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Per agnello Sardegna Igp nuove etichette con Poligrafico e Zecca

Per agnello Sardegna Igp nuove etichette con Poligrafico e ZeccaRoma, 10 apr. (askanews) – Nuove etichette avanzate, analoghe a quelle utilizzate per banconote e certificati, realizzate in collaborazione con la Zecca e l’Istituto Poligrafico dello Stato in modo da renderle “difficilmente replicabili: sviluppando etichette avanzate, realizzate con sistemi di sicurezza analoghi a quelli utilizzati per la stampa di banconote e carte speciali, si proteggeranno maggiormente i consumatori e il lavoro dei pastori”. Lo annunciano i vertici del Contas, il consorzio dell’Agnello di Sardegna IGP, che nel periodo pasquale a causa dell’aumento degli agnelli nei banchi dei supermercati della Penisola, riscontrano frequentemente etichette errate o non conformi. L’ultimo caso in Emilia Romagna dove, in un punto vendita della Gdo, gli ispettori del Contas hanno evidenziato una criticità nel sistema di rintracciabilità e di etichettatura, dovuta all’operatività delle bilance basata su codici prodotto.


Nel caso specifico, il codice dell’”Agnello di Sardegna” è stato erroneamente associato a un agnello di origine estera, presente nei supermercati durante il periodo pasquale. L’involucro segnalato dai consumatori conteneva un cosciotto di origine slovacca, etichettato come “Agnello di Sardegna IGP”. Nel periodo pre-pasquale, spiega Contas, aumentano i casi di errore che “oltre a danneggiare la fiducia dei consumatori e il lavoro dei pastori, sono soggetti a specifiche sanzioni previste dalla normativa vigente, a tutela della trasparenza e del corretto funzionamento della filiera agroalimentare”. “Questi episodi ci spingono ad alzare ulteriormente l’attenzione – aggiunge il presidente del Contas Battista Cualbu -Implementare strumenti come il tracciamento digitale è essenziale per certificare provenienza e autenticità”.

Rocchi (Crea): ddl Difesa agroalimentare protegge made in Italy

Rocchi (Crea): ddl Difesa agroalimentare protegge made in ItalyRoma, 10 apr. (askanews) – “Il Crea è al fianco del Governo Meloni in questa azione fortemente voluta dal ministro Lollobrigida a tutela del nostro patrimonio agroalimentare”. Così Andrea Rocchi, presidente Crea, l’ente nazionale di ricerca dedicato all’agroalimentare e vigilato dal Masaf, in merito all’approvazione del Ddl Difesa dei prodotti alimentari.


“Si tratta di un provvedimento importante, anche e soprattutto per la diffusione di una più efficace protezione del made in Italy a tavola, a cui – prosegue Rocchi – con la nostra ricerca, possiamo contribuire in modo significativo, supportando le azioni di contrasto all’Italian sounding, anche nell’ambito della Cabina di regia istituita dal Ddl, e predisponendo una informazione scientificamente autorevole, a difesa di tracciabilità, qualità e tipicità delle nostre produzioni”.

Cia: accordo Ue direttiva suolo non abbia obblighi per agricoltori

Cia: accordo Ue direttiva suolo non abbia obblighi per agricoltoriRoma, 10 apr. (askanews) – L’accordo politico sulla direttiva sul monitoraggio del suolo, con l’obiettivo non vincolante di raggiungere “suoli sani” entro il 2050, può essere un passo avanti verso una normativa nazionale secondo Cia, ma non deve comportare obblighi diretti per gli agricoltori. Questo il commento di Cia-Agricoltori Italiani che negli anni ha sempre promosso campagne contro il consumo di suolo, l’erosione e la perdita di sostanza organica nei suoli europei.


“L’agricoltura ha bisogno di suolo, fertile e pulito, che è il primo asset su cui l’Europa può poggiare la battaglia per l’adattamento al cambiamento climatico e il contrasto alla perdita di biodiversità”, ha dichiarato il presidente nazionale Cia, Fini. Cia, ora, seguirà gli step successivi del processo legislativo al Consiglio e in Parlamento, accertandosi che il testo concordato ieri non comporti imposizioni di obblighi diretti e oneri burocratici agli agricoltori.

Carloni (Comagri): chiari obiettivi Ddl su agroalimentare

Carloni (Comagri): chiari obiettivi Ddl su agroalimentareRoma, 10 apr. (askanews) – “Ieri il Cdm ha approvato un importante Ddl sull’agroalimentare, fortemente sostenuto dalla Lega, per proteggere i prodotti alimentari italiani. Gli obiettivi sono chiari”. Così il presidente della commissione Agricoltura, il deputato della Lega Mirco Carloni, sottolineando che nel Ddl “si punisce chi truffa, introducendo reati come quello per chi inganna sui prodotti (provenienza, qualità, etichette false), con sanzioni più dure. Tutela DOP e IGP, perle del Made in Italy contro falsi e contraffazioni: mai più Parmisan e Prosek”.


“Altro importante obiettivo – prosegue Carloni – era quello di garantire trasparenza e sicurezza su ciò che si compra, con controlli più severi e tracciabilità dei prodotti. Si semplificano, inoltre, le regole per le aziende oneste e si usano gli alimenti confiscati per scopi benefici, evitando sprechi. Avanti così per un’Italia di qualità amata in tutto il mondo”, conclude il presidente della Comagri.

Cnr elabora tecnica per individuare il miele adulterato

Cnr elabora tecnica per individuare il miele adulteratoRoma, 10 apr. (askanews) – Una tecnica per individuare il miele adulterato. L’Ente italiano di Normazione (Uni) ha da poco pubblicato la norma UNI 11972:2025 Miele, che fornisce un metodo analitico basato sulla tecnica spettroscopia di risonanza magnetica nucleare (NMR) in alta risoluzione per identificare marker specifici di tre aduteranti saccaridici maggiormente utilizzati per diluire il miele: inulina, zucchero invertito e sciroppo di mais/malto.


Analisi internazionali hanno infatti fornito segnali allarmanti, affermando che quasi la metà del miele importato in Europa da differenti nazioni europee ed extraeuropee non è conforme alla direttiva europea 2001/110/EC, che definisce gli standard qualitativi minimi per il miele per uso alimentare: è, cioè, da considerarsi adulterato. L’adulterazione più diffusa consiste nella diluizione di miele autentico con sciroppi saccaridici di diversa origine vegetale a basso costo, con composizione complessa e di difficile identificazione.


Oggi, grazie alla tecnica NMR, è possibile identificare e quantificare selettivamente dei segnali specifici per ogni tipo di adulterante saccaridico considerato nello studio. In pratica si osservano dei marker specifici presenti in concentrazioni elevate nei campioni di miele adulterati artificialmente. La tecnica è stata testata su tre varietà botaniche di miele, in particolare miele di castagno, millefiori ed acacia con i tre adulteranti saccaridici ed è stato messo a punto un protocollo analitico che ha testato l’adulterazione dei campioni di miele autentico con ciascuno dei tre adulteranti in percentuali dal 10% al 30% in peso. Il protocollo è stato condiviso con diversi laboratori nazionali di enti di ricerca diversi, che hanno analizzato gli stessi campioni e validato il metodo.


A mettere a punto la tecnica, il gruppo di lavoro “GL 23-autenticità degli alimenti” istituito nell’ambito dell’accordo di collaborazione attivo tra Cnr e UNI. Project Leader del Gruppo, è Roberto Consonni dell’Istituto di scienze e tecnologie chimiche Giulio Natta del Cnr di Milano, che spiega: “il miele, come altri prodotti alimentari di pregio, rappresenta un target per l’adulterazione per ottenere maggiori profitti; inoltre, in questi ultimi anni, a causa dei cambiamenti climatici, le quantità di miele risultano fortemente ridotte”.

Approvato Piano strategico nazionale delle aree interne (Psnai)

Approvato Piano strategico nazionale delle aree interne (Psnai)Roma, 10 apr. (askanews) – E’ stato approvato oggi dalla Cabina di regia per lo sviluppo delle aree interne, che si è riunita a Palazzo Chigi, il Piano strategico nazionale delle aree interne (Psnai). Il sottosegretario al Masaf Luigi D’Eramo, che ha partecipato in rappresentanza del Masaf, ha detto: “prosegue il lavoro e l’impegno del Governo per contrastare lo spopolamento e incentivare lo sviluppo delle aree interne che sono il cuore dell’Italia. Mantenerle vive significa preservare la vitalità di tutto il Paese. L’obiettivo è garantire ai giovani il diritto a restare e mettere in condizione gli agricoltori e gli allevatori di continuare ad essere i custodi di territori che vantano produzioni agricole di pregio, con una elevata tipicità”.


Per D’Eramo, grazie alla collaborazione “operativa e costruttiva fra le diverse politiche e i diversi assi di intervento si creano le condizioni per favorire la crescita di questi territori e dando maggiore rilevanza al ruolo del Piano strategico della Pac si rafforza l’azione della Snai”. “Il settore primario – ha aggiunto D’Eramo – gioca un ruolo determinante come motore di sviluppo delle aree interne e di montagna dove operano 310 mila imprese agricole che rappresentano circa il 47% del totale nazionale. Puntiamo a definire una specifica Strategia nazionale agricola. Anche alla luce dei risultati dello studio avviato dal Masaf in collaborazione con Unioncamere, che arriveranno entro fine 2025 – ha concluso D’Eramo – l’obiettivo è un documento programmatico che contribuisca a ridefinire gli strumenti più efficaci per programmare politiche di intervento a supporto delle attività produttive e delle comunità locali”.

Ismea: Ddl difesa agroalimentare pilastro per tutela made in Italy

Ismea: Ddl difesa agroalimentare pilastro per tutela made in ItalyRoma, 10 apr. (askanews) – “Il disegno di legge approvato ieri in Consiglio dei Ministri recante disposizioni sanzionatorie in materia di agricoltura e pesca è fondamentale per tutelare il valore dei prodotti di eccellenza italiani”: così in una nota congiunta il presidente di Ismea Livio Proietti e il direttore generale Sergio Marchi.


Ismea è impegnata nella rilevazione dei prezzi dei prodotti all’origine e dei costi medi di produzione, sempre nell’ottica di garantire con dati certi e attendibili la massima trasparenza al mercato, a vantaggio del settore primario della produzione agricola, ma anche di tutta la filiera e dei cittadini. Allo stesso modo, promuovere e tutelare i prodotti italiani di eccellenza, quella Dop economy che vale 20 miliardi di euro, “è un altro obiettivo di straordinaria rilevanza, a cui Ismea contribuisce con il rapporto annuale realizzato in collaborazione con Qualivita”, spiegano. “Tutte attività – concludono Proietti e Marchi – che oggi grazie a questo disegno di legge, fortemente voluto dal governo Meloni e dal ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, potranno essere esercitate con ancora più forza e autorevolezza, anche grazie agli accordi che Ismea ha sottoscritto e rinnovato in questi anni con le Forze dell’ordine, per una completa sinergia e la massima collaborazione istituzionale nell’impegno congiunto a tutela della legalità e della trasparenza nel campo agricolo e agroalimentare”.

Italia del Gusto:segnale positivo su dazi, ma lascia interrogativi

Italia del Gusto:segnale positivo su dazi, ma lascia interrogativiRoma, 10 apr. (askanews) – Il Consorzio Italia del Gusto accoglie “con spirito costruttivo” la decisione dell’amministrazione statunitense di ridurre i dazi sui prodotti agroalimentari europei al 10%. Una scelta, si legge in una nota, “che rappresenta un gesto distensivo importante, ma che lascia ancora aperti interrogativi rilevanti sul futuro delle relazioni commerciali transatlantiche”, anche perché “non è in gioco solo il valore economico dell’export, ma anche la difesa di un modello produttivo basato sulla qualità, sull’identità e sulla reputazione”.


“Siamo di fronte a un segnale incoraggiante, che cogliamo con attenzione – afferma Giacomo Ponti, presidente di Italia del Gusto – Tuttavia, la mancanza di una prospettiva chiara e stabile continua a pesare sulla capacità delle nostre imprese di programmare investimenti e strategie a lungo termine”. Il Consorzio sottolinea come l’incertezza generata da misure commerciali provvisorie abbia un impatto che va ben oltre i confini nazionali. “In un sistema economico sempre più interconnesso, l’instabilità commerciale non penalizza soltanto le nostre eccellenze agroalimentari – spiega – ma contribuisce a una fragilità complessiva dei mercati globali. In questo senso, il dialogo tra Stati Uniti e Unione Europea non può che proseguire con urgenza e ambizione”.


“Le recenti dichiarazioni della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha evocato la necessità di un superamento bilanciato dei dazi attraverso la formula ‘zero per zero’, rappresentano – prosegue Ponti – un orientamento che condividiamo pienamente. È tempo che l’Europa e gli Stati Uniti dimostrino la volontà politica di costruire un’intesa fondata su reciprocità, trasparenza e stabilità”. “Il vero rischio non è soltanto una riduzione delle esportazioni, ma un indebolimento del posizionamento del Made in Italy nel mondo. La risposta deve essere all’altezza di ciò che rappresentiamo”, conclude Ponti.

Nuovo Cda per Consorzio aceto Modena Igp, presidente Mazzetti

Nuovo Cda per Consorzio aceto Modena Igp, presidente MazzettiRoma, 10 apr. (askanews) – Cesare Mazzetti sarà il presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena per il prossimo triennio. Al suo fianco, come vicepresidenti, Sabrina Federzoni e la presidente uscente Mariangela Grosoli. Già presidente del Consorzio al momento dell’ottenimento del riconoscimento della IGP per l’Aceto Balsamico di Modena, nonché vicepresidente del Consorzio negli ultimi due mandati, Mazzetti è un volto noto nel sistema DOP e IGP. Presidente dell’azienda da lui fondata in provincia di Modena, tra i principali produttori di Aceto Balsamico di Modena IGP e Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, è anche presidente di Fondazione Qualivita.


“Faremo il possibile per coinvolgere tutti gli operatori della nostra filiera, dando continuità ai nostri progetti e continuando ad ascoltare le esigenze di tutti i produttori, grandi e piccoli, perché per il nostro settore, che è già al quinto posto nel paniere della DOP economy italiana è fondamentale crescere ancora”, ha detto Mazzetti. Un triennio che si presenta all’insegna della continuità, con la conferma di fatto dell’indirizzo politico e le strategie portate avanti negli ultimi anni.


Il Consiglio di Amministrazione del Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico di Modena IGP sarà composto quindi per i prossimi tre anni da Cesare Mazzetti, presidente, Sabrina Federzoni (vicepresidente), Mariangela Grosoli (vicepresidente), Camillo Cremonini, Giacomo Ponti, Claudio Stefani, Francesco Toschi e i due nuovi entrati, Massimo Malpighi e Francesco Milano. Nel Collegio Sindacale riconfermati Tiberio Bonvicini (Presidente), Pier Giorgio Cecchini (membro effettivo), Claudio Vellani (membro effettivo), Stefano Prampolini (supplente) e Francesco Salardi (supplente).

In 2024 export Carrefour Italia verso paesi del gruppo a 1,15 mld

In 2024 export Carrefour Italia verso paesi del gruppo a 1,15 mldRoma, 10 apr. (askanews) – Nel 2024 Carrefour Italia ha consolidato l’export di prodotti italiani nei paesi del gruppo, confermando il risultato di 1,15 miliardi di euro. Tra le categorie in crescita spiccano i vini, con un valore pari a circa 70 milioni di euro, in crescita del 13% rispetto al 2023 e addirittura del 128% rispetto ai 30,7 milioni del 2022. I volumi maggiori si registrano verso la Francia con quasi il 60% delle vendite. In evidenza, tra i vini più esportati, quelli frizzanti come prosecco Veneto, Lambrusco dell’Emilia Romagna e spumante del Friuli Venezia Giulia.


E’ quanto emerso durante “Carrefour per il Made in Italy: Produttori, Territori ed Export”, un evento organizzato a Roma da Carrefour Italia, in occasione del secondo anno alla Giornata Nazionale del Made in Italy, al Carrefour Market di Piazzale Eugenio Morelli a Roma per sottolineare il supporto alla filiera agroalimentare italiana. I prodotti a marchio privato Carrefour hanno registrato un export di 234 milioni di euro, una crescita costante dal periodo pre-Covid, segnando un +45% rispetto al 2018. Cresce anche la popolarità delle specialità nazionali consumate in occasione delle ricorrenze: in Francia le referenze delle feste per Natale e Pasqua, come pandoro, panettone, uova di cioccolato e colombe sono sempre più apprezzate dai consumatori.


Anche l’export di ortofrutta italiano è cresciuto in maniera importante, facendo registrare dal 2018 ad oggi un raddoppio del valore, arrivando a quota 20 milioni di euro. “La nostra collaborazione con oltre 11.000 fornitori locali ci consente di offrire ai consumatori, inclusi i nostri clienti dei paesi del gruppo – ha detto Christophe Rabatel, CEO di Carrefour Italia – prodotti che rappresentano l’eccellenza e la tradizione italiana, valorizzando il territorio e le sue specificità”. Infatti, oltre l’80% dei prodotti a marchio Carrefour proviene da fornitori italiani, grazie alla stretta collaborazione con piccoli e medi produttori locali e regionali.