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D’Eramo (Masaf): tema acqua centrale per settore agrolimentare

D’Eramo (Masaf): tema acqua centrale per settore agrolimentareRoma, 19 mar. (askanews) – “Il tema dell’acqua e del suo utilizzo sostenibile è sempre più centrale e rappresenta una priorità per l’importanza che riveste per la vita, e in particolar modo per l’agricoltura e tutto il settore agroalimentare”, lo ha detto oggi il sottosegretario di Stato per l’Agricoltura, la Sovranità alimentare e le Foreste, Luigi D’Eramo, chiudendo la giornata di studio “La gestione sostenibile della risorsa idrica in agricoltura”. Durante la giornata, gli esperti hanno discusso temi chiave come fabbisogni idrici, politiche europee e nazionali, e innovazioni tecnologiche per un uso più efficiente dell’acqua.


Concludendo l’evento, organizzato a Roma da Confprofessioni, Fidaf e Conaf, con la partecipazione del Crea, il sottosegretario ha ribadito l’impegno del Governo nel recuperare i ritardi del passato e garantire un futuro più sostenibile per il settore primario: “il lavoro che stiamo portando avanti punta a recuperare ritardi del passato e a rendere il settore primario più resiliente di fronte agli effetti dei cambiamenti climatici. Innovazione tecnologica, buone pratiche e soluzioni efficaci saranno sempre più importanti nel contribuire a una gestione più efficiente e razionale della risorsa idrica”, ha spiegato. Andrea Rocchi, presidente Crea, ha sottolineato come sia necessario realizzare “una piena ed efficace ‘transizione’ della gestione della risorsa idrica, non solo sviluppando buone pratiche per usare al meglio ogni goccia d’acqua disponibile, ma anche divulgando quelle già in atto. Il Crea – ha concluso – è impegnato nel supporto alle politiche con analisi economiche e strumenti operativi per la gestione delle risorse”.

Fedagripesca: straniere 9 ostriche su 10 consumate in Italia

Fedagripesca: straniere 9 ostriche su 10 consumate in ItaliaRoma, 19 mar. (askanews) – Oltre 9 ostriche su 10 consumate in Italia provengono dall’estero, nonostante l’Italia, con i suoi oltre 7.000 chilometri di costa, possa contendere alla Francia il primato nella produzione di questo pregiato mollusco, sviluppando un mercato dal potenziale economico superiore ai 60 milioni di euro.


A sostenerlo è Confcooperative Fedagripesca, che nel corso di un’audizione presso la Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati ha ribadito la necessità di ridurre l’Iva sulle ostriche dall’attuale 22% al 10%, per rilanciare la competitività dell’ostricoltura italiana rispetto ai produttori europei, che già beneficiano di un’aliquota massima del 10%. Il mercato delle ostriche ha infatti grandi potenzialità e un alto valore commerciale. Le ostriche, infatti, rappresentano il 30% dei molluschi bivalvi allevati nel mondo, ma sono anche il simbolo di una produzione due volte green. “La produzione di ostriche – ha sottolineato Paolo Tiozzo, vicepresidente Confcooperative Fedagripesca – è altamente sostenibile non solo per il suo impatto ambientale quasi zero ma perché le ostriche per formare i loro gusci di carbonato di calcio, catturano CO2 dall’acqua”.


“Con 1 chilogrammo di ostriche si sottrae all’ambiente fino a 500 grammi di CO2. Questo processo non solo mitiga l’acidificazione degli oceani – ha concluso Tiozzo – ma rende l’ostricoltura un vero e proprio strumento di contrasto ai cambiamenti climatici”.

Giansanti (Confagri): bene Meloni su Mercosur, serve reciprocità

Giansanti (Confagri): bene Meloni su Mercosur, serve reciprocitàRoma, 19 mar. (askanews) – Confagricoltura plaude all’intervento del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni sull’accordo Mercosur, che sottolinea la necessità di garantire reciprocità negli scambi commerciali affinché siano equi. “Da subito Confagricoltura – ricorda Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura – si è opposta all’attuale formulazione dell’accordo. Senza garanzie di reciprocità, infatti, le carni bovine, il pollame, il riso, il mais e lo zucchero italiani, già messi a dura prova dalle produzioni ucraine a dazio zero, subirebbero l’impatto disastroso delle importazioni dal Sud America”.


Per Giansanti le parole pronunciate oggi dal Premier Meloni “fanno ben sperare. Confidiamo che si vada verso una negoziazione che difenda la qualità dei prodotti made in Italy e tuteli il reddito delle nostre imprese. Auspichiamo – conclude il presidente di Confagricoltura – il medesimo approccio alle negoziazioni in corso con India e Thailandia, che rischiano di mettere in difficoltà gli stessi comparti interessati dal Mercosur”.

In decreto fermo pesca 2025 più flessibilità per il comparto

In decreto fermo pesca 2025 più flessibilità per il compartoRoma, 19 mar. (askanews) – In arrivo più flessibilità per i pescatori italiani con il decreto per il fermo pesca 2025, emanato dal Masaf, che introduce nuove misure a vantaggio del comparto, come un nuovo sistema di calcolo dello sforzo di pesca che considera esclusivamente il tempo effettivo dedicato alla raccolta, riducendo i consumi di carburante e i costi di gestione, oltre a migliorare le condizioni di sicurezza degli operatori.


Questa misura, spiega il Masaf in una nota, risponde a una richiesta avanzata dai pescatori e sostenuta in sede europea, eliminando il problema delle corse forzate nei trasferimenti tra le zone di pesca e il rientro in porto. Viene inoltre confermata la possibilità per le imprese di scegliere autonomamente i periodi di pesca, adattandoli alle proprie esigenze operative e alle condizioni meteo-marine locali. Rimane anche la possibilità di pescare nei fine settimana e l’eliminazione di giorni obbligatori di fermo pesca. Un risultato significativo per il settore riguarda lo sforzo di pesca a strascico: per la prima volta non è prevista alcuna riduzione rispetto all’anno precedente.


Queste misure, previste dal decreto firmato dal ministro Francesco Lollobrigida, e supportate dal lavoro del sottosegretario Patrizio La Pietra, “confermano l’impegno del Governo nella tutela di un settore strategico per l’economia e la sicurezza alimentare dell’Italia e dell’Europa, garantendo un approccio più attento alle esigenze della filiera e superando politiche che in passato hanno penalizzato le marinerie nazionali”, conclude il ministero.

58 associazioni:no indebolire tutela ambiente per semplificare Pac

58 associazioni:no indebolire tutela ambiente per semplificare PacRoma, 19 mar. (askanews) – “Non bisogna indebolire le norme che tutelano l’ambiente e il clima. Non è questa la soluzione ai problemi del settore agricolo”. E’ il contenuto dell’appello che 58 associazioni europee, di cui otto italiane (Cirf, Ciwf Italia, Isde, International Society of Doctors for Environment, Greenpeace Italia, Lipu-BirdLife Italia, Terra! e WWF Italia) hanno inviato alla Commissione europea per chiedere di investire affinché il settore agricolo possa diventare più resiliente alle crisi ambientali in atto e che sia un attore reale ed informato per la loro risoluzione.


La richiesta arriva in un momento nel quale la Commissione europea ha annunciato l’adozione di due pacchetti di semplificazione, uno relativo alla Politica agricola comune (PAC), previsto per aprile, e un secondo relativo alle politiche ambientali e di sicurezza alimentare al di là della PAC, previsto per la fine del 2025, “questo a solo un anno di distanza dalla riforma di semplificazione della PAC, che ha già portato a un significativo indebolimento delle sue norme ambientali”, spiegano. “Siamo consapevoli dell’aggravio burocratico e amministrativo che gli agricoltori si trovano ogni anno ad affrontare e va semplificato – scrivono le associazioni – ma non a scapito delle tutele per clima e ambiente. Ribadiamo che l’indebolimento della materia ambientale non è la soluzione del problema, anzi si andrebbe a peggiorare la situazione delle nostre aziende agricole”.


“Semplificare dovrebbe consistere nell’armonizzare i processi di rendicontazione, migliorare la digitalizzazione dei sistemi e aumentare la chiarezza e l’efficacia della comunicazione delle norme per una loro corretta applicazione”, dichiarano le associazioni. L’appello contiene, inoltre l’opposizione ferma anche alla completa sospensione delle relazioni annuali sulla performance dei Piani Strategici nazionali della PAC, visto che in un contesto di crescente pressione sui bilanci pubblici, “è fondamentale monitorare accuratamente come vengono spesi tali fondi e il loro allineamento con le strategie e le necessità emerse dai Piani Strategici stessi”. “Il disinvestimento in burocrazia – concludono le associazioni – dovrebbe poi tradursi in un investimento per incentivare la transizione agroecologica, attraverso un reale ripensamento della PAC in linea con le conclusioni del Dialogo Strategico”.

Resilienza idrica, il 20-22 marzo Comm. Ue Roswall in Italia

Resilienza idrica, il 20-22 marzo Comm. Ue Roswall in ItaliaRoma, 19 mar. (askanews) – Dal 20 al 22 marzo la Commissaria europea per l’ambiente, la resilienza idrica Jessika Roswall sarà a Roma per confrontarsi in merito all’importanza della resilienza e preparazione idrica. La Commissaria pronuncerà un discorso di apertura alla sesta conferenza Valore Acqua per l’Italia, delineando le grandi sfide idriche dell’UE nel quadro della prossima strategia europea sulla resilienza idrica.


Incontrerà Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, le commissioni parlamentari Ambiente e Politiche dell’Unione europea, Roberto Gualtieri, sindaco di Roma, il gruppo ACEA, e Qu Dongyu, direttore generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO). Parteciperà inoltre a una tavola rotonda con le parti interessate per uno scambio di opinioni sulle priorità di portafoglio più ampie, quali la resilienza idrica, l’economia circolare e la bioeconomia. La visita si concluderà all’Oasi Bosco di Palo Laziale, un sito Natura 2000.

A Roma il 16 marzo la finale nazionale di Agrichef Festival

A Roma il 16 marzo la finale nazionale di Agrichef FestivalRoma, 19 mar. (askanews) – Torna a Roma la VII edizione di Agrichef Festival, l’evento itinerante promosso da Turismo Verde, l’associazione agrituristica di Cia-Agricoltori Italiani, che promuove e valorizza la cucina contadina, riunendo in cucina brigate composte da agrichef e studenti degli istituti alberghieri italiani. Due le fasi clou dell’iniziativa: le tappe regionali, per decretare il piatto locale più meritevole e rappresentativo, e la finale nazionale a Roma, quest’anno in programma per mercoledì 26 marzo, alle 10.30, sempre all’Ipseeoa “Amerigo Vespucci”.


Recuperare e rilanciare i “piatti della circolarità”, antispreco e sostenibili, la sfida affidata quest’anno ad allievi cuochi e agrichef degli agriturismi associati e in lizza da Nord a Sud d’Italia, dall’Emilia-Romagna al Veneto, dalla Campania alla Puglia, dalla Toscana al Piemonte e alla Liguria. L’evento rinnova l’impegno di Turismo Verde-Cia nel promuovere occasioni di incontro, confronto e scambio formativo con gli studenti degli istituti alberghieri del Paese. Al centro la cucina tipica regionale, la tradizione a tavola, il lavoro di recupero e valorizzazione delle ricette e delle materie prime agricole italiane, che rende importante e unico il valore degli agriturismi italiani.

Prosciutto Modena Dop, vendite -28% in 2024; preaffettato +6,5%

Prosciutto Modena Dop, vendite -28% in 2024; preaffettato +6,5%Roma, 19 mar. (askanews) – Cresce nel 2024 il numero di cosce avviate alla produzione di Prosciutto di Modena DOP rispetto all’anno precedente, passando dai 31.486 prosciutti marchiati avviati alla produzione del 2023 ai 37.746, per un valore alla produzione di circa 4 milioni di euro. Pesa, però, la diffusione della Psa, la peste suina africana, sulle vendite, che hanno registrato un calo passando dalle 47.533 unità del 2023 alle 34.271 del 2024, con una riduzione del 28%.


Un calo, spiega il Consorzio in una nota, determinato in prima battuta dall’incremento del costo della materia prima, a causa della diffusione della PSA che ha ridotto significativamente il quantitativo di merce disponibile, a cui si sono aggiunti altri fattori economici globali, come l’aumento del costo dell’energia in primis, che hanno impattato sul settore alimentare. Dato positivo quello rappresentato dalla produzione di vaschette di preaffettato che ha visto un incremento del 6,5%, passando dalle 642.704 del 2023 alle 683.788 del 2024, a testimonianza che i consumatori continuano ad orientarsi verso questa tipologia di consumo.


L’export del Prosciutto di Modena DOP si mantiene stabile, con una quota compresa tra il 7% e l’8%, con gli Stati Uniti che si confermano primo partner per quanto riguarda il mercato estero. E proprio in vista dei ventilati dazi Usa, la presidente del Consorzio Giorgia Vitali ha detto: “auspichiamo e rimaniamo fiduciosi che le Istituzioni, in questo momento così delicato, possano trovare i giusti accordi che garantiscano alle aziende di continuare ad esportare senza subire aggravi e sanzioni. La cooperazione commerciale è essenziale per la crescita e il successo di tutti”.

In Veneto paura danni pesche e albicocche per basse temperature

In Veneto paura danni pesche e albicocche per basse temperatureRoma, 19 mar. (askanews) – Da temperature primaverili fino a 19 gradi ai -3 della notte scorsa nelle campagne venete. Le gelate tanto temute sono arrivate e già si prevedono danni alle drupacee, cioè a pesche e albicocche che sono già in fiore. Le previsioni dicono, infatti, che le temperature rimarranno sotto lo zero anche nelle prossime due notti.


“Come avevamo previsto, si è verificato il ritorno del freddo dopo il caldo delle scorse settimane, che ha fatto partire anticipatamente la fioritura delle piante – sottolinea Francesca Aldegheri, presidente dei frutticoltori di Confagricoltura Veneto – Ad alto rischio sono pesche a albicocche, mentre le ciliegie sono ancora in una fase fenologica arretrata, così come kiwi, mele e pere. Quindi, per ora, non dovrebbero esserci problemi”. In Veneto le temperature più basse si sono registrate nel Basso Padovano, con meno 3 gradi, mentre nella pianura veronese si è scesi a meno 2. “Sapere se e di quale entità saranno i danni sui frutteti colpiti è difficile dirlo ora – chiarisce Aldegheri – Si scoprirà tra qualche giorno, quando questo fenomeno sarà cessato. Tra venerdì e sabato le temperature sono date di nuovo in risalita, quindi tireremo un sospiro di sollievo”.


Rimane il timore per aprile, perché se “dopo il caldo dovesse tornare il gelo saranno guai seri, perché tutti gli alberi da frutto saranno in piena fioritura. È ancora vivo il ricordo dell’aprile 2023, che decimò le produzioni con temperature che nelle campagne venete arrivarono a meno 8, così come quello della notte tra il 20 e il 21 aprile dell’anno scorso, con picchi di -2,5”.

Cia a Meloni: bocciare ipotesi fondo unico per la Pac

Cia a Meloni: bocciare ipotesi fondo unico per la PacRoma, 19 mar. (askanews) – Dire no all’ipotesi di un Fondo unico nazionale per il finanziamento delle politiche della Pac, che rischierebbe di comprometterne il funzionamento in una fase complicata come quella attuale. È l’impegno in Europa che il presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, chiede in una lettera alla premier Giorgia Meloni, al ministro Francesco Lollobrigida e al vicepresidente della Commissione Ue Raffaele Fitto, alla vigilia del Consiglio europeo del 20 e 21 marzo.


“In un’epoca di instabilità geopolitica, incertezza economica e crescenti sfide sociali, un settore agricolo forte e resiliente non è solo strategico, è indispensabile – scrive Fini – siamo profondamente preoccupati per le recenti discussioni sulla riallocazione dei finanziamenti dell’Ue in un Fondo unico nell’ambito della Politica agricola comune”. Questo cambiamento, continua il presidente di Cia, “rappresenterebbe una modifica fondamentale della governance del prossimo Quadro finanziario pluriennale (QFP) con il rischio di minare il funzionamento della Pac”. Ma “indebolire la Politica agricola comune recherebbe conseguenze di vasta portata sulla produzione alimentare, sull’occupazione dei territori rurali e sulla stabilità generale del nostro settore agricolo”. Di pari passo, aggiunge Fini nella lettera alla premier Meloni, “date le attuali tensioni geopolitiche e le pressioni inflazionistiche, esortiamo la Commissione a includere nel QFP un meccanismo automatico che consenta di adeguare in tempo reale le dotazioni finanziarie in base ai tassi di inflazione effettivamente osservati anziché a quelli previsti”.