Skip to main content
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

Iata: governi garantiscano sicurezza sistema aereo nei periodi di crisi

Iata: governi garantiscano sicurezza sistema aereo nei periodi di crisiRoma, 4 ott. (askanews) – “L’aviazione civile ha uno scopo che trascende la politica: ‘creare e preservare l’amicizia e la comprensione tra le nazioni e i popoli del mondo’. La Convenzione di Chicago, firmata ottant’anni fa mentre infuriava la Seconda guerra mondiale, inizia con queste parole. Sono un promemoria senza tempo del ruolo essenziale e unico dell’aviazione civile nel collegare le persone e consegnare le merci su vaste distanze. Nel mondo turbolento del 2024, la verità del preambolo della Convenzione di Chicago risuona forte”. Lo afferma Willie Walsh, il direttore generale della Iata, l’Associazione internazionale del trasporto aereo, ricordando ai governi l’importanza di proteggere l’aviazione civile, comprese le infrastrutture aeroportuali e di navigazione aerea, durante i periodi di conflitto.


“Tutti noi – prosegue Walsh – vogliamo vivere in un mondo in pace. Purtroppo, oggi questo è lontano dalla realtà per molte persone. Per questo motivo è necessario ricordare a tutti coloro che sono coinvolti in un conflitto la necessità di garantire la sicurezza dei voli e che le infrastrutture aeroportuali e di navigazione aerea critiche non vengano prese di mira durante le ostilità. L’aviazione civile non prende posizione nei conflitti politici. In quanto settore che richiede l’effettiva applicazione di standard globali per operare, l’aviazione sostiene gli standard globali e l’ordine internazionale basato sulle regole su cui si basano. Come dice il nome stesso, l’aviazione civile è al servizio della popolazione civile. Deve essere tenuta lontana dai pericoli di tutti gli attori di un conflitto. Questa è la ferma convinzione della IATA. Ma soprattutto, è un obbligo indiscutibile dei governi in base al diritto internazionale”. “Per esempio – prosegue Walsh – l’articolo 13 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani protegge la libertà di movimento a livello nazionale e internazionale; l’articolo 48 della Quarta Convenzione di Ginevra stabilisce che i combattenti in conflitto non devono prendere di mira oggetti civili; le norme fondamentali del diritto internazionale consuetudinario richiedono che tutte le parti in conflitto permettano e facilitino il passaggio rapido e senza ostacoli dei soccorsi umanitari per i civili bisognosi e garantiscano la libertà di movimento del personale umanitario autorizzato”.


“Questi obblighi legali internazionali – aggiunge Walsh – non potranno essere rispettati se la linea di demarcazione tra aviazione militare e civile dovesse sfumare, anche solo minimamente. Ciò comporterebbe conseguenze profondamente preoccupanti per le popolazioni innocenti che cercano di sopravvivere al conflitto, e soprattutto per quelle che hanno bisogno di aiuti umanitari. Inoltre, la Convenzione di Chicago obbliga esplicitamente gli Stati a proteggere gli aeromobili civili e i passeggeri in volo, ad astenersi dall’uso della forza contro gli aeromobili civili e, come corollario, a coordinare e comunicare qualsiasi attività potenzialmente pericolosa per l’aviazione civile. Si tratta di elementi essenziali per mantenere la sicurezza del volo”. “Mentre il mondo lavora verso giorni più pacifici – conclude – l’aviazione sosterrà questo sforzo collegando persone e merci. Nel frattempo, i combattenti devono conoscere e rispettare le regole del conflitto e dell’assistenza umanitaria stabilite dal diritto internazionale. Per semplificare: non danneggiare aerei, aeroporti o servizi di navigazione aerea civili. Questo non è negoziabile e deve essere rispettato, anche al culmine dell’ostilità”.

Autotrasporto:Assotir, settore strategico ma con evidenti squilibri

Autotrasporto:Assotir, settore strategico ma con evidenti squilibriRoma, 2 ott. (askanews) – “Alla politica non chiediamo di fare delle discriminazioni, perché le discriminazioni, quelle tra grandi e piccoli operatori, sono il principale problema che affligge il settore dell’autotrasporto. Alla politica chiediamo solamente di tappare le falle che si sono create”. Con queste parole Anna Vita Manigrasso, Presidente Nazionale di ASSOTIR, ha introdotto la ricerca “Analisi economica dell’Autotrasporto italiano degli ultimi dieci anni, basata sui Bilanci delle imprese: Peso, Composizione e Stato di Salute del Settore” dalla quale emerge che il settore si riconferma strategico ma con evidenti squilibri al proprio interno.


La presentazione si è tenuta a Roma alla presenza tra gli altri, dell’on. Salvatore Deidda, Presidente della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati; dell’on. Andrea Casu, Vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati; e dell’on. Roberto Traversi, esponente Commissione Trasporti della Camera. A loro in particolare, la Presidente di ASSOTIR ha ribadito i quattro interventi che l’Associazione ritiene necessari: la disciplina della subvezione, per contrastare il fenomeno dell’intermediazione parassitaria; il rispetto dei tempi di pagamento stabiliti dalla legge; il riconoscimento economico dei tempi di attesa al carico e scarico delle merci; la reintroduzione di costi minimi obbligatori. La ricerca – che si basa sui dati economici e finanziari ricavati dai bilanci degli ultimi 10 anni di oltre 37mila imprese che operano nel settore – è “Una fotografia che rappresenta in maniera reale il pessimo stato in cui versa un settore, quello dell’autotrasporto, che riunisce il 2% di tutte le imprese italiane e rappresenta il 3,4% del Pil” ha detto ancora. Dimostra in maniera inequivocabile che i colossi dei trasporti hanno un ruolo “marginale”, nella maggior parte dei casi fungono da intermediari: raccolgono le commesse e affidano il servizio ai player più piccoli. Nonostante questo, però, sono i soggetti che incassano la fetta più grande degli utili, scaricando i costi – a iniziare da quelli ingenti per la transizione energetica e per la sicurezza stradale – sui soggetti più piccoli.


“Gli operatori del settore sono nell’84% dei casi piccole e medie imprese – ha spiegato il curatore della ricerca, Rosario Faraci, Professore ordinario di Economia e Gestione delle Imprese dell’Università degli Studi di Catania. – I soggetti più piccoli sono quelli che hanno registrato la crescita maggiore in termini di fatturato negli ultimi dieci anni, e anzi maggiori sono le dimensioni dell’impresa e meno sono cresciuti i ricavi. Se si prendono in considerazione gli utili, tuttavia, il trend si inverte, e i grandi player registrano un tasso di crescita che è quasi il doppio di quello del settore. In altre parole, hanno il tasso di redditività più alto rispetto al fatturato. E questa è una prima conferma di quanto sia diffusa la subvenzione”. Un’altra conferma arriva dal grado di integrazione verticale, indice che attesta quante fasi di un processo produttivo un’impresa gestisce in proprio, senza affidarsi a soggetti terzi. “Questo indice – ha sottolineato Faraci, – è nettamente più elevato tra le imprese di piccole dimensioni, perché sono quelle che nei fatti gestiscono il trasporto delle merci”. “Quella contro la subvenzione è la madre di tutte le battaglie – ha detto Claudio Donati, Segretario Generale di ASSOTIR. – Le 10 maggiori imprese da sole valgono un fatturato di 14 miliardi, ovvero più del 20% dell’intero settore. Eppure dispongono di appena 429 veicoli, perché la quasi totalità dei loro ricavi provengono dalla subvenzione. Con un simile squilibrio, il settore non è in grado di sostenere gli investimenti che sono necessari, a iniziare da quelli della transizione energetica e per la sicurezza stradale. E nel lungo periodo, questo problema danneggerà l’intero Paese, in quanto ridurrà la funzionalità del settore dell’autotrasporto che è oggettivamente strategico per l’economia del Paese”.

Passeggeri, tecnologie per migliorare l’esperienza di viaggio aereo

Passeggeri, tecnologie per migliorare l’esperienza di viaggio aereoRoma, 18 set. (askanews) – Nel 2023 i viaggi aerei sono aumentati, superando le aspettative, con le previsioni IATA che indicano che la domanda continuerà a crescere, raggiungendo 8 miliardi di passeggeri in tutto il mondo entro il 2040. Per far sì che l’industria sia in grado di gestire questa crescita, sarà più importante che mai assicurarsi che il viaggio sia fluido ed efficiente. Secondo il report di SITA 2024 Passenger IT Insights, informa una nota, i passeggeri reputano la tecnologia essenziale, tanto da abbracciare con entusiasmo innovazioni come il Digital Travel – un viaggio completamente digitalizzato – abilitato da cellulare.


I viaggiatori, infatti, usano già il cellulare come telecomando del viaggio, con un’elevata adozione in fasi chiave quali la prenotazione, la permanenza in aeroporto e il ritiro dei bagagli. Facendo un ulteriore passo avanti, ben tre intervistati su quattro hanno dichiarato di essere a proprio agio nell’avere il passaporto memorizzato sul proprio dispositivo attraverso una Digital Travel Credential sicura – ovvero il passaporto digitale per voli aerei – e nel condividerlo in anticipo per accelerare il viaggio, a dimostrazione del ruolo centrale che avranno le identità digitali in futuro. Il 64% dei viaggiatori indica le code in aeroporto più brevi come il miglioramento più importante del processo di viaggio che vorrebbe vedere. È stato dimostrato che la biometria accelera i tempi di gestione dei passeggeri, ma la metà dei viaggiatori esprime preoccupazioni sulla privacy dei dati. Ciò indica una chiara necessità di far conoscere e dare conferme sulla sicurezza e sui vantaggi della tecnologia biometrica, che viene testata in base a rigorosi standard di sicurezza dei dati. Tuttavia, i passeggeri valutano i loro livelli di comfort con la biometria relativamente alti, con una media di 6,7 su 10.


“Siamo alla vigilia di una nuova era nel settore dell’aviazione, con una domanda senza precedenti che converge con innovazioni tecnologiche in grado di rivoluzionare il viaggio. L’interesse dei passeggeri è chiaro: sono desiderosi di abbracciare le più recenti soluzioni digitali per rendere la loro esperienza più veloce e più snella che mai” ha dichiarato David Lavorel, CEO di SITA. “Il settore ha la responsabilità di garantire che i viaggiatori siano pienamente informati sulle potenzialità della biometria in termini di sicurezza dei dati e di tutela della privacy”. La sostenibilità rimane in primo piano per i passeggeri, che sono disposti ad assumersi impegni aggiuntivi in termini di costi e tempo per rendere i loro viaggi più ecologici. Gli intervistati, infatti, sono disposti a pagare in media l’11% in più del costo del biglietto per compensare le emissioni di carbonio del loro volo. Più della metà è anche disposta a prendere voli più lunghi a velocità ridotta o a trasportare bagagli più leggeri per ridurre il proprio impatto ambientale.


“I passeggeri stanno dicendo all’industria che sono disposti a incontrarci a metà strada in termini di passaggio verso un’aviazione a zero emissioni. La loro apertura alla compensazione delle emissioni di CO2 e al cambiamento delle proprie abitudini relative al trasporto dei bagagli contribuirà a completare l’impegno delle compagnie aeree e degli aeroporti per la riduzione delle emissioni attraverso misure come la tecnologia sostenibile e le modifiche alle operazioni e alle infrastrutture” ha continuato Lavorel.

Incendi a bordo: le batterie al litio fra le principali responsabili nei disastri aerei

Incendi a bordo: le batterie al litio fra le principali responsabili nei disastri aereiRoma, 6 set. (askanews) – Le batterie al litio fra le principali responsabili nei disastri aerei e questo genere di incidenti è in aumento. Solo in America si registra un + 42% negli ultimi cinque anni. L’utilizzo quotidiano che ne facciamo le rende talmente familiari da farci dimenticare che nascondono molte insidie difficili da gestire. Servono imballaggi sicuri per limitarne la pericolosità e normative ad hoc quando vengono trasportate dai passeggeri.


Le batterie al litio, infatti, possono costituire un pericolo dovuto al loro surriscaldamento e gli incidenti sono in aumento. Una media di più di uno a settimana negli Stati Uniti. Non a caso l’autorità aeronautica statunitense attesta che gli episodi sono incrementati di oltre il 42% negli ultimi cinque anni. Un problema, però, che non è solamente americano ma coinvolge i voli di tutto il mondo. “Le batterie al litio in alcuni casi ‘entrano’ in runaway termico (fuga termica) a causa di svariati motivi, per esempio un corto circuito, e si surriscaldano. Se questo avviene su un aereo, il pericolo di incendio cresce esponenzialmente perché le possibilità di intervento sono più difficili”, spiega Ermanno Vicini, Ceo di Serpac, società specializzata nella creazione, sviluppo e vendita di imballaggi ed etichette per il trasporto di merci pericolose.


In un mondo dove la tecnologia è ormai essenziale e parte integrante della quotidianità, le batterie al litio sono ovunque. Nei nostri smartphone, computer portatili, tablet, powerbank, fotocamere, orologi e persino nelle sigarette elettroniche. Insomma, sono presenti nella quasi totalità dei dispositivi che portiamo sempre con noi. “L’utilizzo quotidiano che ne facciamo – ammonisce Vicini – le rende talmente familiari da farci dimenticare che sono pericolose. Ogni anno se ne vendono milioni e, tante se ne vendono, altrettante vengono trasportate dai produttori ai distributori e dai distributori ai consumatori”. Un trasporto che avviene spesso per via aerea. È quindi evidente che debba essere messo in sicurezza. “Imballare correttamente, con prodotti idonei e certificati, etichettare e marcare colli in maniera conforme non porterà sicuramente a eliminare totalmente i rischi connessi al trasporto, ma sicuramente ne diminuirà il numero e le conseguenze anche perché, da un incendio a bordo, non ci sono vie di fuga”.


Nel 2022, ad esempio, ci sono stati 55 incidenti, 9 di questi sono avvenuti su aerei cargo. Gli altri 46 riguardano batterie al litio portate a bordo di voli commerciali nelle tasche dei passeggeri o nei loro bagagli. In 19 casi le principali indiziate di colpevolezza sono state sigarette elettroniche. Altri casi hanno coinvolto caricabatterie portatili (16), laptop (8) o telefoni cellulari (5). Le stesse compagnie aeree hanno certificato come tale materia possa rappresentare un serio rischio per l’incolumità dei passeggeri. “Quando i dispositivi sono trasportati dai passeggeri – sostiene Vicini – è difficile intervenire in anticipo per prevenire possibili problemi e dovrebbero essere studiati dei provvedimenti ad hoc. Nel momento in cui invece devono essere spediti, i regolamenti per le merci pericolose attualmente in vigore sono sempre più accurati e continuano a migliorare per rendere la spedizione più sicura riducendo il numero di incidenti”.


Ma la “corsa” alla produzione di batterie, amplifica la portata del fenomeno. Recentemente il report del Fortune Business Insight ha evidenziato che tra il 2022 e il 2028 il settore dovrebbe avere un innalzamento del valore di mercato dagli attuali 7,76 miliardi di dollari ai 10,86 miliardi. E più i numeri salgono, maggiori saranno le insidie. “Oltretutto, l’imballaggio, la spedizione e il trasporto di questo tipo di batterie è un procedimento tutt’altro che banale che richiede competenze specifiche – sottolinea Vicini – perché anche solo una disattenzione potrebbe rappresentare un serio rischio per l’incolumità di piloti, passeggeri e aerei”. Ma quali sono le principali caratteristiche di un imballaggio a norma? “Rispondere in maniera semplice a questa domanda non è possibile – conclude Vicini – le batterie al litio possono essere spedite singolarmente, imballate insieme a un dispositivo oppure direttamente all’interno di esso. Anche le caratteristiche delle batterie stesse influiscono sulle disposizioni dei regolamenti da rispettare, per questo motivo bisogna sempre valutare di volta in volta come procedere. Ognuno di questi casi prevede modalità di imballaggio ed etichettatura differenti. È di vitale importanza applicare correttamente le normative perché un incendio di una batteria al litio difficilmente può essere spento”.

American Airlines e AdR: nuovo volo diretto tra Roma e Miami

American Airlines e AdR: nuovo volo diretto tra Roma e MiamiRoma, 5 set. (askanews) – American Airlines e Aeroporti di Roma annunciano l’introduzione dei voli diretti tra l’Aeroporto di Roma Fiumicino (FCO) e Miami International Airport (PHL). Nel corso della stagione estiva 2025, grazie all’introduzione di questo nuovo volo, American collegherà l’Aeroporto di Roma Fiumicino e gli Stati Uniti d’America operando fino a 6 voli diretti giornalieri verso 6 hub statunitensi: New York (JFK), Chicago (ORD), Philadelphia (PHL), Charlotte (CLT), Dallas/Fort Worth (DFW), e Miami (MIA).


I nuovi collegamenti tra Roma e Miami – informa una nota congiunta – saranno introdotti a partire dal 6 luglio 2025 e opereranno per tutto il corso della prossima stagione estiva. “Siamo orgogliosi di annunciare il nuovo collegamento tra Roma e Miami”, ha commentato José Freig, Vice President of International Operations di American Airlines. “L’introduzione del nuovo collegamento diretto tra Roma e Miami è parte integrante del piano di ampliamento del network globale della compagnia per la stagione estiva 2025. Siamo entusiasti di poter offrire una scelta sempre più ampia ai nostri passeggeri collegando direttamente Roma con 6 hub di American Airlines negli Stati Uniti d’America durante la prossima stagione estiva”.


“Con il lancio della nuova rotta per Miami, American Airlines consolida il proprio posizionamento di primo vettore statunitense per numero di destinazioni servite da Fiumicino – ha dichiarato Ivan Bassato, Chief Aviation Officer di Aeroporti di Roma – Questo nuovo collegamento arricchisce ulteriormente l’offerta per il Nord America che, dopo i risultati record registrati quest’anno con un picco di 38 partenze giornaliere, si confermerà primo mercato di lungo raggio per Roma anche nel 2025. Nell’anno del Giubileo, si potrà volare verso Roma direttamente da oltre 15 hub nordamericani e, tramite essi, da qualsiasi centro medio-piccolo del continente americano”. Origine Destinazione Data inizio Orario di Partenza Orario di Arrivo Miami (MIA) Roma (FCO) 5 luglio 19: 35 11: 55+1 Roma (FCO) Miami (MIA) 6 luglio 13: 50 19: 25 Tutti i voli tra Roma e gli Stati Uniti d’America sono operati da moderni aeromobili che offrono ai passeggeri un’esperienza completa di alto livello che include poltrone di Business Class e Premium Economy, interni all’avanguardia, Wi-Fi ad alta velocità e un sistema di intrattenimento a bordo con 1.500 contenuti, gratuiti e regolarmente aggiornati, fruibili da ciascuna poltrona.

UniCredit e Sace, supporto a Scattolini per acquisizione società turca

UniCredit e Sace, supporto a Scattolini per acquisizione società turcaRoma, 2 ago. (askanews) – UniCredit e Sace sostengono i piani di sviluppo sostenibile e crescita internazionale di Scattolini, leader in Europa nella produzione di cassoni fissi e ribaltabili per veicoli commerciali. La banca – sottolinea una nota – ha infatti strutturato in favore dell’azienda con sede Valeggio sul Mincio (VR) un’operazione di supporto finanziario da 19 milioni di euro, con intervento di garanza Sace, attraverso un finanziamento Sustainability Linked Loan. Più nel dettaglio i fondi messi a disposizione andranno a supportare l’acquisizione del 100% della società turca Scattolini Otomotiv, fino ad oggi detenuta direttamente dalla holding del Gruppo Faist. Questa operazione di razionalizzazione societaria di Gruppo permetterà alla società di presidiare in maniera più efficace ancora uno dei propri principali mercati di sbocco. Parallelamente il finanziamento verrà collegato a un obiettivo di miglioramento del profilo ESG di Scattolini valutato attraverso il rating EcoVadis. L’operazione rientra nel più ampio piano strategico del gruppo, che mira a consolidare la propria presenza nei mercati internazionali e a rafforzare la competitività globale dell’azienda. La Turchia rappresenta un mercato strategico per SCATTOLINI, grazie alla sua posizione geografica favorevole e alla crescente domanda di veicoli commerciali nella regione. L’acquisizione di SCATTOLINI OTOMOTIV consentirà di ottimizzare le sinergie produttive e logistiche, migliorando l’efficienza operativa e riducendo i costi. Inoltre, permetterà di ampliare l’offerta di prodotti e servizi, rispondendo meglio alle esigenze dei clienti locali e internazionali.

Automotive, firmata al Mimit partnership tra EuroGroup e Hixih

Automotive, firmata al Mimit partnership tra EuroGroup e HixihRoma, 1 ago. (askanews) – Siglato oggi a Palazzo Piacentini un Memorandum of Understanding preliminare di partnership strategica tra l’impresa italiana EuroGroup Laminations, leader nella progettazione, produzione e distribuzione di statori e rotori per motori e generatori elettrici, e l’azienda cinese attiva nella componentistica per il mercato automotive, Hixih Rubber Industry Group.


L’intesa – sottolinea una nota del Mimit, rappresenta il primo follow-up dell’accordo di cooperazione tra Mimit e Ministero dell’Industria e delle Tecnologie dell’Informazione (MIIT) della Repubblica Popolare Cinese, predisposto durante la missione del ministro Urso a Pechino e poi sottoscritto durante la recente missione del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Presenti all’evento il ministro Adolfo Urso, con Sergio Iori, presidente di EuroGroup Laminations e l’amministratore delegato Marco Arduini e il fondatore di Hixih, Niu Yishun, in collegamento dalla Cina.


“L’intesa tra EuroGroup e Hixih rientra pienamente negli obiettivi di governo che ci siamo posti nel campo della tecnologia green e della mobilità elettrica. Altri seguiranno nei prossimi giorni per segnare il nuovo corso delineato dal Piano di azione triennale e dall’accordo di cooperazione tra i due Ministeri, sottoscritto durante la missione del Presidente del Consiglio in Cina”, ha affermato Urso. EuroGroup attualmente può contare su 8 stabilimenti produttivi in Italia e 6 all’estero (2 in Messico, 2 in Cina, 1 negli Stati Uniti e 1 in Tunisia). Il memorandum of understanding preliminare siglato oggi impegna le parti a lavorare su di una partnership industriale, basata su di una joint-venture sotto il controllo di EuroGroup, per stimolare ulteriormente la crescita nel mercato cinese, al fine di aumentare la penetrazione commerciale nel Paese, e in particolare con i costruttori cinesi di auto elettriche.


Prevista, inoltre, la creazione di un nuovo centro di ricerca e sviluppo per tecnologie innovative localizzato nell’area industriale del gruppo Hixih nello Shandong, per proteggere la proprietà intellettuale e per sostenere a tutte le attività di co-sviluppo e partnership con i clienti locali. Integrato nella medesima area sorgerà un nuovo stabilimento industriale high-tech dedicato alla produzione di motor cores per costruttori di New Energy Vehicles, con investimenti che saranno supportati anche da programmi di incentivazione dedicati.

Logistica, Assotir: dopo inchieste riflessione su concentrazioni mercato

Logistica, Assotir: dopo inchieste riflessione su concentrazioni mercatoRoma, 25 lug. (askanews) – “Le ultime inchieste giudiziarie che vedono coinvolti i colossi della logistica e dell’e-commerce sono l’ennesima prova del fatto che sia giunto il momento di una riflessione seria e approfondita sul fenomeno delle concentrazioni nel settore della logistica e dei trasporti”. Così Claudio Donati, Segretario Generale di Assotir, commenta le ultimi indagini portate avanti dalla magistratura di Milano e Torino.


Il meccanismo emerso è purtroppo assai noto al mondo della logistica e dei trasporti basato su “serbatoi di manodopera” e “società filtro”. Così sarebbero state assicurate “tariffe altamente competitive”, di fatto sfruttando il lavoro dei corrieri e omettendo il versamento dell’Iva e dei contributi. “Comportamenti come questo – prosegue Donati – forse comportano un vantaggio immediato per il consumatore. Ma oltre a rappresentare un’aperta violazione delle regole, si traducono in sfruttamento non solo delle persone ma anche e, soprattutto, delle imprese che lavorano in sub-appalto. Queste ultime infatti vengono ridotte al rango di meri esecutori di ordini imposti dall’alto. È giusto continuare così?”. “Se non ci fossero i casi scoperchiati dalla magistratura – prosegue il Segretario Generale di Assotir, – queste vicende, semplicemente, non esisterebbero. Anzi, anche adesso che la pentola è scoperchiata, il silenzio è assordante. Nessuno ha visto, nessuno ha sentito, nessuno sa. Ma dalla timidezza all’omertà, il passo è più breve di quanto non si pensi. “Negli ultimi mesi ben dieci top player della logistica (circa 10 miliardi di euro di fatturato) sono stati investiti da indagini giudiziarie – sottolinea ancora Donati – ma non può essere la magistratura a risolvere un simile problema. Il mondo della rappresentanza ha un dovere, che è anche un’opportunità: quello di esprimere un giudizio netto su certe vicende e portare avanti comportamenti coerenti. Chi ruba, chi delinque, chi sfrutta, non dovrebbe trovare coperture. Chi si presta, ne diventa, oggettivamente, complice” conclude il Segretario Generale di Assotir.

Confetra: Riforma governance portuale, no cambiamenti radicali ma interventi mirati

Confetra: Riforma governance portuale, no cambiamenti radicali ma interventi miratiRoma, 15 lug. (askanews) – No a cambiamenti radicali nella futura riforma della governance portuale, ma una “rivisitazione normativa” e adeguamenti. Questa la posizione espressa da Confetra, la Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica, sulla base di un lavoro svolto insieme ad un folto gruppo di Federazioni e Associazioni aderenti (tra cui Assiterminal, Fedespedi, Assologistica e Federagenti) sulla riforma della governance portuale, da qualche mese al centro del dibattito governativo. Tra i temi sui quali Confetra avanza delle proposte da portare sul tavolo dei decisori politici, quello delle concessioni e dei canoni demaniali, dell’autonomia differenziata, della semplificazione e digitalizzazione, delle infrastrutture e dell’intermodalità, dei dragaggi, della sostenibilità e della concorrenza. La crisi del Mar Rosso ha portato i nostri porti in una fase critica, con una crescente concorrenza dei porti del Nord Africa e del Mediterraneo Orientale, una consolidata leadership dei porti del Nord Europa e un conseguente aumento dei rischi di marginalizzazione dei nostri porti, collocati nelle classifiche globali di efficienza in posizioni di retroguardia. Le sfide per la nostra portualità sono sempre più complesse: l’aumento dei costi ambientali, anche a causa dell’attuazione del meccanismo ETS, e di quelli relativi alla movimentazione delle merci, sono fattori che pesano gravemente sulle imprese e sull’economia nazionale. “Porti e logistica sono fattori di sviluppo fondamentali per la crescita del Paese – dice Carlo De Ruvo, presidente di Confetra – ma lo scenario diventa sempre più articolato e il settore deve affrontare sfide ogni giorno più complesse. Per questo, sono necessari interventi mirati che possano migliorare e rafforzare gli assetti esistenti, mantenendo la stabilità e la continuità delle attività marittimo-portuali”. “Necessario rafforzare la governance a livello centrale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a cui devono essere attribuiti maggiori poteri di indirizzo per l’attuazione delle questioni strategiche e di vigilanza per il controllo e il coordinamento dell’efficacia ed efficienza del sistema portuale” dice Carlo De Ruvo. Per quanto riguarda le AdSP (Autorità di Sistema Portuale), secondo la confederazione, è necessario dare ormai per acquisita la loro natura giuridica e mantenere l’attuale configurazione, cioè enti pubblici non economici vigilati dal MIT. “È necessario – spiega il presidente – un rafforzamento del ruolo centrale di coordinamento tra le AdSP, che garantisca un coinvolgimento uniforme su tutto il territorio degli operatori tramite le rappresentanze di categoria soprattutto nell’ambito degli Organismi di partenariato della Risorsa Mare. Tale Organismo necessiterebbe di una profonda revisione partendo da un maggiore coinvolgimento delle associazioni di categoria e attribuendo loro un potere decisorio sui profili di pianificazione anziché meramente consultivo o informativo”.

Iata: A maggio prosegue crescita del trasporto aereo merci (+14,7%)

Iata: A maggio prosegue crescita del trasporto aereo merci (+14,7%)Roma, 2 lug. (askanews) – Prosegue la crescita del trasporto aereo merci. La Iata, l’Associazione internazionale del trasporto aereo, ha reso noti i dati relativi ai mercati globali di maggio 2024, che mostrano una continua forte crescita annuale della domanda. La domanda totale, misurata in tonnellate-chilometro cargo (CTK), è aumentata del 14,7% rispetto ai livelli di maggio 2023 (15,5% per le operazioni internazionali). Si tratta del sesto mese consecutivo di crescita a due cifre su base annua. La capacità, misurata in tonnellate-chilometro cargo disponibili (ACTK), è aumentata del 6,7% rispetto a maggio 2023 (10,2% per le operazioni internazionali).


“La domanda di trasporto aereo di merci – ha dichiarato Willie Walsh, Direttore Generale della Iata – ha registrato un forte aumento a maggio in tutte le regioni. Il settore ha beneficiato della crescita del commercio, del boom dell’e-commerce e dei limiti di capacità del trasporto marittimo. Le prospettive restano ampiamente positive, con i responsabili degli acquisti che si aspettano una crescita futura. Tuttavia, una certa attenuazione potrebbe arrivare con l’imposizione da parte degli Stati Uniti di condizioni più severe per le consegne di e-commerce dalla Cina. L’aumento dei costi e dei tempi di transito per le spedizioni inferiori a 800 dollari – ha concluso – potrebbe scoraggiare i consumatori statunitensi e rappresentare una sfida significativa per la crescita della rotta commerciale Asia-Nord America, la più grande del mondo”. Vanno segnalati diversi fattori nel contesto operativo: – A maggio l’indice dei responsabili degli acquisti (PMI) per la produzione manifatturiera globale e i nuovi ordini di esportazione hanno indicato un’espansione (rispettivamente 52,6 e 50,4).


– La produzione industriale e il commercio transfrontaliero globale sono aumentati mese su mese in aprile (rispettivamente dello 0,5% e dell’1,5%). – L’inflazione ha presentato un quadro misto a maggio. Nell’UE e in Giappone i tassi d’inflazione sono scesi rispettivamente al 2,7% e al 2,8%, mentre negli Stati Uniti sono saliti al 3,3%. In Cina, invece, il tasso d’inflazione è rimasto vicino allo zero (0,3%) a causa della debolezza della domanda interna dovuta all’alto tasso di disoccupazione, alla lenta crescita dei redditi e alla crisi del settore immobiliare, una tendenza che persiste dal 2023.