre imprese.


“Il nostro obiettivo – ha detto Alberto Statti, componente della Giunta di Confagricoltura – è dare risposte concrete alle imprese, aiutando le istituzioni finanziarie a traghettare il comparto verso uno sviluppo sostenibile che sappia conciliare tutela dell’ambiente, produttività e opportunità di nuovi investimenti a medio/lungo periodo. È necessario e urgente, dunque, un impegno comune per sostenere le imprese e consentire loro di superare l’attuale congiuntura. In altre parole, dobbiamo tornare a fare, tutti insieme, una politica economica nel comparto agricolo e agroalimentare, uscendo dalla logica dell’emergenza”. “Riteniamo che il lavoro tra le Istituzioni e le Organizzazioni di categoria rappresenti un valore aggiunto anche nell’individuazione delle esigenze reali del mondo imprenditoriale e accorci le distanze tra pubblico e privato – ha affermato il direttore generale di Confagricoltura, Annamaria Barrile – Per questo abbiamo accolto positivamente il recepimento in Legge di Bilancio della nostra richiesta relativa al rifinanziamento della “Nuova Sabatini”. Analogamente consideriamo positiva l’istituzione del Comitato consultivo (ex DL. 145/2023) nella nuova disciplina operativa del Fondo PMI”.

Risi da risotto, prezzi in aumento. Arborio +77% in un anno

Risi da risotto, prezzi in aumento. Arborio +77% in un annoRoma, 12 nov. (askanews) – Aumentano, a inizio campagna, i prezzi dei risi da risotto, con un record del +77% per l’Arborio rispetto ad un anno fa. L’inizio della campagna risicola 2024/25 è stato caratterizzato infatti da un generale rincaro dei prezzi dei risoni. A confermarlo è l’analisi trimestrale sui prezzi e sul mercato del riso e del risone realizzata dalla Camera di commercio di Pavia, con la collaborazione tecnico-scientifica di BMTI, nell’ambito delle proprie attività di supporto agli operatori locali del settore risicolo.


Come riporta l’analisi, i prezzi d’esordio risultano essere superiori rispetto alla scorsa annata per quasi tutte le varietà, con aumenti particolarmente marcati per i cosiddetti “Lunghi A”, ovvero le classiche varietà di riso per risotti, e i “Lunghi B”, ideali per insalate e contorni. Nello specifico, il confronto tra i prezzi registrati ad ottobre, nelle prime settimane di campagna, e quelli che si registravano dodici mesi prima ha evidenziato rincari del +32% per il Carnaroli, del +77% per l’Arborio e del +23% per il Roma. Un incremento dipeso principalmente dalle forti e prolungate precipitazioni autunnali che hanno creato difficoltà e ritardi alle operazioni di raccolta, generando uno squilibrio tra una domanda in aumento e un’offerta limitata. Ritardi che potrebbero causare inoltre una qualità non buona del riso e anche una scarsa resa a causa dell’eccessiva permanenza in campo.


Peraltro, Arborio e Carnaroli accusano nell’attuale annata anche un significativo calo delle superfici coltivate, pari rispettivamente ad un -18,7% e a un -9,5% rispetto al 2023. Deciso aumento rispetto allo scorso anno anche per i prezzi dei risoni “Lunghi B”, con un +18%. Per quanto riguarda il commercio estero, il primo semestre del 2024 è stato caratterizzato da una crescita su base annua di quasi il 12% dei volumi esportati di riso. L’aumento ha interessato soprattutto il riso semilavorato e lavorato (+9% rispetto al primo semestre 2023), grazie ai maggiori quantitativi spediti verso Germania e Spagna. Si registra, invece, una riduzione delle quantità importate di riso, in particolare per i risoni (-62% rispetto al primo semestre dello scorso anno) e per i risi semigreggi (-27,5%).

In Puglia 216 alberi monumentali in albo verde nazionale

In Puglia 216 alberi monumentali in albo verde nazionaleRoma, 12 nov. (askanews) – Sono 216 gli alberi monumentali della Puglia, con le nuove iscrizioni nell’albo verde nazionale: si tratta di esemplari che raggiungono anche i 40 metri di altezza e oltre 800 centimetri metri di circonferenza, mentre è allarme per la Piana degli Ulivi Monumentali sotto attacco del batterio killer Xylella fastidiosa. E’ quanto afferma Coldiretti Puglia, in relazione alla pubblicazione dell’aggiornamento dell’elenco degli alberi monumentali della Puglia, dove negli 88 piccoli comuni regionali si staglia il 21% degli alberi monumentali censiti in Puglia, di cui il 47,7% nelle aree protette, una patrimonio di biodiversità, che conta anche tutte le 10 varietà di querce presenti in Italia, da tutelare per l’enorme valore storico, biologico, ambientale ed ecologico.


Gli esemplari che fanno parte dell’albo verde si contraddistinguono per l’elevato valore biologico ed ecologico, per l’importanza storica, culturale e religiosa che rivestono in determinati contesti territoriali, per il loro stretto rapporto con emergenze di tipo architettonico, per la capacità di significare il paesaggio sia in termini estetici che identitari. Tra le nuove iscrizioni spiccano per numerosità i cedri, le querce, i platani e i faggi, mentre fanno la loro prima comparsa nell’Elenco alcune specie come l’acero palmato rosso, la camelia e l’anagiride. Nella Piana degli Ulivi Monumentali è altissima la concentrazione di ulivi millenari con ben 250mila esemplari di pregio straordinario che potrebbero fregiarsi del prestigioso riconoscimento di ‘ patrimonio dell’Unesco’. Si stima che alcuni potrebbero addirittura avere un’età fino a 3.000 anni, con circonferenze che superano i 10 metri. Una ricchezza dal punto di vista storico e turistico sino ad oggi mantenuta in vita soprattutto grazie all’impegno di generazioni di agricoltori, anche a prezzo di sacrifici considerevoli. La gestione di un ulivo monumentale è, infatti – rileva la Coldiretti Puglia – molto più complicata, con rese produttive notevolmente più basse rispetto a una normale pianta, ma anche la necessità di procedere a una raccolta esclusivamente manuale e maggiori difficoltà a livello di potatura e di trattamento.


Un impegno che rischia ora di essere vanificato dall’epidemia di Xylella che dal 2013 ad oggi ha colpito 8mila chilometri quadrati con 21 milioni di ulivi, con un danno stimabile di quasi 3 miliardi euro, secondo un’analisi della Coldiretti. L’urgenza è quindi salvare da nuovi contagi la Piana degli Ulivi Monumentali che ha già perso 1/3 degli ulivi di inestimabile valore.

Coldiretti: bene operazione Nas sulle mense scolastiche

Coldiretti: bene operazione Nas sulle mense scolasticheRoma, 12 nov. (askanews) – Con quasi due milioni di studenti, tra bambini e ragazzi, che pranzano quotidianamente nelle mense scolastiche italiane è importante l’operazione dei Nas di verifica della qualità di ciò che viene servito, a tutela della salute delle giovani generazioni. E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base di dati Istat nel commentare i risultati della campagna di controlli a livello nazionale effettuata dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute d’intesa con il Ministero della Salute per la verifica del rispetto dei requisiti previsti dalla normativa di riferimento nel settore della ristorazione all’interno degli istituti scolastici


A ricorrere alle mense sono peraltro proprio i bambini più piccoli, con circa settecentomila alunni tra i 3 e i 5 anni e oltre un milione tra i 6 e i 10 – rileva Coldiretti – con la conseguente necessità di assicurare cibi sicuri e correttamente conservati. Non a caso Coldiretti invita le istituzioni a privilegiare negli appalti delle mense scolastiche i cibi locali e a km 0 che valorizzano le realtà produttive locali e riducono i troppi passaggi intermedi dietro i quali più elevato è il rischio di frodi e sofisticazioni. Secondo l’analisi Coldiretti su dati Rasff nel 2024 è scoppiato più di un allarme alimentare al giorno legato al cibo importato in Italia dall’estero, in aumento del 30% rispetto allo stesso periodo del 2023, tra prodotti contaminati con metalli pesanti, pesticidi oltre i limiti, sostanze vietate in Europa o batteri.


E i cibi italiani si confermano i più sicuri anche per l’Efsa, l’Agenzia europea sulla sicurezza alimentare, con i residui chimici oltre i limiti sui prodotti di origine nazionale che sono stati lo 0,6% del totale, la metà della media Ue pari a 1,3% di non conformità e oltre 10 volte in meno di quella dei Paesi terzi, pari al 6,4%. Per diffondere modelli di consumo più sani e sostenibili Coldiretti è impegnata a promuovere nelle scuole italiane il progetto Educazione alla Campagna Amica, un percorso educativo che coinvolge oltre mezzo milione di bambini all’anno su tutto il territorio nazionale. Ma Coldiretti ha stretto anche un’alleanza con Federazione Italiana Medici Pediatri per sostenere la proposta di legge europea di iniziativa popolare, che mira a estendere a tutti i prodotti alimentari commercializzati nell’Unione Europea l’obbligo di riportare in etichetta l’origine geografica, dando la possibilità ai genitori di scegliere in maniera consapevole.

A metà novembre sugli scaffali l’avocado biologico siciliano Brio

A metà novembre sugli scaffali l’avocado biologico siciliano BrioRoma, 12 nov. (askanews) – Arriverà sugli scaffali a partire da metà novembre Brio, l’avocado biologico siciliano prodotto dalla azienda del Gruppo Alegra specializzata nell’ortofrutta biologica che, insieme al partner Alce Nero, ha avviato nel 2023 un ambizioso progetto per sviluppare la produzione “Made in Italy” di questo frutto.


L’avocado bio Italiano Alce Nero arriverà nei banchi dell’ortofrutta a metà novembre e sarà disponibile fino alle fine di febbraio in diversi grazie al lavoro di un gruppo di produttori altamente specializzati concentrati in provincia di Catania. Per questa prima campagna di commercializzazione saranno disponibili frutti della varietà Hass ma già dal 2025 il mercato vedrà un aumento significativo dei volumi e l’arrivo anche di frutti precoci della varietà Bacon: l’obiettivo è di ampliare la disponibilità dell’avocado italiano da ottobre a fine marzo. “Brio è stata una pioniera della vendita dell’avocado biologico, puntando su questo frutto fin dai primi anni 2000 – commenta il direttore commerciale, Mauro Laghi – Il nostro obiettivo, fin da subito, è stato quello di garantire al consumatore un prodotto di qualità elevata e certificata per 12 mesi all’anno: un risultato che abbiamo raggiunto grazie a forniture provenienti dalle aree del mondo più vocate, in primis Spagna e Perù, alle quali oggi, finalmente, si affianca una produzione consistente 100% made in Italy, coltivata in Sicilia e lavorata nei nostri stabilimenti”.


Il progetto è stato avviato nel 2023 ma è con questa campagna che i quantitativi hanno cominciato a farsi interessanti anche per la Gdo. “L’avocado è un prodotto in forte crescita, sempre più richiesto dal consumatore per le sue caratteristiche nutrizionali uniche, e da sempre distintivo dell’offerta di Brio – prosegue Laghi – L’anno scorso i volumi disponibili hanno consentito di effettuare test commerciali mirati, ma per il 2024-2025 intendiamo garantire una presenza continuativa nei reparti ortofrutta dei nostri clienti”.

Dal 2 al 4 marzo a VeronaFiere Sol2Expo, fiera filiera oleicola

Dal 2 al 4 marzo a VeronaFiere Sol2Expo, fiera filiera oleicolaRoma, 12 nov. (askanews) – Prodotto, tecnologia, formazione e turismo. Sono i quattro pilastri tematici interconnessi di Sol2Expo – Full Olive Experience in programma a Veronafiere da domenica 2 a martedì 4 marzo 2025. La nuova manifestazione, che prende il testimone dal quasi trentennale Salone internazionale dell’olio di oliva, debutta così da solista nel calendario fieristico con un progetto che fa dell’innovazione la chiave di sviluppo strategico di un comparto del Made in Italy, quello dell’olivicoltura, che conta 619mila aziende agricole su 1,14milioni di ettari (di cui 272mila bio) e 4327 frantoi attivi nel Belpaese.


“La transizione dalla convivenza con Vinitaly per 28 edizioni all’esordio autonomo nel prossimo anno punta a posizionare Sol2Expo quale fiera internazionale della filiera oleicola secondo un approccio verticale, unico in Italia, in grado di far confluire in un format originale tutto il processo olivicolo produttivo e di trasformazione”, sottolinea in una nota il direttore generale di Veronafiere, Adolfo Rebughini. Dall’oliva (sono quasi 500 le varietà nel nostro Paese, che coprono circa il 42% delle cultivar di olive a livello mondiale) all’olio vergine ed extravergine e sottoprodotti, dagli oli di semi speciali a quelli nutrizionali fino ai prodotti per il wellness, la cosmesi a base di olio e la tecnologia.


Un rinnovamento merceologico e di contenuti che riguarda anche il format, che si presenta dal 2 al 4 marzo con molte new entry nei tre padiglioni, dedicati rispettivamente all’olio extravergine artigianale per ristorazione, horeca e distribuzione organizzata, il secondo agli oli destinati al mass market, nutraceutici e cosmesi con particolare attenzione ai comparti hotellerie e centri benessere, e un padiglione interamente riservato all’innovazione tecnologica, con l’offerta di macchinari e attrezzature per la produzione e il confezionamento dell’olio per tutte le fasi della filiera, dalla raccolta al packaging. Non solo. Sol2Expo da un lato mantiene salda la sua anima business ulteriormente rafforzata da un piano di incoming specifico per la rassegna, ma per la prima volta apre le porte anche al segmento consumer. Domenica 2 marzo, infatti, il programma di Sol2Expo comprende experience anche di acquisto diretto, cooking show, workshop e degustazioni con pairing per il pubblico e gli appassionati. Sol2Expo, poi, conferma il Sol D’Oro, la competizione internazionale di riferimento del settore, organizzata da Veronafiere e che si prepara alla sua 23esima edizione nel 2025 nella versione Emisfero Nord.

Newlat: con spinta Princes fatturato 9 mesi a 2 mld, utile balza a 170 mln

Newlat: con spinta Princes fatturato 9 mesi a 2 mld, utile balza a 170 mlnMilano, 12 nov. (askanews) – Nei primi nove mesi dell’anno il gruppo Newlat ha raggiunto i 170,8 milioni di utile netto, in aumento dell’840% rispetto ai 18,2 milioni dei primi nove mesi dell’esercizio precedente, grazie all’acquisizione, avvenuta nel maggio del 2024, del gruppo britannico Princes che “ha generato un impatto positivo significativo grazie al provento da business combination e all’importante crescita operativa registrata nel corso del 2024”. Sul fronte dei ricavi, il gruppo alimentare ha superato i 2 miliardi (2,03) se si considerano i risultati consolidati aggregati di Newlat e Princes dal primo gennaio 2024. Ricavi che, invece, risultano pari a 896 milioni di euro, in aumento del 49,2% rispetto a un anno prima, col consolidamento di Princes a partire dal mese di agosto 2024. Su tutto l’anno il gruppo stima di raggiungere un fatturato di 2,8 miliardi di euro, come annunciato in occasione della presentazione del piano industriale al 2030.


L’Ebitda consolidato è risultato pari a 74,3 milioni di euro, a fronte dei 57,1 milioni nello stesso periodo del 2023, con un incremento del 30,1%, mentre l’Ebitda margin si è attestato all’8,3%, in lieve diminuzione rispetto al 9,5% registrato al 30 settembre 2023. Il risultato operativo consolidato è stato pari 194,4 milioni, in netto aumento rispetto ai 31,8 milioni di euro registrato nei primi nove mesi del 2023. La posizione finanziaria netta adjusted è risultat pari a 437 milioni, in aumento di 363 milioni rispetto al dato di chiusura al 31 dicembre 2023 per effetto dell’acquisizione del gruppo Princes, ma migliore di oltre 120 milioni di euro rispetto alle stime degli analisti.


“I risultati dei primi nove mesi del 2024 rappresentano un traguardo straordinario per il gruppo. Questo risultato riflette la solida generazione di cassa e dimostra al mercato una decisa ripresa della crescita organica del fatturato, particolarmente evidente nel terzo trimestre – ha commentato il presidente Angelo Mastrolia – I risultati dei primi nove mesi dimostrano l’enorme valore generato dall’acquisizione di Princes sotto ogni aspetto. La guidance del 2025 conferma una solidità finanziaria, che ci dà la possibilità di continuare a ottimizzare il costo del debito, consentendoci di valutare l’opportunità di emettere un prestito obbligazionario a condizioni particolarmente competitive”. Il gruppo alimentare emiliano conferma, dunque, una chiusura per il 2024 “con i migliori risultati finora raggiunti dal gruppo anche alla luce della recente acquisizione del gruppo Princes”

Bizzotto (Lega): pronti a battaglia in Ue su carne senza carne

Bizzotto (Lega): pronti a battaglia in Ue su carne senza carneRoma, 12 nov. (askanews) – “No alla carne senza carne, no alla follia dell’Europa che vuole estendere l’uso di denominazioni come ‘salsiccia’, ‘Hamburger’ o ‘bistecca’ a prodotti che in realtà non hanno un solo milligrammo di carne. La sentenza della Corte di Giustizia Ue che consente l’uso di denominazioni come salsiccia a prodotti di origine vegetale, è per noi motivo di forte preoccupazione perché rappresenta una seria minaccia sia per gli allevatori sia per i consumatori che hanno il sacrosanto diritto di sapere cosa mangiano”. Lo dichiara in una nota la senatrice leghista Mara Bizzotto, vicepresidente vicario del gruppo Lega al Senato e prima firmataria dell’interrogazione.


“Come si può chiamare salsiccia un prodotto al cui interno non c’è un solo milligrammo di carne? Inoltre la sentenza europea confligge in maniera evidente con la Legge 172 del 1 dicembre 2023 contro il cibo sintetico, che introduce il divieto di ‘meat sounding’ per i prodotti vegetali”, prosegue Bizzotto. “Accogliamo pertanto positivamente la risposta alla mia interrogazione che il Governo, per bocca del sottosegretario La Pietra, ha dato oggi in Commissione Agricoltura, in cui si impegna a intraprendere tutte le iniziative necessarie per fermare questa ennesima follia europea”.

Alma premia i nuovi 23 maestri d’arte agraria, gusto e ospitalità

Alma premia i nuovi 23 maestri d’arte agraria, gusto e ospitalitàRoma, 12 nov. (askanews) – ALMA celebra il mondo artigiano nominando 23 nuovi Maestri d’Arte Mestiere delle Arti Agrarie, del Gusto e dell’Ospitalità nel corso di un evento al Teatro Regio di Parma. La Scuola Internazionale di Cucina Italiana, aperta nel 2004 a Colorno, ha anche festeggiato i 20 anni di attività, da cui sono usciti oltre 14.000 allievi.


Il 29 settembre scorso a Venezia sono stati investiti 40 Maestri per le Arti Decorative, e a Parma con i 23 del mondo della gastronomia, selezionati e premiati proprio da ALMA. I Maestri sono stati suddivisi in tre aree: produzione, trasformazione e ristorazione. La prima ha visto 8 premiati: Filippo Drago (grani e cereali, Sicilia), Alberto e Giuseppe Rosso (frutticoltura, Piemonte); Bruno Sodano (ortaggi e legumi, Campania); Eleonora Noris Cunaccia (botanica ed erbe officinali, Trentino); Francesco Pellegrino (olivicoltura, Sicilia); Mario Pojer (viticoltura, Trentino); la famiglia Paternoster (apicoltura, Trentino) e Pino Spanu (allevamento, Sardegna). Passando alla trasformazione: Dino Ligorio (pastificio, Puglia); Massimo Cifarelli (arte bianca, Basilicata); Luigi Biasetto (pasticceria, Veneto); Enzo Coccia (pizzeria, Campania); Luigi Caccamo (norcineria, Calabria); Sergio Motta (macelleria, Lombardia); Vittorio Beltrami (arte casearia, Marche); Stefano Guizzetti (gelateria, Emilia-Romagna); Cristina Quattrone (cioccolateria, Calabria) e Gianni Capovilla (distilleria, Veneto). Infine la ristorazione: Valeria Piccini (cucina, Toscana); Peppe Guida (ospitalità, Campania); Gabriele Gorelli (sommellier, Toscana); Massimo Raugi (sala, Piemonte) e Luca Gargano (miscelazione, Liguria). Alberto Figna, presidente di Alma, ha ricordato che il ventesimo anniversario “celebra una realtà che ha formato migliaia di ambasciatori del Made in Italy gastronomico nel mondo poggiando sui valori della convivialità e dell’ospitalità italiana, globalmente riconosciuta. ALMA è nata per preservare e innovare la nostra tradizione culinaria, grazie a docenti ed esperti che hanno reso questa scuola un centro d’eccellenza non solo formativo ma un vero e proprio hub culturale. Il progetto Maestro d’Arte e Mestiere è una naturale estensione della nostra missione, riconoscendo il talento di chi opera nella filiera enogastronomica e nelle arti agrarie”.