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Il Castello di Rivoli a 40 anni: il presente e una nuova Ouverture

Il Castello di Rivoli a 40 anni: il presente e una nuova OuvertureTorino, 3 gen. (askanews) – A quarant’anni dalla sua inaugurazione, come primo museo di arte contemporanea in Italia, il Castello di Rivoli a Torino ripensa ai propri inizi con una mostra che è un omaggio alla propria prima esposizione, ma anche una riflessione fattiva su cosa significa essere oggi un museo del presente. “Ouverture 2024” è un grande progetto di riallestimento della collezione che vuole parlare delle opere e degli artisti, ma anche della stessa istituzione. “Vuole raccontare parzialmente la storia recente del museo – ha detto ad askanews Francesco Manacorda, direttore del Castello di Rivoli e co-curatore della mostra – ma più che altro, non soltanto la storia recente, vuole anche proiettarsi verso futuro e raccontare attraverso le opere degli artisti quale tipo di museo noi immaginiamo per l’oggi, quali immaginiamo per gli domani e quali momenti e quali riflessioni che l’arte contemporanea ci regala vogliamo portare di fronte agli occhi dei nostri visitatori”.


Quattro decenni dopo l’effettiva “Ouverture” del museo nel 1984, il progetto attuale non vuole rifare quella mostra, ma ispirarsi alle sue modalità, per rendere ancora più vivo il luogo, lo spazio di narrazione museale, che attraverso le opere e le stanze ripensa anche se stesso. “Abbiamo lavorato con gli artisti e gli artisti – ha aggiunto Marcella Beccaria, co-curatrice della mostra – li abbiamo invitati esattamente come ha fatto negli anni 80 Rudi Fuchs a venire al Castello, a fare sopralluoghi, in modo da trovare per ciascuna delle opere in collezione anche le condizioni espositive migliori. Ed è chiaramente un racconto che parla del presente, parla delle tante urgenze che connotano il mondo contemporaneo. Non è una mostra tema, abbiamo pensato che non fosse corretto stringerci in un unico tema, ma ci sono delle grandi tematiche che attraversano questi lavori e li mettono in comune”. Alcuni artisti, come Michelangelo Pistoletto, Richard Long o Sol LeWitt, sono presenti oggi come nel 1984, ma il riallestimento, concepito per sale che sono a loro volta delle piccole mostre personali o bipersonali, guarda con forza al presente, con gli occhi di artisti imprescindibili come Pierre Huyghe, Anne Imhof, Ed Atkins e soprattutto Hito Steyerl, che scavano dentro il nostro tempo e la sua disumanizzazione digitale, cercando il presente estremo.


“Per tornare al presente e per tornare secondo me anche al futuro – ha aggiunto Manacorda – bisogna veramente affidarsi alle mani e alle visioni degli artisti, quindi quello che il Castello ha sempre fatto e continua a fare è quello di seguire gli artisti in territori che sono ancora inesplorati. C’è un nucleo di opere per esempio che si occupa del digitale e di quello che vuol dire la rappresentazione del sé, sempre più complesso, frammentato tra il reale e il virtuale. In questo caso sono proprio gli artisti a darci degli strumenti critici per guardare a quelle che sono le macchine digitali, quello che è l’impatto che l’arte dell’intelligenza artificiale sta iniziando ad avere ma che nei prossimi anni sarà sempre più grande”. Quello che l’esposizione del Castello di Rivoli apre, insomma, è come una finestra polifonica su ciò che non sappiamo e su ciò che potremmo essere. Un viaggio incerto e interessante, come il percorso dentro la tela jeans mobile di una grande installazione di Paola Pivi. Ognuno arriverà all’uscita con il proprio passo. (Leonardo Merlini)

Peggy Guggenheim, nel 2024 oltre 388mila ingressi, 1240 al giorno

Peggy Guggenheim, nel 2024 oltre 388mila ingressi, 1240 al giornoMilano, 2 gen. (askanews) – Il 2024 della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia si chiude con “un risultato eccellente”: oltre 388.000 ingressi durante i 313 giorni di apertura, con una media giornaliera di 1.240 ospiti. Nel complesso si registra un +2,5% rispetto al 2023. A questa cifra, composta da un pubblico per il 75% proveniente dall’estero e un 25% nazionale, si aggiungono oltre 6.000 persone che hanno visitato la collezione in occasione di inaugurazioni, eventi istituzionali, corporate e privati, e oltre 10.000 partecipanti a Public Programs, Kids Day, programmi di accessibilità quali Doppio Senso e Io vado al museo, visite legate al progetto A scuola di Guggenheim, che ha visto quest’anno l’adesione di 230 scuole di ogni ordine e grado su tutto il territorio del Veneto, con oltre 7.280 studenti e studentesse.


“Siamo decisamente soddisfatti dei risultati ottenuti in questo 2024 che si è appena concluso – ha affermato la direttrice Karole P. B. Vail -. In un anno che ha visto Venezia ospitare la Biennale Arte, nonché importanti rassegne d’arte organizzate dalle varie istituzioni cittadine, il nostro museo ha registrato un eccellente numero di visitatori, che è andato oltre le aspettative. Siamo entusiasti di come critica e pubblico abbiano accolto l’omaggio dedicato a Jean Cocteau, mostra ripresa più volte dal New York Times che l’ha inserita tra le esposizioni da non perdere a Venezia durante la Biennale, e ora il meritato tributo a Marina Apollonio. Siamo oggi già al lavoro sul programma espositivo dell’anno, che vedrà Maria Helena Vieira da Silva e Lucio Fontana al centro di due grandi monografiche in apertura rispettivamente ad aprile e ottobre. Non mancheranno naturalmente attività collaterali gratuite, Public Programs, progetti di accessibilità e inclusività, per ogni tipo di pubblico e per i nostri sostenitori”. E se la mostra Marina Apollonio. Oltre il cerchio, che rimarrà aperta fino al 3 marzo, ha già registrato dalla sua apertura il 12 ottobre oltre 75.000 presenze, c’è già grande attesa per la personale dedicata a Maria Helena Vieira da Silva, Maria Helena Vieira da Silva. Anatomia di uno spazio, in apertura il 12 aprile. Attraverso una selezione di circa settanta opere, provenienti da prestigiose realtà museali internazionali, tra cui Centre Georges Pompidou, Parigi, Solomon R. Guggenheim Museum, New York, Tate Modern, Londra, nonché importanti gallerie, tra cui Jeanne Bucher Jaeger, Parigi, e collezioni private, la mostra offre uno sguardo approfondito sull’evoluzione del linguaggio visivo di Vieira da Silva, artista portoghese naturalizzata francese, mettendo in luce la sua capacità di trasformare lo spazio pittorico in ambienti astratti e illusioni ottiche. Seguirà in autunno un prezioso omaggio a Lucio Fontana, Mani-fattura: le ceramiche di Lucio Fontana, prima mostra mai realizzata in un museo ad essere esclusivamente dedicata alle opere in ceramica di Fontana, testimonianza unica ed eccezionale della portata dell’immaginazione e della complessità dell’artista come scultore.

Arte contemporanea ed entertaiment, l’Euphoria del possibile

Arte contemporanea ed entertaiment, l’Euphoria del possibileRoma, 31 dic. (askanews) – Una mostra che ha l’ambizione di unire l’arte contemporanea e il grande pubblico. “Euphoria – Art is in the Air” che il Balloon Museum ha portato a La Nuvola a Roma rappresenta un modo diverso, sicuramente giocoso e mainstream, ma colto e tutt’altro che semplicistico, di portare i lavori di grandi artisti a essere fruibili a tutti, oltre i tradizionali steccati, magari invisibili ma indiscutibili, che vengo frapposti, a volte pure da noi stessi come spettatori. Il tema della mostra sono opere legate al concetto di gonfiabile e, stanza dopo stanza, le scoperte sono divertenti, sorprendenti, profondamente legate alla natura del contemporaneo.


“Il gonfiabile – ha spiegato ad askanews il curatore Valentino Catricalà – è un qualcosa che noi associamo a bambini, ai ragazzi, a qualcosa di giocoso, quando in realtà è uno dei media più utilizzati dagli artisti dagli anni 2000 in poi, proprio perché rappresenta questa esplosione di un certa tipo di economia, e di economia anche dell’arte, legata a grandi installazioni: gli artisti hanno cercato di riflettere sulla nostra società e sullo sviluppo del nostro capitalismo attraverso il medium più rappresentativo, cioè il gonfiabile. E questa mostra cerca proprio di entrare nel vivo di questa relazione. E cioè una mostra che vede nel gonfiabile un punto di riflessione sulla nostra società, ma allo stesso tempo anche un qualcosa per il grande pubblico che può giocare e riflettere sulla complessità che noi stiamo vivendo oggi”. Le installazioni sono venti e ci sono sia artisti specializzati nella “Inflatable Art”, sia nomi cruciali della scena del contemporaneo, come Phlippe Parreno, che in due delle prime sale del percorso costruisce un sentimento poetico lieve, ma profondissimo, e ci riporta al nostro modo di stare dentro lo spazio come spazio di percezione e consapevolezza. Oppure come Martin Creed, che letteralmente chiama i visitatori a entrare in una casa satura di palloncini azzurri, con la conseguente perdita di riferimenti e una sorta di esplorazione di un ignoto monocromo e apparentemente familiare. O ancora Carsten Höller, che ha portato a Roma un grande muro di luci pulsanti. “Se stai davanti all’opera con gli occhi chiusi – ci ha detto l’artista – è incredibile: si visualizzano queste campiture di colore e anche a livello di suoni si crea una sorta di esperienza visionaria. Se si resta per un po’ di tempo, poi tutto cambia”.


Il cambiamento è un’altra delle parole chiave del progetto, ogni sala ha colori diversi e suscita sensazioni diverse. È chiaro che alcuni elementi essenziali della mostra sono presi dalla grammatica dell’entertainment di massa, ma è altrettanto evidente che le installazioni funzionano anche a un altro livello, che spesso ha a che fare con il confronto con sensazioni di incertezza e di disagio. E anche la grande piscina di palline rosse di Hyperstudio, dove i bambini nuotano e giocano, è un luogo dove le percezioni sono costrette a cambiare in modo non scontato, così come accade tra le lampadine di Rafael Lozano-Hemmer, che sono sì un meraviglioso panorama notturno o intergalattico, ma che vibrano del nostro stesso battito cardiaco, dall’interno. E’ una mostra spettacolo, ovvio, ci sono le bolle di sapone e i giochi coloratissimi, ma l’euforia che si genera è fatta anche di pensiero. “L’arte e l’intrattenimento – ci ha detto ancora Höller – hanno tra loro una relazione di amore-odio, un rapporto difficile, spesso non vanno insieme, ma quando lo fanno in un certo modo si svela un potenziale enorme”. Che è quello su cui hanno puntato i promotori del progetto itinerante di Balloon Museum. “Balloon Museum – ci ha spiegato Roberto Fantauzzi, presidente di Lux Entertainment SPA – è un progetto che è nato a Roma tre anni fa, ma che è esploso adesso in tutto il mondo, un vero fenomeno globale. Siamo in America, in Asia e in Europa. Siamo tornati a Roma dopo tre anni con una nuova mostra, perché adesso abbiamo quattro mostre, venti artisti diversi per ogni mostra, ma un unico comune denominatore: arte gonfiabile e interattiva per famiglie e bambini”.


E forse l’immagine giusta per chiudere questo racconto sono i palloncini vorticanti di “Invisible Ballet” di Hyperstudio: un ambiente dove l’euforia sembra manifestarsi fisicamente, ma nel quale, al tempo stesso, abbiamo perso il controllo della situazione e siamo in balia dell’arte. (Leonardo Merlini)

Chiude a Montesacro la libreria Bookish, ma lavoro prosegue

Chiude a Montesacro la libreria Bookish, ma lavoro prosegueRoma, 31 dic. (askanews) – Giorgia Sallusti, punto di riferimento per gli appassionati letterari del Giappone e non solo, chiude la sua libreria Bookish, a Montesacro. Ma le attività della libreria in qualche modo proseguono. La stessa Sallusti lo spiega in una lettera aperta.


È dunque arrivato quel momento, scrive: Bookish libreria chiude, Bookish si trasforma. Sono passati dieci anni da quando la vostra affezionata libraia ha montato gli scaffali, dipinto l’insegna e finalmente ha aperto le sue porte: in tutto questo tempo, voi lettrici e lettori siete stati la spinta vitale che ha fatto di Bookish la libreria accogliente che è stata.


Adesso però è il momento di cambiare: io stessa ho scritto, tradotto, raccontato libri in giro per l’Italia nei mesi e negli anni passati, e lo farò ancora in futuro. E siccome Bookish ha bisogno di una cura e delle attenzioni che io non riesco più a dare, e siccome ancora ahimè non ho il potere della duplicazione come Naruto, allora trovo necessario chiudere queste piccole porte di legno che ho attraversato ogni mattina. In questi dieci anni Bookish è stata un salotto accogliente per chiunque volesse chiacchierare di libri e non solo; è stata parte di una rete culturale e solidale sul territorio, che certamente non muore qui; si è fatta portavoce di lotte femministe, di inclusione, di amore per le diversità e le voci del mondo.


Ha portato avanti un gruppo di lettura, ha portato i libri in giro per tutto il municipio, ha fatto incominciare a leggere chi nemmeno ci pensava. Soprattutto, per me, è stata un modo per conoscervi, per accogliere i vostri consigli e le vostre impressioni, per crescere come libraia e come lettrice, e di questo vi sono grata.


Grazie a tutte le persone che sono passate almeno una volta, ma qui voglio ringraziare in special modo e con tutto il cuore le persone che ci son state fin dall’inizio e che non hanno mai smesso di considerare Bookish la propria casa. È stato faticoso, ma di grande soddisfazione. Sono stata una libraia solitaria, qui da Bookish, ma circondata da tanto affetto, il vostro. Ma non disperate! Bookish non muore mica qui, e continua in altri progetti, eccoveli: The bookish bookclub: il gruppo di lettura di Bookish, coordinato da Carla Gambale, resta saldo al suo posto una volta al mese, e nei suoi canali discord e telegram. La selezione di Bookish sulla letteratura orientale sarà ospitata in un piccolo spazio dedicato in un’altra libreria amica, Sinestetica, a viale tirreno 70. Questo perché puoi togliere una libraia da una libreria, ma non puoi togliere la libreria da una libraia. O qualcosa del genere. La libraia stessa la trovate di tanto in tanto da Sinestetica a far cose o a chiacchierare col libraio. Le pagine social resteranno attive per continuare a consigliarvi tutti i libri belli che arrivano sugli scaffali delle librerie. Nei Japan Days del Mercatino giapponese troverete sempre lo stand con la selezione di Bookish sulla letteratura giapponese. E quindi: Bookish resta aperta dal 7 gennaio al 7 febbraio, periodo in cui potrete venire a comprare tutti i libri che sono qui sugli scaffali, molti in sconto.

Intesa Sp, 750 mila visitatori nei suoi musei nel 2024

Intesa Sp, 750 mila visitatori nei suoi musei nel 2024Roma, 30 dic. (askanews) – Nel 2024 sono stati 750 mila i visitatori delle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, i quattro musei a Milano, Napoli, Torino e Vicenza, che nascono dalla trasformazione di palazzi storici di proprietà della Banca precedentemente adibiti a sedi di lavoro: grazie a imponenti interventi di ristrutturazione architettonica, tali edifici di pregio sono diventati luoghi dedicati all’arte e alla cultura per l’esposizione di parte delle oltre 35 mila opere d’arte di cui 3.500 di particolare pregio della collezione di Intesa Sanpaolo.Di questi, 100 mila sono stati studenti di scuole di ogni ordine e grado, per i quali le attività sono gratuite.


L’attività svolta nell’ambito del Progetto Cultura, piano pluriennale di iniziative nato per volontà dell’attuale Presidente Emerito Giovanni Bazoli, ha visto la realizzazione di dodici grandi mostre, 60 incontri collaterali e numerose partnership con istituzioni culturali italiane e straniere. L’impegno verso l’arte e la cultura, diventato negli anni un valore identitario e tratto distintivo del Gruppo guidato da Carlo Messina, è parte di un imponente programma che destina 1,5 miliardi di euro per interventi per l’Italia entro il 2027. Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni storici Intesa Sanpaolo e Direttore Generale delle Gallerie d’Italia ha affermato: “L’anno che si conclude è stato un anno di risultati oltre gli obiettivi e le aspettative. Non mi riferisco solo ai grandi progetti espositivi realizzati nelle quattro Gallerie d’Italia, sempre originali, frutto di ricerca e di relazione con importanti istituzioni, ma penso anche al numero crescente di visitatori e alle attività fatte con le scuole e i pubblici fragili, componente identitaria del Progetto Cultura di Intesa Sanpaolo. La principale soddisfazione è la forte considerazione con cui le Gallerie d’Italia sono conosciute e riconosciute, come luoghi che appartengono alle rispettive comunità, portando contributi che qualificano la proposta culturale delle città e delle piazze che le ospitano. è importante sottolineare anche l’ampiezza delle iniziative dedicate alle nostre collezioni d’arte in altre sedi in Italia e all’estero, grazie a un lavoro condiviso con altre realtà che pone la Banca tra i principali interlocutori europei nel difendere e diffondere il patrimonio culturale nazionale”.

Sinner, Meloni e Trump sono i più ricercati sul sito della Treccani

Sinner, Meloni e Trump sono i più ricercati sul sito della TreccaniRoma, 30 dic. (askanews) – Il tennista italiano più forte del mondo Jannik Sinner, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il neoeletto presidente americano Donald Trump: sono questi i tre personaggi che compongono il podio dei più ricercati nel corso del 2024 sul portale treccani.it, che vanta oltre un milione di pagine visitate al giorno.


È Jannik Sinner, e non poteva essere altrimenti considerati gli straordinari successi conseguiti da questo campione, il più ricercato nel 2024: espressione di “puro tennis”, “predestinato a dominare il prossimo decennio”, protagonista di un “tennis di altissimo livello”. Un successo che, secondo la Treccani “ha messo Sinner sotto i riflettori sin da quando era un teenager e ciò, in un Paese come l’Italia, significa caricarlo di pressioni e aspettative per poi tentare di abbatterlo al primo sbaglio o alla prima scelta non condivisa”. A poca distanza, sul podio dei più cliccati sul portale treccani.it, Giorgia Meloni, prima donna nella storia repubblicana ad assumere la carica di presidente del Consiglio dei ministri. Come ricorda la Treccani, Giorgia Meloni è “interessata alla politica sin dall’adolescenza e nel 1996 ha iniziato la militanza in Alleanza nazionale come responsabile del movimento studentesco… nel 2012 ha fondato insieme a Ignazio La Russa e Guido Crosetto il partito Fratelli d’Italia – Centrodestra Nazionale (dal 2014 Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale e dal 2017 Fratelli d’Italia)”, che alle elezioni politiche del 2022 ha avuto uno straordinario successo, affermandosi come primo nel Paese con circa il 26% dei consensi e ottenendo, con la coalizione di centro-destra, con Forza Italia, Lega, Noi moderati circa il 44% dei voti, la maggioranza assoluta in Parlamento.


Terza posizione per Donald Trump, il neoeletto presidente degli Stati Uniti, che non ha mai smesso di attirare l’attenzione del pubblico e ha dato origine alla voce trumpismo, registrata a tempo di record dal Vocabolario Treccani. A seguire nella speciale classifica dei 10 più ricercati del portale treccani.it Yulia Navalnaya, vedova dell’attivista politico russo Aleksei Navalny, perseguitato e deceduto a Kharp nel febbraio di quest’anno; Angelina Mango vincitrice dell’ultima edizione di Sanremo; Ahoo Daryaei, la studentessa iraniana divenuta celebre per essersi fatta fotografare parzialmente svestita scatenando la repressione del regime; Kate Middleton, moglie dell’erede al trono britannico William; Elon Musk, alla guida della Tesla e di X; la scrittrice sudcoreana Han Kang, premio Nobel per la letteratura e Maura Delpero, la regista Leone d’Argento 2024, in lizza per l’Oscar come miglior film straniero.

Al Museo di Tel Aviv le opere escono dai bunker per tornare esposte

Al Museo di Tel Aviv le opere escono dai bunker per tornare esposteTel Aviv, 27 dic. (askanews) – “E’ un momento molto emozionante per noi, siamo nella sala della collezione di arte moderna del Museo di Tel Aviv, rivedere tutte queste opere esposte che tornano al loro posto dopo più di un anno che erano nel bunker del museo messe in salvo e in sicurezza dal pericolo dei missili è molto importante, così come renderle visibili e accessibili al pubblico”.


Lior Misano, assistente della Direttrice del Tel Aviv Museum of Art, racconta così con emozione la riapertura delle sale delle collezioni di arte moderna, con le opere di Klimt, Picasso, Dalì, Magritte, Ernst e Kandinsky solo per citare alcuni degli eccezionali artisti esposti. Le sale di arte moderna erano rimaste vuote dopo l’inizio degli attacchi missilistici alle città israeliane, con i capolavori spostati fisicamente dagli stessi dipendenti del museo nei bunker deposito appositamente predisposti. Ora l’arte torna a mostrare forte il suo messaggio, e lo fa anche con una mostra denominata I don’t want to forget nella quale un gruppo di artisti israeliani sono stati chiamati a catturare l’evoluzione della memoria dei tragici eventi del 7 ottobre. Con una domanda di fondo: che potere può avere l’arte in tempi di crisi? .

Treccani presenta podcast natalizio: “TreCcose sul Natale”

Treccani presenta podcast natalizio: “TreCcose sul Natale”Milano, 23 dic. (askanews) – La Treccani presenta un podcast natalizio per approfondire il tema del presepe. Si chiama “TreCcose sul Natale” e vede una riflessione di Don Luigi Maria Epicoco, autore di successo, sulle tre figure iconiche della Natività: Maria, Giuseppe e il bambino.


Il podcast, ideato assieme a Nico Spuntoni e condotto con Ilaria Bianchi, è prodotto da Edulia dal Sapere Treccani ed è disponibile gratuitamente su tutte le principali piattaforme di streaming. Maria è la protagonista del primo episodio, intitolato Madre, dove si esplora il valore della maternità e del suo amore incondizionato, anche di fronte alle difficoltà più ardue. Nel secondo episodio, Padre, Giuseppe rappresenta l’umiltà e la solidità di un genitore che, senza prevaricare, guida con discrezione e fiducia.


Infine, Figlio, l’episodio conclusivo, ci parla della libertà e delle incomprensioni che ogni genitore e figlio attraversano, riflettendo anche sulla dimensione umana della Sacra Famiglia

La Villa Romana di Positano si racconta in podcast e con un’app

La Villa Romana di Positano si racconta in podcast e con un’appMilano, 23 dic. (askanews) – Sono stati presentati in anteprima a Positano dal Sindaco Giuseppe Guida la serie podcast e la webapp che completano il progetto multidisciplinare ‘La Villa Romana si racconta’, con la curatela scientifica di Laura Valente, vincitore del bando del Ministero dell’Interno per borghi d’arte. Nell’occasione è stato donato ai bambini di Positano il fumetto ‘Isadora’ primo degli strumenti di comunicazione compresi nel progetto insieme al Premio internazionale ‘Comunicare l’Archeologia’. E il tutto rende la meravigliosa villa particolarmente vicina, anche per gli italiani che si trovano all’estero.


‘Alla vigilia dei nuovi scavi che nel 2025 ci sveleranno altre meraviglie, il nostro obiettivo è rafforzare sempre più l’identità di ‘città archeologica’ di Positano con la sua straordinaria Villa Romana con affreschi in IV stile e resti medievali soprastanti, già valorizzata da un mirabile restauro. Il sito è inserito nel percorso del Museo Archeologico Romano gestito dal Comune di Positano, in stretta collaborazione con la Soprintendenza ABAP di Salerno. E’ fondamentale coinvolgere in questo ambizioso progetto i ragazzi di Positano trasmettendo loro l’orgoglio per la nostra terra e la nostra identità. Sono loro i cittadini del futuro, i migliori testimonial della nostra cultura nel mondo’ ricorda il sindaco Guida. Il podcast “Positano, la Villa Romana si racconta”, online da oggi sulle piattaforme Spotify e Loquis con la prima delle sei puntate previste, è un viaggio insolito alla scoperta di questo straordinario gioiello archeologico e delle storie che custodisce. Il percorso narrativo costruito dall’autrice, la giornalista e podcaster Daniela Sari, comincia da un calendario magico: le pagine danzano, scivolano, volteggiano facendo scorrere i secoli e trascinando tutto con sé. ‘È la macchina del tempo che, tra parole e musica, condurrà chi ascolta, ogni volta, dentro una nuova avventura: potrà non solo esplorare le meraviglie che il sito custodisce, ma partecipare alla loro creazione, incontrare i protagonisti, vivere in prima persone le mille storie che la Villa ha da raccontare’ spiega Daniela Sari. Il viaggio tra le epoche, scandito dalle intriganti elaborazioni sonore di Emanuele Pusceddu, intreccia fonti antiche e studi storici, ipotesi e leggende, vecchie cronache e un tocco di poesia. Scorrono così, nell’ascolto, le sorprese degli scavi borbonici, gli splendori della società romana, l’eruzione del Vesuvio, gli studi moderni, il restauro, la Positano della danza, le suggestioni preziose del Museo MAR. Guida d’eccezione è il liberto Posides, interpretato, insieme ad altri personaggi che costellano la narrazione, dalla voce intensa dell’attore Emilio Puggioni. Il personaggio di Posides, che appare anche nel fumetto, è ispirato alla figura storica di Posides Claudi Caesaris, eunuco di origine greca, gladiatore ed esperto architetto,fu reso liberto dell’Imperatore Claudio ed è citato da varie fonti antiche (Svetonio, Plinio il Vecchio, Giovenale). La serie podcast è prodotta da Casa del Contemporaneo- Centro di Produzione Teatrale.


Attiva a febbraio 2025 sarà l’innovativa webapp immersiva per la Villa Romana di Positano. Offrirà un’esperienza unica grazie a una mappa interattiva, un tour a 360°, approfondimenti audio sui punti di interesse e curiosità che arricchiscono la visita virtuale. Un viaggio coinvolgente alla scoperta della storia e dei dettagli nascosti di questo gioiello archeologico. Direzione Creativa: Francesca Pavese con Vito Della Speranza (Sintesi Studio); UX / UI Direction: Vittorio Borgia. Produzione Tour 360°: Marco Bizzarro, Lidia Bizzarro. Lo Sviluppo Software di Giuseppe Ferrandino, le fotografi sono di: Vito Fusco. Il Sindaco di Positano ha ufficialmente annunciato che le date della terza edizione di Comunicare l’Archeologia, appuntamento dallo scorso anno ampliato anche con le nuove sezioni Arte, Architettura, Audiovisivi: la cerimonia si terrà il 6 settembre all’interno della programmazione del Premio Massine, Positano Premia la Danza, il riconoscimento più antico al mondo nel suo genere. E proprio per esaltare la doppia anima di Positano, tra danza e archeologia , è nato il personaggio di Isadora, protagonista del fumetto donato ai bambini di Positano: e sarà la ballerina che viene dal passato, ma che rappresenta il talento dei giovani di oggi, ad accompagnare i visitatori anche sulla piattaforma digitale.


Il fumetto ‘Isadora’, a cura di Laura Valente è stato realizzato dalla scuola Italiana di Comix, in italiano e in inglese. La protagonista deve il suo nome ad una della pioniere della danza contemporanea, Isadora Duncan. Autrici sono Chiara Macor e Fabiana Fiengo, due giovani talenti italiani cresciuti nella Scuola Italiana di Comix di Mario Punzo. Di Posides ciò che sappiamo è che si era distinto nella carriera militare, conquistando fama e ricchezza. Edificò numerose ville e terme nell’area del golfo di Pozzuoli e in generale nella zona costiera della Campania. La città di Positano deve forse il suo nome proprio a lui Le sontuose origini


I ricchi romani già nel I sec. a.C. avevano scelto le coste del Golfo di Napoli e della Penisola Sorrentina per edificarvi lussuose residenze, raggiungibili dal mare per dedicarsi esclusivamente all’otium. La Villa Romana di Positano è risalente alla prima età imperiale. La sua storia è ferma all’eruzione che distrusse Pompei nel 79 d.C. e conferma che anche la costa d’Amalfi fu danneggiata. A quel tempo nel ricco complesso residenziale che aveva più piani e degradava verso il mare con rampe e terrazze, era in corso un restauro per sanare i danni del terremoto del 63 d.C. e forse anche in vista di un passaggio di proprietà. Positano dista in linea d’aria solo 20 km dal cratere del Vesuvio e la colonna eruttiva salì per oltre 20 km nell’atmosfera per ricadere poi verso sud. La villa, costruita sull’antico arenile, fu quindi investita da cenere e da una pioggia di pomici dello spessore di due metri, che dai tetti spioventi del triclinio scivolarono verso i giardini. Le strutture collassarono, infine tutto fu travolto da piogge alluvionali e da una colata di fango che si trasformò poi in un materiale durissimo. Fu Karl Weber nel 1758 a descrivere per la prima volta la villa, in seguito Matteo della Corte ipotizzò che questa potesse essere la dimora di Posides Claudi Caesaris, liberto dell’imperatore Claudio, noto per essere attivo proprio nella costruzione di residenze di lusso. La villa si trova sotto l’oratorio della Chiesa di SS. Maria Assunta, la sua riscoperta è avvenuta nel 2003 durante alcuni lavori edili. Il MAR-Museo Archeologico Romano di Positano è frutto oggi della collaborazione tra istituzioni (Soprintendenza ABAP di Salerno, Comune, Curia Vescovile) e rende fruibile i risultati di due successive campagne di scavo (2004/2006 e 2015/2016). Sono stati portati alla luce, a dieci metri di profondità, un settore della sfarzosa residenza con il suo triclinium (una sala da pranzo che attraverso un peristilio porticato si apriva direttamente sulla baia), la pavimentazione musiva e le pitture parietali di IV stile pompeiano. Quella che si presenta agli occhi dei visitatori contemporanei è una autentica meraviglia, esaltata da una eccezionale opera di restauro. Sulla parte bassa affrescata, a fondo rosso, ecco un’edicola con tetto a conchiglia, delfini, pantere, un grifo e un pegaso alato. Nella zona mediana si possono ammirare pannelli di colore giallo ornati da ghirlande, scorci architettonici, scene mitologiche come quella con il centauro Chirone che impartisce lezioni di musica ad Achille. In alto, nell’affresco sulla parete nord, un tendaggio verde, mostri marini, delfini e amorini. Ad est la veduta di un palazzo su tre livelli con una porta d’ingresso in legno, un balcone e un ampio loggiato sostenuti da colonne istoriate. Scoperto in questa zona anche un armadio blindato in legno e ferro, contenente recipienti in bronzo ed oggetti legati al simposio, che oggi sono esposti nell’area museale. Nuovi scavi sono stati recentemente finanziati dal MiC.

Teatro, il 28 dicembre va in scena ad Agrigento “Ciascuno a suo modo”

Teatro, il 28 dicembre va in scena ad Agrigento “Ciascuno a suo modo”Roma, 23 dic. (askanews) – “Lo spettatore dovrebbe essere partecipe come se fosse sul palco, sempre in allerta, come se da un momento all’altro dovesse essere chiamato in causa, deve sentire qualcosa di vivo scivolare dal palco al suo luogo protetto, è un legame erotico, vitale, a tratti inopportuno”. Le parole di Liv Ferracchiati raccontano il suo lavoro drammaturgico sul testo originario di Luigi Pirandello. “Ciascuno a suo modo. O la realtà che quasi non esiste” è il lavoro su cui il giovane e pluripremiato drammaturgo si è messo in gioco su invito di “Oltre le parole”, collettivo teatrale guidato dal direttore artistico Pascal La Delfa e che ha coinvolto sei compagnie teatrali italiane in sei regioni diverse. Conclude il percorso nazionale, iniziato a ottobre, la tappa di Agrigento, con la messa in scena della compagnia “I vetri Blu” diretta dalla regista favarese Ilenia Costanza.


“Nel tempo dei like facili e delle certezze prêt à porter, il testo di Pirandello appare oggi più che mai attuale e visionario: costringere lo spettatore a spostare il punto di osservazione; guardare la realtà diventa “come guardare le varie sfumature di un prisma” racconta il regista Pascal La Delfa. Il 28 dicembre il lavoro, con tutta la sua potenza, arriva nella città siciliana patria di Pirandello, e andrà in scena presso “Le fabbriche” (Fondazione Orestiadi), al centro della città, in linea con la precisa scelta del direttore artistico di utilizzare sempre spazi scenici “non canonici” per coinvolgere “anche il pubblico che non va a teatro”. Scritto e rappresentato esattamente cento anni fa, “Ciascuno a suo modo” è uno dei testi più significativi della poetica di Pirandello, da lui stesso definito il suo scritto più “ingarbugliato”, tanto che nel tempo è diventata una delle opere meno rappresentate del grande siciliano. Ferracchiati si lascia ispirare e cerca di districare la matassa, si muove a passi lievi sul testo originario. La messa in scena viene impreziosita dal cameo di Gianfranco Jannuzzo che arricchisce con la sua voce fuori campo la performance degli artisti Ilaria Bordenca, Romina Caruana, Enzo Piscopo, Stefano Trizzino: volti noti al pubblico teatrale, cinematografico e televisivo, e che per l’occasione tornano tutti insieme nella propria terra di origine dalle varie performance che li vedono spesso protagonisti sugli schermi e i palchi del resto d’Italia. La musica di Loren Vetro e la voce fuori campo di Marta Iacopini completano il ricco e variegato cast. Ma non è tutto: prima della pièce teatrale, “Le fabbriche” (meraviglioso spazio diretto dallo scrittore e critico cinematografico Beniamino Biondi), ospiteranno una sessione di lettura, ma di una lettura particolare, che ancora fa incontrare con potenza le ragioni degli altri: su ispirazione delle human library nate in Danimarca un quarto di secolo fa, chi arriva potrà scegliere un ‘libro vivente’ : ovvero cittadini locali, noti e meno noti, che racconteranno le proprie storie in un rapporto diretto ed esclusivo per uno spettatore/ascoltatore alla volta.


Un itinerario artistico completo, dunque, dove il gioco del teatro svolge il suo ruolo di relazione, di messa a fuoco di desideri, bisogni, paure, e dove la narrazione è rispecchiamento, caduta degli stereotipi, possibilità di pensarsi insieme. Per Pascal La Delfa, direttore artistico del progetto, siciliano di origine ma residente da anni a Roma, “il teatro è collettore di comunità e il progetto nasce dalla necessità e dalla bellezza di ri-portare il teatro in mezzo alle persone: la cultura come strumento di confronto con le parti più profonde di noi. Pirandello è più vivo e attuale che mai, e siamo lieti e orgogliosi di rendergli omaggio nella sua città, coinvolgendo artisti e spettatori locali in un progetto di respiro internazionale”.