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Imprese, Confimitalia: Edlira Kraja nuova Presidente

Imprese, Confimitalia: Edlira Kraja nuova PresidenteRoma, 12 nov. (askanews) – Cambio al vertice per Confimitalia. La Confederazione Imprese Italiane si rinnova completamente a partire dai vertici con l’arrivo della nuova Presidente, Edlira Kraja. Nuova anche la squadra di presidenza composta da Rosalia Panzanella, Presidente Nazionale Aggiunto; Giuseppina Mesiano, Vice Presidente Nazionale; Francesco Spena Barretta, Coordinatore Nazionale; Narcisa Iolena Dita, Tesoriere e Responsabile Amministrativo; Paolo Vesparoli, Responsabile Tecnologie Informatiche e Privacy.


Confimitalia, informa una nota, nasce nel 2016 dall’esperienza ventennale dei suoi fondatori, che consente di affiancare le aziende nella gestione del processo di vita dell’impresa e permettere loro di cogliere le opportunità di sviluppo in un mercato in continua evoluzione e trasformazione. La Confederazione non ha finalità di lucro, e ha come obiettivo lo sviluppo delle condizioni culturali, morali, professionali, giuridiche, economiche degli associati, sul fondamento della libertà, della giustizia nella società e della partecipazione alla risoluzione dei problemi che caratterizzano di volta in volta il confronto tra mercato, impresa, produzione e lavoro. La Confederazione – concepita in pieno spirito di libertà, democrazia, indipendenza politica – si rivolge agli imprenditori di tutti i settori produttivi e a tutti gli organismi imprenditoriali correlati: artigiani, commercianti, ambulanti, PMI, agricoltori, caccia e pesca, operatori del terzo settore, liberi professionisti, consorzi. Si articola in settori di rappresentanza, fra cui: Artigianato, Agricoltura e Agroalimentare, Commercio, Ambiente, Turismo, Terzo Settore, Caccia e Pesca, Servizi, PMI e altri, strutturati in comparti, molto snelli e con responsabilità e compiti certi. I servizi offerti vanno dall’assistenza contrattuale, alla rappresentanza degli imprenditori, formazione e sicurezza, certificazione dei contratti di lavoro, tutela legale, servizi di CAF impresa, vertenze e conciliazioni di lavoro, promozione sociale, assistenza legale, fiscale, societaria, consulenza per i produttori agricoli attraverso gli Sportelli del CAA-SAE Srl, assistenza per la gestione delle Colf e Badanti.


“Confimitalia – spiega la Presidente Kraja – è partner delle imprese. Il nostro motto è ‘Insieme per crescere’, perché vogliamo assistere le imprese in ogni ambito. Assistenza continuativa in materia societaria, amministrativa, legale, della formazione e della sicurezza sindacale e previdenziale, contabile e fiscale, definendo soluzioni che semplificano la pianificazione e il controllo aziendale, al fine di garantire all’imprenditore un vantaggio competitivo, essenziale per cogliere nuove opportunità e innovare continuamente il proprio business con un approccio pratico e diretto, al fine di agevolare e implementare il rapporto con i propri dipendenti nella nuova era digitale”.

Condotte 1880:da acquisizione quota Eurolink 234 unità di personale in più

Condotte 1880:da acquisizione quota Eurolink 234 unità di personale in piùRoma, 8 nov. (askanews) – In riferimento a quanto emerso in merito al valore della quota del 15% del consorzio Eurolink per il ponte sullo stretto, Condotte 1880 precisa che l’allargamento del perimetro della cessione del ramo d’azienda in grandi opere da parte di Condotte in amministrazione straordinaria con la quota del consorzio Eurolink – seguita a una precedente cessione non andata a buon fine – ha comportato oltre che una maggiorazione sul prezzo di acquisto di circa 23 milioni (tra accollo del debito ed esborso in contanti), anche un ulteriore assorbimento del personale per 234 unità.


In particolare, informa una nota, l’acquisizione del ramo aziendale di costruzioni e grandi opere della storica impresa di costruzioni – in amministrazione straordinaria dal 2018 – da parte di Condotte 1880, attraverso Tiberiade Holding della famiglia Mainetti, ha garantito la continuità aziendale ed è avvenuta per 105,7 milioni di euro in unica soluzione (14,2 milioni di euro, attraverso pagamento immediato in denaro e 87,6 milioni mediante accollo di debiti, a cui si vanno ad aggiungere, alla verifica delle condizioni, 3,8 milioni di aggiustamento del prezzo). A questi importi, vanno poi sommati 240 milioni di sostituzione delle garanzie. Inoltre, si precisa che dopo la cessione del ramo, la società, ridenominata Società Italiana per le Condotte d’Acqua 1880 (in breve Condotte 1880) in continuità con la lunga e importante storia dell’impresa di costruzioni, fondata il 7 aprile 1880, deve essere intesa quale soggetto totalmente distinto da “Società italiana per condotte d’acqua in Amministrazione Straordinaria”, che continua invece la gestione commissariale per la liquidazione dei rapporti pregressi.


Si sottolinea, infine, che la cessione del ramo core di Condotte in AS a Condotte 1880 ha garantito l’unità aziendale e l’assorbimento di tutti i livelli occupazionali in carico appunto alla procedura di amministrazione straordinaria per 495 unità, con accollo di tutto il debito relativo ai rapporti di lavoro dei dipendenti in forze e trasferiti, per un costo complessivo stimato nel biennio di oltre 29 milioni di euro e un debito insinuato al passivo di circa 3,9 milioni. Attualmente, tra dipendenti diretti e indiretti, il livello occupazione di Condotte 1880 è di oltre 2.600 persone. Il valore della produzione del secondo semestre 2023 è stato di circa 70 milioni, confermato nel primo semestre 2024.

Il 74% delle aziende italiane investe in tecnologie versatili e multifunzionali

Il 74% delle aziende italiane investe in tecnologie versatili e multifunzionaliRoma, 8 nov. (askanews) – Image Line, leader nelle soluzioni digitali per l’agricoltura, partecipa a EIMA International, la fiera internazionale dedicata alla meccanizzazione agricola a Bologna. Dal 6 al 10 novembre, Image Line presenta le sue ultime innovazioni e servizi a supporto delle aziende e degli operatori agricoli. Per l’occasione è stato organizzato un convegno in collaborazione con AgroNotizie e Nomisma, durante il quale sono stati divulgati i risultati di una ricerca congiunta sui trend di investimento in macchine agricole e sui fattori che ne influenzano la scelta, dati significativi per le aziende produttrici di macchine agricole per comprendere il cambiamento del settore.


Presso la Sala Quadriportico di EIMA International, Image Line ha tenuto un convegno intitolato “La propensione agli investimenti in macchine agricole: tendenze, prospettive e fattori di scelta.” L’evento, moderato da Michela Lugli di AgroNotizie, ha esplorato i principali elementi che guidano le decisioni d’acquisto degli agricoltori italiani, soffermandosi su opportunità, sfide e soluzioni innovative. Ivano Valmori, CEO di Image Line, ha evidenziato l’importanza della digitalizzazione nel supportare la gestione aziendale agricola e ha illustrato come l’adozione di tecnologie avanzate da una parte faciliti l’accesso ai finanziamenti per gli agricoltori, dall’altra consenta alle aziende produttrici di raccogliere dati utili sui quali basare le proprie decisioni strategiche. FederUnacoma ha chiuso l’incontro offrendo una visione complessiva e istituzionale del settore agricolo. “Essere presenti a EIMA International rappresenta per noi non solo un’occasione di visibilità, ma un’opportunità concreta per dialogare con gli operatori del settore sui temi cruciali della sostenibilità, dell’innovazione e del valore dei dati in agricoltura,” – spiega Ivano Valmori, CEO di Image Line. “Attraverso il convegno e la presentazione dei risultati della nostra indagine con Nomisma, intendiamo mettere in luce i fattori che oggi guidano le scelte di investimento nelle macchine agricole, fornendo alle aziende produttrici dati utili per comprendere l’andamento del settore. Siamo qui per fare la nostra parte nel promuovere un’agricoltura sempre più consapevole, tecnologica e proiettata verso il futuro”.


La ricerca, realizzata su un campione di 361 aziende agricole italiane mediante interviste dirette (metodo CAWI), fornisce un’analisi dettagliata sui fattori che influenzano la propensione all’investimento in macchinari agricoli, con particolare attenzione agli elementi tecnologici e sostenibili. Denis Pantini, Responsabile Agrifood e Wine Monitor di Nomisma, ha presentato i principali risultati, evidenziando le preferenze e le priorità degli agricoltori: – Necessità di versatilità e multifunzionalità: il 74% delle aziende agricole considera essenziale che i macchinari possano essere impiegati in contesti tecnico-produttivi differenziati – Tecnologia avanzata: c’è una crescente attenzione verso attrezzature dotate di sistemi avanzati per l’efficienza operativa e la raccolta di dati – Assistenza post-vendita e accesso a finanziamenti: il 63% degli intervistati ritiene che servizi post-vendita e incentivi orientati all’innovazione siano decisivi per la scelta La ricerca ha inoltre rivelato che il 62% delle aziende preferisce acquistare macchinari nuovi, anche grazie agli incentivi disponibili, che promuovono investimenti a lungo termine. Nonostante un contesto economico complesso e i costi elevati di produzione, le imprese agricole italiane si dimostrano resilienti e pronte a modernizzarsi, con una particolare attenzione alla redditività delle colture e alla vocazionalità del territorio.


Guardando ai prossimi anni invece, oltre il 51% delle aziende ha in programma investimenti in nuovi macchinari, con un interesse crescente per impianti irrigui e terreni agricoli. Questo trend riflette l’impegno verso un’agricoltura innovativa e sostenibile, pronta a rispondere alle sfide attuali e a rafforzare la competitività del Made in Italy. Il settore agricolo italiano si affaccia al futuro con fiducia e determinazione, orientato a un costante miglioramento delle tecnologie per ottimizzare risorse e aumentare l’efficienza. Image Line, è impegnata nello sviluppo di progetti di open innovation in campo agricolo. Le milestones dei tre principali, sono state presentate ad EIMA International: il Demo Day di LIFE VitiCaSe, dedicato alla viticoltura rigenerativa e al carbon farming, le iniziative di comunicazione di CAP4AgroInnovation – Agrifood Edition e infine l’”AgriDataKPI – Early Access Program”, che consente di usufruire in anteprima della piattaforma – in fase di implementazione insieme al partner Sysman-Bluleaf – ideata per supportare la produttività e la sostenibilità dei sistemi colturali e delle catene del valore delle filiere del Made in Italy attraverso big data analysis e dashboard interattive.

Superbonus, Fimaaa: emendamento tassazione plusvalenze più equa

Superbonus, Fimaaa: emendamento tassazione plusvalenze più equaRoma, 8 nov. (askanews) – E’ stato presentato al decreto-legge Fiscale un emendamento, a prima firma della Senatrice Mennuni, che interviene sulla tassazione delle plusvalenze derivanti dalla cessione di immobili sui quasi sono stati effettuati interventi agevolati con il Superbonus. La proposta emendativa, informa una nota, è il frutto del tavolo di confronto tra associazioni ed esponenti politici svoltosi il 22 ottobre scorso, organizzato dalla Federazione e al quale hanno preso parte rappresentanti del Consiglio Nazionale del Notariato, del Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati e dell’ANCE, insieme a diversi parlamentari – oltre alla Senatrice Lavinia Mennuni, gli Onorevoli Alberto Luigi Gusmeroli, Mauro Del Barba, Andrea de Bertoldi ed Emiliano Fenu.


Le proposte emerse dal tavolo, condivise da tutte le associazioni presenti, sono state recepite dalla Senatrice Mennuni, la quale ha presentato una proposta emendativa puntuale e dettagliata, sottoscritta anche dai Senatori Guido Liris e Matteo Gelmetti. L’emendamento interviene su diversi aspetti della disciplina, chiedendo in particolare di limitare a 5 anni (invece degli attuali 10) il periodo di imponibilità della plusvalenza, di escludere dall’ambito di applicazione della norma gli immobili per i quali il contratto preliminare di compravendita è stato registrato o trascritto entro il 1° gennaio 2024 e di prevedere che, nel caso in cui i lavori di riqualificazione abbiano riguardato esclusivamente le parti comuni dell’edificio e non il singolo immobile, la tassazione della plusvalenza non possa superare l’ammontare del beneficio fiscale goduto. Inoltre, la proposta prevede che, per i soggetti che abbiano optato per la cessione del credito, si possano dedurre gli oneri finanziari sopportati in conseguenza di tale cessione e, infine, dispone che, con decreto del MEF, venga determinato un meccanismo di tassazione della plusvalenza in funzione della effettiva fruizione del Superbonus in dichiarazione dei redditi.


“L’attuale disciplina sulla tassazione sta determinando una contrazione nelle compravendite, rischiando così di rallentare il mercato immobiliare, e quindi l’intero comparto che rappresenta il volano dell’economia, e oltre il 20% del PIL nazionale. La FIMAA attenziona da tempo tale disposizione e si è attivata da diversi mesi per evidenziare le criticità della norma, sin dall’inizio” commenta Maurizio Pezzetta, Vicepresidente vicario di FIMAA. “Ringraziamo i vari rappresentanti politici attenti alla questione, e le Associazioni con le quali FIMAA ha sollevato l’attenzione sul tema e che hanno collaborato con noi alla stesura di alcune proposte-chiave per modificare la disciplina. Un particolare ringraziamento va alla Senatrice Mennuni, che sta dimostrando una grande attenzione e sensibilità verso tale questione. Auspichiamo che la proposta emendativa, che punta a garantire maggiore equità e a ristabilire il pieno rispetto del principio del legittimo affidamento tra contribuente e Amministrazione, possa trovare un consenso trasversale nel panorama parlamentare ed essere approvata”.

IT, Indagine CyrusOne: l’impatto dei data center in Europa

IT, Indagine CyrusOne: l’impatto dei data center in EuropaRoma, 7 nov. (askanews) – CyrusOne, sviluppatore e operatore di data center leader a livello mondiale specializzato nella fornitura di infrastrutture digitali all’avanguardia, ha presentato oggi un’indagine che rivela una percezione pubblica dei data center più positiva del previsto: il 93% degli intervistati ha infatti dichiarato di avere un’opinione favorevole nei confronti di queste strutture, rivelando un atteggiamento generalmente positivo (51%) o comunque neutrale (42%). La ricerca, commissionata da CyrusOne e condotta da Censuswide su oltre 13.000 persone in vari Paesi europei (Regno Unito, Irlanda, Paesi Bassi, Spagna, Italia, Francia e Germania), informa una nota, ha inoltre mostrato che l’accettazione cresce significativamente in particolare tra coloro che hanno un data center vicino a casa. Nonostante la crescita del settore in Europa, restano ancora da affrontare sfide importanti per rispondere alla crescente domanda di capacità, in particolare in termini di accesso a energia affidabile e terreni idonei. Spesso, però, le preoccupazioni delle comunità locali derivano da una scarsa comprensione del ruolo dei data center.


Infatti, solo il 52% degli intervistati ha saputo definire correttamente cos’è un data center e molti non associano queste infrastrutture ai servizi digitali che utilizzano quotidianamente. Ad esempio, quando è stato chiesto quali infrastrutture e tecnologie fossero necessarie per alimentare le applicazioni digitali come WhatsApp, le piattaforme di social media, gli strumenti di videoconferenza e altri servizi digitali, meno della metà (45%) degli intervistati ha indicato i data center come risposta corretta, un dato che ben dimostra come il settore abbia ancora molto lavoro da fare per risolvere questo problema. Sebbene vi sia una serie di ampie somiglianze negli atteggiamenti in Europa, lo studio evidenzia che la conoscenza del settore varia notevolmente tra i diversi Paesi e anche internamente nei singoli mercati. Ad esempio, la comprensione di cosa siano e cosa facciano i data center è molto più bassa nel Regno Unito, dove solo il 38% ha scelto la definizione corretta, rispetto ad altri mercati come la Germania (66%), i Paesi Bassi e l’Irlanda (entrambi 60%). Questo dato risulta ancor più sorprendente se si considerano le dimensioni del mercato britannico e la forza del settore dei servizi digitali del Regno Unito.


“I data center sono il pilastro del nostro modo di vivere e lavorare oggi, ma il loro ruolo di supporto alla società è ancora ampiamente frainteso, come dimostra la nostra ricerca”, ha dichiarato Matt Pullen, EVP e Managing Director Europe di CyrusOne. “Per questo è essenziale comprendere meglio quale sia la posizione dell’opinione pubblica nei confronti dei data center, solo così potremo continuare a offrire infrastrutture all’avanguardia per le aziende che si affidano a noi e portare reali benefici alle comunità che ci ospitano. Ed è esattamente questa la ragione che ci ha spinti a condurre l’indagine e a condividere i risultati in modo così ampio”. L’importanza dei benefici economici nella percezione pubblica La ricerca evidenzia come i vantaggi economici dei data center siano tra i fattori più apprezzati dagli intervistati: due terzi (66%) ritengono che contribuiscano positivamente creando opportunità di lavoro, mentre il 62% li considera un motore di crescita economica per il territorio. Inoltre, queste percentuali salgono rispettivamente al 71% e al 68% tra coloro che vivono vicino a un data center.


I dati mostrano quindi una chiara correlazione tra i benefici economici percepiti e l’accettazione a livello pubblico: l’83% di chi riconosce fortemente il valore occupazionale dei data center si dichiara favorevole ad averne uno vicino a casa, così come l’85% di chi ne apprezza l’impatto sulla crescita economica locale. Il ruolo degli investimenti comunitari nella costruzione di una percezione positiva. La ricerca mostra che gli investimenti in progetti comunitari contribuiscono a migliorare la percezione pubblica dei data center. In generale, il 49% degli intervistati considera vantaggiosi interventi come la creazione di parchi e aree gioco, una percentuale che sale al 58% tra chi vive vicino a un data center. I tre servizi identificati come maggiormente vantaggiosi per le comunità locali sono risultati essere: la costruzione di strutture ricreative e aree giochi per i bambini, la realizzazione di aree verdi pubbliche e il miglioramento delle zone pedonali. Le principali preoccupazioni. I risultati indicano che sia la popolazione generale, sia quella locale riconoscono gli impatti negativi dei data center, ma il sentimento positivo supera di gran lunga quello negativo. Le principali preoccupazioni espresse dagli intervistati riguardano l’elevato consumo energetico (40%), la produzione di rifiuti elettronici (33%) e l’uso del suolo (30%).


Il settore dei data center può modificare la percezione dell’opinione pubblica? Quando è stato chiesto cosa potrebbe favorire l’accettazione dei data center, solo il 17% degli intervistati ha affermato che non c’è nulla che possa fargli cambiare idea. Ciò significa quindi che l’83% è aperto a rivedere la propria opinione. Analizzando i fattori che potrebbero influenzare una percezione più positiva, è emerso che l’aumento delle opportunità lavorative ha il potenziale di generare il maggiore impatto (40%), seguito dalla creazione di servizi (37%), come spazi verdi per la biodiversità, piste ciclabili e aree gioco. Inoltre, sapere che lo sviluppo di un data center porterebbe a una crescita economica per la comunità locale rende il 31% degli intervistati più favorevole a questo tipo di iniziative. Seguono l’assunzione di personale locale per la costruzione e le operazioni (27%) e l’offerta di opportunità di formazione e apprendistato per i residenti (23%). “Dalla ricerca emerge chiaramente che l’opinione pubblica sui data center è più positiva di quanto ci si potesse aspettare e che probabilmente il settore non viene sempre presentato in modo da riflettere accuratamente la percezione che le persone ne hanno”, afferma Emma Fryer, Director of Public Policy per l’Europa di CyrusOne. “È quindi essenziale che noi, in qualità di sviluppatori e operatori, ascoltiamo attentamente le comunità che ci ospitano, identificando i loro bisogni e agendo di conseguenza per offrire benefici concreti a livello locale”.

Assodigit: nuova Web Tax rischia penalizzare PMI nel digitale

Assodigit: nuova Web Tax rischia penalizzare PMI nel digitaleRoma, 6 nov. (askanews) – Assodigit, associazione impegnata nella promozione della digitalizzazione e del progresso tecnologico delle PMI italiane, esprime forte preoccupazione riguardo alle modifiche proposte alla Web Tax nella Legge di Bilancio 2025. L’allargamento dell’applicazione della tassa a tutte le imprese che forniscono servizi digitali nel Paese, indipendentemente dal volume d’affari, rischia di incidere pesantemente sulle PMI e sulle startup, già impegnate a competere in un contesto sempre più digitalizzato.


La Web Tax, introdotta nel 2018 e finora applicata solo alle imprese con un fatturato globale superiore a 750 milioni di euro e ricavi in Italia di almeno 5,5 milioni, prevede una tassazione del 3% sui ricavi lordi generati dai servizi digitali, inclusi la pubblicità online mirata, le piattaforme digitali e la trasmissione dei dati degli utenti. Tuttavia, la nuova bozza della Legge di Bilancio elimina queste soglie dimensionali, rendendo la tassa applicabile a qualsiasi azienda, indipendentemente dalle dimensioni. Giovanni Cinquegrana, presidente di Assodigit, sottolinea l’impatto di questa modifica: “Estendere la Web Tax a tutte le imprese senza considerare le dimensioni mette a rischio il tessuto delle PMI, che spesso operano con margini ridotti e potrebbero non essere in grado di sostenere l’onere di una tassa basata sui ricavi lordi e non sugli utili. Questa misura rischia di penalizzare fortemente l’innovazione e gli investimenti nel digitale, scoraggiando la crescita di nuovi player nel settore tecnologico italiano”.


Con.Ser.Imp. – Consulenze alle imprese, partner di Assodigit specializzato nella consulenza aziendale, concorda sul fatto che l’aumento della pressione fiscale potrebbe limitare l’adozione di strumenti digitali da parte delle PMI: “Se non vengono previste agevolazioni, questa tassa potrebbe costituire un serio ostacolo per le aziende che vogliono competere nel mondo digitale, colpendo soprattutto le più piccole. Le PMI italiane, che spesso sono la linfa vitale dell’economia, si troveranno ad affrontare nuovi costi senza avere una base solida per assorbirli” commenta il Dott. Francesco Impero di Con.Ser.Imp. Assodigit invita pertanto le istituzioni a riconsiderare la Web Tax per proteggere il dinamismo del settore digitale italiano: “Siamo a favore di una tassazione equa che risponda alla concorrenza sleale, ma è essenziale che venga strutturata in modo da non gravare eccessivamente sulle PMI. Bisogna valutare l’introduzione di agevolazioni fiscali per le piccole imprese, così da consentire loro di competere su scala globale e promuovere lo sviluppo digitale del Paese” conclude Cinquegrana.


L’associazione suggerisce alle aziende di adottare strategie per la compliance fiscale, inclusa l’implementazione di sistemi avanzati di contabilità, la formazione del personale e l’adozione di strumenti di reporting per monitorare e gestire l’impatto della Web Tax sui ricavi digitali. Con.Ser.Imp. sottolinea l’importanza di consulenti fiscali specializzati che possano guidare le PMI attraverso questa transizione. Assodigit e Con.Ser.Imp. continueranno a monitorare l’evoluzione normativa, impegnandosi a rappresentare le istanze delle imprese italiane e proponendo soluzioni che supportino l’equità fiscale senza ostacolare la trasformazione digitale.

La fiera Edilsocialnetwork B-CAD a Roma dal 31 ottobre al 2 novembre

La fiera Edilsocialnetwork B-CAD a Roma dal 31 ottobre al 2 novembreRoma, 29 ott. (askanews) – Networking, internazionalizzazione, innovazione. Queste le parole chiave di Edilsocialnetwork B-CAD, la più importante fiera di edilizia, architettura e design, pensata per connettere, istituzioni, aziende, studi di progettazione, buyer e business developer provenienti da tutto il mondo, che dopo il grande successo internazionale riscosso negli Emirati Arabi Uniti nell’edizione 2023, per la terza edizione torna a far tappa nella capitale al Roma Convention Centre La Nuvola.


Per tre giorni, dal 31 ottobre al 2 novembre 2024, saranno presenti oltre 400 espositori, e si attendono oltre 20mila visitatori al B-CAD, che in questa edizione ha messo al centro, la questione ambientale, come ben illustrato dallo slogan “Dal cucchiaio alla città sostenibile”. Tre giornate tematiche che affrontano il tema dell’architettura sostenibile dal punto di vista dei territori, delle città, dell’edilizia abitativa e turistica, del design di prodotto e della normativa che è chiamata a guidare la trasformazione. Aziende, enti, istituzioni e professionisti contribuiranno alla realizzazione delle molteplici iniziative, in una manifestazione che si rivolge ad un pubblico B2B altamente profilato, e che favorisce le connessioni tra progettisti e produttori per individuare le soluzioni olistiche ed integrate sulle tematiche di settore. Tanti i nomi istituzionali e di settore attesi a Edilsocialnetwork B-CAD: tra cui il Ministro dell’Ambiente Giorgio Pichetto Fratin ed il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, entrambi presenti alla giornata inaugurale insieme al Direttore Generale di ENEA, Giorgio Graditi, il Direttore Generale di Italian Trade Agency, Lorenzo Galanti, i Presidenti di tutti gli ordini di categoria nazionali e locali di architettura, ingegneria, geometri e geologi, il Presidente di OICE, Giorgio Lupoi, il Presidente Green Building Council, Fabrizio Capaccioli ed il Presidente Confindustria Ceramica Augusto Ciarrocchi. Non mancano personalità di caratura internazionale, direttamente dagli Emirati Arabi dove si è svolta la seconda edizione della manifestazione, come l’Ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti in Italia, S.E. Abdulla AlSubousi, il Presidente Camera di Commercio Emirato di Sharjah, H.E Abdallah Sultan Al Owais, il CEO Expo Centre Sharjah, HE Saif Mohammed Al Midfa, Dubai Municipality, insieme ad una delegazioni delle più importanti aziende emiratine interessati a intraprendere relazioni commerciali con gli espositori di B-CAD. Grazie al format unico ed innovativo di B-CAD, Aziende e Professionisti espositori hanno la possibilità di fare rete, creando nuove opportunità di business, incontrando direttamente studi di architettura e ingegneria, istituzioni, enti, organizzazioni di settore e buyer provenienti da tutto il mondo.


Tra i temi che saranno trattati durante la fiera, il Design per l’innovazione, gli Ecosistemi per lo sviluppo sostenibile, le Case Green per la collettività, la Digitalizzazione nell’edilizia attraverso il PNRR, il Giubileo 2025 osservato in chiave progettuale, il Terzo Settore per le infrastrutture sicure e ad alta efficienza e la Riqualificazione del patrimonio esistente. Ad arricchire il programma, un ricco calendario di lectio magistralis che vede protagonisti gli architetti Massimiliano Fuksas, Alfonso Fermia, Giorgio Spaziani Testa ed ovviamente Pasquale Piroso, direttore artistico della manifestazione. Direttore artistico dell’evento Pasquale Piroso, spiega: “Quello della sostenibilità sarà il tema portante di questa manifestazione. Oggi più che mai abbiamo bisogno di nuovi modi di progettare. Il nostro pianeta è fragile, l’intera umanità è debole, serve nuova linfa, nuova energia, nuovi spazi per i giovani. Sono loro, insieme a noi, a doversi aprire a nuovi percorsi, pensando soprattutto a un sistema ecosostenibile, a città vivibili senza frenesia. La qualità della vita dovrà essere l’investimento sul quale puntare. Riqualificare il verde, le strade, le piazze e gli edifici; ripensare le città, investire sulle risorse che ci ha tramandato la storia, i nostri borghi. Costruire edifici che respirano. Proiettiamoci verso il futuro, ma con estrema attenzione e con tanta leggerezza. Facciamo in modo che le brutte esperienze di questi ultimi anni siano auspici di crescita per il nuovo mondo che verrà


Aggiunge Camilla Maiorano, co-founder del circuito crossmediale Edilsocialnetwork, organizzatore della manifestazione e ideatore del format: “La strada del futuro è quella del networking. Per questo abbiamo voluto fare in modo che il B-CAD fosse un evento rivoluzionario in cui stakeholders provenienti da tutto il mondo, nonché i professionisti, potessero incontrarsi per creare sinergie e collaborazioni durante questi tre giorni stimolanti in cui non mancheranno le occasioni di formazione e di confronto, come le design competition”.

Studio Visa: cresce la fiducia degli italiani nei confronti dell’IA

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Ayden: I consumatori sono registrati in media a 2 abbonamenti

Ayden: I consumatori sono registrati in media a 2 abbonamentiRoma, 23 ott. (askanews) – La nuova ricerca pubblicata oggi da Adyen, piattaforma tecnologico finanziaria scelta da molte aziende leader a livello mondiale, rivela che il 39% dei consumatori italiani ha già disdetto, o sta pianificando di cancellare, l’abbonamento a servizi e prodotti per i quali ha impostato pagamenti ricorrenti nei prossimi 12 mesi. I dati pubblicati nel primo Global Digital Report di Adyen, informa una nota, confermano che i consumatori continuano a risentire dell’elevato costo della vita. Inoltre, sottolineano il bisogno delle aziende di offrire servizi personalizzati affinché gli abbonamenti continuino a costituire una spesa mensile fondamentale.


I consumatori italiani sono registrati in media a 2 servizi di abbonamento, spendendo 13,28 euro per ciascuno al mese. La maggior parte (74%) risulta iscritta ad un abbonamento. Tuttavia, la ricerca di Adyen mostra quali sono gli abbonamenti digitali che le persone hanno deciso o stanno pensando di disdire: film/TV (19%), musica (15%), servizi prioritari (15%), food delivery (14%), abbonamenti a palestre (14%) e abbonamenti settimanali a negozi di alimentari (12%). Tuttavia, nonostante il report dimostri che i consumatori italiani desiderano risparmiare annullando il proprio abbonamento, la maggior parte (66%) delle aziende ha dichiarato che investirà in modelli di acquisto ripetuto nel corso del prossimo anno. Quasi la metà (48%) ha affermato di voler ampliare la propria offerta includendo nuove linee di prodotti o servizi, dimostrando l’importanza del flusso di entrate derivante dagli abbonamenti.


“Per favorire la client retention e cogliere nuove opportunità investendo in un modello di abbonamento, le aziende digitali devono ripensare i pagamenti in un’ottica strategica, quale elemento fondamentale per garantire la soddisfazione dei clienti e incrementare le conversioni e i ricavi. Gli acquisti ripetuti presuppongono, infatti, la creazione di una relazione di lungo periodo, in cui i consumatori si aspettano la massima praticità e personalizzazione in ogni fase”, afferma Gabriele Bellezze, Country Manager di Adyen Italia. “Dal momento in cui i clienti scelgono di abbonarsi fino all’esecuzione del pagamento nei tempi previsti, ogni step deve essere semplice e senza interruzioni”, aggiunge Bellezze. “Occorre, quindi, ottimizzare anche il processo di pagamento, offrendo non solo i metodi di pagamento locali più diffusi, ma assicurando anche un’autenticazione fluida e sicura e una riduzione del numero di transazioni rifiutate”.


Il report di Adyen ha rilevato la richiesta dei consumatori di fruire di servizi di abbonamento più efficienti in tre aree principali: 1. Esperienza personalizzata Sebbene il 42% dei consumatori italiani apprezzi la comodità offerta dalle aziende online, la personalizzazione è ormai d’obbligo. Un abbonamento è un investimento e un impegno, quindi ci si aspetta dei riconoscimenti. Infatti, il 19% ha dichiarato di apprezzare la possibilità di ricevere offerte su misura e il 12% rimarrebbe fedele a un’azienda online se l’esperienza fosse personalizzata per loro. 2. Rafforzamento della fidelizzazione Con così tante imprese online, può essere difficile differenziarsi. In Italia, il 41% dei consumatori ha affermato che la possibilità di ricevere sconti personalizzati li renderebbe più fedeli a un brand online, seguito dalla facilità di cancellazione e rimborso e da un ottimo servizio clienti, indicati rispettivamente dal 33% e dal 32% degli intervistati. 3. Opzioni di pagamento diverse Mentre le opzioni di pagamento più diffuse in Italia sono la carta prepagata (42%) e la carta di credito (38%), il 21% dei consumatori desidera pagare con un portafoglio digitale come Apple Pay o Google Wallet. Quasi un quarto (24%) dei consumatori sarebbe maggiormente fidelizzato a un brand in grado di garantire un processo di pagamento semplice.

Concordato preventivo, le linee guida secondo Partner d’Impresa

Concordato preventivo, le linee guida secondo Partner d’ImpresaMilano, 22 ott. (askanews) – Con la fine di ottobre scade la possibilità di aderire al concordato preventivo biennale, nonostante il recente appello al MEF da parte dell’Ordine nazionale dei commercialisti per richiedere una proroga dei tempi considerati troppo stretti per gestire la richiesta da parte di una potenziale platea di quasi 5mila contribuenti aventi diritto. Tra questi, le PMI italiane (con ricavi non superiori a 5 milioni di euro), liberi professionisti e partite Iva a regime forfettario. Il network Partner d’Impresa, rete nazionale di professionisti specializzati in diverse aree economiche e fiscali, presenta numeri e un’analisi del contesto.


Secondo i più recenti dati del Ministero delle imprese e del Made in Italy, relativi al primo trimestre del 2024, le startup innovative in Italia sono 12.954, un numero lievemente in calo rispetto all’anno precedente giustificato però da un consistente aumento di PMI innovative, che rappresentano lo stadio successivo di evoluzione economica delle startup innovative (+12,7% nel 2023 rispetto all’anno precedente e +400 unità nel 2024 rispetto all’ultima rilevazione di fine 2023). Va segnalato inoltre che i trend positivi e in aumento della capitalizzazione totale e media delle startup rilevati nella ricerca rappresentano dati confortanti rispetto alla solidità del settore. “Si tratta di un’opportunità per pianificare con maggiore precisione il proprio futuro fiscale; tuttavia, come ogni scelta strategica, richiede una valutazione attenta e un’analisi finanziaria organizzata per non incorrere in potenziali rischi” spiega Maria Grazia Tumolo, commercialista del network. Le sei considerazioni da fare prima di aderire al Concordato, a cura di Maria Grazia Tumolo del network nazionale Partner d’Impresa: Valutare il Potenziale di Crescita: un’occasione per tech, digitale e forfettari, attenzione alle fluttuazioni del mercato: agricoltura e turismo settori a rischio; opportunità di ridurre i controlli fiscali; pianificazione a lungo termine; tendenze del Fisco per gli anni a venire “Premesso che occorre fare una verifica puntuale dei requisiti di accesso e valutazioni soggettive caso per caso, potremmo individuare dei pro e contro che devono guidare le scelte degli imprenditori” spiega Tumolo.


Sono da considerare diversi vantaggi dell’aderire al Concordato, tra cui l’esenzione sulle eccedenze di incassi: se il reddito supera quello concordato l’azienda non pagherà ulteriori imposte; di contro però, se il reddito effettivo dovesse risultare inferiore, l’imposta da pagare resterà sarà quella definita, al di là delle potenziali perdite. La riduzione dei controlli fiscali è un’altra delle voci positive ma a riguardo c’è ancora incertezza normativa: l’Agenzia delle Entrate è ovvio che potrà sempre sanzionare violazioni gravi e far scattare accertamenti in caso di attività non dichiarate per importi superiori al 30% dei ricavi. La prevedibilità delle imposte è un valore positivo perché consente di pianificare con anticipo il carico fiscale che viene inoltre ridotto dalla normativa. È E’ previsto infatti che vi sia un risparmio di imposta sui redditi concordati mediante il pagamento di tasse ridotte sugli incrementi di reddito, tramite una flat tax definita. Allo stesso tempo però si va incontro a una perdita di flessibilità, venendo meno la possibilità di effettuare operazioni straordinarie come fusioni, vendita di quote e scissioni societarie. Con il Concordato Preventivo Biennale (CPB), il Fisco propone al contribuente di impegnarsi a pagare fin da ora un certo ammontare di imposte per gli anni 2024 e 2025, a prescindere dall’effettivo reddito che andrà a conseguire per detti anni. La proposta unilaterale formulata dal Fisco viene elaborata tenendo conto del reddito dichiarato per il 2023 e del punteggio ISA (indici sintetici di affidabilità – ex Studi di settore) presente all’interno del Modello Unico. Il reddito proposto per il biennio 2024 e 2025 risulterà tanto più alto rispetto a quello del 2023 quanto più basso è il punteggio ISA. L’obiettivo del Legislatore è quello di indurre il maggior numero di contribuenti a raggiungere il punteggio massimo ISA che è pari a 10. E per dare maggiore appeal alla proposta, ha inserito, in seconda battuta rispetto alla prima formulazione della norma, un incentivo consistente: l’applicazione di una flat tax più bassa rispetto a quella ordinaria da applicare solo sul maggior reddito 2024 e 2025 rispetto al 2023. L’intento di questa iniziativa del Governo è di poter ridurre la pressione fiscale e soprattutto le aliquote Irpef grazie alle eventuali maggiori entrate incassate con le adesioni al concordato.