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Coldiretti: blocco spedizioni vini costa 6 mln al giorno a cantine

Coldiretti: blocco spedizioni vini costa 6 mln al giorno a cantineRoma, 27 mar. (askanews) – Il blocco delle spedizioni di vino verso gli Stati Uniti a causa dei timori legati ai dazi potrebbe costare 6 milioni al giorno alle cantine italiane, con un danno economico immediato al quale rischia di aggiungersene uno a livello strutturale: la perdita del posizionamento del prodotto sugli scaffali statunitensi. E’ quanto emerge da una stima della Consulta Vitivinicola della Coldiretti, effettuata sulla base dei dati Istat delle vendite a marzo-aprile 2024.


Con il 96% dell’export agroalimentare verso gli Usa che viaggia su nave, il timore è che i carichi possano arrivare a destinazione quando i dazi sono già scattati. Questo, spiega Coldiretti, ha creato una situazione di stallo, con gli importatori che attendono segnali dall’amministrazione Trump prima di effettuare gli ordini, a meno di non avere una scarsità di stock. Una situazione che danneggia le aziende vinicole italiane, che potrebbero non recuperare le commesse perse. Ma il pericolo è anche quello di perdere quota di mercato e posizionamento sugli scaffali conquistati nel corso di un decennio che ha visto il valore dell’export di vino negli Usa triplicare. Secondo un’analisi della Consulta Vitivinicola della Coldiretti presieduta da Francesco Ferreri, un dazio al 200% potrebbe portare alla perdita fino al 70-80% delle esportazioni di vino, favorendo la concorrenza da parte di altri Paesi non colpiti dalla guerra commerciale. Una vera e propria stangata da almeno un miliardo per le cantine italiane.


Durante il primo mandato Trump il vino rimase escluso – ricorda Coldiretti – dai dazi che colpirono l’agroalimentare Made in Italy, dai formaggi ai liquori, ma le vendite fecero comunque segnare un calo del 6%.

Cereal Docks lancia progetto per agricoltura rigenerativa

Cereal Docks lancia progetto per agricoltura rigenerativaRoma, 27 mar. (askanews) – Un progetto pilota di durata triennale che coinvolge una quindicina di aziende agricole per incoraggiare la transizione verso un modello agricolo più resiliente e sostenibile implementando pratiche di agricoltura rigenerativa di cui misurare i benefici. Il progetto si chiama “Nurture The Future ed è stato presentato ieri da Cereal Docks, gruppo industriale italiano attivo nella prima trasformazione agroalimentare.


Il progetto prende vita nel 2023 con il lancio dell’omonimo manifesto e nasce dalla volontà di Cereal Docks di supportare la transizione ecologica nel settore agricolo, combinando innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale, sociale, ma anche economica. Con il coordinamento del Dipartimento Agronomico di Cereal Docks, e in collaborazione con le società di consulenza DSS+ e xFarm, le aziende agricole coinvolte nel progetto (per un totale di oltre mille ettari) avranno la possibilità di testare e misurare sul campo i benefici di tecniche come minime lavorazioni del suolo, colture di copertura (cover crops), ottimizzazione degli input tecnici, rotazione delle colture, semina di precisione, corretto utilizzo delle risorse idriche e gestione sostenibile della biodiversità, per garantire un’agricoltura più efficiente e meno impattante sull’ambiente. “Con Nurture The Future vogliamo dare un contributo concreto all’evoluzione del settore, fornendo alle aziende strumenti mirati per rafforzare l’ecosistema agricolo migliorando l’uso delle risorse naturali senza compromettere la produttività – spiega in una nota Andrea Pietrobelli, Agronomic Department Manager di Cereal Docks – L’agricoltura rigenerativa rappresenta una grande opportunità per ridurre l’impatto ambientale e garantire sia la sostenibilità del sistema agricolo che la sicurezza alimentare nel lungo periodo”.

Federico Stanzani nuovo direttore generale Civ, consorzio vivaisti

Federico Stanzani nuovo direttore generale Civ, consorzio vivaistiRoma, 27 mar. (askanews) – Federisco Stanzani è il nuovo direttore generale del Consorzio Italiano Vivaisti (CIV). Stanzani da due anni era già in azienda con il ruolo di direttore commerciale. “Con questa nomina, il CIV si prepara a una fase di crescita e rinnovamento, rafforzando la propria posizione nel settore vivaistico e ortofrutticolo, in linea con la sua missione di innovare la frutticoltura per un futuro più efficiente e sostenibile”, si spiega in una nota.


“Lavoreremo con determinazione per consolidare le nostre strategie ad attività per affrontare le sfide future con uno sguardo sempre rivolto alla sostenibilità e all’innovazione”, ha detto Stanzani. E il presidente del CIV, Mauro Grossi, ha anticipato che uesta nomina rappresenta solo la prima di una serie di importanti novità “che vedrà il Consorzio come protagonista nei prossimi mesi, a conferma della costante evoluzione dell’azienda e della sua missione di eccellenza nel miglioramento genetico di specie frutticole”. Nato 40 anni fa dall’iniziativa di tre aziende leader nel panorama frutticolo italiano (Salvi Vivai, Mazzoni Vivai e Tagliani Vivai), il Civ è attivo nell’innovazione varietale al servizio della filiera frutticola. E ora punta a rafforzare e ampliare le proprie strategie di sviluppo, con un focus su ricerca avanzata, sostenibilità e miglioramento genetico.

Giansanti: dopo incontro con funzionari Usa ci aspettiamo Big Bang

Giansanti: dopo incontro con funzionari Usa ci aspettiamo Big BangRoma, 27 mar. (askanews) – “Come presidente degli agricoltori europei, a Washington ho incontrato l’amministrazione americana che ci ha preannunciato un Big Bang per il 2 aprile. Ci aspettiamo mosse dure”. Così Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, intervenuto al programma ‘Radio Anch’io’ di Giorgio Zanchini.


“In questa fase di incertezza, molti ordini americani di prodotti agroalimentari made in Italy rimangono per ora inevasi perché nessuno sa a quanto ammonteranno i dazi – ha proseguito Giansanti – Se arrivassero al 200% di fatto annullerebbero le esportazioni verso il mercato americano. Pensiamo al vino, il mercato USA è il primo riferimento. Tornando a puntare tutto solo sull’Europa esploderebbe la competizione interna. Anche per pasta, pomodoro, olio, sarebbe una situazione inaccettabile. Chiederemo fermezza all’Unione europea”, ha concluso.

D’Eramo: a Roma 3 giorni di agricoltura al centro della politica

D’Eramo: a Roma 3 giorni di agricoltura al centro della politicaRoma, 26 mar. (askanews) – “Tre giorni intensi che, in occasione dell’anniversario della firma dei Trattati di Roma, hanno portato nuovamente l’agricoltura al centro della Capitale e al centro della politica italiana ed europea, come era stato 68 anni fa”. Così in una nota il sottosegretario all’Agricoltura, sovranità alimentare e foreste, Luigi D’Eramo, nel giorno conclusivo della manifestazione che ha visto assoluto protagonista il settore Primario, fra dibattiti, incontri, stand delle Regioni e delle organizzazioni agricole nel villaggio di “Agricoltura È” di Piazza della Repubblica.


“Una kermesse che ha visto la partecipazione delle più alte cariche dello Stato, che si è aperta – ricorda il sottosegretario – con l’intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è proseguita con la prima visita ufficiale in Italia del commissario europeo all’Agricoltura Cristophe Hansen, e che ha visto la partecipazione, fra gli altri, del presidente della Camera, Lorenzo Fontana, dei vice premier Matteo Salvini e Antonio Tajani, e si è chiusa con il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni”. “È stato rilanciato con forza un messaggio chiaro: l’agricoltura è, e sarà sempre di più, la base su cui si fondano il nostro Paese e l’Europa, il cuore della nostra civiltà. È storia, presente ed è soprattutto il futuro – prosegue D’Eramo -. Agricoltori, allevatori e pescatori sono i primi custodi dell’ambiente e del territorio, sono la soluzione e non un problema, come qualcuno ha cercato di far credere in un recente passato. Per questo le nostre imprese devono essere sostenute con adeguate risorse. Superata finalmente l’ideologia green si è tornati, anche grazie all’impegno e al lavoro del governo italiano, a parlare di competitività e redditività”.


“Anche il commissario Hansen – ricorda il sottosegretario – ha evidenziato il ruolo fondamentale delle aree rurali interne. Mantenerle vitali è essenziale: per garantire la produzione di cibo e preservare la bellezza delle nostre regioni, ma anche per la sicurezza, alimentare, e non solo. E l’Italia anche su questo vuole essere, e sarà, un punto di riferimento”, conclude D’Eramo.

Coldiretti incontra Vrecionova: no a fondo unico Pac

Coldiretti incontra Vrecionova: no a fondo unico PacRoma, 26 mar. (askanews) – L’impatto che i dazi e le tensioni internazionali potrebbero avere sul sistema agricolo europeo impone di garantire risorse adeguate agli agricoltori per assicurare la sovranità e la sicurezza alimentare e di evitare ogni ipotesi di accorpamento dei fondi della Politica agricola comune, che metterebbero in crisi tante aziende agricole. E’ uno degli spunti emersi dall’incontro tra il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini e la presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Veronika Vrecionova, alla presenza anche del segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo, nell’ambito dell’evento “Agricoltura è”, organizzato a Roma dal Masaf.


Il cambio di passo nella vision dell’agricoltura europea per Coldiretti va ora supportato “assicurando sostegni adeguati alle imprese agricole, partendo dal concetto che i fondi Pac devono essere destinati solo ai veri agricoltori”. La Pac in Europa vale oggi 386 miliardi di euro in totale fino al 2027, di cui trentacinque miliardi di euro per l’Italia, ricorda la Coldiretti. Negli Usa il Farm Bill, il programma di sostegno all’agricoltura statunitense, vale 1400 miliardi di dollari in dieci anni e con la presidenza Trump potrebbe crescere ulteriormente. Ma se si guarda a un altro competitor dell’Europa, la Cina, questa attualmente produce il 70% in più dell’intera produzione agricola dell’Unione.


Un gap importante, sostiene Coldiretti, che penalizza gli agricoltori europei, già colpiti dagli effetti della concorrenza sleale. Le importazioni incontrollate dai Paesi Extra Ue, infatti, rappresentano di fatto un dumping insostenibile per le aziende agricole italiane e dell’Unione. Un principio da tenere in considerazione nella stipula degli accordi commerciali, come nel caso del Mercosur, conclude la confederazione agricola.

La ‘zuppa della felicità’ vince Agrichef Festival 2025

La ‘zuppa della felicità’ vince Agrichef Festival 2025Roma, 26 mar. (askanews) – La cucina contadina è da sempre anche antispreco. A ricordarlo, la VII edizione di Agrichef Festival, l’evento itinerante promosso da Turismo Verde, l’Associazione agrituristica di Cia-Agricoltori Italiani, per rilanciare i piatti tipici della tradizione contadina, chiamando ai fornelli agrichef e studenti degli istituti alberghieri. Oggi la finale nazionale all’Istituto alberghiero “Amerigo Vespucci” di Roma. Ad aggiudicarsi il podio 2025, “La zuppa della felicità” proposta dalla Puglia, realizzata dall’Agrichef Federica Sparascio (Agriturismo “Gli Ulivi” a Tricase, Le) insieme agli studenti dell’Istituto Alberghiero e Turistico – IPSEO “Aldo Moro” di Santa Cesarea Terme (Le).


Al secondo posto i tortelli “La mia terra” dell’Emilia-Romagna (Agrichef Federico Mei, Agriturismo “Corte dell’Abbadessa”, Istituto “Vergani Navarra”), terza l’”Anguilla in saor di porri” del Veneto (Agrichef Fiorella Zerbini, Agriturismi “Le Manciane”, “La Barena” e “Le Saline”, Istituto “Elena Cornaro”). Dopo la road map in tutta Italia, a contendersi il riconoscimento nazionale, i cuochi agricoltori vincitori delle 7 tappe regionali in: Campania, Emilia-Romagna, Liguria, Piemonte, Puglia, Toscana e Veneto. “In tempi di guerre che destabilizzano intere comunità, soprattutto le più piccole, le loro abitudini e consuetudini a tavola, tutelare la qualità del cibo Made in Italy e, prima ancora, la sicurezza alimentare globale – hanno detto i presidenti nazionali di Turismo Verde, Mario Grillo, e di Cia, Cristiano Fini – vuol dire anche rinnovare l’impegno di Agrichef Festival nella promozione della cucina contadina e, soprattutto, tra le giovani generazioni. Inoltre, – hanno aggiunto – sentiamo l’urgenza di diffondere l’impegno costante, per natura, di agrichef e agricoltori per la sostenibilità e il riciclo, un patrimonio valoriale fatto di ricette che devono entrare nelle scuole, arrivare a futuri cuochi, restare nelle peculiarità degli agriturismi, pilastro importante nelle aree interne”.

Le eccellenze campane alla Cena delle stelle di Eataly Roma

Le eccellenze campane alla Cena delle stelle di Eataly RomaRoma, 26 mar. (askanews) – Una cena all’insegna delle eccellenze stellate della Campania: l’appuntamento è per lunedì 31 marzo, quando si svolgerà a Eataly Roma Ostiense una serata con 4 stelle Michelin e un World Pastry Star.


Un’occasione irripetibile per degustare piatti iconici, realizzati con maestria da Maicol Izzo (Piazzetta Milù, Castellammare di Stabia, 2 stelle Michelin), Luigi Tramontano (O me o il mare, Gragnano, 1 stella Michelin) e Giuseppe Molaro (Contaminazioni, Somma Vesuviana, 1 stella Michelin). Il gran finale sarà affidato al talento di Pasquale Marigliano, dell’omonima pasticceria, di Nola in provincia di Napoli, insignito delle Tre Torte Gambero Rosso dal 2011 e World Pastry Star 2023. La Cena delle Stelle, che si svolgerà presso il ristorante Terra al secondo piano, è un evento speciale per celebrare l’eccellenza enogastronomica della Campania attraverso il talento di chef e artigiani del gusto, accompagnati dai vini iconici di Feudi di San Gregorio.

Vrecionová: spero in budget Pac almeno come quello di oggi

Vrecionová: spero in budget Pac almeno come quello di oggiRoma, 26 mar. (askanews) – “Abbiamo una discussione aperta con il Commissario Hansen sul budget. Il mio auspicio è di avere un budget della Pac almeno come quello di oggi”. Lo ha detto Veronika Vrecionová, presidente della Commissione per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo, intervenendo al convegno organizzato oggi da Apo Conerpo, la principale Organizzazione di Produttori (OP) ortofrutticola europea.


“Ci sono tanti problemi all’ordine del giorno, tante nuove priorità, dalla Difesa alla Sicurezza: ma la discussione aperta sull’agricoltura nella visione dello stesso Hansen è molto importante – ha detto Vrecionová – Il Commissario è ben consapevole del ruolo che ha l’agricoltura e del valore strategico del settore ortofrutta nella sicurezza agroalimentare”. La presidente della Commissione per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo, ha quindi assicurato che la sicurezza “è essenziale non solo per la Difesa, ma anche in termini alimentari. Siamo ben consci di questo. Spero che nella nuova Pac – ha detto – vedrete anche un migliore equilibrio tra motivazioni, norme e regole. Vogliamo supportare l’innovazione e avere meno burocrazia attraverso una semplificazione generale di un sistema molto complesso. Stiamo ascoltando le esigenze degli agricoltori e vogliamo sviluppare una Pac più semplice e ancora più vicina ai produttori”.

Vernocchi (Apo Conerpo): Ue decida se vuole salvare ortofrutta

Vernocchi (Apo Conerpo): Ue decida se vuole salvare ortofruttaRoma, 26 mar. (askanews) – “L’ortofrutta italiana sta affrontando una delle fasi più critiche della propria storia. Bruxelles deve decidere se si vuole davvero salvaguardare la nostra produzione ortofrutticola o se si vuole lasciare il mercato ai prodotti d’importazione, meno sicuri e meno sostenibili. Il tempo, ormai, è tiranno”: lo ha detto Davide Vernocchi, presidente di Apo Conerpo, la principale Organizzazione di Produttori (OP) ortofrutticola europea, nel corso del convegno “Coltivare il futuro tra politiche green e mercato”.


“La combinazione di cambiamento climatico, restrizioni normative europee e concorrenza internazionale, rischia di compromettere la competitività di un settore strategico per l’economia del Paese e per l’intera Europa – ha sottolineato Vernocchi – La questione non riguarda solo la produzione, ma l’intero sistema agroalimentare, dalla tutela del reddito degli agricoltori alla sicurezza alimentare per i consumatori”. Vernocchi è poi intervenuto sulla progressiva riduzione dei prodotti fitosanitari disponibili imposta dalla Commissione Europea: “l’Italia – ha detto – ha perso circa il 70% delle molecole autorizzate, con un’accelerazione drastica a partire dal 2000. Questo oggi significa che per ogni principio attivo eliminato, in mancanza di alternative efficaci si rischia di perdere intere colture fondamentali per il tessuto produttivo nazionale con un impatto gravissimo sia sul piano economico che di sostenibilità ambientale”.


“Siamo di fronte a un bivio – ha quindi sottolineato – le decisioni che verranno prese a livello europeo nei prossimi mesi definiranno il futuro del settore ortofrutticolo italiano. Non possiamo permetterci di perdere altre superfici produttive né di lasciare il mercato interno nelle mani di prodotti di importazione che non garantiscono gli stessi standard qualitativi e ambientali delle nostre produzioni”. Ma, secondo Apo Conerpo, la strada per uscire dalla crisi che minaccia l’ortofrutta italiana c’è e ha tappe precise: “servono regole commerciali basate sulla reciprocità – ha concluso Vernocchi – maggiori investimenti in ricerca e innovazione, bisogna rafforzare gli strumenti di difesa attiva e passiva e parlare di riduzione dei principi attivi utilizzabili solo in presenza di alternative valide. E serve sempre di più un concreto sostegno all’aggregazione di qualità per aumentare la competitività delle OP. Apo Conerpo è pronta a fare la sua parte, ma servono politiche agricole comunitarie che sostengano davvero il settore”.