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R. Toscana approva il primo elenco delle piante officinali

R. Toscana approva il primo elenco delle piante officinaliRoma, 23 nov. (askanews) – E’ stato approvato il primo elenco delle piante officinali spontanee presenti in regione Toscana. Fanno parte di questo elenco circa 1.000 specie di piante, prevalentemente appartenenti alla famiglia delle Composite (come per esempio il genere achillea, il tarassaco, il cardo, la calendula, la camomilla), seguita dalle famiglie delle Leguminose (come l’astragalo, la galega) e le Graminacee (come la gramigna).

Redatto di concerto con la direzione Ambiente della Regione Toscana, e con il supporto dei dipartimenti competenti delle Università di Firenze, Pisa e Siena, l’elenco sarà oggetto di successivi aggiornamenti. Per alcune piante dell’elenco, per una corretta gestione della flora presente sul territorio regionale, sono date anche indicazioni riguardo a limitazioni o esclusioni alla raccolta. “E’ un settore, quello delle piante officinali, che ha una prospettiva particolarmente promettente per la regione”, ha detto la vicepresidente e assessora all’agroalimentare Stefania Saccardi. Per officinale si intende una pianta utilizzata a scopo medicinale, aromatico o da profumo ma nella categoria rientrano anche alcune specie di alghe, di funghi macroscopici e di licheni, se destinati allo stesso uso. “Essere dotati di un elenco – ha aggiunto Saccardi – ci permette di salvaguardare e tutelare le risorse erboristico-floristiche autoctone e/o endemiche per tutte le forme con cui le piante si rinvengono sul territorio, una risorsa di grande interesse agronomico, vivaistico e nutraceutico”.

Lollobrigida: Italia protagonista in Ue, sistema Ig va difeso

Lollobrigida: Italia protagonista in Ue, sistema Ig va difesoRoma, 23 nov. (askanews) – “L’agricoltura è potenzialità e oppurtunità di coltivare le proprie passioni, ma anche un modo di crescere in termini economici. Il sistema Italia va difeso, poi sulle ricette interne ci si può dividere, ma a livello europeo è necessario difendere le nostre produzione Ig con una linea comune”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, intervenendo al Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione organizzato da Coldiretti a Villa Miani a Roma.

“I risultati che stanno emergendo nel Parlamento Europeo e nei luoghi della democrazia reale e non ideologica, ci vedono vincere alcune partite. Perché il sistema Italia si deve rafforzare e deve avere la capacità di difendersi”, ha aggiunto il ministro ricordando: “abbiamo avuto la possibilità di portare la cucina italiana in tante ambasciate, l’abbiamo candidata a patrimonio Unesco perché raccontarla e renderla visibile all’estero farà crescere la ricchezza interna, questa è vera la sfida”. Lollobrigida ha quindi rivendicato il fatto che “in Europa l’italia sta diventando sempre più protagonista. Nel consiglio dei ministri dell’Agricoltura europei ci siamo presentati con un documento molto forte – ha ricordato Lollobrigida – dicendo che vogliamo che l’agricoltura torni al centro delle idee di sviluppo della Ue e che non può essere considerata nemica dell’ambiente e che il ruolo dell’agricoltore deve essere ridefinito. L’agricoltore è il vero bio regolatore. Venti ministri hanno detto che abbiamo ragione”, ha concluso il ministro.

Coldiretti: in primi 8 mesi anno export cibo italiano +8%

Coldiretti: in primi 8 mesi anno export cibo italiano +8%Roma, 23 nov. (askanews) – Hanno registrato un aumento dell’8% le esportazioni alimentari Made in Italy nei primi otto mesi del 2023, secondo l’analisi della Coldiretti sui dati Istat sul commercio estero, un ulteriore balzo sul primato di sempre di 60,7 miliardi fatto registrare nel 2022. Tra i principali Paesi, ad essere cresciute di più nel 2023 sono le esportazioni alimentari in Francia, con una crescita del 14% davanti alla Germania (+11%) e alla Gran Bretagna (+11%). Anche se arretrano leggermente per la prima volta gli Stati Uniti (-3%). I dati emergno da un’analisi diffusa in occasione dell’apertura del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato a Villa Miani a Roma in collaborazione con The European House – Ambrosetti.

Il Made in Italy dal campo alla tavola vede impegnati 4 milioni di lavoratori in 740mila aziende agricole, 70mila industrie alimentari, oltre 330mila realtà della ristorazione e 230mila punti vendita al dettaglio. E l’agricoltura italiana è anche la più green d’Europa con la leadership Ue nel biologico (80mila operatori), il maggior numero di specialità Dop/Igp/Stg riconosciute (325), 526 vini Dop/Igp e 5547 prodotti alimentari tradizionali.

“La candidatura Unesco della cucina italiana è un riconoscimento dell’immenso valore storico e culturale del patrimonio enogastronomico nazionale che è diffuso su tutto il territorio e dalla cui valorizzazione dipendono molte delle opportunità di sviluppo economico ed occupazionale del Paese”, ha detto il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.

Giansanti (Confagri): voto Pe imballaggi fondamentale per economia

Giansanti (Confagri): voto Pe imballaggi fondamentale per economiaRoma, 22 nov. (askanews) – “Un risultato di fondamentale importanza a salvaguardia di una filiera che, dalle imprese agricole fino alla ristorazione, vale il 30% del PIL italiano. E’ stato premiato il lavoro che abbiamo svolto a tutti i livelli e in ogni sede”. Così in una nota il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, con riferimento alla posizione votata oggi dall’Assemblea plenaria del Parlamento europeo sulla proposta di regolamento riguardante gli imballaggi e i rifiuti da imballaggio (PPWR).   L’Europarlamento, infatti, ha votato contro il divieto all’utilizzo di imballaggi monouso per frutta e verdura fresca sotto 1,5 kg, nonché confermato l’esclusione del vino e degli spumanti dai target di riutilizzo imposti nella proposta originale della Commissione europea. Anche per gli imballaggi monouso nel settore HORECA viene prevista un’importante modifica: saranno vietati a meno che lo Stato membro non possa dimostrare di aver raggiunto alte performance di riciclo (85%) rispetto agli imballaggi immessi sul proprio mercato.   L’Italia, sottolinea Confagricoltura, ha già raggiunto questi target, per cui anche questi imballaggi potranno continuare ad essere commercializzati sul territorio nazionale. La parola passa ora al Consiglio dell’Unione che dovrebbe definire l’orientamento generale sulla proposta della Commissione europea il 18 dicembre.   “Siamo certi che il Governo italiano riuscirà a stringere le necessarie alleanze per consolidare i miglioramenti votati dal Parlamento europeo”, conclude il presidente di Confagricoltura.

Il 27 novembre Laboratorio Crea su gelsibachicoltura fa 100 anni

Il 27 novembre Laboratorio Crea su gelsibachicoltura fa 100 anniRoma, 22 nov. (askanews) – Nasceva 100 anni fa a Padova la prima Stazione Bacologica Sperimentale, oggi Laboratorio di Gelsibachicoltura del CREA Agricoltura e Ambiente, punto di riferimento nazionale per la filiera e la ricerca del settore, che raccoglie e rivitalizza una tradizione secolare e di grande valenza simbolica per Padova e per il Veneto, già esportata in altre parti del Paese.

Oggi il CREA Agricoltura e Ambiente, con il suo Laboratorio di Gelsibachicoltura, è fortemente impegnato nel rilancio della filiera della seta 100% italiana, basata su innovazione, sostenibilità, economia circolare, competitività e tracciabilità, nella conservazione di un patrimonio di tradizioni e saperi della sericoltura, vero punto di forza per lo sviluppo del futuro “made in Italy” e nella costituzione di una via della seta europea, a partire da itinerari turistici che attraversino i nostri territori rurali, recuperando e valorizzando le tante testimonianze della gelsibachicoltura che vi sono custodite. E proprio a queste tematiche è dedicato uno dei pochi progetti Horizon a guida italiana (del CREA Agricoltura e Ambiente di Padova). Il centenario sarà celebrato lunedì 27 novembre 2023 a Padova durante un convegno con Alberto Cavazzini, Direttore Tecnico Scientifico CREA e Giuseppe Corti, direttore CREA Agricoltura e Ambiente (CREA AA). Saranno presenti anche Luca De Carlo, presidente Commissione IX Commissione permanente del Senato, Giuseppe Pan, presidente Gruppo Consiliare Liga Veneta per Salvini e primo firmatario progetto di legge “Via della Seta Veneta”, e il sindaco di Padova Sergio Giordani, oltre a Stefano Vaccari, direttore generale CREA.

Uila-Uil: voto Pe su imballaggi salva migliaia posti di lavoro

Uila-Uil: voto Pe su imballaggi salva migliaia posti di lavoroRoma, 22 nov. (askanews) – “Con queste modifiche possiamo dire di essere sulla buona strada per salvare decine di migliaia di posti di lavoro, messi a rischio dalla iniziale proposta di Regolamento avanzata dalla Commissione europea. Ora su questa proposta inizierà il cosiddetto trilogo tra Parlamento, Commissione e Consiglio europei”. Lo scrive in una nota il segretario generale della Uila-Uil Stefano Mantegazza rispetto all’esito del voto avvenuto oggi a Strasburgo.

“Esprimiamo soddisfazione per le modifiche approvate alla proposta di Regolamento sugli imballaggi e ringraziamo i parlamentari europei di tutti gli schieramenti che le hanno votate – dice Mantegazza – riconoscendo così le ragioni espresse, insieme a Fai-Flai-Uila e al sindacato europeo Effat, da molte associazioni del mondo agroalimentare italiano e dalle filiere legate al riciclaggio dei rifiuti”.

Federalimentare: voto in Ue su imballaggi vittoria per l’Italia

Federalimentare: voto in Ue su imballaggi vittoria per l’ItaliaRoma, 22 nov. (askanews) – “Con il voto dell’Europarlamento sul Regolamento imballaggi Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR) che esenta al riuso degli imballaggi gli Stati membri che abbiano raggiunto una percentuale di riciclo pari all’85%, passa la linea della ragionevolezza, del buon senso e delle evidenze scientifiche dell’Italia che ha opposto alla visione ideologica emersa in Commissione Ambiente, dati, numeri e analisi a sostegno delle sue tesi scongiurando così al nostro Paese danni incalcolabili che si sarebbero abbattuti sul sistema produttivo”. Lo dichiara in una nota il presidente di Federalimentare, Paolo Mascarino.

“Aver trovato un punto di caduta equilibrato che non penalizzasse la nostra industria della raccolta in favore del riuso – prosegue – è certamente una vittoria per l’Italia e per tutto il settore che ha potuto contare su un ottimo lavoro di squadra che ha visto coese istituzioni, imprese, sistema industriale e sociale verso un obiettivo comune. Un ringraziamento – aggiunge Mascarino – va al Governo e ai ministri Adolfo Urso, Francesco Lollobrigida e Antonio Tajani che hanno evitato che il sistema produttivo nazionale fosse pesantemente compromesso sia sul piano occupazionale che economico e che avrebbe annullato un percorso virtuoso di oltre vent’anni, nei quali l’Italia è diventata leader sul tema del riciclo contribuendo alla crescita della filiera agroalimentare che, ricordiamo, vale oltre il 30% del PIL italiano. Con il voto odierno – conclude Mascarino – vince l’ambiente, vince il modello virtuoso del riciclo italiano e vince sicuramente l’Italia”.

Coldiretti: imballaggi, oggi Pe tutela settore agroalimentare

Coldiretti: imballaggi, oggi Pe tutela settore agroalimentareRoma, 22 nov. (askanews) – Con lo stop alle restrizioni sulla normativa sugli imballaggi oggi il Parlamento Europeo ha tutelato “il settore agroalimentare e asset strategici per il Paese”. Così in una nota Coldiretti ricorda che il voto del Pe è andato nella direzione auspicata dalla stessa associazione degli agricoltori oltre che da Filiera Italia, Cia, Confapi, Ancc-Coop, Ancd-Conad, Legacoop, Legacoop Agroalimentare, Legacoop Produzione&Servizi, Ue.Coop, Flai Cgil, Fai-Cisl e Uila-Ui.

Il voto odierno, spiega Coldiretti, prevede l’esenzione dagli obblighi previsti dal regolamento per i prodotti soggetti ad un alto tasso riciclo, valorizzando così le alte performance italiane. Ottenuta, inoltre, la tutela delle bioplastiche totalmente compostabili e biodegradabili. Un risultato che valorizza il primato dell’Italia in tale settore e conferma come tali materiali possano costituire un elemento di forza anche con Paesi schierati su posizioni diverse rappresentando soluzioni incontestabilmente sostenibili. L’Italia, infatti, è diventata negli ultimi anni punto di riferimento globale nel materiale innovativo riciclabile ed ha già raggiunto in termini di riciclo obiettivi superiori alla stragrande maggioranza degli altri Paesi: il tasso di riciclo complessivo degli imballaggi in Italia ha raggiunto quota 73,3% nel 2021, superando l’obiettivo del 70% fissato per il 2030, collocando il nostro Paese al secondo posto in Europa per riciclo degli imballaggi pro-capite.

Le modifiche alla norma consentiranno, inoltre, la prosecuzione di ingenti investimenti fatti in innovazione e in bioraffinerie prime al mondo oggi in funzione, di cui l’Italia è leader attraverso società quali Eni Versalis – Novamont che, insieme ad altre partecipate pubbliche e campioni nazionali, aderiscono a Filiera Italia. Per l’agroalimentare in particolare, la nuova proposta salva il settore vitivinicolo dall’obbligo del riuso delle bottiglie, a tutela del consumatore garantendo il mantenimento degli alti standard sanitari e di qualità delle produzioni made in Italy.

Inoltre, salvo anche il settore dell’ortofrutta e, in particolare la IV gamma, dal divieto di confezionamento sotto a 1,5 kg: un risultato che tutela la qualità e la shelf life delle produzioni e, indirettamente, riduce lo spreco alimentare che altrimenti sarebbe aumentato vertiginosamente in pieno contrasto con gli attuali obiettivi europei. Altro risultato positivo riguarda il settore del florovivaismo dove finalmente i vasi da fiori e da piante sono inquadrati come fattore della produzione. Queste modifiche, conclude Coldiretti, rappresentano “un importante risultato soprattutto a tutela della competitività delle imprese dell’agroalimentare italiano e del potere di acquisto dei consumatori in un momento di grande difficoltà economica”.

Europarlamento approva accordo di libero scambio Ue-Nuova Zelanda

Europarlamento approva accordo di libero scambio Ue-Nuova ZelandaMilano, 22 nov. (askanews) – L’Europarlamento ha approvato l’accordo di libero scambio Ue-Nuova Zelanda. Dopo sette anni verranno eliminati il 100% dei dazi neozelandesi sulle esportazioni europee e il 98,5% dei dazi dell’Ue sulle importazioni. L’intesa commerciale, passata con 524 voti favorevoli, 85 contrari e 21 astensioni, salvaguarda tutte le indicazioni geografiche (Ig) dell’UE per i vini e le bevande spiritose insieme a un elenco di 163 rinomate IG dell’Ue.

Il Parlamento europeo ha spiegato che i contingenti tariffari previsti dall’accordo, ad esempio sulla carne bovina e su diversi prodotti lattiero-caseari, proteggeranno i prodotti agricoli sensibili dell’Ue. Descritto dai deputati come un “gold standard”, questo accordo di libero scambio è il primo dell’Ue a includere impegni esecutivi che rispettano quanto stabilito dall’accordo di Parigi e delle norme fondamentali dell’Organizzazione internazionale del lavoro (Oil). La relazione di accompagnamento, che illustra la posizione del Parlamento, è stata approvata con 457 voti favorevoli, 104 contrari e 74 astensioni. Gli scambi bilaterali di merci tra l’UE e la Nuova Zelanda hanno raggiunto i 9,1 miliardi di euro nel 2022, e l’Ue risulta essere il terzo partner commerciale della Nuova Zelanda. Gli scambi commerciali tra la Nuova Zelanda e l’Ue dovrebbero aumentare del 30%, secondo i dati forniti dalla Commissione europea. Secondo le stesse proiezioni, i flussi di investimenti dell’UE in Nuova Zelanda potrebbero aumentare di oltre l’80%.

“Oggi è un buon giorno per l’UE e per il commercio mondiale, basato su regole precise” ha commentato il relatore Daniel Caspary (PPE), aggiungendo che “il nostro voto è un segnale molto chiaro del nostro impegno a negoziare nuovi accordi di libero scambio dell’Ue”. “In qualità di presidente della Commissione per il Commercio internazionale sono orgoglioso perché in questo mondo globale in via di frammentazione, siamo riusciti a concordare l’accordo commerciale più avanzato e sostenibile mai concluso dall’Unione europea” ha dichiarato Bernd Lange, sottolineando che questa intesa “è un grande successo”. Il 27 novembre gli Stati membri dovrebbero dare la loro approvazione formale. Una volta ratificato dalla Nuova Zelanda, l’accordo entrerà in vigore, probabilmente entro la metà del 2024. I negoziati erano stati avviati in Nuova Zelanda nel 2018 e, dopo 12 cicli negoziali, era stato raggiunto un accordo politico il 30 giugno 2022.

Cia: per sostenere florovivaismo subito legge nazionale

Cia: per sostenere florovivaismo subito legge nazionaleRoma, 22 nov. (askanews) – Informare e formare i giovani sui numeri e sulle potenzialità del florovivaismo, un settore strategico dell’agricoltura Made in Italy non solo dal punto di vista economico, ma anche della sostenibilità. Ma per affrontare questa sfida, bisogna prima risolvere le criticità del settore, legate “ai ritardi sul via libera alla legge nazionale in materia e all’impiego di substrati idonei per la coltivazione, su cui la ricerca non avanza e senza i quali il rischio che moltissime specie non possano più essere riprodotte è reale”. Questi i punti chiave al centro del convegno organizzato a Roma, all’Auditorium Giuseppe Avolio, dall’associazione Florovivaisti Italiani di Cia.

Proprio sulla legge per il florovivaismo, è intervenuto anche il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini: “al florovivaismo italiano occorre una legge che qualifiche il ruolo, caratterizzi i diversi attori della filiera, garantisca certezza di norme e risorse adeguate per rinnovare le aziende e renderle pienamente sostenibili sia economicamente che ambientalmente e consentirgli di svolgere il ruolo sociale necessario”. Il comparto, nonostante le difficoltà per il rincaro dei costi di energia e materie prime, i danni causati dagli eventi estremi, le emergenze fitosanitarie, continua a crescere. Oggi vale 3,1 miliardi di euro, il 15% dell’intera produzione europea, e conta 200 mila addetti, 24 mila imprese e 30 mila ettari di terreno coltivati a piante e fiori.

“L’auspicio – spiega Cia – quindi, è che, dopo molte buone intenzioni e buoni propositi, si assisterà a un aumento sempre più alto di piante per la mitigazione climatica e diventeranno fondamentali la forestazione urbana e il rinverdimento pubblico e privato”. “È chiaro, quindi, che occorre intercettare i nuovi bisogni e le attività in espansione – ha detto il presidente nazionale dei Florovivaisti Italiani, Aldo Alberto – supportando gli agricoltori nei nuovi percorsi di sviluppo, a partire dalle nuove generazioni, che sono il futuro del settore ma oggi rappresentano appena il 10% delle imprese agricole totali”. A un comparto che si candida, però, a produrre non solo le materie prime per l’agroalimentare italiano, ma anche a proteggere l’ambiente, limitare gli effetti del clima e fare presidio sociale ad esempio con i Giardini terapeutici, “serve un appoggio chiaro dalle istituzioni, a casa e in Europa – ha continuato Alberto – In un momento chiave come questo, insomma, è necessario, da un lato, che la Ue accolga le richieste agricole di promuovere una politica più graduale, realista e gestibile sulla riduzione dei fitofarmaci al 2030, anche per permettere il contrasto immediato delle nuove avversità; dall’altro, è fondamentale non demonizzare fattori di produzione imprescindibili per l’ortofloricoltura, come la torba, così come riuscire finalmente ad avere, dopo tanti tentennamenti, una legge quadro nazionale di riferimento che valorizzi il settore”, soprattutto adesso che il Cdm ha approvato, in esame definitivo, il ddl di delega al Governo in materia.