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Siglato il contratto integrativo del Gruppo Colussi

Siglato il contratto integrativo del Gruppo ColussiRoma, 7 dic. (askanews) – Rinnovato nella serata di ieri il contratto integrativo del gruppo Colussi, che sarà valido per il periodo 2023-2025. Lo annunciano in una nota Fai, Flai e Uila. Tra i punti qualificanti, l’istituzione di una commissione di sito per l’organizzazione del lavoro che avrà il compito di raccogliere le segnalazioni formali delle lavoratrici e dei lavoratori e sottoporle all’azienda con il fine di individuare soluzioni che migliorino la qualità del lavoro, la sicurezza e la congruità degli organici. Sarà inoltre avviata un’analisi delle professionalità, per valutare lo sviluppo delle competenze, dei ruoli e delle responsabilità dei lavoratori. Le commissioni saranno operative entro gennaio 2024.

Particolare attenzione è stata dedicata alla conciliazione vita-lavoro, in particolare alla genitorialità, con la previsione di 5 giorni di permesso aggiuntivi rispetto a quanto stabilito dalla legge e dal CCNL per il congedo di paternità e di 5 giorni di permesso retribuito per i genitori di bambini fino a 3 anni di età per il loro inserimento all’asilo nido. Sul fronte salariale, è stata rivista la struttura del premio di risultato per premiare un maggior numero di dipendenti ed erogare importi mediamente più elevati. È stato aumentato l’importo del messo in palio di 200 euro ed è stata prevista la facoltà delle lavoratrici e dei lavoratori di convertire il premio in beni e servizi di welfare. Confermato anche contributo annuo dell’azienda ad Alifond di 100 euro in favore di quei lavoratori che siano iscritti o decidano di iscriversi al Fondo pensione.

Fao: percentuale stock pesca sovrasfruttati scende sotto il 60%

Fao: percentuale stock pesca sovrasfruttati scende sotto il 60%Roma, 7 dic. (askanews) – La pesca eccessiva nel Mediterraneo e nel Mar Nero è scesa al di sotto del 60%, il livello più basso degli ultimi dieci anni. E’ quanto emerge da un rapporto pubblicato oggi dalla Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo (GFCM) dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO). Per la prima volta, il rapporto di quest’anno include anche dati sul settore dell’acquacoltura marina della regione.

Sebbene quindi la pesca eccessiva rimanga una preoccupazione, il rapporto sullo Stato della pesca nel Mar Mediterraneo e nel Mar Nero 2023 (SoMFi 2023) registra un calo del 15% nell’ultimo anno, un miglioramento coerente con una continua riduzione della pressione di pesca, che è scesa del 31% dal 2012. La GFCM, un’organizzazione regionale di gestione della pesca, è responsabile della pesca di cattura selvatica e dell’acquacoltura in acque marine e salmastre nel Mediterraneo e nel Mar Nero. La pesca e l’acquacoltura insieme hanno prodotto quasi 2 milioni di tonnellate di prodotti ittici nel 2021. Dal punto di vista economico, hanno generato ricavi per oltre 20 miliardi di dollari e sostenuto 700.000 posti di lavoro lungo la catena del valore.

Sebbene lo sfruttamento eccessivo degli stock ittici sia diminuito in modo significativo, la pressione della pesca nel Mediterraneo e nel Mar Nero è ancora al doppio del livello considerato sostenibile. Tuttavia, il rapporto dimostra anche che la continua attenzione sull’espansione dei piani di gestione e delle misure tecniche e spaziali sta dando risultati positivi per le principali specie commerciali. Gli stock di nasello nel Mediterraneo, di rombo nel Mar Nero e di sogliola nel Mar Adriatico, tutti coperti da piani di gestione dedicati, hanno mostrato una notevole riduzione della pesca eccessiva, alcuni di loro hanno già mostrato segni di ricostituzione della biomassa. Alcuni stock soggetti a piani di gestione mostrano una riduzione della pressione di pesca superiore alla media. Ad esempio, si registra una riduzione del 77% per la sogliola nel Mar Adriatico, che ha ormai raggiunto tassi di sfruttamento sostenibili, e una riduzione del 73% per il rombo chiodato nel Mar Nero.

In tutta la zona, le catture sono ancora in gran parte dominate da piccoli pesci pelagici, principalmente acciughe e sardine europee. Nel Mediterraneo, 55 specie costituiscono il 90% delle catture, mentre nel Mar Nero solo cinque specie rappresentano la stessa proporzione. I livelli complessivi di produzione della pesca di cattura sono rimasti stabili negli ultimi anni, con la Turchia, seguita da Italia e Tunisia, che ha registrato il maggior numero di sbarchi. Le navi di piccole dimensioni costituiscono la stragrande maggioranza della flotta peschereccia e forniscono più della metà dell’occupazione totale. Sebbene rappresentino solo il 15% circa delle catture, queste navi rappresentano quasi il 30% delle entrate totali.

A differenza della pesca di cattura, il settore dell’acquacoltura marina della regione sta crescendo in modo significativo. La produzione dell’acquacoltura in acque marine e salmastre è quasi raddoppiata negli ultimi dieci anni, aumentando del 91,3%, con ricavi in aumento del 74,5%. I tre principali metodi di produzione utilizzati sono le gabbie marine, gli stagni e l’allevamento in sospensione, mentre le specie più comunemente allevate sono l’orata, la spigola e la cozza mediterranea. Turchia, Egitto e Grecia sono, nell’ordine, i tre maggiori produttori regionali, e insieme rappresentano il 71% del volume totale.

Il suino Sardo diventa presidio Slow Food

Il suino Sardo diventa presidio Slow FoodRoma, 7 dic. (askanews) – Mantello scuro, taglia piccola, zampe corte e robuste e una criniera di lunghe setole sulla schiena: è il suino Sardo, appena entrato a far parte dei Presìdi Slow Food. Una razza rustica, allevata in tutta la regione, dalle Barbagie alle aree del Gennargentu e del Supramonte, ma anche in Ogliastra, nel Sarrabus-Gerrei, nell’area del Monte Linas e nel Sulcis-Iglesiente, di cui si trovano riferimenti antichissimi, ma che negli ultimi decenni aveva rischiato la scomparsa a causa dell’arrivo sull’isola della peste suina africana.

Dopo un lungo lavoro di eradicazione del virus, dal 15 dicembre del 2022 è caduto l’embargo sulle esportazioni di carni suine dalla Sardegna, una situazione che perdurava da quarant’anni. “Restano solo quattro comuni in zona rossa – ricorda il referente Slow Food del nuovo Presidio, Raimondo Mandis – mentre dal resto della regione è nuovamente possibile movimentare carni e salumi al di fuori dell’isola. Il riconoscimento come Presidio è un segnale, un modo per sottolineare l’importanza di promuovere forme di allevamento locali e pratiche di trasformazione virtuose, per evitare che si commercializzino carni che arrivano da fuori regione e che, in Sardegna, vengono soltanto trasformate, come tuttora in alcuni casi avviene” Il suino Sardo, il cui colore può variare dal nero al fulvo, passando per il grigio e il pezzato, è un grande pascolatore. L’animale, 60 centimetri al garrese e un peso che oscilla tra gli 80 e i 150 chili, si nutre in particolare di ghiande.

I produttori che aderiscono al Presidio Slow Food sono al momento tre, di cui due sono allevatori e uno soltanto trasformatore. Gli allevatori complessivamente interessati al programma di recupero della razza del suino Sardo sono una novantina, il triplo di vent’anni fa.

Lollobrigida firma decreto che posticipa norme Ue etichette vino

Lollobrigida firma decreto che posticipa norme Ue etichette vinoRoma, 7 dic. (askanews) – Il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha firmato il decreto che posticipa l’introduzione e l’applicazione della normativa europea sul cambio di etichettatura del vino, permettendo così l’utilizzo e l’esaurimento delle etichette già in magazzino. Ad annunciarlo è in una nota, lo stesso ministro. La firma segue a quanto già annunciato nell’incontro con i componenti della Commissione Politiche Agricole della Conferenza delle Regioni, presieduta da Federico Caner, e alle associazioni di settore.

“Il Masaf – spiega Lollobrigida – infatti, si è attivato sin da subito per arrivare alla data dell’8 dicembre con la soluzione per sostenere e tutelare un comparto fondamentale per l’economia della nostra Nazione. In sede europea, nel prossimo Agrifish, tratterò il tema delle linee guida sulla etichettatura, per risolvere alcune indicazioni che presentano criticità e che ad oggi risulterebbero superabili con il buonsenso”, conclude il ministro.

Da Regione Lazio incentivi fondo perduto per giovani agricoltori

Da Regione Lazio incentivi fondo perduto per giovani agricoltoriRoma, 7 dic. (askanews) – La Regione Lazio lancia un nuovo bando, offrendo contributi a fondo perduto per ottimizzare i processi produttivi dei frantoi e promuovere la riduzione dell’uso di energia. Il finanziamento prevede incentivi per sei milioni di euro e servirà a coprire il 55% del costo totale dell’investimento, con un aumento fino al 70% per i giovani agricoltori. L’olio extravergine di alta qualità sarà quini prodotto nel segno di una sostenibilità crescente grazie all’innovazione nei frantoi, che adotteranno fonti di energia rinnovabile, incluso il recupero degli scarti di produzione.

Il presidente dell’Uci-Unione Coltivatori Italiani, Mario Serpillo, spiega: “l’obiettivo chiave di questa nuova misura incentivante è promuovere l’ammodernamento dei frantoi esistenti, consentendo l’adozione di macchinari e tecnologie mirate a migliorare le performance ambientali nei processi di estrazione dell’olio extravergine di oliva. Un passo significativo verso la sostenibilità è rappresentato dal riutilizzo degli scarti e dei rifiuti per la produzione di energia, dimostrando l’impegno dell’industria nel perseguire pratiche più ecocompatibili. “Questo bando – aggiunge – dedica un’attenzione particolare ai giovani che desiderano lavorare nel settore agricolo. Nelle opportunità di investimento a fondo perduto, sono previste infatti percentuali più vantaggiose, con un contributo base del 55% dei costi ammissibili. Tuttavia, è importante sottolineare che per gli investimenti realizzati dai giovani agricoltori, ovvero coloro che rientrano nella fascia di età compresa tra i 18 e i 41 anni, questa percentuale viene ulteriormente elevata, raggiungendo un massimo del 70% per progetto, con un limite di 200.000 euro”.

“È fortemente auspicabile – conclude – che questo provvedimento sia inscritto in una strategia più ampia, mirata a stimolare il ritorno dei giovani al mondo dell’agricoltura, a contrastare l’abbandono del territorio, promuovendo la sostenibilità e l’innovazione nel settore”.

Consorzio Prosciutto Toscano Dop, in 2023 produzione +10%

Consorzio Prosciutto Toscano Dop, in 2023 produzione +10%Roma, 7 dic. (askanews) – Una crescita produttiva nel 2023 del 10% (ad oggi) con una previsione di 340mila prosciutti marchiati, nonostante le difficoltà legate ai maggiori costi della materia prima, aumentati in media del 13,5% in un solo anno. Bene anche su fronte dell’export dove Stati Uniti e Canada rappresentano il 15% dell’export, ovvero il principale mercato extra UE; mentre la Germania, rimanendo nel vecchio Continente, si conferma il cliente principale con una netta crescita per quanto riguarda l’affettato.

E’ positivo il bilancio del Consorzio del Prosciutto Toscano Dop, che prevede un ulteriore miglioramento con le festività Natalizie, storicamente vero e proprio periodo di boom delle vendite con ordini già in linea rispetto a quelli del 2022. Il Consorzio, che racchiude 19 aziende toscane produttrici della Dop, conferma la ripresa post Covid, pur rimanendo sotto la soglia record dei 400mila prosciutti marchiati pre-pandemia. Fabio Viani, presidente del Consorzio, spiega però che “nonostante la crescita del prodotto continua a preoccupare l’aumento dei costi riguardanti la materia prima, aggravata dalla recente inflazione che ha coinvolto l’intero Paese. È un problema che coinvolge l’intera filiera: l’allevatore deve far fronte a diversi rincari, dall’alimentazione al welfare dell’animale, fino all’aumento dei costi energetici”.

Inoltre, il Consorzio si è impegnato a mantenere i prezzi stabili. Nonostante il costo dei suini sia cresciuto ad oggi del 13,5% (secondo i dati delle Commissioni Uniche Nazionali), il prezzo finale al consumo non ha subito lo stesso aumento in proporzione, sempre considerando che l’80% del prodotto finisce direttamente al banco gastronomia, quindi a strettissimo contatto con il cliente.

Lollobrigida: con Regioni puntiamo a strategia agricola comune

Lollobrigida: con Regioni puntiamo a strategia agricola comuneRoma, 7 dic. (askanews) – “Per le vicende strategiche legate alla Pac ci siamo visti nell’ultima settimana con tutti gli assessori regionali per discutere di una strategia comune e convergente su un impianto finanziario e normativo che metta in condizione di affrontare le nuove sfide legate al cambiamento climatico e al sistema assicurativo, che ha oggettive criticità che vanno superate insieme e che metta in condizioni tutti di lavorare per il rilancio dell’agricoltura che è un asset strategico, anche valutando alcuni elementi della Pac attuale ma soprattutto predisponendosi a lavorare alla redazione della prossima Pac”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, in un video intervento nel corso della presentazione del Complemento di Sviluppo Rurale 2023-2027 per l’agricoltura ligure.

Lollobrigida ha ribadito come il mondo dell’agricoltura sia, in Europa, nuovamente al centro dell’attenzione “in modo più specifico rispetto agli ultimi decenni e rispetto all’atteggiamento della Ue che in passato, in nome della sostenibilità ambientale, non si è approcciata in modo corretto con il mondo agricolo. Alla sostenibilità ambientale deve accompagnarsi una sostenibilità economica e sociale. Lollobrigida è quindi tornato sul documento presentato dall’Italia e approvato nell’ultima seduta dell’Agrifish in cui “chiediamo un aumento del sostegno Pac che deve supplire alle criticità emerse negli ultimi anni anche per la pandemia, ma soprattutto per l’aggressione Russa all’Ucraina”. “Abbiamo anche discusso – ha detto – dei rischi connessi a una assenza di pianificazione strategica nell’auspicabile ingresso di alcune nazioni che hanno disponibilità di grandi territori dedicati all’agricoltura e da cui può derivare un problema di competitività” per le aziende agricole europee.

Sul fronte “del piano nazionale – ha ricordato – abbiamo rafforzato gli investimenti per l’agricoltura nella revisione del Pnrr, con un impatto non paragonabile ad alcun intervento degli ultimi anni”.

Federbio: ok a piano nazionale passo fondamentale per biologico

Federbio: ok a piano nazionale passo fondamentale per biologicoRoma, 7 dic. (askanews) – Grande soddisfazione per il Piano d’azione nazionale sul biologio approvato ieri nell’ambito della Conferenza Stato Regioni, che rappresenta un passaggio indispensabile per sostenere la transizione ecologica dei sistemi agroalimentari italiani e che dà attuazione all’art. 7 della legge 9 marzo 2022, n. 23 sul biologico. A esprimerla è FederBio, secondo cui il “Piano d’azione individua una strategia per favorire lo sviluppo della produzione e dei consumi di alimenti bio, oltre ad accogliere le proposte fatte dalla Federazione durante i tavoli di lavoro al Masaf”.

“Il Piano rappresenta uno strumento strategico per raggiungere il 25% di superficie coltivata a biologico al 2027, obiettivo fondamentale soprattutto adesso, dopo la bocciatura da parte dell’Europarlamento della riduzione del 50% dell’utilizzo dei pesticidi prevista nella Strategia Farm to Fork – sottolinea Maria Grazia Mammuccini, P+presidente FederBio – Lo sviluppo dell’agricoltura bio è lo strumento concreto che abbiamo a disposizione per ridurre l’uso delle sostanze chimiche di sintesi in agricoltura”. Tra le misure principali contenute nel Piano, il marchio Made in Italy bio, che valorizza l’origine della materia prima e il ruolo degli agricoltori italiani, le iniziative per il giusto prezzo e la valorizzazione dei distretti biologici, estremamente rilevanti per lo sviluppo dell’agricoltura e dell’economia dei territori.

Il Piano sostiene le mense biologiche, l’attività di Ricerca e Innovazione, indispensabile per consolidare il contributo del biologico per la sostenibilità dei sistemi agricoli e alimentari. Prevede, inoltre, attività di promozione e comunicazione tese a incrementare i consumi di alimenti biologici. “Fondamentale per la realizzazione del Piano – spiega Federbio – sarà dare piena attuazione a tutte le misure del Piano Strategico Nazionale della PAC in maniera integrata con le principali programmazioni previste per il settore agroalimentare a partire dal PNRR”.

Caos su etichettatura vino, interrogazione Lega in Comagri

Caos su etichettatura vino, interrogazione Lega in ComagriRoma, 7 dic. (askanews) – I senatori della Lega Mara Bizzotto, prima firmataria, Giorgio Bergesio, Gian Marco Centinaio e Gianluca Cantalamessa, annunciano di avere presentato in commissione Agricoltura una interrogazione urgente al ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, “sull’imminente euro-caos del cambio di etichettatura del vino imposto dalla Commissione europea, che rischia di provocare danni economici pesantissimi ai produttori vitivinicoli italiani”.

“Per colpa di un’assurda decisione da parte della Commissione europea, che ha modificato le linee guida ad appena 2 settimane dall’entrata in vigore della nuova normativa, pretendendo che sia scritta la parola ‘ingredienti’ al posto dell’acronimo ‘i’ a fianco del QR code, rischiano di finire al macero oltre 50 milioni di etichette di vini italiani già stampate e pronte all’uso”, ricordano i senatori leghisti. “Una vera e propria follia, dato che la nuova etichettatura entrerà in vigore l’8 dicembre. Per questi motivi chiediamo al ministro Lollobrigida di consentire alle aziende vitivinicole di usare le etichette già stampate fino ad esaurimento scorte e di posticipare l’introduzione e l’applicazione della nuova normativa UE”, concludono.

Torna la fiera nazionale del panettone e del pandoro di Roma

Torna la fiera nazionale del panettone e del pandoro di RomaRoma, 7 dic. (askanews) – Tutto pronto per la Fiera Nazionale del Panettone e del Pandoro di Roma. L’iniziativa, ideata da Emanuele Giordano, si svolgerà sabato 9 e domenica 10 dicembre nelle sale dell’Hotel Cristoforo Colombo.

Dopo il lancio definitivo del progetto del Museo Nazionale del Panettone, presentato a Milano lo scorso 25 novembre in occasione del premio dedicato alla storia e alla cultura, l’edizione 2023 della fiera vede tra le altre iniziative il contest “Ambasciatore del Panettone”, il primo contest italiano a giuria popolare per il panettone tradizionale e il nuovo contest “Un Panettone per l’Europa” per il panettone innovativo dedicato ai 30 anni dell’istituzione del Mercato Unico Europeo; previsto, inoltre, il premio al miglior packaging. Inoltre, la fiera si apre al tema sociale supportando un’iniziativa Lions International attraverso la presenza di uno spazio espositivo curato dal Lions Club Roma Nomentanum. All’interno della kermesse, infatti, sarà possibile acquistare alcune confezioni di miele prodotto da una cooperativa di apicoltori dell’Emilia Romagna duramente colpita dalla recente alluvione. In tal modo di potrà anche supportare il tema di studio nazionale Lions per l’anno 2023-2024:”Salviamo le api e la biodiversità.