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Varietà di olive turca Aydin Memecik entra in registro Ue Dop

Varietà di olive turca Aydin Memecik entra in registro Ue DopRoma, 12 mar. (askanews) – La Commissione Europea ha approvato l’inserimento della denominazione “Aydin Memecik Zeytini” nel Registro delle Denominazioni di Origine Protette (DOP).


La “Aydin Memecik” è una varietà di olive che può essere utilizzata per produrre olio o come oliva da tavola. Viene coltivato nella provincia di Aydin e presenta tre colori principali: oliva verde, oliva rosa e oliva nera. Il clima mediterraneo della regione, l’esperienza degli agricoltori e la tradizione storica della coltivazione dell’olivo hanno un forte impatto sull’”Aydin Memecik Zeytini” e sulla sua qualità. La particolarità di questa oliva è dovuta principalmente al suo sapore amaro e al suo aroma.

In 2024 import cereali +11,9% in quantità e -6,9% a valore

In 2024 import cereali +11,9% in quantità e -6,9% a valoreRoma, 12 mar. (askanews) – Sono aumentate nelle quantità nell’intero 2024 in Italia le importazioni nel settore dei cereali, semi oleosi e farine proteiche, arrivate a quota 2.735.000 tonnellate (+11,9%), mentre sono diminuite nei valori di 652,6 milioni di euro (-6,9%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Sono i dati elaborati da Anacer sulla base delle rilevazioni Istat.


Le importazioni in Italia di cereali in granella aumentano complessivamente di 1,87 milioni di tonnellate (+12%) con un controvalore in diminuzione di 504,7 milioni di euro (-10% rispetto al 2023): l’incremento è dovuto soprattutto al grano tenero (+1,19 mio/t, pari a +22%) ed al mais (+905.000 t, pari a +14%), quest’ultimo registra valori in calo di 172 milioni di euro (-9,4%). Tra gli altri cereali in granella risulta aumentare l’import di orzo (+23.700 t nelle quantità e -44,0 milioni di euro nei valori), di avena (+17.500 t) e di sorgo (+66.000 t), mentre per il grano duro l’anno si chiude con arrivi dall’estero in diminuzione del 10,6% (-332.000 tonnellate) ed un controvalore pure in calo del 25% (-315,8 milioni di euro). Le importazioni di riso aumentano di 14.000 t (+4,7% considerando nel complesso risone, riso semigreggio, lavorato e rotture). Tra gli altri prodotti presi in esame, destinati prevalentemente all’alimentazione animale, si mette in evidenza l’incremento dell’import dei prodotti trasformati/sostitutivi (+218.000 t, pari a +18%), dei mangimi a base cereali (+60.000 t, pari a +15%) e la riduzione della crusca (-33.000 t, pari a -33%). Per quanto riguarda le farine proteiche e vegetali si registra un aumento nelle quantità di 385.000 tonn (di cui +363.000 t di farina di soia) per un valore in diminuzione di 58,2 milioni di euro (-5,5%), così anche per i semi e frutti oleosi aumentano le quantità di 218.000 tonnellate (di cui +213.000 t di semi di soia), per un controvalore in diminuzione di 158,9 milioni di euro (-9,8%).


In aumento invece sia in quantità sia in valore nel 2024 le esportazioni dall’Italia dei principali prodotti del settore: crescono in quantità di 395.000 t (+8,7%) e in valore di 46,5 milioni di euro (+0,8%) rispetto allo stesso periodo 2023. L’incremento delle esportazioni si deve principalmente alle paste alimentari (+194.000 tonnellate, pari a +9,5%, per un controvalore in aumento di 116,9 milioni di euro, pari a +3,8%). Risultano aumentare anche le vendite all’estero di farina di grano tenero (+43.600 tonnellate, pari a +27,7 milioni di euro) e di riso (considerato nel complesso tra risone, semigreggio e lavorato) di 59.500 tonnellate (+9%), con valori in diminuzione di 3,5 milioni di euro (-0,4%). Tra gli altri prodotti si registra l’incremento delle esportazioni dei prodotti trasformati (+22% nelle quantità e -8% nei valori), dei mangimi a base di cereali (+3,6% nelle quantità e -0,8% nei valori) e della semola di grano duro (+2% nelle quantità e -6% nei valori). L’export dei cereali in granella risulta in calo sia nelle quantità (-85.500 t), sia nei valori (-31,4 milioni di euro).

Lollobrigida: per agricoltura dialogo, ascolto e azioni concrete

Lollobrigida: per agricoltura dialogo, ascolto e azioni concreteRoma, 12 mar. (askanews) – “Dialogo, ascolto e azioni concrete sono alla base del nostro impegno per difendere un settore che consideriamo un pilastro imprescindibile per il futuro della nostra Nazione e dell’Europa: l’agricoltura”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigica intervenendo oggi alla decima conferenza economica di Cia-Agricoltori Italiani in corso oggi e domani a Roma nel corso della quale il ministro ha “tracciato la rotta per affrontare le sfide future del comparto agricolo”.

Farchioni: olivicoltura eroica filiera sostenibile su cui puntare

Farchioni: olivicoltura eroica filiera sostenibile su cui puntareRoma, 12 mar. (askanews) – “Il settore olivicolo soffre di modesti investimenti: ma non è il caso della nostra famiglia, impegnata a creare filiere sostenibili come quella della olivicoltura eroica. E sempre nel segno dei principi di sostenibilità, qualità e italianità ecco il nostro nuovo impegno per la produzione dell’Olio di Roma Igp, realizzato con le olive provenienti dalle nostre tenute di Tuscania, coltivate secondo i principi dell’agricoltura biodinamica”.


Così Giampaolo Farchioni, owner e manager di Farchioni Oli, il gruppo agroalimentare con sede a Gualdo Cattaneo, in provincia di Perugia, premiato recentemente nella Guida Oli 2025 del Gambero Rosso con le “Tre foglie” per la Collezione di famiglia, le due “foglie rosse” per Selezione Dop Umbria Colli Martani e una “foglia” per Olivicoltura Eroica. A questi premi si aggiungono anche la “Gran Menzione” nella categoria Big Producers per il Collezione di famiglia e la medaglia d’argento, sempre nella categoria Big Producers, per la Selezione Dop Umbria Colli Martani nell’ambito del concorso Sol d’Oro, il concorso internazionale di oli extra vergine di oliva in blind testing promosso da Verona Fiere. Gli oliveti aziendali di proprietà di Farchioni sono ripartiti tra Umbria, Lazio, Puglia e Toscana per un totale di circa 700 ettari. E l’azienda continua a crescere con l’obiettivo di raggiungere i 1300 ettari. “Siamo felici e orgogliosi di questo riconoscimento che premia i prodotti che vengono direttamente dalle nostre aziende agricole site in quattro regioni italiane: Puglia, Umbria, Lazio, Toscana. È la logica della filiera zero”, spiega Giampaolo Farchioni, sottolineando che l’obiettivo strategico “è quello di spingere le persone che frequentano i ristoranti a consumare di più il prodotto italiano. Oggi gli oli cominciano ad essere dei biglietti da visita per la ristorazione. C’è stato un processo di sensibilizzazione importante”.


“Sostenibilità per noi significa creare filiere con valore aggiunto: non soltanto vocazione per la tracciabilità, ma anche per far conoscere realtà agricole italiane per lo più sconosciute ai consumatori, con un impegno importante per il recupero della biodiversità. Di conseguenza, sostenibilità significa anche salvaguardia del territorio in stato di abbandono”, conclude Farchioni.

Da Granarolo 1000 euro di contributo a nascita per dipendenti

Da Granarolo 1000 euro di contributo a nascita per dipendentiRoma, 12 mar. (askanews) – Mille euro di contributo alla nascita, una copertura integrale della retta del nido, assistenza psicologica. E’ il welfare aziendale targato Granarolo: l’azienda si è infatti aggiudicata il finanziamento del Bando Ri-Parto – Percorsi di welfare aziendale per agevolare il rientro al lavoro delle madri, favorire la natalità e il bilanciamento vita lavoro.


Questa misura, voluta dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, consentirà a Granarolo di promuovere la natalità e il sostegno a tutte le mamme del Gruppo, in ogni sede italiana. Il bando, che si articolerà nell’arco di due anni (marzo 2025-marzo 2027) consentirà alle mamme dipendenti di poter godere di una serie di aiuti nella fase della nascita e del rientro al lavoro dopo il congedo parentale. In particolare, Granarolo ha deciso di garantire: una copertura integrale della retta del nido della bimba/del bimbo, ovunque si trovi; una convenzione con il Nido di Viola SaS che ha una capillarità sul territorio bolognese di strutture dedicati all’infanzia aperte tutto l’anno e con il quale verranno attivati servizi dedicati per i dipendenti; una integrazione al 100% del congedo parentale; 1.000 euro di contributo alla nascita; un’assistenza psicologica attraverso il canale Helping Mama; un welfare dedicato attraverso Welfare come te con servizi di consulenza nutrizionale, sul massaggio infantile, aiuto compiti per i fratellini/le sorelline, supporto per l’orientamento all’asilo e infine uno spazio di co-working dedicato.

Inflazione, Ue avvia infrazione contro Italia su etichettatura prodotti

Inflazione, Ue avvia infrazione contro Italia su etichettatura prodottiRoma, 12 mar. (askanews) – La Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione contro l’Italia, in merito all’obbligo di indicazione sui prodotti di quello che di fatto è un aumento implicito dei prezzi: quando il contenuto di prodotto risulta diminuito a parità di prezzo, mentre l’aspetto della confezione appare volutamente invariato.


Questa pratica, spesso chiamata “shrinkflation”, è utilizzata da anni da diversi produttori, in particolare sui beni alimentari per “cammuffare” quelli che di fatto sono rincari. Pur affermando di riconoscere “l’importanza di informare i consumatori su questi cambiamenti, richiedere che questa informazione venga specificata su ogni singolo prodotto coinvolto non appare proporzionato”, sostiene l’organismo comunitario in un comunicato.


Secondo Bruxelles, in generale “i requisiti nazionali di etichettatura rappresentano una grande barriera di mercato interna e minano in maniera grave la libertà di movimento delle merci”. La Commissione europea ritiene che le autorità italiane “non abbiano fornito prove sufficienti riguardo alla proporzionalità della misura – si legge – dato che altre opzioni meno restrittive sarebbero disponibili, come indicare le stesse informazioni vicino ai prodotti coinvolti”. Secondo la Commissione l’Italia ha anche violato le normative della direttiva sulla trasparenza nel mercato unico, oltre a due articoli (34 e 36) dei Trattati su funzionamento dell’Unione europea. E per questo ha inviato una comunicazione di addebiti. L’Italia ha ora due mesi per rispondere e in assenza di repliche soddisfacenti potrebbe vedersi recapitare un parere motivato, un nuovo passo nella procedura di infrazione.

Copa Cogeca: Ngt, settimana decisiva per agricoltura Ue

Copa Cogeca: Ngt, settimana decisiva per agricoltura UeRoma, 12 mar. (askanews) – Una settimana che povrebbe segnare un momento decisivo per l’agricoltura europea, mentre le discussioni procedono verso il primo regolamento UE sulle nuove tecniche genomiche (NGT). Lo sottolineano il Copa e la Cogeca, che sostengono l’impegno della presidenza polacca a far avanzare il fascicolo e ad avvicinare gli Stati membri a una maggioranza qualificata.


“Un quadro giuridico chiaro è essenziale per garantire investimenti nella selezione di sementi europee in tutte le regioni e in tutti i settori, consentendo agli agricoltori di accedere a varietà vegetali più adatte ai cambiamenti climatici, che offrano resistenza alla siccità, tolleranza a parassiti e malattie e rese migliori – spiegano in una nota il Copa e la Cogeca – Le sementi migliorate sono uno strumento fondamentale per gli agricoltori per garantire la sicurezza alimentare”. Secondo i sindacati che rappresentano le cooperative di agricoltori europei, il testo della presidenza del Consiglio Europeo e un buon testo, che fornisce la necessaria chiarezza esentando le piante NGT di categoria 1 dalla legislazione UE sugli OGM. “Mantenere un approccio armonizzato è essenziale e qualsiasi clausola di opt-out minerebbe il mercato unico creando al contempo squilibri competitivi”, spiegano.


Analogamente, ulteriori requisiti obbligatori di tracciabilità ed etichettatura “sarebbero inutili, poiché l’attuale database delle sementi e gli elenchi delle varietà nazionali garantiscono una trasparenza sufficiente”. È inoltre fondamentale per Copa e Cogeca che la valutazione della sostenibilità “rimanga all’interno del materiale riproduttivo vegetale (PRM) per garantire che le nuove varietà vegetali offrano benefici tangibili”. Promuovere le discussioni sul PRM e concludere la prima lettura prima della fine della presidenza polacca faciliterà quindi i triloghi paralleli.

Intesa Ismea-Agraria per formazione in settore agroalimentare

Intesa Ismea-Agraria per formazione in settore agroalimentareRoma, 12 mar. (askanews) – Un accordo per rafforzare la formazione e promuovere l’innovazione nel settore agroalimentare. A frimare il protocollo di intesa oggi sono stati l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (Ismea) e la Conferenza nazionale per la didattica universitaria di AG.R.A.R.I.A. L’accordo punta, in particolare, a potenziare le competenze degli operatori del settore, contribuendo, attraverso la formazione, a ridurre i rischi produttivi e di mercato, a favorire il ricambio generazionale e a sostenere l’internazionalizzazione e l’adozione di nuove tecnologie. E prevede la costituzione di un tavolo tecnico congiunto per la programmazione delle attività formative e il monitoraggio delle iniziative, con un focus sulla condivisione delle migliori pratiche e sullo sviluppo di percorsi didattici in grado di rispondere alle esigenze di un settore in continua evoluzione.


Un’attenzione particolare sarà riservata alla valorizzazione delle produzioni di qualità e allo sviluppo della competitività del sistema agroalimentare nazionale. Negli ultimi anni, Ismea attraverso la Direzione supporto al piano strategico della PAC, ha realizzato diverse iniziative di formazione nell’ambito della Rete Rurale Nazionale e del Dottorato nazionale sull’Osservazione della Terra, in collaborazione con l’Università di Roma “La Sapienza”. La partnership con la Conferenza AG.R.A.R.I.A. rafforza ulteriormente questo impegno, creando nuove sinergie con il mondo accademico. “Questo protocollo rappresenta un passo decisivo per avvicinare il mondo della ricerca e quello delle istituzioni, mettendo a disposizione del settore agricolo strumenti formativi innovativi e personale docente con competenze avanzate. L’esperienza maturata da Ismea sarà un prezioso punto di riferimento per la nuova generazione di imprenditori agricoli, a complemento del trasferimento di conoscenze necessario per affrontare le sfide del futuro”, ha detto Livio Proietti, presidente di Ismea.


“L’intesa con sottolinea il ruolo chiave della formazione e della ricerca per la competitività del settore agroalimentare italiano. Il nostro obiettivo è offrire opportunità concrete di crescita e aggiornamento professionale a studenti, ricercatori e operatori, favorendo il rafforzamento delle competenze e l’adozione di nuove tecnologie in stretta collaborazione con un Ente di grande esperienza sul campo”, ha aggiunto Simone Orlandini, presidente della Conferenza AG.R.A.R.I.A.

Fini (Cia): Pac, imporre tetto contributi per grandi aziende

Fini (Cia): Pac, imporre tetto contributi per grandi aziendeRoma, 12 mar. (askanews) – “Serve un tetto ai contributi Pac per le grandi aziende. Nel 2023, il 23% dei finanziamenti Ue è andato al 2% delle imprese agricole con più di 100 ettari, realtà perlopiù con capitale da investire, senza l’aiuto di nessuno. Ne paga le conseguenze l’agricoltura minore, chi fa reddito solo con il lavoro nei campi”. Lo ha detto il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, nel suo discorso in apertura della X Conferenza economica confederale in corso a Roma, oggi e domani, presso l’Auditorium della Tecnica.


Dall’analisi di Cia, su dati Agea, emerge infatti che le aziende agricole situate in zone montane rappresentano il 40,39% del totale e ricevono il 39,61% dei premi Pac, con un contributo medio di 3.742,80 euro per impresa. Al contrario, le aziende non montane costituiscono il 59,61% e ricevono il 60,39% dei premi, con una media leggermente superiore, pari a 3.866,38 euro. Una distribuzione che sembra equa, ma non lo è, perché, spiega Cia, non tiene conto del fatto che una parte considerevole dei fondi, milioni di euro, va nelle mani di pochissimi con superfici molto estese e capitali già consolidati, lasciando alla maggior parte delle piccole e medie imprese contributi molto più bassi.


“Basta squilibri, la Pac deve essere equa, altrimenti non ha più senso – avverte Fini – Una soglia massima ai fondi per i big del comparto sarebbe un inizio importante, così come l’introduzione di un secondo criterio di assegnazione, oltre la dimensione anche la collocazione geografica”. Il riferiemnto è alle aree interne. Per Fini “l’Europa deve puntare sulle aree interne e fragili assicurandogli un pacchetto aggiuntivo, attingendo per esempio ai fondi di coesione. Pretendiamo che torni al centro della Pac il valore delle zone rurali, delle aziende a conduzione familiare che, nonostante le difficoltà, tutelano il territorio e la biodiversità, le produzioni tipiche locali, fulcro del Made in Italy agroalimentare”.

Fini (Cia): Ue agisca su dazi con diplomazia e negoziazione

Fini (Cia): Ue agisca su dazi con diplomazia e negoziazioneRoma, 12 mar. (askanews) – “L’Europa riconduca la follia dei dazi Usa sul piano della diplomazia e della negoziazione. Nel frattempo, a Bruxelles, si guardi con trasparenza all’economia dell’Eurozona. Vanno rivisti i limiti strutturali e organizzativi dell’Unione, non basteranno politiche di riduzione dei deficit perché il Pil torni a risalire”. Lo ha detto Cristiano Fini, presidente di Cia-Agricoltori italiani, intervenendo alla X Conferenza economica di Cia in corso oggi e domani a Roma.


L’Italia cresce sopra la media Ue, dello 0,7% nel 2024. Germania, Francia, compreso il Regno Unito, con circa 23 miliardi di euro, hanno rappresentato insieme solo che un terzo dell’export agroalimentare Made in Italy. “È Il nostro capitale per il futuro – ha detto Fini – è minacciato dalla instabilità Ue e a corto di finanze, visto anche il debito nazionale, ma risorsa, non replicabile, a vantaggio dell’Europa intera. Occorre una maggiore consapevolezza condivisa tra gli Stati membri, a riconoscimento del valore aggiunto di ciascun Paese e in questo caso, tra l’altro, nella sfida più ampia per la sicurezza alimentare globale, che deve posizionare l’agricoltura, e il suo reddito, a obiettivo chiave e comune, da incentivare e non sanzionare”. Il ruolo del cibo e, quindi, dell’agricoltura è sempre più determinante e per questo, secondo Cia, l’Europa deve davvero cambiare passo. Le politiche restrittive devono portare per Cia a una Pac che sia, “davvero, solo per chi vive di agricoltura, con attenzione alle aree interne e fragili d’Europa. Servono più risorse economiche, ma anche più strumenti adeguati ai loro bisogni che vanno dalla semplificazione e alla gestione del rischio, alla costruzione di una nuova transizione green a misura del comparto”.


A livello nazionale, ha spiegato Fini, l’Italia, “deve tirare fuori una reale e costante volontà politica del fare”. Per Cia, bisogna lavorare alla costruzione di un modello agricolo più forte, capace di garantire redditività agli agricoltori, di tutelare i consumatori e rispettare l’ambiente. Va quindi “recuperata la lungimiranza del Piano strategico nazionale sull’agricoltura” orientandolo verso una redistribuzione del reddito lungo la filiera, con provvedimenti efficaci sia a livello europeo che nazionale; un reale snellimento burocratico; un rafforzamento della direttiva sulle pratiche sleali attraverso contratti di filiera che garantiscano ai prodotti la giusta remunerazione; il rilancio delle aree interne con una massiccia opera di ammodernamento e riqualificazione delle infrastrutture e dei servizi, fondamentali per le attività economiche e per contrastare lo spopolamento. E ancora, per Cia servono azioni per dare gambe all’agricoltura familiare, all’imprenditoria femminile e, più di tutto, al ricambio generazionale nei campi. Senza dimenticare la legge non più rinviabile sul consumo di suolo e la gestione fauna selvatica.