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Missione in Argentina per presentare il Macfrut 2025

Missione in Argentina per presentare il Macfrut 2025Roma, 12 nov. (askanews) – Missione internazionale in Argentina per Macfrut, la fiera della filiera internazionale dell’ortofrutta in programma al Rimini Expo Centre da martedì 6 a giovedì 8 maggio 2025 nell’ambito delle attività di networking dei vertici della Fiera.


Sono stati cinque giorni di incontri per il presidente di Macfrut Renzo Piraccini e la responsabile dell’Ufficio Estero Valentina Piraccini, che hanno presentato la nuova edizione della fiera a Buenos Aires, Viedma, Villa Regina e Allen nel Rio Negro. A Buenos Aires, in collaborazione con la Camera di Commercio Italiana in Argentina, Macfrut con le numerose novità dell’edizione 2025 è stato illustrato ai cluster delle principali produzioni argentine. La delegazione si è poi spostata al sud, in Patagonia, proseguendo le giornate di incontri con gli operatori e con le autorità regionali. A Viedma è seguita la tappa a Villa Regina, città gemellata con Cesena dal 1988 grazie proprio al legame e alle relazioni nate a Macfrut partecipato da alcune delegazioni argentine. Ad Allen Macfrut è stato presentato alle autorità istituzionali del Rio Negro e si è concordato la partecipazione dell’Argentina a Macfrut 2025 con uno stand nazionale.


Della delegazione ha fatto parte anche il professor Marco Dalla Rosa dell’Università di Bologna, Campus di Cesena, che in Argentina ha una sede decentrata proprio a Buenos Aires.

Studio: caffè un alleato contro diabete di tipo 2

Studio: caffè un alleato contro diabete di tipo 2Roma, 12 nov. (askanews) – Fino a quattro caffè al giorno contro il diabete di tipo 2. E’ quanto emerge dalle più recenti evidenze scientifiche, tra cui quelle messe in luce da ISIC (Institute for Scientific Information on Coffee) in un recente studio del 2024 e pubblicato su Diabetes & Metabolic Syndrome: Clinical Research & Reviews, infatti, confermano nuovamente il ruolo benefico del caffè su quella che è stata definita “l’epidemia del nuovo millennio”: il diabete.


Con oltre mezzo miliardo di persone a esserne colpite e la previsione di sfiorare gli 800 milioni di casi entro il 2045, questa malattia, in particolare quella di tipo 2, rappresenta per i sistemi sanitari di tutto il mondo una vera e propria sfida, dall’impatto economico e sociale molto elevato. Sono numerose le evidenze scientifiche che ISIC (Institute for Scientific Information on Coffee), ha raccolto sul tema, tra cui un recente studio del 2024, pubblicato su Diabetes & Metabolic Syndrome: Clinical Research & Reviews. La ricerca ha ulteriormente confermato il contributo del caffè nel prevenire lo stress ossidativo e i disturbi correlati al diabete di tipo 2, come malattie cardiovascolari e obesità, e ha sottolineato come questa bevanda, sia con presenza di caffeina sia nella variante decaffeinata, sia associata a una riduzione del rischio di sviluppare questa malattia.


A rendere il caffè un potente alleato per contrastare il diabete sono alcune delle numerose molecole bioattive che sono contenute al suo interno come i polifenoli, antiossidanti naturali di cui il caffè, in particolare quello espresso, è una fonte preziosa. Sono diversi gli studi che attribuiscono a queste sostanze delle vere e proprie proprietà antidiabetiche, in particolare la capacità di influenzare positivamente il metabolismo del glucosio. Ma non sarebbero le sole responsabili: un ruolo importante è esercitato allo stesso modo dagli alcaloidi, in primis dalla caffeina, principio attivo per eccellenza del caffè e in grado di migliorare la secrezione dell’insulina, ma anche dalla trigonellina, che aiuterebbe a mantenere ottimali i valori della glicemia. Quanto alle dosi, vale sempre la regola della moderazione, come ricorda anche il recente studio rilanciato da ISIC3 che conferma la raccomandazione dell’Efsa secondo cui è bene non superare i 400mg di caffeina al giorno: bere 3-4 tazzine di caffè, senza l’aggiunta di zucchero o di latte, consentirebbe di ridurre in modo molto significativo il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 rispetto a chi lo consuma di meno o per nulla.

Agricoltura, assegnate ad Eima 3 borse studio premio Federacma

Agricoltura, assegnate ad Eima 3 borse studio premio FederacmaRoma, 12 nov. (askanews) – In occasione di Eima, l’esposizione internazionale tenutasi a Fiera Bologna nei giorni scorsi, sono state assegnate le tre borse di studio per un valore complessivo di 5.000 euro del premio “Alberto Cocchi”, iniziativa promossa dagli eredi del dirigente d’azienda e giornalista a cura di Federacma, Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei rivenditori di macchine agricole, operatrici e da giardinaggio. Federacma ha anche annunciato che sta per concludere un nuovo protocollo d’intesa con il ministero dell’Istruzione e del Merito “per dare ulteriore forza alle nostre attività”.


Il bando, giunto alla quarta edizione, è dedicato agli studenti frequentanti le classi III-IV e V delle scuole professionali agrarie, degli istituti agrari e degli istituti tecnici industriali ad indirizzo meccanico, meccatronico e informatico. I ragazzi si sono impegnati a completare uno stage di 160 ore (PTCO) nel settore della meccanica o meccatronica agraria presso concessionari di officine di macchine agricole e da giardinaggio. Il podio 2024, selezionato tra studenti provenienti da tutta Italia, si è rivelato spiccatamente al femminile con rappresentanti dell’intera penisola. A vincere il primo premio è stata la calabrese Giulia Caruso, dell’Istituto E. Majorana di Rossano (Cosenza), seconda la laziale Noemi Daveri, dell’Istituto Cardarelli di Tarquinia (Viterbo) e terzo Tonito Antoninho Moreno Da Silva dell’Istituto Stefani Bentegodi (Verona).


Andrea Borio, presidente Federacma ha ricordato come l’ambito della meccanica agraria, pur essendo fondamentale per il comparto primario, si caratterizza per la rilevante mancanza di manodopera specializzata, a fronte di migliaia di posti di lavoro vacanti. “La nostra Federazione si è da sempre impegnata per sensibilizzare e sostenere gli studenti interessati al settore ed in questa ottica si collocano anche la promozione delle borse di studio del Premio Alberto Cocchi e i workshop dei Mech@griJOBS, a cui hanno partecipato, nel corso di questa edizione di Eima, oltre 800 ragazzi”.

La Pietra: tabacco umbro, modificheremo linee guida nazionali

La Pietra: tabacco umbro, modificheremo linee guida nazionaliRoma, 11 nov. (askanews) – “Intendiamo apportare delle modifiche alle linee guida nazionali, come evidenziato dalla Regione, utili a rispettare queste specificità, senza ricadute ambientali, garantendo interventi di ripristino della fertilità del suolo o del contenuto in sostanza organica. Da parte del Masaf ho garantito la disponibilità a procedere immediatamente in tal senso”. Lo ha detto il sottosegretario al Masaf, senatore Patrizio La Pietra, che oggi ha incontrato le rappresentanze dell’organizzazione interprofessionale del tabacco al Masaf.


“Il comparto tabacchicolo umbro è una risorsa per l’agricoltura, l’economia, l’occupazione del territorio e merita la massima attenzione. Per queste ragioni ho voluto incontrare, presso il Masaf, per individuare una soluzione alla necessità di tenere nella giusta considerazione la particolarità della coltivazione del tabacco, l’alta specializzazione delle risorse umane e delle tecnologie impiegate”, ha detto. “Nell’incontro ho ribadito l’attenzione del ministero nei confronti delle imprese tabacchicole, così come evidenziato anche dal lavoro che il governo e il Masaf stanno facendo quotidianamente per prorogare e rinnovare gli accordi sottoscritti con le tre principali aziende manifatturiere del tabacco, operanti in Italia”.


“Stiamo parlando di numeri molto importanti, che hanno garantito la stabilità necessaria al comparto per lavorare in serenità e con una progettualità di ampio respiro. Visti i risultati più che positivi fino ad oggi registrati per l’intero settore tabacchicolo italiano – ha concluso – che in Umbria ha uno dei territori più impegnati, intendiamo proseguire sulla strada intrapresa, frutto di una intensa capacità di mediazione e di ascolto delle istanze formulate dalle imprese agricole umbre e delle altre regioni nelle quali la coltivazione del tabacco rappresenta un segmento strategico dell’agricoltura”.

Le Soste di Ulisse cambia nome e diventa La Sicilia di Ulisse

Le Soste di Ulisse cambia nome e diventa La Sicilia di UlisseRoma, 11 nov. (askanews) – Le Soste di Ulisse cambia nome e diventa La Sicilia di Ulisse per rafforzare ulteriormente l’appartenenza alla Sicilia con il suo patrimonio storico, culturale e gastronomico, celebrando al contempo la narrazione epica legata al viaggio dell’eroe omerico.


“Siamo fieri di presentare il nostro nuovo nome, La Sicilia di Ulisse, che riflette la volontà di mettere al centro il territorio siciliano e le sue eccellenze – spiega il presidente Tony Lo Coco – è fondamentale per noi associati fare squadra, unendo le forze delle realtà locali per offrire ai viaggiatori un’esperienza unica, autentica e radicata nelle tradizioni della nostra isola. Con il nuovo direttivo, che ho l’onore di guidare, ci stiamo impegnando per sviluppare progetti di rilievo nazionale e internazionale con l’obiettivo di dare nuovo slancio all’associazione”. Riunendo oltre cinquanta tra i migliori ristoranti, cantine e strutture ricettive della Sicilia, l’associazione ha contribuito negli anni a valorizzare il patrimonio culturale e culinario della regione. Con il nuovo nome si vuole ora sottolineare l’identità di questa realtà legata al territorio e il ruolo di collettore di eccellenze che permette ai visitatori di vivere l’isola attraverso sapori, tradizioni e storie millenarie.


Il nome segna anche l’inizio di un nuovo capitolo per laAssociazione, con il nuovo direttivo insediatosi ad aprile 2024. Accanto al presidente Tony Lo Coco operano il vicepresidente Luciano Pennisi e i consiglieri Marco Baglieri, Accursio Craparo, Giovanni Guarneri, Giuseppe La Rosa, Carla Maugeri, Salvatore Campisi e Francesca Planeta. Ad affiancare il lavoro del nuovo direttivo ci sono Pino Cuttaia, in qualità di past president, e Nino Graziano, presidente onorario.

Federbio: ecco le nostre proposte di emendamento a legge Bilancio

Federbio: ecco le nostre proposte di emendamento a legge BilancioRoma, 11 nov. (askanews) – Una serie di proposte di emendamento alla Legge di Bilancio 2025 con l’auspicio che siano accolte e depositate nei tempi utili per consentirne la discussione durante l’iter di approvazione della manovra 2025. A elaborarle è stata FederBio che ha inviato le proposte ai Parlamentari. L’obiettivo è puntare a un maggiore impegno nel bilancio dello Stato per il sostegno al biologico, settore nel quale l’Italia è leader a livello europeo e che rappresenta il principale strumento per la transizione ecologica dell’agricoltura.


Come primo punto, FederBio propone di rimodulare le aliquote IVA eliminando le agevolazioni per fitofarmaci e fertilizzanti di sintesi chimica e abbassando l’IVA al 4% per tutti i prodotti biologici di consumo e i mezzi tecnici ammessi in agricoltura biologica che si stanno diffondendo sempre di più anche nel resto dell’agricoltura. “Crediamo sia necessario utilizzare la leva fiscale dell’aliquota IVA per agevolare l’utilizzo di mezzi tecnici ammessi in agricoltura biologica fondamentali per favorire la sostenibilità di tutta l’agricoltura – spiega Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio – In questo modo è possibile stimolare efficacemente la domanda interna e favorire il conseguimento dell’obiettivo del 25% di superficie coltivata a biologico al 2027, come previsto dal Piano Strategico Nazionale della PAC”.


Sempre in ambito fiscale la Federazione propone l’introduzione del credito di imposta per i costi della certificazione, che oggi sono a totale carico delle aziende agricole e di tutti gli operatori della filiera che certificano i prodotti secondo le norme europee e nazionali di agricoltura biologica. “Attualmente – rileva Mammuccini – i costi della certificazione rappresentano un peso economico significativo, in particolare per le piccole aziende agricole, che genera una ripercussione a valle sul prezzo dei prodotti al consumo. D’altra parte l’utilizzo della fiscalità nazionale rappresenta uno degli strumenti strategici sul quale punta l’Unione Europea per promuovere l’incremento della superficie agricola coltivata a biologico, che viene raccomandata anche dalle Strategie UE “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030”


Infine, per il “Fondo per le mense scolastiche biologiche” FederBio propone di aumentare le risorse, per l’anno 2025 e seguenti, ad almeno 10 milioni di euro. Quest’istanza è dettata dalla considerazione che bambini e ragazzi sono maggiormente soggetti all’esposizione ai residui di prodotti chimici di sintesi negli alimenti. “Con questa richiesta intendiamo, inoltre, sottolineare il ruolo educativo delle mense scolastiche biologiche che possono rappresentare una leva decisiva per promuovere nelle nuove generazioni stili di alimentazione sani ed equilibrati”, conclude la Presidente Mammuccini.

Convegno Confagri su strumenti finanziari per accesso al credito

Convegno Confagri su strumenti finanziari per accesso al creditoRoma, 11 nov. (askanews) – Martedì 12 novembre a Palazzo della Valle, alle 10.30, Confagricoltura ospiterà un convegno con la partecipazione del ministero delle Imprese e del Made in Italy – Dipartimento per l’accesso al credito e interventi in capitali di rischio – ed il Mediocredito Centrale (Fondo PMI). Sarà un momento di confronto con le istituzioni, insieme a rappresentanti dei maggiori istituti bancari, con i quali Confagricoltura ha stretto accordi di collaborazione.


Dopo i saluti istituzionali di Annamaria Barrile, direttore generale Confagricoltura, introdurrà i lavori Nicola Caputo, Direzione Politiche fiscali e creditizie Confagricoltura. Interverranno Antonio Cuoco, Luca Labbozzetta, Leonardo Sauli, Divisione V Accesso al credito e Interventi in capitale di rischio – Direzione generale per gli incentivi alle imprese – MIMIT; Francesco Bianco, Mediocredito Centrale – Fondo PMI. Le conclusioni saranno affidate ad Alberto Statti, componente della Giunta esecutiva di Confagricoltura con delega alla finanza, fisco e credito. Modererà l’incontro Maria Cristina D’Arienzo, Politiche creditizie – Confagricoltura.

Cia: urgente strategia comune contro siccitàà e alluvioni

Cia: urgente strategia comune contro siccitàà e alluvioniRoma, 11 nov. (askanews) – Visione, programmazione e cabina di regia unica per invertire la marcia sulle risorse idriche e dare il via a nuove politiche infrastrutturali, partendo prioritariamente dalla messa in sicurezza delle aree più esposte al rischio di alluvione o di siccità. Questo il messaggio lanciato dal convegno “Acqua: le nuove sfide da affrontare in agricoltura” organizzato da Cia-Agricoltori Italiani, in collaborazione con Anbi, all’Hotel Savoia Regency di Bologna. Una giornata di studio, con le istituzioni e il mondo accademico e della ricerca, per mettere nero su bianco i dati sulla crisi climatica e ripensare proposte e soluzioni più moderne ed efficienti.


Negli ultimi 5 anni, in Italia, piogge intense e grandinate sono cresciute fino al 400%, investendo soprattutto il Centro-Nord, mentre in regioni come la Sicilia le precipitazioni attualmente sono al di sotto del 50% rispetto alla media degli ultimi 20 anni. Senza contare che proprio l’Italia, con oltre 90 miliardi di euro di danni subiti in 40 anni, risulta uno dei Paesi più martoriati da eventi metereologici estremi. “Lo squilibrio climatico, troppa acqua o troppo poca, ha generato zone fragili che oggi sono a rischio abbandono -ha detto il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini-. Per questo dobbiamo mettere in campo una strategia comune e integrata per tutelare un bene prezioso come l’acqua, salvaguardando al contempo agricoltura e territorio”. In questo senso, secondo Cia, ci sono almeno cinque azioni da adottare con urgenza: dare priorità negli interventi di messa in sicurezza alle zone a più alto rischio naturale; definire e avviare subito un nuovo Piano nazionale per la crescita dei grandi invasi da considerarsi integrati, e non alternativi, ai piccoli invasi; accelerare sul riutilizzo delle acque reflue, favorendo gli investimenti e le infrastrutture necessarie al riuso agricolo; approvare finalmente una legge contro il consumo di suolo agricolo, visto che si continua a cementificare 2,4 metri quadrati di suolo al secondo; incentivare le funzioni di custodia e manutenzione del territorio svolte dagli agricoltori attraverso un quadro normativo chiaro e definito.


“Tenere i produttori nelle aree rurali e interne -ha ribadito Fini – significa difendere l’agricoltura Made in Italy, evitare lo spopolamento e, soprattutto, prevenire il dissesto idrogeologico”. E un ruolo essenziale nella gestione delle risorse idriche è sicuramente quello dei Consorzi di Bonifica, come ha spiegato il presidente nazionale dell’Anbi, Francesco Vincenzi: “l’acqua non è più solo un problema dell’agricoltura, oggi la sua gestione riguarda tutti, perché è legata alla sicurezza dei territori. Questo significa fare un passaggio culturale importante e smettere di lavorare solo sull’emergenza, ma cominciare a pianificare”.


Per Anbi, insomma, di fronte ai cambiamenti climatici bisogna agire subito con opere di adattamento e manutenzione ordinaria e straordinaria, quindi programmare nuovi impianti idrovori per sostituire in alcune zone strutture obsolete non più adeguate al presente, anche utilizzando pienamente le risorse europee. “Siamo fermi all’11% di acqua trattenuta, contro il 35% della Spagna e di altri Paesi Ue – ha aggiunto Vincenzi – L’acqua deve diventare un elemento di competitività per il nostro agroalimentare, riducendo le tempistiche e usando meglio digitalizzazione e innovazione sui cantieri. Certamente il Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza del settore idrico (PNIISSI), che prevede investimenti di 10 miliardi di euro nei prossimi dieci anni, potrebbe portare avanti l’Italia con una visione di medio e lungo termine progredita ed efficace. Ma dobbiamo essere uniti e lavorare insieme”.

A novembre al via le giornate della spesa consapevole di Cia

A novembre al via le giornate della spesa consapevole di CiaRoma, 11 nov. (askanews) – Promuovere un’alimentazione più sostenibile, rispettare l’ambiente e la biodiversità, evitare lo spreco, privilegiare i prodotti locali e della tradizione a tavola. Sono questi gli obiettivi della “Giornata nazionale della spesa consapevole”, la campagna che nel mese di novembre toccherà tutta Italia per iniziativa de La Spesa in Campagna, l’associazione per la vendita diretta di Cia-Agricoltori Italiani.


Arriverà a Milano, Torino, Padova, Firenze, Perugia, Pescara, ma anche Vasto e Fano, Portici e Montesano Salentino, per altrettante tappe, tutte dal 17 al 24 novembre. L’anteprima è andata in scena a Imperia, in occasione di Olioliva. Attraverso le proprie scelte di acquisto informate e una maggiore collaborazione reciproca con gli agricoltori, i cittadini avranno l’occasione di diventare protagonisti della filiera alimentare. La rete de La Spesa in Campagna-Cia, vuole così favorire e incentivare sempre di più le relazioni dirette tra produttori e consumatori, da un lato per sostenere e valorizzare l’agricoltura Made in Italy, dall’altro per consentire alle persone di poter scegliere più responsabilmente cosa portare in tavola. Serve costruire insieme una nuova e vera cittadinanza alimentare, è quanto sostenuto dall’Associazione di Cia. Per questo la scelta di indire una giornata e una settimana dedicata, veicolando in modo capillare i valori del progetto e lasciando che le varie tappe si parlino, attivando un circolo virtuoso intorno a una rinnovata capacità di vivere, in modo sano e secondo la più corretta informazione, gli acquisti e i consumi alimentari. Ecco perché, già dall’evento a Imperia, le vere protagoniste sono state le produzioni locali di qualità degli agricoltori Cia, a partire dall’olio extravergine d’oliva, in partnership con Italia Olivicola e le sue Op territoriali collegate.


Tra le chicche di questa iniziativa il taccuino, distribuito per appuntare tutti i preziosi suggerimenti forniti dagli agricoltori sulla stagionalità delle materie prime e i valori nutrizionali, messi a punto dall’Università Campus Bio-Medico di Roma. Allo stand di Cia Imperia (in via Bonfante, angolo piazza Dante) l’anteprima ha svelato questi e altri dettagli della campagna, come la bottiglia da 100 ml di olio extravergine dell’Organizzazione di Produttori O. R. O. Liguria che riunisce oltre 140 operatori e i corsi a cura dell’Organizzazione Assaggiatori Liguri (O.A.L.) per scoprire i metodi di valutazione dell’olio EVO, i sistemi di raccolta, conservazione e trasformazione delle olive.

Copa Cogeca a Ue: pronti a scendere in piazza contro Mercosur

Copa Cogeca a Ue: pronti a scendere in piazza contro MercosurRoma, 11 nov. (askanews) – Gli agricoltori europei sono pronti a scendere nuovamente in piazza se verrà firmato un accordo con i paesi del Mercosur che non preveda “un impegno obbligatorio sufficiente da parte dei paesi Mercosur su standard legati al benessere degli animali, all’uso di medicinali nella produzione animale, al clima, al trattamento chimico e ad altri standard ambientali”. Lo si legge in due lettere aperte su una politica commerciale coerente, firmate dai presidenti di Copa e Cogeca, Massimiliano Giansanti e Lennart Nilsson, insieme oltre 50 organizzazioni aderenti che rappresentano 27 Stati membri dell’UE. Le lettere sono indirizzate al presidente della Commissione europea, al presidente del Consiglio dell’Unione europea e in copia a tutti i Capi di Stato dell’UE e ai ministri dell’agricoltura dell’Unione europea.


L’agricoltura è un settore strategico e vitale per il futuro dell’Europa, oggi sottoposto a diverse sfide “economiche, climatiche e sociali, come l’instabilità geopolitica, gli eventi meteorologici estremi, la concorrenza sleale, i costi di produzione più elevati, la mancanza di una retribuzione equa e gli oneri amministrativi”. Anche per questo, scrivono, “è importante non accettare un accordo con il Mercosur che ignori le preoccupazioni chiave degli agricoltori sulla divergenza degli standard di produzione e sugli effetti cumulativi sui settori sensibili. Gli agricoltori e le cooperative agricole europee non appoggeranno mai un accordo commerciale sbilanciato e dannoso per l’ambiente”. “Gli agricoltori europei e le loro cooperative comprendono la necessità di amici e alleanze in questi tempi difficili internazionali. Tuttavia, a nostro avviso, un accordo che metta a repentaglio un settore strategico come l’agricoltura europea non ha senso”, si legge. Per i presidenti di Copa e Cogeca, il Mercosur di per sé, “con o senza uno strumento di sostenibilità aggiuntivo, è una zona no-go per gli agricoltori europei, a causa delle importanti differenze in termini di competitività per alcuni settori. Pertanto, un accordo senza un impegno obbligatorio sufficiente da parte dei paesi Mercosur su standard legati al benessere degli animali, all’uso di medicinali nella produzione animale, al clima, al trattamento chimico e ad altri standard ambientali potrebbe far scendere di nuovo in piazza gli agricoltori europei”.


“L’agricoltura – scrivono i presidenti di Copa e Cogeca – non deve essere usata come merce di scambio negli accordi commerciali. Nel caso delle attuali controversie commerciali in corso con la Cina, i nostri settori hanno impiegato decenni per stabilire la loro presenza sul mercato cinese. Dopo tutti gli sforzi compiuti, ora sono vittime del loro successo. Pertanto, esortiamo la Commissione a fare del suo meglio per sollevare questo ingiustificato fardello dai produttori”. “Nel contesto attuale – si legge ancora – è anche impossibile non prendere in considerazione gli sforzi che i nostri produttori dovrannoper far progredire ulteriormente le nostre relazioni commerciali con l’Ucraina. Questo è un aspetto particolarmente critico da tenere in considerazione poiché la maggior parte degli stessi settori sensibili interessati sono quelli per cui apriremo i nostri mercati ai paesi del Mercosur. Oggi, come membri del Copa e della Cogeca, sottolineiamo l’urgente necessità di affrontare le preoccupazioni sollevate dalle migliaia di agricoltori che sono scesi in piazza negli ultimi mesi”.