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Olio evo, a Veronafiere dal 14 al 17 aprile concorso Sol D’Oro

Olio evo, a Veronafiere dal 14 al 17 aprile concorso Sol D’OroRoma, 14 mar. (askanews) – Inizia oggi la 22esima edizione del concorso Sol d’Oro, il concorso oleario internazionale in blind tasting più importante al mondo, che vede il record di partecipanti, con 450 campioni provenienti da Italia, Spagna, Turchia, Croazia, Slovenia, Portogallo, Francia, Grecia, Algeria, Marocco e Tunisia.


A giudicare i campioni “alla cieca” sarà il panel di maestri assaggiatori presieduto da Marino Giorgetti e composto da degustatori professionali internazionali: Giuseppe Giordano, Giulio Scatolini, Luigi Centauri, Simone De Nicola, Carlotta Pasetto, Fulvio Genovese, Antonio Volani, Roberta Ruggeri, sonda Laroussi (Tunisia), Ernest Kante (Slovenia), Na Xie (Cina), Anunciacion Carpio (Spagna), Milena Bukar Miklavcic (Slovenia), Miciyo Yamada (Giappone). Saranno sei le categorie contemplate dal concorso: Extravergine (Fruttato Leggero, Medio e Intenso), Monovarietale, Biologico e DOP. Sono ammessi a gareggiare gli oli d’oliva extravergini, italiani ed esteri, prodotti commercializzati da aziende e frantoi che dimostrino di produrre un quantitativo minimo di 1.500 litri per ciascun olio inviato. A chi produce e mette sul mercato un olio evo in un quantitativo inferiore (da 500 a 1.499 litri) è dedicata la categoria “Absolute Beginners”.


Nasce anche la nuova sezione “Big Producers” dedicata anche all’industria olearia, alle imprese di imbottigliamento e a tutte le realtà imprenditoriali che producono e imbottigliano grandi quantità di olio extravergine di oliva italiano. I vincitori della 22esima edizione del Sol d’Oro 2024 dell’Emisfero Nord saranno annunciati lunedì pomeriggio a Veronafiere. Nel corso di SOL, International Olive Oil Trade Show giunto alla 28esima edizione, in programma dal 14 al 17 aprile in concomitanza con Vinitaly, per i buyer esteri, in particolare del canale Horeca, sarà organizzato un «walking around tasting» dei vincitori del Sol d’Oro, riconoscimento prestigioso che rappresenta un veicolo di comunicazione e marketing particolarmente efficace anche in fase di promozione del prodotto.

Pe mantiene clausola salvaguardia automatica su import riso

Pe mantiene clausola salvaguardia automatica su import risoRoma, 14 mar. (askanews) – Il Parlamento Europeo ha deciso di mantenere la clausola di salvaguardia automatica per tutelare il riso europeo. Lo rendono noto Coldiretti e Filiera Italia, spiegando che gli eurodeputati hanno quindi bocciato il “tentativo della presidenza belga di togliere il meccanismo di tutela delle produzioni nazionali nell’ambito del nuovo regolamento sul Sistema di Preferenze Generali (Spg), le misure che puntano a favorire la crescita economica dei Paesi in via di sviluppo incentivando le importazioni a dazio zero”.


Al centro del contendere era, in particolare, l’articolo 29 del provvedimento che, secondo la proposta della Commissione Ue e del Parlamento, prevede l’attivazione automatica di una clausola di salvaguardia se le importazioni da un paese superano una soglia in termini di quantità, “evitando quello che sarebbe un vero e proprio dumping ai danni degli agricoltori europei, con arrivi incontrollati di prodotto straniero senza alcun sistema di difesa – spiega Coldiretti – Basti ricordare che oggi oltre il 60% del riso importato dall’Italia è a dazio agevolato”. La reintroduzione del meccanismo “è fondamentale per la tutela delle oltre diecimila famiglie, fra dipendenti e imprenditori, impegnate lungo la Penisola in questa filiera produttiva che rappresenta una delle eccellenze del Made in Italy”, precisano le due associazioni secondo cui è anche necessario che la clausola di salvaguardia venga accompagnata dalla previsione del principio di reciprocità volto a tutelare non solo la filiera, ma anche i cittadini consumatori da prodotti con standard ambientali e qualitativi ben al di sotto delle produzioni europee e italiane. Ora, con il blocco del trilogo ogni discussione è rimandata al prossimo Parlamento e Commissione.

In Piemonte al via bando con 35 mln a sostegno agricoltura bio

In Piemonte al via bando con 35 mln a sostegno agricoltura bioRoma, 14 mar. (askanews) – L’assessorato all’Agricoltura della Regione Piemonte ha pubblicato il bando 2024 per la presentazione di domande di aiuto per la conversione all’agricoltura biologica e il mantenimento delle pratiche di produzione biologica, intervento SRA29 del Complemento di sviluppo rurale 2023-2027.


Il bando, che ha una dotazione finanziaria complessiva di 34 milioni e 950 mila euro per 5 anni, scade il 15 maggio. “Si tratta del secondo bando aperto a favore del biologico, all’interno della programmazione del Csr del Piemonte. Prosegue infatti l’impegno della Regione nel sostenere le aziende piemontesi che hanno scelto le coltivazionia basso impatto ambientale. Una scelta non sempre facile da parte degli agricoltori che devono rispettare parametri rigidi e affrontare maggiori costi di produzione ma che risponde a un comparto in crescita, dovuto ad un maggiore interesse da parte dei consumatori ai prodotti biologici”, spiega in una nota l’assessore regionale all’Agricoltura e cibo Marco Protopapa. Questa dotazione finanziaria si aggiunge a quella già stanziata con il primo bando aperto ad aprile 2023 a sostegno dell’agricoltura biologia, con un finanziamento di 16 milioni e 200 mila euro.

Presidio Agricoltori e Pescatori si sposta a Torre in Pietra

Presidio Agricoltori e Pescatori si sposta a Torre in PietraRoma, 14 mar. (askanews) – Il presidio dei trattori alla Via Nomentana a Roma oggi viene rimosso per permettere il lavoro del fondo e i trattori stanno confluendo presso il presidio di Torre in Pietra, gestito dagli agricoltori del territorio laziale, “in linea con la decisione di aprire una nuova fase che punta a rafforzare le iniziative territoriali”: lo annunciano in una nota Salvatore Fais e Matteo Talarico, due componenti del Coordinamento Agricoltori e Pescatori Italiani.


Obiettivo “è quello di far avanzare ed estendere un movimento che non si fermerà se non quando avremo riaperto la speranza per il futuro e per la dignità di chi lavora la terra e nel mare”, spiegano ribadendo che l’episodio avvenuto ieri sera dell’incendio di alcune balle di foraggio “è da considerarsi marginale ed estemporaneo segnalando, semmai, l’urgenza e la necessità che il Governo e la politica diano risposte immediate per ricostruire un clima di tranquillità”.

Lollobrigida: agricoltura e pesca non sono uguali per tutti

Lollobrigida: agricoltura e pesca non sono uguali per tuttiRoma, 14 mar. (askanews) – “Voglio dare solo due cifre che motivano perché noi abbiamo assunto delle posizioni molto rigide come Italia chiedendo un riequilibrio di quello che è accaduto. Noi abbiamo un’agricoltura e una pesca che non sono le stesse degli altri. E se le misure di riduzione dell’impatto ambientale incidono solo su un tipo di agricoltura, ci sono alcune nazioni più penalizzate e altre meno”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, in audizione davanti alla Commissione Agricoltura della Camera e alla Commissione Industria, Commercio, Turismo, Agricoltura e Produzione agroalimentare del Senato sugli esiti del Consiglio “Agricoltura e pesca” del 26 febbraio 2024.


“In Europa – ha quindi spiegato – abbiamo avuto una diminuzione delle aziende agricole del 24%, in Germania del 12,2%, in Spagna del 7,6%, in Italia del 30,3%. Sulla pesca è andata anche peggio perché rispetto a una media del 28% di perdita delle marinerie in Europa l’Italia arriva circa al 40%”.

Lollobrigida: Ue interrompa aiuti ad agricoltori per non coltivare

Lollobrigida: Ue interrompa aiuti ad agricoltori per non coltivareRoma, 14 mar. (askanews) – Semplificare l’erogazione degli aiuti, sospendere l’applicazione delle norme rafforzate ritenute inapplicabili da quasi tutte le nazioni, anche per i sistemi tecnologici europei che sono inadeguati a garantire un controllo satellitare. Ancora, l’estensione delle misure del quadro temporaneo di crisi: la richiesta forte che noi facciamo è quella di una moratoria per le imprese agricole in difficoltà che permetta, come durante il periodo Covid, per le imprese tutte di spalmare il debito e di non desertificare il territorio”. Sono alcune delle richieste che l’Italia avanzerà in vista di una revisione della Pac. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, in audizione davanti alla Commissione Agricoltura della Camera e alla Commissione Industria, Commercio, Turismo, Agricoltura e Produzione agroalimentare del Senato sugli esiti del Consiglio “Agricoltura e pesca” del 26 febbraio 2024.


Ancora, l’Italia chiederà “che venga interrotto ogni tipo di aiuto dato agli agricoltori per non coltivare. Noi crediamo – ha detto Lollobrigida – che gli aiuti abbiano un senso non come sussidio ma come incentivazione a coltivare meglio. Inoltre – ha aggiunto – abbiamo ribadito la nostra contrarietà al cibo su base cellulare e abbiamo avuto da questo punto di vista una condivisione molto ampia”. “Abbiamo anche chiesto una un potenziamento della direttiva europea sulle pratiche sleali – ha spiegato Lollobrigida – noi chiediamo che la cabina di regia che abbiamo creato tra tutte le nostre forze che si occupano di questo tema in Italia, venga proposta anche in sede europea, cioè avere uno scambio di informazioni e un medesimo modello di controllo per le merci che arrivano da Paesi terzi, perché la reciprocità è l’unico elemento che può garantire la nostra produzione”.


“Abbiamo chiesto anche un’ulteriore regola nei trattati internazionali che riteniamo molto rilevante – ha proseguito il ministro – quella del rispetto dei diritti umani, che è una regola che non è stata mai presa in considerazione, ma che è una regola fondamentale”. Ancora, sul fronte dei danni causati all’agricoltura dalla fauna selvatica, “abbiamo chiesto di fare un’analisi scientifica. La scienza deve dire quale numero di animali può essere compatibile con l’ecosistema e sulla base di quello che dice la scienza l’uomo può e deve intervenire a regolare. E questo vale per il granchio blu, per gli ungulati e anche per altre specie eventualmente considerate in eccesso, in particolare per quanto riguarda la peste suina. Noi abbiamo oggettivamente un allarme che chiediamo – ha specificato – di affrontare in termini europei e che prevede tutte le soluzioni possibili, ma che non può escludere quella del depopolamento del vettore principale di questa di questa patologia.


“Sicuramente – ha quindi proseguito – vanno anche aumentate l’efficacia della PAC e delle risorse finanziarie: inizialmente la Pac rappresentava il 50% del bilancio europeo, poi è diventato il 30%. La cifra per l’Italia in questa PAC è rimasta quella della precedente, ovvero 36 miliardi in cinque anni, ma 36 miliardi di dieci anni fa non sono 36 miliardi di oggi. Chiediamo che ci sia una programmazione in termini finanziari che tenga conto della necessità di cercare una sovranità alimentare rilevante”.

Lollobrigida: senza agricoltura c’è desertificazione aree interne

Lollobrigida: senza agricoltura c’è desertificazione aree interneRoma, 14 mar. (askanews) – L’Unione europea deve tornare a garantire la sicurezza alimentare attraverso l’agricoltura e mettere al centro delle sue politiche agricole il ruolo dell’agricoltore come garante dell’ambiente. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, in audizione davanti alla Commissione Agricoltura della Camera e alla Commissione Industria, Commercio, Turismo, Agricoltura e Produzione agroalimentare del Senato sugli esiti del Consiglio “Agricoltura e pesca” del 26 febbraio 2024.


Il ministro ha ricordato che la Ue “a suo tempo ha aperto una rilevante riflessione sullo strumento che si doveva adottare per garantire il reddito agli agricoltori. Nel tempo poi la Pac si è spostata su un altro indirizzo e l’agricoltore non è stato più visto come garante del territorio ma come soggetto in contrapposizione con l’ambiente e talvolta anche come una criticità per il territorio”. Questo senza capire che “l’agricoltura in particolare incide su aree interne che sono aree deboli, nelle quali senza redditività c’è solo la desertificazione del territorio”. Lollobrigida, ricordando che l’Italia ha proposto in Europa “diversi documenti sempre ampiamente condivisi” e che il nostro paese “ha richiesto alcuni interventi in vista del prossimo Agrifish”, è tornato sul fatto che la Pac va profondamente rivista, perché “è stata scritta in un altro tempo, con una visione ideologica in cui il sistema produttivo poteva vedere una riduzione a vantaggio di altre scelte. C’è tanta burocrazia, molta farraginosità per ricevere i sostegni e indirizzi alla diminuzione della produzione: cose che oggi hanno perso di ragionevolezza”.

Lollobrigida: merito Italia se agricoltura a odg Consiglio Ue

Lollobrigida: merito Italia se agricoltura a odg Consiglio UeRoma, 14 mar. (askanews) – Nel Consiglio europeo del 21 e del 22 di marzo “si discuterà anche di agricoltura. Erano forse vent’anni che i presidenti e i rappresentanti degli Stati europei non trattavano in questa sede il tema dell’agricoltura. E sono particolarmente contento che l’Italia sia stata promotrice dell’inserimento di questo punto”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, in audizione davanti alla Commissione Agricoltura della Camera e alla Commissione Industria, Commercio, Turismo, Agricoltura e Produzione agroalimentare del Senato sugli esiti del Consiglio “Agricoltura e pesca” del 26 febbraio 2024.


“Il nostro Governo – ha detto – negli ultimi 18 mesi ha puntualmente richiesto che l’Europa tornasse a parlare, come i trattati europei prevedevano, di agricoltura come centralità dello sviluppo economico della nostra Europa tesa alla sicurezza alimentare”.

Al via la Città della pizza: prima tappa il 18 marzo a Vicenza

Al via la Città della pizza: prima tappa il 18 marzo a VicenzaRoma, 14 mar. (askanews) – Al via il tour della Città della pizza: prima fermata lunedì 18 marzo presso l’associazione eccellenza nella pizza in via Monte Grappa 7/B a Quinto Vicentino (VI), dove 25 pizzaioli provenienti dal Nord Italia si sfideranno a colpi di pizza.


In questa edizione una nuova modalità a due manche: nella prima fase ogni candidato realizzerà una pizza tradizionale, a scelta tra margherita e marinara; i primi 10 classificati, che avranno totalizzato il punteggio più alto, accederanno alla seconda fase, presentando il proprio cavallo di battaglia. Due saranno vincitori della tappa vicentina, che prenderanno parte alla finalissima di Roma (17 giugno 2024) per conquistare il titolo di Pizzaiolo d’Italia 2024.


Emiliano de Venuti, ideatore de La Città della Pizza, commenta: “da Vicenza fino al tacco d’Italia, passando per Torino, Milano, Napoli e Bologna, anche questa edizione racconterà tutti gli stili di pizza e i sapori da nord a sud della Penisola, selezionando i migliori talenti pizzaioli d’Italia”. Intanto sono aperte le candidature ai pizzaioli di tutta Italia per la prossima tappa di Torino lunedì 25 marzo e Milano, lunedì 8 aprile. Seguiranno poi Bari, Napoli e ultima Bologna a conclusione della quale sarà completo in dream team di pizzaioli protagonisti della grande finale di Roma.

Cavallo siciliano in programma genetico conservazione razze equine

Cavallo siciliano in programma genetico conservazione razze equineRoma, 14 mar. (askanews) – Il Cavallo Siciliano è stato inserito nel Programma genetico per la conservazione delle razze equine ed asinine italiane a limitata diffusione con decreto del Masaf dello scorso 28 febbraio 2024. Lo annuncia l’associazione nazionale allevatori delle razze equine ed asinine italiane (Anareai).


Il Programma Genetico è lo strumento per la conservazione, la tutela e la valorizzazione delle razze autoctone a limitata diffusione, nel quale vengono registrate le informazioni genealogiche dei soggetti iscritti al fine primo della loro conservazione, ma anche per il mantenimento della loro variabilità genetica, promuovendone al contempo la valorizzazione economica. Dopo anni di attesa, il riconoscimento della razza Cavallo Siciliano è quindi ufficiale, dando la giusta dignità ad una realtà allevatoriale che fonda le sue radici nella cultura millenaria del cavallo in Sicilia, tra le più rilevanti tra le tradizioni equestri oggi note.


Grazie al lavoro svolto dalle istituzioni regionali siciliane, dalle università locali, dall’istituto di incremento ippico per la Sicilia e dall’associazione regionale allevatori del cavallo siciliano è stato portato avanti un piano di allevamento che ha consentito di avere oggi sui Cavalli Siciliani una omogeneità di caratteri fenotipici tale da poter esser distinti dalle altre razze presenti in Sicilia e, quindi, di esser ufficialmente riconosciuti secondo le normative vigenti.