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Certified Origins: in 2023 produzione italiana olio oliva sotto 300mila ton

Certified Origins: in 2023 produzione italiana olio oliva sotto 300mila tonMilano, 20 dic. (askanews) – In Italia quest’anno è attesa una produzione olivicola inferiore a 300mila tonnellate, sempre sotto la media nazionale, ma comunque in crescita del 23% rispetto al raccolto dell’anno precedente. Nei primi giorni di dicembre il mercato italiano si è stabilizzato, con un prezzo di circa 8,50 euro al chilo, ma la corsa agli acquisti per fare le scorte per il resto del mese e i primi mesi del 2024 ha portato il prezzo a 9,30 euro al chilo (valori medi). È quanto rilevato dall’Osservatorio di Certified Origins, azienda di produzione e distribuzione di olio d’oliva extravergine, che offre mensilmente una panoramica sui principali mercati del Mediterraneo.

In Spagna, primo produttore al mondo di olio d’oliva per volumi, la carenza di scorte dall’anno precedente e la seconda raccolta consecutiva ben al di sotto la media mantengono alto il valore del nuovo raccolto iberico influenzando di conseguenza il prezzo dell’olio a livello globale e trainando la domanda di olio Evo italiano. Fattori come l’incertezza di mercato, ancora in continua evoluzione, la mancanza di scorte e raccolti scarsi suggeriscono che la produzione, sia italiana sia globale, potrebbe essere insufficiente a soddisfare le esigenze di tutti i mercati nel corso del 2024.

Per quando riguarda l’Italia, nel Sud, dove si concentra la maggior parte della produzione del Paese, la situazione attuale mostra che, in particolare in Puglia, la raccolta è in linea con le previsioni di qualità. Anche in Sicilia, le stime sia in termini di produzione media sia di qualità sono rispettate. In Calabria, invece, si osserva una tendenza alla riduzione, sia nella quantità sia nella qualità, rispetto agli anni precedenti. Guardando alla Spagna, le condizioni climatiche favorevoli dell’autunno scorso hanno portato i produttori spagnoli a prevedere un modesto aumento nella produzione di quest’anno, con una crescita del 15%. Tuttavia, questo risultato è ancora inferiore alla media degli ultimi quattro anni, con un calo del 38%. La carenza di volumi dalla Spagna apre un’opportunità per incrementare l’export da parte di altri Paesi leader storici del settore come Italia, Grecia e Portogallo, insieme ad altri importanti aree produttive del Mediterraneo.

La naturale alternanza produttiva degli olivi, che quest’anno hanno avuto una fase di riposo dopo la stagione eccezionale del 2022/23, unita alle estreme condizioni meteorologiche estive, ha portato i produttori greci a stimare un marcato calo nella produzione di quest’anno. Si prevede una riduzione di circa il 40% rispetto alla raccolta precedente e del 28% rispetto alla media degli ultimi quattro anni. La qualità dell’olio prodotto quest’anno influenzerà significativamente i prezzi sul mercato dell’olio greco. I produttori tunisini hanno tratto vantaggio delle tanto attese piogge autunnali e da rendimenti migliori, grazie ai nuovi investimenti in frantoi e tecnologie. Per la stagione attuale, prevedono un raccolto di circa 200mila tonnellate (+22%). Anche in Marocco le stime sono positive, con previsioni di 171mila tonnellate (+10%). Qui, a causa degli alti prezzi attuali dell’olio d’oliva, i produttori destineranno ai frantoi una parte delle olive normalmente utilizzate per l’olio da tavola, aumentando così la loro produzione. La Turchia, diversamente, sta affrontando previsioni negative a causa del raccolto eccezionale dell’anno scorso, una primavera insolitamente piovosa e fredda, e il grave terremoto dello scorso febbraio che ha danneggiato l’intero settore agroalimentare. Di conseguenza, si prevede un raccolto di circa 180mila tonnellate, con un calo significativo del 57% rispetto al 2022/2023.

“Il mercato riserva ancora diverse incognite, tra cui le richieste dei consumatori, i blocchi alle esportazioni da parte di Turchia e Marocco, le instabilità politiche e un clima sempre più imprevedibile, che nel complesso potrebbero portare a nuove sfide per il settore – osserva Giovanni Quaratesi, head of corporate global affairs di Certified Origins – I nostri esperti si aspettano che entro la fine di quest’anno e l’inizio del 2024, potrebbero verificarsi ulteriori oscillazioni, sia nel mercato sia nella domanda. Ciò rende estremamente complesso fornire previsioni a lungo termine accurate, in particolare per quanto riguarda i prezzi, che si prevede potrebbero stabilizzarsi solo nel secondo trimestre del prossimo anno, a raccolta ultimata”.

Il salumificio Veroni acquisisce il prosciuttificio ProSus Gardenia

Il salumificio Veroni acquisisce il prosciuttificio ProSus GardeniaMilano, 20 dic. (askanews) – Veroni, storico salumificio di Correggio da giugno di proprietà dell’americana SugarCreek, acquisisce il 100% del prosciuttificio ProSus Gardenia, cooperativa agricola di produttori di suini che conta 65 soci allevatori e agricoltori tra Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, tra le realtà più affermate in Italia nel settore della trasformazione suina e della zootecnia. Lo si apprende da una nota.

L’obiettivo, si legge nella nota, “è continuare ad accrescere la propria competitività e flessibilità in Italia e sui mercati internazionali puntando sulla produzione di salumi di eccellenza made in Italy”. “Al fine di valorizzare reciprocamente le competenze e il know-how delle due aziende – si specifica – sono confermati tutti i dipendenti”.

A gennaio torna Sigep: attesi a Rimini buyer da 81 paesi

A gennaio torna Sigep: attesi a Rimini buyer da 81 paesiRoma, 20 dic. (askanews) – Torna, dal 20 al 24 gennaio 2024, Sigep-The Dolce World Expo, il salone internazionale di gelateria, pasticceria, panificazione artigianali e caffè di Italian Exhibition Group nel quartiere fieristico di Rimini. E torna con un numero di espositori dall’estero ai livelli pre-pandemia. Tra gli oltre 1.200 brand espositori che saranno presenti, la quota estera sfiora infatti il 18% complessivo con ben 35 paesi presenti; dati che non si registravano dall’edizione di gennaio 2020. I più rappresentati, dopo l’Italia, sono Germania, Spagna, Francia Belgio e Turchia. Non mancheranno collettive anche da Ecuador, Brasile, Ucraina a testimoniare la completezza di offerta di Sigep in termini di novità di prodotto, tecnologie, materie prime, arredi e servizi.

L’evento leader di IEG richiamerà a Rimini oltre 500 top buyer da 81 paesi, in particolare da Stati Uniti, Spagna, Canada, Turchia, Brasile, India, Cina ed Emirati Arabi. Un incoming estero, rappresentato principalmente da importatori, distributori e catene di ristorazione, reso possibile grazie alla collaborazione con ICE Agenzia ed il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e con il supporto della rete internazionale dei regional advisor di Italian Exhibition Group presente in oltre 60 Paesi. Ricco il programma di competizioni, di cui 3 internazionali, che vedranno la partecipazione di 25 Paesi da tutto il mondo.

Prevista, inoltre, la seconda edizione di Sigep China, in programma dal 24 al 26 aprile 2024 presso il Shenzhen Convention & Exhibition Center (Futian), in contemporanea ad Anuga Select China, la principale fiera food della Cina meridionale organizzata da Anuga/Koelnmesse. Nel 2024 inoltre ci sarà il lancio di Sigep Asia, in programma a Singapore dal 26 al 28 giugno, che avrà al suo interno Café Asia, International Coffee & Tea Asia e Sweets & Bakes Asia. Una vera e propria vetrina delle filiere del gelato artigianale, pasticceria, panificazione, caffè e tè. Sigep Asia si terrà a fianco di Restaurant Asia, co-organizzata con la Restaurant Association di Singapore ed in partnership con le associazioni di ristorazione dei paesi ASEAN.

Intesa Acea, Coldiretti, Bf e Anbi per tutela risorsa idrica

Intesa Acea, Coldiretti, Bf e Anbi per tutela risorsa idricaRoma, 20 dic. (askanews) – Sviluppare sinergie e possibili collaborazioni volte alla tutela e al riutilizzo dell’acqua negli ambiti agricolo, idrico ed energetico. È l’obiettivo principale del memorandum of understanding (“MoU”) firmato oggi da ACEA, Coldiretti, Associazione Nazionale Consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue e BF S.p.A. attiva, attraverso le sue partecipate, in tutti i comparti della filiera agroindustriale italiana.

L’intesa è stata sottoscritta dall’amministratore delegato di ACEA, Fabrizio Palermo, dal presidente nazionale Coldiretti, Ettore Prandini, dal presidente dell’ANBI, Francesco Vincenzi, e dall’amministratore delegato di BF, Federico Vecchioni. Ha una durata biennale, dà avvio ad uno scambio di informazioni, oltre che ad un’attività di approfondimento su possibili collaborazioni in diversi ambiti quali l’ottimizzazione dell’uso dell’acqua in agricoltura, l’economia circolare e la filiera italiana. In particolare, si valuteranno collaborazioni su progetti ed investimenti di sviluppo, la ricerca e lo studio di nuove tecnologie, anche nel campo dell’intelligenza artificiale e in ottica di digital e precision farming, con particolare riguardo alla messa in sicurezza dell’approvvigionamento, tutela e riutilizzo della risorsa idrica per l’irrigazione. Si esamineranno anche iniziative congiunte che promuovano modelli di economia circolare, per il recupero sostenibile delle risorse per la loro valorizzazione nella realizzazione di fertilizzanti e concimi organici e minerali, ovvero l’utilizzo di sottoprodotti agricoli per alimentare impianti per la produzione di biogas e l’impiego per la produzione di energia, per promuovere un modello esteso di sviluppo di filiera totalmente italiana.

Le parti definiranno un piano dettagliato delle azioni prioritarie utili al raggiungimento degli obiettivi di comune interesse e costituiranno uno o più gruppi di lavoro per la valutazione di possibili progetti e iniziative congiunte. Per Palermo la sigla del protocollo “è particolarmente significativa perché lavorare insieme sul tema dell’acqua e sull’importanza della gestione di questa risorsa, che vede l’agricoltura come uno degli utilizzatori principali, è fondamentale. Si tratta di una risorsa troppo importante e preziosa, oggi messa a rischio dagli effetti del cambiamento climatico, che per questo va raccolta, stoccata, preservata e soprattutto riutilizzata”.

Nasce Intergruppo Parlamentare sulla Dieta Mediterranea

Nasce Intergruppo Parlamentare sulla Dieta MediterraneaRoma, 20 dic. (askanews) – Nasce l’Intergruppo Parlamentare “Dieta Mediterranea: Nutrizione, Prevenzione e Cultura”, presentato oggi nella sala stampa della Camera dei deputati.”Ringrazio i colleghi che hanno dato vita a questo intergruppo parlamentare, in particolar modo l’onorevole Marta Schifone per averlo promosso. Un’iniziativa per avere maggior consapevolezza dell’importanza di proteggere il nostro sistema di alimentazione fatto da anni di contaminazioni”, ha detto il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, intervenendo questa mattina alla conferenza stampa.

“Perché – ha aggiunto il ministro – come diceva Ippocrate, dobbiamo fare in modo che ‘il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo’. Insieme allo sport, infatti, il benessere alimentare porta benefici per la nostra salute e lo dimostrano i dati sulla longevità degli italiani”. “Il concetto di Dieta Mediterranea, iscritta nella lista dell’Unesco, descrive un sistema equilibrato che, però, non rappresenta solo l’Italia – ha quindi spiegato Lollobrigida – La nostra Nazione, infatti, si caratterizza per l’unicità della sua cucina che abbiamo candidato a patrimonio immateriale perché è un sistema di valori, uno strumento per i nostri cuochi. Una ricchezza composta dalle Indicazioni geografiche, che ci raccontano come un prodotto nasce e viene trasformato, ma resta sempre legato alla tipicità dei singoli territori”.

“Sono certo – ha concluso il ministro – che il lavoro del vostro gruppo sarà fondamentale per far comprendere i pilastri del nostro sistema, che vanno oltre le differenze politiche per identificare un modello di sviluppo basato sul buon cibo per tutti”.

Crea: agroalimentare italiano vale 621 mld ma è a più velocità

Crea: agroalimentare italiano vale 621 mld ma è a più velocitàRoma, 20 dic. (askanews) – Il sistema agro­alimentare italiano si conferma un settore cardine dell’economia, con un fatturato di circa 621 miliardi di euro, circa 15% del fatturato globale dell’economia nazionale, grazie alle buone performance di agricoltura, dell’industria alimentare e delle bevande (40% del totale). Tuttavia, le singole Regioni italiane contribuiscono in misura differente al risultato, con tre Regioni (Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto) che producono oltre il 42% del valore totale e altre tre (Campania, Lazio e Piemonte) che insieme sommano un ulteriore 22%. Rilevanti le differenze a livello regionale anche rispetto alla sua composizione: l’industria alimentare e delle bevande gioca un ruolo maggiore al Nord, agricoltura e sistema distributivo rivestono un peso più significativo al Sud.

E’ la fotografia del comparto fatta dall’Annuario dell’Agricoltura italiana 2022 e presentato oggi a Roma dal Commissario Straordinario del CREA Mario Pezzotti e dalla direttrice del CREA Politiche e Bioeconomia Alessandra Pesce. “Conoscere, comprendere ed interpretare, attraverso la ricerca, i processi evolutivi in agricoltura è indispensabile per supportare la sostenibilità e la competitività non solo del nostro agroalimentare, ma dell’intero Sistema Paese. E, in questo senso, l’Annuario del CREA che presentiamo oggi ne è senz’altro la sua migliore rappresentazione”, ha detto Pezzotti.

Sul fronte degli scambi con l’estero il 2022 segna un nuovo primato, sia per le importazioni, che raggiungono il valore record di quasi 63 miliardi di euro (+29,3%), sia per le esportazioni, che si avvicinano alla soglia dei 60 miliardi di euro (+16%). Dinamiche fortemente influenzate dalla crescita dei prezzi internazionali; tuttavia, agli aumenti in valore si accompagnano spesso incrementi dei volumi scambiati, sebbene di minore intensità. Da segnalare, anche in questo caso, le forti differenziazioni territoriali con le Regioni settentrionali che coprono più del 70% del totale nazionale dei flussi in entrambe le direzioni (import ed export), mentre l’area meridionale e insulare importa appena il 16,0% ed esporta il 18,6% dei prodotti agro-alimentari scambiati sui mercati esteri.

Lollobrigida: intesa in Stato-Regioni, 14 mln per frutta a guscio

Lollobrigida: intesa in Stato-Regioni, 14 mln per frutta a guscioRoma, 20 dic. (askanews) – “In Conferenza Stato-Regioni raggiunta l’intesa sul sostegno per il comparto della frutta a guscio. Arrivano 14 milioni di euro per la filiera, che potranno essere utilizzati per la promozione e nuovi investimenti”. Lo annuncia in una nota il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.

“Ancora una volta, rispondiamo con aiuti concreti destinati a un settore fondamentale per l’economia italiana e per l’agricoltura – aggiunge il ministro – anche e soprattutto per le aree interne della Nazione. Nel 2024, continueremo a lavorare per far diventare sempre più anche la frutta a guscio come uno dei simboli della qualità italiana”.

Aceto balsamico Modena Igp tutelato in Nuova Zelanda dal 2024

Aceto balsamico Modena Igp tutelato in Nuova Zelanda dal 2024Roma, 20 dic. (askanews) – L’Aceto balsamico di Modena Igp sarà tutelato anche in Nuova Zelanda a partire dalla metà del 2024. E’ il risultato dell’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Nuova Zelanda, approvato definitivamente lo scorso 22 novembre dal Consiglio Europeo, che ha sancito una stretta importante sull’utilizzo improprio di alcune denominazioni, ed in particolare di alcune delle più importanti Indicazioni Geografiche italiane in termini di valore economico.

“La notizia è di fondamentale importanza – spiega il direttore del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena Federico Desimoni – perché fuori dall’Europa come sappiamo il sistema delle Indicazioni Geografiche non è tutelato e riconosciuto, salvo che attraverso questo tipo di accordi. Avere quindi un altro mercato importante come la Nuova Zelanda che riconosce il sistema e ci da tutela è un passaggio fondamentale nella cultura della tutela in campo internazionale”. Oggi il Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena rappresenta un comparto la cui produzione certificata nel 2021 ha raggiunto il suo record storico superando i 100 milioni di litri in un anno, corrispondenti a oltre un miliardo in valore al consumo. Tali numeri collocano l’Aceto Balsamico di Modena IGP al primo posto tra gli ambasciatori del Made in Italy agroalimentare in termini di prodotto esportato, nonché nella top five delle specialità alimentari DOP ed IGP italiane per impatto economico a livello nazionale. Attualmente il comparto dell’Aceto Balsamico di Modena comprende 2400 aziende agricole, con una superficie vitata di oltre 14.000 ettari, 92 produttori di mosto e aceto di vino e 61 acetaie, impiegando tra i 25.000 e i 30.000 addetti lungo tutta la filiera produttiva.

Lollobrigida: buon lavoro a Prandini, lavoriamo in sinergia

Lollobrigida: buon lavoro a Prandini, lavoriamo in sinergiaRoma, 20 dic. (askanews) – “Congratulazioni e auguri di buon lavoro a Ettore Prandini, confermato oggi alla guida di Coldiretti. La sua elezione conferma un percorso che potrà continuare a far crescere questo settore e proseguire quelle sinergie strategiche con il mondo universitario e le istituzioni per tutelare il comparto dell’agricoltura, dell’allevamento e della pesca”. Così il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, intervenendo all’Assemblea elettiva di Coldiretti, riunita questa mattina a Palazzo Rospigliosi a Roma.

“Coldiretti è un laboratorio di idee, un elemento portante e di analisi, che dà prospettive nell’ottica dello sviluppo della nostra Italia. Non credo – prosegue Lollobrigida – ci sia qualcosa di stonato rispetto al fatto che un Governo si poggi sulle migliori energie di questa Nazione, provi a capire la legittimità delle istanze a collaborare in un progetto più ampio, che metta in condizione di avere una direzione stabile, che deve andare oltre la stabilità dell’esecutivo stesso”, conclude Lollobrigida.

Rucola Piana Sele Igp e Olio Evo Sicilia Igp entrano in Origin

Rucola Piana Sele Igp e Olio Evo Sicilia Igp entrano in OriginRoma, 20 dic. (askanews) – Il Consorzio di tutela della Rucola della Piana del Sele IGP e il Consorzio per la Tutela e la Valorizzazione dell’Olio EVO Sicilia IGP entrano in Origin Italia che, da oggi rappresenta 77 Consorzi di tutela, due associazioni di settore e oltre il 95% delle Indicazioni Geografiche italiane.

“I numeri della Dop economy crescono di pari passo con un continuo rafforzamento del sistema dei Consorzi di Tutela che come associazione rappresentiamo – commenta Cesare Baldrighi, presidente di Origin Italia – anche in questo senso l’Italia è un modello a livello comunitario perché grazie a questa rete abbiamo maggiore peso circa lo sviluppo delle politiche e delle scelte strategiche del settore, ne è conferma il ruolo fondamentale che abbiamo rivestito come Origin Italia nell’ambito del percorso che ha portato alla Riforma delle IG”. La Rucola della Piana del Sele IGP arriva dalla Campania, dalla provincia di Salerno in particolare. Pur essendo tra le più giovani IG italiane, in realtà è un prodotto con una storia millenaria: si hanno già nel periodo medievale nelle Opere mediche attribuibili alla Scuola medica salernitana e in particolare a Costantino l’Africano (1025-1087), medico cartaginese giunto a Salerno nel 1077.

L’importanza di questa produzione ha trovato conferma nei secoli successivi, fino alla larga diffusione avvenuta a partire dagli anni Ottanta del Novecento. In poco tempo questa IGP sta registrando numeri di crescita impressionanti a conferma del ruolo fondamentale del marchio. “Nel giro di qualche anno potremmo portare il nostro prodotto a essere tra le prime IG italiane per volume di affari e produzione – spiega il presidente del Consorzio, Vito Busillo – ma soprattutto puntiamo sull’IGP per stabilire una sorta di contratto di fiducia con il consumatore perché dietro alla certificazione, oltre alla garanzia del prodotto, c’è tutto un valore sociale, etico e naturalmente di qualità”. L’altro Consorzio a entrare in Origin Italia è quello per la Tutela e la Valorizzazione dell’Olio Extra Vergine di Oliva Sicilia IGP, tra i protagonisti dell’alleanza di filiera proposta di recente al Masaf per il rilancio dell’olio Evo italiano. La zona di produzione di questa IGP comprende l’intero territorio amministrativo della regione Sicilia. Il legame tra il territorio, l’olivo e la cultura siciliana ha creato un prodotto la cui reputazione è dimostrata da numerosi riconoscimenti attribuiti dagli esperti del settore e dal consumatore all’olio extra vergine di oliva Sicilia IGP.

“Far parte di Origin Italia vuol dire condividere gli stessi obiettivi e rafforzare il Sistema IG italiano, nell’ottica di una promozione più forte a livello internazionale, di una coesione che rafforza il peso politico e istituzionale del comparto e soprattutto della fiducia nel consumatore finale”, così il presidente del Consorzio di Tutela, Mario Terrasi.