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Liceo linguistico internazionale Aldo Moro di Bucarest si presenta

Liceo linguistico internazionale Aldo Moro di Bucarest si presentaRoma, 27 apr. (askanews) – Mercoledì, 26 aprile, presso la Galleria Artmark di Bucarest è stata presentata l’attività del Liceo Linguistico Internazionale Aldo Moro. L’evento di presentazione si è svolto sotto il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Bucarest e del patronato Confindustria Romania e tra i tanti ospiti ha visto la presenza di Alfredo Maria Durante Mangoni, ambasciatore d’Italia in Romania, Giulio Bertola, presidente di Confindustria Romania, Maria Monica Annibaldis, rappresentante dell’Università Luiss Guido Carli di Roma, Micaela Soldini, direttore ITA Italian Trade Agency ed Eliza Lesanu, Brand Director Galleria Artmark ecc.

La conoscenza della lingua italiana non rappresenta una condizione per l’iscrizione al liceo Aldo Moro che è aperto a tutti gli studenti, di qualsiasi nazionalità. Grazie ai laboratori intensivi di lingua italiana svolti dai docenti interni, l’acquisizione della lingua italiana avviene naturalmente secondo un percorso personalizzato durante il normale iter formativo dello studente. Aldo Moro è un liceo accreditato dal ministero italiano dell’istruzione e riconosciuto come scuola italiana paritaria, tra le pochissime nel mondo, aspetto che garantisce nella programmazione didattica e nella selezione dei docenti il rispetto dei più alti standard internazionali. Studiare al Liceo Internazionale Aldo Moro vuol dire studiare in un contesto multietnico ed internazionale incentrato sui principi dell inclusione e della diversità.

Ad Aldo Moro si studiano arte, filosofia, scienze esatte e quattro lingue straniere (oltre alla lingua italiana e alla lingua romena). L’insegnamento avviene in lingua italiana ed inglese ma anche in francese, spagnolo e romeno. I docenti hanno esperienza nei sistemi nazionali e internazionali, i materiali didattici sono moderni e performanti e le dotazioni sono a standard internazionali. Annualmente gli studenti del Liceo Aldo Moro di Bucarest possono beneficiare di una settimana per approfondire la lingua inglese presso la Scuola Aldo Moro di Londra. L’esame di maturità include una prova di lingua italiana, una prova di lingua straniera ed un colloquio orale, mentre il diploma di maturità è riconosciuto in tutti i Paesi del mondo. La Scuola Aldo Moro, fondata a Bucarest nel 1902 dal giornalista romeno di origine italiana, Luigi Cazzavilan, fa parte oggi del gruppo “Liberi di educare”, storico gruppo italiano nel campo dell’istruzione scolastica con oltre 60 scuole in tutta Italia ma anche con campus a Londra ed Arizona, perciò già dal primo anno di liceo gli studenti partecipano a continui scambi di esperienze presso le diversi sedi del gruppo in particolare in Italia ed in Inghilterra. L’esame di maturità a conclusione del 4 anno di studi, include una prova di lingua italiana, una prova di lingua straniera ed un colloquio orale, mentre il diploma di maturità è riconosciuto in tutti i Paesi del mondo. Il liceo offre la possibilità di seguire una serie di corsi opzionali: arte, teatro, architettura, musica, filosofia etc., finalizzati a completare la formazione umana dello studente, la sua crescita personale nonché esplorare passioni ed inclinazioni dell individuo prima della scelta della carriera accademica o del mondo del lavoro.

Gli studenti sono incoraggiati a cercare l’eccellenza durante il percorso di formazione, a sviluppare le loro qualità personali nel miglior modo possibile e a scoprire il potenziale di cui sono stati dotati. “La nostra scuola non condiziona le scelte dello studente ma al contrario vuole aprirgli le porte dell’esperienza, favorendo gli scambi culturali, le esperienze estere, l’apprendimento delle lingue e delle tradizioni straniere. Trasformiamo la sua paura dell’incognito in opportunità da cogliere, permettendogli d’individuare il percorso formativo a lui più idoneo”, ha dichiarato Mario Antico, l’amministratore della Scuola e del Liceo Aldo Moro.

La Scuola Internazionale Italiana Aldo Moro, dal 2021, ha la propria sede presso il prestigioso palazzo di Calea Dorobanti, n.39, storica dimora della Principessa Martha Bibescu. Il Patrocinio concesso, alla presentazione del Liceo linguistico Aldo Moro, da parte di Confindustria Romania, rientra nella visione del Patronato di sostenere in maniera concreta l’istruzione in lingua italiana, in Romania, e l’interazione tra l’ambiente scolastico e quello imprenditoriale, considerando anche la recente inaugurazione del Centro Italiano di Eccellenza Leonardo da Vinci presso l’Università Babes-Bolyai di Cluj-Napoca.

Ambasciatore Fanara: Dubai è hub per aggredire mercati mondiali

Ambasciatore Fanara: Dubai è hub per aggredire mercati mondialiDubai, 27 apr. (askanews) – Negli Emirati arabi uniti “esportiamo tanto Made in Italy e tante professionalità italiane, ma la grande potenzialità che si dischiude a Dubai è di utilizzare questo Paese come un hub, una piattaforma, per esportare in tutta l’area dall’India all’Asia centrale, fino al Corno d’Africa. Utilizziamo Dubai come piattaforma di lancio per le nostre imprese, per aggredire il mondo e i mercati vicini”, ha dichiarato ad askanews a margine dell’inaugurazione del Dubai Hub for Made in Italy l’ambasciatore italiano presso gli Emirati Arabi Uniti Lorenzo Fanara.

L’ambasciatore ha tagliato il nastro insieme ad Helal Saeed Al Marri, direttore del dipartimento dell’Economia e membro del Consiglio Esecutivo di Dubai, segnando il primo passo dell’hub per il Made in Italy negli Emirati arabi uniti, gestito da Italiacampm, e che si propone come un ponte per le società italiane che vogliono espandersi in Medio Oriente, Nord Africa e Sud Est Asiatico e nell’ecosistema di business emiratino. “E’ molto importante avere Italiacamp a Dubai perché è un modo per sostenere il Sistema Italia – ha spiegato Fanara – abbiamo insieme la formazione, l’alta università, ma abbiamo anche le imprese, Confindustria con il pieno sostegno del governo italiano e dell’ambasciata italiana. E’ un modo per proiettare al meglio la nostra immagine e le nostre potenzialità e competenze” all’estero.

SIMEST (Gruppo CDP) rafforza la presenza in USA del Gruppo OMR

SIMEST (Gruppo CDP) rafforza la presenza in USA del Gruppo OMRRoma, 26 apr. (askanews) – SIMEST, la società del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti per l’internazionalizzazione delle imprese italiane, ha acquisito una partecipazione di minoranza nella OMR North America Inc., controllata americana del gruppo con sede a Rezzato (BS), leader nella progettazione, produzione e commercializzazione di componenti in ghisa e alluminio per il settore automotive.

L’operazione, strutturata in parte tramite la sottoscrizione di un aumento di capitale riservato e in parte attraverso l’erogazione di un finanziamento soci, ha visto anche la partecipazione del Fondo di Venture Capital, strumento agevolativo che SIMEST gestisce in convenzione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Le nuove risorse, pari a 5 milioni di euro, permetteranno l’ampliamento di oltre 5.000 metri quadrati del polo produttivo nella zona di Carmel, Indiana, consentendo alla OMR di soddisfare le importanti commesse ottenute dal Gruppo Stellantis, e di crescere nel mercato americano, presidiato dai principali costruttori mondiali.

Quinto record per Barone: meno di 3 minuti per le curve di Meteora

Quinto record per Barone: meno di 3 minuti per le curve di MeteoraRoma, 26 apr. (askanews) – Centosettantatrè secondi, cinque in meno rispetto al precedente record stabilito da un pilota greco. Meno di tre minuti per percorrere quattro chilometri di curve domando un asfalto insidioso e viscido sui cavalli della Ferrari F8 Tributo. Un nuovo record, il quinto, che il pilota Fabio Barone ha raggiunto nella cornice greca dei Santuari di Meteora.

Il recordman romano ha ottenuto, così il suo il quinto record da Guinness dei Primati, dopo aver battuto Google nel lunghissimo tragitto da Roma a Capo Nord, l’anno scorso, aver fatto meglio del cronometro alla Transfagarasan in Transilvania, nel 2015, sulla Tianmen Mountain Road in Cina, nel 2016 e al Canyon della Valle del Dades in Marocco, nel 2018. “È stata durissima – ha detto appena sceso dal bolide rosso – molto più di quello che si può pensare. Un percorso davvero incredibile, ricco di difficoltà e pericoli, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. E oltre alla mia Ferrari F8 Tributo devo ringraziare tutti i miei uomini. Sono stati speciali, come sempre. Senza di loro, non avrei fatto nulla di tutto questo. Nè oggi, né prima”.

“La preparazione è stata lunga e decisamente complicata, probabilmente per le 50 primavere che ho accumulato, ma la passione e la volontà sono rimaste immutate nel tempo, altrimenti non potrei pensare di realizzare imprese del genere. Ma quello che mi dà la forza, lo ripeto, è il team, un gruppo di persone, oltrechè professionisti, legati da una grande amicizia”, ha aggiunto Barone sottolineando che “probabilmente dopo Roma-Capo Nord, questa è stata la più complessa, sia per quanto riguarda le varie autorizzazioni, sia per il percorso in generale”. Il record è stato tentato e raggiunto nonostante “i test che avevamo effettuato su queste curve lo scorso ottobre erano andati decisamente male, al punto che istintivamente avevamo tentennato, c’era venuto qualche dubbio sull’effettiva possibilità di tentare e centrare il record”. In particolare a preoccupare team e pilota era “il poco grip dell’asfalto”, ma “alla fine abbiamo trovato l’escamotage per superare il problema con le gomme giuste”.

Sudan, Tajani: orgoglioso di accogliere italiani a Ciampino

Sudan, Tajani: orgoglioso di accogliere italiani a CiampinoRoma, 24 apr. (askanews) – “Felice e orgoglioso di accogliere i connazionali di rientro dal Sudan. Operatori umanitari, diplomatici e militari che con impegno e dedizione ancora una volta hanno fatto onore all’Italia. Grazie all’Unità di Crisi, al ministero della Difesa e a Palazzo Chigi”, ha scritto su Twitter il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani postando le foto dell’accoglienza del primo gruppo di italiani e stranieri atterrato a Ciampino nell’ambito dell’operazione di evacuazione dal Sudan.

I primi connazionali evacuati dal Sudan sono atterrati poco dopo le ore 20.25 all’aeroporto militare di Ciampino a bordo di un velivolo KC-767 dell’Aeronautica Militare. Sul volo anche il personale dell’ambasciata italiana a Khartoum, e l’ambasciatore Michele Tommasi che ha parlato di “momenti delicati” e di un’operazione condotta “perfettamente” e seguita “passo dopo passo” dall’Unità di crisi. Insieme a loro anche i militari della Joint Evacuation Task Force (JETF), il team militare della Difesa composto anche da Forze speciali che ha gestito sul campo le operazioni di evacuazione dal Sudan.

In nottata è previsto l’arrivo di un secondo velivolo: un C-130 con a bordo altri civili evacuati. Due velivoli distinti per un totale di 83 connazionali rimpatriati e 13 stranieri.

Sudan, ringraziamenti di Tajani per successo evacuazione italiani

Sudan, ringraziamenti di Tajani per successo evacuazione italianiBruxelles, 24 apr. (askanews) – Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando con la stampa a margine del Consiglio Esteri dell’Ue oggi a Lussemburgo, ha rivendicato il successo dell’operazione di evacuazione degli italiani in Sudan, che ha coinvolto anche altri cittadini stranieri, e che ha dimostrato un alto grado di collaborazione fra diverse amministrazioni dello Stato.

“Voglio ringraziare l’ambasciatore d’Italia” in Sudan “perché ha fatto un lavoro straordinario: durante tutte le giornate più complicate, tutti gli italiani sono stati sempre e comunque informati di ciò che stava accadendo, e l’Ambasciata d’Italia è stato un punto di riferimento anche per tanti altri cittadini stranieri”, ha riferito il ministro. “Sono tanti – ha continuato Tajani – quelli che hanno trovato rifugio nell’Ambasciata d’Italia, e questo ci fa onore, dimostra che nei momenti di difficoltà siamo sempre pronti ad aiutare altre persone, e non soltanto i nostri connazionali”.

“Ringrazio di cuore – ha ribadito il ministro – le nostre Forze armate che hanno compiuto l’operazione, e ringrazio di cuore l’intelligence e ovviamente tutti i funzionari del Ministero degli Esteri, a cominciare da quelli dell’Unità di crisi, che giorno e notte hanno lavorato per rintracciare e contattare uno per uno i cittadini italiani”, tenendoli “informati e aggiornati sull’evolversi della situazione. Giorno e notte hanno lavorato i nostri funzionari, in contatto con la nostra Ambasciata a Khartoum”. “E’ importante che l’operazione si sia conclusa in maniera seria ed efficace, che i nostri connazionali siano tutti quanti salvi e possono rivedere le loro famiglie godendo di buona salute. Io li andrò a salutare all’aeroporto di Ciampino”, ha annunciato.

“Devo sottolineare – ha aggiunto Tajani – l’eccellente collaborazione tra le diverse organizzazioni dello Stato; coordinare le azioni di tutte le diverse amministrazioni non è una cosa semplice. Invece, c’è stata una perfetta armonia tra Ministero degli Esteri, il Ministero della difesa, l’intelligence. E naturalmente il presidente del Consiglio è stato costantemente informato, e sono sempre stato in contatto con il ministro della Difesa. Questo a dimostrazione del fatto che si può lavorare insieme anche quando si fa parte di diverse amministrazioni: l’importante è dare risposte concrete ai nostri concittadini”, ha concluso.

Sudan, Masini (Emergency): “Io resto, non abbandono i pazienti”

Sudan, Masini (Emergency): “Io resto, non abbandono i pazienti”Roma, 24 apr. (askanews) – Franco Masini, il coordinatore medico per Emergency del Centro Salam di Khartoum, il più grande ospedale di cardiochirurgia di tutta l’Africa, ha deciso di restare in Sudan, nonostante i combattimenti in corso, e con lui sono rimasti “altri 38 italiani, medici e infermieri”.

“Non c’erano alternative – ha spiegato Masini al Corriere della Sera – che fine farebbero gli 81 pazienti che abbiamo in questo momento? Li lasciamo in mezzo alla battaglia? Dobbiamo restare”. Il coordinatore di Emergency ha spiegato che “sono partiti per l’Italia solo in sette, tre erano a fine missione, gli altri quattro sono amministrativi, perciò il loro contributo non era più essenziale, qui le banche ormai sono tutte chiuse”. Masini era grande amico di Gino Strada: “Oggi vi dico che qui a Khartoum Gino ci sarebbe servito moltissimo, lui aveva una capacità unica di rapportarsi con le diverse fazioni. Anche pensando a lui, ho deciso di restare”. Dall’inizio delle ostilità, il 15 aprile scorso, il personale vive accampato in ospedale: “Nessuno torna a casa, ogni tanto sentiamo gli spari qui vicino che arrivano dal ponte sul Nilo”.

“Viveri ne abbiamo perché i nostri fornitori sudanesi malgrado i rischi sono venuti giorni fa con un carico. Ma se continuano i combattimenti, tra un mese i farmaci cominceranno a scarseggiare”, ha denunciato.

Sudan, Crosetto: avviata l’operazione di evacuazione degli italiani

Sudan, Crosetto: avviata l’operazione di evacuazione degli italianiRoma, 23 apr. (askanews) – “La Difesa è in costante contatto con la Presidenza del Consiglio, la Farnesina e l’Autorità delegata, rendendo disponibile ogni assetto utile a mettere in sicurezza, e poi portare in salvo, tutti i nostri connazionali presenti in Sudan”.

Così il Ministro della Difesa Guido Crosetto, che segue costantemente tutte le operazioni, e che ha aggiunto: “La Difesa monitora, in costante coordinamento con gli altri organi dello Stato e i partner internazionali, la preoccupante situazione in essere a Khartum che cambia in continuazione. Le attività di evacuazione dei nostri connazionali sono coordinate dal comando operativo di vertice interforze”. “Sono già decollati due C130 dell’Aeronautica militare alle 13,55 ora italiana da Gibuti alla volta di Khartum con a bordo personale delle forze speciali dell’Esercito Italiano e dei Carabinieri – annuncia – La sicurezza degli aeroporti è assicurata dai fucilieri dell’aria dell’aeronautica militare”.

Sono in totale “circa 200 le persone che dovranno essere evacuate dai nostri militari” dal Sudan, ha precisato il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Si tratta di “140 italliani, civili, che devono essere evacuati. Il punto di incontro è l’ambasciata italiana che è pienamente operativa. Più ci sono dei cittadini svizzzeri, la Nunziatura apostolica, e un’altra ventina di cittadini europei”. L’operazione, ha aggiunto, si concluderà “mi auguro nelle prossime ore”.

Giordania, è il torinese Andrea Sferrazza il turista morto a Petra

Giordania, è il torinese Andrea Sferrazza il turista morto a PetraRoma, 22 apr. (askanews) – Si chiama Andrea Sferrazza il turista italiano morto ieri dopo essere caduto da 25 metri di altezza mentre percorreva un sentiero nel sito archeologico di Petra, in Giordania.

Sferrazza, torinese d’origine, viveva a Londra da due anni, secondo il quotidiano La Stampa e il Giornale d’Italia. In base alla ricostruzione del sito Roya News, il 30enne stava visitando un’aerea del sito archeologico quando è caduto riportando gravi ferite e fratture che ne hanno causato il decesso. La Farnesina ha confermato la morte del turista italiano e l’Ambasciata italiana in Giordania è in contatto con la famiglia del connazionale per fornire l’assistenza necessaria.

Sudan, Tajani: messi in sicurezza 19 italiani in crociera

Sudan, Tajani: messi in sicurezza 19 italiani in crocieraRoma, 22 apr. (askanews) – Sono “in sicurezza” 19 italiani che si trovavano in crociera nelle acque di Port Sudan. L’ha comunicato oggi il ministro degli Esteri Antonio Tajani via Twitter.

“Sono stati messi in sicurezza 19 italiani che si trovavano in crociera nelle acque di Port Sudan”, ha scritto il ministro. “Li abbiamo assistiti – ha aggiunto – fin dall’inizio degli scontri, ora sono sbarcati ad Hurghada. Grazie al lavoro delle nostre Ambasciate a Khartoum e al Cairo e dell’UdC Farnesina”.