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Boom di produzione di melagrane in Puglia, +150% in 3 anni

Boom di produzione di melagrane in Puglia, +150% in 3 anniRoma, 15 gen. (askanews) – Boom della produzione di melegrane in Puglia in aumento del 150% in 3 anni, con le quantità in quintali passate da 65mila a 162mila. Lo rende noto Coldiretti Puglia, sulla base di una elaborazione di dati Istat, chiedendo massima attenzione per tutelare il comparto in forte crescita dpo la prima intercettazione della Commissione europea di Falsa Cydia (Thaumatotibia leucotreta) in una spedizione di melagrane proveniente dal Marocco, finora ‘zona free’ dal parassita da quarantena.

Secondo la confederazione è quindi necessario un cambio di passo nelle misure di prevenzione e di intervento sia a livello comunitario che nazionale, anche con l’avvio di una apposita task force. In provincia di Taranto si concentra oltre il 70% della produzione di melegrane, seguita da Foggia e Bari. Sono due le varietà che si stanno diffondendo più velocemente in Puglia, Akko e Wonderful, la prima più precoce, dato che la campagna comincia nella prima decade di settembre con una produttività che varia dalle 25 alle 30 tonnellate per ettaro, mentre per la seconda la campagna prende l’avvio nella seconda metà d’ottobre e la produttività varia dalle 35 alle 45 tonnellate per ettaro.

’Being organic in Eu’ porta il biologico Ue a Marca 2024

’Being organic in Eu’ porta il biologico Ue a Marca 2024Roma, 15 gen. (askanews) – Uno spazio espositivo dedicato, l’organizzazione del workshop sul ruolo strategico del biologico nella distribuzione moderna, ma anche iniziative di networking che comprendono la Lounge B2B e l’aperitivo tematico a cura di Naturland. E’ l’agenda che caratterizza la presenza alla 20esima edizione di Marca del progetto internazionale europeo nato con l’obiettivo di promuovere la cultura del biologico.

“Being Organic in Eu”, la campagna triennale cofinanziata dall’Unione europea con l’obiettivo di trasferire i benefici che il biologico comporta per la salute delle persone e l’ambiente, si presenta quindi a Marca con una piattaforma di iniziative tese a valorizzare e promuovere la crescita dell’alimentazione sostenibile e salutare, senza chimica di sintesi. Mercoledì 17 gennaio, alle 9.30, presso la Gallery Hall, il convegno dal titolo “L’Italia di oggi e di domani: il ruolo sociale ed economico del biologico nella Distribuzione Moderna”, promosso da AssoBio, analizzerà le opportunità e le sfide del settore nella GDO. Durante l’evento verranno presentati i dati sulla categoria per il mercato italiano ed europeo e le potenzialità di sviluppo del biologico nella distribuzione moderna.

Le iniziative proposte da Being Organic in Eu a MARCA prevedono anche attività di networking per consolidare sinergie tra gli stakeholder del settore come la Buyers Lounge, dedicata agli appuntamenti B2B, e l’aperitivo a tema: “Talk and taste: gustare i prodotti ittici biologici nell’UE”, che si terrà il 17 gennaio presso il Bologna Congress Center, organizzato da Naturland, una delle più importanti organizzazioni di agricoltori e produttori biologici a livello mondiale. “Il biologico ha un ruolo sempre più strategico all’interno della Distribuzione Moderna – ha commentato Paolo Carnemolla, segretario generale FederBio – Ecco perché il programma di promozione triennale Being Organic in Eu, istituito grazie a un partenariato tra FederBio e Naturland, ha scelto la prestigiosa vetrina internazionale di MARCA per attivare iniziative di promozione e comunicazione dei valori e dei benefici che il biologico comporta dal punto di vista ambientale, sociale ed economico, ma anche attività di networking per creare nuove opportunità di business fondamentali per lo sviluppo del comparto”.

La catena di ristoranti italiana La piadineria passa al fondo Cvc

La catena di ristoranti italiana La piadineria passa al fondo CvcMilano, 15 gen. (askanews) – La piadineria, la catena italiana di ristoranti fast casual, passa al fondo internazionale Cvc capital partners. Cvc capital partners fund VIII ha raggiunto un accordo vincolante per acquisirne il 100% dai fondi Permira, si legge in una nota che conferma le indiscrezioni di stampa circolate nelle scorse settimane secondo cui la valutazione, in termini di enterprise value, supererebbe i 300 milioni. I fondi Permira avevano acquisito La Piadineria all’inizio del 2018 triplicando negli ultimi sei anni sia fatturato che Ebitda.

La Piadineria conta oltre 400 ristoranti a gestione diretta distribuiti tra città, centri commerciali, outlet e retail parks. La formula proposta nei punti vendita a marchio La Piadineria si basa sull’offerta di una trentina di tipologie di piadina, preparate con un impasto prodotto nello stabilimento di Montirone, nel Bresciano. La Piadineria è la seconda catena di ristorazione in Italia e può contare su una squadra di oltre 2.500 collaboratori che servono circa 70.000 clienti ogni giorno. “Cvc è pronta a sostenere l’azienda nel suo prossimo percorso di crescita, tramite l’ulteriore espansione del business in Italia, la diversificazione in altri formati fast casual, e l’internazionalizzazione – ha dichiarato Alessandro Baccarin, Director di Cvc – Non vediamo l’ora di lavorare con Andrea Valota e il management team per guidare il prossimo capitolo di successo de La Piadineria”.

“Siamo convinti che nei prossimi anni la società sarà in grado di sfruttare al meglio le opportunità di crescita che il mercato ci offre – ha sottolineato Andrea Valora, ceo del gruppo La Piadineria – La nostra ambizione è quella di consolidare il posizionamento di leadership de La Piadineria in Italia e di accelerare la nostra espansione all’estero”. Il perfezionamento dell’operazione, soggetto alle consuete autorizzazioni regolamentari, è previsto nella prima metà del 2024.

Solidarietà Copagri ad agricoltori tedeschi in protesta

Solidarietà Copagri ad agricoltori tedeschi in protestaRoma, 11 gen. (askanews) – “Davanti alle impressionanti immagini che arrivano dalla Germania, non possiamo che esprimere grande solidarietà alle migliaia di agricoltori tedeschi che da giorni protestano contro il taglio delle agevolazioni per il gasolio agricolo, che saranno completamente eliminate entro il 2026, e contro il ripristino della tassa automobilistica per i mezzi agricoli”. Così in una nota il presidente della Copagri Tommaso Battista, plaudendo all’esempio dei produttori agricoli teutonici, che “stanno dando prova di grande compattezza e serietà, scendendo in piazza senza bandiere politiche o sindacali, ma anche di responsabilità, visto che al momento non si registrano tensioni o disordini”.

“Vale la pena di ricordare – aggiunge Battista – che gli agricoltori tedeschi, al pari dei colleghi transalpini, che avevano attuato proteste analoghe andate in scena all’inizio del mese scorso, e alla stregua dei produttori agricoli del nostro Paese, sono stretti da tempo nella morsa tra gli elevati costi di produzione, schizzati a seguito del drammatico conflitto in atto sul versante comunitario orientale, e remunerazioni a dir poco insoddisfacenti, sulle quali pesa ora la scure dei tagli decretati dal governo tedesco”. “Quella del costo del carburante, infatti, e soprattutto del suo esorbitante aumento legato a doppio filo alle tensioni internazionali, è una questione molto sentita dagli agricoltori, in quanto va a incidere direttamente e sensibilmente sulla competitività delle imprese, nonché sul costo del prodotto finito”, rimarca il presidente della Copagri, evidenziando che “il malcontento serpeggia anche nel Belpaese, dove gli agricoltori devono da tempo fare i conti con costi di produzione alle stelle e redditività inesistenti o sempre più contenute”.

“E’ bene quindi confrontarsi sin da ora sulle possibili ripercussioni che le proteste in atto sul versante comunitario potranno avere in Italia, senza dimenticare che il gasolio agricolo è stato da tempo inserito tra i sussidi ambientalmente dannosi-Sad, per i quali è prevista una riduzione entro il 2030”, conclude Battista, assicurando che “gli agricoltori sono da tempo impegnati per contribuire al raggiungimento degli obiettivi comunitari in materia di sostenibilità ambientale, ma chiedono giustamente che un’analoga attenzione venga prestata alla sostenibilità economica delle aziende, andando quindi a individuare della alternative percorribili che consentano di diminuire l’utilizzo di carburante nel Primario”.

Nel 2023 sono nate 3.730 nuove attività all’insegna della pizza

Nel 2023 sono nate 3.730 nuove attività all’insegna della pizzaRoma, 11 gen. (askanews) – Al 31 dicembre 2023 sono nate 3.730 nuove attività con pizza, su un totale di 18.219 nuove attività di ristorazione, pari al 20% del totale. Riparte quindi la voglia di pizza made in Italy dopo il periodo in chiaroscuro dovuto agli anni pandemici e al contesto legato alla ripartenza economica e dopo un primo trimestre 2023 altalenante, con una crescita nel numero delle nuove imprese della ristorazione pari al 9% a fronte di un aumento delle cessazioni pari al 15%).

A fotografare un cambio di passo e un segnale di ripresa del settore è il 31esimo Campionato Mondiale della Pizza, la più importante manifestazione dedicata ai professionisti e organizzata a Parma dal 9 all’11 aprile presso il Palaverdi. Alla nuova edizione del 2024, con iscrizioni aperte dal 1 dicembre scorso, sarà possibile aderire fino al 15 gennaio. Al titolo di campione del mondo possono concorrere tutti i pizzaioli professionisti, intesi come titolari di una pizzeria o come persone che lavorino in pizzeria, che abbiano compiuto 16 anni di età. La scorsa edizione del Campionato Mondiale della Pizza ha coinvolto 52 nazioni (Italia, Usa, Francia, Australia, Brasile, Thailandia, Messico, Canada, Germania, Gran Bretagna, Polonia, per citarne alcune), con 711 concorrenti.

Per l’edizione 2024, i pizzaioli iscritti al Campionato Mondiale della Pizza saranno chiamati a confrontarsi in gare di cottura, di abilità, quali Freestyle (una spettacolare esibizione acrobatica a ritmo di musica), Pizza più larga (ai concorrenti viene richiesto di allargare il più possibile una palla di 500 grammi di pasta), Pizza a due (chef e pizzaiolo lavorano in combinata per realizzare un piatto unico), Pizzaiolo più veloce (vince chi allarga più velocemente cinque dischi di pasta). Torna per il 31° Campionato Mondiale della Pizza anche il Trofeo Heinz Beck – I primi piatti in pizzeria: una gara sotto l’occhio attento dello chef tri-stellato Michelin Heinz Beck, a Parma nella veste di giurato d’eccezione. A gareggiare sono i primi piatti di qualità, artigianali ed “espressi” creati dai cuochi delle pizzerie.

Ha aperto in California prima hamburgeria totalmente automatizzata

Ha aperto in California prima hamburgeria totalmente automatizzataRoma, 11 gen. (askanews) – Hamburger, cheeseburger, lettuce wrap e patatine fritte: un menu molto semplice che ha, però, una particolarità. Tutto si base esclusivamente sui robot e sull’intelligenza artificiale. Ha aperto a dicembre nel sud della California, a Pasadena, il primo ristorante al mondo completamente autonomo e basato sull’Ia. Si chiama CaliExpress by Flippy ed è firmato da Cali Group, una holding che utilizza la tecnologia per trasformare i settori della ristorazione e della vendita al dettaglio, Miso Robotics, creatore di Flippy (la prima stazione di frittura robotica al mondo alimentata dall’intelligenza artificiale) e PopID, una società tecnologica che semplifica ordini e pagamenti utilizzando la biometria.

In sostanza, CaliExpress by Flippy è una hamburgeria, non un vero e proprio ristorante, ma è comunque il primo locale al mondo che usa i sistemi più avanzati nella tecnologia alimentare. Sia le stazioni di grigliatura che quelle di frittura sono completamente automatizzate, alimentate da intelligenza artificiale e robotica all’avanguardia. La prenotazione online è obbligatoria (giorno, orario e numero degli ospiti) e i clienti possono vedere il cibo cucinato roboticamente dopo aver effettuato il check-in con i loro account PopID sui chioschi di auto-ordinazione. CaliExpress di Flippy offre hamburger appena fatti a base di una miscela di wagyu a prezzi competitivi con altri hamburger premium che utilizzano però carne standard. Il robot grill macina la carne di alta qualità in tempo reale dopo l’ordine. Flippy, la stazione di frittura robotica, serve patatine fritte croccanti e calde, fritte sempre alla stessa costante temperatura.

“Per quanto ne sappiamo, questo è il primo ristorante operativo al mondo in cui sia l’ordinazione che ogni singolo processo di cottura sono completamente automatizzati – spiega John Miller, CEO di PopID e membro del consiglio di amministrazione di Miso Robotics – L’unione di queste diverse tecnologie per creare il ristorante più autonomo al mondo è il culmine di anni di ricerca, sviluppo e investimenti in una famiglia di aziende rivoluzionarie”.

Nasce Arandis, nuova società commerciale del gruppo Agribologna

Nasce Arandis, nuova società commerciale del gruppo AgribolognaRoma, 11 gen. (askanews) – Nasce Arandis, la società agricola commerciale per la gestione dei rapporti con la grande distribuzione e il normal trade del Gruppo Agribologna. Agribologna è tra i top player per la produzione e la distribuzione di ortofrutta in Italia, con fatturato stimato di oltre 260 milioni di euro per il 2023 e oltre 250 dipendenti. Il Gruppo ha dato vita ad Arandis tramite la cessione del relativo ramo d’azienda.

La grande distribuzione rappresenta, dopo l’Horeca, il secondo canale per volumi di vendita del gruppo, ed è caratterizzato da alte frequenze ed elevati volumi di consegna. Il terzo canale per volumi è rappresentato dal Normal trade: grossisti, dettaglianti e ambulanti. Conor, società controllata al 90%, è e resterà la business unit del Gruppo dedicata alla commercializzazione di ortofrutta per il settore Horeca, nelle sue varie segmentazioni. Presidente della nuova società è Lauro Guidi, già in passato presidente di Agribologna e tuttora consigliere delegato, è da sempre dedicato al settore. Il CdA vede inoltre altri componenti provenire da Agribologna: Roberto Fabbri vice presidente, e i consiglieri Franco Linguerri, Marco Tagliavini, Francesco Ambruosi, Athos Muratori, Cristina Astolfi.

Operativa dal 1° gennaio 2024, Arandis è controllata al 100% da Agribologna. La nuova società del gruppo diviene così il ‘braccio commerciale’ della cooperativa, mantenendo tutte le caratteristiche di soggetto ‘agricolo’.

A Roma apre The Forum, dove si coniugano cibo e affari

A Roma apre The Forum, dove si coniugano cibo e affariRoma, 11 gen. (askanews) – Coniugare cibo e affari. Apre a Roma The Forum, progetto nato da un’idea di Antonio Proietti, fondatore della Quadrifoglio Immobiliare, che alcuni anni fa pensò di fondere la sua agenzia con un bar, per dar vita a un luogo nel quale poter sviluppare accordi commerciali in convivialità. Un pensiero ripreso da suo figlio Gabriele Proietti, attuale presidente della società, e da Francesco Crocé, amministratore unico della stessa, che hanno modernizzato l’idea trovando il locale adatto al Pigneto, quartiere nel quale vivono da anni, creando un bistrot con al suo interno una agenzia immobiliare.

Dietro il design del locale c’è Giuseppe Maria Genco, architetto con studi a Milano e Valencia, che ha trovato assonanze tra il foro romano e l’atmosfera del Pigneto grazie a elementi quali l’Acquedotto Felice, il Mercato Rionale e la ‘movida’, caratteristiche del quartiere che si sposano con idea del commercio, la convivialità e le discussioni tra persone nel comfort di un moderno bistrot. “Il nostro obiettivo è quello di eliminare gli stereotipi legati alla nostra professione, dando vita a un bistrot coworking nel quale clienti, residenti e appassionati di cibo e vino possano vivere un’atmosfera accogliente e rilassante, uno spazio che all’occorrenza permette anche di finalizzare opportunità professionali” sottolinea Gabriele Proietti. Il locale ha oltre 100 coperti nello spazio esterno e 50 in quello interno. Qui è possibile finalizzare una trattativa immobiliare ma anche, semplicemente, incontrare gli amici, bere un drink e scoprire la proposta gastronomica che va dalla colazione in caffetteria fino ai cocktail serali passando per pausa pranzo e aperitivo.

Bovini da carne, da Regione Sardegna aiuti alle aziende

Bovini da carne, da Regione Sardegna aiuti alle aziendeRoma, 11 gen. (askanews) – La Regione Sardegna completa l’istruttoria per pagare il 90% delle domande di aiuto per gli allevatori dei bovini da carne. Ad un mese dalla presentazione delle istanze, infatti, l’esecutivo regionale attraverso l’agenzia Laore ha messo in pagamento oltre 2.800 richieste di sostegno da parte degli allevatori per circa 6,6 milioni di euro. Lo rende noto Coldiretti Sardegna spiegando che questi aiuti si sommano alle ultime novità legate alle azioni di contrasto alla lingua blu, che hanno portato a un allentamento delle restrizioni sulle movimentazioni, in particolare nelle zone dove insistono la maggior parte delle aziende bovine dell’isola.

“Questo risultato dimostra che si possono mettere in pagamento, in tempi brevi, le domande presentate dalle nostre aziende sui bandi regionali – commentano in una nota il presidente e il direttore di Coldiretti Sardegna, Battista Cualbu e Luca Saba – accorciare i tempi di definizione e presentazione dei bandi, così come quelli di erogazione dei fondi stanziati per gli aiuti, permette alle nostre aziende di poter portare avanti le loro attività”. Il pagamento delle oltre 2.800 domande riguarda gli aiuti finalizzati al sostegno delle aziende che avevano subito pesanti perdite di reddito a seguito della guerra Russia-Ucraina. I beneficiari sono le piccole medie imprese che al 31 dicembre 2021 allevavano oltre 15 capi bovini (tutte le categorie incluse) e che sono tutt’ora in attività e non abbiano già usufruito degli aiuti per i bovini da latte.

Confagri Toscana: vicini a protesta agricoltori tedeschi

Confagri Toscana: vicini a protesta agricoltori tedeschiRoma, 11 gen. (askanews) – “Confagricoltura Toscana esprime vicinanza ai lavoratori agricoli tedeschi che dal mese di dicembre stanno organizzando una serie di scioperi per protestare contro i tagli alle agevolazioni per il gasolio agricolo decisi dal governo. In Italia e in Europa fare l’agricoltore ormai equivale ad una corsa ad ostacoli”. A dirlo è Marco Neri, presidente di Confagricoltura Toscana, dopo gli ultimi scioperi degli agricoltori tedeschi.

“Anche in Toscana – dice Neri – il settore è da tempo in grande sofferenza: sono aumentati i costi delle materie prime e dell’energia, la burocrazia che ci attanaglia non è diminuita. A pagarne le conseguenze sono prima di tutto gli agricoltori ma anche i comuni cittadini, che vedono crescere il prezzo del prodotto agricolo”. “L’agricoltura è un pilastro dell’economia mondiale e dovrebbe essere protetta e sostenuta per garantire la sua produttività – ha concluso Neri – purtroppo negli ultimi anni ha subito una riduzione degli aiuti dello Stato, mentre i prezzi continuano a lievitare”.