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Lollobrigida: Ismea assumerà ruolo di banca degli agricoltori

Lollobrigida: Ismea assumerà ruolo di banca degli agricoltoriRoma, 25 gen. (askanews) – “Ismea a nostro avviso dovrà assumere sempre più il ruolo della banca degli agricoltori, perché questa era la sua competenza iniziale”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, audito in Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo di rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentari, a Palazzo San Macuto.

Il ministro ha aggiunto anche che l’Ismea in futuro “dovrà operare nel campo del sostegno all’agricoltura e della gestione dei fondi che gli agricoltori possono usare: questo è funzionale al rafforzamento del mondo agricolo”. Per quanto riguarda invece il Crea, “ha grandissime potenzialità e negli anni si è evoluto e accorpato ma l’evoluzione del Crea non è mai stato portata a compimento con una omogeneizzazione delle attività”. “Ci sono decine di centri in tutta Italia che attuano funzioni diverse, con una centralità operativa inferiore, a mio avviso, a quella che è la potenzialità di una visione strategica e scientifica delle attività del ministero. Il Crea – ha aggiunto Lollobrigida – dovrebbe essere il cervello delle attività del Masaf, grazie agli scienziati che vi operano, ma attualmente è soggetto parallelo al ministero”.

Infine c’è “l’Agea che è la struttura che eroga i fondi e nel tempo ha visto dinamiche molto complesse: quest’anno ha accelerato i pagamenti – ha detto Lollobrigida – ed è il primo anno che i pagamenti arrivano nei tempi. C’è stato qualche cortocircuito perché nel tempo l’Italia non ha portato a compimento alcune formule gerarchiche e abbiamo organismi pagatori regionali e centrali, alcuni sono più veloci, altri meno e si sta lavorando bene con le regioni per arrivare a una omogeneizzazione più rapida possibile”, ha concluso il ministro.

Nasca Agribi, prima app italiana contro caporalato in agricoltura

Nasca Agribi, prima app italiana contro caporalato in agricolturaRoma, 25 gen. (askanews) – In provincia di Verona, nel 2022, sono stati assunti 18.320 operai stranieri nel comparto agricolo, pari al 70% del totale dei nuovi addetti del settore. La lingua italiana è fondamentale per comprendere non solo direttive e regole, ma anche i comportamenti sicuri, dato che per un lavoratore straniero il rischio di incorrere in un infortunio è quattro volte maggiore rispetto ad un bracciante italiano. E nel 2023 gli infortuni in agricoltura nel Veronese sono stati 700, pari ad un terzo sui circa 2.000 in Veneto.

Numeri che hanno portato l’ente bilaterale dell’agricoltura veronese Agribi a lanciare un progetto all’avanguardia in Italia: si tratta della prima app pensata specificatamente per l’agricoltura e mirata a insegnare non solo una base di lingua italiana, ma anche la terminologia relativa al contratto di lavoro, ai diritti e doveri, alle regole sul lavoro e alla sicurezza. Uno strumento che può contribuire anche a contrastare il caporalato. Il progetto, che si chiama “Impara la lingua con la sicurezza in agricoltura”, è stato presentato oggi in Prefettura a Verona alla presenza di sindacati di categoria e associazioni. Realizzato da Agribi in collaborazione con Busuu, app e piattaforma digitale e agenzia 8 Wave di Verona per la componente comunicativa e grafica.

Il pacchetto formativo fornirà il corso specifico per le lingue dei Paesi da cui proviene la maggior parte dei lavoratori: inglese, spagnolo, arabo, portoghese, francese, russo e polacco. Ogni anno verranno assegnati mille accessi alla app, della durata di dodici mesi, da sindacati, associazioni di categoria, aziende, consulenti del lavoro e associazioni di accoglienza dei migranti. La distribuzione, che partirà da gennaio, sarà effettuata a livello digitale da una piattaforma di gestione, che monitorerà l’andamento e l’utilizzo del programma. La app è già stata testata nelle scorse settimane da un target composto da una decina di lavoratori stranieri, che l’hanno sperimentata su uno smartphone, uno strumento di cui tutti dispongono.

Lollobrigida: controllo filiere è fermissimo: è interesse imprese

Lollobrigida: controllo filiere è fermissimo: è interesse impreseRoma, 25 gen. (askanews) – L’Italia “è una delle nazioni che fa più controlli: quando si dice che abbiamo più persone che sui fondi europei combinano guai, ebbene non siamo certi che sia così, ma siamo certi che i nostri produttori sono più controllati e che quindi emergono più criticità”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, intervenendo in Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo di rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentari.

“Il controllo delle filiere è fermissimo perchè questo è utile per le imprese e a volte è l’impresa stessa che a volte ci chiede di essere controllata proprio perchè la nostra forza è la qualità – ha aggiunto Lollobrigida – ed è interesse delle imprese avere controlli serrati”. “Esistono dei criminali, dei delinquenti e delle persone che vanno perseguite per il danno che fanno alla salute e all’economia nazionale e che pertanto vanno colpite nel modo pi forte possibile, ma sono una minoranza esigua dei nostri produttori e in tutti i settori. Dobbiamo stare attenti a ciò che comunichiamo”, ha concluso il ministro.

Lollobrigida: Italia non deve essere protezionista su merci

Lollobrigida: Italia non deve essere protezionista su merciRoma, 25 gen. (askanews) – “Qualcuno tra i nostri agricoltori dice che l’Italia deve fermare le importazioni ma l’Italia non deve e non può agire in termini protezionistici rispetto alle merci, perché se chiudi i confini o metti i dazi e sei un paese importatore ne ricevi un danno”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, audito in Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo di rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentari, a Palazzo San Macuto.

Lollobrigida ha quindi ricordato che per favorire il coordinamento tra varie forze “abbiamo istituito una cabina di regia tra le diverse forze e un esempio di buon coordinamento è l’azione di contrasto all’immissione in Italia di grano estero proveniente da nazioni che non usano i nostri stessi criteri di attenzione al modello e ai disciplinari europei”. La cabina di regia “ha operato controlli su imbarcazioni e imprese per effettuare tutte le verifiche del caso sul grano proveniente dall’estero”.

Lollobrigida: Arma riacquista sua funzione a tutela dell’ippica

Lollobrigida: Arma riacquista sua funzione a tutela dell’ippicaRoma, 25 gen. (askanews) – “Oggi viene ripresa e rinforzata quella che, per oltre 40 anni, è stata una specifica competenza dell’Arma. Restituiamo al mondo dell’ippica un nucleo a sua tutela, in soli 16 mesi”. Così il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, intervenendo nel corso della conferenza stampa di presentazione della nuova Unità Ippica del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dell’Arma, che si è svolta oggi al Masaf.

Alla conferenza hanno partecipato il sottosegretario Patrizio La Pietra, il Generale di Corpo d’Armata Andrea Rispoli, il Generale di Brigata Daniel Melis del Comando Carabinieri per la Tutela Agroalimentare e il direttore generale per l’Ippica del ministero Remo Chiodi. “Il Comando Carabinieri per la Tutela Agroalimentare, legato a questo dicastero, aveva come compito prioritario, dal 1982, di occuparsi di ippica e tornerà ad essere così. La trasparenza e la legalità costituiscono il naturale presupposto per attuare un radicale processo di riforma e per garantire una maggiore incisività dell’azione ministeriale”, ha evidenziato il ministro.

Alla base dell’iniziativa, l’obiettivo di rilanciare il settore, considerato strategico per l’economia nazionale, assicurare il mantenimento dell’allevamento dei cavalli e renderlo economicamente produttivo, consentire una gestione funzionale degli ippodromi. Il nuovo nucleo del CUFA, dedicato all’ippica, è composto da 16 Carabinieri: 8 dal reparto operativo centrale di Roma e 8 dai reparti interregionali (2 da Torino, 2 da Parma, 2 da Salerno e 2 da Messina). Le loro attività, in sinergia con le unità territoriali, riguarderanno tutti gli ippodromi d’Italia e cureranno la tutela di tutto ciò che orbita intorno all’Ippica: dal contrasto alle scommesse clandestine all’impiego illecito di denaro pubblico, fino al doping.

“L’Arma, nella sua funzione, è un perno per la tutela agroalimentare. L’immagine dei Carabinieri è legata a quella dello Stato. I temi della legalità e della sicurezza sono importanti per ogni attività e impresa. Dove non ci sono queste non è possibile lavorare. Io concepisco lo Stato come un quadro di riferimento normativo che deve dare a chiunque la possibilità di sviluppare la propria attività”, ha concluso Lollobrigida.

Agricoltura, Lollobrigida: export record a 62 miliardi

Agricoltura, Lollobrigida: export record a 62 miliardiRoma, 25 gen. (askanews) – “L’economia italiana è legata intimamente all’agricoltura, non solo per storia e dati, visto che l’export tocca numeri da record ed è arrivato a 62 miliardi di euro, con una indice di occupazione elevata rispetto alle altre nazioni”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, audito in Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo di rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentari, a Palazzo San Macuto.

“Siamo secondi come export dietro la Francia, ci avviciniamo al dato francese – ha aggiunto il ministro – e l’agricoltura è ormai un dato economico consolidato ma anche un potenziale dato di espansione dell’economia, se avremo da un lato la possibilità di investirci e dall’altra di curare un elemento fondamentale per svolgere l’impresa, cioè la garanzia di sicurezza e legalità”, ha concluso Lollobrigida.

Green Deal, Lollobrigida: poca attenzione a produttività e reddito

Green Deal, Lollobrigida: poca attenzione a produttività e redditoRoma, 25 gen. (askanews) – Ci sono “eventi che stanno accentuandosi in tutto il contesto europeo e hanno dinamiche conseguenti anche sul piano nazionale. Ad esempio, le contestazioni di parte del mondo agricolo nei confronti del Green Deal, che ha operato per tutelare la sostenibilità ambientale, ma ha avuto meno considerazione e meno attenzione a quello che è il quadro generale: ossia la produttività, la garanzia del reddito e di conseguenza l’equità sociale”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, audito in Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo di rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentari, a Palazzo San Macuto.

“Mancando una attenzione su questi aspetti, a detta degli agricoltori e io condivido – ha aggiunto Lollobrigida – , è oggi necessario valutare con attenzione il dato relativo alla redditività degli agricoltori. Questo perché infiltrazioni nel mondo del’agricoltura anche da parte del tessuto criminale sono rese più semplici dalla debolezza del sistema dal punto di vista economico”, ha concluso il ministro.

Consorzio Asti Docg: nel 2023 -11,8% di bottiglie prodotte, 90,1 mln

Consorzio Asti Docg: nel 2023 -11,8% di bottiglie prodotte, 90,1 mlnMilano, 25 gen. (askanews) – L’Asti Docg archivia il 2023 con 90,1 milioni di bottiglie prodotte (-11,8% sul 2022), con l’imbottigliato di Asti Spumante che sfiora il tetto di 61 milioni di pezzi, mentre il Moscato d’Asti si ferma a 29,3 milioni contro i 36 del 2022. “Un dato in equilibrio con la media produttiva degli ultimi dieci anni (2014-2023)” spiega il Consorzio, precisando che “l’Asti Spumante è in crescita di quasi il 6% rispetto alla media dell’ultimo decennio (57,5 milioni di bottiglie), mentre sconta invece un calo in parte fisiologico il Moscato d’Asti (-12,6%), che paga un eccesso di stock dopo l’exploit del triennio 2020-2022 da record per la tipologia”.

Nei primi dieci mesi del 2023 l’export di Asti Spumante supera la soglia dei 138 milioni di euro (+5,2% sul pari periodo 2022), con l’Europa Orientale che rappresenta, a valore, oltre il 40% del totale delle esportazioni (con Russia e Lettonia che da sole occupano oltre un quarto del mercato complessivo), seguita dall’Europa Occidentale che incide per il 30%, e il Nord America appena sotto il 15%. A chiudere il risiko dell’export, l’Asia e l’Australia, con un’incidenza di poco superiore al 5%, e il Sud America con il 3,3%. Dal pre-Covid (2019) ad oggi le esportazioni a valore dell’Asti Spumante nel mondo sono aumentate di oltre il 33% spostandosi sempre più ad Est e nel Vecchio Continente con l’Europa Orientale che nei primi dieci mesi dello scorso anno aumenta del 63%, quasi il doppio rispetto alla crescita complessiva sul pari periodo 2019. Tra gli incrementi principali, quelli di Russia e Lettonia (quest’ultimo hub verso Mosca), +43%, e Polonia, +100%. Il Consorzio ha infine diffuso anche i dati definitivi della vendemmia 2023 dell’Asti Docg, da cui risulta che sono stati oltre 838mila i quintali di uve Moscato Bianco raccolti nel 2023 (-10,8% sul 2022), per un potenziale produttivo di 83 milioni di bottiglie. A questi si aggiungono i quasi ottomila quintali destinati alla produzione del Canelli Docg (lo scorso anno alla sua prima raccolta) per un corrispettivo potenziale di 785mila bottiglie da 0,75l.

Prandini a Von Der Leyen: stop a import sleale dai Paesi terzi

Prandini a Von Der Leyen: stop a import sleale dai Paesi terziRoma, 25 gen. (askanews) – Stop alla concorrenza sleale dei Paesi terzi, introducendo con decisione il principio di reciprocità per fare in modo che tutti i prodotti che entrano nell’Unione rispettino gli stessi standard dal punto di vista ambientale, sanitario e del rispetto delle norme sul lavoro previsti nel mercato interno, anche alla luce degli accordi di libero scambio in discussione come il Mercosur. Così il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, nel commentare le dichiarazione della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo intervento al Dialogo strategico con gli agricoltori.

In Italia nel 2023 sono più che raddoppiate le importazioni di grano dal Canada, “trattato in preraccolta con glifosato secondo modalità da noi vietate – denuncia Prandini – nel sottolineare la necessità che in Europa venga fatto valere il principio di reciprocità affinchè tutte le importazioni rispettino tutti i criteri in termini ambientali sanitari e nel rispetto delle norme sul lavoro vigenti nella Ue”. “Una delle prime decisioni da prendere con questo Dialogo – sottolinea Prandini – deve vertere sulla necessità di adattare la futura Politica Agricola Comune (PAC) alle esigenze di redditività e competitività delle imprese agricole con un forte impegno alla semplificazione contro la burocrazia”.

Quindi, è urgente l’Unione Europea aumenti la propria capacità produttiva nell’agroalimentare e che faccia “scelte ambiziose in termini di bilancio UE, che dovrà riconoscere il ruolo centrale del settore agroalimentare se vogliamo mirare ad una sempre maggiore sovranità alimentare a livello europeo per garantire cibo sicuro per i nostri cittadini”. Ancora, per il presidente di Coldiretti è fondamentale “sostenere la ricerca per agrofarmaci più sostenibili, senza forzature bloccando la proposta della Commissione che mette a rischio la capacità produttiva dell’Unione ed interi settori. Fermare le follie ideologiche significa anche – conclude Prandini – l’immediata revisione delle procedure per autorizzazione dei cibi sintetici, come richiesto dalla maggioranza qualificata di Paesi al recente Consiglio Agricolo Ue per evitare di trasformare i cittadini europei in cavie”.

Coalizione Italia libera da Ogm: voto Ue ci porta a 20 anni fa

Coalizione Italia libera da Ogm: voto Ue ci porta a 20 anni faRoma, 25 gen. (askanews) – L’approvazione, da parte della Commissione Ambiente del Parlamento Europeo, della proposta di deregulation degli organismi geneticamente modificati ottenuti con le New Genomic Techniques “è uno schiaffo al principio di precauzione e una condanna per l’agricoltura biologica, il made in Italy libero da OGM e l’agroecologia”. La Coalizione Italia Libera da OGM, composta da 41 organizzazioni dell’agricoltura contadina e biologica, ambientaliste, sindacali e dei consumatori considera “un passo indietro di vent’anni” il voto favorevole della Commissione Ambiente del Parlamento Europeo sulla deregolamentazione dei nuovi OGM ottenuti con le New Genomic Techniques (NGT).

La relazione presentata dalla eurodeputata del PPE Jessica Polfjärd è stata approvata (47 voti favorevoli, 31 contrari e 4 astensioni) “con emendamenti minimi e non significativi per cambiare il senso della proposta avanzata dalla Commissione Europea lo scorso 5 luglio. A fronte di un prevedibile voto favorevole delle destre e un giudizio contrario dei Verdi e della Sinistra, desta sconcerto – scrivono in una nota – la posizione degli eurodeputati S&D Alessandra Moretti e Achille Variati, che hanno votato diversamente dalla maggioranza del gruppo, esprimendo rispettivamente un’astensione e un voto favorevole al rapporto Polfjärd”. Ora la palla passa al Parlamento Europeo, che potrebbe votare il provvedimento già nella plenaria del 5-8 febbraio. Per la coalizione, un’approvazione dell’Eurocamera “aprirebbe la strada al cambiamento radicale delle attuali norme che regolano gli OGM, abolendo di fatto gli obblighi di valutazione del rischio, tracciabilità ed etichettatura dei prodotti della modificazione del genoma ottenuti tramite le NGT”.

In particolare, cancellazione dei controlli obbligatori “in base a un’equivalenza mai dimostrata, renderebbe impossibile prevedere i potenziali effetti dirompenti sulla biochimica e la fisiologia della pianta e sull’ambiente, con rischi che vanno ben oltre quelli che risulterebbero dalla selezione convenzionale”. Dal punto di vista degli agricoltori, poi, le salvaguardie introdotte tramite una possibile etichettatura delle sementi “sono insufficienti a garantire la separazione delle filiere, perché gli agricoltori che non vogliono coltivare organismi geneticamente modificati non hanno garanzie che i loro campi possano evitare la contaminazione causata dai pollini delle colture NGT”. “Siamo di fronte a un colpo di mano che mina alla base il principio di precauzione – commentano le associazioni della Coalizione Italia Libera da OGM – Attraverso la legislazione secondaria come questo regolamento si stanno svuotando di senso i Trattati fondativi, che hanno tra i loro pilastri un approccio basato sulla cautela e il principio ‘chi inquina paga’”.