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Il 10 luglio Agrifood Summit del Sole 24 Ore con Lollobrigida

Il 10 luglio Agrifood Summit del Sole 24 Ore con LollobrigidaRoma, 3 lug. (askanews) – Si terrà il 10 luglio 2024, a partire dalle 9.30 in live streaming, l’evento “AgriFood Summit – Coltivare la sostenibilità per crescere”, appuntamento del Sole 24 Ore dedicato alla filiera agroalimentare. Aprirà i lavori un’intervista a Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste che tratterà l’esigenza di strategie economicamente sostenibili dal Green Deal della Politica Agricola Comune all’export a rischio guerra.


A seguire interverranno sul tema Cristiano Fini, presidente CIA-Agricoltori Italiani, Gianluca Lelli, capo area economico Coldiretti, e Giacomo Vigna, dirigente Agroindustria – Ministero delle Imprese e del Made in Italy. La sostenibilità, che è al centro anche della Politica Agricola Comune (PAC) 2023-2027 dell’Unione Europea, sarà il focus della mattinata di lavori durante la quale rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni di categoria, imprenditori ed esperti discuteranno del rapporto con l’UE e delle problematiche dell’export dei prodotti Made in Italy in un contesto mondiale di crisi, racconteranno le innovazioni in grado di coniugare sostenibilità e competitività, e indicheranno le strade per un futuro di crescita nel rispetto di ambiente e lavoratori.

Oggi in aula al Senato Dl Agricoltura, Copagri: testo migliorato

Oggi in aula al Senato Dl Agricoltura, Copagri: testo miglioratoRoma, 3 lug. (askanews) – Arriva oggi nell’aula di Palazzo Madama il DL Agricoltura, con un testo “decisamente migliorato e rafforzato” e che “riuscirà a dare migliori e più complete risposte alle istanze del comparto agricolo, che sconta al momento notevoli difficoltà legate ai rincari dei costi di produzione e delle tariffe energetiche, ma anche alle sempre più evidenti ricadute del climate change e alla condizione di grave siccità che sconta il Meridione del Paese”. Lo spiega il presidente della Copagri, Tommaso Battista a proposito dei contenuti del ddl di conversione del cosiddetto “DL Agricoltura”, che sarà oggi all’esame dell’aula del Senato e sul quale il Governo ha preannunciato la posizione della questione di fiducia.


“Non possiamo che ringraziare i relatori Luca De Carlo e Giorgio Maria Bergesio, presidente e vicepresidente della Commissione Agricoltura, per il grande lavoro di sintesi effettuato – dice Battista – che ha portato, fra l’altro, alla fondamentale proroga di un anno per la sperimentazione in campo delle Tecniche di Evoluzione Assistita-TEA, strumenti fondamentali per ottenere produzioni vegetali in grado di rispondere in maniera adeguata alla scarsità idrica e a stress ambientali e biotici di particolare intensità”. Positivo anche il parere sul via libera al sistema di monitoraggio delle produzioni cerealicole, il cosiddetto ‘Granaio Italia’, grazie al quale “anche il comparto potrà contare su uno strumento fondamentale, già da tempo a disposizione dei settori vitivinicolo, olivicolo e lattiero-caseario”, aggiunge Battista, plaudendo al lavoro del sottosegretario all’agricoltura Patrizio La Pietra e della senatrice Maria Nocco, grazie ai quali è stato previsto anche uno stanziamento di 30 milioni di euro destinati ai reimpianti e alle riconversioni per sostenere le imprese agricole danneggiate dalla Xylella.


Rilevanti anche gli interventi per la ristrutturazione dei settori olivicolo-oleario, agrumicolo e lattiero-caseario del comparto del latte ovi-caprino, ai quali vengono destinati 15 milioni di euro totali, così come quelli sul carburante agricolo agevolato e, “soprattutto, le misure emendative per incrementare i controlli contro lo sfruttamento del lavoro e per istituire un Sistema informativo per la lotta al caporalato nell’agricoltura, così come ripetutamente richiesto dalla Confederazione”, conclude Battista.

4 luglio agricoltori Coldiretti in piazza contro fauna selvatica

4 luglio agricoltori Coldiretti in piazza contro fauna selvaticaRoma, 3 lug. (askanews) – Da Nord a Sud gli agricoltori della Coldiretti proseguono le mobilitazioni in piazza contro l’invasione incontrollata di cinghiali. L’appuntamento è per domani, giovedì 4 luglio, a Torino, Firenze e Bari, dove gli agricoltori protesteranno davanti alle sedi delle Regioni per chiedere l’adozione immediata di un Piano straordinario per la gestione e il contenimento della fauna selvatica incontrollata, facendo applicare a livello locale le misure previste dal decreto interministeriale varato lo scorso anno.


In Puglia il corteo partirà da Piazza Gramsci alle 8.45, per raggiungere il Palazzo regionale, mentre gli agricoltori toscani si raduneranno dalle 9 di fronte a Palazzo Strozzi Sacrati, sede della Regione Toscana. In Piemonte l’appuntamento è, invece, alle 20.30 con il corteo che partirà dal Palavela, si snoderà in via Valenza, per arrivare in piazza Piemonte, a Torino, sotto il grattacielo dell’ente. Con le nuove proteste si estende dunque la mobilitazione della Coldiretti che ha già toccato Umbria, Lombardia, Calabria, Emilia Romagna e Abruzzo e raggiungerà nelle prossime settimane le altre regioni d’Italia. In tutte le manifestazioni gli agricoltori hanno incontrato i vertici dei governi regionali per spiegare le motivazioni dell’iniziativa, ma ora sono attese risposte concrete dopo le promesse fatte direttamente agli agricoltori dai diversi vertici regionali.

Fipe: bene Ue su responsabilità piattaforme recensioni false

Fipe: bene Ue su responsabilità piattaforme recensioni falseRoma, 3 lug. (askanews) – “E’ fondamentale che le piattaforme indichino se e in che modo garantiscono che le recensioni provengono da consumatori che abbiano effettivamente usufruito del servizio, e che le imprese possano accedere agilmente alla gestione dei reclami, secondo quanto stabilito dai Regolamenti UE 2019/1150 e 2022/2065”. Roberto Calugi, direttore generale di FIPE-Confcommercio, in una nota esprime apprezzamento per la risposta del Commissario europeo per la giustizia Didier Reynders all’interrogazione parlamentare avanzata dall’eurodeputato Paolo Borchia, che ribadisce la responsabilità delle piattaforme di recensioni online di adottare le misure necessarie per contrastare la pubblicazione di commenti falsi.


Le piattaforme che ricevono una segnalazione riguardo una recensione sospetta sono dunque tenute a comunicare tempestivamente all’impresa le misure che intendono adottare. La Federazione ha in più occasioni evidenziato che le recensioni ingannevoli rappresentano un elemento di crescente criticità non solo in danno dei consumatori, ma ha anche conseguenze negative dirette sulle imprese in termini reputazionali ed economici, se si pensa che le recensioni in generale hanno un impatto che può arrivare anche fino al 30% sul fatturato, alterando le corrette dinamiche di concorrenza. Secondo una rilevazione condotta da FIPE, infatti, il 65% dei consumatori legge le recensioni prima di scegliere un locale: di questi, il 66% le ritiene decisive per la scelta del locale dove recarsi. Se poi si considera che l’82,8% dei ristoratori ritiene le recensioni molto-abbastanza importanti, si comprende facilmente perché questi sono esposti ai ricatti di chi vuole vendere recensioni false (siti di recensioni).


“Risulta decisivo – conclude Calugi – che le modalità per presentare la segnalazione vengano indicate con chiarezza e siano facilmente accessibili alle imprese: criteri che, secondo una prima analisi condotta da Fipe, non si riscontrano nei siti delle principali piattaforme”.

Sicilia valorizza scarti produzione agricola con progetto Smart Up

Sicilia valorizza scarti produzione agricola con progetto Smart UpRoma, 3 lug. (askanews) – Valorizzare scarti e sottoprodotti in un’ottica di economia circolare per rendere le aziende del territorio siciliano più sostenibili e competitive. Con questo obiettivo è stato portato avanti per 3 anni e mezzo il progetto SMART UP, ovvero un miglioramento della competitività e sostenibilità delle filiere mediterranee agroalimentari attraverso il recupero di scarti e sottoprodotti, realizzato ai sensi del PSR SICILIA 2014/2022 Sottomisura 16.1.


Quattro i sottoprodotti utilizzati, di altrettante aziende partner: Jungle Farm capofila (fiori eduli), azienda agricola Costanza Ignazio (foglie di ulivo), azienda agrobiologica Panebianco Salvatore (pastazzo, un sottoprodotto del settore agrumicolo), azienda agricola La Lumaca Madonita (bava di lumaca), per sviluppare nuove formulazioni da destinare all’industria farmaceutica e/o cosmetica. La valorizzazione degli scarti ha portato ad ottenere 3 nuove formulazioni che sono state presentate nel corso del convegno finale, tenutosi all’ ex Facoltà di Agraria di Catania. La prima, a base di bava di lumaca arricchita con estratti di scarti di fiori eduli quali, Acmella oleacera, Tagetes erecta, Centaurea Cianus, Calenda officinalis, Moringa Oleifera; la seconda, una crema cosmetica ad azione idratante, nutritiva, esfoliante ed emolliente a base sempre di bava di lumaca con estratti di scarti di fiori eduli ricchi in carotenoidi quali Acmella oleacera e Tagetes erecta; la terza, un integratore alimentare ad azione antiossidante ed antinfiammatoria derivante dalla combinazione di un estratto ottenuto da pastazzo di agrumi arricchito con estratto di foglie di ulivo.


Le prove e le analisi di laboratorio hanno inoltre evidenziato un potenziale terapeutico di nuove formulazioni realizzate con gli estratti da scarti agroalimentari sia per il contrasto all’obesità e al diabete sia per la prevenzione ed il trattamento di tumori della pelle. Il pastazzo, (insieme di scorze, polpe e semi) è un sottoprodotto del settore agrumicolo è ricco di zuccheri, acidi organici, pectine ed sostanze con spiccate proprietà biologiche quali antocianine, flavanoni e acidi idrossicinnamici. L’elevato valore aggiunto di questi componenti deriva dalle loro importanti proprietà nutraceutiche che consentono numerose applicazioni nell’industria degli integratori dietetici naturali, attualmente in forte crescita, nel campo cosmetico e in quello farmaceutico.


La coltivazione dell’ulivo comporta l’accumulo di quantitativi rilevanti di foglie ed altri residui verdi di potatura, materiale di scarto, che risulta essere ricco di componenti quali l’oleuropeina, l’acido elenolico, l’idrossitirosolo, il tirosolo e la rutina, presenti all’interno della struttura della foglia. Componenti che sono in grado di esercitare un’importante azione antiossidante, di controllo della pressione arteriosa, della glicemia, dei livelli di trigliceridi e di colesterolo. I fiori eduli rappresentano un settore di nicchia ne campo della ristorazione, sempre più alla ricerca di ingredienti nuovi e dal gusto originale. Ma il comparto produce ingenti quantità di scarto in quanto soltanto la prima scelta di ogni produzione può essere destinata all’uso culinario, dovendo rispettare rigorosi standard qualitativi e di freschezza. Lo scarto della coltivazione dei fiori eduli risulta così particolarmente interessante in quanto risorsa di preziose componenti ad attività nutraceutica.

A De Cecco finaziamento da 25 mln di Unicredit-Sace per transizione green

A De Cecco finaziamento da 25 mln di Unicredit-Sace per transizione greenMilano, 3 lug. (askanews) – UniCredit sostiene gli investimenti del pastificio De Cecco di Fara San Martino con un finanziamento Futuro sostenibile plus di 25 milioni di euro, della durata di 5 anni, assistito dalla garanzia Futuro di Sace. Il finanziamento, spiega l’istituto, è destinato agli investimenti in area operation con due obiettivi: l’automazione per il miglioramento dell’efficienza industriale e ulteriori passi per la transizione energetica. Gli investimenti interesseranno entrambi gli stabilimenti produttivi italiani vale a dire quello di Fara San Martino e quello di Ortona.


Il gruppo De Cecco, nato nel 1831, opera oggi a livello globale: i suoi prodotti, pasta, olio, sughi e salse, pesti, derivati del pomodoro e bakery, sono venduti in Italia ed in oltre 100 Paesi nel mondo. L’azienda ancora oggi è sotto il controllo della famiglia del fondatore, con la quarta generazione di amministratori. Con questo finanziamento UniCredit intende supportare le imprese che si impegnano a migliorare il proprio profilo di sostenibilità, grazie al conseguimento di risultati basati su criteri Esg. È prevista fin dall’inizio una riduzione del tasso applicabile al finanziamento per l’impresa che in sede di stipula si impegna a misurare la propria performance Esg attraverso specifici indicatori, scegliendo almeno due obiettivi, di cui uno in ambito environmental (o ISO connesse a environmental). I due obiettivi individuati per il finanziamento alla F.lli De Cecco sono entrambi nella macro area ambientale e relativi all’aumento della quota di energia proveniente da fonti rinnovabili e della percentuale di rifiuti riciclati/recuperati sul totale dei rifiuti generati.


“Il tema della sostenibilità – commenta Roberto Fiorini, regional manager centro di UniCredit – è strategico per la F.lli De Cecco. Di conseguenza, questa operazione ha per noi una grande valenza simbolica perché il nostro intervento, al di là della sua ratio finanziaria, ci permette di supportare una realtà che da sempre ha creduto nella sostenibilità quale direttrice di sviluppo, investendo in innovazione e ricerca, sulle strutture e sul proprio capitale umano, con ritorni concreti per lo sviluppo del territorio”. “L’ambiente e l’innovazione fanno parte del Dna della nostra azienda – sottolinea Filippo Antonio De Cecco, presidente del gruppo – Lo scorso anno ci siamo sottoposti a rating Esg ottenendo un punteggio di fascia alta a conferma dell’attenzione ai tre pilastri della sostenibilità. Con particolare riferimento all’ambiente fanno parte della nostra storia le centrali idroelettriche attive dal 1905 e ora i nuovi impianti fotovoltaici. Proseguiremo su questa strada e continueremo ad investire in innovazione e ricerca per lo sviluppo dell’azienda”. (foto tratta dal sito De Cecco)

Heineken Massafra academy: parte la formazione in birrificio di 10 giovani

Heineken Massafra academy: parte la formazione in birrificio di 10 giovaniMilano, 2 lug. (askanews) – Parte a Massafra il percorso dei 10 giovani selezionati negli scorsi mesi nell’ambito della Heineken Massafra academy, il programma di formazione del gruppo birrario in Italia nell’ambito della supply chain, che formerà la “next brewer generation”.


I 10 profili selezionati – 60% donne e 80% provenienti dal Sud Italia – hanno un’età media di 26 anni e sono laureati principalmente in discipline stem, con spiccate competenze digitali e padronanza dell’inglese. I giovani neolaureati faranno così il loro ingresso nell’azienda birraria, per iniziare il percorso formativo di training on the job della durata di un anno. Al termine dell’esperienza saranno valutate nuove opportunità nel nostro Paese o a livello internazionale all’interno del gruppo. “È stato entusiasmante vedere l’energia e la voglia di imparare di tutti i ragazzi durante il loro percorso di selezione – ha dichiarato Teresa Ferro, people Director di Heineken Italia – Dopo essersi raccontati e aver partecipato attivamente alle sfide proposte, i giovani selezionati avranno ora l’opportunità di fare formazione sul campo nel birrificio di Massafra a stretto contatto con i professionisti del settore. Con questo progetto vogliamo offrire un programma di crescita per i giovani, in un contesto come quello del Sud Italia, ancora più sfidante nell’ambito dell’inserimento nel mondo del lavoro”.


L’inserimento in azienda attraverso un percorso di formazione conferma l’impegno del gruppo che ha all’attivo progetti di sviluppo della leadership su diverse aree tematiche e delle capabilities grazie a Heineken Italia university. In questo percorso rientrano i corsi di formazione, graduate programs, un pacchetto welfare e opportunità di lavoro flessibile. Nell’ambito dell’accordo integrativo di secondo livello stipulato nel 2023 l’azienda, inoltre, ha introdotto più bonus economici e permessi e un nuovo modello di lavoro che prevede lo smart-working a tempo indeterminato nella sede di Sesto San Giovanni, alle porte di Milano.

Nomad Food(Findus): aumento 3° temperatura standard non danneggia surgelati

Nomad Food(Findus): aumento 3° temperatura standard non danneggia surgelatiMilano, 29 giu. (askanews) – Nomad Foods, gruppo del settore surgelati proprietario di Findus, ha analizzato, con un suo studio durato diciotto mesi, come l’aumento delle temperature di conservazione degli alimenti surgelati possa ridurre significativamente le emissioni di carbonio e i relativi costi, senza compromettere la sicurezza o la qualità dei prodotti.


I risultati, ottenuti in collaborazione con Campden BRI, organizzazione leader nella scienza e tecnologia alimentare, confermano che conservare gli alimenti surgelati a -15 gradi Celsius, invece dello standard industriale di -18 (zero gradi Fahrenheit), possa ridurre il consumo energetico dei congelatori del 10-11%, senza alcun impatto sulla sicurezza, la consistenza, il gusto o il valore nutrizionale dei prodotti. Lo studio ha analizzato nove prodotti surgelati: pollo, pesce panato, pesce al naturale, verdure, alimenti a base vegetale e pizza. Sono state testate quattro temperature (da -18°C a -9°C) e otto macro-aree, tra cui sicurezza alimentare, consistenza, nutrizione, uso energetico e impatto degli imballaggi. I risultati dopo diciotto mesi non hanno mostrato cambiamenti significativi nei prodotti a -15°C rispetto a -18°C, tranne per gli alimenti vegetali nei quali, una volta superata la data di scadenza, si è registrata una diminuzione della vitamina C.


Nomad Foods è il primo produttore alimentare ad aderire all’iniziativa Move to -15 gradi, presentata alla COP28 e dedicata alla riduzione delle emissioni di carbonio nella catena di approvvigionamento degli alimenti surgelati. Consapevole che un vero cambiamento nelle temperature di conservazione dei surgelati è possibile solo attraverso una sinergica collaborazione tra aziende, il Ceo di Nomad Foods, Stéfan Descheemaeker, invita anche gli altri produttori di surgelati a unirsi al movimento. “Sappiamo che gli alimenti surgelati reagiscono molto bene a metodi di conservazione alternativi in termini di emissioni di carbonio – ha detto – I risultati del nostro ultimo studio con Campden BRI sottolineano il ruolo chiave che gli alimenti surgelati hanno nel ridurre l’impatto sul cambiamento climatico nell’industria alimentare. Tuttavia, per non agire da soli, stiamo invitando altri produttori di alimenti surgelati a unirsi a noi e a ‘Move to -15 gradi’, per garantire che tutta la gamma di prodotti nella categoria dei surgelati sia testata a temperature più elevate. A 100 anni dall’invenzione del congelamento rapido, il suo inventore Clarence Birdseye sarebbe molto orgoglioso delle innovazioni del settore degli alimenti surgelati per fronteggiare la più grande sfida mondiale: il cambiamento climatico”.

La spagnola Europastry rinvia quotazione: mercati volatili per elezioni Ue

La spagnola Europastry rinvia quotazione: mercati volatili per elezioni UeMilano, 29 giu. (askanews) – Europastry, azienda spagnola leader nella produzione di prodotti da forno surgelati con un fatturato di oltre 1,3 miliardi di euro nel 2023, ha annunciato in una nota il rinvio della propria quotazione a causa di condizioni di mercato “sfavorevoli”. Il gruppo aveva comunicato l’intenzione di sbarcare in Borsa a Madrid appena una decina di giorni fa.


“Sebbene negli ultimi mesi la società abbia goduto di un forte sostegno da parte di un ampio spettro di investitori – si legge in una nota – nelle ultime settimane le condizioni di mercato sono diventate sempre più sfavorevoli e la volatilità è aumentata nel contesto del periodo elettorale in Europa”. In questo contesto, il management e gli azionisti di Europastry hanno deciso di sospendere il processo di Ipo e di monitorare attivamente le condizioni di mercato al fine di individuare la finestra migliore per ottenere il successo dell’Ipo per tutti gli investitori e gli stakeholder. Nella nota il gruppo specifica che le attività continuano a registrare “buoni risultati” e rassicura che “l’Ipo rimane un obiettivo strategico della società”.

Coldiretti: bene ok legge delega su florovivaismo

Coldiretti: bene ok legge delega su florovivaismoRoma, 27 giu. (askanews) – Il via libera definitivo alla legge delega sul florovivaismo è un importante punto di partenza per sostenere il settore superando le criticità legate ai mercati globali e alla concorrenza sleale e sviluppando percorsi di filiera che facciano leva sulla multifunzionalità. E’ quanto afferma la Coldiretti in occasione dell’approvazione in Senato del ddl per la disciplina, la promozione e la valorizzazione delle attività del settore florovivaistico.


“Ora è importante che il Governo emani in tempi brevi i decreti attuativi per dare al settore e alla filiera florovivaistica un quadro normativo coerente e organico in materia di coltivazione, promozione, commercializzazione, valorizzazione e incremento della qualità”. Il florovivaismo italiano, con un fatturato di oltre 3 miliardi, 1,2 miliardi di export e una occupazione complessiva, compreso l’indotto, di 200.000 persone, “è uno dei settori di punta del Made in Italy, ma vive un momento difficile a causa delle importazioni selvagge, basate su una concorrenza sleale, dell’impennata dei costi di produzione e dei fenomeni meteo avversi. Occorre combattere – afferma Coldiretti – la concorrenza sleale di prodotti importati dall’estero facendo in modo che piante e fiori in vendita in Italia e in Europa rispettino le stesse regole su ambiente, salute e diritti dei lavoratori. La priorità è dunque il superamento delle criticità legate ai mercati globali”.


Il florovivaismo è anche l’espressione di una agricoltura multifunzionale e la revisione normativa del settore dovrà far leva sulla filiera, definendo un quadro normativo che spazia dalla disciplina delle attività agricole coltivazione, commercializzazione e promozione alle attività di tipo industriale e di servizio. La definizione dell’attività florovivaistica – aggiunge Coldiretti – dovrà tener conto non solo dell’articolo 2135 del Codice Civile, ma anche del decreto legislativo n. 99 del 2004, che ha completato il percorso iniziato con la “Legge di Orientamento”. Importante, in particolare, valorizzare il ruolo ambientale del settore per migliorare la qualità della vita nei centri urbani e contrastare gli effetti del cambiamento climatico. Un ettaro di piante è in grado di aspirare dall’ambiente ben 20mila chili di anidride carbonica (CO2) all’anno, secondo una analisi della Coldiretti. Ma la presenza di fiori e piante è importante anche all’interno di case, scuole e ospedali, abbattendo fino al 20% di Co2 e polveri sottili presenti.