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Apo Conerpo: prossime decisione Ue decideranno futuro ortofrutta

Apo Conerpo: prossime decisione Ue decideranno futuro ortofruttaRoma, 26 mar. (askanews) – Le decisioni che verranno prese a livello europeo nei prossimi mesi definiranno il futuro del settore ortofrutticolo italiano, che oggi si trova ad affrontare sfide epocali che ne mettono a rischio la sostenibilità economica e produttiva, fra effetti del cambiamento climatico, crisi delle filiere principali che rischiano una prematura estinzione, fitopatie, parassiti e dinamiche di mercato che favoriscono le produzioni a basso costo importate dall’estero.


E l’Europa, se da un lato rimarca a parole la centralità del settore agricolo, sul piano normativo continua in un percorso di “disarmo forzato” dei produttori, rimuovendo una dopo l’altra tutte le molecole efficaci per tutelare le produzioni. Uno scenario complesso sul quale ha voluto accendere i riflettori Apo Conerpo, principale Organizzazione di Produttori (OP) ortofrutticola europea, che, in occasione delle celebrazioni per il proprio trentennale, ha chiamato a raccolta le istituzioni europee, nazionali e regionali per il convegno “Coltivare il futuro tra politiche green e mercato”. Sul palco, insieme al presidente di Apo Conerpo, Davide Vernocchi, anche Veronika Vrecionova, presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, Felice Assenza, responsabile ICQRF del Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, Raffaele Drei, presidente di Fedagripesca Confcooperative, Alessio Mammi, assessore all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna, e Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative.


Nel corso dell’evento è stata anche scattata da Nomisma una fotografia dettagliata sullo stato di salute dell’ortofrutta italiana ed emiliano-romagnola. Il report ha messo in luce le criticità di alcune filiere emblematiche, evidenziando dati allarmanti: la perdita di oltre il 45% delle superfici coltivate a pere in Emilia-Romagna dal 2014 a oggi, il drastico calo degli ettari dedicati a pesche e nettarine (-56,5% dal 2014 al 2024) e la contrazione del catasto produttivo del kiwi (-6,1% negli ultimi cinque anni), con una significativa riduzione dell’export e un aumento delle importazioni che ne minacciano la competitività. Parallelamente, il report ha evidenziato come l’Italia, nonostante la forte vocazione produttiva, stia progressivamente perdendo la propria autosufficienza in alcune colture strategiche, con conseguenze dirette sull’equilibrio del mercato interno. L’abolizione da parte della Commissione Europea dei quattro quinti delle molecole fitosanitarie autorizzate negli ultimi vent’anni e l’assenza di reciprocità nelle regole commerciali con i Paesi extra-UE rappresentano ulteriori fattori di pressione che compromettono la redditività delle aziende agricole italiane.

Progetto Arabika da 2021 sostiene crescita coltivatori caffè Kenya

Progetto Arabika da 2021 sostiene crescita coltivatori caffè KenyaRoma, 26 mar. (askanews) – Dal 2021 in Kenya il Progetto Arabika, un’iniziativa nata per trasformare il settore del caffè, ha sostenuto la crescita di circa 30.000 piccoli produttori in 7 contee, organizzati in 21 cooperative agricole. Finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, il progetto è realizzato in collaborazione con CEFA – Il Seme della Solidarietà, Fondazione AVSI e E4Impact Foundation.


Il Kenya è noto per la produzione di caffè arabica di alta qualità, caratterizzato da un profilo aromatico complesso e da una spiccata acidità fruttata. Tuttavia, nonostante la sua tradizione secolare e le tecniche di coltivazione artigianali, molti piccoli produttori faticano a ottenere un prezzo equo. Il Progetto Arabika è nato proprio per migliorare la produttività e la qualità, garantendo al contempo un accesso equo ai mercati. Tra gli obiettivi chiave migliorare la produzione e la lavorazione del caffè, introducendo pratiche agricole sostenibili per far fronte ai cambiamenti climatici; implementare un sistema di tracciabilità completa, garantendo la trasparenza della filiera per i consumatori; rafforzare la resilienza economica dei produttori, promuovendo l’accesso a mercati diretti e migliorando il valore aggiunto del loro prodotto; favorire l’inclusione di donne e giovani nella catena del valore del caffè, sostenendo un’occupazione equa e sostenibile.


Per migliorare l’apprendimento pratico, il progetto ha istituito 210 campi dimostrativi fornendo agli agricoltori formazione pratica su potatura, gestione del suolo, controllo delle malattie e tecniche di raccolta. Oltre 29.000 agricoltori sono stati formati nelle tecniche di produzione intelligenti rispetto al clima, garantendo sostenibilità nel settore, mentre 28.000 coltivatori hanno partecipato a corsi di formazione su governance, trasparenza e tracciabilità. Inoltre, l’iniziativa Young Service Providers ha formato 149 giovani in servizi agricoli chiave, garantendo la continuità della coltivazione del caffè tra le nuove generazioni.

Il 30 marzo marcia ‘Stop pesticidi’ in Trentino e Veneto

Il 30 marzo marcia ‘Stop pesticidi’ in Trentino e VenetoRoma, 26 mar. (askanews) – Anche il WWF Italia aderisce alla “Marcia Stop Pesticidi” organizzata per domenica 30 marzo in Trentino-Alto Adige e in Veneto per ribadire che la riduzione dei veleni in agricoltura deve essere una priorità dell’Unione Europea e dell’Italia. Una marcia che arriva a pochi giorni dalla conclusione del villaggio di Agricoltura E’, organizzato dal Masaf a Roma per mettere in mostra le varie dimensioni dell’agricoltura ma che, secondo il Wwf, “nasconde abilmente i suoi difetti, ad iniziare dall’utilizzo dei pesticidi chimici che avvelenano le acque, il suolo, l’aria, distruggendo la biodiversità e compromettendo la qualità della vita di migliaia di cittadini residenti in aree rurali con coltivazioni intensive”.


Per denunciare i rischi dell’esposizione ai pesticidi domenica 30 marzo i cittadini del Trentino-Alto Adige a Caldaro e del Veneto da Cison all’Abbazia di Follina con la nuova edizione della “Marcia Stop Pesticidi” torneranno a chiedere che la riduzione dell’uso dei pesticidi continui a rappresentare una priorità dell’Unione europea, evidenziando al contempo come i nuovi OGM (definiti in Italia TEA, Tecniche di Evoluzione Assistita) non costituiscono una valida alternativa. “La Visione dell’Agricoltura e Alimentazione, presentata dalla Commissione europea il 19 febbraio scorso – sostiene il Wwf – ha archiviato definitivamente il Regolamento europeo per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (SUR) e con esso l’obiettivo della riduzione del 50% dell’uso dei pesticidi entro il 2030”. L’associazione punta quindi a agroecologia e agricoltura biologica come alternativa all’uso dei pesticidi, sottolineando che il biologico italiano continua a crescere e ha raggiunto, alla fine del 2023, quasi 2,5 milioni di ettari (+4,5%, rispetto al 2022), pari al 19,8% della Superfice agricola utilizzata (SAU) considerando che la superficie agricola utilizzata arriva a 12,4 milioni di ettari complessivi.


Nonostante questo, denuncia il Wwf, l’Italia “resta ancora senza un Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei pesticidi, scaduto dal 2019 e mai rinnovato con disposizioni più stringenti come l’obbligo della distanza di sicurezza inderogabile di almeno 50 metri dalle abitazioni per i trattamenti fitosanitari e l’obbligo dell’attuazione delle Linee guida per la tutela delle acque e della biodiversità, definite da un Decreto interministeriale del 2015, ad oggi mai applicato”.

Fao: a rischio diversità genetica di piante e foreste

Fao: a rischio diversità genetica di piante e foresteRoma, 26 mar. (askanews) – La diversità genetica delle nostre piante e foreste è a rischio e bisogna dare più potere agli agricoltori, alle popolazioni indigene, alle comunità locali e agli scienziati per conservare e utilizzare le risorse genetiche necessarie a creare sistemi agroalimentari resilienti che resistano a sfide come i cambiamenti climatici. E’ l’avvertimento lanciato dalla Fao in due rapporti pubblicati questa settimana che sottolineano la necessità di un’azione urgente.


Si tratta del terzo rapporto sullo stato delle risorse genetiche vegetali mondiali per l’alimentazione e l’agricoltura, pubblicato lunedì, e del secondo rapporto sullo stato delle risorse genetiche forestali mondiali, pubblicato mercoledì, che rivelano tendenze preoccupanti nella diversità globale delle piante e delle foreste. Oltre il 40% di tutti i taxa esaminati non sono più presenti in almeno una delle aree in cui erano precedentemente coltivati o si trovavano naturalmente, mentre circa un terzo delle specie arboree è minacciato. I rapporti evidenziano perdite nella diversità vegetale e preoccupanti lacune nei dati, con poche buone notizie. Ad esempio, dal 2009, c’è stato un aumento dell’8% nella conservazione di semi o altri materiali vegetali nelle “collezioni di germoplasma”, contribuendo a garantire che le risorse genetiche necessarie per i futuri programmi di allevamento rimangano disponibili. Il mercato globale delle sementi è aumentato di valore da 36 miliardi di dollari nel 2007 a oltre 50 miliardi di dollari nel 2020, con 40 paesi che hanno segnalato miglioramenti nei loro sistemi di sementi, facilitando l’adozione da parte degli agricoltori di varietà di colture idonee.


“Rafforzare la conservazione e l’uso sostenibile delle risorse genetiche vegetali non è solo una priorità agricola, è una necessità fondamentale per garantire un futuro più sostenibile, resiliente e sicuro dal punto di vista alimentare per tutti”, ha scritto il Direttore generale della FAO QU Dongyu nella prefazione del rapporto. Quanto allo stato delle risorse genetiche forestali mondiali, nonostante le valutazioni tassonomiche e delle minacce effettuate nell’ultimo decennio abbiano aumentato la disponibilità di informazioni su alberi e altre specie di piante legnose, tuttavia, la maggior parte di queste specie rimane inadeguatamente studiata. Ci sono circa 58.000 specie di alberi in tutto il mondo, circa 1.600 specie di bambù legnoso e quasi 500 specie di rattan (palme rampicanti). Le specie arboree minacciate, circa il 30% del totale, si trovano in tutto il mondo, ma la maggior parte si trova in aree tropicali e subtropicali.


A livello globale, la deforestazione, il degrado forestale, i cambiamenti climatici, gli incendi, i parassiti, le malattie e le specie invasive stanno minacciando molti alberi e ne stanno erodendo la diversità genetica. Oltre due terzi dei paesi hanno programmi nazionali di semi di alberi, ma molti stanno riscontrando carenze di semi e altri materiali riproduttivi.

In lattiero-caseario tecnologia pilastro per trattenere giovani

In lattiero-caseario tecnologia pilastro per trattenere giovaniRoma, 26 mar. (askanews) – “Formare e trattenere le nuove generazioni all’interno delle cooperative lattiero-casearie è il presupposto per avviare e sostenere quella transizione tecnologica senza la quale non può sussistere quella ambientale”: così Simona Caselli, presidente di Granlatte, sottolinea il ruolo determinante della tecnologia nel fornire tutti quegli stimoli necessari a far sì che i giovani abbiano la voglia di continuare a fare il mestiere dei padri.


“I cambiamenti e gli investimenti richiesti dall’agricoltura 4.0 necessitano sempre di più della spinta innovatrice, dell’intuito e della formazione dei giovani che sanno portare all’interno delle realtà zootecniche una visione più allargata, pronta ad accogliere le sfide del futuro – continua Caselli – ecco perché crediamo nell’importanza e nella capacità della cooperazione di assumersi i costi delle strutture tecnologiche messe poi a disposizione degli allevatori. Solo fornendo alle giovani generazioni gli strumenti hi tech applicabili alle proprie realtà, le cooperative potranno continuare ad essere attrattive e ad avere quel ruolo di agenti di cambiamento”. Oggi la cooperazione lattiero-casearia è in campo, non solo per fornire alle sue realtà l’assistenza tecnologica necessaria per accogliere i cambiamenti, ma anche per sostenere e valorizzare, con una comunicazione dall’approccio contemporaneo e sempre più social, l’intero comparto, attraverso il progetto “Think Milk, Taste Europe, Be Smart!”, promosso dal settore lattiero-caseario dell’Alleanza delle Cooperative Italiane, realizzato da Confcooperative con il cofinanziamento della Commissione europea.

Bitonci: approfondire dinamiche aumenti prezzi caffè e cacao

Bitonci: approfondire dinamiche aumenti prezzi caffè e cacaoRoma, 26 mar. (askanews) – “Con la convocazione della Commissione di Allerta rapida di oggi abbiamo voluto fare chiarezza sull’aumento dei prezzi di caffè e cacao, che da inizio 2024 hanno registrato incrementi a doppia cifra, superiori rispettivamente al +18% e al +15%”. Lo dichiara in una nota il sottosegretario alle Imprese e al Made in Italy, Massimo Bitonci, a margine della Commissione di Allerta rapida di sorveglianza dei prezzi di alcuni prodotti coloniali.


In un contesto guidato da fattori esterni come l’impennata della domanda globale, il cambiamento climatico e le tensioni logistiche nei Paesi produttori l’Italia, “fortunatamente – spiega Bitonci – sta registrando dinamiche meno accentuate rispetto ad altri Paesi europei, ma è necessario continuare a monitorare la situazione con attenzione e garantire trasparenza nella formazione dei prezzi lungo tutta la filiera”. A incidere sugli aumenti sono anche le incertezze legate al Regolamento UE sulla deforestazione e la questione dell’aumento dei costi degli imballaggi “che rischiano di aggravare ulteriormente la situazione”, sottolinea Bitonci che poi definice “positivo il rinvio di un anno dell’applicazione del Regolamento, ma occorre – conclude – una riflessione più ampia per bilanciare la tutela ambientale con la sostenibilità economica. Il mercato si è adoperato per limitare le ricadute sui prezzi al consumo, ma le previsioni non riflettono completamente la capacità di contenimento”.

Il ministro Lollobrigida alla inaugurazione di Agriumbria

Il ministro Lollobrigida alla inaugurazione di AgriumbriaRoma, 26 mar. (askanews) – Sarà presente il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, alla inaugurazione di Agriumbria, in programma venerdì 28 marzo alle 12 a Bastia Umbria alla presenza di Stefania Proietti, presidente della Regione Umbria e di Stefano Ansideri, presidente di Umbriafiere.


La tre giorni si inserisce in un momento ‘caldo’ per l’attualità, agitata dalle possibili ripercussioni dei dazi Usa in un contesto globale ancora poco chiaro e molto “mosso”. L’Italia rappresenta la terza agricoltura europea per valore della produzione, ma la prima per valore aggiunto generato. Ciò discende da una forte specializzazione e vocazionalità del proprio modello agricolo: di questo si parlerà nei convegni e negli appuntamenti organizzati dalla manifestazione in collaborazione con le diverse sigle e associazioni di categoria. La Regione Umbria – Assessorato all’Agricoltura e l’Autorità di Gestione dello sviluppo rurale si presentano con uno spazio istituzionale ricco di appuntamenti divulgativi ma anche promozionali del territorio. “L’Umbria rinasce dai borghi rurali”, è infatti il claim che caratterizza la presenza istituzionale ad Agriumbria nonché il fulcro del racconto che sarà offerto presso lo stand allestito all’interno del padiglione 7 della fiera.

Parte domani il pellegrinaggio equestre per il Giubileo

Parte domani il pellegrinaggio equestre per il GiubileoRoma, 26 mar. (askanews) – Arriverà a Roma, in piazza San Pietro, il 14 maggio l’Equiraduno dell’Anno Santo, il pellegrinaggio a cavallo che partirà domani da Varese con 250 cavalli e cavalieri provenienti da diverse regioni.


L’iniziativa, promossa da Confagricoltura e dalla Federazione Nazionale di Prodotto Allevamenti Equini, è realizzata in collaborazione con Federlombarda e il Consorzio Cavalli Varese nell’ambito di Final-Furlong, rete d’impresa dedicata alla promozione dello sviluppo economico e alla valorizzazione territoriale attraverso il settore equestre. Il progetto è realizzato in collaborazione con la Regione Lombardia. L’evento rappresenta un’opportunità per riscoprire il rapporto millenario tra uomo, cavallo e territorio, promuovendo il turismo slow e sostenibile. “Il cavallo è un ponte tra passato e futuro, tra cultura e natura. Questo viaggio è una celebrazione del nostro patrimonio equestre e del valore che questi animali hanno nella nostra società”, afferma Ferruccio Badi, presidente della FNP Allevamenti Equini di Confagricoltura.


La tratta lombarda partirà dal Sacro Monte di Varese, sito UNESCO, con la benedizione alla Fontana del Mosè. Il percorso attraverserà il Parco Campo dei Fiori e la Via Francisca del Lucomagno, passando per Induno Olona, Sumirago e Milano, dove sabato, 29 marzo, i cavalieri riceveranno la benedizione in Duomo. Il tutto sarà scortato dai Cavalieri dell’Esercito Voloire di stanza alla Caserma Perrucchetti di Milano, dai Carabinieri a Cavallo, dalla Polizia a Cavallo e dalle Giacche Verdi, prima di proseguire verso Piazza San Pietro. La tratta lombarda si concluderà il 13 aprile a Varzi (Pavia), dove il gruppo si unirà ai cavalieri piemontesi per proseguire verso la capitale. In Lombardia si contano oltre 40.000 cavalli e più di 15.000 allevamenti e strutture correlate, contribuendo al totale di circa 400.000 capi presenti in Italia.


“Il settore dell’allevamento e gestione degli equidi nelle aziende agricole e agrituristiche – conclude Badi – crea occupazione e coinvolge numerosi altri comparti, generando un indotto importante per tutto il territorio. È importante sottolineare il ruolo sociale del cavallo, sempre più riconosciuto nell’educazione e nella terapia, creando un legame profondo con la natura. Il Giubileo del Cavallo rappresenta pertanto anche un’occasione per riflettere sull’impatto positivo di questi animali sulla società”.

Anbc-Fipe: in 2024 banqueting +5,8%, fatturato oltre 2,2 mld

Anbc-Fipe: in 2024 banqueting +5,8%, fatturato oltre 2,2 mldRoma, 26 mar. (askanews) – “Nel 2024 abbiamo assistito a una crescita significativa, che testimonia la vitalità e il potenziale del comparto. Tuttavia, per consolidare e ampliare questi risultati, è fondamentale investire in quattro aree chiave: servizi, lavoro, certificazione e giovani”. Lo ha detto Paolo Capurro, presidente Anbc-Fipe, l’Associazione Nazionale Banqueting e Catering, di cui oggi a Palazzo Brancaccio a Roma si è tenuta l’assemblea nazionale dal titolo “Noi e il Futuro del Banqueting: Azioni di Valore per le Nuove Generazioni”.


Il comparto del banqueting e catering ha registrato nel 2024 una crescita del 5,8%, proseguendo il trend positivo del 2023 (+15%). Il fatturato ha superato i 2,2 miliardi di euro, confermando la solidità del settore, che impiega oltre 100.000 addetti, di cui 14.000 a tempo indeterminato. La Lombardia si distingue come la regione con la più alta concentrazione di attività, rappresentando il 21,4% del totale nazionale. Inoltre, il 26,5% delle imprese è a conduzione femminile. L’assemblea di oggi rappresenta un appuntamento chiave per delineare strategie e azioni concrete del settore. Quattro i temi centrali per lo sviluppo e la crescita, dall’importanza di dare strumenti innovativi e un supporto costante agli associati per garantire competitività e qualità dei servizi offerti al recente rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, con la presenza per la prima volta di ANBC-FIPE alla contrattazione e alla stipula. Passando per la certificazione “Banqueting Excellence” che garantirà trasparenza e certificherà l’eccellenza delle imprese del settore e l’importanza di percorsi formativi mirati e collaborazioni con le scuole alberghiere per assicurare un ricambio generazionale qualificato.


Valentina Picca Bianchi, vicepresidente vicario ANBC, ha annunciato che l’associazione intende strutturare percorsi di formazione che vadano oltre la scuola alberghiera, integrando esperienze sul campo, mentoring e networking tra imprese. “Il banqueting e il catering sono motori di valore – ha detto Capurro – non solo economico ma anche sociale e culturale. Investire in servizi, lavoro, certificazione e giovani significa dare un segnale forte di crescita e solidità”. “Il futuro del settore – ha concluso – si costruisce con investimenti mirati, innovazione e un impegno costante per la legalità e la valorizzazione delle competenze, per garantire un comparto sempre più competitivo e dinamico, capace di adattarsi alle nuove esigenze del mercato”.

Confagricoltura Verona: bloccati ordini Usa per vini Valpolicella

Confagricoltura Verona: bloccati ordini Usa per vini ValpolicellaRoma, 26 mar. (askanews) – Ordini congelati da parte degli importatori per i vini della Valpolicella, imballati e pronti per la spedizione negli Stati Uniti, ma fermi nelle cantine in attesa di capire se ci saranno o meno gli ipotetici dazi del 200% annunciati dal presidente Usa Donald Trump. Lo rende noto Piergiovanni Ferrarese, membro di giunta di Confagricoltura Verona e presidente nazionale della sezione vino dei Giovani di Confagricoltura, che spiega che gli importatori non si fidano a mettere i container sulle navi, con il rischio che la merce arrivi a destinazione quando il prezzo delle bottiglie sarà cambiato.


“Gli ordini dagli Usa di gennaio e febbraio pre Vinitaly sono quasi tutti fermi – conferma Ferrarese – Le cantine della Valpolicella hanno ricevuto il cosiddetto approntamento, cioè la richiesta di evadere ordini, e perciò abbiamo proceduto alla preparazione dei bancali e all’etichettatura. Ma gli importatori non si fidano a procedere nello scenario di incertezza sui dazi. Dazi che, al momento, si vocifera essere confermati al 200% e andrebbero a colpire soprattutto la fascia dei prodotti entry level, cioè Valpolicella Classico e Superiore, e in secondo ordine il Ripasso. L’Amarone, essendo destinato a un consumatore di fascia alta, avrà probabilmente meno ripercussioni. Il problema è che gli importatori eseguono ordini misti, componendo bancali con vini di ogni tipologia e fascia. Perciò, al momento, è tutto fermo”. Negli Stati Uniti c’è stato chi, nei mesi di novembre e dicembre, paventando la possibilità di una vittoria di Trump, ha accelerato sull’evasione degli ordini dalla Valpolicella, riempiendo i magazzini con i grandi vini rossi del territorio veronese. “C’è chi, invece, ha voluto indugiare, per capire come sarebbero andate le cose – spiega Ferrarese – Oggi siamo arrivati al punto che il prezzo dei container è sceso di molti dollari, tornando quasi ai livelli pre pandemia. E questo renderebbe gli importatori felici di ordinare. Ma il mondo del vino sta letteralmente fermo a guardare cosa accade”.


L’auspicio dei produttori veronesi è che “gli organi competenti a livello nazionale ed europeo continuino nei tavoli opportuni a mantenere alta l’attenzione – rimarca Ferrarese – e soprattutto a scongiurare l’introduzione di dazi. Da sempre si sa che le guerre commerciali non vedono vincitori, ma portano a scompensi a tutte le parti in gioco. Ma se malauguratamente le tariffe dovessero essere introdotte, la Valpolicella dovrà concentrarsi nel guardare ad altri orizzonti, continuando a monitorare mercati nuovi e storici, e non farsi trovare impreparata”. Ad oggi ci sono Paesi interessanti per il vino veronese nell’Est Europa e mercati affermati come Cina, Corea, Singapore, Thailandia, che negli ultimi cinque-sei anni hanno visto incrementare l’interesse verso la Valpolicella. E poi ci sono sbocchi nuovi come l’India. Ma è un fatto che gli Usa, con quasi 600 milioni di euro, rappresentano il 20% dei 2,8 miliardi di export vinicolo in Veneto. Il giro d’affari della Valpolicella vale circa 700 milioni di euro, di cui l’11% dall’export negli Stati Uniti.