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Bruni (Cso): prima necessità agricoltori è produrre

Bruni (Cso): prima necessità agricoltori è produrreRoma, 27 mar. (askanews) – “La prima necessità del settore agricolo è di continuare a produrre, perché la drastica riduzione dei fitofarmaci, che era stata indicata dal Green Deal europeo, ha messo l’intero sistema produttivo in gravissime difficoltà, aggiungendosi ad emergenze come gli eventi climatici estremi, gli insetti alieni, le nuove fitopatie”. Lo ha detto il presidente di CSO Italy Paolo Bruni intervenendo alla tavola rotonda che si è svolta per la presentazione del rapporto Agrofarma a Bologna.


“La realtà è che in dieci anni la produzione è crollata e per certi prodotti ha rischiato di scomparire – ha sottolineato Bruni – Il primo imputato è l’Unione Europea che con una politica demagogica ha lasciato i produttori senza mezzi di difesa efficaci e, cosa più grave, senza valide ed efficaci alternative. Dai circa 1000 principi attivi che erano a disposizione dell’agricoltura, in pochi anni si è passati a meno di 300: una riduzione di oltre il 70%. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti”. Ora quindi “occorre una risposta veloce ai produttori – ha precisato Bruni – con soluzioni alternative valide ed efficaci. Occorre uniformare i mezzi di difesi nei diversi Paesi dell’Unione. Occorre informare correttamente i cittadini sulla centralità dell’agricoltura come presidio del territorio e dell’ambiente in una visione armonica della sostenibilità, che comprenda anche e necessariamente gli aspetti sociali ed economici”.


In linea con queste esigenza sono le nuove linee della Commissione che hanno ridato centralità all’agricoltura: se alle parole seguiranno i fatti la nuova vision è ineccepibile”. Infine Bruni ha sottolineato la necessità di una dotazione finanziaria per l’agricoltura “importante e bene orientata” nell’ambito di un approccio che tenga conto delle tante agricolture diverse che esistono in Europa e dunque in grado di adattare le regole alle singole realtà.

La Pietra (Masaf): priorità sicurezza e innovazione in agricoltura

La Pietra (Masaf): priorità sicurezza e innovazione in agricolturaRoma, 27 mar. (askanews) – Il Governo Meloni è impegnato “per migliorare le condizioni di sicurezza e di salute nei luoghi di lavoro. Stiamo puntando sulle innovazioni tecnologiche, sulle pratiche di prevenzione e nel caso specifico del lavoro agricolo, stiamo aiutando le imprese agricole a investire, grazie ai fondi del Pnrr e del fondo Innovazione di Ismea, per garantire livelli di sicurezza adeguati e macchinari moderni”. Lo ha detto stamattina il sottosegretario al Masaf Patrizio La Pietra nel corso del convegno “Confiniamo l’ambiente di rischio”, organizzato da Inail e Confagricoltura Toscana presso il castello di Nipozzano nella tenuta agricola Frescobaldi.


“Più ispettori, più controlli e l’accesso agli stanziamenti previsti dalla Pac per le sole aziende conformi alle norme sul lavoro, sono le linee guida che il governo si è dato e sulle quali siamo determinati a investire”, ha aggiunto il sottosegretario sottolineando che la “sostenibilità economica per le aziende, il giusto reddito per gli agricoltori, così da poter creare i presupposti per il ricambio generazionale e quindi una visione prospettica del lavoro agricolo sono le condizioni irrinunciabili sulle quali siamo impegnati in Italia e in Europa per assicurare sicurezza e redditività a chi lavora nel mondo agricolo”.

Torna la partnership tra Fipe e Infojobs per i Talent Days

Torna la partnership tra Fipe e Infojobs per i Talent DaysRoma, 27 mar. (askanews) – Confermata anche per il 2025 la collaborazione tra InfoJobs, piattaforma leader in Italia per la ricerca di lavoro online, e Fipe-Federazione Italiana Pubblici Esercizi, nell’ambito del FIPE Talent Day, il road show nazionale che favorisce l’incontro tra domanda e offerta di lavoro nel settore della ristorazione. Sono 1.857 le posizioni attive disponibili su InfoJobs nella categoria turismo e ristorazione distribuite in tutta Italia, di cui la maggior parte in Lombardia, Lazio e Emilia-Romagna.


Quest’anno il FIPE Talent Day farà tappa in cinque città italiane: Padova, Pesaro, Olbia, Cosenza e Reggio Emilia. Durante queste giornate, ristoranti, bar e pubblici esercizi in genere avranno l’opportunità di incontrare direttamente giovani talenti in cerca di nuove opportunità lavorative nel mondo dell’ospitalità, contribuendo a ridurre il divario tra le competenze richieste dal mercato e quelle disponibili. InfoJobs, partner strategico dell’iniziativa, offre agli associati Fipe un listino prezzi dedicato e scontato per i propri servizi digitali, agevolando così le aziende nella ricerca di personale qualificato. InfoJobs ha anche avviato un nuovo Cool Jobs in collaborazione con Pipero Roma, ristorante “stellato” simbolo di eccellenza e innovazione nel panorama della ristorazione italiana. I partecipanti selezionati avranno la possibilità di trascorrere una giornata all’interno del prestigioso ristorante, affiancando il Patron Alessandro Pipero e lo chef executive Ciro Scamardella nelle diverse fasi di gestione del servizio.


Come parte dell’iniziativa, InfoJobs offre ai candidati un pacchetto completo che include un compenso di 1.000 euro netti per la giornata di lavoro, il trasporto e il soggiorno in hotel, oltre alla possibilità di godere di una cena con un menù degustazione di 10 portate.

Loddo (Isit): dazi minaccia concreta per salumi Dop e Igp italiani

Loddo (Isit): dazi minaccia concreta per salumi Dop e Igp italianiRoma, 27 mar. (askanews) – “Guardiamo con estrema attenzione a quanto sta avvenendo nelle ultime settimane nelle relazioni con gli USA. Il mercato americano rappresenta una delle principali destinazioni per il nostro export e costituisce un mercato strategico in prospettiva con numeri in ascesa. Per questo motivo, l’adozione di politiche commerciali protezionistiche rappresenterebbe una minaccia concreta per il nostro comparto, con il rischio di una perdita di competitività e di complessiva instabilità per le aziende nella pianificazione commerciale a fini export, a pregiudizio degli investimenti fatti per l’ingresso e il rafforzamento nel mercato USA”. Così il direttore di Isit Cristiano Costantino Loddo.


“Nonostante la preoccupazione – ha aggiunto – siamo fiduciosi che il mercato americano possa continuare a rappresentare fronte strategico per i salumi DOP e IGP italiani e che gli sforzi della diplomazia anche a livello europeo portino a una soluzione che permetta ai nostri prodotti di rafforzare la loro presenza nelle scelte dei consumatori statunitensi”. Ed è stata una vetrina nel cuore di Roma anche per i grandi salumi italiani Dop e Igp il villaggio di Agricoltura E’, l’evento allestito dal Masaf per raccontare le diverse dimensioni del settore primario, a cui ha partecipato anche Isit.


L’Italia è storicamente la Nazione con il maggior numero di salumi che hanno ottenuto la denominazione tutelata, 43 a oggi. Il comparto ha un valore alla produzione che supera i 2 miliardi di euro (circa il 25% di tutto il comparto della salumeria). L’export 2023 dei salumi DOP e IGP ha superato i 600 milioni di euro e i primi dati aggregati 2024 confermano la bontà dell’operato dei Consorzi di tutela e delle aziende nonché i margini di ulteriore sviluppo per la competitività dei salumi italiani sui mercati internazionali.

MartinoRossi: una business unit per il controllo filiere agroalimentari

MartinoRossi: una business unit per il controllo filiere agroalimentariMilano, 27 mar. (askanews) – MartinoRossi, azienda specializzata nella produzione di farine, semilavorati e ingredienti funzionali da filiera controllata, si rafforza nella gestione integrata della filiera agroalimentare con la costituzione della business unit dedicata Campi d’Italia.


La nuova business unit è deputata al potenziamento di un modello di filiera italiana integrata e certificata che MartinoRossi adotta da oltre 40 anni operando nelle regioni del Nord Italia per la coltivazione dei cereali e in quelle del Centro e Sud per le leguminose. L’obiettivo, spiega l’azienda che in questi anni fa investito per consolidare la gestione della filiera, è garantire prodotti esenti da allergeni e Ogm. Campi d’Italia gestirà oltre 16.000 ettari, attraverso contratti di filiera per cereali e legumi da agricoltura convenzionale o biologica senza allergeni, monitorando le coltivazioni attraverso sistemi informatici che consentono una puntuale mappatura di tutti gli areali. Inoltre, il supporto costante da parte dello staff agronomico durante tutta la fase fenologica permette di tenere sotto controllo in tempo reale l’andamento delle colture. Si tratta di un patrimonio che coinvolge direttamente più di 500 aziende agricole italiane e che, nel solo 2024, ha permesso di raccogliere dai campi oltre un milione di quintali di materia prima, poi stoccata e lavorata negli stabilimenti di Malagnino, Alessandria e Grosseto.


Alla guida della nuova business unit ci sarà Daniela Guindani, direttore operativo, con 20 anni d’esperienza nella gestione delle filiere e dal 2005 in MartinoRossi come responsabile del reparto agronomico. “Il nostro obiettivo è rafforzare ed espandere la presenza di MartinoRossi sul territorio per essere ancora più capillari e integrati – dichiara Guindani – Introdurremo nuovi servizi per supportare le aziende agricole partner, come l’uso di droni per trattamenti a basso impatto ambientale, e programmi di formazione dedicati, coinvolgendo le aziende nei progetti di ricerca e innovazione sviluppati da Agrifuture, la nostra azienda agricola sperimentale adiacente alla sede cremonese”.


Guindani sottolinea poi che “Grazie alla recente internalizzazione della produzione di biostimolanti e bioinduttori naturali, abbiamo avviato la produzione e commercializzazione di nuove soluzioni per l’agricoltura, arricchendo la nostra offerta per le aziende agricole. Puntiamo a produrre di più impattando meno”.

MartinoRossi rafforza impegno in gestione filiera agroalimentare

MartinoRossi rafforza impegno in gestione filiera agroalimentareRoma, 27 mar. (askanews) – MartinoRossi, azienda specializzata nella produzione di farine, semilavorati e ingredienti funzionali da filiera controllata, rafforza il suo impegno nella gestione integrata della filiera agroalimentare con la costituzione della business unit dedicata “Campi d’Italia”. Alla guida della nuova business unit ci sarà Daniela Guindani, direttore operativo, con 20 anni d’esperienza nella gestione delle filiere e dal 2005 in MartinoRossi come responsabile del reparto agronomico.


L’iniziativa nasce a seguito degli investimenti realizzati dall’azienda cremonese per consolidare la gestione della filiera e garantire un approccio sempre più strutturato, innovativo e sostenibile nella catena di approvvigionamento. L’obiettivo è potenziare un modello di filiera italiana integrata e certificata nelle regioni del Nord Italia per la coltivazione dei cereali e in quelle del Centro e Sud per le leguminose, garantendo prodotti esenti da allergeni e OGM e di alta qualità con il massimo controllo lungo tutta la catena del valore. “Campi d’Italia” è chiamata a gestire oltre 16.000 ettari, attraverso contratti di filiera per cereali e legumi da agricoltura convenzionale o biologica senza allergeni, monitorando le coltivazioni attraverso sistemi informatici all’avanguardia. Si tratta di un patrimonio che coinvolge direttamente più di 500 aziende agricole italiane e che, nel solo 2024, ha permesso di raccogliere dai campi oltre un milione di quintali di materia prima, poi stoccata e lavorata negli stabilimenti di Malagnino, Alessandria e Grosseto.

Consumi carne in calo dal 2010, italiani sempre più flexitariani

Consumi carne in calo dal 2010, italiani sempre più flexitarianiRoma, 27 mar. (askanews) – Meno carne, ma di qualità. È la tendenza che emerge dall’Osservatorio Agriumbria sul consumo delle carni che sarà presentato in occasione della prima delle tre giornate di Agriumbria, Mostra nazionale di Agricoltura, Zootecnia e Alimentazione, di scena presso l’Umbriafiere di Bastia Umbra da domani, 28 marzo. E se dal 2010 a oggi i consumi sono calati del 12%, pur se con varianti tra le diverse categorie di carne, entro il 2030 è prevista una ulteriore diminuizione del 10-15% del consumo di carni rosse.


Il dato nuovo è che oggi il 23% della popolazione italiana si definisce flexitariana, ovvero coloro che riducono il consumo di carne senza tuttavia eliminarla. Tra i motivi dell’essere flexitariani, le preoccupazioni per la salute (47%), l’impatto ambientale (33%) e i costi elevati (20%), con il prezzo della carne bovina aumentato del 18% in 2 anni. Nel 2024 gli italiani hanno consumato in media 79 kg di carne pro capite, in linea con il 2023 quando i consumi erano stati 78 chili, ma il calo progressivo, -12% rispetto al 2010, seppur con dinamiche contrastanti tra categorie di carne. I dati Eurispes rivelano la crescita delle carni bianche (pollame, tacchino), +4% dal 2022, con 34 kg/anno a persona, manzo e maiale 27 kg, in calo del 6% mentre sono stabili salumi e insaccati con 18 chili. Se si guarda il trend dei consumi tra il 2019 e il 2023, dal rapporto Ismea emerge come le carni suine siamo in calo -2% come la carne bovina, -8%, cresce invece il consumo di pollame, +5%.


Per quanto riguarda la geografia dei consumi emerge come il Nord-Ovest abbiamo consumi di carne, 85 kg/anno, superiori alla media mentre Sud e Isole arrivano a 68 chili con picchi per gli insaccati tradizionali. Sui consumi incide anche il luogo dove si abita, e nelle città metropolitane si ha un -15% rispetto alle aree rurali, dato trainato dai giovani under 35. A crescere, invece, è il mercato delle alternative vegetali, realtà che vale 490 milioni di euro e che ha registrato un +37% delle vendite nel periodo 2022-2023, incremento addirittura del 110% rispetto al 2020. Per quanto riguarda le prospettive future si prevede entro il 2030 un ulteriore calo del 10-15% dei consumi di carne rossa, con crescita parallela del mercato delle proteine alternative dove si registra un +200% degli investimenti nella ricerca nel periodo 2023-2024.

Rapporto Agrofarma: agricoltura 4.0 fondamentale per la crescita

Rapporto Agrofarma: agricoltura 4.0 fondamentale per la crescitaRoma, 27 mar. (askanews) – Negli ultimi anni il mercato dell’Agricoltura 4.0 sta acquisendo una sempre maggiore importanza, grazie anche al ruolo crescente dell’Intelligenza Artificiale. Nonostante una piccola contrazione del mercato riscontrata nel 2024, anche a causa della riduzione degli incentivi legati all’acquisto di strumenti 4.0, le soluzioni di agricoltura digitale continuano a convincere chi le utilizza e ne ha già riscontrato i benefici. E’ quanto emerge dall’ultimo report dell’Osservatorio Agrofarma, presentato oggi a Bologna, da cui si evince che ricerca e sviluppo nell’industria italiana degli agrofarmaci continuano a progredire attraverso collaborazioni con numerosi enti di ricerca pubblici e privati, ma anche con gli altri attori della filiera agricola.


Relativamente all’agricoltura biologica, il nuovo report fa emergere un ulteriore aumento delle superfici coltivate con metodo biologico, che con 2,5 milioni di ettari rappresentano ormai il 20,4% della SAU nazionale nel 2023, un valore significativamente superiore alla media europea dell’11,4%. Le colture biologiche più diffuse in Italia sono foraggere, prati e pascoli, e cereali. Il report semestralmente fornisce informazioni sullo stato dell’arte dell’agricoltura italiana e del comparto agricolo. “I nuovi numeri raccolti dall’Osservatorio Agrofarma mettono in evidenza come la nostra industria continui, da anni, ad offrire il proprio supporto per proseguire, con esperienza e responsabilità, nella strada verso un sistema agroalimentare innovativo e sempre più sostenibile – ha detto Paolo Tassani Presidente di Agrofarma-Federchimica – ll nostro compito come Agrofarma è quello di mettere a disposizione strumenti per garantire la sicurezza e la competitività del nostro sistema agroalimentare, facendo tesoro anche delle molteplici professionalità e competenze che il panorama italiano offre”.


E sono quasi 1.900 le collaborazioni attivate dalle imprese associate negli ultimi 5 anni con una serie di entità, operanti sul territorio italiano, per la ricerca e lo sviluppo di nuove soluzioni sempre più ottimizzate. Infine, l’Osservatorio Agrofarma evidenzia come l’utilizzo delle moderne tecnologie, le collaborazioni con i diversi attori della filiera in tema di R&D e un contesto normativo che supporti tanto la sostenibilità quanto la produttività siano fondamentali per dotare gli agricoltori degli strumenti necessari per prosperare in un mercato globale dinamico e competitivo, garantendo che l’industria del settore rimanga all’avanguardia nell’innovazione agroalimentare.

Apertura forma Grana Padano ha chiuso ieri Agricoltura E’

Apertura forma Grana Padano ha chiuso ieri Agricoltura E’Roma, 27 mar. (askanews) – Con il rito dell’apertura della forma di Grana Padano DOP alla presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida si è concluso l’evento ieri “Agricoltura È”, promosso dal Masaf per celebrare il valore strategico del settore agroalimentare italiano.


Organizzata in occasione dell’anniversario dei Trattati di Roma, la manifestazione ha trasformato il cuore della Capitale in un grande villaggio di oltre 3.000 metri quadrati, un punto d’incontro tra istituzioni, imprese, studenti e cittadini. L’evento, inaugurato lunedì alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha visto la chiusura mercoledì 26 marzo con la partecipazione dei vertici del Governo italiano. L’apertura della forma è stata un omaggio alla qualità italiana e ai valori fondanti dell’Europa, tra i quali fondamentali è la difesa delle produzioni di eccellenza, che generano sostenibilità sociale, economica e ambientale.

Zero Rifiuti Day, la guida di Polenghi Food contro lo spreco

Zero Rifiuti Day, la guida di Polenghi Food contro lo sprecoRoma, 27 mar. (askanews) – In Italia vengono mediamente buttati via al giorno 88,2 grammi di cibo a testa, pari a 617,9 grammi a settimana e 30 kg circa l’anno. Un conto “pesante” anche nelle tasche degli italiani: annualmente i connazionali buttano nella spazzatura 140 euro, per un totale di 8,2 miliardi euro. In occasione della Giornata Internazionale Rifiuti Zero (30 marzo), Polenghi Food insieme a Giorgio Donegani, tecnologo esperto di nutrizione e educazione alimentare, lanciano una guida dei cibi che non scadono (quasi) mai e trucchi per non sprecare nulla, nemmeno i nutrienti degli alimenti.


Filippo Scandellari, amministratore delegato di Polenghi Food, sottolinea che “la lotta allo spreco alimentare è una priorità globale, per questo ci impegniamo anche noi per cercare di contrastare il fenomeno: in ogni fase della nostra filiera promuoviamo un consumo rispettoso delle risorse, all’insegna dell’economia circolare”. “Impariamo a distinguere tra scadenza e Termine minimo di conservazione, evitando di buttare cibi ancora buoni. Pasta e legumi durano a lungo, così come l’olio, l’aceto, le confetture e il succo di limone. Combattere lo spreco alimentare, quindi, è un’azione che inizia dalle nostre case fino alla spesa”, spiega Donegani. Nella guida si pone attenzione alla distinzione tra “da consumarsi entro” e “da consumarsi preferibilmente entro”. Ancora, si può fare attenzione al corretto posizionamento degli alimenti nel frigo per conservarli al meglio. Infine, fare attenzione a pianificare i pasti per evitare sprechi, però, è importante affiancare ad una corretta organizzazione, oltre a fare uno “smart shopping”, una spesa razionale e non guidata dalla classica fame prima di un pasto. Senza dimenticare l’importanza della “cucina degli avanzi”.