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Sugar tax ancora in Manovra, Sibeg: ci sentiamo presi in giro

Sugar tax ancora in Manovra, Sibeg: ci sentiamo presi in giroRoma, 7 nov. (askanews) – La Sugar Tax è stata confermata nella Manovra 2025, “nonostante le dichiarazioni governative sulla volontà di evitare nuove imposte, le promesse fatte da più parti, le rassicurazioni per non compromettere il futuro delle imprese”. Luca Busi, amministratore delegato di Sibeg Coca-Cola, l’azienda siciliana che dal 1960 produce, imbottiglia, sviluppa e distribuisce nell’Isola in esclusiva le bevande di The Coca-Cola Company, continua la sua battaglia a nome del comparto, dopo aver appreso che la misura, approvata nel 2020 dal governo Conte 2, è ancora una mina vagante tra i capitoli della legge di bilancio.


“Con la pressione fiscale – continua – tutti i prodotti colpiti dalla Sugar Tax subirebbero un sovraprezzo del 25% al consumo: succhi, bibite analcoliche, energy drink, acque con vitamine, bevande vegetali, the, ma anche il latte pastorizzato. Come possiamo permettere che ciò avvenga?”. Sibeg ha più volte lanciato l’allarme, mettendo sul tavolo le ricadute: per la sola azienda siciliana la Sugar Tax si tradurrebbe in 18 mln di tasse, con un calo del 30% del fatturato e un taglio di circa 150 posti di lavoro. “Non vogliamo ulteriori rinvii – dice – non vogliamo ancora discutere dell’utilità o meno di una tassa che non incide sulla salute ma serve solo a fare cassa a nostre spese. Ogni anno, anzi ogni sei mesi, puntualmente, il problema si ripropone, disallineando il nostro piano di sviluppo industriale”.

Agricoltori e allevatori Ue: rivalutare accordo Mercosur

Agricoltori e allevatori Ue: rivalutare accordo MercosurRoma, 7 nov. (askanews) – Le organizzazioni agricole europee chiedono ai responsabili politici dell’UE di riconsiderare l’accordo commerciale UE-Mercosur in seguito alla recente sospensione delle esportazioni di carne bovina da parte del Brasile. L’ultimo audit dell’UE rivela infatti i problemi persistenti del Brasile nel soddisfare gli standard di sicurezza alimentare europei, in particolare per quanto riguarda il tracciamento degli ormoni vietati. “Esortiamo i decisori politici dell’UE a respingere questo accordo nella sua forma attuale e a sostenere una politica commerciale che rispetti i rigorosi standard del nostro settore agricolo e rifletta i valori europei, come sottolineato nel Dialogo strategico sul futuro dell’agricoltura”, spiegano.


L’audit della DG Sante ha evidenziato lacune significative nella capacità del Brasile di tracciare l’uso di ormoni nelle sue esportazioni di bovini verso l’UE, in particolare l’estradiolo 17ß, un ormone della crescita ampiamente utilizzato in Brasile ma vietato nell’UE da oltre 40 anni a causa dei suoi potenziali rischi di cancro. Nonostante queste conclusioni, la Commissione UE ha consentito alle autorità brasiliane di implementare un “auto-divieto” fino a quando non saranno in grado di garantire esportazioni di carne bovina senza ormoni verso l’Europa. “Questa decisione ha sollevato serie preoccupazioni circa l’adeguatezza della supervisione e l’affidabilità dell’autoregolamentazione del Brasile”, spiegano ,soprattutto considerando il recente scandalo “Carne Fraca” che ha esposto gravi carenze normative nell’industria della carne brasiliana. Inoltre, per le colture arabili, le ricorrenti difficoltà in Brasile nel limitare l’uso di prodotti fitosanitari pericolosi e le crescenti differenze in termini di standard fitosanitari tra Brasile e UE, “rendono la situazione insostenibile e inaccettabile per gli agricoltori dell’UE”.


Ad esempio, “un imminente studio CEPM mostra che il 52% delle sostanze attive autorizzate per l’uso sul mais in Brasile e Argentina erano state vietate nell’UE e alcune di esse, come l’atrazina, da oltre 15 anni”. Per quanto riguarda la barbabietola da zucchero, si tratta di circa 30 sostanze attive autorizzate nella canna da zucchero in Brasile ma non più autorizzate per l’uso nella barbabietola da zucchero nell’UE. “Queste differenze non possono essere spiegate solo da condizioni diverse come il clima, il suolo o le misure di mitigazione. Una sostanza attiva considerata pericolosa per la salute o per l’ambiente nell’UE dovrebbe essere considerata pericolosa anche nei paesi del Mercosur”, spiegano gli agricoltori europei che sono allarmati dai potenziali rischi di aumento delle importazioni dal Brasile nell’ambito dell’accordo UE-Mercosur, “poiché ciò comprometterà i rigorosi standard UE in materia di benessere degli animali, protezione ambientale e salute dei consumatori”.

Francesca Lavazza: P. Chigi compra caffè Nespresso? Almeno che sia italiano

Francesca Lavazza: P. Chigi compra caffè Nespresso? Almeno che sia italianoTorino, 7 nov. (askanews) – “Almeno che sia italiano!”. Francesca Lavazza, della storica famiglia italiana di produttori di caffè e membro del board del gruppo, reagisce così alla notizia, trapelata nei giorni scorsi, sull’acquisto di una fornitura di circa 68mila capsule Nespresso professional da parte della presidenza del Consiglio. Nespresso è un marchio della multinazionale svizzera Nestlè arrivato sul mercato nel 1986 per portare l’espresso del bar anche a casa attraverso l’uso delle capsule.


Interpellata da alcuni giornalisti a margine della presentazione del Calendario 2025, Francesca Lavazza all’inizio ha provato a minimizzare: “Magari non le ha comprate – ha detto – io sono sempre positiva”, salvo aggiungere subito dopo, scherzando: “Magari le ha prese per regalarle…a qualcuno a cui vuole male!”.

Uncai: bene incremento Fondo Innovazione di Ismea

Uncai: bene incremento Fondo Innovazione di IsmeaRoma, 7 nov. (askanews) – Con un’aggiunta di 25 milioni di euro rispetto ai 75 annunciati lo scorso anno, il 15 novembre riaprirà lo sportello per le domande di finanziamento del Fondo Innovazione Ismea. “Eima è iniziata con un’ottima notizia, molto attesa dal settore agromeccanico”, ha commentato il presidente di Uncai, Aproniano Tassinari, riferendosi all’annuncio del ministro Francesco Lollobrigida durante il Convegno inaugurale dell’Eima”, l’esposizione internazionale di macchine per l’agricoltura e il giardinaggio.


“Sono molto positive anche le correzioni annunciate al sistema informatico di presentazione delle domande, che lo scorso anno aveva creato non pochi problemi, e l’incremento delle risorse a 100 milioni rispetto ai 75 preventivati lo scorso anno”, ha aggiunto Tassinari. Questo sostegno pubblico è necessario per favorire il ricambio delle trattrici agricole e gli investimenti in macchine e sistemi innovativi nel settore agricolo. Tassinari ha anche sottolineato l’importanza di “ulteriori riforme intelligenti per realizzare questi obiettivi. Per stimolare l’innovazione, l’Italia deve investire con maggiore determinazione in ricerca e sviluppo, potenziare istituti come il Crea e Ismea, migliorare i sistemi di conoscenza agricola e di innovazione e incentivare i produttori ad adottare nuove tecniche di produzione per mezzo dei contoterzisti professionali. L’Albo nazionale degli agromeccanici”.


Riorientare i fondi verso queste aree chiave crea benefici per tutto il Paese, poiché un’agricoltura più sostenibile, produttiva e resiliente si traduce in sicurezza alimentare e maggiori consumi di prodotti italiani ed europei. L’obiettivo principale di tutte le misure volte a rinnovare le tecnologie agromeccaniche è ridurre gli impatti ambientali negativi del supporto agricolo, incentivando le misure che tutelano l’ambiente, compresa la conoscenza agricola, l’innovazione e le infrastrutture bio-sicure; aumentare il supporto legato a pratiche ambientali e includere una gestione sostenibile delle risorse naturali come parte integrante delle politiche agricole; puntare su sistemi di innovazione mirati a migliorare sia la produttività sia le prestazioni ambientali. “Con queste azioni, il Governo italiano può rendere il sostegno agricolo non solo più efficace ed efficiente, ma anche riconosciuto da tutti come una risorsa sociale, contribuendo così a mercati agricoli più sostenibili.”, ha concluso Tassinari.

Lollobrigida: scelta strategica Masaf coinvolgere scuole e giovani

Lollobrigida: scelta strategica Masaf coinvolgere scuole e giovaniRoma, 7 nov. (askanews) – “È stata una scelta strategica del nostro Ministero coinvolgere le scuole e i giovani. Per questo motivo, saluto le scuole di Verona e Brescia e tutti gli studenti che contribuiranno al successo di questa iniziativa. Questi ragazzi stanno vivendo un’esperienza preziosa, acquisendo nuove prospettive e traendo ispirazione da coloro che hanno realizzato i propri sogni, riuscendo a emergere e a vivere grazie all’agricoltura, all’allevamento e alle attività ad essi legate”. Così ha dichiarato il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, durante l’inaugurazione dello stand del Masaf a Fieracavalli, dove sono coinvolti gli studenti degli Istituti Agrari e Alberghieri.


“Questi giovani sono fantastici – ha proseguito il ministro – per loro dobbiamo fare tutto il possibile per rendere l’Italia sempre più protagonista sulla scena internazionale, rafforzando la capacità di crescita, creando lavoro, occupazione e sviluppo. Un ringraziamento quindi a questi ragazzi per la qualità che esprimono e ai loro docenti, che hanno trasmesso loro la passione e la professionalità che si percepiscono chiaramente anche solo guardandoli”, ha concluso Lollobrigida.

In Toscana bando da 5 mln per allevatori contro predatori

In Toscana bando da 5 mln per allevatori contro predatoriRoma, 7 nov. (askanews) – Con un bando di prossima uscita, la Regione Toscana destinerà 5 milioni di euro agli allevatori che esercitano il pascolo su territorio regionale (con l’esclusione delle isole dell’Arcipelago) per sostenerli nell’attivazione di misure preventive contro gli attacchi dei grandi carnivori come i lupi e limitare così sia il numero delle aggressioni che i danni al bestiame. Il provvedimento è stato approvato nell’ultima seduta della Giunta regionale, con una delibera proposta della vicepresidente ed assessora regionale all’agricoltura Stefania Saccardi.


“La nostra volontà – ha spiegato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani – è sostenere gli allevatori nell’attuazione di misure di difesa del bestiame, esposto a maggiori rischi a causa del ritorno di grandi predatori come il lupo”. “Abbiamo pensato – ha aggiunto l’assessora Saccardi – in questi difficili momenti per l’allevamento degli ovicaprini e dei bovini, di attivare una misura della nuova programmazione dei fondi europei, che consenta di dare un sostegno per le spese che ogni giorno devono sostenere per difendere i loro greggi dagli attacchi dei predatori; adesso potranno beneficiare di un ristoro per le spese ad esempio per i cani da guardiania o per i ricoveri notturni”.


Il nuovo bando da 5 milioni di euro rientra nell’attuazione del Piano Strategico PAC – Complemento di Sviluppo Rurale 2023-2027 della Regione Toscana, sarà emesso entro il mese di novembre e prevede un pagamento annuale per ettaro di superficie pascolata. Saranno beneficiari dell’intervento gli allevatori, singoli o associati, di ovini, caprini e bovini, che esercitano il pascolo sul territorio regionale, con l’esclusione dei territori delle isole dell’Arcipelago Toscano, e che sono in possesso di un codice allevamento attivo in BDN o di un proprio fascicolo aziendale di superfici oggetto di pascolo.

Ismea, Sergio Marchi è il nuovo direttore generale

Ismea, Sergio Marchi è il nuovo direttore generaleRoma, 7 nov. (askanews) – Si è insediato in queste ore Sergio Marchi, nuovo direttore generale di Ismea, che ieri ha partecipato a Bologna alla presentazione del Fondo Innovazione 2024, misura gestita da Ismea, per il sostegno agli investimenti in macchine e sistemi innovativi nei settori dell’agricoltura e della pesca, che sarà operativa dal prossimo 15 novembre per l’acquisizione e il caricamento delle domande.


Sergio Marchi, avvocato dal 1997, ha affiancato negli anni la professione forense all’impegno nelle istituzioni. Esperto in diritto civile e amministrativo, si è occupato di legislazione ambientale in campo nazionale ed europeo, è stato vice presidente della commissione urbanistica e assessore alla mobilità di Roma Capitale, e vice direttore generale di ARPA Lazio dal 2014 al 2019. Negli ultimi anni, nel ruolo di capo segreteria tecnica presso il Masaf, ha seguito la definizione del DL Agricoltura, gli esiti del nuovo regolamento europeo sulla tutela dei prodotti IG e ha collaborato alla definizione dei bandi dei contratti di filiera, in sinergia con i dipartimenti ministeriali e la struttura di missione per l’attuazione del PNRR. “L’insediamento del neo direttore generale è sicuramente un’occasione per rimarcare il massimo sostegno dell’Istituto verso le esigenze del settore agricolo ed agroalimentare italiano – commenta in una nota il presidente Ismea, Livio Proietti – Rivolgo il mio ringraziamento a Maria Chiara Zaganelli non solo per la dedizione straordinaria che ha caratterizzato il suo percorso in Ismea ma anche per aver costruito una comunità coesa, focalizzata su obiettivi e risultati. Proseguiremo su questa strada mettendo al centro del sistema i giovani, le donne, gli imprenditori agricoli, coloro che si occupano di agricoltura guardando al futuro, alla formazione e all’innovazione e che possono trovare in un partner per agevolare la crescita dei propri progetti con investimenti finanziari mirati”.


“Mi aspetta un compito importante e lo svolgerò con passione e determinazione – afferma il neo direttore Sergio Marchi – Grazie alla visione a tutto tondo che l’Istituto detiene attraverso i suoi servizi, analisi e report, sono certo che il rafforzamento del ruolo e delle competenze dell’Istituto, insieme alla disponibilità di risorse e l’attivazione di strumenti finanziari costituiranno un punto di forza e un’opportunità determinante per l’agricoltura e l’economia del nostro Paese”.

Il 18 novembre convegno conclusivo progetto I-Beef2

Il 18 novembre convegno conclusivo progetto I-Beef2Roma, 7 nov. (askanews) – Lunedì 18 novembre al Palazzo della Regione a Torino si svolgerà il convegno durante il quale verranno illustrati i risultati del progetto I-Beef2: biodiversità, sostenibilità efficienza e benessere nell’allevamento di bovini italiani da carne a cui hanno partecipato Anabic (associazione nazionale allevatori bovini italiani carne) in qualità di capofila, Anaborapi (associazione nazionale allevatori bovini razza Piemontese) e Anacli (associazione nazionale allevatori razze bovine Charolaise e Limousine italiane).


Il progetto ha avuto una durata triennale (2020-2023), era inserito nell’ambito del Programma di sviluppo rurale (Psrn), finanziato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Nazionale e delle Foreste ed era in continuità con quello del triennio precedente, l’I-Beef, relativamente ai temi legati alla tutela della biodiversità, all’implementazione del benessere animale e alla riduzione delle emissioni. Gli allevamenti delle razze autoctone di bovini da carne si caratterizzano nel nostro Paese per le loro dimensioni medio-piccole e sono distribuiti un po’ sull’intero territorio nazionale, ma in special modo nelle zone svantaggiate. Questo non solo prevede un importante ricorso al pascolo, ma è testimonianza di una tradizione che nel tempo ha consolidato il suo valore sociale e ambientale.


Al 31 dicembre 2023 le aziende impegnate nell’allevamento di bovini di razza Chianina, Romagnola, Marchigiana, Maremmana, Podolica, Piemontese, Limousine e Charolaise ed iscritte ai Libri Genealogici di queste razze, erano 11.726, con un numero complessivo di capi pari a 537.877 unità e una media di 45,8 animali/azienda. Allargando lo sguardo alla totalità dei bovini da carne allevati nel nostro Paese, i dati elaborati da Ismea evidenziano che dai 2.463.172 capi del 2021, si è passati, due anni dopo, a 2.362.757 registrando una contrazione di -4,1%. In calo purtroppo anche l’autoapprovvigionamento, passato dal 48,8% del 2021 al 40,3% del 2023, mentre un modestissimo aumento, dal 2021 al 2023, ha riguardato i consumi pro capite di carne bovina: +0,1%.

Da oggi rimosso blocco per spandimento liquami in Piemonte

Da oggi rimosso blocco per spandimento liquami in PiemonteRoma, 7 nov. (askanews) – Rimosso il blocco per cause climatiche che ha impedito dallo scorso primo novembre lo spandimento dei liquami nelle aree del territorio piemontese classificate Zvn (Zona vulnerabile ai nitrati). Il Bollettino dei nitrati n. 3, pubblicato ieri dalla Regione Piemonte, rileva infatti condizioni di suolo e umidità del terreno favorevoli allo spandimento, e consente pertanto di riprendere da oggi la distribuzione di liquame, digestato non palabile, assimilati al liquame e acque reflue su terreni dotati di copertura vegetale quali prati, pascoli, cereali vernini, erbai autunno-invernali, colture arboree inerbite, cover-crops, oppure su terreni con residui colturali e in preparazione di una semina primaverile anticipata.


Soddisfazione dall’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni, che nei giorni scorsi aveva raccolto l’allarme delle associazioni di categoria agricole: “il miglioramento delle condizioni meteo degli ultimi giorni, rispetto alle precipitazioni oltre la media del mese di ottobre, consente alle aziende zootecniche piemontesi di completare le operazioni di spandimento degli effluenti e di procedere in condizioni favorevoli a quelle di semina. Per i nostri agricoltori e per l’annata agraria 2024-25 è un grande sollievo. In prospettiva occorrerà avviare un percorso di riflessione sul possibile aggiornamento e adeguamento degli strumenti normativi che regolano la materia”, conclude Bongioanni.

Unionbirrai: bene indicazioni Comagri CAmera su revisione accise

Unionbirrai: bene indicazioni Comagri CAmera su revisione acciseRoma, 7 nov. (askanews) – Intervenire in modo organico e non temporaneo sulla disciplina agevolativa delle accise dovute dai produttori di birra riducendo stabilmente dal 1° gennaio 2025 le accise sulla birra prodotta in Italia a 2,97 centesimi grado plato e prevedendo una riduzione del 50% dell’aliquota di accisa, in luogo dell’attuale 40%, per i birrifici con produzione annua non superiore a 10mila ettolitri, del 30% per i birrifici da 10mila a 30mila ettolitri e del 20% per chi produce dai 30mila ai 60mila ettolitri. È questa l’indicazione fornita dalla Commissione Agricoltura della Camera nel parere approvato in merito alla Legge di Bilancio 2025, in discussione a Montecitorio. Una posizione che riscontra l’approvazione di Unionbirrai, l’associazione di categoria dei piccoli birrifici artigianali indipendenti.


“Riteniamo davvero lodevole l’attenzione dedicata al comparto brassicolo – commenta Vittorio Ferraris, direttore generale Unionbirrai – Il parere della Comagri Camera ribadisce una proposta che il settore porta avanti da tempo e che, ci auguriamo, possa divenire realtà dopo diversi tentativi in differenti provvedimenti. Siamo consci della congiuntura economica e degli sforzi che il Paese intero deve compiere per riassettare i bilanci pubblici ma questi interventi, con un dispendio economico limitato, possono – prosegue Ferraris – concretamente sostenere le piccole produzioni nazionali emergenti, proseguendo in un percorso iniziato negli anni scorsi”. Si tratta, infatti, di misure già attuate nel biennio ’22-’23 che rappresenterebbero un volano per il comparto avendo un impatto relativo notevole per ogni produttore. “L’auspicio – conclude – rimane quello di una disamina completa per revisionare le norme che regolano il comparto brassicolo nazionale in maniera organica, proprio come il Ministero dell’Agricoltura aveva iniziato a fare e che ci troverà sempre pronti al loro fianco”.