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Assobibe: dazi Usa altra stangata per bibite dopo Sugar Tax

Assobibe: dazi Usa altra stangata per bibite dopo Sugar TaxRoma, 4 apr. (askanews) – Una nuova stangata per il comparto delle bevande analcoliche dopo la Sugar tax, la cui entrata in vigore è prevista per il primo luglio. Così Assobibe, l’associazione di Confindustria che rappresenta le imprese che producono e vendono bevande analcoliche in Italia, esprime in una nota la preoccupazione delle imprese del comparto per l’introduzione dei dazi USA.


Per le bevande analcoliche italiane l’export è un canale fondamentale e in continua crescita: +117% negli ultimi 10 anni e +20% nell’ultimo biennio. Gli Stati Uniti sono il mercato principale di sbocco per le imprese del settore e per molte di queste rappresentano oltre la metà del business. E oggi i dazi Usa graveranno sulle imprese che producono chinotti, cedrate, aranciate, limonate, thè freddi, spume, aperitivi analcolici, imprese che sono già in difficoltà a causa delle diverse complessità del mercato nazionale, prima fra tutte l’attuale fase di incertezza conseguente all’imminente entrata in vigore della Sugar tax, il cui impatto negativo sui consumi interni è inevitabile.


“I dazi USA sono un ulteriore freno per tutto il comparto già in allarme per l’entrata in vigore, nelle prossime settimane, della Sugar tax. Una tassa inutile e inefficace che non trova fondamento da un punto di vista salutistico e che avrà conseguenze pesanti in uno scenario socioeconomico già fortemente indebolito dall’incremento dell’inflazione, dei costi di materie prime ed energia e da una fiscalità alle stelle” spiega Giangiacomo Pierini, presidente di Assobibe, sottolineando che l’Italia vive “un momento complesso che richiede politiche di supporto capaci di tutelare, stimolare la crescita e la competitività delle imprese espressione del Made in Italy, soprattutto nei settori più in sofferenza negli ultimi anni, come quello delle bevande analcoliche”. Con l’entrata in vigore tra poche settimane, ricorda Assobibe, la Sugar tax andrà a colpire solo le bevande analcoliche, con e senza zucchero, pesando direttamente sul comparto, sull’intera filiera e sugli italiani. Le imprese del settore chiedono al Governo di dare seguito agli impegni assunti con specifici ordini del giorno presentati da Lega e Forza Italia, durante l’approvazione della Manovra e poi del DL Proroghe.

Domani Lollobrigida presenta il nuovo spazio Masaf al Vinitaly

Domani Lollobrigida presenta il nuovo spazio Masaf al VinitalyRoma, 4 apr. (askanews) – Domani, sabato 5 aprile, il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, presenterà in anteprima alla stampa lo spazio espositivo del Masaf alla 57esima edizione del Vinitaly ospitato da Veronafiere. Quest’anno il titolo sarà “The Reason Wine” e racconterà le ragioni del successo del vino italiano nel mondo.


Protagonisti dell’esposizione saranno le persone, l’Italia e il saper fare: le basi sulle quali si è costruito, giorno dopo giorno, la grandezza del vino italiano. Fotografie, testimonianze storiche e documenti d’epoca formeranno un vero e proprio itinerario museale che indagherà il legame tra produttori e territori e, al contempo, tra innovazione e tradizione. Con questo percorso si mostrerà il perché i nostri vini hanno saputo conquistare i più grandi mercati esteri. Continuerà anche quest’anno la collaborazione con il Ministero della Cultura, che ha permesso l’esposizione di importanti opere d’arte. Al centro delle rappresentazioni il mito di Dioniso, come il “Bacco Bambino con corona di edera e grappolo d’uva”, scultura di scuola romana della prima metà del XVII secolo, la “Danza di vendemmiatori”, opera di Giuseppe Marchesi (detto Sansone) e antichi trattati sulla viticultura.


L’installazione è stata realizzata in collaborazione con il Masaf e Mastroberardino, che ha fornito la documentazione storica, dimostrando ancora una volta come la creatività, le istituzioni, la tecnologia e la tradizione siano elementi essenziali per conservare l’identità italiana e renderla vincente e apprezzata nel mondo.

Il Crea porta a Vinitaly ‘Tea al Cubo’: viaggio nel Dna della vite

Il Crea porta a Vinitaly ‘Tea al Cubo’: viaggio nel Dna della viteRoma, 4 apr. (askanews) – Il Crea torna a Vinitaly, sempre presso il padiglione Masaf, con un calendario ricco di appuntamenti e una novità assoluta: ‘Tea al cubo’, il cubo immersivo che si troverà di fronte allo spazio Masaf per l’intera durata della manifestazione. Un viaggio attraverso il DNA della vite, per scoprire cosa sono e come funzionano le Tecnologie di Evoluzione Assistita e quale potrebbe essere il loro contributo per un vino italiano sempre più sostenibile e resiliente, ma fedele alla propria tradizione di eccellenza, qualità e legame con il territorio.


La fruizione di questa esperienza sarà testata, inoltre, con strumenti di neuroscienze che consentiranno di misurare l’interazione degli utenti, per analizzare i picchi di attenzione e interazione emotiva, sia in un’ottica di ricerca sociale, sia di ottimizzazione del messaggio. Tra gli appuntamenti del Crea domenica 6 aprile l’incontro “Innovazioni per la vite”: dal CREA alcune soluzioni per flavescenza e peronospora per scoprire le ultime novità per ridurre l’impatto ambientale della viticoltura. E ancora “A che punto siamo”, un appuntamento in cui gli esponenti della Ricerca, delle Istituzioni e del mondo produttivo si confrontano su due temi strategici per la viticoltura del futuro: i vitigni resistenti detti anche Piwi e le Tera, le tecnologie di Evoluzione Assistita, da cui si possono ottenere nuovi cloni delle varietà anche autoctone oltre che internazionali meno suscettibili alle malattie ed agli stress.


Ancora, martedì 8 aprile verrà presentato il volume “L’industria alimentare tra cultura del made in italy, sviluppo locale e turismo esperienziale: il caso dei musei e degli archivi d’impresa” e si svolgerà la Premiazione IX edizione Concorso Enologico Istituti Agrari d’Italia, organizzato dal Masaf con il CREA Viticoltura ed Enologia, la Rete nazionale degli Istituti Agrari (RENISA) e il ministero dell’Istruzione.

Vino, Intesa SP: Italia prima nella produzione mondiale di vino

Vino, Intesa SP: Italia prima nella produzione mondiale di vinoMilano, 4 apr. (askanews) – Nel 2024 l’Italia ha riconquistato il primo posto a livello mondiale nella produzione di vino, con 41 milioni di ettolitri (fonte Organizzazione internazionale della vigna e del vino – Oiv). In termini di export, l’Italia è al secondo posto nel mondo, dopo la Francia che in valore ha una quota di mercato del 34,5% (Italia al 22%), mentre in quantità veniamo superati di poco dalla Spagna (21,7% vs. 22%). Il 2024 si è chiuso con 8,1 miliardi di euro di esportazioni di vino italiano, +5,5% rispetto al 2023. E’ quanto emerge da una ricerca del Research Department di Intesa Sanpaolo preparata in occasione di Vinitaly.


La vendemmia 2024 ha mostrato un buon recupero rispetto all’anno precedente, (+7%) pur collocandosi al di sotto del 14% rispetto alla media dei 5 anni precedenti. La vendemmia del 2023, infatti, era stata particolarmente scarsa (con circa un 20% in meno in termini di quantità prodotte) a causa degli effetti del cambiamento climatico (siccità, alluvioni) che avevano favorito la diffusione di un fungo, la peronospera, che aveva letteralmente decimato i raccolti in particolare nel centro-sud. Bene anche i distretti del vino italiani, che nel complesso crescono del 4% tendenziale, in particolare il Prosecco di Conegliano Valdobbiadene, i Vini dei Colli Fiorentini e senesi e i Vini del veronese, che hanno registrato crescite tra il 7 e il 10%. Ma è soprattutto in termini di biodiversità che l’Italia surclassa tutti: secondo uno studio dell’Oiv, il 75% del vitigno nazionale è infatti coperto da ben 80 vitigni autoctoni, secondo il Portogallo con 40 vitigni, mentre Francia e Spagna si fermano a 15. Questa biodiversità si traduce in un altro primato per l’Italia, che è il Paese europeo con il maggior numero di certificazioni Dop/Igp: 528, mentre la Francia si ferma a 442. Sono tanti i punti di forza, ma ci sono anche alcuni punti di attenzione, tra cui in primis la frammentazione e la difficoltà a fare sistema. I produttori vitivinicoli italiani sono di più piccole dimensioni rispetto ai nostri competitors, il 35% delle aziende vitivinicole italiane ha meno di 5 ettari, in Francia sono solo il 7%. A ciò si aggiungono alcune minacce: la concorrenza dei principali competitors, i consumi in calo e quindi la necessità di intercettare o stimolare nuove fasce di consumatori. Infine il cambiamento climatico, che sta modificando la geografia dei paesi produttori di vino, spostandosi sempre più verso nord, mentre i territori del sud sono a rischio desertificazione.


“È necessario investire in innovazione, nella selezione dei vitigni più resistenti ma anche nelle opportunità che derivano dalla digitalizzazione e dalla robotica” ha affermato Stefania Trenti, responsabile Industry & Local Economies Research Intesa Sanpaolo, sottolineando che “le opportunità maggiori potranno venire ancora dai mercati esteri, ma anche dalla capacità di fare sistema per valorizzare la grande qualità del vino italiano”.

Debutta al Vinitaly l’Alleanza bilaterale per l’agricoltura

Debutta al Vinitaly l’Alleanza bilaterale per l’agricolturaRoma, 4 apr. (askanews) – A Vinitaly debutterà la prima sinergia di enti bilaterali italiani per l’agricoltura. La sigla è Alleanza bilaterale e raggruppa l’ente Agribi di Verona, l’Ebat di Brescia, il Cimi di Mantova, l’Ebat di Catania e l’Ebat di Trapani. L’obiettivo è condividere esperienze, buone pratiche e iniziative, per alzare il tiro sulla sicurezza in agricoltura, dato che, come dicono i dati dell’Inail, le campagne continuano ad essere luoghi ad alto rischio nonostante i progressi tecnologici e le norme di sicurezza.


Alleanza bilaterale si presenterà ufficialmente a Vinitaly, dal 6 al 9 aprile, nel padiglione Enolitech, con una serie di eventi, alcuni dei quali in collaborazione con Inail, che metteranno in luce progetti, nuove soluzioni tecnologiche, reti agricole di qualità e proposte formative mirate a rendere il lavoro in campagna più etico e sicuro. “Questa cooperazione nasce per condividere le reciproche esperienze e sviluppare attività comuni che possano farci crescere – spiega Luigi Bassani, direttore di Agribi Verona, costituita da Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil – Il raggruppamento sarà aperto a quanti vorranno condividere questo metodo di lavoro. In Fiera a Verona presenteremo le nostre progettualità che guardano al futuro, come l’utilizzo di visori per creare una realtà virtuale per la formazione e degli esoscheletri per ridurre i rischi in agricoltura”.

Auricchio (Afidop): per formaggi Dop dazi complessivi al 35-40%

Auricchio (Afidop): per formaggi Dop dazi complessivi al 35-40%Roma, 4 apr. (askanews) – I formaggi Dop e Igp sono tra i prodotti che subiranno gli effetti dei dazi Usa sulle importazioni UE introdotti da Trump e con il dazio aggiuntivo del 20% stabilito dall’Amministrazione americana, alcuni dei prodotti caseari certificati arriveranno a una tassazione anche del 35%/40%, “con un serio rischio di alimentare fenomeni nefasti per la nostra economia come l’italian sounding”. Così in una nota Antonio Auricchio, presidente di Afidop, l’associazione formaggi italiani Dop e Igp, a commento dei dazi annunciati dal presidente Usa, Donald Trump.


Afidop ricorda che nel 2020, a causa dei dazi imposti da Trump, l’export dei formaggi italiani negli Usa aveva perso oltre 6mila tonnellate, pari a 65 milioni di euro. Le misure attualmente imposte da Trump colpiscono anche prodotti che non erano stati toccati dai dazi di cinque anni fa, come la Mozzarella di Bufala Campana Dop e soprattutto il Pecorino Romano Dop, che vede negli Stati Uniti il suo principale mercato estero. “Queste misure non solo andrebbero a penalizzare i nostri prodotti certificati ma, facendo leva sulla fiducia del consumatore, aprirebbero la strada a prodotti locali che, imitando i nostri formaggi Dop, verrebbero favoriti – spiega Auricchio – Nonostante i formaggi Dop siano un prodotto premium e l’aumento del prezzo potrebbe non portare necessariamente a una riduzione dei consumi, siamo inoltre preoccupati per i possibili effetti sull’export”.


Gli USA sono infatti il primo mercato extraeuropeo di riferimento per i formaggi italiani: solo nell’ultimo anno sono state esportate 40.800 tonnellate, di cui l’80% è Dop. “Sono a rischio oltre 485 milioni di fatturato oltreoceano”, spiega Auricchio sottolineando che l’imposizione di dazi su un prodotto che esporta il 40% della sua produzione negli Usa rischia di compromettere un’intera filiera che rappresenta un’eccellenza del made in Italy. “Sicuramente lavoreremo con i nostri Consorzi per sostenere la domanda e rafforzare il lavoro negoziale, ma chiediamo alle istituzioni EU e nazionali di supportarci nella protezione del nostro patrimonio lattiero caseario certificato. Non sarà colpendo i formaggi italiani Dop che si proteggerà l’economia americana. Si tratta di prodotti non in concorrenza che hanno posizionamento, standard di produzione, qualità e costi differenti”, conclude il presidente Auricchio.

Copagri: credito agricolo in contrazione, tema importante

Copagri: credito agricolo in contrazione, tema importanteRoma, 4 apr. (askanews) – “Quello dell’accesso al credito è un tema molto sentito in tutti i principali settori produttivi che contribuiscono alla crescita del Paese, a partire ovviamente dall’agricoltura, che sconta ataviche difficoltà in tale ambito; la disponibilità di risorse e prodotti finanziari, infatti, rappresenta una condizione indispensabile per la tenuta di qualsiasi impresa”. Lo ha detto il vicepresidente della Copagri Giovanni Bernardini a margine dei lavori del forum dell’Associazione Bancaria Italiana-ABI dedicato al tema “Credito e finanza 2025”, ai quali ha partecipato in quanto componente del tavolo CIRI-ABI.


Negli ultimi 15 anni, infatti, il credito agricolo ha subito una contrazione significativa, tanto che lo stock complessivo di finanziamenti al comparto è passato dai 43 miliardi del 2010 ai 39,5 miliardi del 2023, con una flessione media annua del 2,5% negli ultimi cinque anni e con un trend negativo particolarmente accentuato dopo il 2011, direttamente collegato al cosiddetto credit crunch, ha spiegato Bernardini, secondo il quale i numeri relativi al crediti agricolo “evidenziano una volta di più l’importanza di continuare a lavorare per stringere il rapporto tra istituti di credito e imprese agricole”. Inoltre, il credito fondiario, ovvero quello destinato agli investimenti strutturali, quali terreni e macchinari, dal 2009 al 2023 ha registrato un calo del 40%, passando dal rappresentare il 22% del totale agricolo nel 2009 ad appena il 13% nel 2023; “e questo principalmente a causa dell’aumento dei prezzi dei terreni e del restringimento delle politiche creditizie post-crisi”, fa notare Bernardini, spiegando che “un andamento analogo si è registrato per il credito di esercizio, cioè quello utilizzato per l’attività corrente, come l’acquisto di sementi e fertilizzanti, che dal 2010 al 2023 si è ridotto del 30% in termini reali, tanto che oggi solo il 32% delle aziende ottiene finanziamenti agevolati, contro il 45% del 2010”.


Per questo il sistema delle garanzie “rappresenta una delle potenziali criticità per l’accesso al credito, influenzando sia l’erogazione che i costi; e questo assunto vale sia con riferimento alle garanzie tradizionali, per le quali le banche richiedono garanzie reali di cui nel 40% dei casi le imprese non dispongono, che alle garanzie pubbliche, delle quali nel 2023 ha beneficiato appena il 15% delle erogazioni, a causa di procedure lente e diverse complessità burocratiche”, aggiunge il vicepresidente della Copagri, invitando a guardare agli strumenti messi in campo da altri paesi europei, quali ad esempio la Germania, che ha da tempo istituito una banca pubblica per prestiti a tasso zero, o la Francia, che con le garanzie mobiliari sui raccolti futuri dà agli agricoltori la possibilità di ottenere credito a breve termine senza ipoteche immobiliari.

Asiago Dop celebra la filera corta a Formaggio in Villa

Asiago Dop celebra la filera corta a Formaggio in VillaRoma, 4 apr. (askanews) – Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago sarà a Formaggio in Villa, evento dedicato all’eccellenza del mondo caseario in programma a Cittadella (Padova) dall’11 al 14 aprile, per promuovere il valore del formaggio Asiago nel cuore della sua area di produzione.


Il Consorzio, main sponsor della manifestazione, racconterà l’unicità del formaggio Asiago tramite latterie sociali, caseifici cooperativi, malghe e aziende familiari che porteranno a Cittadella la loro esperienza affermando la forza di un legame profondo con la tradizione e il luogo d’origine. A Formaggio in Villa 2025, il Consorzio Tutela Formaggio Asiago offrirà ai visitatori un’esperienza immersiva. Due le masterclass in programma per i cheese lovers: sabato 12 aprile su Asiago DOP, vini macerati e in anfora e domenica 13 aprile su Asiago DOP, Gin & Tonic.

Cia a Vinitaly: convegni, tasting e formazione

Cia a Vinitaly: convegni, tasting e formazioneRoma, 4 apr. (askanews) – Conto alla rovescia per Cia-Agricoltori Italiani alla 57esima edizione di Vinitaly, il Salone mondiale dei vini e dei distillati, a Veronafiere dal 6 al 9 aprile. Appuntamento con la Confederazione al Padiglione 10 Stand C3, dove si aprirà il sipario sul mondo del vino da conoscere, degustare e condividere tra Enoteca, Tasting area e Meeting center. Tante le etichette delle aziende associate, in arrivo da tutta Italia, che abbracceranno l’intero spazio confederale, passando anche per l’enoteca bio, la mostra dei vini allestita con Anabio-Cia e i suoi eventi tematici, nell’ambito del progetto finanziato dal Masaf.


Domenica 6 aprile, alle 11, il presidente nazionale, Cristiano Fini, sarà all’evento inaugurale del Salone, in Auditorium Verdi, presso il Palaexpo Veronafiere. Lunedì 7 aprile, alle 15.30, Spazio Masaf, appuntamento con il convegno della Filiera del Vino “Prospettive per il settore del vino: dialogo tra politiche Ue e visione nazionale”, con la partecipazione del Commissario Ue all’Agricoltura, Christophe Hansen e del Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida. Alle 17.30, invece, l’intervento di Fini al convegno “Il vino un’eccellenza da difendere anche in Europa” a Palazzo Malfatto, Vicolo Listone. Martedì 8 aprile, alle 14.30, al Padiglione 12 Regione Abruzzo, il presidente Fini sarà, invece, alla presentazione del progetto Pnrr “La filiera del vino biologico di eccellenza” a cura di Cia-Agricoltori Italiani Abruzzo. Tra le bilaterali in calendario, già previsto l’incontro con il Commissario alla Salute e Benessere animale, Olivér Várhely.


Tra i talk e gli approfondimenti fuori e dentro lo stand, lunedì 7 aprile sempre presso lo spazio Cia, focus sulla formazione in agricoltura con Foragri e “Le opportunità della formazione: leva strategica per lo sviluppo delle imprese”, mentre martedì 8 aprile terrà il “Seminario di studio” presso la Sala Respighi del Palaexpo. Mercoledì 9 aprile, alle 10, l’evento promosso da Wine-Food-Turism “Enoturismo come leva per la valorizzazione delle destinazioni italiane” con il vicepresidente nazionale di Cia, Gianmichele Passarini. Immancabili per le aziende associate Cia, i momenti di incoming con i buyer esteri, tra tutti il “Walk Around Tasting” nell’area “ICE Lounge” al secondo piano del Palaexpo, lunedì 7 aprile alle 15.

Confcooperative Fedagripesca a Vinitaly con 142 cantine associaate

Confcooperative Fedagripesca a Vinitaly con 142 cantine associaateRoma, 4 apr. (askanews) – Anche quest’anno Fedagripesca Confcooperative partecipa al Vinitaly con un proprio stand: sono 142 le cantine associate che partecipano alla fiera e 90 quelle che saranno coinvolte nel programma di iniziative, masterclass e incontri con buyer internazionali messo a punto quest’anno dalla federazione.


“L’edizione di quest’anno di Vinitaly assume una particolare rilevanza dopo l’annuncio dei dazi americani – commenta in una nota il presidente di Fedagripesca Confcooperative Raffaele Drei – La nostra organizzazione ha organizzato un ricco programma di incontri ed eventi dedicati con buyer internazionali, durate in quali si potrà avere l’occasione di verificare quali ripercussioni ci saranno sulle vendite del nostro vino negli Usa e più in generale quali sono le risposte che si attende il settore”. Si parte la domenica 6 aprile con la masterclass organizzata in collaborazione con Vinitaly – VeronaFiere “I vini del mare: quando il mare incontra i vigneti”, una degustazione guidata di sei vini prodotti da vigneti situati in zone costiere. Nel pomeriggio, il talk realizzato in collaborazione con la società di servizi Node dal titolo Dalla terra al calice: come l’IA ridefinisce il racconto del vino. Lunedi 7 aprile alle 11.30, sarà presentato il portale e-commerce VinCoop, il marketplace di Confcooperative Puglia e nel pomeriggio si svolgerà la masterclass “I vini cooperativi premiati al Concorso internazionale di Vinitaly”, con la degustazione guidata delle sei etichette cooperative premiate con il maggior punteggio al Concorso Internazionale 5StarWines di Vinitaly 2025.


Il programma di martedì 8 prevede la partecipazione di un numero selezionato di cooperative e di buyer internazionali all’evento organizzato in collaborazione con Ice Agenzia, “ICE Walk Around Confcooperative”. Nell’ultima giornata, mercoledi 9 aprile, I vini cooperativi eroici: qualità, presidio e sostenibilità di un territorio”, degustazione guidata di sei vini prodotti da vigneti situati in zone di collina o di montagna, con pendenze superiori al 30%, e coltivati a terrazzamenti. Il Presidente del Settore Vino di Confcooperative Luca Rigotti parteciperà inoltre a due eventi istituzionali: un convegno Agea sul tema della promozione, in programma domenica 6 aprile alle 15.30 presso lo stand Masaf, e il convegno con il Commissario all’Agricoltura UE Christophe Hansen a cui parteciperanno tutte le sigle della filiera, in calendario lunedì 7 aprile alle 15.