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Cia-Turismo verde: agriturismi +2% in 2022, serve legge nazionale

Cia-Turismo verde: agriturismi +2% in 2022, serve legge nazionaleRoma, 11 gen. (askanews) – Da Bruxelles alle aree interne d’Italia servono politiche, strumenti e risorse che consentano davvero di mettere a terra interventi concreti e mirati a valorizzare il ruolo chiave degli agriturismi in ambito sociale, ambientale ed economico, soprattutto nelle zone rurali del Paese. Così Cia-Agricoltori Italiani e Turismo Verde, la sua associazione per la promozione agrituristica che ieri, a Roma, si è riunita in Assemblea nazionale.

Per Cia e Turismo Verde, è necessario che l’Europa in primis, con la nuova programmazione 2023-2027, e poi, a livello nazionale, governo e regioni credano di più negli agriturismi, tanto più vista la crescita costante del settore con ora all’attivo 25.849 aziende, quasi il 2% in più rispetto al 2021, e il valore della produzione salito a 1,5 miliardi di euro in un anno. Nel metodo come nelle risorse, però, la Pac secondo Cia e Turismo Verde presenta ancora limiti evidenti per il comparto, frenato da troppa burocrazia e poca chiarezza. Servono incentivi Ue agli investimenti, sottolineano Cia e Turismo Verde: quelle risorse adeguate a rafforzare l’offerta agrituristica nella programmazione di sviluppo rurale e avviando progetti integrati alla promozione locale. In particolare, occorre portare all’80% gli aiuti del Psr che per gli agriturismi sono fermi al 50% in conto capitale. Strategica la misura per la diversificazione, cui vanno 286 milioni del Piano Strategico della Pac, ma non sufficiente nello stanziamento a incoraggiare le aziende agricole all’attività turistico-ricreativa.

Infine, anche per gli agriturismi, c’è un Pnrr su cui insistere. Il 2024 “Anno delle radici italiane” vede l’Organizzazione coinvolta nel progetto correlato di promozione turistica, rivolto ai discendenti di persone emigrate. L’iniziativa trova nelle strutture agrituristiche delle aree interne, il contesto ideale per riscoprire i luoghi d’origine, tra storia e tradizioni che la cucina contadina regionale esalta.

Uncai a Regioni: bene apertura bandi meccanizzazione agricola

Uncai a Regioni: bene apertura bandi meccanizzazione agricolaRoma, 11 gen. (askanews) – Fra pochi giorni si apriranno i bandi regionali che, nell’ambito del Pnrr, metteranno a disposizione delle aziende agricole e agromeccaniche contributi a fondo perduto per l’ammodernamento del parco macchine e attrezzature, con l’obiettivo di diffondere le migliori tecnologie disponibili. Il presidente Uncai Aproniano Tassinari, sottolinea in una nota la propria soddisfazione per il fatto che i bandi siano stati struttura dagli assessori all’agricoltura di tutta Italia riservando in alcuni casi una parte dell’importo specificatamente alle imprese agromeccaniche. Uncai è l’Unione Nazionale Contoterzisti Agromeccanici e Industriali e rappresenta solo chi svolge l’attività agromeccanica in forma autonoma e professionale. È presente in Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Umbria, Toscana, Lazio, Campania, Puglia e Basilicata.

“Questi bandi non solo incentivano l’efficienza operativa dei contoterzisti, ma promuovono anche lo sviluppo del comparto agromeccanico. Da sempre il peso e la responsabilità dell’ammodernamento in agricoltura è sulle spalle dei contoterzisti: finalmente arrivano misure che li vedono tra i principali beneficiari”, spiega in una nota. I bandi di meccanizzazione hanno l’obiettivo di potenziare la dotazione tecnologica in particolare dei contoterzisti, consentendo loro di fornire servizi sempre più qualificati e tempestivi agli agricoltori. “Si va dagli 1,6 milioni di euro destinati alla Valle d’Aosta ai 47,6 per la Puglia, per un totale di 400 milioni ripartiti fra tutte le regioni. Queste risorse contribuiscono all’acquisto di attrezzature all’avanguardia, promuovendo l’innovazione e migliorando l’efficienza delle operazioni sul campo”.

La concessione di aiuti è pari al 65 % dell’importo dei costi di investimento ammissibili, e nel caso di giovani agricoltori arriva all’80%. “La spesa massima ammissibile di 35mila euro per le attrezzature e di 70mila per trattori elettrici o a biometano faciliterà la digitalizzazione dei processi e un radicale ammodernamento, in particolare delle attrezzature di precisione, fondamentali per una una maggiore e più efficiente produttività e una migliore sostenibilità ambientale”.

Fedagripesca Toscana: serve piena operatività porto di Viareggio

Fedagripesca Toscana: serve piena operatività porto di ViareggioRoma, 11 gen. (askanews) – Serve che il porto di Viareggio sia pienamente operativo e la Regione deve trovare “soluzioni concrete perché qui ci sono in ballo molti posti di lavoro, il futuro di molte famiglie”. Così Alessandra Malfatti, presidente della Cittadella della Pesca e consigliera di Confcooperative Fedagripesca Toscana, dopo la protesta dei pescatori andata in scena ieri a Viareggio. “Chiediamo alla Regione di inserire la nostra categoria tra quelle che ricevono ristori per le calamità naturali”, spiega.

“Abbiamo fatto vedere la situazione all’Autorità portuale, perché è giusto che tocchino con mano qual è il problema – ha aggiunto – C’è un problema di sicurezza, in queste condizioni il porto è inagibile. Basta pensare che stamani è uscito un rimorchiatore ed è rimasto incagliato. Viareggio ha un porto importante, centrale per la Toscana”. “Chiediamo aiuto e sostegno alla Regione confidando nell’abituale disponibilità al dialogo dell’amministrazione toscana – fa eco Andrea Bartoli, vicepresidente di Fedagripesca Toscana – per poter tornare a lavorare in sicurezza e tranquillità”.

Il 20 gennaio Cia e Unionbirrai lanciano Stati generali birra

Il 20 gennaio Cia e Unionbirrai lanciano Stati generali birraRoma, 11 gen. (askanews) – Arrivano gli Stati Generali della Birra. Sabato 20 gennaio si terrà il primo evento promosso da Cia-Agricoltori Italiani, in collaborazione con Unionbirrai, per avviare il percorso programmatico dedicato alla filiera della birra Made in Italy insieme a tutti i protagonisti. L’appuntamento è all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, in provincia di Cuneo.

Dopo i saluti introduttivi, ci sarà una tavola rotonda con i rappresentanti istituzionali e della filiera alla quale parteciperanno Vittorio Ferraris (Unionbirrai), Alfredo Pratolongo (Assobirra), Teo Musso (Consorzio Birra Italiana), Stefano Fancelli (Luppolo Made in Italy), Fabio Giangiacomi (Consorzio Italiano Produttori dell’Orzo e della Birra), Katya Carbone (CREA), Monica Ciaburro (segretaria Commissione Agricoltura). Parteciperanno anche Marco Protopapa (assessore Agricoltura Regione Piemonte), Cristiano Fini (presidente nazionale Cia) e Patrizio Giacomo La Pietra (sottosegretario Masaf). Al centro dei lavori la tassazione del prodotto birra, tema di forte attualità, le politiche agricole di supporto alla produzione delle materie prime nazionali e la crescita del movimento dei birrifici artigianali e agricoli, la nuova eccellenza del Made in Italy birrario.

Nel 2023 marca del distributore tocca 25,4 mld ma Italia ultima in Ue

Nel 2023 marca del distributore tocca 25,4 mld ma Italia ultima in UeMilano, 10 gen. (askanews) – Con un fatturato complessivo di 25,4 miliardi di euro nel 2023, i prodotti a marca del distributore, vale a dire i prodotti alimentari e non venduti con il marchio del supermercato, oggi valgono il 31,5% dell’intero giro d’affari del mercato della distribuzione moderna in Italia, compresi i discount. Parliamo di un aumento pari 332 milioni di euro nell’ultimo anno (contro i 526 del 2022) che tuttavia non è sufficiente a porci nella parte alta della classifica degli altri Paesi europei. Siamo “l’ultimo carro d’Europa” ha detto Valerio De Molli, managing partner e ceo The European House Ambrosetti, all’anteprima dei dati che verranno presentati al convegno inaugurale di Marca by BolognaFiere 2024 in programma il prossimo 16 gennaio a Bologna.

Il 2023 per tutti i canali della distribuzione moderna, inclusi per la prima volta i discount, ha segnato una riduzione dei volumi che complessivamente ha superato il miliardo di euro. In questo contesto la marca del distributore ha sostenuto i volumi della gdo con una crescita che ha riguardato soprattutto il primo prezzo (+0,6%) a fronte di un lieve decremento della fascia premium (-0,1%). “Riteniamo che la gdo stia interpretando un ruolo non solo economico ma anche sociale in modo più impegnativo che in passato – ha detto Mauro Lusetti, presidente dell’Associazione distribuzione moderna – L’anno scorso siamo riusciti a contenere gli aumenti inflattivi e per noi è stato possibile farlo anche grazie ai prodotti a marchio del distributore”. Certo, ha fatto notare Lusetti a più riprese, “le possibilità di sviluppo della marca del distributore sono enormi: nei Paesi europei le percentuali superano il 50%, il margine per crescere c’è”.

(segue)

Fipe: bene Doggy bag ma bisogna convincere consumatori

Fipe: bene Doggy bag ma bisogna convincere consumatoriRoma, 10 gen. (askanews) – Apprezzamento per un’iniziativa che accende un faro su un tema, quello della lotta contro gli sprechi alimentari, ma bisogna anche “sensibilizzare i clienti per convincerli ad abbattere le resistenze culturali, come la vergogna o l’imbarazzo”. Così FIPE-Confcommercio, la Federazione italiana Pubblici Esercizi, in merito alla proposta di legge dal titolo “Obbligatorietà della Doggy Bag”, presentata oggi presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati da Giandiego Gatta e Paolo Barelli (Forza Italia).

Lottare contro lo spreco alimentare, riconosce Fipe, è “importante per garantire la sostenibilità delle abitudini dei consumatori” e ribadisce “con fermezza che è proprio sulla capacità di responsabilizzare questi ultimi che si gioca la partita più importante”. Secondo FIPE, però, introdurre l’obbligo in capo ai ristoranti “non è la soluzione al problema dello spreco alimentare, perché la resistenza a chiedere di portarsi a casa il cibo non consumato viene proprio dai clienti, che già oggi, in realtà, possono usufruire di questa possibilità in qualsiasi ristorante del Paese”.

Per l’associazione quindi la proposta “dovrebbe includere iniziative capaci di sensibilizzare i clienti per convincerli ad abbattere le resistenze culturali, come la vergogna o l’imbarazzo, che spesso li scoraggiano dall’avanzare richieste al personale del locale. Proprio su quest’ultimo aspetto spiega Fipe – bisogna intervenire con determinazione al fine di diffondere una vera e propria cultura della sostenibilità alimentare basata sui concetti della conservazione, della rielaborazione e della valorizzazione di ogni parte del cibo, distintivi della cultura italiana”. Su questi temi la Federazione ricorda di essere impegnata attivamente da anni con iniziative concrete e progettualità condivise con numerosi soggetti. Tra queste, c’è quella del “Rimpiattino”, la versione italiana della famosa “Doggy Bag” che FIPE ha lanciato nell’ottobre 2019. Il progetto, al quale hanno aderito migliaia di ristoranti italiani, ha visto l’introduzione di uno speciale contenitore di carta riciclata, per conservare e portare a casa il cibo e le bevande non consumati a tavola.

Uila Pesca: su sicurezza no differenza tra piccola e grande pesca

Uila Pesca: su sicurezza no differenza tra piccola e grande pescaRoma, 10 gen. (askanews) – “In materia di sicurezza e protezione sociale non si può fare differenza tra piccola e grande pesca, perché tutti i lavoratori devono avere stessi diritti e tutele sociali e che occorre respingere e contrastare una visione “mediatica” che dipinge la pesca industriale come nemica della piccola pesca e, più in generale, i pescatori come predatori del mare e unici responsabili dell’impoverimento delle risorse e dell’inquinamento marino”. Lo ha detto il segretario nazionale della Uila Pesca, Fabrizio De Pascale, che è intervenuto oggi ai lavori della sesta conferenza internazionale su salute e sicurezza nell’industria della pesca (Ifish6), in corso di svolgimento alla Fao a Roma, nell’ambito della sessione dedicata alla protezione sociale nella piccola pesca.

Sul tema dello “status” giuridico della piccola pesca, la Uila Pesca ha presentato uno studio, realizzato nell’ambito del piano triennale pesca, finanziato dal Masaf. “È universalmente riconosciuto – ha spiegato De Pascale – come non esista una definizione univoca di piccola pesca, in quanto in questa categoria, a seconda delle leggi nazionali e delle convenzioni internazionali considerate, rientrano sia le canoe a remi che le imbarcazioni a motore fino a 24 metri di lunghezza, considerate come piccole barche”. “Per poter assicurare un adeguato sistema di protezione sociale a tutti i lavoratori del settore – ha concluso De Pascale – occorre partire dai contenuti della Convenzione OIL C 188 sul lavoro nella pesca e da misure innovative che possono essere decise dalle Organizzazioni regionali per la pesca, come la CGPM”.

Lollobrigida: per pericoltura 18 mln e possibili altri interventi

Lollobrigida: per pericoltura 18 mln e possibili altri interventiRoma, 10 gen. (askanews) – “Non intendiamo rinunciare alle pere, sia nel consumo sia nella produzione. L’Italia è primo produttore in Europa e terzo nel mondo ma le imprese hanno dovuto affrontare numerose criticità e noi siamo intervenuti con 10 milioni di stanziamento straordinario con decreto ministeriale del 13 novembre e altri 8 con decreto a dicembre”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, rispondendo al question time alla Camera a una interrogazione sulle misure a sostegno del settore della pericoltura.

Lollobrigida ha anche annunciato che, per il settore, potrebbero arrivare altre risorse: “il Fondo Emergenze in agricoltura e pesca, istituito con la legge di Bilancio per il 2024, che ha una dotazione complessiva di 300 milioni di euro, ci permetterà, se necessario, di effettuare ulteriori interventi di sostegno al settore della pericoltura. Con questo fondo, infatti – ha spiegato – potremmo affrontare le emergenze vecchie e nuove e quella della pera è ben presente”. Lollobrigida ha voluto precisare che tutti questi interventi devono però essere “innestati in un quadro di più ampia portata, per questo è stato istituito un tavolo ministeriale apposito. E’ necessario – ha aggiunto – promuovere la qualità del prodotto anche con iniziative specifiche di carattere fieristico e commerciale. Ad esempio, grazie alla collaborazione con il ministero degli Esteri abbiano lavorato per sbloccare le esportazioni delle pere in un mercato importante come quello cinese”.

Lollobrigida: su farine insetti garantiamo massima trasparenza

Lollobrigida: su farine insetti garantiamo massima trasparenzaRoma, 10 gen. (askanews) – Sulle farine a base di insetti “vogliamo garantire la massima trasparenza” e “abbiamo voluto garantire la possibilità degli italiani di scegliere se usare qualcosa che l’Europa ha autorizzato e che noi non dobbiamo neanche autorizzare di conseguenza”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, rispondendo al question time alla Camera a una interrogazione sulle iniziative a tutela della salute pubblica e del diritto all’informazione a seguito dell’autorizzazione da parte della Commissione europea della commercializzazione dei prodotti contenenti farine di insetti.

Il ministro ha ricordato che il Governo Meloni ha adottato 4 decreti nel marzo 2023 “e la Ue non ha potuto obiettare nulla sulla nostra volontà di garantire l’informazione per i cittadini. Le confezioni contenenti farina di insetti devono avere una etichetta chiara e ben visibile che ne indichi il contenuto, co il nome scientifico dell’insetto e la traduzione in italiano, con la quantità e con l’indicazione del paese di origine dell’insetto”. “Ancora, per evitare commistioni con altri alimenti ne prevediamo la vendita in comparti separati e segnalati con apposita cartellonistica a salvaguardia del consumatori, che deveono essere messi sempre in condizione di scegliere. Gli insetti sono presenti in altre alimentazioni ma non nella nostra – ha concluso il ministro – e non ritengo mettano in pericolo il nostro modello alimentare e per questo non intendiamo vietarli come abbiamo invece fatto con altri prodotti come la carne coltivata, che invece mettono in discussione la nostra cultura alimentare”.

Da Iridesense il sensore LiDAR che misura da remoto umidità suolo

Da Iridesense il sensore LiDAR che misura da remoto umidità suoloRoma, 10 gen. (askanews) – Arriva da Iridesense il primo sensore 3D multispettrale LiDAR (Light Detection and Ranging) in grado di analizzare la salute delle piante e i livelli di umidità del suolo da remoto in tempo reale. L’applicazione è stata presentata al Ces 2024 e contribuirà a migliorare i rendimenti delle colture e la gestione delle risorse ottimizzando l’irrigazione, il consumo di acqua e pesticidi.

Il Lidar di Iridesense è il primo sensore che funzionerà da remoto, consentendo l’utilizzo all’aperto in tutti i tipi di condizioni atmosferiche o di illuminazione. Le sue immagini 3D permetteranno inoltre di monitorare la crescita delle piante. A lungo termine, consentirà di risparmiare milioni di litri di acqua e pesticidi ogni anno negli Stati Uniti, migliorando la distribuzione dell’acqua e fornendo agli agricoltori i mezzi per monitorare e guidare le loro operazioni in modo obiettivo. In collaborazione con GeoCue, uno dei principali attori statunitensi nella mappatura Lidar 3D, Iridesense implementerà presto questa tecnologia in Brasile, dove i sensori verranno utilizzati per monitorare la salute delle piantagioni. Il dispositivo identificherà le piante morte o deboli, consentendo agli agricoltori di sostituirle il più rapidamente possibile.

Questo dispositivo potrebbe anche eliminare i metodi manuali utilizzati per misurare il contenuto di umidità di una spedizione, ad esempio una spedizione di grano o mais. Questo, di solito, comporta il prelievo di un campione del carico o della vegetazione e l’analisi della differenza di peso prima e dopo l’inserimento nel forno, per stimare la quantità di acqua persa. Gli sprechi implicati in questo metodo e la sua incapacità di generare risultati completi ne limitano la praticità.