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Il 9 marzo torna il Farmfood Festival di Gallo Rosso

Il 9 marzo torna il Farmfood Festival di Gallo RossoRoma, 24 gen. (askanews) – Torna il Farmfood Festival di Gallo Rosso, in collaborazione con il Merano WineFestival, giunto alla seconda edizione: una kermesse dei prodotti contadini di alta qualità provenienti dall’Alto Adige che portano il suo marchio.

Confermata anche la sede, il Kurhaus di Merano, che sarà aperto dalle 10 alle 17 di sabato 9 marzo 2024. Centinaia di prodotti di qualità saranno esposti per il FarmFood Festival e 6 cuochi altoatesini si esibiranno in show cooking a base di prodotti regionali contadini. Per questa edizione è prevista la possibilità di gustare i piatti cucinati dagli chef (a pagamento) e di prendere parte a degustazioni guidate di prodotti (formaggi, sciroppi e vino) previa iscrizione sul sito. L’ingresso al FarmFood Festival è libero, è però necessario iscriversi.

Coldiretti:carne coltivata, in Ue maggioranza qualificata per stop

Coldiretti:carne coltivata, in Ue maggioranza qualificata per stopRoma, 24 gen. (askanews) – Nell’Unione Europea c’è una maggioranza qualificata di Paesi è pronta a chiedere la “moratoria” sul consumo e la produzione della “carne coltivata” per motivi di tutela della salute, etici, economici e ambientali, in caso di voto. E’ soddisfatta la Coldiretti per il risultato della discussione del Consiglio Agricoltura e Pesca dell’UE sulle preoccupazioni relative alle produzioni di alimenti in laboratorio.

Hanno infatti garantito supporto alle preoccupazioni contenute nella nota presentata per la discussione Austria (firmatario), Bulgaria, Croazia, Cipro, Francia (firmatario), Grecia, Ungheria, Italia (firmatario), Lituania, Lussemburgo, Polonia, Portogallo, Slovacchia e Spagna, mentre altri non intervenuti nel corso della discussione avevano garantito supporto scritto (Cechia, Malta e Romania). In caso di eventuale voto, precisa la Coldiretti, questo gruppo di Paesi, senza considerare tra l’altro quelli non intervenuti nel corso della riunione, rappresenterebbe già una maggioranza qualificata (17 paesi e 67,45% della popolazione) sul totale dei 27 dell’Unione.

La Commissaria alla salute e sicurezza alimentare, Stella Kyriakides, peraltro, riferisce ancora la Coldiretti, è intervenuta per sottolineare che sono legittime le preoccupazioni espresse da molti paesi sulle questioni sociali, ambientali e etiche, in quanto sono disponibili ancora troppi pochi dati in termini di emissioni, impatti ambientali o prezzi. La Commissione, infatti ha chiesto all’Efsa di aggiornare le linee guida proprio per integrarle con le recenti informazioni scientifiche sui cibi sintetici. “L’alleanza nata in Europa fa proprie le perplessità sollevate per prima dalla Coldiretti e conferma il ruolo di apripista dell’Italia che è leader mondiale nella qualità e sicurezza alimentare, nelle politiche di tutela della salute dei cittadini – ha commentato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini – la presa di posizione di un numero crescente di Paesi è una risposta all’esigenza di avere analisi di impatto univoche da parte della ricerca pubblica ed evitare di trasformare i cittadini in cavie umane, come per primi abbiamo chiesto”.

Nel documento condiviso dalla maggioranza qualificata di paesi si legge che “prima di qualsiasi autorizzazione i Paesi sostenitori chiedono alla Commissione di avviare una consultazione pubblica sui cibi a base cellulare” che “non possono mai essere chiamati carne” e pongono “questioni etiche, economiche, sociali e ambientali, nonché sulla nutrizionali e di sicurezza sanitaria”, rimettendo in discussione il quadro normativo attuale che risulta inadeguato anche perché queste nuove pratiche includono la produzione di alimenti utilizzando la tecnologia delle cellule staminali con la necessità di evitare rischi per la salute dei consumatori.

Coppa di Parma e Salame Felino Igp protagonisti al Wine and Siena

Coppa di Parma e Salame Felino Igp protagonisti al Wine and SienaRoma, 24 gen. (askanews) – I Consorzi di Tutela di Coppa di Parma Igp e del Salame Felino Igp saranno protagonisti di Wine and Siena, l’evento promosso da Helmuth Köcher e dal team di The WineHunter, mente del Merano Wine Festival. La nona edizione, prenderà il via venerdì 26 gennaio con l’inaugurazione a Palazzo Sansedoni. In degustazione oltre 500 prodotti tra vini e food da sabato 27 fino a lunedì 29 nel complesso museale Santa Maria della Scala, tra cui la Coppa di Parma Igp e il Salame Felino Igp.

Per la prima volta la manifestazione presenta il “Fuori Wine and Siena”, sei appuntamenti al di fuori degli spazi espositivi fra aperitivi e cene nei bar e ristoranti per trovare i migliori abbinamenti tra i vini selezionati e i prodotti degli espositori. I Consorzi di Tutela di Coppa di Parma Igp e Salame Felino Igp organizzeranno degustazioni di prodotto per i visitatori. Un modo per far apprezzare le qualità organolettiche dei due salumi made-in-Parma e per raccontare il legame con il territorio della Food Valley, con particolare focus sulle specificità del processo produttivo, a partire dall’accurata selezione delle migliori materie prime. Soddisfatto Fabrizio Aschieri, presidente del Consorzio di Tutela della Coppa di Parma Igp: “torniamo con piacere a Siena, dove siamo già stati in due occasioni. I dati economici del 2023 non sono ancora definitivi, ma possiamo parlare di una leggera crescita che verosimilmente proseguirà anche quest’anno”.

Per Umberto Boschi, presidente del Consorzio di Tutela del Salame Felino Igp, “facendo tappa a Siena ci poniamo un duplice obiettivo: da un lato, fare cultura, raccontando l’unicità del Salame Felino Igp, prodotto dalla tradizione secolare. Dall’altro, incontrare operatori del settore e decisori di acquisto”.

Il Girotonno per la prima volta sbarca alla Bit di Milano

Il Girotonno per la prima volta sbarca alla Bit di MilanoRoma, 24 gen. (askanews) – Il Girotonno per la prima volta sbarca alla Bit, la Borsa Internazionale del Turismo di Milano, la manifestazione di riferimento per la promozione del turismo mondiale in Italia e per la commercializzazione dell’offerta turistica italiana nel mondo, che si svolgerà dal 4 al 6 febbraio a Fiera Milano city.

La rassegna è dedicata alla valorizzazione del tonno rosso di qualità che da secoli si pesca nelle tonnare dell’isola di San Pietro. Quest’anno il Girotonno taglia il traguardo della 2esima edizione e andrà in scena a Carloforte dal 30 maggio al 2 giugno 2024. Domenica 4 febbraio il sindaco di Carloforte, Stefano Rombi, racconterà a Milano la rassegna internazionale e le bellezze dell’isola di San Pietro. Parteciperanno anche Giuliano Greco, titolare della Carloforte Tonnare e lo chef Luigi Pomata. Alla Bit di Milano sarà promossa una delle prime novità dell’edizione 2024: un contest che selezionerà gli chef italiani partecipanti al Girotonno.

“Siamo orgogliosi di promuovere a Milano – spiega il sindaco, Stefano Rombi – l’evento che rappresenta il fiore all’occhiello del nostro territorio e le bellezze dell’isola di San Pietro: dal mare ai percorsi alla scoperta delle coste e della natura incontaminata. Le nostre eccellenze enogastronomiche e la tradizione millenaria legata al tonno e alla sua pesca hanno bisogno di un palcoscenico nazionale per intercettare nuovi segmenti turistici e fare conoscere alla stampa italiana ed estera quelli che sono tesori da valorizzare sempre di più”. Il tonno rosso di Carloforte e il Girotonno saranno promossi anche a Eataly Smeraldo nell’ambito del Girofest.

Lollobrigida: produttività e sostenibilità, invertire principi Pac

Lollobrigida: produttività e sostenibilità, invertire principi PacRoma, 23 gen. (askanews) – Ripensare la PAC, che dovrebbe “essere sviluppata con risorse maggiori in futuro rispetto a quelle investite fino ad oggi e con un’attenzione che inverta i parametri”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, intervenendo nel corso della sessione pubblica al Consiglio Ue Agricoltura e Pesca in corso a Bruxelles.

Per il ministro, infatti, “garantire la produttività insieme alla sostenibilità ambientale è d’obbligo, ma garantirli oggi con un ordine inverso perché al momento, nel tentativo di guardare all’ambiente solamente in Europa, si è perso di vista invece la necessità di garantire il primo tutore dell’ambiente che per noi resta l’agricoltore. Quindi il nostro auspicio è che il ripensamento in difesa e a tutela dell’Unione europea sia complessivo e completo tenendo conto degli errori fino ad oggi posti in essere da politiche ideologiche – ha concluso il ministro – e poco attente invece a dati che pragmaticamente la storia ci ha messo di fronte, purtroppo grazie ad eventi che auspichiamo non si ripetano”.

Lollobrigida: Ue rifletta su centralità settore agroalimentare

Lollobrigida: Ue rifletta su centralità settore agroalimentareRoma, 23 gen. (askanews) – Negli ultimi dieci anni in Europa le aziende agricole sono diminuite del 24% e in Italia del 30%. Ancora, tra il 2021 2022, dati Eurostat, si è registrata una crescita dei costi di produzione del 22% e solo del 15% del valore. “Questi dati, insieme agli esiti della pandemia e dei conflitti che stiamo subendo, costringono tutti noi ad aprire una riflessione sulla centralità del settore agroalimentare, della necessità dell’Europa di lavorare nell’ambito dell’Unione europea a politiche che sviluppino una sovranità alimentare e un’autosufficienza potenziale che ci permetta di affrontare anche crisi contingenti”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, intervenendo nel corso della sessione pubblica al Consiglio Ue Agricoltura e Pesca in corso a Bruxelles.

“La qualità del cibo che i nostri agricoltori garantiscono più di altri deve essere protetta. E crediamo – ha aggiunto il ministro – che questa riflessione deve accompagnare un processo di semplificazione debba mettere tutti noi in grado di comprendere fino in fondo quale siano le cause di quegli effetti che sono davanti agli occhi di tutti”. “Peraltro – ha detto ancora Lollobrigida – le zone che vengono abbandonate dagli agricoltori sono le aree interne, sono le zone più deboli, sono quelle che portano a un decremento e a uno spopolamento di interi territori, con una serie di criticità che incidono sull’ambiente”.

Lollobrigida: proteste agricoltori? In Ue manca consapevolezza

Lollobrigida: proteste agricoltori? In Ue manca consapevolezzaRoma, 23 gen. (askanews) – “Le conflittualità in questo periodo, che vedono grandi agitazioni da parte degli agricoltori in tutta Europa, probabilmente derivano dalla mancanza di consapevolezza di quello che può essere il lavoro di rafforzamento nell’ambito del quadro dell’Unione europea, di politiche tese a garantire il reddito il giusto reddito per gli agricoltori, permettendo quel ricambio generazionale che tutti auspichiamo ma che si realizza esclusivamente se si punta anche a garantire la sopravvivenza di questo settore”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, intervenendo nel corso della sessione pubblica al Consiglio Ue Agricoltura e Pesca in corso a Bruxelles.

Alla cena del World Economic Forum di Davos le bistecche vegetali

Alla cena del World Economic Forum di Davos le bistecche vegetaliRoma, 23 gen. (askanews) – Centoventi chili di “bistecca di manzo 100% vegetale” sono stati serviti alla cena del World Economic Forum, che si è svolto a Davos dal 15 al 19 gennaio scorso. Le bistecche, targate Redefine Meat, sono state servite con salse e contorni vegetali ai decisori politici per la prima volta come alternativa sostenibile alla carne animale.

La cena annuale Nature Positive del WEF è stata servita a 180 partecipanti di alto profilo dalla Maison van den Boer, uno dei servizi di catering più premiati al mondo ed era incentrata sulla condivisione di dati, conoscenze e migliori pratiche per contribuire a soddisfare la storica missione del Global Biodiversity Framework. Ovvero, arrestare e invertire la perdita di biodiversità entro il 2030. Solo per la cena del WEF, il peso equivalente della carne vegetale servita ha consentito di risparmiare oltre due milioni di litri di acqua e di produrre circa il 96% in meno di emissioni di carbonio rispetto a una bistecca di manzo. Il prodotto di Redefine Meat, ricorda la società, è fatto utilizzando tecnologie innovative e brevettate ed è composta da 100 % ingredienti di origine vegetale. Due anni dopo il lancio commerciale, avvenuto nel 2021, l’azienda dispone di prodotti a base di carne macinata, carni tritate e vari tagli di bistecche, ed è presente in oltre 5.000 punti di ristorazione in 13 paesi. Recentemente questa carne vegetale è stata lanciata in vendita al dettaglio per la prima volta tramite una partnership a livello nazionale nel Regno Unito e nei Paesi Bassi.

Sequenziato genoma Arabica: passo verso caffè più resilienti a cambio clima

Sequenziato genoma Arabica: passo verso caffè più resilienti a cambio climaMilano, 23 gen. (askanews) – Scoperta una nuova versione più accurata e completa della sequenza genomica del caffè Arabica, la specie da cui si produce circa il 60% del caffè nel mondo. La ricostruzione della sequenza genomica è opera di un gruppo di ricerca congiunto dell’Università di Udine e dell’Istituto di genomica applicata (Iga) del capoluogo friulano, in collaborazione e con il sostegno delle aziende del comparto, Illy e Lavazza. Per capire la portata della scoperta occorre ragionare sui nuovi scenari che questa schiude per lo sviluppo di varietà più resilienti ai cambi climatici o resistenti alle malattie, oltre a migliorarne le caratteristiche aromatiche.

Quella delle varietà nuove resilienti al cambiamento climatico potrebbe essere, infatti, la strada per evitare che il caffè diventi una bevanda di lusso, dai costi non accessibili a tutti: in un articolo pubblicato ad agosto del 2023 il Financial Times scriveva, infatti, che il consumo globale di caffè raddoppierà fino a raggiungere sei miliardi di tazzine al giorno entro il 2050, mentre secondo uno studio del Columbia center on sustainable investment entro il 2030 avremo bisogno del 25% di caffè in più. Tuttavia, a fronte di questa domanda crescente, che negli ultimi due anni ha già superato i livelli di produzione, il cambiamento climatico sta riducendo i terreni adatti alla coltivazione del caffè: stando ad alcune stime entro il 2050 fino a metà della terra oggi coltivata a caffè potrebbe diventare inutilizzabile. Di qui la rilevanza del sequenziamento del genoma del caffè Arabica. “Alla luce del fatto che la diversità genetica del caffè Arabica è un elemento essenziale per il suo successo commerciale – spiegano i coordinatori del team Michele Morgante, del Dipartimento di scienze agroalimentari, ambientali e animali dell’Ateneo udinese, e Gabriele Di Gaspero dell’Iga – le nostre scoperte potranno aiutare a sviluppare nuove varietà di caffè con migliori caratteristiche in termini di profili aromatici o resistenza a malattie o resilienza al cambiamento climatico”.

Le analisi sulla variazione genetica presente nella specie hanno, infatti, permesso di identificare nuove fonti di diversità genetica che potrebbero contribuire in maniera decisiva alla variazione nell’aroma e alla resistenza ai patogeni. La ricerca ha utilizzato le tecnologie di sequenziamento più aggiornate per creare una nuova versione della sequenza genomica di Arabica, più accurata e completa, i cui risultati sono stati pubblicati dalla rivista scientifica “Nature Communications”. Il sequenziamento ha permesso di analizzare nel dettaglio la struttura dei cromosomi e comprendere i meccanismi che generano la diversità genetica presente nella specie. Analizzando i genomi di 174 varietà appartenenti ad Arabica e Robusta è stata confermata la presenza di una bassa variabilità genetica nella specie. Ma sono stati anche osservati due meccanismi che generano variabilità in specifiche regioni cromosomiche. Uno è rappresentato dall’inserimento di segmenti cromosomici provenienti da un ibrido fra Robusta ed Arabica, conosciuto come ibrido di Timor, che è stato molto sfruttato per combinare le caratteristiche di resistenza a malattie fungine del caffè Robusta con le caratteristiche qualitative uniche del caffè Arabica. L’altro meccanismo è rappresentato da anomalie cromosomiche che se in altre specie, come ad esempio l’uomo, sono viste come mutazioni patogeniche, o comunque deleterie, nel caffè Arabica sembrano essere meglio tollerate e, anzi, sembrano contribuire in maniera importante alla generazione di diversità genetica.

Altro aspetto rilevante, dal punto di vista economico, è il fatto che il caffè venduto commercialmente è ottenuto principalmente da due specie, Coffea canephora e Coffea arabica, conosciute anche come Robusta e Arabica. Il caffè ottenuto dall’Arabica è considerato qualitativamente superiore. Quest’ultima si è generata dall’incrocio fra i progenitori dell’attuale Robusta e un’altra specie di caffè a essa vicina, la Coffea eugenioides, a cui è seguito un raddoppio del numero di cromosomi per creare l’attuale Coffea arabica. L’evento si è verificato con ogni probabilità in Etiopia in tempi evolutivi molto recenti, circa 50.000 anni fa, lasciando poco tempo perché si potesse generare una nuova variazione genetica. Questo incrocio è alla base delle peculiari e superiori caratteristiche in termini di sapore e aroma del caffè Arabica rispetto al Robusta. Ma è anche alla base della formazione del complesso genoma di Arabica, che rappresenta un elemento di difficoltà sia per gli studi genetici che soprattutto per i programmi di miglioramento genetico.

Pescatori toscani in presidio davanti a Regione: lavoro è diritto

Pescatori toscani in presidio davanti a Regione: lavoro è dirittoRoma, 23 gen. (askanews) – “Quello che abbiamo chiesto oggi col presidio davanti alla Regione è molto semplice: vogliamo lavorare, farlo in sicurezza e chiediamo aiuto alla Regione. Alla politica chiediamo di essere vicina ai lavoratori, di comprendere la situazione drammatica che sta vivendo un’intera categoria e di agire con la rapidità necessaria per salvare imprese e posti di lavoro. Il lavoro è un diritto riconosciuto e tutelato dalla Costituzione. Siamo delusi perché non abbiamo ricevuto risposte concrete”.

A dirlo è Alessandra Malfatti, presidente della Cittadella della Pesca e consigliera di Fedagripesca Toscana, dopo la protesta della marineria peschereccia viareggina sotto la sede della Regione Toscana a Firenze. I rappresentanti dei pescatori sono stati ricevuti da alcuni partiti del Consiglio regionale e dall’assessore regionale ai Trasporti Stefano Baccelli. “Ringraziamo l’assessore Baccelli per averci ascoltato – dice Malfatti – anche se in termini di soluzioni concrete ci aspettavamo molto di più. Pensavamo che ci potesse ricevere il presidente Giani e invece così non è stato. L’unica novità è un atto dell’Autorità Portuale dove si mostra il moto ondoso e dove si dice che la draga sta lavorando. Ma non ci soddisfa”.

“Non capiamo perché non si possa dare una risposta rapida alla richiesta di tornare a lavorare in sicurezza – aggiunge Malfatti – Siamo di fronte a una situazione paradossale: vediamo solo un gran parlare ma mancano le soluzioni concrete e, soprattutto, tempistiche veloci per la loro messa in campo e questo ci preoccupa. Abbiamo il fondato timore che tutto finisca in uno sterile scontro politico che certamente non darà da mangiare alle famiglie colpite dalla situazione. Viareggio ha un porto importante, pensiamo al suo sviluppo, al rilancio. Non è il momento della polemica anche perché in questi giorni abbiamo sentito affermazioni sull’idoneità dei mezzi messi in campo e sulla perizia dei pescatori molto lontane dalla realtà che rischiano solo di intorbidare le acque e allontanare la soluzione del problema”.