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Lollobrigida: in 2024 record export vino italiano a 8,1 mld +5,5%

Lollobrigida: in 2024 record export vino italiano a 8,1 mld +5,5%Roma, 11 mar. (askanews) – “Il vino italiano non è solo un prodotto: è tradizione, cultura e lavoro. È un pilastro dell’economia nazionale e continueremo a lavorare affinché cresca e si affermi sempre di più a livello globale”. Così sul proprio profilo Facebook il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, commenta i dati Istat sull’export pubblicati oggi che vedono crescere nel 2024 le esportazioni del settore vitivinicolo fino alla cifra record di 8,1 miliardi di euro, con un incremento del 5,5% rispetto al 2023.


“Un traguardo straordinario che dimostra la forza, la qualità e la competitività del vino italiano, autentico ambasciatore del Made in Italy nel mondo”, precisa il ministro. “Difendere e valorizzare le nostre eccellenze significa proteggere l’identità e la ricchezza dell’Italia. Il Governo Meloni è in prima linea per garantire strumenti concreti a sostegno delle nostre imprese, per rafforzare la loro presenza sui mercati internazionali”, conclude Lollobrigida.

Ne 2026 Sigep anticipa a gennaio, si svolgerà dal 16 al 20

Ne 2026 Sigep anticipa a gennaio, si svolgerà dal 16 al 20Roma, 11 mar. (askanews) – Italian Exhibition Group (Ieg) ha fissato le nuove date di Sigep world per il 2026 il salone internazionale di gelateria, pasticceria e cioccolato, panificazione, caffè e pizza anticiperà e si terrà in fiera a Rimini dal 16 al 20 gennaio, dal venerdì al martedì.


In linea con l’anticipazione di un mese annunciata dal Gulfood di Dubai per l’edizione 2026, dettata dalle esigenze del Ramadan, anche Sigep World ha scelto di rivedere il proprio calendario per evitare sovrapposizioni con altri eventi internazionali e per massimizzare le opportunità di business garantendo un afflusso ottimale di visitatori sia nazionali, sia internazionali. Anche nel 2026 le aziende metteranno in mostra e presenteranno il futuro dell’industry ai buyers in arrivo da tutto il mondo, mentre i maggiori protagonisti globali dei comparti rappresentati all’interno della manifestazione offriranno momenti esclusivi – convegni, campionati, dimostrazioni e via enumerando – che accenderanno i riflettori sulle tendenze future e sui gusti ancora inesplorati.

Valorizzazione dei tesori Dop del Vulture, parte progetto TwoEu

Valorizzazione dei tesori Dop del Vulture, parte progetto TwoEuRoma, 11 mar. (askanews) – Olio di oliva extravergine e vino Aglianico: sono i due tesori dell’agroalimentare del Vulture che da oggi saranno promossi con il progetto TwoEu, finanziato dall’Unione Europea, per promuovere la ricchezza e l’unicità dei prodotti Dop di questo territorio sui mercati internazionali.


Una direzione, condivisa dai due Consorzi di tutela, che celebra non solo il paniere agroalimentare del Vulture ma, più in generale, la ricchezza enogastronomica dell’intera regione puntando su due grandi prodotti lucani. Da un lato l’Aglianico che, nella zona del Monte Vulture, ha trovato la sua terra d’elezione con una produzione d’eccellenza che comprende 35 produttori in oltre 15 comuni. Dall’altro l’Olio Extravergine d’Oliva Vulture Dop con protagonista l’Ogliarola, cultivar autoctona che domina le pendici sud orientali del Monte Vulture sin dal 65 a.C. “Con il progetto triennale TwoEu, intendiamo non solo valorizzare ma anche raccontare il nostro territorio e le sue eccellenze – ha sottolineato Antonietta Rucco, referente per il Consorzio Olio del Vulture DOP – Un’iniziativa che vuole rafforzare la conoscenza e l’apprezzamento dei nostri prodotti sui mercati esteri”.


Francesco Perillo, presidente del Consorzio dell’Aglianico del Vulture e Antonietta Rucco hanno presentato i punti principali su cui verte il piano di comunicazione: dallo sviluppo di campagne mirate per i social media alla partecipazione ai più importanti eventi enogastronomici come punto d’incontro tra i produttori del Vulture e il trade e la stampa internazionale.

Coldiretti: olio guida crescita export italiano con +45% in 2024

Coldiretti: olio guida crescita export italiano con +45% in 2024Roma, 11 mar. (askanews) – E’ l’olio extravergine di oliva a trainare la crescita in valore dell’export Made in Italy, con un aumento del 45% nel 2024, davanti a salumi (+10%) e formaggi e latticini (+9%), ma è il vino a restare la voce più pesante per un valore di 8,1 miliardi. E’ l’analisi fatta dalla Coldiretti sui dati Istat sulle esportazioni delle regioni italiane, che vedono l’agroalimentare tricolore chiudere l’anno a quota 69,1 miliardi, il record di sempre. Il segno positivo caratterizza anche tutti gli altri principali comparti del cibo tricolore, dal +6% per ortofrutta fresca e per quella trasformata al +5% della pasta.


Se guardiamo al valore dell’export, la prima voce resta il vino con 8,1 miliardi, seguita da ortofrutta fresca (6,5 miliardi), ortofrutta trasformata (5,7 miliardi), formaggi (5,4 miliardi), pasta (4,3 miliardi), olio (2,5 miliardi), salumi (2,3 miliardi), pesce (1 miliardo), riassume Coldiretti. Un patrimonio dell’economia nazionale che, secondo la Confederazione agricola, ha tutte le carte in regola per raggiungere l’obiettivo di portare il valore annuale dell’export agroalimentare a 100 miliardi nel 2030, ma sul quale pesa però oggi la minaccia dei dazi americani.


L’ipotesi di una tariffa aggiuntiva del 25% sulle esportazioni agroalimentari Made in Italy, ricorda Coldiretti, rischia di causare un calo delle vendite in quello che è il secondo mercato di riferimento per il cibo Made in Italy. I consumatori a stelle e strisce si ritroverebbero a pagare due miliardi in più, di cui quasi 500 milioni solo per il vino, circa 240 milioni per l’olio d’oliva, 170 milioni per la pasta, 120 milioni per i formaggi.

Nel cuore delle Madonie nasce l’ispirazione Fiasconaro per la Pasqua 2025

Nel cuore delle Madonie nasce l’ispirazione Fiasconaro per la Pasqua 2025Roma, 11 mar. (askanews) – Da tre generazioni, la Famiglia Fiasconaro attinge alla magia del territorio per trasformare i suoi frutti e i suoi aromi in autentiche opere d’arte pasticcera. Come moderni viaggiatori che si immergono nella natura e si lasciano guidare dal respiro e dalle luci del bosco, così i Maestri Fiasconaro, guidati da Nicola, si lasciano condurre dallo spirito selvaggio e rigoglioso delle Madonie per dar vita alle nuove proposte di Colombe pasquali.


Un viaggio sensoriale che è emozione, racconto di tradizione e maestria: dalla piccola pasticceria di Castelbuono alla celebrazione del Made in Sicily nel mondo. Un racconto che svela la passione, l’artigianalità e la bellezza unica di un luogo senza tempo. In questa collezione, ogni dolce – si legge in una nota – è un capitolo di un viaggio straordinario, una celebrazione dei sapori autentici della Sicilia: succosi canditi di arancia, ananas e albicocca, il gusto intenso del cioccolato, la dolcezza dell’uvetta e la croccantezza di nocciole e pistacchi. Per la Pasqua 2025, oltre alle collezioni tradizionali, Fiasconaro ha creato la Colomba con canditi di “Pesca di Leonforte IGP’, uno dei frutti più nobili dell’isola diventa il protagonista di una sinfonia di sapori, perfettamente arricchito dalla pasta pralinata di mandorle e impreziosito – prosegue il comunicato – da una croccante decorazione di mandorle a bastoncini.


Le altre Linee: – Specialità: una linea che fonde armoniosamente tradizione e innovazione, con una doppia copertura nata dalla ricerca d’eccellenza di Fiasconaro. I sapori: ciliegia e fragolina; rosa e fico d’India.


– Oro: colombe iconiche che sprigionano un’esplosione di gusto, esaltate dall’abbinamento con irresistibili creme alla mandorla, al caffè e al pistacchio. – Territoriale: lievitati che sprigionano i profumi autentici del nostro territorio, dalla preziosa Manna delle Madonie al cioccolato di Sicilia, accompagnati da irresistibili creme da spalmare.


– Frutta: colombe che accompagnano in un viaggio sensoriale tra i tesori della Sicilia, incontrando il cioccolato di Modica, i pistacchi e le mandorle dell’isola. – Classica: lievitati della tradizione italiana, esaltati dai migliori ingredienti di Sicilia per un gusto autentico e inconfondibile.

Domani Fitto, Schlein, Lollobrigida a Conferenza economica Cia

Domani Fitto, Schlein, Lollobrigida a Conferenza economica CiaRoma, 11 mar. (askanews) – “Obiettivo Agricoltura”. È questo il titolo della X Conferenza economica organizzata da Cia-Agricoltori Italiani, che si terrà domani 12 e il 13 marzo a Roma, all’Auditorium della Tecnica. Scenario internazionale, aree interne, competitività sono le parole chiave della due giorni di lavori, al via alle 10 con la relazione introduttiva del presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini, e il report di Nomisma “L’agricoltura italiana tra nuovi scenari geopolitici e obiettivi di competitività” a cura di Denis Pantini.


Subito dopo spazio agli interventi istituzionali: Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione Ue; Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste; Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica; Elly Schlein, segretaria del Partito democratico (tbc). Pausa alle 13 e ripresa della Conferenza con la sessione su “Il futuro dell’Italia e dell’Europa di fronte ai nuovi scenari geopolitici” assieme a Paolo Magri, presidente del Comitato Scientifico dell’ISPI.


Giovedì, 13 marzo, si torna all’Auditorium della Tecnica alle 9.30 per la sessione della Conferenza economica Cia dedicata a “La dimensione locale per competere nelle sfide globali: il ruolo delle aree interne”. La chiusura della X Conferenza economica di Cia è prevista alle 12.30 con le conclusioni del presidente nazionale, Cristiano Fini.

Confagri E.R.: operazioni in campo bloccate per la pioggia

Confagri E.R.: operazioni in campo bloccate per la pioggiaRoma, 11 mar. (askanews) – Trattori fermi e suoli che non si riescono a lavorare a causa della pioggia. Ed è allerta precipitazioni per i prossimi dieci giorni. “I terreni sono saturi, si rischiano di compromettere filiere strategiche: pomodoro da industria, cereali, barbabietola da zucchero, ortaggi e colture sementiere”, dichiara Confagricoltura Emilia Romagna elencando in particolare “i ritardi per orticole, mais e piante industriali, nella preparazione del letto di semina e nelle operazioni pre-trapianto del pomodoro da industria, le molteplici anomalie nel ciclo di crescita del grano dovute ai ristagni idrici o nel peggiore dei casi ad allagamenti frequenti, e le lavorazioni nelle risaie che sono indietro di un mese rispetto alla tabella di marcia”.


Priorità è mantenere alta l’attenzione sull’adattamento al cambiamento climatico, la gestione della risorsa idrica per fronteggiare gli eccessi del meteo, gli investimenti aziendali a tutela delle produzioni. “Servono sistemi di drenaggio e reti di scolo efficienti per tutte le colture non solo quelle specializzate, come pure impianti irrigui sempre più intelligenti nei periodi siccitosi, in condizioni di scarsità d’acqua”, sottolinea l’organizzazione agricola. Preoccupa soprattutto il comparto del pomodoro da industria che in regione conta 27.000 ettari sui 41.000 totali nel bacino del Nord. Le attività cominciano solitamente alcune settimane prima del trapianto che, per le varietà precoci, in taluni areali, è programmato già alla fine del mese di marzo. “Dalla preparazione del terreno alla concimazione, alla predisposizione delle manichette gocciolanti per l’irrigazione, al diserbo che va effettuato almeno una decina di giorni prima della messa a dimora delle piantine: ci sono tempi da rispettare nel pomodoro da industria – dicono i produttori – per scongiurare sovrapposizioni delle epoche di raccolta tra varietà precoci e medio-precoci, per evitare di lasciare il prodotto maturo in campo. L’attuale sistema di gestione del rischio poi è inadeguato a coprire un eventuale danno, le polizze sono sempre più costose e senza garanzie”.

Conserve di pomodoro: nel 2024 +12,5% valore export in Giappone a 135 mln

Conserve di pomodoro: nel 2024 +12,5% valore export in Giappone a 135 mlnMilano, 10 mar. (askanews) – Il Giappone è il sesto mercato di sbocco a livello mondiale delle conserve di pomodoro italiane e il secondo dopo gli Usa, se consideriamo solo i Paesi extraeuropei. Nel 2024 le esportazioni nel mercato nipponico hanno fatto registrare una crescita a valore del 12,5% rispetto all’anno precedente, per un totale di circa 135 milioni di euro, circa il 4,5% dell’export globale (3 miliardi di euro). Il valore dell’export cresce anche in tutto il mercato asiatico con un netto +18,5% per un totale di circa 293 milioni di euro (il 9,7% dell’export totale). Segno positivo anche in termini di volumi: nel 2024 sono state esportate solo in Giappone circa 110.000 tonnellate di conserve rosse (+12,5% rispetto al 2023), 244.000 tonnellate (+13% sul 2023) considerando tutta l’Asia.


Sono questi i dati diffusi dall’Associazione nazionale industriali conserve alimentari vegetali, Anicav, in occasione della partecipazione alla prossima edizione di Foodex in programma a Tokio dall’11 al 14 marzo, nell’ambito del progetto “Red gold from Europe”, cofinanziato dall’Unione Europea e finalizzato alla valorizzazione e alla promozione delle conserve di pomodoro made in Italy, che, in occasione della fiera, prevede anche diverse altre attività di promozione tra le città di Osaka e Tokio. Il Foodex è la più importante manifestazione fieristica agroalimentare del Giappone che ospiterà oltre 80.000 visitatori da circa 90 Paesi e Regioni del mondo. “Il Giappone si conferma uno dei principali mercati di sbocco per l’export del nostro pomodoro, in particolare per il pelato intero apprezzato per le sue qualità e per la sua genuinità – commenta Giovanni De Angelis, direttore generale di Anicav – Le performance fanno registrare trend molto positivi e di conseguenza il mercato nipponico assume ancora maggiore rilevanza strategica per le nostre aziende. In questo contesto il progetto ‘Red gold from Europe’ gioca un ruolo decisivo come fondamentale strumento di promozione dei nostri prodotti di grande qualità. In un momento storico difficile come quello che stiamo vivendo, pieno di incognite generate dalle tensioni geopolitiche, la capacità di valorizzare le peculiarità dei nostri prodotti è di primaria importanza”.

Lollobrigida: rallenta inflazione in carrello spesa

Lollobrigida: rallenta inflazione in carrello spesaRoma, 10 mar. (askanews) – “I recenti dati Ismea mostrano un rallentamento dell’inflazione nel carrello della spesa, con ottimi risultati sul fronte dei volumi per il reparto ortofrutticolo. Un risultato frutto del costante impegno del Governo Meloni nel sostenere la filiera agroalimentare italiana e nel proteggere il potere d’acquisto delle famiglie”. Lo sottolinea sul proprio profilo Fb il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.


“Continueremo a lavorare – conclude il ministro – per garantire la qualità e la competitività dei nostri prodotti, promuovendo il Made in Italy e tutelando i cittadini”.

Ismea: in 2024 spesa agroalimentare famiglie +0,9%

Ismea: in 2024 spesa agroalimentare famiglie +0,9%Roma, 10 mar. (askanews) – Dopo l’incremento nel 2023, che con un +8,1% resta il più alto degli ultimi anni, cresce ancora ma con minore velocità nel 2024 la spesa agroalimentare delle famiglie italiane con un +0,9%. E’ quanto emerge dal primo report consumi del 2025 di Ismea, pubblicato oggi.


A fronte di prezzi medi che in alcuni casi segnano i primi ripiegamenti, tornano ad aumentare i volumi nel carrello di alcuni prodotti. Il supermercato resta il canale predominante con il 40% di share e la miglior performance in termini di fatturato: +2,5% sul 2023. Il discount continua a migliorare le proprie performance mettendo a segno nel 2024 un aumento degli incassi dell’1,5%, dopo il +10% registrato nel 2023. In lieve aumento la spesa effettuata presso gli ipermercati (+0,8%), in riduzione, invece, la spesa presso i canali di prossimità: “liberi servizi” (-3,9%) e dettaglio tradizionale (-4,8%). Cambia nel tempo l’universo delle tipologie di famiglia, con una tendenza che vede sempre più aumentare le famiglie senza figli e i “single senior”. Le famiglie con bambini non sempre riescono a contenere la spesa sui livelli dell’anno precedente, tuttavia, i volumi nel carrello non subiscono contrazioni. Le famiglie con figli maggiorenni, invece, lavorando sul cambio di mix, sulle offerte promozionali e quando necessario sul downgrading dei prodotti, riescono a contenere o ridurre la spesa complessiva, senza intaccare i volumi nel carrello. Continuano ad aumentare, invece, la spesa e i volumi acquistati per i nuclei familiari più maturi. Infine, per i nuclei familiari formati dai più giovani (pre-family) la spesa si riduce del 3,4%, a fronte di un alleggerimento dei volumi.


Quanto allo scontrino, si evidenziano contrazioni di spesa per tutti i comparti afferenti ai prodotti proteici di origine animale: dalle carni (-1,1%), ai lattiero-caseari (-0,5%), agli ittici (-0,5%) e ai salumi (-0,5%), solo le uova fanno eccezione (+2,6%), mentre cresce ancora la spesa per gli ortofrutticoli (+2,2% gli ortaggi e +2,9% la frutta), gli oli vegetali (+15,6%), in tenuta la spesa per i derivati dei cereali (-0,2%). In particolare, spiega Ismea, una maggiore sensibilità agli aspetti etici e ambientali e l’elevato livello dei prezzi hanno penalizzato il comparto delle carni, che nel 2024 continuano a perdere volumi nei carrelli. Flettono gli acquisti di tutte le tipologie eccetto quelli delle avicole, che sono anche le uniche per le quali si riscontra un lieve ridimensionamento dei prezzi. La tenuta della spesa (-0,2%) dei derivati dei cereali deriva da una generalizzata lieve contrazione dei prezzi medi e a un cambio di mix all’interno del comparto. In particolare, sono in incremento i volumi sia del pane e dei suoi sostituti sia della “pasta fresca” (rispettivamente +1,8%, +1,4%), di contro flette la spesa per la “pasta di semola secca” e per il riso (-5,6% e -4,8%)


Infine, il comparto degli ortaggi freschi e trasformati ha registrato nel 2024 una crescita della spesa del 2,2%, dopo il +9,4% del 2023. La dinamica è supportata da tutti i prodotti freschi, per i quali si rileva una crescita sia dei volumi nel carrello che dei prezzi medi. Aumenta del 2,9% la spesa per la frutta, con dinamiche di espansione dei volumi che hanno interessato quasi tutti i prodotti ad eccezione degli agrumi (-0,7%), per i quali il decremento dei prezzi medi (-1,9%) ha comportato una flessione della spesa del 2,5%.