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Findus, i pisellini primavera compiono 60 anni: nel 2024 fatturato +5%

Findus, i pisellini primavera compiono 60 anni: nel 2024 fatturato +5%Milano, 6 apr. (askanews) – Sono il simbolo di un’azienda che, con i cibi surgelati, ha contribuito a cambiare le abitudini a tavola degli italiani. Ma con quell’azienda condividono anche la nascita 60 anni fa, nella pianura pontina. Perchè i pisellini primavera, oggi presenti nei freezer di 4 milioni di famiglie, compaiono per la prima volta sul mercato nel 1965, un anno dopo l’apertura dello stabilimento Findus di Cisterna di Latina, creando, con la loro portata innovativa, una nuova categoria merceologica e gettando le basi per la leadership di Findus in quel mercato.


“I pisellini primavera nascono con l’installazione della fabbrica a Cisterna di Latina di Findus. La fabbrica nasce il 13 giugno del 1964, i pisellini primavera arrivano sul mercato nel 1965, rappresentando il primo segnale di una mentalità dedita all’innovazione e al miglioramento della qualità – ci ha detto Renato Roca, country manager di Findus Italia – Perché non solo segnano la nascita della surgelazione veloce dei vegetali, ma anche la capacità di andare a determinare qualità, calibro e differenziazione all’interno di una categoria merceologica come quella dei piselli, inventando una segmentazione che porta alla nascita dei piselli novelli da un lato e dei pisellini primavera dall’altro lato. Per noi, oggi, questo prodotto è ancora una colonna portante del nostro assortimento e siamo contenti di celebrarne un traguardo così importante”. In questi 60 anni i pisellini primavera Findus, non solo hanno unito le generazioni – 9 su dieci li mangiavano da bambini e da genitori, il 95%, li propone ai propri figli – ma sono approdati, secondo un’indagine commissionata da Findus ad AstraRicerche, nel freezer di quasi tutti gli italiani. Li conoscono, infatti, tutti e oltre l’80% li porta in tavola, per un pasto quotidiano o in occasioni speciali. A conferma di questo apprezzamento i dati di mercato che confermano Findus come leader nel segmento dei piselli surgelati con una quota di mercato del 61%.


“I pisellini primavera sono presenti all’interno di 4 milioni di famiglie italiane, se consideriamo tutti i nostri piselli surgelati superiamo i 6 milioni – ha spiegato Roca – l’anno scorso abbiamo venduto 24.000 tonnellate tra pisellini primavera e piselli novelli e i piselli primavera da soli sono cresciuti del 5% del fatturato. Questo vuol dire che è un prodotto che malgrado i 60 anni ha ancora una forza nell’entrare all’interno del repertorio di consumo delle famiglie italiane”. Nello specifico, nel settore dei piselli (piselli novelli e pisellini primavera), Findus ha raggiunto un valore delle vendite “pari a quasi 124 milioni di euro, con un +3,4% rispetto al periodo precedente (Circana, year ending Febbraio 2024), confermando la sua leadership indiscussa, con una quota di mercato pari a 61% delle vendite a valore” evidenzia il country manager. La categoria dei piselli rientra nel più ampio segmento dei vegetali surgelati nel quale Findus, oggi parte del gruppo Nomad foods, registra dati in costante crescita. “Findus si conferma un attore chiave nel mercato dei surgelati, con una crescita costante e positiva che interessa diversi comparti e categorie di prodotto, continuando a consolidare la sua posizione di leader non solo nel segmento dei pisellini, ma anche nell’intero comparto veg” ha affermato Roca, evidenziando che “anche altre referenze strategiche del comparto vegetale stanno registrando ottimi risultati. Gli spinaci segnano oltre 8 milioni di euro in vendite a valore, con un incremento del 5,5% rispetto al periodo precedente (Circana, year ending Febbraio 2024). I fagiolini si distinguono particolarmente, con oltre 8 milioni di euro in vendite a valore e un significativo +9,9% rispetto al periodo precedente. Anche il comparto delle zuppe e dei minestroni cresce, con un valore di vendite pari a quasi 66 milioni di euro e un incremento del 2,5% rispetto al periodo precedente”.


Dal 1965 i pisellini primavera vengono prodotti nello stabilimento Findus di Cisterna di Latina da dove arriva l’80% dei volumi di Findus Italia e dove si producono fino a 17.000 tonnellate di vegetali. Un lavoro che vede tradizione agricola e innovazione viaggiare di pari passo: “C’è innovazione, c’è lavoro, c’è meticolosità, c’è una sorta di magia, come la definisco io, nel senso che tutto nasce dalla definizione delle aree di coltivazione, aree vocate per caratteristiche pedoclimatiche molto specifiche che favoriscono la coltivazione di piselli con quelle caratteristiche – ha spiegato Roca – Soprattutto c’è un grandissimo lavoro da parte dei nostri agronomi, sia in termini di preparazione dei campi sia nel momento della raccolta”. La raccolta dei piselli, spiega “ha un orizzonte temporale ridottissimo, dagli inizi di maggio fino al massimo a metà giugno ed è un lavoro che va seguito giorno per giorno perché ritardare o anticipare la raccolta di 24 ore può cambiare completamente la qualità del prodotto e quindi i nostri agronomi sono lì con strumenti come il tenderometro a misurare la tenerezza dei piselli”. Ma c’è anche un altro aspetto che Roca ritiene fondamentale: “E’ la capacità di raccogliere e surgelare i piselli entro tre ore per bloccarne le caratteristiche nutrizionali. Dopo una leggera scottatura che serve a mantenere consistenza e colore, vengono subito surgelati in modo da mantenere tutta l’essenza e la naturalità del prodotto fresco”.

Nonno Nanni: fatturato 2024 sale a 134 mln, ora ampliare gamma prodotti

Nonno Nanni: fatturato 2024 sale a 134 mln, ora ampliare gamma prodottiMilano, 6 apr. (askanews) – Il 2024 per Nonno Nanni, il marchio della Latteria Montello di Giavera del Montello, nel Trevigiano, si è chiuso in crescita del 9,8% a volume e del 5,7% a valore con un fatturato che sale così a 134,2 milioni di euro, rafforzando la propria quota in quasi tutti i mercati in cui opera. Per l’azienda veneta, guidata dalla famiglia Lazzarin, si tratta di una performance superiore al mercato, che ha registrato tassi positivi sia nei mercati storici dove il brand è leader, come il mercato dello stracchino e squaquerello, sia in mercati più recenti come quello delle paste filate, come mozzarella, burrata, stracciatella.


Segnali positivi arrivano anche dai primi mesi del 2025 quando, accanto allo sviluppo del core business, l’azienda lattiero-casearia punta ad ampliare la propria offerta in nuovi segmenti ed espandere il business internazionale. In questa direzione vanno i nuovi formati nella gamma pasta filata, già scelta da oltre 1,5 milioni di famiglie italiane, che hanno visto l’introduzione delle ciliegine di mozzarella da 150 grammi e un formato per il tris di mozzarella con un peso maggiore (da 100 a 125 grammi per ogni mozzarella) per rispondere alle esigenze del mercato delle famiglie alto consumanti. Stessa logica seguita per il formaggio fresco spalmabile di cui è aumentata la grammatura “per andare incontro alle necessità crescenti di ricettazione del prodotto in casa”. “Il lancio di queste novità segna per Nonno Nanni un ulteriore passo verso le esigenze di un consumatore che ricerca il gusto e la versatilità – afferma Silvia Lazzarin, presidente di Nonno Nanni – Nonno Nanni è una garanzia per le famiglie italiane che lo scelgono ogni giorno, e noi vogliamo continuare a riaffermare il nostro impegno nell’offrire sempre di più una vasta gamma di prodotti freschi di qualità, e soluzioni che uniscono innovazione e tradizione”.

A scuola d’impresa: Barilla apre le porte di Mulino Bianco agli studenti

A scuola d’impresa: Barilla apre le porte di Mulino Bianco agli studentiMilano, 6 apr. (askanews) – Barilla aderisce, per il secondo anno consecutivo, al progetto “A scuola d’impresa”, l’iniziativa promossa da Museimpresa, Archivio del cinema industriale e Liuc – Università Cattaneo per avvicinare giovani studenti al made in Italy, attraverso visite guidate, attività progettuali presso musei o archivi d’impresa, il tutto accompagnato dalla realizzazione di un project work finale. Al centro di questa edizione c’è il progetto di Barilla “Mulino Bianco: un museo a portata di click”, che ha offerto ai ragazzi l’opportunità di esplorare, grazie all’Archivio storico Barilla, la storia della comunicazione del brand, e di realizzare un vero e proprio museo virtuale dedicato ai suoi 50 anni.


“A Scuola d’impresa” rientra nei percorsi di Orientamento e Pcto (Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento) e rappresenta un’occasione per le classi del triennio delle scuole secondarie di secondo grado di tutti gli indirizzi di studio di scoprire da vicino il patrimonio storico e comunicativo delle imprese italiane. Finora, sono tre le classi di istituti superiori di Parma che hanno preso parte attivamente al progetto, immergendosi nell’universo Mulino Bianco. Nello specifico Barilla ha portato avanti il progetto “Mulino Bianco: un museo a portata di click”, rivolto agli studenti del triennio delle scuole secondarie di II grado e sviluppata in più fasi. Tra i protagonisti dell’esperienza, gli studenti del Liceo Artistico statale Paolo Toschi e dell’Istituto tecnico economico Macedonio Melloni di Parma, che hanno visitato la sede principale di Barilla e l’Archivio storico. Qui, a partire dai materiali custoditi, supportati inizialmente dai professionisti di Barilla e dai loro docenti, hanno lavorato allo sviluppo di soluzioni innovative, rendendo il museo digitale coinvolgente per un pubblico ampio e variegato. Hanno inoltre proposto strategie per migliorare la fruizione dei contenuti e valorizzare il patrimonio storico del brand, che ha appena compiuto 50 anni. Le idee degli studenti sono attualmente in fase di valutazione. Il risultato sarà una nuova sezione per il sito dell’Archivio Storico Barilla, frutto del talento e della creatività delle nuove generazioni.


“Per i miei studenti, questa esperienza è stata stimolante e fuori dagli schemi – spiega Maria Carmen Nuzzo, docente di Progettazione Architettonica – L’idea di creare un museo virtuale è un approccio originale e diverso dal loro lavoro quotidiano. Questo ha acceso in loro una curiosità nuova, spingendoli a esplorare il mondo della comunicazione con occhi diversi. È stata un’esperienza che ha rafforzato in loro il senso di responsabilità, la creatività e lo spirito di collaborazione”.

Sei giovani autistici assunti da Barilla nello stabilimento di Foggia

Sei giovani autistici assunti da Barilla nello stabilimento di FoggiaMilano, 5 apr. (askanews) – Sei giovani autistici tra i 20 e i 30 anni sono stati assunti nello stabilimento Barilla di Foggia per occuparsi della gestione dello spaccio aziendale. E’ questo il nuovo traguardo raggiunto dalla collaborazione tra Barilla, con la sua sede di Foggia, e iFun, associazione di genitori di bambini e ragazzi autistici attiva da oltre dieci anni sul territorio. Un percorso di inclusione e sensibilizzazione che, iniziato due anni fa con la creazione dell’Employee resource group (Erg) “ThisAbility”, ha portato ora a questa assunzione.


Gli Erg di Barilla sono gruppi di volontari organizzati e formati all’interno dell’azienda per promuovere una cultura aziendale sempre più inclusiva. A fine 2023 l’azienda di Parma ha donato un pulmino all’associazione, a nome delle persone dello stabilimento di Foggia, per facilitare gli spostamenti quotidiani dei ragazzi e delle loro famiglie. Nel corso degli ultimi due anni, la collaborazione ha continuato a crescere attraverso eventi, workshop e attività condivise tra lo stabilimento e la comunità locale. Dal 26 marzo di quest’anno, grazie alla partnership con una cooperativa sociale di tipo B, sei ragazzi autistici sono stati assunti per lavorare nello spaccio aziendale. Affiancati dai loro tutor, questi giovani lavorano alla preparazione dei pacchi di pasta destinati ai dipendenti dello stabilimento, compiendo così un significativo passo verso l’autonomia e l’inclusione lavorativa.


“Lavoratori, non più fragili o disabili. Lavoratori, persone, anime, dignitosamente dentro questo mondo senza stare alla finestra a vedere la vita che passa per gli altri. Senza essere in questa perenne sala d’attesa”, sottolinea Maurizio Alloggio, presidente di iFun e padre di Antonio. “Con questo progetto proseguiamo quella che dovrebbe essere la missione di ogni impresa che vuole essere virtuosa – aggiunge Francesco Grieco, plant director dello stabilimento Barilla di Foggia – contribuire in modo significativo al benessere della comunità”. Lo stabilimento Barilla di Foggia, attivo da circa 40 anni, impiega circa 200 persone a tempo indeterminato e, con una capacità produttiva di oltre 210.000 tonnellate di pasta, rappresenta uno dei principali siti produttivi del gruppo.

Prezzi zucchero in aumento per calo produzione India e Brasile

Prezzi zucchero in aumento per calo produzione India e BrasileRoma, 4 apr. (askanews) – I prezzi internazionali dello zucchero sono animati da spiccata volatilità e faticano a consolidare il trend deflattivo registratosi nel 2024. Lo segnala Aretè, spiegando che da inizio marzo i prezzi dello zucchero grezzo sono aumentati del 4,8% mentre quelli dello zucchero bianco del 2,5% (entrambi sono quotati su The ICE). Gli operatori non-commerciali, dopo una fase di posizionamento in ipervenduto, tra gennaio e fine febbraio, sono tornati in iper-comprato, fornendo supporto ai prezzi.


Tra i principali fattori rialzisti Areté segnala soprattutto le criticità che caratterizzano l’offerta 24/25 dalle due principali aree di produzione ed esportazione, ovvero Brasile e India. Per il Brasile i dati della associazione di produttori “Unica” indicano una produzione per la campagna 2024/25 a 40 milioni di tonnellate, -5,3% rispetto allo stesso periodo della scorsa campagna e decisamente al di sotto dei 44 milioni delle anticipazioni Conab (Companhia Nacional de Abastecimiento).


Per l’India, i dati della associazione di produttori “Isma” indicano che la produzione al 15 marzo aveva raggiunto 23,7 milioni di tonnellate, con un decremento del 16% rispetto allo stesso periodo del 2023/24.

Congiuntura di offerta limitata per mercato latte europeo

Congiuntura di offerta limitata per mercato latte europeoRoma, 4 apr. (askanews) – In attesa dei picchi produttivi primaverili il mercato del latte all’interno dell’Unione Europea attraversa una congiuntura di offerta limitata. Le analisi di Aretè, che elaborano i dati della Commissione UE, mostrano come le consegne di latte a gennaio 2025, siano risultate in calo dello 0,3% rispetto a gennaio 2024. La seconda settimana di marzo in Germania e Francia i ritardi rispetto allo stesso periodo dello scorso risultano di oltre il 2%.


Inoltre, le consegne di latte, già strutturalmente rallentate dalle politiche ambientali Ue di riduzione delle emissioni, siano ulteriormente disincentivate da costi degli input produttivi elevati e dalla diffusione in UE di blue tongue e afta epizootica. In particolare dopo la prima notifica, il 10 gennaio, di un focolaio di afta epizootica in Germania, il virus si è diffuso anche in Ungheria (focolaio notificato il 7 marzo) e in Slovacchia (tre focolai confermati il 21 marzo); i due Paesi non sono produttori rilevanti, tuttavia la diffusione del virus alimenta le preoccupazioni che ci possano essere contagi anche in altri Stati membri. I prezzi del latte spot, nonostante una leggera flessione stagionale, si mantengono superiori rispetto allo scorso anno. A marzo 2025 le quotazioni del latte spot tedesco intero risultano superiori del 23% superiori rispetto a marzo 2024. Anche trasformati nel mese di marzo hanno registrato una tendenza di prezzo stabile o leggermente rialzista. Sulla piazza di riferimento di Kempten, rispetto a febbraio, il burro ha segnato un aumento del 4%, mentre WMP ed Edamer sono rimasti sostanzialmente invariati.

Coldiretti a Vinitaly per difendere i valori del vino italiano

Coldiretti a Vinitaly per difendere i valori del vino italianoRoma, 4 apr. (askanews) – Quattro giorni di iniziative, incontri e degustazioni per celebrare e difendere i valori del vino italiano, un patrimonio del Paese dal punto di vista economico, ambientale, sociale e paesaggistico, oltre che primo ambasciatore dell’Italia a tavola nel mondo. E’ il programma del Vinitaly a Casa Coldiretti, una nuova struttura pensata per rappresentare anche visivamente l’importanza del Vigneto Italia e di un prodotto che fa parte della Dieta Mediterranea, elisir di lunga vita, le cui proprietà salutistiche sono ormai dimostrate da numerosi studi.


Una filiera chiave dell’economia nazionale, spiega Coldiretti in una nota, che va difesa dal rischio di guerre commerciali, scatenate dai dazi imposti dal presidente Usa Donald Trump, ma anche dalle ingiustificate campagne di demonizzazione, rispetto alle quali è necessario che l’Unione Europea pronunci parole chiare. Temi che saranno al centro anche degli incontri del presidente Ettore Prandini e del segretario generale Vincenzo Gesmundo, con i Commissari europei alla Salute Olivér Várhelyi e quello all’Agricoltura Cristophe Hansen, assieme all’amministratore delegato di Filiera Italia Luigi Scordamaglia, in programma lunedì 7 aprile a Casa Coldiretti.


Domenica alle 10 ci sarà l’inaugurazione di Casa Coldiretti, con la visita al Padiglione. Alle ore 14.30 incontro sulle “Le eccellenze Italiane”, con i grandi nomi del vino tricolore che si confronteranno sulle principali tematiche del settore vitivinicolo, cui seguirà una degustazione guidata da Riccardo Cotarella. Lunedì 7 aprile l’evento clou con il presidente di Coldiretti Ettore Prandini e il segretario generale Vincenzo Gesmundo che incontreranno assieme ai viticoltori il Commissario europeo alla Salute Olivér Várhelyi, in programma alle 11, e il Commissario all’Agricoltura Cristophe Hansen, fissato per le 13.45, entrambi nello stand Coldiretti. Un’occasione di confronto sulla necessità di tutelare il settore rispetto agli attacchi e alle ingiustificate campagne di demonizzazione, ma anche sul nuovo piano Ue per il vino e sul futuro dell’intera agricoltura europea, a partire dalla Politica agricola.


Alle 15 la presentazione della birra da filiera tutta Sarda in collaborazione con il Consorzio Birra Italiana. Alle ore 16 la presentazione presso il Padiglione Veneto del libro “Il Cibo a pezzi”, il saggio scritto da Vincenzo Gesmundo, Felice Adinolfi e Roberto Weber. Alle 16.45 tavola rotonda sul vigneto Toscana. Martedì 8 aprile, alle 9.30, spazio ai giovani viticoltori, con un focus sul fenomeno della generazione Z in vigna, al quale seguirà una degustazione a tema. Biodiversità protagonista alle 13.30, con il momento di assaggio dedicato ai vitigni autoctoni cui farà seguito quello riservato ai vini biologici, in programma alle 16. Mercoledì 9 aprile, alle ore 11, focus sull’enoturismo con il Consiglio di Terranostra-Campagna Amica, con spazio anche alle donne del vino.

Prezzi ingrosso fragole in calo del 16,5%, bene carciofi e biete

Prezzi ingrosso fragole in calo del 16,5%, bene carciofi e bieteRoma, 4 apr. (askanews) – Ottima qualità, grande quantità e prezzi in diminuzione all’ingrosso del 16,5% rispetto alla settimana precedente per le fragole, con produzioni da Calabria, Sicilia, Campania e Basilicata. Le varietà più pregiate, come la Sabrosa e la Inspire, sono in vendita all’ingrosso, rispettivamente, a 3,50 euro/kg e 4,00 euro/kg, mentre tutte le altre varietà si aggirano sui 2,50 euro/kg (-16,5% rispetto a un anno fa). E’ quanto emerge dal bollettino de La Borsa della Spesa, il servizio settimanale creato da BMTI e Italmercati Rete di Imprese.


Abbondante anche la varietà dei limoni Primo Fiore siciliana e i prezzi sono stabili rispetto alla scorsa settimana, da 1,10 a 1,30 euro/kg. Verso la fine invece i mandarini che, tuttavia, mantengono prezzi all’ingrosso stabili intorno a 1,50 €/kg anche se con la fine della produzione sono tendenti al rialzo. Inoltre, sebbene i quantitativi di mele stiano diminuendo, come per l’Annurca campana la cui produzione volge al termine, i prezzi si mantengono stabili, mediamente a 1,80 euro/kg per tutte le varietà. Tra gli ortaggi, è il momento ideale per acquistare i carciofi. La produzione è abbondante e i prezzi sono favorevoli, con il romanesco che si vende all’ingrosso a 0,50 euro al pezzo e il violetto senza spine, alle sue ultime battute, a 0,30 euro/kg. L’abbassamento delle temperature ha migliorato la qualità, aumentando la produzione e portando i prezzi all’ingrosso in calo dell’1,6% rispetto alla scorsa settimana.


Sempre grazie al clima favorevole, sono nel pieno della loro campagna le fave, con un prezzo all’ingrosso medio di 1,80 euro/kg e sempre più richieste con l’avvicinarsi delle tradizioni culinarie legate alla Pasqua. Un altro prodotto da acquistare sono i piselli freschi, disponibili all’ingrosso a 3,00 euro/kg. Stabili i prezzi dei radicchi, intorno a 2,50 euro/kg per la varietà lungo precoce e intorno ai 2,00 euro/kg per il tondo rosso, ma anche per le bietole, che presentano un ottimo rapporto qualità-prezzo e che sono disponibili nei mercati all’ingrosso intorno a 1,00 euro/kg. Per quanto riguarda il settore ittico, tra i più vantaggiosi ci sono i gamberi rosa, molto abbondanti e con prezzi in calo del 28,8% rispetto alla scorsa settimana, che vanno da 2,50 a 8,00 euro/kg a seconda della dimensione; il tonnetto alletterato, da 5,00-7,00 euro/kg e il tombarello, in calo dell’11% rispetto alla scorsa settimana e del 38,5% rispetto ad un anno fa.


Per chi vuole assaggiare qualcosa di nuovo, il Servizio consiglia l’acquisto del pesce gatto e, all’ingrosso, si trova a 2,00-3,00 euro/kg. Tra i molluschi, vantaggiosi i prezzi delle vongole lupino che, all’ingrosso, si confermano sui 3,50 euro/kg. Tra le carni, l’equilibrio tra domanda e offerta ha mantenuto stabili i prezzi della carne di tacchino che variano da 8,00 a 8,20 euro/kg. Infine, come di consueto in questo periodo, si riduce la domanda dei tagli del vitellone, utilizzati per le classiche preparazioni invernali, portando i prezzi all’ingrosso in calo che oscillano da 6,70 a 6,80 €/kg questa settimana.

Agea: erogati 101 mln per gestione rischio, di cui 50 per vino

Agea: erogati 101 mln per gestione rischio, di cui 50 per vinoRoma, 4 apr. (askanews) – Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, ha erogato 101 milioni di euro per la gestione del rischio, di cui 50.812.000 destinati al settore vino. Un risultato “ottenuto grazie al lavoro puntuale e sinergico svolto dalla task force voluta dal ministro Lollobrigida a cui partecipano i Centri di assistenza agricola, i Consorzi di Difesa, il Masaf, Ismea e le compagnie assicurative sotto il coordinamento di Agea. Tutto ciò significa che quando si fa sistema si vince”, commenta il direttore di Agea Fabio Vitale, sottolineando come “questo è il modo per superare la disarticolazione presente nel mondo dell’agricoltura”.


A questi vanno aggiunti 10 milioni che provengono dal Fondo Mutualistico Agricat a cui seguiranno, la prossima settimana, altri 27 milioni. In aggiunta, si erogheranno anche le risorse previste dalla Legge 100/2023 destinate specificamente alle imprese agricole danneggiate dall’alluvione dello scorso anno. Ulteriori 45 milioni di euro saranno erogati per la Domanda unica: di questi, 30 sono dedicati alla zootecnia. Infine, per lo Sviluppo Rurale saranno erogati 30 milioni di euro. E, in tema di vino, Agea presenta al Vinitaly 2025 domenica 6 aprile nell’area talk del padiglione istituzionale del Masaf una panoramica dedicata alla promozione del vino verso i Paesi Terzi, insieme con la filiera delle sigle nazionali e i consorzi,

Aceto Modena Igp: dazi, Ue risponda con campagna comunicazione Ig

Aceto Modena Igp: dazi, Ue risponda con campagna comunicazione IgRoma, 4 apr. (askanews) – Una campagna europea di comunicazione dei prodotti Dop e Igp realizzata con fondi straordinari, nuovi strumenti di tutela internazionale, una lettura più protezionistica e garantista dei diritti di proprietà intellettuale e, a livello nazionale, l’adozione di provvedimenti mirati alla tutela e promozione dei prodotti DOP e IGP. Sono le proposte del Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico di Modena Igp a fronte dell’imposizione di dazi da parte del presidente americano Donanld Trump sulle produzioni europee.


Per Mariangela Grosoli, presidente del Consorzio, ai dazi americani l’Unione Europea deve rispondere “con una strategia articolata e mirata, che includa anche fondi straordinari per la comunicazione del sistema dei prodotti DOP e IGP nei mercati strategici come gli Stati Uniti”. Fondi che consentirebbero ai Consorzi di tutela e ai produttori “di valorizzare le peculiarità uniche di questi prodotti, rafforzando la consapevolezza e la fiducia dei consumatori, comunicando l’unicità del sistema DOP e IGP nella certificazione e tutela del patrimonio culturale locale, italiano ed europeo”. “Riteniamo – aggiunge Grosoli – che una grande campagna di valorizzazione delle Indicazioni Geografiche possa avere ora una maggiore forza in un mercato come gli USA che si stanno delineando con la Presidenza Trump, rispetto alle tante singole iniziative portate avanti dai Consorzi di tutela”, spiega Grosoli sottolineando che il mercato USA rappresenta il 26% del volume totale della produzione.


Secondo il consorzio, le barriere tariffarie ostacolano il consolidamento e la crescita dell’export dei prodotti DOP e IGP italiani. Ostacoli che rischiano di alterare i meccanismi concorrenziali tra gli operatori del settore, generando un clima di incertezza per le imprese coinvolte nel commercio internazionale. Sempre a sostegno delle aziende e del comparto dei prodotti DOP e IGP, “questo scenario in cui l’aggressione e la minaccia sembrano sostituire le logiche dell’alleanza e della mediazione, evidenzia la necessità di nuovi strumenti di tutela internazionale dei prodotti DOP e IGP”, spiega Grosoli. Questi nuovi strumenti dovrebbero essere affiancati “a una lettura più protezionistica e garantista dei diritti di proprietà intellettuale attraverso cui le IG europee, ma non solo, possano essere tutelate e supportate nel confronto con prassi di concorrenza sleale comuni tanto nel territorio dell’Unione quanto in quello internazionale”.


“Auspichiamo infine – conclude Grosoli – che anche a livello nazionale vengano adottati provvedimenti mirati alla tutela e promozione dei prodotti DOP e IGP, lavorando come sistema Paese perché a livello strategico globale l’Unione Europea riveda la politica di relazioni e partnership commerciali declinandola nel nuovo contesto e favorendo l’apertura di nuovi spazi di mercato sicuri, regolati e promossi, in primis, a livello istituzionale e, ovviamente, a livello di relazioni industriali e commerciali”.