Confcooperative lancia bando per comunicazione su latte e formaggiRoma, 18 dic. (askanews) – La Confederazione Cooperative Italiane ha indetto un bando di gara per la selezione, mediante procedura competitiva aperta, di un “Organismo di esecuzione” incaricato della realizzazione delle attività di informazione e promozione del Programma triennale “THINK MILK, TASTE EUROPE, BE SMART!” – Acronimo “CONFCOOP_MI2”, co-finanziato dalla Commissione europea in conformità al Regolamento (UE) n. 1144/2014 e destinato al mercato italiano e tedesco utilizzando come prodotti testimonial latte bovino e prodotti lattiero-caseari.
Il budget è di 1.999.412 euro per una durata di 36 mesi. Il programma è stato presentato alla Commissione europea nell’ambito dell’invito a presentare proposte Agrip – Simple 2023 programmi semplici – Sovvenzioni per azioni di informazione e di promozione riguardanti i prodotti agricoli realizzate nel mercato interno e nei paesi terzi, a norma del Regolamento (UE) n. 1144/2014 ed è stato approvato con la Decisione di esecuzione della Commissione n. C(2023)7540 del 10/11/2023. Il programma prenderà avvio nell’aprile 2024.
Altri 8 membri per l’associazione Olio di palma sostenibileRoma, 18 dic. (askanews) – Otto nuovi membri entrno nell’Unione Italiana per l’Olio di Palma Sostenibile. Dopo i primi quattro nuovi aderenti arrivati nel corso del 2023 (Roundtable on Sustainable Palm Oil RSPO, ISF Malesia, Erreppi e Opram), il consiglio direttivo dell’Unione Italiana per l’Olio di Palma Sostenibile ha accolto le domande di adesione all’Unione di Vandemoortele Italia, parte del gruppo alimentare leader in Europa nei prodotti da forno surgelati, margarine, oli e grassi da cucina; Zschimmer & Schwartz Italiana, parte del gruppo omonimo tedesco, è un fornitore leader di ausiliari chimici su misura per diversi settori; IMCD Italia, parte del gruppo IMCD, leader globale di mercato nella vendita, marketing e distribuzione di specialità chimiche ed ingredienti per diversi settori industriali e ICEA (Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale), un consorzio no profit fondato su valori etici condivisi, che offre servizi di certificazione, di ricerca e sviluppo e di divulgazione culturale per le aziende che intendono intraprendere percorsi di sviluppo sostenibile.
“Chiudiamo il 2023 con una squadra ancora più forte con la quale affronteremo con ottimismo le sfide dell’anno che sta per iniziare – commenta il presidente dell’Unione Italiana per l’Olio di Palma Sostenibile, Mauro Fontana – In una fase di incertezza, dettata dalle crisi geopolitiche, dalla instabilità dell’economia internazionale, e dalle complesse sfide della transizione ecologica, le imprese riscoprono l’importanza delle piattaforme multistakeholder e delle partnership per obiettivi”. L’Unione ha ampliato il proprio raggio di azione non solo nell’alimentare ma anche in altri settori industriali: cosmetico, mangimistico, prodotti per la persona e per la casa, lubrificanti, prodotti per l’industria.
Oggi quello di palma è l’olio vegetale più prodotto al mondo (37% del totale), seguono quelli di soia (circa 28%), colza (circa 12%), girasole (10%) (Faostat – 2023). “L’obiettivo è arrivare ad utilizzare in Italia esclusivamente di olio di palma certificato sostenibile, non solo nel food, dove abbiamo già superato la quota del 95%, ma in tutti i settori d’impiego”, conferma Fontana. “L’implementazione del regolamento sui prodotti a zero deforestazione (EUDR) sarà la vera grande sfida del 2024. Siamo pronti a confrontarci e collaborare con l’Autorità Competente, sperando che venga al più presto designata dal Governo italiano, per supportare le imprese nell’applicazione del nuovo regolamento”.
Barilla: studenti a scuola d’impresa nell’archivio storicoMilano, 18 dic. (askanews) – Barilla aderisce al progetto “A scuola d’impresa”, l’iniziativa nata dalla collaborazione con MuseImpresa e l’Università Liuc di Castellanza, nel Varesotto per creare un ponte tra le nuove generazioni e marchi e prodotti storici della produzione industriale italiana. In virtù di questa collaborazione, il gruppo alimentare lancia “Dalla storia al futuro – proposte per il museo virtuale dell’Archivio storico Barilla”, che, a partire dal 2024, porterà gli studenti delle scuole secondarie nel cuore della storia del gruppo, l’archivio presso la sede centrale di Parma.
Gli studenti faranno un percorso di formazione che avrà come obiettivo creare e popolare un vero e proprio museo virtuale sulla storia della comunicazione di Barilla accessibile in digitale sul sito dell’archivio storico. L’iniziativa è rivolta a tutti gli studenti del triennio delle scuole secondarie di II grado e si svilupperà in più fasi: in un primo momento i ragazzi visiteranno il quartier generale di Barilla e saranno coinvolti in attività di studio dei documenti presenti presso l’archivio storico e nella presentazione, attraverso il lavoro a gruppi, di proposte creative. Successivamente progetteranno l’allestimento di un museo virtuale con una selezione dell’ampio materiale presente in archivio. “A scuola d’impresa” è un progetto ideato da Museimpresa, l’associazione italiana archivi e musei d’impresa, che riunisce oltre 130 musei e archivi di grandi, medie e piccole imprese italiane, all’interno del percorso per l’orientamento e dei percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento), con l’obiettivo sia di diffondere una conoscenza di base sulla storia dell’impresa italiana e dei suoi valori, sia di avvicinare i ragazzi ai musei e agli archivi d’impresa del Paese
L’archivio storico Barilla nasce nel 1987 per volontà di Pietro Barilla con il compito di raccogliere, conservare e valorizzare il materiale storico relativo alla lunga vita dell’azienda e dei marchi di proprietà del gruppo alimentare di Parma. Sul sito dell’archivio storico sono stati digitalizzati oltre 35.000 oggetti, foto, video e pubblicità che ripercorrono la storia, l’attività economica, la strategia comunicativa e pubblicitaria dei marchi come Barilla, Mulino Bianco, Pavesi, Pan di Stelle e Voiello.
Lollobrigida: Dop economy? Investire in qualità obiettivo GovernoRoma, 18 dic. (askanews) – “Cresce la Dop economy e questo è un bene anche per chi acquista prodotti di qualità che devono essere raccontati nella loro specificità anche territoriale, che crea anche turismo. Investire nella qualità è l’obiettivo di questo Governo e di tanti imprenditori italiani che ne capiscono il valore aggiunto”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura e Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida, intervenendo a margine della presentazione del XXI Rapporto Isema Qualivita in corso a Roma.
“Il Governo ha investito tante risorse sull’innovazione – ha ricordato Lollobrigida – sia con fondi nazionali sia del Pnrr – raddoppiando le disponibilità del mondo agricolo per le filiere produttive di qualità”. Lollobrigida ha poi confermato che quella del vino “è una filiera che può crescere molto in termini orizzontali. Sono tre le regioni che hanno in particolare in termini assoluti il maggior mercato e sono Veneto, Toscana e Piemonte. Quello che si può fare – ha detto – è mettere anche le altre regioni in condizione di seguire questo esempio e lì c’è un fattore di crescita rilevante”.
Ma la Dop economy italiana non è solo vino, è anche “olio, formaggio: i dati che abbiamo sull’export di prodotti di qualità ci danno grandi soddisfazioni. Ad esempio – ha ricordato il ministro – il formaggio cresce dell’11% in Francia, che non è il territorio più facile da conquistare. Ancora, abbiamo l’olio di oliva dove qualitativamene abbiamo una disponbilità di cultivar eccezionale e entrare in un mercato di alto livello permette di avere una rediività maggiore e una competitivià più elevata in termini di valore”, ha concluso.
Lollobrigiga: con ambasciatori nuove azioni su italian soundingRoma, 18 dic. (askanews) – “Oggi alla riunione degli ambasciatori italiani alla Farnesina chiederò di attivare ancora meglio azioni per spiegare ai governi delle altre nazioni che sì, noi difendiamo la denominazione dei prodotti e l’indicazione dell’italianità nel nome delle nostre imprese, ma che loro lo devono fare nel nome dei loro cittadini”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura e Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida, intervenendo a margine della presentazione del XXI Rapporto Isema-Qualivita in corso a Roma.
Il ministro ha sottolineato che i cittadini stranieri devono essere tutelati dall’italian sounding, perché “comprano cose pensando che corrispondano alle produzioni italiane e invece no. I governi devono attivare dei processi normativi che garantiscano la riconoscibilità dei prodotti. Quando c’è trasparenza il prodotto italiano si conquista spazi di mercato e così si spiega anche perché ha un costo maggiore rispetto ai prodotti a italian sounding”, ha concluso Lollobrigida.
Da R. Toscana 6 mln per promuovere prodotti toscani di qualitàRoma, 18 dic. (askanews) – Contribuire a migliorare la posizione degli agricoltori nella catena di valore, promuovere le politiche dell’Unione europea in materia di alimentazione e salute, affrontando temi come la produzione sostenibile di alimenti sani, la riduzione degli sprechi alimentari, il miglioramento del benessere degli animali, comunicando le caratteristiche dei prodotti di qualità alimentare, con i relativi aspetti nutrizionali, l’etichettatura, la rintracciabilità e i metodi di produzione a basso impatto ambientale. Sono gli obiettivi del bando attuativo dell’intervento “Promozione dei prodotti di qualità”, che può contare su una dotazione complessiva di 6 milioni di euro.
“Con questa iniziativa – dice la vicepresidente e assessora all’agroalimentare Stefania Saccardi – sosteniamo i produttori e i loro Consorzi per far conoscere ancora meglio le eccellenze toscane. I produttori potranno attivare iniziative di informazione sulla qualità e sui processi produttivi, ma anche sulle proprietà nutrizionali e il legame con il territorio dove queste eccellenze nascono, rivolgendosi ai consumatori, addetti ai lavori, con azioni mirate per sostenere la commercializzazione dei prodotti sui mercati e nella ristorazione e favorire nei consumatori la conoscenza dei disciplinari e delle regole di produzione. I partecipanti potranno inoltre presentare progetti per iniziative a carattere pubblicitario, commissionare indagini di mercato e organizzare o partecipare a manifestazioni, fiere, eventi ed esposizioni. Anche questa azione sarà utile per promuovere il meglio del Made in Tuscany, e aprire sempre nuove opportunità alla diffusione delle nostre eccellenze”.
L’importo minimo del contributo pubblico richiesto/concesso, per singola domanda di aiuto, è pari a 21.000 euro. L’importo del contributo massimo concedibile per singola domanda d’aiuto è pari a 420.000 euro. Nel caso in cui i beneficiari siano Aggregazione di Consorzi, il contributo massimo concedibile è pari a 630.000 euro. L’intensità del sostegno è a fondo perduto pari al 70% dei costi ammessi.
Eataly atterra all’aeroporto di Bergamo: ristorante da 180 posti e mercatoMilano, 15 dic. (askanews) – Eataly ha aperto un ristorante di 750 metri quadri e oltre 180 coperti all’interno dell’area imbarchi dell’aeroporto di Milano Bergamo, che nel 2023 ha superato i 15 milioni di passeggeri facendone il terzo scalo in Italia.
Eataly Bergamo Orio al Serio è posizionato tra i gate A14 e A15 e rappresenta l’opportunità di una sosta gastronomica di alta qualità per chi si trova nel terminal in attesa di imbarco. La formula prevede un mix di ristorante e mercato e consente sia la sosta per mangiare, sia di acquistare alcuni dei prodotti più tipici del nostro Made in Italy da portare nel mondo per replicare le autentiche esperienze di gusto italiane. “Siamo felici di aprire Eataly in un luogo in cui avremo l’opportunità di confrontarci con viaggiatori italiani e stranieri offrendo loro una selezione di piatti italiani realizzati con ingredienti di qualità e cucinati in modo semplice – spiega Simone Tosato, global head of franchising di Eataly – Il desiderio di cibo italiano è in costante crescita e per questo lavoriamo continuamente alla nostra offerta per renderla sempre più attenta alle esigenze dei clienti che scelgono Eataly durante il viaggio”. “La partnership con Eataly segna una tappa di prestigio nel percorso di promozione dei prodotti e della enogastronomia di eccellenza intrapreso nelle fasi di progressivo ampliamento dell’aerostazione – ha aggiunto Matteo Baù, direttore commerciale non aviation di Sacbo – Siamo onorati di ospitare un brand noto a livello globale”.
Il ristorante spazia da una offerta di snack, come la pizza alla pala, al corner dedicato al dolce e alla caffetteria. La cucina ha un menu che include i piatti iconici di Eataly ma anche piatti ispirati alla stagione in corso mentre la carta dei vini e dei cocktail è pensato per aperitivi e momenti relax. La sfida di offrire ai viaggiatori un servizio di ristorazione curato e di qualità, pur nel poco tempo di cui si dispone normalmente quando si viaggia, prosegue con Autogrill dopo l’area di servizio di Secchia Ovest, e gli Eataly al Terminal 1 e 3 dello scalo romano di Fiumicino.
Balocco: non condividiamo decisione Antitrust, agiremo in sedi opportuneMilano, 15 dic. (askanews) – Balocco “ritiene di non condividere la decisione” dell’Antitrust a proposito dell’iniziativa commerciale con Chiara Ferragni “e si riserva pertanto di agire nelle sedi opportune per tutelare i propri diritti”.
All’azienda piemontese è stata comminata da parte dell’Antitrust una sanzione da 420 mila euro (e una da oltre 1 milione alle società riconducibili a Chiara Ferragni) per pratica commerciale scorretta, a proposito della campagna natalizia sui pandori in collaborazione con la nota influencer. Balocco, che in una nota ribadisce operare da sempre “secondo principi di correttezza e trasparenza”, spiega che “ha appreso il contenuto del provvedimento emesso dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato e prende atto della sanzione comminata, nonostante gli impegni profusi per fornire tutti gli elementi necessari per una corretta ricostruzione del caso”.
Pastificio Rana preparerà pasti per astronuati della missione spaziale Ax-3Milano, 14 dic. (askanews) – Pastificio Rana è parte attiva del progetto “Italian food in Space” al fianco del ministero dell’Agricoltura e con la collaborazione dell’Aeronautica militare, per sostenere la candidatura della cucina italiana a Patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco. Il gruppo alimentare veronese preparerà i pasti per la crew della missione spaziale Ax-3, proveniente da Italia, Spagna, Svezia e Turchia, durante il suo periodo di ritiro, fase strategica di preparazione prevista prima del lancio. Attraverso la stretta collaborazione con Rana, infatti, gli astronauti della missione potranno gustare alcune ricette della cucina italiana.
Il progetto, presentato a Washington in occasione della Giornata nazionale dello Spazio, rientra nelle attività relative alla partecipazione italiana alla missione Ax-3 di Axiom Space. Previsto per gennaio 2024, il lancio della navicella SpaceX Crew Dragon porterà il colonnello dell’Aeronautica militare, Walter Villadei, sulla Stazione spaziale internazionale, insieme a un equipaggio composto da altri tre astronauti. Il Pastificio Rana ha accolto l’importante sfida e ha così unito, nel proprio hub di ricerca e sviluppo “Casa innovazione Rana”, da una parte il know-how dei propri ricercatori e tecnologi alimentari e dall’altra l’esperienza del Ristorante famiglia Rana, insignito nel 2022 di una stella Michelin. È nato così un menù che rappresenta la perfetta sintesi di queste due anime aziendali strettamente interconnesse.
La sfida è stata quella di dare vita a uno specifico piano alimentare che fosse nutrizionalmente bilanciato e allo stesso tempo gourmet, con ingredienti provenienti da tutta Italia. Gli chef Rana avranno il compito di cucinare questi piatti quotidianamente, per tutta la durata della fase di preparazione degli astronauti e della crew tecnica. Queste settimane che precedono il lancio sono fondamentali per il successo della missione, in quanto l’equipaggio raggiunge l’apice della preparazione fisica e psicologica, rispetto a cui il cibo è un elemento fondamentale. “Siamo entusiasti di aver preso parte al progetto ‘Italian food in Space’, che ci permette di continuare la nostra missione di diffondere con grande orgoglio l’eccellenza e l’esperienza gastronomica italiana nel mondo e non solo – commenta Giovanni Rana Jr., innovation manager del Gruppo Rana – Questo obiettivo, insieme alla nostra naturale propulsione verso l’innovazione, è da sempre nel nostro Dna. La cucina italiana rappresenta la storia e l’identità del nostro Paese e crediamo che per valorizzarla e promuoverla in modo ancora più efficace sia fondamentale la collaborazione virtuosa tra pubblico e privato. Per questo abbiamo deciso di essere a fianco delle istituzioni italiane in questo progetto, supportando questo traguardo storico in cui l’Italia svolge un ruolo chiave”.
Polenghi food: da 535 milioni di limoni spremuti 100 mln di fatturatoMilano, 14 dic. (askanews) – Crescita del fatturato in tre anni del 25% (2021-2023) per un giro d’affari che nel 2023 supera i 100 milioni di euro a fronte di 535 milioni di limoni spremuti. Sono i risultati di Polenghi, family company italiana specializzata nella produzione di succo di limone di alta qualità, che deve molto del suo successo ai mercati esteri, 70 Paesi, da cui arriva l’80% del fatturato.
Il limone, tra gli agrumi più esportati in Italia (29%), piace sempre di più al mercato internazionale. L’azienda lodigiana, nata nel 1976 da una intuizione del fondatore Giancarlo Polenghi, ha registrato, infatti, nel 2022 un boom di vendite di succo di limone all’estero: primo in classifica gli Stati Uniti per un valore di oltre 10 milioni di euro, seguito da Francia, Paesi Bassi e Germania. Un prodotto sempre più apprezzato anche in nuovi mercati come la Polonia e l’Asia con la Corea del Sud e il Giappone. “Siamo molto orgogliosi dei risultati raggiunti, che confermano anche lo stato di salute dell’azienda: nell’ultimo triennio (2021-23) abbiamo assistito a una crescita nel valore del fatturato (+25%) e per il 2024 stimiamo un trend di crescita positivo – afferma Filippo Scandellari, amministratore delegato di Polenghi Food – La nostra azienda nasce proprio dalla passione del founder Giancarlo Polenghi per il succo di limone, passione che vanta oltre 40 anni di presenza sul mercato”.
Dietro la crescita economica ci sono anche investimenti sostenibili. Polenghi, capogruppo del gruppo internazionale Polenghi group, ha scelto di tutelare l’ambiente attraverso un primo step, installando nel 2008 nei suoi impianti pannelli solari e riducendo così le emissioni di CO2. Inoltre, gli stabilimenti di produzione e le linee produttive sono disegnati e sviluppati in house: questo consente la possibilità di soffiare in maniera autonoma le proprie bottiglie e realizzarle così con il 10%, 30% e anche 100% materiale riciclato. Non solo. Esempio della volonta di quest azienda di sviluppare una filiera etica è il succo di limone biologico del Fondo Spinagallo. Il prodotto nasce da un accordo tra l’azienda Polenghi (imbottigliatore), Campisi (coltivatore) e Simone Gatto (spremitore) ed è spremuto in esclusiva dai limoni del Fondo Spinagallo a Siracusa, in Sicilia, in un appezzamento di terreno dove, spiega l’azienda, “l’incontro dei venti del mare e quelli vulcanici crea il microclima perfetto per la coltivazione del Femminello Siracusano, una delle varietà di limoni più pregiate al mondo. I limoni del Fondo Spinagallo dunque sono spremuti solo per il succo Polenghi. Tutta l’agricoltura nel Fondo Spinagallo è biologica, i limoni sono autoctoni e spremuti mediante ‘le birillatrici’, antichi strumenti siciliani che spremono il succo solo dall’endocarpo e non dalla scorza, proteggendone la struttura originale”.
La coltivazione è affidata alla Campisi Italia, che da oltre quattro generazioni tramanda una scuola di potatura artigianale, custodendo tutti i segreti della raccolta a mano del frutto.