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Giansanti: oggi in Europa giornata positiva per l’agricoltura

Giansanti: oggi in Europa giornata positiva per l’agricolturaRoma, 22 nov. (askanews) – “Una giornata decisamente positiva per le imprese agricole italiane. Ringraziamo i parlamentari europei italiani che hanno sostenuto la posizione espressa da Confagricoltura”. E’ la dichiarazione rilasciata dal presidente dell’organizzazione, Massimiliano Giansanti, dopo il voto dell’Assemblea plenaria del Parlamento europeo che ha respinto la proposta della Commissione europea per la riduzione del 50% dell’utilizzo di fitofarmaci.

“E’ possibile ora aprire una pagina nuova – dice Giansanti – per rafforzare la sostenibilità ambientale del settore agricolo, senza mettere a rischio il potenziale produttivo del settore. Facciamo affidamento sull’azione del governo italiano per stringere ora le necessarie alleanze in seno al Consiglio”. “Non è in discussione – conclude Giansanti – l’obiettivo di tagliare il ricorso alla chimica nei processi produttivi, a vantaggio delle risorse naturali e della biodiversità. Ma vanno messe da parte le impostazioni ideologiche, lasciando la strada aperta alla ricerca, alle innovazioni e agli investimenti”.

Copa Cogeca: voto Pe su pesticidi ferma approccio ideologico

Copa Cogeca: voto Pe su pesticidi ferma approccio ideologicoRoma, 22 nov. (askanews) – La bocciatura in plenaria da parte del Parlamento Europeo della proposta della Commissione europea sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (SUR) “invalida l’approccio ideologico della Commissione sui prodotti fitosanitari”. Così in una nota il Copa Cogeca secondo cui con il voto odierno gli eurodeputati “hanno inviato un messaggio decisivo: la mancanza di dialogo, l’imposizione di obiettivi dall’alto, il rifiuto di valutare l’impatto e la mancanza di i finanziamenti per le proposte agricole devono finire adesso”.

“Gli agricoltori e le cooperative agricole dell’UE – sostiene il sindacato cooperativo europeao – continueranno a migliorare la propria sostenibilità ambientale, ma hanno bisogno di obiettivi realistici e del sostegno necessario, due elementi che mancano completamente nel testo della Commissione”. “Fino all’ultimo i deputati hanno cercato di migliorare la proposta con liste elettorali pletoriche, ma i deputati hanno giustamente capito che ciò non sarebbe bastato – spiega il Copa Cogeca – Hanno quindi deciso di non rinviarlo alla commissione competente, ma alla stessa Commissione. Tutta questa polarizzazione avrebbe potuto essere evitata e si sarebbero potute trovare soluzioni senza l’ostinazione ideologica di alcuni decisori durante l’intero processo”.

Fedagripesca: bene no Pe a proposta ideologica su pesticidi

Fedagripesca: bene no Pe a proposta ideologica su pesticidiRoma, 22 nov. (askanews) – “Un grande giorno per gli agricoltori e per tutti i cittadini europei. Il voto in plenaria del Parlamento Ue ha rigettato una proposta irrazionale e ideologica, che pur muovendo da obiettivi di sostenibilità ambientale pienamente condivisibili, era stata scritta senza un’adeguata valutazione di impatto”. Così in una nota il presidente di Confcooperative Fedagripesca Carlo Piccinini commenta il voto del Parlamento europeo che ha respinto in votazione plenaria a Strasburgo la proposta di riforma dei fitofarmaci presentata dalla Commissione.

Secondo Piccinini, se la proposta fosse stata approvata nella sua formulazione originaria, con gli obiettivi fissati di riduzione dei fitofarmaci per le varie colture, “avrebbe comportato tra le altre cose un aumento delle importazioni di prodotti alimentari di paesi extra Ue, che non vengono sottoposti ai controlli rigidi già oggi obbligatori in Europa. Un vero e proprio salto nel buio che avrebbe messo a rischio intere produzioni strategiche del nostro made in Italy agroalimentare, con un conseguente impatto occupazionale ed economico devastante per il nostro paese”. Con la bocciatura da parte dell’europarlamento, si attende ora il pronunciamento del Consiglio. “Presto sarà possibile pertanto – prosegue Piccinini – riaprire un confronto sulla questione con la nuova Commissione e il nuovo Parlamento che usciranno dalle prossime elezioni. Il nostro auspicio è che si possa riformulare una proposta che non sia influenzata dall’ideologia e dal populismo”.

“Gli agricoltori non possono continuare ad essere considerati nemici dell’ambiente”, ha concluso il presidente di Confcooperative Fedagripesca. “È infatti sotto gli occhi di tutti il grande impegno profuso negli ultimi anni dalle aziende agricole e dalle imprese agroalimentari, che hanno fatto grandi sforzi per ridurre il loro impatto sull’ambiente, sia nelle fasi di coltivazione che in quelle di trasformazione industriale”. Il Presidente di Confcooperative Fedagripesca commenta anche il risultato del voto in plenaria sulla normativa imballaggi esprimendo “apprezzamento per le modifiche introdotte dal Parlamento Ue, senz’altro migliorative del testo proposto dalla Commissione, ben sapendo che la parola definitiva ci sarà solo dopo il passaggio al Consiglio UE”. Tra gli emendamenti approvati, da segnalare quello che elimina il divieto di utilizzo di confezioni monouso per l’ortofrutta al di sotto di un chilo e mezzo.

Copagri: su agrofarmaci Pe riconosce impegno agricoltori

Copagri: su agrofarmaci Pe riconosce impegno agricoltoriRoma, 22 nov. (askanews) – “La decisione del Parlamento Europeo di rigettare la nuova proposta di regolamento sull’uso sostenibile degli agrofarmaci, che avrebbe comportato insostenibili tagli da mettere in atto nei prossimi anni, viene incontro alle istanze avanzate dai produttori agricoli del nostro paese, che sono da tempo impegnati in prima linea per assicurare la sostenibilità delle produzioni”. Lo sottolinea in una nota il presidente della Copagri Tommaso Battista a margine del voto dell’Eurocamera, con cui è stato scongiurato il taglio entro il 2030 del 62% dell’uso di agrofarmaci e del 50% delle sostanze attive sostitutive.

“Una simile iniziativa avrebbe avuto ripercussioni drammatiche sul Primario nazionale, andando a ridimensionare sensibilmente diverse filiere produttive”, rimarca Battista, puntando il dito sulla “mancanza di una seria e approfondita valutazione d’impatto delle ricadute economiche e socio-ambientali della proposta di regolamento, avanzata peraltro senza considerare la disponibilità di valide alternative a disposizione degli agricoltori per difendere le proprie produzioni”. “Mi riferisco – dice – ad esempio, alle enormi possibilità legate all’utilizzo della genetica e di tutto quello che ne consegue con il genome editing, ovvero le Tecniche di Evoluzione Assistita-TEA, che potrebbero avere un impatto incredibile sulle possibilità di difesa dai patogeni e dai parassiti, con effetti positivi anche in termini di capacità produttiva”.

“Indipendentemente – aggiunge il presidente della Copagri – dalle sorti della proposta di regolamento comunitario, che ora passerà all’esame del Consiglio UE prima di tornare al Parlamento Europeo per la seconda lettura, si andrà comunque verso una progressiva diminuzione nel consumo di prodotti fitosanitari; e tutto questo si potrà e si dovrà farlo attraverso la genetica, ma anche grazie allo sviluppo di biostimolanti, senza contare il sempre maggiore ricorso all’agricoltura di precisione e a metodi di lotta integrata basati su antagonisti naturali”.

Cia: no regolamento fitofarmaci fa prevalere buon senso al Pe

Cia: no regolamento fitofarmaci fa prevalere buon senso al PeRoma, 22 nov. (askanews) – “Ha prevalso il buon senso oggi al Parlamento Ue, con la bocciatura del regolamento fitosanitari che avrebbe avuto forti ripercussioni sul mondo produttivo”. Così Cristiano Fini, presidente di Cia-Agricoltori Italiani, dopo l’esito della votazione in plenaria che ha ribaltato le decisioni della Commissione Ambiente, bocciando la relazione finale.

“Non si era tenuto conto delle esigenze del mondo agricolo sin da principio – prosegue Fini – mentre oggi a Bruxelles sono state accolte le nostre ragioni. Gli agricoltori sono i primi a voler contribuire alla sostenibilità, ma chiediamo nuovi strumenti e pragmatismo”. Secondo Cia, la proposta del Parlamento sull’uso sostenibile dei fitofarmaci avrebbe dovuto seguire una linea più ragionevole tenendo conto delle reali esigenze dei produttori. Anche i tentativi dell’ultimo minuto per inserire elementi migliorativi proposti dalla Comagri non sono bastati.

“Agli sforzi già compiuti dal mondo agricolo non era stato dato il pieno riconoscimento – dichiara Fini -, speriamo ora che il Parlamento e il Consiglio facciano, invece, passi in avanti sull’approvazione della legislazione sulle tecniche di evoluzione assistita (TEA), che rendono le colture più resistenti e meno necessari i fertilizzanti, contribuendo ai piani di Bruxelles per un sistema agroalimentare più sostenibile”. Infine, rispetto al Regolamento Imballaggi, Fini ringrazia l’efficace lavoro di squadra dei nostri deputati, che hanno consentito l’approvazione di una posizione del Parlamento che non penalizza il sistema italiano del riciclo e tutela settori importanti del comparto agroalimentare.

Nascerà a Pesaro il primo Parco della salute certificato

Nascerà a Pesaro il primo Parco della salute certificatoRoma, 22 nov. (askanews) – Nascerà a Pesaro, Capitale italiana della Cultura per il 2024, il primo Parco della Salute certificato: una ampia area verde all’interno della città, capace di contrastare l’inquinamento, con effetti positivi sulla salute e sul benessere psico-fisico delle persone. Con la firma del protocollo tra il Comune di Pesaro, Confagricoltura, Assoverde – Associazione Italiana Costruttori del Verde, Képos – Libro Bianco del Verde Aps e Fondazione AlberItalia diventa quindi realtà “l’obiettivo che ci eravamo dati con il Libro Bianco del Verde: riportare la natura nelle nostre città e preservare le nostre aree verdi, facendole rifiorire grazie alle competenze di coloro che operano nel settore”, ha detto Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura.

“Siamo orgogliosi di essere riusciti a coinvolgere diverse figure professionali per realizzare, in tante città italiane, i parchi della salute – ha aggiunto Giansanti – Attraverso indicatori misurabili, quantitativi e qualitativi, intendiamo offrire luoghi ‘a misura di quartiere e di persone’, che possano fornire quegli spazi verdi certificati, per concorrere a migliorare il benessere degli abitanti”. “Realizzare il parco della salute ‘al Miralfiore’ – ha quindi spiegato Maria Rosa Conti, assessora alla Sostenibilità di Pesaro – è uno degli obiettivi di Pesaro 2024 – Capitale italiana della cultura; una città da sempre impegnata nella tutela dell’ambiente e, di conseguenza, della qualità di vita dei pesaresi e dei visitatori”.

L’area dedicata sarà accessibile a tutti e conterrà, tra l’altro, uno spazio per “il pensiero, la meditazione ed il silenzio”, con soglie massime di rumore ammesse e biodiversità cromatica, ambientale, arborea, floreale e faunistica e uno “calmo” in cui si potrà “far decantare l’eccessiva stimolazione dei propri sensi” nel rispetto dei criteri e degli indicatori indicati per ottenere il marchio di qualità dei “Parchi della Salute”. “Presentiamo un’esperienza inedita a livello internazionale, che si basa sulla ricerca congiunta di agronomi e pubblici amministratori, architetti del paesaggio, medici e psicologi, operatori del verde, ingegneri, tecnici dei comuni ed esponenti della società civile. Grazie a questo confronto – rimarca Rosi Sgaravatti, presidente Assoverde – sono stati messi a punto indicatori di riferimento concreto per tutti i Comuni italiani che vogliano investire nella qualità della vita, nella salute dei cittadini e nel futuro dei nostri centri urbani assediati da rumore, smog e fenomeni meteorologici estremi”.

“Molteplici studi afferenti a un ampio spettro di discipline hanno puntualmente evidenziato – sostiene Fabio Salbitano, presidente Comitato scientifico ALBERITALIA – la necessità delle comunità urbane di disporre di luoghi in cui sia evidente e tangibile la presenza di elementi naturali, come piante, alberi e acqua. Il concetto stesso di One Health, recentemente adottato dall’OMS, indica nel rapporto intenso e quotidiano con la natura alla porta di casa una condizione imprescindibile per realizzare una visione olistica di salute e benessere”. “Il Parco della Salute a Pesaro rappresenta il primo atto concreto di un progetto iniziato lo scorso anno con il nuovo focus del Libro Bianco del Verde. Il nostro auspicio – conclude Francesco Maccazzola, presidente Képos – che altri ne seguano”.

A Trapani prima tappa progetto Confagri valorizzazione salicoltura

A Trapani prima tappa progetto Confagri valorizzazione salicolturaRoma, 22 nov. (askanews) – Dopo la nascita ufficiale del coordinamento tra Confagricoltura e gli imprenditori agricoli e della produzione del sale marino italiani, avvenuta a Roma il 27 settembre scorso, il progetto di valorizzazione della salicoltura ha fatto tappa oggi in Sicilia, dove si concentrano numerosi siti dedicati alla coltivazione e alla lavorazione del sale. Il progetto mira a dimostrare che la coltivazione del sale marino è assimilata all’attività agricola, e pertanto necessita di una normativa mirata in tal senso, sulla quale il sottosegretario Patrizio La Pietra, si era espresso favorevolmente nel corso dell’evento a Palazzo della Valle a Roma. Dal 2019 la Francia ha inserito la “saliculture” nelle attività agricole nazionali attraverso la modifica del Codice rurale e della pesca marittima. In Sicilia, poi, il piano di gestione delle Saline di Trapani e Marsala fa già rientrare la salicoltura tra le attività agroforestali.

La prima tappa del progetto è stata articolata in una giornata di visite guidate alle saline Sosalt nella fascia costiera tra Trapani e Marsala, con mille ettari in produzione e tutte le fasi di trasformazione e impacchettamento del sale; a Isola Longa, emblema della biodiversità nella Riserva dello Stagnone, alla salina Culcasi con il Museo del Sale, e a Ettore e Infersa, che ha ospitato il convegno con enti e istituzioni. Dopo i saluti del presidente di Confagricoltura Sicilia, Rosario Marchese Ragona e delle autorità locali, hanno illustrato l’iniziativa il capo progetto Ciro Zeno; il presidente e AD di Sosalt SpA, Giacomo D’Alì Staiti e l’amministratore delegato della Salina Isola Longa, Piero Galli. L’assessore all’agricoltura della Regione Sicilia, Luca Sammartino, ha evidenziato in un videomessaggio l’importanza del progetto e la necessità di valorizzare il comparto della salicoltura marina, che in Sicilia rappresenta uno pezzo di rilievo dell’economia locale. Dario Cartabellotta, dirigente generale della Regione, ha confermato la piena condivisione degli obiettivi del coordinamento.

Le conclusioni sono state affidate al vicepresidente nazionale di Confagricoltura, Sandro Gambuzza. “Confagricoltura – ha affermato il vicepresidente Gambuzza – detiene la massima rappresentanza nelle attività di coltivazione del suolo e dell’acqua, come l’acquacoltura, e tra queste non può che accogliere la salicoltura marina. Ecco perché abbiamo deciso di essere protagonisti di questa iniziativa, che darebbe un riconoscimento concreto a un comparto che opera nella salvaguardia del territorio, dell’ambiente e dell’ecosistema, producendo un elemento naturale di grande valore nutrizionale e anche economico”. In Italia sono presenti oltre 10.000 ettari di saline marine, con una produzione annua di 1,2 milioni di tonnellate di sale (corrisponde a poco meno del 30% della produzione totale), per un valore di oltre 60 milioni di euro. In Europa la produzione di sale marino è circa il 10% della produzione di sale totale. I principali Paesi “coltivatori” di sale marino nella UE sono Francia e Italia, seguiti da Spagna e Grecia.

Confagri E-R raccoglie 548mila euro fondi per aziende alluvionate

Confagri E-R raccoglie 548mila euro fondi per aziende alluvionateRoma, 22 nov. (askanews) – Ha toccato quota 548mila euro la gara di solidarietà promossa da Confagricoltura Emilia Romagna per sostenere le aziende agricole colpite dall’alluvione dello scorso maggio. “La raccolta fondi “Aiutaci a ripartire” è cresciuta sempre più fino a raggiungere una somma importante: 548 mila euro”, annuncia il presidente regionale di Confagricoltura, Marcello Bonvicini.

L’evento calamitoso senza precedenti ha spazzato via 80 mila ettari di colture ossia il 42% della superficie agricola regionale, compromettendo in taluni casi anche le rese delle annate successive. C’è chi ha perso il frutteto di una vita sotto una coltre di limo misto a sabbia e chi ha visto i propri campi di frumento assediati dall’acqua per giorni interi, addirittura per settimane. Con questi fondi verrà dato supporto alle aziende in difficoltà, nelle province alluvionate di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini, Ferrara, Bologna e Modena. Bonvicini elenca quindi le priorità: “salvare aziende e posti di lavoro, tutelare il valore delle nostre produzioni di qualità e la sopravvivenza di filiere d’eccellenza, garantire la ripartenza in attesa dell’arrivo degli aiuti pubblici”.

La somma raccolta sarà presto devoluta alle aziende gravemente danneggiate, che peraltro hanno già anticipato di tasca propria le spese per ripristinare il potenziale produttivo e mettere in sicurezza le strutture e quelle necessarie all’avvio dei piani colturali 2023-2024. Una parte dei fondi è destinata ai frutticoltori secondo le modalità previste dal progetto “Acquisto piante da frutto”, che mira a contrastare l’abbandono delle colture arboree, salvaguardare il patrimonio ambientale e paesaggistico, favorendo il reimpianto di specie frutticole e l’introduzione di nuove varietà più adatte. La restante parte del ricavato andrà interamente alle aziende alluvionate in base ai criteri stabiliti dall’Unione provinciale di appartenenza.

Per 9 beer lover su 10 la birra è una bevanda inclusiva

Per 9 beer lover su 10 la birra è una bevanda inclusivaRoma, 22 nov. (askanews) – Una bevanda inclusiva perché adatta a tutti, senza alcuna distinzione di genere, età, provenienza o stili di vita. E’ la birra, considerata ‘bevanda inclusiva’ da 9 italiani su 10 secondo la più recente indagine condotta da BVA Doxa per il Centro Informazione Birra (CIB) di AssoBirra, la fotografia periodica sul mondo birrario italiano attraverso lo sguardo dei consumatori, dei principali player della filiera birraria e della stessa AssoBirra.

Sotto i riflettori le tematiche DEI (Diversity, Equity and Inclusion), coinvolgendo Mathieu Schneider, project director dei Brewers of Europe, l’organizzazione che rappresenta gli interessi di oltre 10.000 birrifici europei. Dal CIB di AssoBirra emerge come il tema sia conosciuto da quasi tutti i partecipanti all’indagine (87%) e associato prevalentemente all’accettazione e alla valorizzazione delle differenze (39%), all’inclusione sociale (35%) e al riconoscimento dell’unicità individuale (19%). Tra i target, la Generazione Z è la più informata (93%), seguita dai Millennials. Il 36% del campione dichiara di essere personalmente toccato dalle tematiche DEI e, scendendo più nel dettaglio, la Gen Z lo è in misura maggiore rispetto agli altri (50%).

L’89% degli intervistati considera la birra una bevanda inclusiva, un’opinione trasversale a tutte le fasce di età. Tra le motivazioni, in primis la sua ampia reperibilità in tutti i Paesi del mondo (87%), seguita dalla capacità di creare un ambiente di socializzazione rilassato e aperto (86%). Apprezzati particolarmente anche la bassa gradazione alcolica (82%) e il rapporto qualità-prezzo tra i più convenienti in assoluto (81%). Per circa il 60% dei consumatori la birra si distingue, inoltre, come un elemento che rispecchia le tradizioni locali. “La terza edizione del nostro CIB evidenzia tra gli altri un aspetto particolarmente innovativo intrinseco alla birra, una bevanda radicata nella tradizione e nel nostro patrimonio culturale, che si rivela essere anche una risorsa preziosa per affrontare le sfide emergenti nella società contemporanea. La birra, in quanto elemento in grado di unire passato e futuro, diventa uno strumento per promuovere lo sviluppo sociale e l’integrazione” commenta Andrea Bagnolini, direttore generale di AssoBirra.

Le evidenze emerse dal CIB di AssoBirra sono tuttavia un punto di partenza e non di arrivo. Emergono infatti, ancora alcuni pregiudizi, ad esempio nell’identificare il target a cui la birra sembra più adatta: il 57% degli intervistati la ritiene una bevanda che si addice maggiormente agli uomini e solo il 43% pensa che sia più adatta alle donne. Un “gender gap” che si rafforza nella percezione da parte della Gen X (58% vs 39%) ma che coinvolge anche Gen Z (55% vs 41%) e Millennials (59% vs 42%). Alcune differenze emergono anche per quanto concerne le fasce di età: per la Gen Z la birra è infatti più adatta agli individui dai 25 ai 44 anni, per Millenials e Gen X il target si allarga invece ai soggetti fino ai 54 anni. A fare il punto sui principali traguardi e obiettivi futuri della filiera birraria europea in materia di “Diversity & Inclusion” è Mathieu Schneider, project director dei Brewers of Europe: “la diversità è uno dei punti di forza della birra, che si riflette nella vasta gamma di ingredienti e processi di produzione. Per l’industria birraria, la DEI diventa un acceleratore di crescita e di benessere per la birra, i birrifici e le persone”.

A conclusione, Andrea Bagnolini commenta: “AssoBirra è fortemente impegnata a promuovere la diversità e l’inclusione nella filiera birraria italiana, seguendo la strada tracciata dai Brewers of Europe. Crediamo, infatti, nell’importanza di un settore sempre più inclusivo, in cui la diversità sia un valore accolto e condiviso”.

Federacma: rafforzare credito imposta per acquisto mezzi 4.0

Federacma: rafforzare credito imposta per acquisto mezzi 4.0Roma, 22 nov. (askanews) – Rafforzare in legge di bilancio il credito d’imposta per l’acquisto di mezzi e attrezzature 4.0, esteso al comparto primario con la Legge di Bilancio 2020, che fino ad oggi ha permesso a tantissimi agricoltori di poter rinnovare il proprio parco macchine in maniera agevole. E’ quanto chiede Federacma, la Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei rivenditori di macchine agricole e da giardinaggio spiegando che la misura ha visto decrescere nel tempo la percentuale del beneficio fiscale per gli imprenditori. Oggi, e sino al 31 dicembre 2025, il credito d’imposta 4.0 è infatti pari al 20% e non viene più ritenuto interessante dagli agricoltori, abituati a ben altri incentivi.

“Dopo anni di grandi sforzi – dichiara Andrea Borio, presidente di Federacma – riteniamo sia giunto il momento di stabilire una percentuale congrua che possa rimanere stabile nel più lungo periodo possibile. Strumenti come il Fondo Innovazione o il Bando Meccanizzazione previsto dal PNRR, infatti, avranno un impatto relativo sui mezzi acquistati con cui innovare l’agricoltura italiana ma, al contempo, hanno avuto l’effetto di congelare il mercato. Si rende necessario offrire una percentuale stabile e duratura nel tempo – prosegue Borio – che sia priva di ulteriori oscillazioni che si traducono in deleterie situazioni di mercato”. “Chiediamo pertanto al Governo e ai partiti di maggioranza parlamentare di innalzare, se possibile, almeno sino al 30% l’attuale contributo per renderlo attrattivo per gli agricoltori ma soprattutto di rendere questa percentuale stabile per i prossimi 5-7 anni così da mandare un messaggio chiaro e determinato al settore”, è l’appello di Federacma. Inoltre, Federacma chiede di legare questi incentivi allo smaltimento dei mezzi marcianti e funzionanti con immatricolazione ante 1997.

“Come abbiamo denunciato più volte – spiega Andrea Borio – in Italia si registrano ogni anno oltre 120 decessi dovuti all’utilizzo di trattori senza i più basilari sistemi di sicurezza quali la cintura e il rollbar, la struttura di protezione in caso di ribaltamento. Nell’attesa della concreta attuazione della revisione per i trattori, prevista sin dal 2015, diviene cruciale, pertanto, intervenire in maniera mirata per far sì che l’agricoltura italiana tutta, dal più piccolo contadino all’imprenditore sino al contoterzista professionista, possa rinnovare il proprio parco macchine rendendolo moderno, funzionale, sicuro e amico dell’ambiente. Nelle more di una Legge di Bilancio che non dispone di ampi margini di manovra, rinnoviamo la nostra disponibilità al confronto – conclude Borio – affinché nel prossimo futuro la politica degli incentivi diventi strutturale e consolidata”.