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Urso in Romania: “Piena sintonia su agenda Ue e politica industriale”

Urso in Romania: “Piena sintonia su agenda Ue e politica industriale”Roma, 10 mag. (askanews) – Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha compiuto una missione di due giorni a Bucarest, nel corso della quale ha incontrato il premier Nicolae Ionel Ciuca, il ministro dell’Economia Florin Spataru e il ministro dell’Ambiente Tánczos Barna, ma anche con i principali esponenti dell’imprenditoria italiana operante in Romania, con i protagonisti del settore dell’energia nucleare e con i rappresentanti di categoria del settore automotive romeno.

La missione si è conclusa con un’intervista televisiva rilasciata ad Stiri Antena 3 CNN, scrive l’ambasciata italiana a Bucarest sulla sua pagina Facebook. I colloqui e gli incontri hanno fatto emergere piena sintonia tra Italia e Romania sui principali temi dell’agenda europea, sul piano industriale e ambientale, inclusa la comune visione della necessità di una politica industriale assertiva e non rinunciataria, con una chiara visione a tutela del lavoro e dell’impresa europea.

Nello specifico, sono state passate in rassegna le sinergie commerciali e produttive tra i due Paesi, il dossier della ricostruzione dell’Ucraina, il nodo della competitività dell’industria europea (declinato anche nell’obiettivo di riduzione delle emissioni di anidride carbonica) e le politiche per la digitalizzazione e la sicurezza cibernetica. Il premier romeno Ciuca ha ribadito i suoi ringraziamenti per il costante sostegno dimostrato dall’Italia sia per l’adesione della Romania all’Area Schengen sia per l’avanzamento dell’adesione all’OCSE. E piena sintonia tra Italia e Romania sugli argomenti più importanti in Europa, sul piano industriale e ambientale, ha ribadito anche il ministro Urso che negli incontri istituzionali ha trovato conferma della comune visione sulla necessità di una politica industriale europea assertiva e non rinunciataria, con una chiara visione a tutela del lavoro e dell’impresa europea, a partire dalle decisioni che dovranno essere prese sui dossier che saranno oggetto del prossimo Consiglio Competitività del 22 maggio.

Nel corso della missione, il ministro Urso ha inoltre incontrato il presidente di Nuclearelectrica, Teodor Chirica, per esaminare i dossier riguardanti le aziende italiane impegnate nel settore del nucleare in Romania. Il ministro ha espresso il proprio compiacimento riguardo per la recente firma del contratto tra Ansaldo Nucleare e SNC Lavalin per l’estensione della vita operativa dell’Unità 1 dell’impianto nucleare di Cernavoda.

L’estensione della vita dell’Unità 1 è fondamentale per garantire che l’impianto continui a contribuire alla produzione di energia elettrica per il Paese, in quanto questa unità soddisfa il 10% del fabbisogno di energia elettrica romena, contribuendo sostanzialmente all’abbattimento di CO2 del settore. Urso ha evidenziato come l’esperienza maturata in passato e la positiva partnership strategica con tutti i player coinvolti, ponga Ansaldo Nucleare, gruppo di eccellenza in questo campo, in una posizione privilegiata anche per quanto riguarda i progetti futuri in Romania sul nucleare, tra cui la realizzazione delle unità 3 e 4 della centrale di Cernavoda.

“La via italiana del nucleare in Romania può diventare un modello. Il nostro Paese può vantare di eccellenze internazionali nel settore del nucleare e della ricerca su questo fronte. Vanno in tal senso le partnership che le nostre aziende stanno portando avanti all’estero, come quella di Ansaldo Nucleare in Romania. Vogliamo sostenere questo processo virtuoso, aiutando le imprese del nostro Paese a sviluppare sinergie ed essere sempre più competitive a livello globale” ha dichiarato il ministro Urso.

“La presenza di Ansaldo Nucleare garantisce non solo l’eccellenza della nostra industria, ma permette ad una intera filiera italiana specializzata nel settore di offrire le sue migliori risorse anche a beneficio dell’amica Romania. I progetti di Cernavoda sono sostenuti dal Governo italiano in quanto rappresentano un valore aggiunto molto importante per il settore energetico e l’economia dei due Paesi, contribuendo ad incrementare l’interscambio economico tra la Romania e l’Italia” ha concluso il ministro.

L’incontro si è successivamente focalizzato sull’impegno che un’altra eccellenza italiana presente in Romania, il gruppo Beltrame, sta mettendo in campo per la realizzazione di acciaio green. Il gruppo sta infatti realizzando uno stabilimento siderurgico green che sarà alimentato attraverso Small Modular Reactors di terza generazione plus e un parco fotovoltaico, che permetteranno la riduzione delle emissioni in fase di produzione e ricadute positive sui costi di realizzazione dell’acciaio.

Urso ha inoltre incontrato i rappresentanti delle principali imprese italiane in Romania, “una grande comunità che ha segnato l’evoluzione produttiva del Paese”, e i rappresentati di categoria del settore automotive romeno, Calin Popescu Tariceanu, presidente onorario dell’Associazione dei Produttori e degli Importatori di Automobili (APIA) e Dan Vardie – Presidente Esecutivo APIA. La riunione è stata l’occasione per fare il punto sulla politica industriale UE e sui dossier automotive a livello comunitario, come il regolamento sui veicoli leggeri su cui le parti hanno espresso una totale condivisione riguardo la necessità di un approccio volto alla neutralità tecnologica e alla necessità di una transizione ecologica che tenga conto delle esigenze del tessuto produttivo europeo.

Confindustria Serbia: delegazione Veneto Est incontra premier Brnabic

Confindustria Serbia: delegazione Veneto Est incontra premier BrnabicRoma, 10 mag. (askanews) – Dal 7 al 10 maggio, l’Associazione dell’imprenditoria italiana in Serbia, Confindustria Serbia, presieduta dal presidente Patrizio Dei Tos, ha ospitato un’alta delegazione di imprenditori italiani e rappresentanti delle istituzioni di Padova, Treviso, Venezia e Rovigo.

La delegazione, guidata dal presidente di Confindustria Veneto Est, Leopoldo Destro, è composta da imprese operanti nei settori metalmeccanico, alimentare, tessile e calzaturiero, nonché nei settori dell’energia, dei trasporti e della finanza. La delegazione è stata ricevuta dal Primo Ministro della Repubblica di Serbia, Ana Brnabic, che ha sottolineato che i rapporti della Serbia con il Veneto sono di alto livello apprezzando soprattutto il significativo scambio economico tra le due parti. Brnabic ha ricordato che il Veneto è uno dei principali partner economici della Serbia tra le regioni italiane. Allo stesso tempo, il primo ministro ha sottolineato l’importanza dell’Italia come partner economico estremamente importante per la Serbia, evidenziando anche il proseguimento della cooperazione per gli investimenti, e le grandi potenzialità, soprattutto nei settori di: innovazione tecnologica, intelligenza artificiale, transizione verde ed energetica, agricoltura sostenibile, ambiente, infrastrutture, cooperazione scientifica e industria automobilistica. Gli interlocutori hanno convenuto che è necessario lavorare per migliorare e approfondire la collaborazione .

Facendo seguito alla dichiarazione della premier serba, e considerando che si tratta del primo incontro tra i due funzionari dopo i recenti tragici eventi in Serbia, l’ambasciatore d’Italia in Serbia, Luca Gori, ha affermato che l’Italia è con il cuore vicino alla Serbia in questi difficili giorni. Per quanto riguarda le attività e l’ulteriore cooperazione tra i due paesi, ha fatto riferimento alla imminente Fiera dell’agricoltura a Novi Sad, dove l’Italia sarà il paese partner, con la partecipazione di oltre 20 aziende. Patrizio Dei Tos, presidente di Confindustria Serbia, ha aggiunto che l’Italia è sempre vicina alla Serbia nei momenti difficili, e avere il sostegno del governo serbo è un messaggio forte per tutti gli imprenditori che dall’Italia vengono nel Paese balcanico.

L’interscambio commerciale tra la regione del Veneto e la Serbia ha raggiunto nel 2022 ben 814 milioni di euro, con una crescita del 12% rispetto all’anno precedente: la visita rappresenta la prima di una serie di concrete attività nell’ambito della firma di Protocollo di Cooperazione tra Confindustria Serbia e Confindustria Veneto Est. L’incontro del 9 maggio si è aperto con un minuto di silenzio in onore delle vittime dei tragici eventi della scorsa settimana a Belgrado a cui sono seguiti i lavori con il focus sulle opportunità di rafforzamento della collaborazione commerciale e di investimento e della cooperazione industriale in alcuni settori chiave: industria automobilistica, fonti energetiche rinnovabili, agroindustria e alimentare, tessile e calzaturiero, oltre agli strumenti di sostegno finanziario, all’internazionalizzazione delle imprese.

Nell’ambito della visita sono previsti una serie di 40 incontri bilaterali con aziende serbe dei rispettivi settori, con l’obiettivo di scambiare conoscenze e rafforzare le relazioni economiche e industriali bilaterali. “In Serbia operano più di 1.200 imprese a capitale italiano, che impiegano circa 50.000 addetti, a conferma dell’intensità della cooperazione tra i due Paesi – commenta Dei Tos -. Le imprese che partecipano a questa prima missione potranno scoprire un’economia serba in rapido sviluppo, con un interscambio con l’Italia in continua crescita e che può aprire le porte a tutti i Paesi dei Balcani occidentali. Il nostro impegno a fianco delle imprese di Confindustria Veneto Est proseguirà con tutti gli strumenti utili per rafforzare questa cooperazione, come analisi di mercato, ricerca di clienti e partner, supporto agli investimenti e al nearshoring”.

Al seminario tenutosi presso la sede di UniCredit Bank, l’ambasciatore d’Italia in Serbia ha salutato gli imprenditori sottolineando i dati macroeconomici e le prospettive di crescita: “Nel 2022 l’interscambio tra Serbia ed Italia ha fatto segnare un nuovo record superando i 4,6 miliardi di euro. Da questo dato dobbiamo partire per rinnovare la presenza imprenditoriale italiana in Serbia, come emerso in occasione del Business and Science Forum del marzo scorso. La missione imprenditoriale di Confindustria Veneto Est – ha aggiunto Gori – si inserisce in questo contesto e auspichiamo possa portare ad altri investimenti anche grazie al sostegno di tutto il Sistema Italia, a partire da SIMEST e SACE”.

La parte introduttiva, è stata seguita dalle illustrazioni delle opportunità economiche e di investimento specifiche in Serbia. Per l’occasione, l’avvocato Vlatko Sekulovic, dello Studio legale Sekulovic, ha presentato alla delegazione italiana il quadro giuridico relativo al business in Serbia, facendo un paragone tra la Serbia e l’Italia, confermando come la Serbia sia un paese attrativo per gli investimenti, e con una stabilità giuridica, mentre Antonio Schiro, dallo Studio Schiro e partners ha evidenziato le potenzialità che la Serbia offre in termini di investimenti.

La delegazione è stata ricevuta dall’assistente ministro delle Miniere e dell’Energia Jovana Joksimovic e successivamente si è tenuto l’incontro con la Ministra dell’Agricoltura Jelena Tanaskovic.

“Questa missione, che segue al protocollo di intesa con Confindustria Serbia, è frutto della volontà di preservare e migliorare l’integrazione e la crescita che lega il nostro territorio e l’area dei Balcani. Grazie a questa rete possiamo migliorare relazioni istituzionali e favorire il networking che potrà agevolare la nascita o il rafforzamento di collaborazioni commerciali o di fornitura (nearshoring), idee e progetti in particolare nei settori dell’innovazione, transizione energetica, infrastrutture e agritech, ha dichiarato Leopoldo Destro, presidente di Confindustria Veneto Est, mentre il consigliere delegato Confindustria Veneto Est per l’Internazionalizzazione Alessandra Polin ha aggiunto che “crescita economica, stabilità fiscale e i sostegni finanziari per il manifatturiero fanno della Serbia uno dei mercati più attrattivi, il che ha spinto molti imprenditori italiani, soprattutto veneti, a fare business in Serbia e nei Balcani”.

Tajani: archeologi “diplomatici ad honorem”, aprono porte a dialogo

Tajani: archeologi “diplomatici ad honorem”, aprono porte a dialogoRoma, 9 mag. (askanews) – Gli archeologi italiani nel mondo svolgono “un ruolo fondamentale”: “l’immagine dell’Italia, la presenza dell’Italia nel mondo non è unico privilegio e responsabilità del ministero degli Esteri e dei nostri diplomatici, ma di tutta l’Italia oltre i confini” e “tutti voi siete diplomatici ad honorem” che “con scarponi da deserto, pantaloni corti e maglietta, aprite porte di dialogo e confronto in paesi importanti per noi”. Lo ha detto oggi il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani durante il suo intervento presso il Campidoglio a Roma alla Giornata dell’Archeologia italiana all’estero. “Attraverso voi possiamo arrivare in aree dove la diplomazia ufficiale spesso non può giungere” e “la vostra presenza serve a mantenere un dialogo con paesi complicati, difficili”, ha aggiunto il ministro.

Tajani ha ricordato che la “cultura deve essere portatrice di pace, un luogo dove non c’è da scontrarsi ma da studiare e scoprire insieme”. La Farnesina, ha ricordato, ha sostenuto 246 missioni archeologiche italiane nel mondo e “42 sono ancora attive”. “Le richieste per quest’anno sono più di 280”, ha insistito il vicepremier, ricordando che con il ministro Sangiuliano sono in dicussione “molte idee per una politica estera integrata”, “una sorta di grande mosaico in cui ogni settore è determinante per presentare il nostro paese”. Il titolare della Farnesina ha quindi sottolineato che c’è una forte “richiesta dall’Africa di essere coinvolta” nei programmi culturali “per la presenza in quel continente di molte cose da inserire nel patrimonio Unesco” e noi – ha detto – “possiamo lavorare di più insieme anche per rafforzare i rapporti con quel continente”. A questo scopo, ha aggiunto, “abbiamo deciso con Sangiuliano di incontrare gli ambasciatori di quel continente”.

“La diplomazia culturale è fondamentale”, ha concluso Tajani, ritenendo che “si possa rafforzare una serie di iniziative e far sì che ci sia un coordinamento sempre maggiore tra tutti gli strumenti dello Stato, della publica amministrazione” per permettere agli archeologi italiani all’estero “di poter esportarte il loro saper fare” e di “avere alle spalle un Sistema Italia che consenta di lavorare nel modo migliore, riducendo gli ostacoli burocratici”.

Tajani: archeologia italiana all’estero è una spinta per il Paese

Tajani: archeologia italiana all’estero è una spinta per il PaeseRoma, 9 mag. (askanews) – “La ricerca archeologica rappresenta uno strumento fondamentale della nostra diplomazia culturale, un asset strategico per sviluppare i rapporti bilaterali e contribuire alla conoscenza reciproca”. E’ quanto scrive il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in un intervento sul Messaggero, nel giorno in cui si celebra la prima Giornata dell’archeologia italiana all’estero, alla presenza dei 184 direttori delle Missioni archeologiche, antropologiche ed etnologiche italiane sostenute dalla Farnesina all’estero.

“Promuovere una cooperazione culturale sempre più stretta con i Paesi del nostro estero vicino è una strategia vincente che sta già dando i suoi frutti, grazie auna crescente collaborazione tra Governi, università, ricercatori e aziende impegnateneicampi dell’archeologia, del restauro e della conservazione, eche vogliamo consolidare ulteriormente”, sottolinea il ministro. “Quest’azione”, prosegue Tajani, “del resto, si inserisce perfettamente nel quadro della più ampia strategia promossa dal Governo per far tornare l’Italia protagonista, soprattutto nel bacino del Mediterraneo, culla della nostra civiltà e area in cui si definiscono gli interessi primari della nostra politica estera”.

“La sfida per il futuro”, conclude il ministro, “è migliorare il nostro primato in ambito culturale, e affermarlo nel mondo, con il sempre più convinto sostegno mio personale e di tutte le strutture del Ministero degli Affari Esteri”.

Ambasciata Italiana a Kiev chiede a connazionali lasciare Ucraina

Ambasciata Italiana a Kiev chiede a connazionali lasciare UcrainaMilano, 8 mag. (askanews) – L’Ambasciata italiana in Ucraina ha nuovamente invitato i suoi cittadini a lasciare urgentemente il Paese. “Continuano gli attacchi missilistici su tutto il Paese. Ai connazionali ancora presenti si raccomanda di lasciare immediatamente l’Ucraina. Rischio di collasso delle infrastrutture energetiche” si legge sul sito dell’ambasciata che rimanda a ViaggiareSicuri e che aggiunge: “tutti i viaggi verso l’Ucraina, a qualsiasi titolo, sono assolutamente sconsigliati. Ai connazionali ancora presenti in Ucraina è fortemente raccomandato di utilizzare i mezzi tuttora disponibili, inclusi i treni, per lasciare il Paese, negli orari in cui non è in vigore il coprifuoco”.

“I ripetuti bombardamenti russi sulle infrastrutture energetiche ucraine comportano gravi e prolungate interruzioni di elettricità, acqua corrente e riscaldamento in tutte le aree del Paese, compresa la capitale Kiev. Frequente è il non funzionamento di internet e delle linee telefoniche, nelle aree rurali ma anche nei centri urbani, in tutte le regioni dell’Ucraina. La situazione resta critica, con il concreto rischio di completo collasso delle infrastrutture energetiche. In questo contesto, risulta spesso impossibile ricevere assistenza in caso di necessità” prosegue la nota. “È in vigore un coprifuoco generalmente a partire dalla mezzanotte alle ore 5. In circostanze particolari, le autorità locali possono imporre un coprifuoco “rafforzato”, che si può estendere anche per due giorni consecutivi. Analoghe misure possono essere disposte in altre città, anche con scarso preavviso. Si prega pertanto di tenersi informati sulle disposizioni in vigore. Durante il coprifuoco solo coloro che sono in possesso di specifica autorizzazione possono spostarsi in città. Si può lasciare la propria abitazione solo per recarsi nei rifugi” si spiega.

Per alcune indicazioni pratiche su come comportarsi nel corso di un bombardamento, si invita a consultare la pagina https://ambkiev.esteri.it/ambasciata_kiev/it/informazioni_e_servizi/sicurezza-come-comportarsi-in-caso.html L’Ambasciata d’Italia in Ucraina è operativa a Kiev, con capacità di assistenza limitate.

Onu,Mostra sui ‘Carabinieri:Custodi della biodiverisità italiana’

Onu,Mostra sui ‘Carabinieri:Custodi della biodiverisità italiana’New York, 8 mag. (askanews) – Si inaugura lunedì 8 marzo al Palazzo di Vetro di New York, la mostra “Carabinieri: Italian Biodiversity Keepers – Carabinieri: Custodi della biodiversità italiana”. L’esposizione attraverso un viaggio immersivo negli straordinari habitat naturali d’Italia mostrerà il coinvolgimento dei Carabinieri nella tutela dell’ambiente e della biodiversità, nella gestione sostenibile delle risorse faunistiche e nella salvaguardia delle foreste.

All’inaugurazione saranno presenti il rappresentante permanente della Missione Italiana all’Onu, l’ambasciatore Maurizio Massari e il Capo del Comando Nuclei Forestali, Ambientali e Agroalimentari dell’Arma dei Carabinieri, il tenente generale Antonio Pietro Marzo. La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 18 marzo.

SIMEST acquisisce 44% controllata polacca GVM Care and Research

SIMEST acquisisce 44% controllata polacca GVM Care and ResearchRoma, 8 mag. (askanews) – Con un investimento di 4,4 milioni di euro, SIMEST, la società del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti per l’internazionalizzazione delle imprese italiane, ha acquisito una partecipazione del 44% nella controllata polacca di GVM Care & Research, gruppo ospedaliero tra i principali operatori della sanità privata italiana con 28 ospedali in 10 regioni e una consolidata presenza all’estero in Francia, Polonia, Ucraina e Albania.

L’operazione è stata effettuata attraverso risorse proprie e con l’intervento del Fondo di Venture Capital, strumento agevolativo che SIMEST gestisce in convenzione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Con l’investimento, SIMEST contribuisce al consolidamento del posizionamento in Polonia del Gruppo romagnolo, che già controlla nel Paese uno dei principali network di strutture specializzate in cardiologia.

Le nuove risorse sono state dirette all’acquisizione del 51% di Nowe Techniki Medyczne (NTM), struttura sanitaria privata multispecialistica, dotata di 174 posti letto e con servizi in emergenza h24, operante in convenzione con il sistema sanitario pubblico. Il progetto prevede, inoltre, investimenti per l’ampliamento e il miglioramento dei servizi sanitari offerti, rafforzando aree di attività già esistenti, come l’ortopedia, ed implementando nuovi settori grazie anche all’apporto del know-how di GVM Care & Research. L’operazione consolida la partnership fra SIMEST e GVM Care & Research: già nel 2021 SIMEST ha, infatti, supportato per 2 milioni di euro il piano di investimenti relativo al consolidamento della struttura sanitaria del Gruppo a Tirana, in Albania.

Debutta in Cina l’opera “La Gioria” di Pippo Delbono

Debutta in Cina l’opera “La Gioria” di Pippo DelbonoRoma, 5 mag. (askanews) – A Shanghai debutta il 5 maggio una grande opera del teatro contemporaneo italiano: ‘La Gioia’ di Pippo Delbono, prodotto da Emilia Romagna Teatro ERT, con il sostegno del Consolato Generale d’Italia e dell’Istituto Italiano di Cultura di Shanghai. Lo spettacolo, che rappresenta una delle prime produzioni internazionali approdate in Cina dopo la pandemia, sarà ospitato presso il rinomato Yunfeng Theatre dal 5 al 7 maggio durante il “Jing’An Modern Drama Valley Theatre Festival 2023”.

Una prima volta a Shanghai per ‘La Gioia’, che dal debutto nel 2018 al Teatro Arena del Sole di Bologna, in cinque stagioni ha realizzato 144 recite in 58 città di 17 Paesi del mondo. In contemporanea, presso la Shanghai Opera House, il teatro del Conservatorio di Shanghai, si terrà la première di un grande classico della tradizione operistica italiana: la Traviata, prodotta dal Conservatorio di Shanghai e diretta dalla celebre maestro Rachel Jiemin, con il sostegno del Consolato Generale d’Italia e dell’Istituto Italiano di Cultura di Shanghai, per celebrare i 210 anni dalla nascita del grande Maestro Giuseppe Verdi.

In tale occasione e per tutta la durata delle repliche, il Consolato Generale d’Italia e l’Istituto Italiano di Cultura esporranno nel foyer del teatro tre costumi, dalla Sartoria Teatrale Farani di Roma, di altrettante celebri messe in scena dell’Opera – presso l’Opera di Roma nel 1995, presso il MET di New York nel 1998, e presso l’Opera di Messina nel 2003 – a testimonianza dell’enorme ricchezza della cultura italiana, che va dalla produzione artistica a quella manifatturiera – declinata nel design e nella moda – dalla lingua alle arti.

Amb. Marrapodi e direttore Vignali inaugurano nuovo consolato Smirne

Amb. Marrapodi e direttore Vignali inaugurano nuovo consolato SmirneRoma, 4 mag. (askanews) – L’ambasciatore d’Italia in Turchia Giorgio Marrapodi e il direttore generale per gli Italiani all’estero Luigi Maria Vignali hanno inaugurato la nuova sede del Consolato d’Italia a Smirne, lo annuncia l’account Twitter dello stesso consolato pubblicando le foto della cerimonia.

“Al lavoro in maniera più efficiente per servizi consolari e visti. Un altro tassello delle relazioni tra Izmir e l’Italia”, si legge ancora. In un altro tweet la sede annuncia che Vignali “ha testato oggi la nuova procedura di rilascio della carta di identità elettronica, che stiamo sperimentando qui in Consolato”.

“I connazionali interessati possono sin d’ora prenotare il loro appuntamento”, si legge nel tweet.

La notte dei droni, il racconto di un giornalista italiano da Odessa

La notte dei droni, il racconto di un giornalista italiano da OdessaRoma, 4 mag. (askanews) – E’ stato una nottata “impressionante” e in parte “inaspettata” quella appena trascorsa da chi vive a Odessa, per l’attacco dei droni russi che ha colpito la città. E’ Ugo Poletti, direttore dell’Odessa Journal e autore del saggio “Nel cuore di Odessa” a raccontare ad Askanews come è stata vissuta nella città ucraina quella che viene considerata la “vendetta” russa per lo sventato attacco di ieri da parte di due droni sul Cremlino.

Mentre l’allarme antiaereo per i comuni cittadini è in ucraino e viene diffuso da una apposita app sul telefonino collegata col sistema di difesa aereo, per gli stranieri che vivono nel Paese, come Poletti, arriva in inglese. La voce è dell’attore e doppiatore Mark Hamill, noto per aver interpretato Luke Skywalker in Guerre Stellari, che pronuncia una frase con tono grave del mondo fantascientifico del Jedi e per questo motivo in qualche modo suona sdrammatizzante: “Attenzione, c’è un possibile attacco aereo. Il tuo eccesso di sicurezza è la tua debolezza”. Al termine dell’attacco la stessa voce dice: “L’allarme è finito, puoi tornare alle tue occupazioni. Che la forza sia con te”. Ed è questa app che ha svegliato Poletti ieri notte: “E’ stato attorno alle 2.30 del mattino. Abbiamo sentito il rumore di un drone – racconta – simile a quello di un motorino lontano, proveniente dal cielo. Poi il concerto di spari e traccianti della difesa antiaerea. Fasci di luce rossa, botti. E’ durato un’ora circa. Noi non siamo usciti di casa, in città tutti svegli e a massaggiarsi per chiedere notizie e rassicurazioni ad amici e parenti”. I media ucraini hanno affermato che sono stati colpiti dodici dei quindici droni che hanno partecipato all’attacco e che hanno a loro volta centrato tre edifici pubblici, definiti genericamente ostelli universitari o pensionati, di cui non è stata fornita l’ubicazione. Non sono state registrate vittime.