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Vino, Consorzio Franciacorta: nel 2023 cresciuti valore ed export

Vino, Consorzio Franciacorta: nel 2023 cresciuti valore ed exportMilano, 25 gen. (askanews) – Per le bollicine della Franciacorta il 2023 si è chiuso con un volume di vendite di 19,5 milioni di bottiglie (-3,4% sul 2022), a cui ha fatto da contraltare un aumento in valore del 2,8%, che sale al +26,5% se confrontato con il periodo pre-pandemico (2019). Lo ha reso noto il Consorzio Franciacorta, spiegando che il prezzo medio a scaffale è salito del 6,4% raggiungendo i 24,4 euro a bottiglia, rispetto ai 22,9 euro del 2022.

Il mercato nazionale ha rappresentato l’87,9% del venduto (-4,1% sul 2022), mentre l’export ha costituito il 12,1% (+1,5% rispetto all’anno precedente). Tra i principali Paesi importatori, la Svizzera rimane ben salda al primo posto, seguita da Giappone, Germania, Stati Uniti e Belgio. Confrontate con il periodo pre-pandemico, “le performance di crescita dell’export risultano essere particolarmente interessanti: i volumi di vendita in Svizzera sono cresciuti del 41,3% rispetto al 2019, quelli in Belgio del 23,3% e quelli negli Stati Uniti del 17,4%”. In termini di tipologie, il Franciacorta rappresenta il 77,7% del venduto globale, seguito da Franciacorta Satèn (12,2%) e Franciacorta Rosé (10,1%).

Aperto bando a sostegno allevatori piemontesi per danni da lupi

Aperto bando a sostegno allevatori piemontesi per danni da lupiRoma, 25 gen. (askanews) – Pubblicato il bando della Regione Piemonte a sostegno degli allevatori piemontesi per il risarcimento dei danni causati dalle predazioni da grandi carnivori selvatici al patrimonio zootecnico piemontese avvenuti nel periodo dal 1 ottobre 2023 al 31 dicembre 2023.

Il bando prevede il rimborso diretto agli allevatori, che hanno denunciato la predazione, del 100% del valore commerciale del capo. Vengono inoltre riconosciuti il risarcimento dei capi dispersi a seguito dell’evento predatorio, se inseriti nel verbale Asl; le spese veterinarie e farmaceutiche per gli animali feriti; il risarcimento delle perdite di produzione. Il bando prevede inoltre aiuti agli apicoltori piemontesi censiti nella Banca dati nazionale che hanno subito danni da orso e non si sono avvalsi di copertura assicurativa. “Dalla Regione aiuti concreti e sicuramente attesi dai nostri allevatori piemontesi in merito agli attacchi al bestiame da parte dei lupi. Si tratta della seconda dotazione finanziaria con fondi regionali per l’anno 2023, riferita al periodo di fine stagione al pascolo”, precisa dichiara l’assessore regionale all’Agricoltura e cibo Marco Protopapa.

Gli allevatori di ovini, caprini, bovini, equini o altre specie di interesse zootecnico sul territorio regionale e gli apicoltori possono presentare domanda di contributo fino al 20 febbraio 2024, data di scadenza del bando.

Alleanza tra Confagricoltura e Unionfood: nasce Mediterranea

Alleanza tra Confagricoltura e Unionfood: nasce MediterraneaRoma, 25 gen. (askanews) – Unione Italiana Food e Confagricoltura siglano un’alleanza che unisce mondo della trasformazione industriale e settore primario, mettendo al centro il modello mediterraneo e le sue filiere. Nasce l’associazione Mediterranea, una compagine che esprime un valore di 106 miliardi di euro (56 miliardi per l’industria e 49,2 miliardi per la parte agricola, incluso il valore aggiunto) e offre lavoro a oltre 650mila addetti, coinvolgendo 2/3 delle imprese agricole italiane. Il presidente di Mediterranea è Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura e il vicepresidente è Paolo Barilla, presidente di Unione Italiana Food.

“Con Mediterranea intendiamo strutturare le filiere agroalimentari italiane in modo che diventino sempre più competitive sui mercati – spiega Giansanti in una nota – Attraverso accordi e certificazioni a favore della tracciabilità, Confagricoltura e Unionfood insieme si impegnano a incrementare le produzioni e sviluppare accordi con soggetti terzi per sostenere l’export agroalimentare italiano. L’ambizione è quella di superare ampiamente il valore record di 63 miliardi di euro raggiunto nel 2022”. Tra gli obiettivi della neonata associazione: rafforzare le filiere e la loro efficienza dal campo alla tavola, la sostenibilità delle produzioni e la competitività sui mercati globali, efficientare la rete logistica e dei sistemi di stoccaggio, valorizzare la dieta mediterranea, patrimonio Unesco, con attività di informazione, promozione ed educazione alimentare.

In Puglia il 60% della produzione italiana di uva da tavola

In Puglia il 60% della produzione italiana di uva da tavolaRoma, 25 gen. (askanews) – L’Italia è il primo Paese europeo produttore ed esportatore di uva da tavola, con 1 milione di tonnellate di uva prodotta. E la Puglia, anche se con un -35% nel 2023, infatti, è la regione che detiene il 60% della produzione italiana di uva da tavola. Seguita dalla Sicilia col 35% e dalla Basilicata con il 5%.

Gli ultimi dati Istat disponibili riportano una superficie italiana utilizzata per la coltivazione dell’uva da tavola di 47.416 ettari. Le regioni con le maggiori superficie in ettari sono la Puglia (24.455) e la Sicilia (18.681). Nelle altre regioni (Sardegna, Lazio, Abruzzo, Calabria) la coltivazione interessa 3.589 ettari. Le esportazioni di uva da tavola made in Italy hanno nella Germania con il 35%, il principale mercato di sbocco seguita dalla Francia con il 20%, mentre il 15% va in altri Paesi Ue ed Extra Ue. Il mercato Italia vale il 30% della produzione. Secondo recenti stime, la produzione globale dell’uva da tavola può crescere del 5,7% con l’Europa in aumento del 14%, questo grazie soprattutto ai nuovi impianti in Italia di uva da tavola senza semi. I dati sono stati analizzati e anticipati in vista del 25esimo Congresso Nazionale Uva da Tavola organizzato con il patrocinio dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino e che si terrà il 2 febbraio al Centro Congressi Una Hotel Regina di Noicattaro (Ba), durante il quale sarà assegnato anche il premio nazionale “Targa Bacca d’Oro” edizione 2024.

Al convegno parteciperanno Mario Colapietra, ricercatore in viticoltura, presidente del congresso che presenterà anche il “Manuale di Viticoltura – Il comparto dell’uva da tavola: Aspetti tecnici, produttivi e commerciali”. Tra i relatori, Vincenzo Cuoccio, area manager per la Puglia, Calabria e Basilicata dei Vivai Cooperativi Rauscedo; Rosario Di Lorenzo, presidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino e docente in Viticoltura e Viticoltura da Tavola Università di Palermo e Germoplasma e risorse ambientali in viticoltura nel corso di Laurea magistrale InterAteneo in Scienze Viticole ed Enologiche; Giuseppe Martelli, docente di Biotecnologie molecolare all’Università della Basilicata.

A Palermo arriva Expocream, primo salone pasticceria del Sud

A Palermo arriva Expocream, primo salone pasticceria del SudRoma, 25 gen. (askanews) – Dal 5 al 7 febbraio arriva a Palermo Expocream, il primo salone di pasticceria, gelateria, ristorazione e panificazione del Sud Italia: un viaggio inedito sulle novità del mercato della ristorazione, tra materie prime e ingredienti, attrezzature e servizi. La fiera si terrà presso il Saracen Hotel Sands Congress Centre a Isola delle Femmine.

L’evento, ideato e organizzato da Roma Cash Store & Ingross SRL, coinvolge professionisti del settore a livello internazionale, offrendo loro un’occasione di confronto con testimonial e chef che si alterneranno nelle tre giornate in programma all’insegna di meeting e show-cooking. Francesco Romano, e-commerce specialist di Roma Cash Store, spiega che “si tratta di un progetto sperimentale, una prima edizione che abbiamo curato insieme ai nostri partner che esporranno, durante i tre giorni, la loro top gamma di prodotti nel settore dolciario”. Tra gli espositori, diverse aziende che operano nel mercato internazionale dei prodotti da pasticceria, gelateria e forno, come Italmill, Braims, Irca, Aia, Puratos, Gelecta, Debic, Innovaction, Les vergers boiron e Roma Cash.

Presenti i pastry chef Leonardo Di Carlo (pasticceria), Gianni Pina (lievitati), Marco Pedron (prime colazioni), Sebastiano Caridi (cioccolato), Marco Orfei (gelato), Riccardo Magni (pasticceria), Roberto Rinaldini (pasticceria), Francesco Boccia (gelatine), Alessandro Tiscione (puree di frutta).

Copagri: proteste agricoltori? Dissenso utile ma con confronto

Copagri: proteste agricoltori? Dissenso utile ma con confrontoRoma, 25 gen. (askanews) – “In relazione alle numerose proteste spontanee degli agricoltori alle quali stiamo assistendo da diversi giorni, iniziative che hanno interessato numerose città italiane, fra cui Frosinone, Latina, Pescara, Bologna, Verona e Milano, e che fanno seguito a quelle messe in atto dai colleghi europei, mi preme evidenziare come il dissenso sia utile se porta a un confronto costruttivo, se arricchisce il dibattito e se serve a gettare le basi di un futuro migliore”. E’ l’opinione del presidente della Copagri Tommaso Battista, che prova a tracciare un primo bilancio della situazione di forte malessere del Primario.

Secondo Battista, non si possono ignorare le motivazioni alla base delle proteste, “ma allo stesso tempo non si può disconoscere quanto nel merito sia già stato fatto e si stia continuando a fare per assicurare un futuro a un comparto di fondamentale importanza per l’economia e la tenuta socioeconomica del Paese”, come “il grande lavoro sulla necessità di una revisione di medio termine della PAC e del Green Deal, grazie al quale si è arrivati all’istituzione di un tavolo tecnico al Masaf e a diversi confronti istituzionali, che hanno portato a un primo atto di semplificazione dell’obbligo di rotazione delle colture e a un primo approccio sulla semplificazione degli ecoschemi e altre misure della PAC”. “Altre grandi penalizzazioni che hanno contribuito al forte malessere dei produttori agricoli e contro le quali siamo da tempo al lavoro insieme al governo – aggiunge il presidente della Copagri – riguardano l’import in dumping, per contrastare il quale abbiamo chiesto di intensificare i controlli nei porti e siamo al lavoro con l’Icqrf per segnalare anomalie di traffico in entrata, ma anche ovviamente i noti incrementi record dei fattori produttivi, tema sul quale è in essere un importante lavoro che dovrebbe concludersi entro i prossimi mesi e che vede il coinvolgimento dell’Ismea per la definizione dei costi medi di produzione dei prodotti agricoli”.

“Il tutto senza contare i numerosi risultati ottenuti sul versante della ricerca e dell’innovazione applicate all’agricoltura, a partire dall’utilizzo delle TEA, così come sul riconoscimento della figura degli agricoltori quali custodi dell’ambiente e della biodiversità, obiettivo cardine di una Pdl promossa dalla Confederazione che sarà presto all’esame dell’aula di Montecitorio”, continua Battista, evidenziando che “per quanto concerne il gasolio agricolo, l’agevolazione è stata confermata per tutto il corso del 2024”. “Le numerose interlocuzioni avute e in essere hanno portato, poi, al significativo aumento della dotazione del bando Agrisolare del PNRR, occasione irrinunciabile per la multifunzionalità e per la diversificazione del reddito degli agricoltori, e allo studio di norme, ancora in valutazione, che vadano a semplificare e agevolare la sottoscrizione di polizze assicurative per i raccolti, in ragione del fatto che ad oggi, complici anche i sempre più innegabili effetti del climate change, una mezz’ora di maltempo è sufficiente a spazzare via un anno di lavoro, lasciando scoperti gli ingenti costi sostenuti”, conclude il presidente della Copagri.

Parmalat, Bassani: 2023 discreto per il latte, determinante private label

Parmalat, Bassani: 2023 discreto per il latte, determinante private labelMilano, 24 gen. (askanews) – Il 2023 è stato “un anno discreto, non eccellente ma discreto e quindi siamo soddisfatti”. Il direttore generale di Parmalat, Maurizio Bassani traccia un bilancio sul mercato del latte per l’azienda oggi parte del gruppo francese Lactalis, durante lo scorso anno. “A livello di comparto il latte non ha sofferto. Noi un po’ di più complessità l’abbiamo avuta ma siamo qui a investire”, ha detto presentando nella sede di Collecchio un progetto di sostenbilità per le bottiglie di latte a lunga conservazione. “Il latte tutto sommato nel 2023 non è andato malissimo, con una crescita dell’Uht e una continua piccola perdita del fresco, ma nella sommatoria dei due comparti non ha subito dei grossi cambiamenti – ha spiegato – E’ vero però che il latte fresco per un fatto di comodità ma anche di prezzo tende a cedere il passo al latte a lunga conservazione”. La business milk sviluppa un fatturato di un miliardo, ha otto stabilimenti di cui quello di Collecchio è il più importante, anche in termini di varietà di prodotti, con 350 milioni di litri di latte lavorati ogni anno.

In questo scenario un ruolo chiave l’ha giocato, come del resto nel largo consumo in generale, la marca del distributore: “Questa domanda è stata sostenuta dalla private label, dai discount dove l’effetto prezzo è stato determinante. I grandi brand, che hanno un posizionamento di prezzo superiore, hanno subito una competizione interna” ha ammesso. Parmalat è entrata nel mercato della private label più di dieci anni fa ed “è un canale molto importante per noi in alcuni segmenti dove abbiamo capacità produttive in esubero, sicuramente nel latte dove non esiste un grande know how e una tecnologia proprietaria. Oggi a volume la private label rappresenta il 25% del totale. E’ un fatto di equilibrio, ma è anche una grande opportunità perchè abbiamo otto fabbriche che vogliamo mantenere e alimentare costantemente”. Nel corso di questi dieci anni, ci ha spiegato Bassani, la produzione mdd di Parmalat ha registrato una crescita a volume molto importante, ma negli ultimi due ci siamo regolarizzati e ora iniziamo a selezionare i dossier perchè vogliamo mantenere questo equilibrio in percentuale”. Tornando all’andamento dello scorso anno, Parmalat ha registrato una migliore performance del segmento latte basico rispetto allo Zymil, il prodotto ad alta digeribilità, senza lattosio che negli ultimi 10 anni ha registrato una costante crescita tanto che, a oggi, è il secondo prodotto più venduto nei supermercati italiani come numero di referenze (secondo solo alla birra Peroni da 0,66 cl), con un produzione pari a 160 milioni di litri l’anno. “Anche questa volta l’effetto prezzo ha giocato la sua parte: qualche consumatore pur rimanendo fedele alla marca ha fatto il passaggio dallo Zymil al basico: non ha rinunciato al prodotto Parmalat ma accetta un prodotto diverso con un prezzo inferiore – ha spiegato Bassani – Non è drammatico, succede ma dobbiamo ricordarci che in Italia la mdd ha una delle quote più basse a livello europeo e la fedeltà alle marche c’è sempre stata, anche se ogni anno guadagna spazio”.

Tuttavia nel mercato, in questi anni, si sono fatte spazio le bevande vegetali che hanno costituito una alternativa al latte, non solo per chi fa scelte alimentari di tipo etico. “Le bevande vegetali hanno fatto crescere il mercato perchè chi ha fatto una scelta etica non consuma il latte, certo qualche consumatore di latte, ma è la minor parte, si è spostato verso le bevande vegetali, ma la maggior parte della crescita di questi prodotti è aggiuntiva al mercato” ha spiegato Bassani chiarendo che Parmalat non percorrerà questa strada. “Noi non produciamo bevande vegetali, ci siamo affacciati timidamente su questo mercato che è cresciuto molto ma da un paio di anni si è abbastanza stabilizzato. C’è un chiaro leader con una gamma ampia e segmentata, per cui non riteniamo che ci sia particolare interesse a entrarci”, ci ha detto. Per i prossimi anni piuttosto la scommessa è quella di creare nuove occasioni di consumo del latte durante la giornata: “Noi lo abbiamo esplorato in lungo e in largo, insieme alla pasta è la categoria più importante in Italia ma ha un limite: il 95% del consumo avviene a colazione. Altri Paesi, come gli Stati Uniti lo usano come bevanda durante i pasti: noi non possiamo aspirare a tanto, ma un break o il latte prima di andare a letto sicuramente. E’ una scommessa complicata però ci lavoriamo – ha ammesso il dg – In questo senso gli aromatizzati stanno performando bene e l’obiettivo è anche quello di essere consumati fuori pasto, non a colazione. I risultati sono incoraggianti, per questo estenderemo questa gamma che sta funzionando con altri gusti e altri brand”.

Coldiretti-Filiera Italia: da Ue passo avanti su genetica green

Coldiretti-Filiera Italia: da Ue passo avanti su genetica greenRoma, 24 gen. (askanews) – “L’approvazione del progetto di relazione sulle Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA) avvicina gli agricoltori all’utilizzo della genetica green, che permetterà di selezionare nuove varietà vegetali, con maggiore sostenibilità ambientale, minor utilizzo di input chimici, ma anche resilienza e adattamento dei cambiamenti climatici, nel rispetto della biodiversità e della distintività dell’agricoltura italiana ed europea”. In una nota Coldiretti e Filiera Italia commentano positivamente il voto in Commissione ambiente del Parlamento europeo (Comenvi).

“La vera transizione ecologica – sottolineano Coldiretti e Filiera Italia – passa da soluzioni pragmatiche, che aiutino concretamente gli agricoltori a ridurre input chimici e risorse naturali, ma anche ad adattarsi alle nuove patologie e ai nuovi insetti che sempre più si diffondono anche in Europa a causa dei cambiamenti climatici”. Le associazioni confidano quindi che la Plenaria del Parlamento Europeo prevista per il 6 febbraio possa mantenere l’impianto approvato in Comenvi e che il Consiglio Agrifish avanzi rapidamente sulla sua proposta di compromesso per una rapida applicazione delle nuove tecniche di selezione anche in UE.

De Castro: biotecnologie, accordo possibile entro fine legislatura

De Castro: biotecnologie, accordo possibile entro fine legislaturaRoma, 24 gen. (askanews) – “L’approvazione con quasi il 60% dei voti a favore della posizione sul nuovo regolamento che autorizzerà la coltivazione di nuove varietà ottenute da tecniche di evoluzione assistita (TEA) da parte della Commissione Ambiente ci fa sperare in un accordo finale entro la fine della legislatura”. Così Paolo De Castro, membro della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, commenta il voto della Commissione ENVI sul regolamento NGTs (New Genomic Techniques), con 47 a favore, 31 contro e 4 astenuti.

“Nonostante i tentativi di alcuni deputati di ritardarne l’approvazione o rivoluzionarne il contenuto, il testo approvato dalla Commissione Ambiente ricalca la posizione approvata lo scorso novembre dalla Commissione Agricoltura, con ulteriori sforzi in termini di trasparenza e sostenibilità – sottolinea l’Eurodepuato Pd – Ora il testo arriverà in Plenaria già il prossimo 6 febbraio, a conferma della volontà del Parlamento di mettere il prima possibile questa innovazione al servizio dei nostri agricoltori”. “L’auspicio è che anche il Consiglio dei ministri agricoli dell’Ue acceleri i dibattiti – conclude De Castro – per poter avviare i negoziati interistituzionali nel mese di febbraio e tentare il tutto per tutto per un voto finale da parte del Parlamento durante l’ultima Plenaria della legislatura, ad aprile prossimo”.

Copa Cogeca: bene voto chiave Commissione Envi su Ngt

Copa Cogeca: bene voto chiave Commissione Envi su NgtRoma, 24 gen. (askanews) – Il voto con cui oggi la commissione ENVI ha adottato il progetto di relazione dell’eurodeputata Jessica Polfjärd sulle NGT, le nuove tecniche genomiche, con una maggioranza di 47 voti favorevoli, 31 contrari e 4 astensioni, è stato “un voto chiave, che avvicina la comunità agricola dell’UE ad una posizione sull’uso dei NGT nel Parlamento europeo”. Così il Copa e la Cogeca in una nota.

Le NGT (o New Plant Breeding Techniques) fanno parte degli strumenti che consentono ai coltivatori di accelerare i loro programmi e immettere sul mercato varietà vegetali più veloci e di migliore qualità. “Quando disponibili in tutti i settori e in tutte le regioni, gli NGT rappresentano una risorsa fondamentale per aiutare gli agricoltori europei ad affrontare le conseguenze del cambiamento climatico”, spiega il sindacato cooperativo. “Siamo d’accordo sul fatto che alcune piante NGT sono di tipo convenzionale – aggiungono il Copa e la Cogeca – e devono seguire le regole della selezione convenzionale delle sementi”. Tuttavia il Copa e la Cogeca si rammaricano dell’etichettatura dei sacchetti delle varietà di sementi, con l’indicazione della categoria 1 NGT, “il che è irrilevante purché tali varietà abbiano già la piena tracciabilità attraverso il sistema di certificazione delle varietà vegetali”.

Positiva anche la grande maggioranza dei voti a favore dell’emendamento di compromesso riguardante l’esclusione dalla brevettabilità. La speranza, ora, è che “il regolamento NGT venga finalizzato prima delle elezioni europee”.