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Vino, assegnato a Fabio Rizzari “Premio Kyle Phillips 2022” di Aset

Vino, assegnato a Fabio Rizzari “Premio Kyle Phillips 2022” di AsetMilano, 8 feb. (askanews) – E’ stato assegnato a Fabio Rizzari il “Premio Kyle Phillips 2022”, il riconoscimento annuale che l’Associazione stampa enogastroagroalimentare toscana (Aset) ha istituito nel 2014 per ricordare l’amico e collega prematuramente scomparso.
Rizzari, giornalista vinicolo di lungo corso, ha iniziato il suo percorso per la rivista “Ex Vinis” di Luigi Veronelli, ed è stato per molti anni firma del Gambero Rosso e curatore dal 2003 al 2014 della guida “I Vini d’Italia” dell’Espresso. Attualmente scrive per testate specializzate italiane e straniere, come “Vitae” dell’Ais e “Vinifera” di Jacques Perrin, distinguendosi “anche per i giudizi e i commenti mai ‘allineati’ e sempre vivaci espressi sul Web a proposito del mondo vinicolo e dei fenomeni che lo pervadono”.
La cerimonia di consegna del premio si terrà sabato 11 febbraio in occasione dell’inaugurazione di “PrimAnteprima”, l’evento di apertura delle Anteprime del vino toscano 2023 in programma al Cinema della Compagnia di Firenze, a partire dalla 10.45.
In una nota, Aset ha infine ricordato che il riconoscimento “è destinato al giornalista di settore che, attraverso articoli e servizi pubblicati nel corso dell’anno, a giudizio dei giornalisti associati ad Aset abbia meglio rappresentato il modo di fare informazione a 360 gradi che fu di Phillips: mancanza di pregiudizi, costante curiosità professionale, serenità di giudizio, voglia di esplorare, franchezza, brillantezza nello scrivere e sobrietà nel comportamento”.

Migranti della salute in aumento, CasAmica Onlus cerca volontari

Migranti della salute in aumento, CasAmica Onlus cerca volontariRoma, 8 feb. (askanews) – Dopo gli anni dell’emergenza sanitaria, tornano ad aumentare le persone che si spostano dalle proprie città e regioni per motivi sanitari. Per questo, CasAmica Onlus che da oltre trentacinque anni accoglie i malati e i loro familiari costretti a curarsi lontano da casa cerca nuovi volontari per le sue sei strutture distribuite tra Milano, Lecco e Roma, al fine di potenziare i servizi offerti e aiutare sempre di più chi ha bisogno di aiuto in un momento così difficile come quello della malattia.
Chi desidera mettere a disposizione il proprio tempo – informa CasAmica – può rendersi utile offrendo supporto all’accoglienza, accompagnamento e ascolto, per il servizio prenotazioni, per il servizio trasporto, per l’organizzazione delle attività sul territorio per gli ospiti e supporto nella promozione delle campagne di raccolta fondi.
Ogni competenza può essere utile all’interno dell’associazione e in CasAmica tutti i volontari vengono formati ed accompagnati costantemente nel loro servizio. Per chi sceglie di dedicarsi direttamente agli ospiti l’associazione organizza annualmente corsi di formazione e incontri mensili di confronto guidati da uno psicologo.
“I volontari sono una risorsa fondamentale con la loro presenza nelle Case, aiutano ad affrontare i momenti più difficili e attraverso uno stile fraterno si fanno prossimi nella sofferenza, donando la forza che nasce da un semplice sorriso”, spiega Lucia Cagnacci Vedani, presidente e fondatrice di CasAmica, che ha dedicato la propria vita all’associazione, fornendo supporto e accoglienza ai malati e alle loro famiglie. “Spesso si vive la malattia come un momento di ‘chiusura’ in attesa della sperata guarigione. Nelle nostre strutture di accoglienza, invece, desideriamo che i malati e i loro familiari trovino persone disposte a rendere vivo, ricco di relazioni e amicizie anche il difficile periodo delle terapie, degli esami e delle visite mediche. Per questo promuoviamo il volontariato attivo e ci occupiamo della formazione e dell’inserimento di persone che vogliono donare una parte del proprio tempo per l’accoglienza”, conclude Lucia Vedani che per raccontare la storia dell’associazione ha scritto il libro “Una panchina ha cambiato la mia vita”, pubblicato da Edizioni Ares, che sarà disponibile a partire dal prossimo 11 febbraio, in occasione della XXXI giornata mondiale del malato.
CasAmica è presente a Milano – con quattro strutture attive e ha in cantiere una quinta struttura: Progetto 3000, una nuova Casa di accoglienza di 3.000 metri quadrati tra interni ed esterni nell’hinterland milanese -, a Lecco e a Roma, in prossimità del Policlinico Universitario Campus Biomedico, dell’Istituto Nazionale dei Tumori Regina Elena e dell’Ospedale Sant’Eugenio, in una posizione strategica per offrire ai propri ospiti un servizio di collegamento con gli ospedali in prossimità della struttura.
Per inviare la propria candidatura e diventare volontario presso una delle sei strutture di CasAmica, basta visitare il sito www.casamica.it/volontariato/ e compilare il form “Diventa Volontario”.

Parte la campagna solidale “Se Cupido ci mette lo zampino?”

Parte la campagna solidale “Se Cupido ci mette lo zampino?”Roma, 8 feb. (askanews) – L’arte del corteggiamento per secoli è stata considerata un vero e proprio esercizio di galanteria mentre oggi gli umani, ad eccezione degli inguaribili romantici, la ritengono forse un po’ antiquata. Nel regno animale, invece, è una pratica diffusa quella di utilizzare strategie e rituali diversi per arrivare alla fase preparatoria dell’accoppiamento.
“Se Cupido ci mette lo zampino?” è il titolo della campagna solidale ideata dal parco Zoomarine, a partire dal 12 febbraio, con lo scopo di raccontare un viaggio d’amore per un San Valentino lungo 365 giorni. Attraverso una serie di tappe con veterinari e biologi sarà possibile, infatti scoprire le tecniche di conquista più curiose e stravaganti, tra danze, combattimenti, canti, profumi, che gli animali presenti nel parco utilizzano per trovare “l’anima gemella”. I regali del cuore, dalle serenate al cibo offerto al partner, stabiliscono dei legami spesso lunghi e duraturi, proprio come quelli che scoccano tra umani e pets. E per celebrare il colpo di fulmine a quattro zampe il parco ha deciso di dare vita a due iniziative importanti: la prima prevede la possibilità di adottare un cane o un gatto anziano grazie alle proiezioni di foto di alcuni animali ospiti nelle strutture del Rifugio Muratella e Oasi Felina di Porta Portese (con annesse caratteristiche e dati anagrafici) che saranno proiettate, a partire dal 12 febbraio, sui maxi schermi in collaborazione con l’Assessorato Ambiente di Roma Capitale, e l’altra intende dare vita ad una gigantesca installazione del “Wall of Fame Pets”, il muro delle celebrità animali, con centinaia di foto degli amici adottati o salvati dal pubblico presente al parco, le cui foto saranno stampate in dono semplicemente mostrando lo scatto dal proprio smartphone. Tutti coloro che parteciperanno all’iniziativa del muro dell’amore riceveranno tanti gadget messi a disposizione dalla storica realtà leader, Giulius, da sempre attenta ai bisogni degli amici con la coda o con le ali.
L’importanza di un’adozione responsabile sarà invece l’argomento trattato dalle Guardie Zoofile AgriAmbiente Lazio che svolgono ogni giorno un ruolo preventivo nella tutela del maltrattamento degli animali, che illustreranno alle famiglie le normative vigenti rispetto al benessere e al rispetto degli animali, poiché solo se si è certi di poterli accudire al meglio si può immaginare una adozione responsabile con le cure e le attenzioni giuste. Nel week poi grandi festeggiamenti anche per il Carnevale con attrazioni, giostre, dimostrazioni, teatro dei burattini, lo show “La Fantasia del Carnevale” e il gran finale con la Parata dell’Allegria. Per il 19 febbraio, invece, grande attesa per Lucilla, l’amatissima star dei bambini.

Sala: 30 giugno inaugurazione M4 fino San Babila, completata nel 2024

Sala: 30 giugno inaugurazione M4 fino San Babila, completata nel 2024Milano, 8 feb. (askanews) – “Abbiamo un obiettivo concordato col ministro: cercare di arrivare al 30 giugno con l’inaugurazione” della linea 4 della metropolitana milanese nella tratta dall’aeroporto di Milano fino in San Babila. A confermarlo il sindaco Giuseppe Sala, al termine di una visita al cantiere col ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini. “Se dovessero esserci contrattempi, li vedremo più avanti. Noi ci siamo dati un obiettivo: aprire al 30 giugno sarebbe una bella cosa” ha ribadito Sala. Quanto alla tratta ovest della M4, la cosiddetta linea Blu, “pensiamo di chiudere per l’anno successivo e direi che anche quello va bene”. “Ampiamente in tempo per le Olimpiadi”, ha aggiunto Salvini.

Terremoti, esperti: tecnologia e prevenzione per evitare disastri

Terremoti, esperti: tecnologia e prevenzione per evitare disastriRoma, 8 feb. (askanews) – In caso di terremoti è possibile evitare disastri, intervendo sull’edilizia. E’ questo uno dei temi al centro di Earth Technology Expo, la manifestazione in programma a Firenze dal 15 al 18 novembre. L’evento sarà presentato il 21 febbraio nella Sala convegni della Protezione Civile a Roma, alla presenza tra gli altri di Fabrizio Curcio capo dipartimento della Protezione Civile e di Laura Lega capo dipartimento dei Vigili del Fuoco.
Dal Medioevo in Italia i terremoti hanno abbattuto oltre 4.800 centri abitati, nel solo Novecento, sono stati 7 i terremoti di magnitudo uguale o superiore a 6,5 della scala Richter, e dal 2000 abbiamo subìto i più forti terremoti a L’Aquila (2009), in Emilia (2012), nel Centro Italia (2016-17) con il loro carico di devastazioni totali, vittime e danni ingenti.
“Dalle fibre di vetro e di carbonio agli isolatori sismici e tutta l’innovazione del settore delle costruzioni – dichiara Mauro Grassi direttore di Earth Technology Expo – ci stiamo confrontando (esperti, aziende di alta tecnologia antisismica, autorità) al fine di portare conoscenza concreta su come mettere in sicurezza tanti edifici per garantire maggiore resistenza al terremoto. Nel contesto italiano non occorre abbattere edificati ma rigenerare e rafforzare la risposta alla sismicità della nostra penisola, che ogni anno fa registrare tra i 1700 e i 2500 sismi superiori a magnitudo 2.5. Le tecniche costruttive e i materiali innovativi sono oggi relegati alla nicchia, ma dovranno diffondersi, perché imprescindibili per evitare o ridurre catastrofi epocali come quelle che abbiamo vissuto. Puntiamo tutto sulla prevenzione”.
Oggi il 40% delle abitazioni è ubicato nelle fasce sismiche italiane a rischio più elevato 1 e 2. Tra 4 e 5 milioni di edifici e strutture pubbliche oggi non risultano a norma antisismica e sono a rischio di lesioni o di crolli parziali o perfino di collasso. Il Sud presenta il carico edilizio più a rischio su aree sismiche: di questo è a sud il 45% del costruito nazionale pre-1971; il 22% invece è al Centro, il resto al Nord. “Con queste premesse – spiega Erasmo D’Angelis Presidente della Fondazione Earth Water Agenda – è evidente che la nostra edilizia raggiunge l’intensità massima distruttiva non a magnitudo 7.0, ma a valori più bassi, come successo ad Ischia il 21 agosto 2017 con una magnitudo di 3.9, che provocò 2 morti, 42 feriti e case crollate come burro. Ma se in gran parte dell’Italia la sismicità fortunatamente non è elevata, resta però pur sempre pericolosa se confrontata alla qualità del costruito. Il nostro patrimonio edilizio, soprattutto nei centri storici, è particolarmente vulnerabile per vetustà e realizzazioni con materiali scadenti, tipologie di costruzione, e stato di manutenzione. Due terzi degli edifici è pre-1980, e in muratura. Servirebbero campagne di diagnostica degli edifici, cantieristica anche leggera con tecnologie non invasive per un programma di adeguamento sismico, a partire dagli edifici a maggior rischio e dagli impianti strategici”.

Aerospazio, a Cagliari cerimonia per conclusione master UniCa

Aerospazio, a Cagliari cerimonia per conclusione master UniCaRoma, 8 feb. (askanews) – Si è tenuto stamani a Cagliari, nella sala Anfiteatro della Regione Sardegna, l’evento di consegna delle pergamene del master in Ingegneria dei sistemi aerospaziali e di quello in Security awarness organizzato dal Distretto aerospaziale della Sardegna (DASS) in collaborazione con il CRS4, il centro di ricerca del Parco scientifico e tecnologico della Sardegna.
I due master, finanziati interamente dalla Regione Sardegna con un importo complessivo di 160mila euro e destinati alla formazione di laureati occupati o in cerca di occupazione, – informa una nota – sono stati attivati a Cagliari a ottobre del 2021 presso il dipartimento di Ingegneria Meccanica, Chimica e dei Materiali dell’Università di Cagliari a seguito dell’accordo stipulato con l’assessorato del Lavoro della Regione Sardegna e l’Agenzia sarda per le politiche attive del Lavoro (ASPAL). I percorsi formativi si sono conclusi a novembre 2022 con un totale di 23 partecipanti, ciascuno dei quali ha ottenuto una borsa di studio del valore di 1000 euro, a copertura totale del master.
“Siamo orgogliosi di aver portato a termine nei tempi stabiliti due importanti percorsi formativi in capo all’Università di Cagliari – dichiara Giacomo Cao, CRS4 e DASS – che hanno visto l’imprescindibile contributo del DASS sotto il profilo gestionale e organizzativo come pure del CRS4 quale soggetto ospitante della quasi totalità dei corsisti del master in ingegneria dei sistemi aerospaziali”. “Ringraziamo l’assessorato del Lavoro della Regione Sardegna – continua Cao – per aver finanziato tramite Aspal questi master perché abbiamo potuto dare risposta alla richiesta di formazione di alto livello che siamo riusciti ad attrarre con le risorse disponibili”.
“L’alta formazione è fondamentale per un futuro professionale certo, al passo con i tempi che garantisca concreti sbocchi lavorativi”, ha dichiarato Ada Lai assessora al lavoro della Regione Sardegna. “L’idea – ha concluso Cao – è quella di riproporre questi percorsi formativi che obbligherà, in assenza di eventuali contribuiti, a richiedere quote d’iscrizione particolarmente elevate visto l’alto livello della docenza. L’auspicio è che i corsisti possano utilizzare le competenze e il titolo acquisito sia nelle attività lavorative che li vedono già coinvolti, sia soprattutto nella ricerca di occupazione qualora fossero inoccupati”.
Il master in Ingegneria dei sistemi aerospaziali aveva l’obiettivo di arricchire le competenze specialistiche di ciascun iscritto finalizzandole alla realtà multidisciplinare delle attività aerospaziali ad esempio quelle legate ai sistemi di bordo satellitari o ai suoi sistemi di guida e controllo. Il master si è concluso con 8 corsisti che hanno svolto il tirocinio presso il CRS4 e Nurjana Technologies, soci del Distretto aerospaziale.
Il master in Security awarness aveva lo scopo di diffondere la cultura della sicurezza e degli strumenti istituzionali, organizzativi e tecnico-operativi utilizzati sul piano nazionale e internazionale per affrontare tali sfide. Il master si è concluso con 15 corsisti che hanno svolto il tirocinio presso gli uffici della Regione Sardegna e il DASS.
Tra i docenti e le materie di spicco si segnalano in particolare: Antonella Pantaleo (UniSS), microgravità; Marcello Spagnulo (Mars Center), sistemi aerospaziali; Paolo Teofilatto (UniRoma), meccanica del volo atmosferico; Michèle Lavagna (PoliMi), sistemi aerospaziali; Mario Caligiuri (Università della Calabria), aspetti culturali dell’intelligence; Michele Colajanni (Università di Modena e Reggio Emilia), politiche digitali per il cyberspazio; Enrico Panai, (UniSS), cybergeografia ; Marco Valentini (Ministero dell’Interno), aspetti giuridici dell’intelligence.

Percorsi e paesaggi del vino in Sardegna: progetto del Gal Alta Gallura

Percorsi e paesaggi del vino in Sardegna: progetto del Gal Alta GalluraMilano, 8 feb. (askanews) – “Enotria: percorsi e paesaggi del vino” è il programma voluto e realizzato dai Gruppi di azione locale (Gal) Ogliastra, Sulcis Iglesiente, Barbagia e Ornanu Sartinesi (Corsica), con capofila il Gal Alta Gallura, che ha come obiettivo quello di promuovere le produzioni vitivinicole ed enogastronomiche di eccellenza, in presenza dei marchi DOC, DOCG e IGT, come strumento per raccontare al meglio i territori nel loro insieme. La strategia consiste nella valorizzazione congiunta dei luoghi e del paesaggio rurale con gli ambasciatori d’eccezione: il Cannonau per l’Ogliastra e la Barbagia, il Vermentino per la Gallura, il Carignano per il Sulcis e i vitigni autoctoni corsi (Sciacareddu e Vermentinu AOP Ajaccio – Ciaccarellu, Niellucciu, Barbarossa, Vermentinu AOP Sartène).
Si tratta dunque un progetto che vuole sostenere i territori attraverso il vino e rilanciare le eccellenze enogastronomiche locali: un viaggio affascinante attraverso territori, zone e sottozone, vigne, filari, cantine, bottiglie e personaggi che al vino hanno dedicato la loro vita. Con “Enotria: Paesaggi e percorsi del vino” si possono seguire i sentieri del vino, ritrovarsi in realtà suggestive, accompagnando l’ospite alla scoperta del vino sardo di qualità, dei terroir, delle vigne e delle cantine. I vitivinicoltori sono eredi e interpreti della cultura enologica regionale.
“Enotria potrà essere occasione, grazie alla cooperazione, per promuovere al meglio anche in Sardegna, l’operosità e la dinamicità del mondo vitivinicolo certificato” ha dichiarato in una nota il presidente del Gal Ogliastra, Vitale Pili, ricordando che “la nostra isola ha numeri quantitativamente di modeste dimensioni rispetto alla media nazionale, ma i caratteri qualitativi sono di prima fascia, ed è questa la chiave di lettura scelta per affrontare il viaggio a tappe del progetto e andare a conoscere alcune tra le più belle realtà del vino nazionale”. “I nostri produttori – ha concluso Pili – potranno conoscere dal vivo il profilo delle vecchie e nuove generazioni di imprenditori che pur inserendosi nel solco di una grande tradizione, stanno portando nella vitivinicoltura linfa nuova e vitale”
Fra gli obiettivi prettamente operativi, quello di creare alleanze tra le diverse categorie appartenenti ai territori coinvolti e intercettare nuove nicchie del mercato turistico ed enogastronomico dedicato al vino. Per realizzare la rete di relazioni sono previste, tra marzo e aprile, due visite studio: una nel territorio della Strada del Barolo e grandi vini di Langa in Piemonte, e una a Montalcino e nel Chianti Classico in Toscana. Da ieri è stata aperta la manifestazione d’interesse per partecipare a questa serie di giornate di studio-lavoro “per gli operatori viticoli e vitivinicoli operanti nel territorio del Gal Ogliastra e i rappresentanti di associazioni enoturistiche con sede in Sardegna, aventi almeno un’azienda associata operante nel territorio del Gal Ogliastra”.

Ricostruita storia Baia di Bagnoli a Napoli grazie a DNA ambientale

Ricostruita storia Baia di Bagnoli a Napoli grazie a DNA ambientaleRoma, 8 feb. (askanews) – Ricostruire il ‘DNA ambientale’ dell’ex zona industriale di Napoli ‘Baia di Bagnoli-Coroglio’ a partire dal 1830, per comprendere quanto velocemente le comunità degli organismi marini si siano modificate in risposta al deterioramento dell’ambiente. È uno dei principali risultati di uno studio pubblicato sulla rivista “Environment International”, frutto di una collaborazione fra diversi gruppi di ricerca italiani e stranieri (Stazione Zoologica Anton Dohrn, ENEA, Università di Ginevra, Università del Salento, Università di Urbino, Università Politecnica delle Marche, Università di Friburgo, Accademia delle Scienze della Polonia).
I ricercatori – informa ENEA – hanno prelevato una carota di sedimento nella Baia di Bagnoli-Coroglio, ex-area industriale del comune partenopeo che si estende su una superficie di circa 249 ettari a terra e 1.453 ettari a mare, hanno datato i vari strati, determinando la concentrazione di sostanze inquinanti e studiando le tracce di DNA degli organismi marini. Queste molecole, infatti, sopravvivono per centinaia di anni ‘intrappolate’ nei sedimenti che si accumulano sul fondo del mare anno dopo anno. Il DNA estratto dall’ambiente – nel nostro caso dai sedimenti – è chiamato ‘DNA ambientale’ e rappresenta una sorta di ‘codice a barre’, diverso da specie a specie, che ne permette l’identificazione.
È stato possibile quindi ottenere un elenco di organismi marini presenti nel sedimento a partire dagli strati più antichi/profondi della carota (1830) fino al presente. Nella prima metà del 1800, nella Baia di Bagnoli-Coroglio si affacciavano terreni agricoli, mentre sui fondali prosperava Posidonia oceanica e una gran diversità di organismi. Il graduale peggioramento della qualità ambientale a partire dalla prima decade del 1900, quando si insediarono le prime industrie, fino al periodo di massima espansione negli anni 1950-1980 con l’acciaieria Ilva/Italsider, è stato accompagnato da notevoli cambiamenti della comunità biologica. La scomparsa della Posidonia è stata repentina; è cambiata drasticamente sia la composizione degli organismi unicellulari che vivono nell’acqua sia di quelli che vivono nel sedimento; è diminuita la loro diversità e sono aumentate le specie probabilmente in grado di resistere a concentrazioni elevate di idrocarburi e metalli pesanti.
Il mare ospita una grande diversità di organismi, dai batteri al plancton microscopico sospeso nell’acqua, dalle alghe e piante marine attaccate al substrato alla miriade di organismi, piccoli e grandi, che vivono sui fondali. Le attività dell’uomo stanno però minacciando l’equilibrio degli ambienti marini, in particolar modo quello delle aree marine costiere densamente popolate, spesso sede di attività industriali. Lo sversamento a mare di inquinanti di vario tipo danneggia gravemente gli organismi marini riducendo la loro diversità: solo alcune specie, infatti, riescono a sopravvivere in acque o sedimenti inquinati. Ora, grazie a questo studio internazionale, – conclude ENEA – è possibile vedere non solo la situazione attuale ma anche capire come era l’ambiente nel passato e quanto velocemente le comunità degli organismi marini si siano modificate in risposta al deterioramento ambientale
Questo studio fa parte del progetto ABBaCo finanziato dal MUR e coordinato dalla Stazione Zoologica Anton Dohrn, finalizzato allo studio della Baia di Bagnoli-Coroglio a ovest della città di Napoli.

Fivi a Lollobrigida: vini dealcolati non rientrino nella categoria vino

Fivi a Lollobrigida: vini dealcolati non rientrino nella categoria vinoMilano, 8 feb. (askanews) – La Federazione italiana vignaioli indipendenti (Fivi) ha scritto al ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, per porre l’attenzione sulla questione dei vini dealcolati e sulle criticità che deriverebbero dalla loro introduzione nei disciplinari dei vini a indicazione geografica. Una preoccupazione che nasce dalla “possibilità prevista dalla normativa europea di dealcolare, solo parzialmente, anche i vini a indicazione geografica, DO e IG”.
“Il vino è espressione irripetibile di un territorio, di un clima, di una geografia specifici, è frutto di un processo naturale che l’uomo accompagna in campagna e in cantina con competenze e tecniche frutto di secoli di esperienza” ha ricordato il presidente di Fivi, Lorenzo Cesconi, aggiungendo che “un procedimento tecnologico aggressivo come quello della dealcolazione va di fatto a snaturare il prodotto originale, rendendolo altro da ciò che era”. “Fare rientrare due prodotti così differenti nella medesima categoria rischia dunque di creare una sovrapposizione pericolosa, togliendo al vino il suo valore, in termini sia economici che culturali” prosegue Cesconi, sottolineando che “includere non solo i vini varietali, ma anche quelli a indicazione geografica tra quelli possibili di dealcolazione, può minare la stabilità dei sistemi dei vini di qualità e più in generale dell’intero sistema vitivinicolo”.
“Ancora più preoccupante – evidenzia la Fivi in una nota – il fatto che ciò avvenga in concomitanza con la revisione del sistema delle indicazioni geografiche in sede europea, nella quale è attualmente previsto un passaggio di competenze dalla DG Agri all’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (Euipo) che ridurrebbe le denominazioni ad un puro marchio commerciale, depotenziandone il ruolo di tutela”.
“Il nostro Paese ha oltre quattrocento denominazioni, tra DOC e DOCG: il settore vitivinicolo italiano per competere sullo scenario globale dovrà sempre di più investire in una produzione di qualità, rappresentativa di un luogo e di una cultura, e non su prodotti massificati e standardizzati” conclude la Fivi, ricordando che i vignaioli indipendenti “svolgono un ruolo centrale in questa azione di valorizzazione delle eccellenze e delle specificità territoriali italiane, esprimendo nei propri vini caratteristiche uniche e orientando la propria produzione verso la qualità, nel rispetto dell’ambiente e della tradizione”.

Centenario Aeronautica Militare, a Piacenza vola di nuovo un G-91

Centenario Aeronautica Militare, a Piacenza vola di nuovo un G-91Piacenza, 8 feb. (askanews) – Il 28 marzo 2023 l’Aeronautica Militare celebra il suo Centenario. Per l’occorrenza, tra i tanti eventi in programma, sta preparando una grande manifestazione aerea, dal 16 al 18 giugno, a Pratica di Mare, vicino Roma, dove voleranno 100 aerei (in servizio e storici), tutti italiani.
Uno di questi sarà un glorioso Fiat G-91R con livrea delle Frecce Tricolori, rimesso completamente a nuovo – anche grazie a sponsor e aziende private – nel distaccamento aeroportuale di Piacenza-San Damiano, oggi ai comandi del Tenente colonnello Francesco Rossi e sede, in passato, del 50° Stormo.
“Le Frecce Tricolori hanno utilizzato il velivolo G-91R verso la fine degli anni di utilizzo del G-91 nella pattuglia e verrà riprodotta la livrea del solista – ha spiegato il Tenente Colonnello Francesco Dante, responsabile della Sezione valorizzazione del patrimonio storico aeronautico – ora siamo alla fase di assemblaggio del velivolo che è quella finale. Prima di questa c’è tutta la fase di smontaggio, di revisione di ogni singolo componente del velivolo. Un lavoro lunghissimo e molto impegnativo”.
Simbolo storico del Made in Italy aeronautico, il G-91 non è più in servizio dal 1992. Per riportare in volo questo esemplare, ogni singolo bullone è stato smontato e revisionato, alcuni elementi sono stati recuperati da un aereo gemello, quello che non era più buono è stato ricreato da zero, sotto il controllo dell’Enac (Ente nazionale aviazione civile) e, in alcuni casi, si è dovuto addirittura ricostruire gli strumenti per ritarare le apparecchiature.
“Il lavoro di restauro – ha continuato il Tenente Colonnello Dante – è un lavoro quasi archeologico. Si va prima a cercare tutto il materiale, soprattutto i manuali perché è attraverso i manuali che è possibile poi stabilire qual è la procedura di ripristino di un pezzo che magari non è più possibile sostituire o riprodurre nuovo. Il personale che sta lavorando al progetto è personale specialista che lavorava sul velivolo Tornado ed è stato scelto in base alle categorie in modo da poter avere tutto lo spettro delle capacità che sono necessarie per rimettere in volo il velivolo”.
Risentire dopo tanto tempo il sibilo di uno dei motori Orpheus originali recuperati per i test è stato, per la squadra di restauro, come assistere alla nascita di un figlio. E ora ci si prepara al primo volo.
“La soddisfazione nel riportare in volo un velivolo storico come questo è enorme – ha aggiunto il pilota italiano – in parte è proprio legata al fatto che un velivolo che non vola più da molti anni ritornerà a volare e in parte è legata al processo che è stato necessario per arrivare a questo risultato”.
“Il primo volo me lo immagino come una grande emozione – ha concluso il comandante Dante – l’attesa di quel momento e quei pochi istanti saranno il frutto di due anni di lavoro molto intenso, per cui ci sarà molta attesa per quello, proprio in quel momento”.
Servizio di Pino Di Feo