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In Toscana bando da 2 mln per formazione imprenditori agricoli

In Toscana bando da 2 mln per formazione imprenditori agricoliRoma, 25 giu. (askanews) – E’ uscito il bando della Regione Toscana a sostegno della “Formazione degli imprenditori agricoli, degli addetti alle imprese dei settori agricoltura, zootecnia, industrie alimentari e degli altri soggetti privati e pubblici per lo sviluppo delle aree rurali”.


Con una dotazione di 2 milioni di euro, l’intervento (SRH03) sostiene la formazione e l’aggiornamento professionale dei soggetti destinatari, anche in sinergia tra di loro, attraverso attività di gruppo e individuali quali corsi, visite aziendali, sessioni pratiche, scambi di esperienze professionali, coaching. Le attività verteranno sulle tematiche connesse con gli obiettivi generali della PAC 2023-2027 con particolare attenzione ai più recenti risultati della ricerca e alle innovazioni. “Per uno sviluppo rurale di qualità – ha detto il presidente Eugenio Giani – ci vogliono ulteriori risposte ai bisogni delle imprese, nel rispetto del nostro territorio. E la formazione che offre questo bando, che mette al primo posto l’innovazione e la modernizzazione, va in questa direzione”.


“Questo intervento – ha detto la vicepresidente e assessora all’agroalimentare Stefania Saccardi – persegue l’obiettivo trasversale del regolamento europeo di ammodernamento dell’agricoltura e delle zone rurali, attraverso un migliore accesso alla ricerca, all’innovazione, allo scambio di conoscenze e alla formazione, e incoraggia la condivisione delle attività e della digitalizzazione, oltre a essere strettamente collegato in termini funzionali con gli altri interventi del Complemento di Sviluppo Rurale della Toscana”. Possono partecipare all’attività formativa anche i lavoratori dipendenti ed i coadiuvanti familiari anche a tempo determinato. Il sostegno concesso è nella misura del 100% della spesa ammissibile. L’importo massimo del contributo pubblico ammissibile per progetto è pari a 250.000,00 euro. Le domande di sostegno potranno essere presentate su ARTEA a decorrere dal primo luglio 2024 ed entro le 13 del 30 settembre 2024.

Dal 12 luglio mercato Usa apre a salumi di Umbria e Toscana

Dal 12 luglio mercato Usa apre a salumi di Umbria e ToscanaRoma, 25 giu. (askanews) – Dal 12 luglio il mercato americano sarà aperto ai salumi che provengono da Umbria e Toscana, decisione recentemente ufficializzata da parte delle Autorità statunitensi di APHIS (Animal and Plant Health Inspection Service). “L’attenzione per i prodotti italiani negli USA è altissima: il mercato americano ricerca prodotti ‘authentic Italian’ e non c’è niente di più identitario dei prodotti a indicazione geografica. I salumi iconici di Umbria e Toscana sapranno certamente rispondere alle aspettative, a partire dal Prosciutto di Norcia IGP e dalla Finocchiona IGP”, ha commentato il presidente di ISIT, Istituto Salumi Italiani Tutelati, Cristiano Ludovici.


In occasione dela fiera Summer Fancy Food di New York (23-25 giugno), ricorda Isit, è stata celebrata anche la candidatura ufficiale della cucina italiana a “patrimonio immateriale dell’Umanità” dell’UNESCO, alla presenza del Ministro Lollobrigida e dell’Ambasciatrice italiana negli USA Zappia. “Desidero esprimere piena soddisfazione per l’operato delle nostre Autorità volto al riconoscimento dell’indennità da MVS dei territori umbri e toscani. È un risultato ottenuto con un ampio lavoro di squadra, che ha coinvolto Istituzioni e operatori del settore”, ha aggiunto Ludovici ringraziando poi i ministeri della Salute e dell’Agricoltura per l’indispensabile contributo tecnico al dossier, Raffaele Nevi, membro della Commissione agricoltura della Camera dei Deputati, che si è speso molto per l’avanzamento del dossier a tutti i livelli e il decisivo contributo diplomatico assicurato ai massimi livelli dal ministro degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, e all’Ambasciatrice italiana a Washington, Mariangela Zappia.

Coldiretti: maltempo su Nord e Centro, 51 nubifragi in 48 ore

Coldiretti: maltempo su Nord e Centro, 51 nubifragi in 48 oreRoma, 25 giu. (askanews) – Nelle ultime 48 ore si sono abbattuti sul Nord e sul centro Italia 51 nubifragi, pari ai 3/4 di quelli registrati in tutta l’Unione Europea. E’ quanto emerge da una analisi Coldiretti su dati Eswd in occasione dell’allerta arancione per il maltempo in Emilia Romagna e gialla in altre nove regioni, con i fiumi sorvegliati speciali.


Campagne allagate nel Piemonte dove nell’Alessandrino si segnalano grandine su verdure in campo, vigneti e terreni inutilizzabili a causa dell’acqua e del fango che si sono accumulati, semine in ritardo e a forte rischio. Nel Bresciano il maltempo ha praticamente azzerato la produzione di miele primaverile la produzione di miele con gli apicoltori costretti a intervenire con alimentazioni di emergenza per cercare di salvare le api. A preoccupare è anche la situazione dei laghi italiani, con l’altezza idrometrica del Garda che ha superato i massimi storici, per una percentuale di riempimento pari al 107%, mentre il Maggiore è al 101%, secondo l’analisi Coldiretti.


Se il Centro Nord è alle prese con il maltempo, il Sud continua a essere assediato da una devastante siccità causata dalla mancanza di pioggia ma anche dalle carenze alle infrastrutture idriche. Proprio per protestare contro l’erogazione dell’acqua a singhiozzo e salvare alberi da frutto, mandorli e olivi, a Bitonto gli agricoltori pugliesi hanno incatenato i trattori davanti ai cancelli di Pozzo della Parata a Bitonto. Resta grave la situazione anche in Sicilia, con animali e colture ormai allo stremo, oltre che in Basilicata e Sardegna.

Spagnola Incapto lancia in Italia specialty coffee a bassa acidità

Spagnola Incapto lancia in Italia specialty coffee a bassa aciditàRoma, 25 giu. (askanews) – Uno specialty cofee a bassa acidità. La startup spagnola Incapto, che quest’anno spegne la sua quarta candelina, punta sul cold brew e lancia anche in Italia una miscela a base di caffè macinato con una percentuale del 20% più elevata di caffeina e sottoposta a un processo di estrazione a freddo che ne riduce l’acidità.


Secondo il rapporto di Zenith Global, negli ultimi 10 anni la vendita di caffè freddo è aumentata del 23% a livello globale e, seppure l’Italia continui a prediligere l’espresso, anche nel nostro Paese si sta affermando il consumo di questa versione. Come riporta una recente indagine effettuata da YouGov, inoltre, il 9% degli italiani consuma caffè freddo regolarmente e questa bevanda rientra tra le 10 più consumate al caffè. Incapto è anche attenta alla sostenibilità: l’obiettivo della società è liberare il caffè dalle capsule e dalla sua fondazione è riuscita a risparmiare 33 milioni di capsule, riducendo di oltre 174 tonnellate la produzione di rifiuti globali e coinvolgendo nella “rivoluzione del buon caffè” circa 30mila persone.


Quanto al caffè freddo, l’Italia è già ricca di tradizioni: quello shakerato, con ghiaccio, il leccese con latte di mandorla, la granita siciliana, il granito amalfitano e la crema di caffè.

Confeuro: oramai è allarme siccità, serve riforma strutturale

Confeuro: oramai è allarme siccità, serve riforma strutturaleRoma, 25 giu. (askanews) – In attesa che in Italia si realizzino i progetti previsti dal Pnrr, “per i quali auspichiamo una forte accelerazione, è improcrastinabile coinvolgere di più i consorzi di bonifica per rendere più diffuse le modalità di irrigazione di precisione e strumenti di difesa del suolo. Al momento l’uso di tecnologie sembra essere la strada obbligata al fine di gestire il consumo di acqua nel settore agroalimentare”. Così, in una nota stampa, Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro, la Confederazione degli Agricoltori Europei e del Mondo.


Confeuro sta seguendo “con molta attenzione” quanto sta accadendo in alcuni territori regionali del sud Italia, e non solo, minacciati dalla siccità. Le temperature record raggiunte in questi mesi in Italia, infatti, sono state accompagnate da una grande carenza di precipitazioni, con poca neve e una quasi totale assenza di piogge. Una situazione meteorologica che ha portato e sta portando visibili criticità al comparto zootecnico e agricolo del nostro paese: problemi nella produzione olivicola e cerealicola, trebbiatura a singhiozzo, carenza di riverse idriche, raccolti a rischio. “Un vero e proprio allarme rosso, quello causato dalla siccità, che rischia di avere conseguenze economiche e produttive disastrose per piccole e medie aziende. È chiaro – sottolinea Tirso – ed evidente, dunque, che da parte del governo nazionale e dal Masaf servono provvedimenti urgenti e investimenti maggiormente corposi al fine di alleggerire un contesto di una gravida inaudita, non degno per una nazione come la nostra che si definisce moderna, e che richiede interventi risolutivi sia nel breve che nel lungo periodo. In tal senso, è necessaria una riqualificazione infrastrutturale”.

Al via progetto triennale per valorizzare le biomasse vegetali

Al via progetto triennale per valorizzare le biomasse vegetaliRoma, 25 giu. (askanews) – Un progetto per valorizzare le biomasse di origine biologica (cipollatura di castagno, scarti di potature legnose ed erbacee, acqua di depurazione, reflui di frantoi, vinacce, siero di latte, letame), sempre più centrali per lo sviluppo di processi sostenibili da un punto di vista ambientale ed economico. Parte il progetto HORIZON BBioNets per la creazione e promozione di reti forestali e agricole per promuovere l’adozione di tecnologie bio-based e lo sviluppo della catena del valore di cui il CREA, con il Centro Politiche e Bioeconomia, è l’unico partner italiano.


Il progetto triennale, nasce con l’intento di incoraggiare l’impiego di Bio-Based Technologies (BBTs), l’insieme di quelle tecnologie o pratiche che utilizzano materie prime non alimentari, in un’ottica di economia circolare, per ottenere sottoprodotti di qualità dalla gestione di biomasse agricole e forestali, ancora oggi sottoutilizzate o addirittura considerate scarti. Si tratta di pratiche virtuose che consentono di ridurre sia i costi di produzione sia le emissioni di gas serra e che offrono al contempo agli agricoltori uno strumento di diversificazione del reddito. Per favorirne la diffusione, i ricercatori svilupperanno una rete tematica che possa supportare i Gruppi Operativi dell’EIP-AGRI (European Innovation Partnership, in italiano Partenariato Europeo per l’Innovazione “Produttività e sostenibilità dell’agricoltura”, PEI-AGRI) nella gestione e/o trasformazione delle biomasse agricole e forestali.


Nei diversi paesi partner del progetto (Irlanda, Spagna, Italia, Grecia, Polonia e Repubblica Ceca) si stanno definendo sei reti agricole-forestali regionali (FAN) con il compito di individuare, localmente e in una scala di priorità, le esigenze e le sfide che gli agricoltori e i silvicoltori dovranno affrontare, le operazioni da compiere per migliorare la performance della catena del valore e la disponibilità di tecnologie utilizzabili. Il CREA coordina una delle sei FAN, che include imprenditori agricoli e forestali, autorità pubbliche, ricercatori, consulenti di tre Regioni del nord-ovest italiano (Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta). Tra i principali prodotti bio-based oggetto di studio, sono stati identificati i residui delle potature legnose che vengono valorizzati grazie ad una lavorazione che li riduce prima in scaglie grossolane di dimensioni uniformi e poi li trasforma in cippati. In tal modo, infine, tramite il processo di gassificazione, possono essere usati per produrre continuativamente energia termica.

Nasce Saporeeto, startup che punta sul ‘ready to eat’ in Gdo

Nasce Saporeeto, startup che punta sul ‘ready to eat’ in GdoRoma, 25 giu. (askanews) – Dare vita a una nuova generazione di pasti, inserendosi nel segmento del ready-to-eat (R2E) nella Grande distribuzione organizzata. E’ l’obiettivo di Saporeeto, la startup lanciata da Axxelera e Tommaso Pelladoni, general manager, che vuole rivoluzionare il mercato dei pasti pronti, puntando su ricerca e sviluppo, sui nuovi trend alimentari del consumatore (dal plant-based all’high protein) e sulla qualità dei prodotti. Il progetto punta a superare il milione di pasti pronti prodotti entro il 2027.


Saporeeto entra in un segmento, quello del ready-to-eat europeo, che secondo Statista raggiungerà i 100 miliardi di euro entro il 2027, dal momento che la domanda di alimenti convenzionali è destinata a diminuire a fronte di consumatori sempre più consapevoli e vicini al “free-from”. “La ricerca e lo sviluppo sul prodotto sono i valori che davvero ci differenziano: abbiamo già sviluppato due brevetti e siamo in grado di portare nuove ricette sul mercato in media in meno di otto settimane – spiega in una nota Pelladoni – Consapevoli del profondo cambiamento che il comparto sta vivendo, stiamo investendo in qualcosa che riteniamo possa davvero trasformare il panorama alimentare del R2E”.


Sono due le linee di prodotto con le quali Saporeeto si appresta ad anticipare e soddisfare le nuove esigenze del consumatore: una gourmet e una plant-based. Uno dei principali driver della produzione di Saporeeto è infatti il trend flexitariano, una dieta maggiormente bilanciata, che predilige un modello di alimentazione vegetale senza però escludere totalmente le proteine animali. Attualmente, Saporeeto è presente in diverse insegne della GDO e fornisce i propri prodotti anche al settore ho.re.ca. L’obiettivo, per il 2025, è di approdare anche sull’e-commerce e su selezionati premium marketplace italiani. La società ha anche recentemente inaugurato il nuovo stabilimento produttivo di Bovolone (Verona): uno spazio di 3000 mq dove Saporeeto studierà, testerà e preparerà nuove ricette per il lancio sul mercato.

Fedagripesca: serve patto tra Ue e produttori per salvare pesca

Fedagripesca: serve patto tra Ue e produttori per salvare pescaRoma, 25 giu. (askanews) – Occorre un nuovo patto tra Unione europea e i produttori ittici per salvare il mare e la pesca. A chiederlo è il vicepresidente di Confcooperative Fedagripesca Paolo Tiozzo che in una nota esprime apprezzamento per l’intervento del sottosegretario Masaf D’Eramo in occasione del Consiglio Agrifish, in svolgimento in Lussemburgo.


Secondo Tiozzo “occorre ripensare l’approccio alla gestione della pesca affinché gli sforzi fatti fin qui siano efficaci senza addossare alle cooperative ed alle imprese una responsabilità che sono stanche di avere. Per questo è importante rivedere anche la politica strutturale per consentire interventi a favore di una flotta troppo vecchia, con una età media dei pescherecci di 31 anni, che non riesce sempre a garantire sicurezza e che necessita di innovare anche per ridurre emissioni e consumi”. Per l’associazione demonizzare alcuni mestieri di pesca, come lo strascico, non è la strada giusta. Così come serve una maggiore attenzione per la pesca artigianale. “Per evitare che la pesca perda i suoi protagonisti, ovvero i pescatori, occorre cambiare rotta. Nell’ultimo decennio il settore ha visto fuoriuscire il 16% dei pescatori imbarcati che oggi sono circa 22mila, di cui circa 19.000 a tempo pieno, a fronte dei 30mila di dieci anni fa, mentre quelli che operano a terra sono oltre 100mila, per un totale che si aggira attorno ai 125mila lavoratori escluso l’indotto”, conclude Tiozzo.

Nell’alessandrino danni eccezionali alle colture per il maltempo

Nell’alessandrino danni eccezionali alle colture per il maltempoRoma, 25 giu. (askanews) – Danni eccezionali alle colture causati dal maltempo nello scorso fine settimana Venerdì scorso il persistere di un forte anticiclone sull’Europa centro meridionale ha causato localmente violenti episodi meteorologici. Vento forte e fortissimo unito a copiose grandinate ha interessato una vasta area fra Alessandria e Casale Monferrato. Lo rende noto Confagricoltura Alessandria.


In particolare nei comuni di Valmacca, Giarole, Pomaro, Bozzole, Ticineto, Occimiano, Borgo San Martino, Lu, San Salvatore si è registrata la maggior violenza dei fenomeni con le colture estive in fase di attiva crescita, completamente distrutte e con danni anche a vigneti, noccioleti e pioppeti. Sono stati segnalati anche danni alle strutture con tetti scoperchiati o fabbricati danneggiati da alberi caduti. Confagricoltura sta censendo i danni in modo puntuale presso le aziende agricole associate, e sta valutando le azioni più opportune per sensibilizzare gli enti pubblici e la politica sulla necessità di attivare misure di ristoro degli eccezionali danni o di sostegno alle aziende colpite.

Costa Sud Orientale sarda a secco, chiesta irrigazione soccorso

Costa Sud Orientale sarda a secco, chiesta irrigazione soccorsoRoma, 25 giu. (askanews) – Nonostante l’arrivo nelle ultime ore di aria più fredda e qualche nube, in Sardegna resta la grande emergenza siccità e gran caldo, in particolare nella zona Sud Orientale della regione dove, nel primo semestre 2024, ha piovuto la metà degli anni meno piovosi registrati negli ultimi 20 anni. Oltre alle colture tradizionalmente in asciutto come erbai, cereali e leguminose anche quelle arboree (frutteti, oliveti e vigneti) sono allo stremo. Per questo Coldiretti Cagliari chiede un “indispensabile soccorso idrico emergenziale” che coinvolga circa 400 ettari di colture e un corrispettivo di circa 4,5 milioni di eurodi valore al Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale.


Si tratterebbe di “una azione straordinaria per sostenere le aziende agricole del territorio che oggi soffrono la grande problematica della siccità, attraverso l’attivazione di interventi irrigui di soccorso per le colture arboree nei territori dove c’è stata la restrizione dell’assegnazione dell’acqua nelle aziende agricole”. Con una lettera inviata dai vertici dell’associazione provinciale, il presidente Giorgio Demurtas e il direttore Luca Saba, quindi, Coldiretti ha chiesto un intervento del Cbsm per offrire un supporto ulteriore alle realtà imprenditoriali agricole che oggi vedono messo a rischio il loro lavoro e le loro produzioni. Il CBSM già offre un servizio fondamentale per le aziende agricole del Sud Sardegna e questo è stato dimostrato anche nella scorsa estate quando, in presenza di altrettanto gravi fenomeni di prolungata siccità, le aziende coperte dal servizio irriguo avevano potuto affrontare al meglio le gravi ondate di calore che si erano abbattute a più riprese in particolare tra luglio e agosto del 2023.


“Crediamo che un intervento del Consorzio di bonifica anche in questo momento straordinario sia fondamentale per la sopravvivenza stessa delle aziende agricole che in alcuni territori come il Sarrabus, Sulcis Iglesiente, Basso e Medio Campidano, sono ormai allo stremo – scrivono Demurtas e Saba – le irrigazioni di soccorso sono indispensabili per affrontare la prolungata mancanza d’acqua in particolare nelle aree dove il servizio idrico, per vari motivi, non sta arrivando”.