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In tre giorni di Sigep 500 buyer e visitatori da 160 paesi

In tre giorni di Sigep 500 buyer e visitatori da 160 paesiRoma, 24 gen. (askanews) – Visitatori provenienti da oltre 160 paesi, 1200 brand espositori da 35 nazioni, oltre 500 buyer da 84 nazioni per 5.200 business meeting e tre competizioni internazionali con ben 25 Paesi partecipanti: Gelato World Cup, Juniores Pastry World Cup e European Challenge del Gelato. Sono i primi dati dell’edizione 2024 di Sigep, che si è svolto dal 20 al 24 gennaio alla fiera di Rimini.

L’appuntamento per Sigep 2025 è già fissato: dal 18 al 22 gennaio, sempre alla Fiera di Rimini. Mentre Italian Exhibition Group si prepara ora per Sigep China, dal 24 al 26 aprile a Shenzhen e per il debutto di Sigep Asia, in programma a Singapore dal 26 al 28 giugno. Intanto, un’altra manifestazione Food&Beverage targata IEG è alle porte: dal 18 al 20 febbraio la Fiera di Rimini ospiterà infatti Beer&Food Attraction. “Si confermano gli ottimi risultati della scorsa edizione, con visitatori provenienti da 160 Paesi. Internazionalità, visione, artigianalità, innovazione, identità territoriali che diventano globali e si coniugano con il mondo. Questo e molto altro ha espresso la 45a edizione di Sigep”, ha commentato Maurizio Ermeti, presidente di Italian Exhibition Group. “La manifestazione si conferma punto di riferimento per l’industria del foodservice dolce – ha detto Ermeti – proponendo sfide sempre più all’avanguardia e tecnologiche. Un appuntamento di business unico che a Rimini, vocata all’innovazione, ha trovato un enorme valore aggiunto”.

Numerose le presenze estere provenienti da Europa (Spagna, Germania, Romania, Francia, Grecia), Area Balcani (Croazia, Serbia, Albania), Medio Oriente (Turchia, Arabia Saudita, Iraq, Libano), Africa (Marocco, Egitto, Tunisia), Nord America (USA, Canada), Centro Sud-America (Brasile Argentina, Messico), Asia e Sud est asiatico (Cina, Corea del Sud, Giappone, India). Un ricco palinsesto di eventi nei cinque giorni di manifestazione, con ben tre competizioni internazionali e 25 Paesi partecipanti a Gelato World Cup, Juniores Pastry World Cup e European Challenge del Gelato. Sono stati oltre 5.000 i business meeting negli stand dei 1200 brand espositori, grazie agli oltre 500 top buyer provenienti da 84 paesi del mondo tramite la preziosa collaborazione col Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dell’Agenzia ICE e la rete dei regional advisor di IEG.

L’ultima giornata di Sigep ha visto inoltre la partecipazione di 3.250 studenti da 70 scuole alberghiere e istituti professionali per un educational tour che ha abbinato la formazione pratica all’interazione con le aziende. L’iniziativa rientra nel progetto Sigep Academy che ingloba Sigep Giovani e Sigep per le scuole.

Prosegue la protesta dei trattori, a oltranza e a macchia d’olio

Prosegue la protesta dei trattori, a oltranza e a macchia d’olioRoma, 24 gen. (askanews) – Da Termoli a Vercelli passando per Orte, Vercelli, Perugia, Palermo e Lucca, gli agricoltori italiani proseguono con la protesta dei trattori e continuano ad organizzare presìdi da Nord a Sud. Oggi si sono avvicinati a Roma, con lunghe gile di mezzi agricoli e trattori riunitisi prima al casello autostradale di Orte lungo la A1 e poi sulla Casilina.

E sono già preannunciate nuove azioni di protesta e nuovi presìdi anche per domani, visto che le manifestazioni sono definite “ad oltranza” e a macchia d’olio. Sulla pagina Fb del Cra ci sono continui aggiornamenti sui presìdi organizzati in tutta Italia sulla scia di quanto sta avvenendo anche in Germania e in Francia. Per venerdì sono attese manifestazioni di protesta anche a Trento in piazza Dante. Ad organizzarle i Cra, comitati riuniti agricoltori, che protestano a causa delle difficoltà economiche del settore, accusando la politica italiana e quella comunitaria di non fare abbastanza per il settore, anzi, di penalizzare il settore. Mentre i sindacati di rappresentanza avrebbero tradito gli interessi dei lavoratori.

Confagri Mantova: obbligo rotazione seminativi, Masaf chiarisce

Confagri Mantova: obbligo rotazione seminativi, Masaf chiarisceRoma, 24 gen. (askanews) – Buona notizia nella serata di ieri da parte del Masaf, che ha fornito chiarimenti, nell’ambito delle norme di condizionalità della nuova Pac, circa l’obbligo di rotazione dei seminativi. Lo rende noto Confagricoltura Mantova. Dall’Europa infatti, con la BCAA 7 “Rotazione delle colture nei seminativi”, si chiedeva ai produttori di cambiare coltura una volta all’anno, cosa che aveva scatenato le ire dei maiscoltori e degli allevatori, a loro strettamente legati per l’approvvigionamento di materia prima per l’alimentazione degli animali allevati. In molti, addirittura, avevano paventato l’ipotesi di uscire dalla Pac, con conseguenze di sicuro pesanti per il proprio reddito aziendale.

Grazie all’azione di Confagricoltura però, il Masaf ha chiarito come l’obbligatorietà di tale regola decorra dall’anno di domanda 2024: “l’anno in corso dunque – spiega Alberto Cortesi, presidente di Confagricoltura Mantova – sarà il vero anno zero di tale norma. Gli agricoltori che semineranno mais nel 2024 dunque, potranno essere sanzionati solo a partire dal 2025, nel momento in cui non venga rispettato l’obbligo di rotazione. Quanto fatto nel 2023 non sarà oggetto di controllo”. Il Ministero poi ha stabilito un altro aspetto importante e altrettanto caldeggiato da Confagricoltura, vale a dire che le colture intercalari, comprese le cover crop (come ad esempio senape o rafano), sono valide se soddisfano il solo requisito del mantenimento in campo per almeno 90 giorni, senza più essere assoggettate alla raccolta, così come originariamente previsto dalle Faq ministeriali: “lo schema mais-cover crop-mais potrà dunque essere ripetuto per più anni, senza mettere a rischio la sopravvivenza di tale coltura”.

Salva dunque la maiscoltura mantovana, che conta su numeri decisamente importanti. Sono infatti oltre 55.000 gli ettari coltivati in provincia di Mantova, suddivisi in 31.618 ha di insilato e 23.862 ha di granella. Mantova, con Brescia, Cremona e Bergamo, è regina a livello lombardo per la produzione di mais

Cia con Spesa in Campagna porta mercati contadini a scuola

Cia con Spesa in Campagna porta mercati contadini a scuolaRoma, 24 gen. (askanews) – “Dai banchi del mercato ai banchi di scuola” per educare le nuove generazioni a una “spesa consapevole”. Questo il progetto messo in campo dalla Spesa in Campagna, l’associazione per la promozione della vendita diretta di Cia-Agricoltori Italiani, oggi al centro dell’Assemblea nazionale a Roma all’Auditorium Giuseppe Avolio.

Un progetto che allarga il raggio d’azione dell’associazione dalle botteghe e dai mercati contadini agli istituti scolastici, partendo dalle primarie per arrivare fino ai licei, con l’obiettivo di portare la filiera corta in classe e insegnare ad alunni e studenti a mangiare in modo responsabile. Che significa scegliere un’alimentazione varia, seguire la stagionalità di frutta e verdura, rispettare l’ambiente e la biodiversità, fare attenzione alla provenienza, sostenere gli agricoltori locali. Già partito in 5 Regioni, con le esperienze realizzate nelle scuole elementari in Piemonte, Veneto, Toscana, Umbria e Abruzzo, prevede in tre anni di coinvolgere almeno 10mila cittadini, piccoli e grandi, ampliando la platea e i luoghi d’incontro, per costruire una vera e propria “cittadinanza alimentare”.

“L’Italia conta 855 Dop e Igp e ben 5.450 prodotti agroalimentari tradizionali censiti nel Registro Nazionale – ha detto in Assemblea la presidente della Spesa in Campagna, Beatrice Tortora – Conoscere per poi scegliere i prodotti di stagione, coltivati e trasformati in modo sostenibile dai nostri agricoltori e raccontati con esperienze dirette nelle aziende, nei mercatini e ora nelle scuole, pone le basi per poter scegliere consapevolmente cosa portare a tavola”. La presidente della Spesa in Campagna ha anche annunciato un protocollo d’intesa tra Cia e MIM, proprio per sviluppare iniziative congiunte su questi temi. “Chiediamo alle istituzioni – ha ribadito Tortora – di introdurre in tutte le scuole, nelle ore di educazione civica, i temi dell’educazione alimentare, coinvolgendo le nostre aziende agricole”.

“Le aziende che fanno vendita diretta sono in prima linea per sostenere e valorizzare l’agricoltura Made in Italy, fatta di qualità, autenticità, stagionalità, tradizione – ha spiegato il presidente di Cia, Cristiano Fini, concludendo l’Assemblea – Con la rete della Spesa in Campagna, vogliamo favorire e incentivare sempre di più le relazioni dirette tra produttori e consumatori, in campagna e nelle città, nei mercati e adesso anche nelle scuole, convinti come siamo che le aziende agricole fanno da collante nelle comunità, con un ruolo cardine, economico ambientale e sociale, che va finalmente riconosciuto”.

Granchio blu, Masaf: da 16/02 domande per accesso fondo da 10 mln

Granchio blu, Masaf: da 16/02 domande per accesso fondo da 10 mlnRoma, 24 gen. (askanews) – Firmata la circolare che, dal 16 febbraio, dà il via alla presentazione delle domande per accedere allo stanziamento di 10 milioni di euro che permetterà ai Consorzi, alle imprese di pesca e dell’acquacoltura di ottenere contributi a fondo perduto per fronteggiare le fluttuazioni di abbondanza del Granchio Blu e avviare la semina, il ripopolamento e la protezione degli impianti. Lo rende noto il Masaf.

Sarà possibile avanzare le richieste fino al 22 marzo 2024. Il provvedimento si inserisce nell’ambito delle azioni messe in atto dal Masaf per contrastare l’eccessiva e imprevedibile proliferazione imprevedibile di questa specie. “Le domande presentate per ottenere contributi previsti per la cattura e lo smaltimento sono state già liquidate – spiega il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida – Oltre a questo stanziamento da 2,9 milioni di euro, previsto ad agosto scorso, ricordo che è stato istituito un Fondo ad hoc da 500mila euro l’anno, per rimborsare una parte degli oneri previdenziali versati dalle imprese dell’acquacoltura. Senza dimenticare che siamo intervenuti anche per estendere l’applicazione del Fondo di solidarietà nazionale, previsto dal decreto legislativo 102 del 2004”.

“Già in queste ore gli uffici del mio dicastero – rende noto Lollobrigida – stanno lavorando per dare attuazione a quanto previsto dall’importante novità legislativa e per riconoscere al settore ulteriori interventi compensativi, permettendo così alle imprese di accedere a finanziamenti agevolati e ottenere aiuti concreti. Auspico che le azioni messe in atto dal Governo possano trasformare un’emergenza in una opportunità – prosegue il ministro – Perché il granchio blu può essere una grande risorsa sia per le sue proprietà nutrizionali, in particolare la forte presenza di vitamina B12, sia per i potenziali mercati di sbocco, anche internazionali, che si possono raggiungere. Con l’inserimento nell’elenco delle denominazioni delle specie ittiche di interesse commerciale del granchio blu, inoltre, si è dato avvio alla valorizzazione del prodotto che dovrà essere poi sviluppata attraverso una strategia commerciale mirata alla realizzazione di una vera e propria filiera di consumo”, conclude Lollobrigida.

Via libera a nuove tecniche genomiche in Commissione Ambiente Ue

Via libera a nuove tecniche genomiche in Commissione Ambiente UeRoma, 24 gen. (askanews) – Approvata con 47 voti favorevoli, 31 contrari e 4 astensioni in Commissione Ambiente a Bruxelles la relazione emendativa al Regolamento sulle nuove tecniche genomiche (NGT) nel quadro della transizione verde e della riduzione degli agrofarmaci, con il rigetto di alcuni emendamenti che si riteneva potessero introdurre criteri eccessivamente rigidi. Si dovrà attendere ora il voto in plenaria nel mese di febbraio.

“Un risultato che premia il nostro lavoro e lascia ben sperare per il futuro dell’agricoltura italiana”, commenta soddisfatta disfazione Cia-Agricoltori Italiani. “Oltre al lavoro della Commissione e del Parlamento – dichiara il presidente Cia, Cristiano Fini -, aspettiamo adesso che tutti gli Stati membri prendano posizione e trovino un accordo, altrimenti, si consegnerebbe il fascicolo alla prossima presidenza, dilatando i tempi e rischiando un stop con conseguenze negative per tutto il mondo agricolo”. Cia ricorda che queste biotecnologie sono già autorizzate in moltissimi Paesi (Argentina, Israele, Gran Bretagna, etc) e senza una legislazione Ue, ricercatori e investimenti potrebbero essere attratti da Paesi extraeuropei.

“Le Ngt sono cruciali per affrontare le grandi sfide della transizione green e rappresentano uno strumento indispensabile contro le fitopatie e i cambiamenti climatici che già oggi, da soli, spiegano tra il 20% e il 50% delle fluttuazioni del rendimento agricolo – conclude Fini – l’Europa deve diventare leader in questo campo, per un futuro in cui sia garantita sia la produttività che la qualità e la sostenibilità del settore primario”.

Al Masaf presentazione Unità Ippica carabinieri agroalimentari

Al Masaf presentazione Unità Ippica carabinieri agroalimentariRoma, 24 gen. (askanews) – Domani giovedì 25 gennaio, alle 12, presso la Sala Cavour del ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste a Roma, sarà presentata l’Unità Ippica del Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari.

Interverranno il ministro Francesco Lollobrigida, il Generale di Corpo d’Armata Andrea Rispoli, il Generale di Brigata Daniel Melis del Comando Carabinieri per la Tutela Agroalimentare e il direttore generale per l’Ippica del Masaf Remo Chiodi.

Assolatte: norme chiare per tutela denominazioni lattiero-casearie

Assolatte: norme chiare per tutela denominazioni lattiero-casearieRoma, 24 gen. (askanews) – “Stiamo assistendo ad un indebito utilizzo delle nostre denominazioni lattiero casearie sia nei prodotti destinati al consumatore finale che in quelli destinati al B2B, come pizzerie e ristoranti”. Lo ribadisce Paolo Zanetti, presidente di Assolatte, che in una nota ringrazia Mirco Carloni, presidente della Commissione Agricoltura della Camera, che ha proposto “una norma chiara che permetterà agli organi di controllo di far rispettare ancora meglio le regole”.

Da molti anni, infatti, la normativa europea riserva ai derivati del latte specifiche denominazioni. In base al regolamento 1308/2013, infatti, termini come latte, burro, formaggi, yogurt e panna possono essere utilizzati solo per i prodotti ottenuti esclusivamente da “vero” latte. “Una norma semplice, che viene spesso aggirata”, spiega Zanetti. Sempre più spesso, infatti, le imprese lattiero casearie devono confrontarsi con operatori che propongono a pizzerie e ristoranti “mozzarelle” realizzate con grassi vegetali. Prodotti più economici rispetto alle mozzarelle genuine, perchè vengono utilizzati i grassi vegetali idrogenati. Prodotti addirittura proposti come alternative ecologiche e più sane.

“Anche la Corte di Giustizia, intervenendo proprio sulla protezione delle denominazioni lattiero-casearie, ha più volte ribadito i princìpi comunitari della protezione delle denominazioni dei nostri prodotti – continua Zanetti – specificando inoltre che il divieto si applica anche nel caso in cui le denominazioni dei prodotti vegetali siano completate da indicazioni esplicative o descrittive che indicano l’origine vegetale del prodotto”. Basta navigare nel web, ricorda Zanetti, per trovare “mezzarelle”, “formaggi” vegani, “burri” vegetali e “yogurt” di soia. Tra gli ultimi arrivati c’è perfino il Parvegan, prodotto che per Assolatte viola due norme: quella che tutela i derivati del latte e quella che protegge il Parmigiano Reggiano.

“Il mercato dei prodotti alternativi al latte è un mercato molto interessante dove lavorano tante aziende serie. C’è però bisogno di maggiore chiarezza per il consumatore e certezze delle sanzioni per chi non rispetta le regole del gioco”, conclude Assolatte.

Parmalat, Bassani: non prevediamo di tagliare il listino prezzi nel 2024

Parmalat, Bassani: non prevediamo di tagliare il listino prezzi nel 2024Milano, 24 gen. (askanews) – “Non abbiamo in previsione di fare una mossa come ha fatto Barilla anche se abbiamo intenzione di riequilibrare alcune situazioni senza fare una azione così diffusa”. Così Maurizio Bassani, direttore generale di Parmalat, a proposito della possibilità per l’azienda di Collecchio, oggi parte del gruppo francese Lactalis, di ridurre i prezzi nel 2024 come annunciato da Barilla nelle scorse settimane. Bassani ha aggiunto che “le incognite sono dietro l’angolo come dimostra la situazione del Canale di Suez che dà ansia economica”.

Più in generale, è stato il ragionamento di Bassani, c’è una situazione “molto complessa. E’ una situazione fluida perchè il settore del latte aveva alcuni trend della materia prima che oggi sembra stiano cambiando. In Italia, per assurdo, siamo più tranquilli, questo vuol dire che la filiera italiana tiene meglio rispetto ai Paesi vicini”. “Al momento non abbiamo in previsione” azioni di taglio dei listini, ha ribadito il dg. “Ci sarà un continuo rallentamento dell’inflazione, se poi si inizierà una deflazione, che vorrà dire tornare indietro da quei picchi, non lo possiamo sapere”, ha concluso.

Indagine Fipe-Comieco: Doggy bag? Solo 15% la chiede al ristorante

Indagine Fipe-Comieco: Doggy bag? Solo 15% la chiede al ristoranteRoma, 24 gen. (askanews) – Rapporto complicato quello tra gli italiani e la cosiddetta Doggy bag, ovvero la possibilità di portare a casa in una apposita confezione il cibo pagato ma non consumato al ristorante, in questi giorni al centro delle cronache perchè oggetto di alcune proposte di legge. Secondo una indagine presentata oggi da FIPE-Confcommercio, la Federazione italiana Pubblici Esercizi, e Comieco (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base cellulosica), dal titolo “Spreco alimentare: al ristorante la Doggy Bag si chiama rimpiattino”, solo il 15,5% degli italiani porta a casa il cibo non consumato durante un pranzo o una cena al ristorante.

Eppure, già oggi e senza bisogno di una normativa, la quasi totalità dei ristoratori (91,8%) è attrezzata per consentirlo. Una percentuale che scende all’11,8% se consideriamo, invece, il vino. Segnali di cambiamento, questi, ancora troppo timidi in un’epoca in cui l’attenzione agli sprechi, soprattutto alimentari, è sempre più alta e il 36% della spesa delle famiglie per prodotti alimentari transita fuori casa. Secondo un ristoratore su due, il basso numero di richieste può essere spiegato da un certo imbarazzo del cliente a richiedere di portare via gli avanzi. Ma anche la scomodità (19,5%) e l’indifferenza (18,3%) sono tra le ragioni alla base della riluttanza dei consumatori ad avanzare una tale richiesta.

Ma la percezione dei consumatori sembra essere più che positiva. Il 74% degli italiani si dice a favore della possibilità di portare a casa il cibo che non è riuscito a consumare. Anzi, per il 22% di essi è addirittura una variabile importante nella scelta del ristorante. L’evento organizzato oggi a Roma da Fipe e Comieco ha l’obiettivo di favorire un confronto sugli strumenti necessari per sensibilizzare i consumatori e i ristoratori sul tema e fare il punto sull’utilizzo della famosa “Doggy Bag”. Nell’occasione FIPE e Comieco hanno rinnovato la collaborazione che nel 2019 ha promosso il progetto “Rimpiattino” – la versione italiana della “Doggy Bag” – attraverso il quale sono stati distribuiti ai ristoranti aderenti all’iniziativa contenitori di carta proprio per portare a casa il cibo e il vino non consumati a tavola. In totale, a oggi, sono stati 24.000 i “Rimpiattini” distribuiti tra 875 ristoranti di 22 città.