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Assicurazioni, sanità, petcare, viaggi: Conad punta su servizi per crescere

Assicurazioni, sanità, petcare, viaggi: Conad punta su servizi per crescereMilano, 19 dic. (askanews) – Nel 2024 Conad prospetta una crescita per la sua insegna intorno al 5%. “Cresceremo più dell’inflazione intorno al 4-5%. Questa crescita è data da 3-3,5% di inflazione e 1-1,5% sarà dovuto a sviluppo” ha detto il direttore generale, Francesco Avanzini, in occasione della conferenza stampa di fine anno durante la quale insieme al presidente Mauro Lusetti, ha tracciato un quadro dello sviluppo futuro dell’insegna che ha chiuso il 2022 con un fatturato complessivo di circa 20,2 miliardi di euro, in crescita del 9,1% sul 2022 confermando la leadership del mercato con una quota del 15%. E il futuro ruota non solo “intorno alle scatolette” ma anche a tutta una serie di servizi nell’ambito dell’ecosistema digitale HeyConad, che, accanto alla spesa online comprendono assicurazioni, sanità, petcare, turismo e mobilità.

“Abbiamo 12 milioni di famiglie, 9 milioni di carte e 6,5 milioni di carte attive, vuol dire che il cliente ci autorizza a leggere quei dati e a integrare dei servizi. Partiremo da queste 6,5 milioni di carte attive che sono un grande patrimonio perchè vorremmo che i nostri clienti oltre a continuare a comprare i prodotti nei nostri supermercati vedessero in Conad un attore sociale, che non è solo scatolette”, ha spiegato. Il primo accordo di cui ha parlato il direttore generale è quello con Bianalisi, “azienda leader nella sanità ambulatoriale, con 60 laboratori regionali che fanno analisi, medicina di base, prelievi, visite dermatologiche perchè i clienti oltre a mangiare hanno bisogno di altri servizi. Nel 2024 partiremo con 70 postazioni e copriremo le 12 regioni in cui Bianalisi opera per offrire un network sulla salute”. Ma nel corso del prossimo anno Conad debutterà anche nel mondo assicurativo: “Stiamo chiudendo un accordo con una primaria azienda globale di assicurazioni con cui forniremo ai nostri clienti prodotti assicurativi su infortuni, tempo libero, casa prodotti che non sono fuori dal nostro mondo, rappresentato dalle famiglie. Nel prossimo mese ufficializzeremo l’accordo che partirà a giugno”, ha detto Avanzini specificando che si tratterà di una multinazionale americana. Avanzini non ha voluto, tuttavia, rivelare il nome, ma dal palco ha sottolineato la presenza in sala di Orazio Rossi, country president del gruppo assicurativo americano Chubb. “L’assicurazione sarà una derivata del comportamento d’acquisto non sarà un pushing sul consumatore – ha detto – L’italiano è già obbligato a fare quella dell’auto dove noi non entreremo”.

L’altro settore su cui è previsto un ulteriore sviluppo è il petcare “il cui fatturato nel 2023 è cresciuto del 40%”: “Siamo stati precursori 8 anni fa, oggi posso annunciare un accordo che firmeremo a gennaio col primo operatore di cliniche veterinarie in Italia che opererà nei nostri store”. Si conferma poi l’impegno nei servizi mobilità con la partnership con EnelX e 300 stazioni di ricariche elettriche e prosegue quello nel settore viaggi grazie alla partnership strategica con Welcome Travel per un tipo di offerta turistica “molto correlata col Dna di Conad, vacanze italiane, nei weekend per conoscere il territorio”. Nel tratteggiare questi scenari futuri la parola chiave ripertuta da Avanzini a più riprese è stata efficienza: “L’efficienza tornerà a essere la base di tutto, l’Italia è un Paese poco efficiente, alcuni limiti sono strutturali altri culturali” ha detto aggiungendo dopo che “Il retail moderno in Europa occidentale, in Paesi come il nostro avrà una quota di servizi che sarà più alta di quella di oggi perchè dovrà portare marginalità alla distribuzione. L’alternativa è avere modelli di iperefficienza”. E parlando di numeri per il 2024 ha detto “i primi sei mesi saranno negativi perchè a livello di prezzi avremo dati di qualche decimale inferiore rispetto ai primi mesi del 2022. La prima parte dell’anno sarà più difficile a livello di fatturato poi andrà meglio”.

In questo contesto di sviluppo “quello delle competenze resta è un tema difficilissimo. Noi facciamo fatica a trovare ingegneri gestionali, a trovare laureati ed esperti nel digitale. Bisogna avere gente che capisca di dati, facciamo fatica ad attrarre gente, dicendo loro che si lavora sabato e domenica, giorno e notte”.

Vino, soci Caviro approvano bilancio: fatturato consolidato 423 mln

Vino, soci Caviro approvano bilancio: fatturato consolidato 423 mlnMilano, 19 dic. (askanews) – L’assemblea dei soci del Gruppo Caviro, riunitasi il 18 dicembre a Faenza (Ravenna) ha approvato il bilancio d’esercizio chiuso al 31 agosto 2023. Caviro, primo in Italia per quota di mercato nel settore vino, ha chiuso il 2022-2023 con un fatturato consolidato di 423 milioni di euro, “in lieve crescita rispetto all’anno precedente e con indici finanziari stabili: Ebitda a 33,2 milioni di euro, PFN a 74,3 milioni di euro”. Lo ha riferito la stessa cooperativa vitivinicola, la più in grande del nostro Paese, spiegando che durante la stessa assemblea è stato rinnovato il Cda con l’ingresso di quattro nuovi consiglieri (Giuseppe Alfino, Alberto Guerra, Alessandro Neri e Roberto Savini) e la riconferma alla presidenza di Carlo Dalmonte, dal 2012 ai vertici del Gruppo.

“Nonostante gli eventi straordinari vissuti nell’ultimo anno – ha affermato Dalmonte – mi riferisco all’incendio che ha coinvolto il sito di Faenza e alla grave alluvione che ha colpito il territorio, il Gruppo ha raggiunto risultati positivi e confermato la propria solidità”. I risultati dell’anno fiscale 2022-2023 sono stati trainati dal buon andamento di Caviro Extra, la società con sede a Faenza “che concretizza l’economia circolare del Gruppo”, e dall’export che rappresenta 143 milioni di euro di fatturato (+16% sull’anno precedente), dei quali oltre 103 milioni provenienti dal settore vino. La crescita delle esportazioni è stata guidata soprattutto dagli effetti registrati sul mercato UK.

“Servono fiducia e determinazione per affrontare un contesto nazionale molto complesso, legato a fattori di mercato esogeni quali inflazione, calo dei consumi e produzione ridotta con punte di oltre il 50% in alcune regioni della nostra filiera” ha aggiunto Dalmonte, spiegando che “la prospettiva sarà ancora più complessa con effetti riverberati sul nuovo esercizio, ma il Gruppo è impegnato ad affrontare le sfide che l’anno ci ha presentato mettendo come sempre al primo posto la valorizzazione del lavoro dei propri soci. Il riassetto organizzativo – ha evidenziato il presidente – segna il cambio di passo e l’inizio di un nuovo capitolo con una nuova direzione e tutto il management impegnato a contrastare gli effetti di un trend negativo”. Il riferimento è alla nuova direzione generale, pienamente operativa dal 1 settembre 2023, affidata a Fabio Baldazzi, Giampaolo Bassetti e Valentino Tonini. “L’approccio del Gruppo al 2024 sarà di massima prudenza – ha concluso Dalmonte – e con un focus sul contenimento dei costi e sulla massima valorizzazione dei prodotti di tutte le unità produttive, anche in termini di prezzo di vendita, sul mercato”.

Imballaggi, Mascarino: preoccupa Consiglio Ue, a rischio settore da 180 mld

Imballaggi, Mascarino: preoccupa Consiglio Ue, a rischio settore da 180 mldMilano, 19 dic. (askanews) – “La scelta adottata dal Consiglio Europeo nella giornata di ieri sul PPWR è sconcertante, grave e certamente molto preoccupante perché ribalta le decisioni prese a maggioranza dal Parlamento UE riproponendo uno schema superato e antiscientifico che apre un pericoloso crinale per l’industria del food italiano che vale 180 miliardi di euro di fatturato e 50 nell’export”. Lo dichiara in una nota il presidente di Federalimentare, Paolo Mascarino.

“Il documento approvato in Consiglio – aggiunge – ripropone il vecchio schema fatto di divieti e proibizioni verso gli imballaggi monouso per gli alimenti, disconoscendo di fatto una letteratura scientifica trentennale che dimostra come il riuso del packaging alimentare, rispetto al monouso, produca un incremento di emissioni di CO2 superiore andando a peggiorare tutti i parametri ambientali”. “In più – prosegue Mascarino – il Consiglio UE ha cancellato l’esenzione dal riuso per quei Paesi, Italia in testa, che abbiano almeno l’85% di raccolta, principio invece che il Parlamento europeo aveva sostenuto e che aveva di fatto tutelato l’Italia e i suoi comparti produttivi senza smantellarne il sistema produttivo costruito negli anni”. “Bisogna constatare – prosegue il presidente di Federalimentare – che in questa decisione, che comunque nel prossimo Trilogo potrà essere superata, sta prevalendo una impostazione ideologica molto dannosa per le industrie produttive, per l’occupazione, per le filiere ma soprattutto per l’ambiente e per l’economia circolare nella quale l’Italia eccelle”. “La posizione contraria dell’Italia è assolutamente condivisibile e auspico che le nostre istituzioni rappresentate in Europa dal ministro Pichetto Fratin, dal ministro Lollobrigida e dal ministro Tajani continuino nella battaglia sacrosanta per affermare i principi scientifici della nostra posizione, creando alleanze solide che possano confermare le nostre motivazioni”, conclude Mascarino.

Ferrero commerciale Italia: fatturato 2023 sale a 1,7 mld, utile a 53,2 mln

Ferrero commerciale Italia: fatturato 2023 sale a 1,7 mld, utile a 53,2 mlnMilano, 19 dic. (askanews) – Ferrero Spa, la holding delle attività italiane del gruppo dolciario di Alba, ha chiuso l’esercizio al 31 agosto 2023 con un utile di 139,6 milioni di euro in calo del 13% circa rispetto ai 160,5 milioni di euro di agosto 2022. Tale risultato è determinato da un sensibile incremento dei ricavi netti, pari a 222,2 milioni di euro, in aumento di 23,9 milioni di euro rispetto all’esercizio precedente (198,3 milioni di euro al 31 agosto 2022), mentre il risultato della gestione finanziaria è stato influenzato negativamente per effetto dell’andamento dei cambi e della crescita dei tassi di interesse.

Per quanto riguarda le quattro società controllate in Italia, Ferrero commerciale, attiva nell’ambito della distribuzione e della vendita di prodotti dolciari e affini sul mercato italiano, nonché della gestione delle attività di marketing, ricerche di mercato e assistenza clienti, ha registrato una crescita delle vendite sul mercato nazionale del 6,7% a valore, con un fatturato al 31 agosto 2023 di 1,7566 miliardi di euro contro gli 1,6465 miliardi di un anno prima e un utile di esercizio di 53,2 milioni di euro contro i 32,6 al 31 agosto 2022. La performance delle vendite (sell-out) sul mercato nazionale (distribuzione moderna, negozi tradizionali e discount) dell’insieme dei prodotti Ferrero è stata caratterizzata da crescita a valore mentre si è registrata una stabilità a volume. Decisivo anche quest’anno il contributo del segmento chocolate confectionary e particolarmente positivi i momenti commerciali legati ad occasioni e ricorrenze (dall’Avvento, alla Befana, alla Pasqua), ma anche l’andamento di Nutella e delle merendine. Importante anche il contributo di Estathè e dei gelati, che crescono notevolmente rispetto al mercato grazie alle performance di Kinder Chocolate Ice Cream.

Ferrero industriale Italia, attiva nella lavorazione e trasformazione di materie prime in prodotti finiti nonché nella gestione dei rapporti con i terzisti e dei controlli inerenti la qualità attraverso i quattro stabilimenti di Alba, Pozzuolo Martesana, Balvano e Sant’Angelo dei Lombardi ha realizzato un fatturato al 31 agosto 2023 pari a 805,7 milioni di euro (+7,7% dai 748,3 milioni di euro al 31 agosto 2022) e un utile di 56,5 milioni di euro (in contrazione rispetto ai 67,3 milioni di euro al 31 agosto 2022). In materia di investimenti produttivi, l’azienda ha confermato il proprio impegno nel contesto italiano investendo nell’esercizio tramite Ferrero Industriale Italia 142 milioni di euro in beni materiali, in continuità con l’esercizio precedente. Negli ultimi 10 anni di attività e nel solo perimetro nazionale gli investimenti industriali realizzati dal gruppo Ferrero sul territorio hanno superato 1,4 miliardi di euro.

Ferrero management services Italia, attiva nell’ambito dei servizi di natura amministrativa, di finanza e controllo, legali e di gestione del personale al 31 agosto 2023 ha realizzato un fatturato pari a 70,2 milioni di euro (+3% vs 31 agosto ’22) ed un utile dell’esercizio di 1,5 milioni di euro (in contrazione rispetto ai 3,3 milioni di euro al 31 agosto 2022). Ferrero technical services, attiva nell’ambito dello svolgimento di attività di natura tecnica ed informatica, nella fornitura di servizi di ingegneria, di sviluppo grafico del packaging, di organizzazione e coordinamento dei processi documentali e di sviluppo dei sistemi di produzione al 31 agosto 2023 ha realizzato un fatturato pari a 189,9 milioni di euro e un utile dell’esercizio di 14,1 milioni di euro, sostanzialmente in linea con lo scorso esercizio (14,2 milioni di euro al 31 agosto 2022).

Ferrero ha infine nominato il consiglio di amministrazione. Bartolomeo Salomone viene confermato presidente di Ferrero Spa e il CdA, oltre allo stesso, risulta composto da Alessandro d’Este, Gian Mauro Perrone, Bruno Ferroni, Massimo Micieli e Gian Luca Bassi.

Attenzione alta a Lecce per caso di aviaria in allevamento rurale

Attenzione alta a Lecce per caso di aviaria in allevamento ruraleRoma, 19 dic. (askanews) – Subito una cintura di sicurezza precauzionale evitando però pericolosi allarmismi che in passato hanno provocato ingiustamente pesanti danni economici alle imprese avicole con conseguenti gravi perdite occupazionali. E’ quanto afferma Coldiretti Puglia in relazione al caso riscontrato di influenza aviaria ad alta patogenicità, con 20 uccelli morti in un allevamento rurale di Lecce.

In Puglia negli allevamenti avicoli ci sono 3,9 milioni di polli da carne e 991mila galline per uova da consumo in Puglia, dove in media ogni allevamento conta 40mila galline che producono ognuna 250 uova dichiarate all’anno. “Bene l’intensificazione dei controlli e delle misure precauzionali contro la diffusione dell’aviaria – commenta in una nota il presidente di Coldiretti Lecce, Costantino Carparelli – ma occorrono misure di prevenzione urgenti per confinare il focolaio e fermare la malattia con una cintura di sicurezza utile a mettere in sicurezza oltre 236mila galline per la produzione di uova da consumo in provincia di Lecce”.

Tonitto 1939, nel 2023 fatturato cresce del 23% a 14,5 mln

Tonitto 1939, nel 2023 fatturato cresce del 23% a 14,5 mlnRoma, 19 dic. (askanews) – Una crescita di fatturato del 23% sul 2022, a quota 14,5 milioni. E’ il bilancio di Tonitto 1939, aziende ligure leader in Italia per il sorbetto e per il gelato senza zuccheri aggiunti e presente in oltre 30 Paesi nel mondo. Nonostante le difficoltà legate ai prezzi delle materie prime, ancora ben lontani dai valori di qualche anno fa, e le conseguenti criticità legate all’aumento dei costi e alla compressione degli utili, la realtà ligure, dal 2022 insignita del riconoscimento di Marchio Storico d’Interesse Nazionale, si conferma l’azienda di gelati che cresce di più in Italia, ottenendo in quattro anni una salita del 93%.

“Siamo particolarmente soddisfatti dei numeri che abbiamo fatto registrare quest’anno – afferma Alberto Piscioneri, General Manager Tonitto 1939 – la strada da poco intrapresa sembra quella più giusta che ci porterà a un’ulteriore crescita anche nel 2024, il primo anno del nuovo piano strategico aziendale quadriennale che sarà fondamentale per lo sviluppo dell’azienda”. Rispetto agli anni passati a dare un notevole impulso alla crescita è stato proprio il mercato italiano; un risultato reso possibile anche complice l’allargamento distributivo in corso e l’inserimento di numerosi nuovi prodotti, dai sorbetti ai gelati senza zuccheri aggiunti fino a quelli High Protein, in grandi marchi della GDO. Ma anche sul fronte estero Tonitto 1939 ha raccolto un buon risultato con il raggiungimento di ulteriori Paesi, come la Corea del Sud, per arrivare a quota oltre 30 Paesi nel mondo.

Sul fronte estero ora l’obiettivo è quello di provare a entrare in uno dei Paesi dove si consumano le maggior quantità di gelato durante l’anno, ovvero il Giappone. Dopo essere entrati nel 2023 in Corea del Sud, Tonitto 1939 a marzo 2024 parteciperà per la prima volta al Foodex di Tokyo, la più importante manifestazione fieristica agroalimentare del Paese. Sono inoltre diverse le novità di prodotto in programma per il 2024: su tutte il lancio di una nuova gamma di gelati Keto appositamente ideata per soddisfare le esigenze dei consumatori che seguono l’omonima dieta o che semplicemente monitorano l’apporto di carboidrati.

Aperte iscrizioni per selezione oli Evo della Toscana

Aperte iscrizioni per selezione oli Evo della ToscanaRoma, 19 dic. (askanews) – Torna la Selezione Oli Extra Vergine di Oliva della Toscana per il 2024. Promossa dalla Regione Toscana in collaborazione con la Camera di Commercio di Firenze, la sua azienda speciale PromoFirenze, e da Fondazione Sistema Toscana, la selezione è riservata ai tanti operatori che si impegnano, nella produzione di olio extravergine di oliva DOP e IGP, ottenuto in Toscana e emblema della Dieta Mediterranea.

“La selezione si propone di evidenziare la migliore produzione olearia della Toscana, per utilizzarla in attività promozionali, premiando l’impegno delle imprese olivicole e olearie – spiega la vicepresidente e assessora all’agroalimentare Stefania Saccardi – L’obbiettivo è infatti quello di stimolare le nostre imprese olivicole al continuo miglioramento della qualità del prodotto e di valorizzarle favorendo la conoscenza di questi oli in azioni promozionali economiche e di immagine”. Dalle 9 di oggi, martedì 19 dicembre, fino alle 15.30 del 19 gennaio, ma comunque fino ad un massimo di 80 campioni, sarà possibile candidare gratuitamente il proprio olio alla “Selezione Regionale degli Oli Extra Vergine di Oliva (EVO) Dop e Igp della Toscana – 2024”.

L’invito si rivolge ai produttori ad esclusione delle imprese solo imbottigliatrici. I campioni devono riferirsi a lotti di olio extravergine di oliva certificato Dop o Igp, fino ad un totale di almeno 300 chilogrammi, anche su più lotti certificati dell’attuale campagna olearia 2022/2023.

Accordo Findus-sindacati su integrativo per Cisterna Latina

Accordo Findus-sindacati su integrativo per Cisterna LatinaRoma, 19 dic. (askanews) – Campagne di prevenzione, permessi retribuiti, bonus economico: sono alcune delle iniziative che Findus, azienda leader nel settore surgelati del gruppo Nomad Foods, ha previsto nell’accordo integrativo di II Livello sottoscritto con i sindacati FAI-CISL, FLAI-CGIL, UILA-UIL ed esteso a tutti i 320 dipendenti del sito produttivo di Cisterna di Latina, che a partire da gennaio 2024 potranno beneficiarne.

Lo stabilimento di Cisterna, nel cuore dell’agropontino, è attivo dal 1964. Con 20 linee di produzione, qui viene prodotto l’83% dei volumi Findus, costituito da ben 104 diverse referenze ed oltre 70 semilavorati. Le iniziative di welfare che Findus porterà avanti nel prossimo biennio a beneficio dei dipendenti del sito pontino sono numerose: dal supporto ai genitori, ai quali vengono riconosciuti permessi retribuiti per visite pediatriche, inserimento all’asilo e per malattia dei figli da 0-14 anni, alla distribuzione gratuita di assorbenti igienici al personale femminile.

Altre novità sono la quota di iscrizione al fondo di assistenza sanitaria a carico dell’azienda per i componenti del nucleo familiare delle Lavoratrici e dei Lavoratori la possibilità di convertire il PdR detassabile in Welfare Aziendale, con integrazione dell’Azienda di un ulteriore 20% dell’importo convertito.

Grana Padano, in 2023 cresce in Italia e nell’export del 4%

Grana Padano, in 2023 cresce in Italia e nell’export del 4%Roma, 19 dic. (askanews) – Cresce del 4% il consumo di Grana Padano in Italia e del 5% all’estero. E, a fronte di indicatori economici positivi, oggi l’assemblea generale del Consorzio Tutela Grana Padano, svoltasi al Centro Fiere di Montichiari, ha definito i piani di marketing e strategico insieme a quello produttivo per il 2024.

“I dati già disponibili ci consentono di essere soddisfatti dell’andamento del mercato, confortato anche da un positivo andamento dei prezzi franco punto vendita – ha detto il presidente del Consorzio di Tutela Renato Zaghini aprendo i lavori – Ma ci dicono soprattutto che una regia attenta e un senso di responsabilità comune di tutti i produttori sono la strada obbligata da percorrere per crescere in Italia e all’estero, tenendo bene presente che dai caseifici della filiera del Grana Padano passano oltre 3,5 milioni di tonnellate di latte, destinato anche ad altre produzioni, che ne fanno il principale player italiano”. Il direttore generale del Consorzio, Stefano Berni, ha riassunto i dati, che ad ottobre vedevano una crescita dei consumi in Italia dell’1,7% e con una crescita nell’ho.re.ca. di oltre il 14% in volume e del 22% in valore. I consumi all’estero fanno invece prevedere un incremento del 5% ulteriore, anche grazie ad una forte spinta del grattugiato.

Molto positiva la conquista di nuovi mercati come Spagna e Svezia, “ma siamo molto orgogliosi – ha detto Berni – anche di aver rafforzato la costante del nostro export, la Germania, che da sola vale il 25% delle esportazioni. Il futuro invece manda segnali positivi dall’Estremo Oriente, da tutt’altra parte del mondo, dove cominciano a fruttare gli investimenti in Cina e dove troviamo tanti estimatori in Giappone, in Corea e in Vietnam”. Decisiva per ottenere questi risultati l’attività di marketing innovativa introdotta dalla strategia messa a punto dalla società di consulenza KPMG, che nel 2023 ha visto svilupparsi la stessa campagna con il claim “Grana Padano – Un’emozione italiana” in Italia e sui principali mercati esteri, con un investimento di 43,3 milioni di euro, concentrati in particolare su trade e consumer per 40,3 milioni. E l’assemblea generale ha approvato con il 98,36% dei voti il nuovo budget proposto dal CdA, che aumenterà nel 2024 l’investimento di tre milioni di euro. Su trade e consumer salirà quindi a 43,3 milioni, ventuno dei quali destinati all’estero, e portando la crescita degli investimenti a +40% in cinque anni.

Ancora, alla luce dei dati produttivi definitivi, l’assemblea ha approvato con oltre il 90% dei voti i parametri di assegnazione delle forme ad ogni caseificio, secondo le linee delineate dal consiglio d’amministrazione. Dopo aver ratificato alcune modifiche al disciplinare di produzione, i consorziati hanno preso atto che dalla prossima assemblea elettiva, prevista nell’aprile 2024, sarà introdotta la parità di genere, come disposto dall’articolo 28 dello statuto, che, nel caso in cui sia previsto un solo elenco di candidati al Consiglio di Amministrazione, impone la presenza di almeno un terzo dei candidati appartenente al genere meno rappresentato.

Lusetti: non ci sono più i “signor Conad” e noi non siamo un condominio

Lusetti: non ci sono più i “signor Conad” e noi non siamo un condominioMilano, 19 dic. (askanews) – “Spesso si legge nel mondo giornalistico che ci sono uno o più signori Conad, si legge di una organizzazione che è più vicina a una holding o ci scambiano per condomini. Non siamo né un condominio né una holding siamo un consorzio cooperativo con le sue regole. I gruppi dirigenti, hanno una responsabilità pro tempore non solo sul piano strettamente formale, ma lo sono nei fatti, e quindi non è possibile immaginare che ci siano uno o più signori Conad”. A dirlo nella consueta conferenza stampa di fine anno il presidente di Conad, Mauro Lusetti. “Ci sono e ci sono stati dei dirigenti bravi, di grande spessore, ma gli unici che possono fregiarsi del titolo di signori Conad sono i soci – ha aggiunto – che non sono pro tempore, stanno lì fintanto che lo vogliono, mentre noi siamo pro tempore, stiamo qui fintanto che loro lo vogliono”.

Lusetti, poi, rispondendo a una domanda su Francesco Pugliese, ex ad di Conad ha detto: “Penso che sia una vicenda da consderare nella normalità: per le imprese è assolutamente normale il fatto che periodicamente cambino i gruppi dirigenti. E’ stato un dirigente importantissimo, in Conad, poi la sua vicenda si è conclusa”. L’indagine ministeriale su presunti illeciti amministrativi, invece, “si è conclusa il 20 di ottobre senza rilievi”. Lusetti, da più di sei mesi alla guida dell’insegna della gdo, aveva iniziato il suo intervento, sottolineando che “questo è l’ennesimo mio esordio tenuto conto che da maggio sono presidente, un rientro che mi ha visto nel sistema cooperativo essere fin da quando avevo 20 anni in qualità di membro e dirigente”.