Passa al contenuto principale
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

Commissione Ue: eurobond rafforzano ruolo internazionale euro

Commissione Ue: eurobond rafforzano ruolo internazionale euro

Bruxelles, 16 feb. (askanews) – La Commissione europea ha presentato ai ministri finanziari dell’Eurogruppo, oggi a Bruxelles, una nota di 30 pagine dal titolo ‘Strengthening the role of the euro’ in cui, tra le altre proposte, la continuazione delle emissioni di debito da parte dell’Ue (ovvero gli eurobond) viene chiaramente prospettata come uno fattore essenziale per creare un ‘asset sicuro’ denominato in euro, che attrarrebbe sicuramente gli investitori internazionali, anche considerando l’instabilità geopolitica crescente.

Nella nota si analizzano tutti i fattori che possono contribuire a rafforzare il ruolo internazionale dell’euro, si propongono diverse iniziative in questo senso e si chiede ai ministri se concordano con la valutazione della Commissione, quali azioni considerino più rilevanti e quali andrebbero realizzate in priorità.

Per l’Esecutivo comunitario, occorre in particolare procedere con l’attuazione dell’euro digitale; mappare le dipendenze dell’Ue rispetto ai paesi terzi nel settore finanziario; accelerare i lavori per rendere i sistemi di pagamento dell’Ue più autonomi (rispetto alla situazione attuale in cui il mercato è dominato dalle americane Visa, MasterCard e American Express),; promuovere l’uso dell’euro nelle transazioni internazioanali (in particolare riguardo agli approvvigionamenti nei settori chiave dell’energia, delle materie prime e della difesa) e rafforzare il ruolo dell’euro negli appalti, nella fatturazione, nella determinazione dei prezzi e nei pagamenti; infine, indica la Commissione, bisognerebbe ‘continuare le emissioni di debito dell’Ue per finanziare congiuntamente progetti comuni con un chiaro valore aggiunto europeo’.

Su quest’ultimo punto, il documento dell’Esecutivo comunitario nota che ‘negli ultimi anni le obbligazioni dell’Ue si sono affermate come un asset liquido e sicuro e come un’opportunità per investire nell’euro, con un chiaro interesse da parte degli investitori internazionali’, e perciò ‘è fondamentale sviluppare ulteriormente questo mercato’.

E tra le ‘potenziali azioni aggiuntive’ sottoposte ai ministri finanziari dell’Eurozona, la Commissione insiste sulla necessità di ‘continuare l’emissione di obbligazioni dell’Ue per finanziare congiuntamente progetti comuni con un chiaro valore aggiunto europeo’.

Nel testo, si afferma che ‘il ruolo internazionale dell’euro è il risultato di solidi fondamentali economici, decisioni politiche e potenti effetti di rete’. E si spiega che ‘i fondamentali economici essenziali, come le dimensioni e il vantaggio competitivo dell’economia emittente, il suo ruolo nel commercio globale, il suo bacino di asset sicuri e, più in generale, le dimensioni, la profondità, la liquidità e la sicurezza dei suoi mercati finanziari, costituiscono la base materiale per lo status internazionale di una valuta’.

La nota rileva che ‘secondo i calcoli del Fmi, si stima che circa la metà delle attività e passività esterne globali sia denominata in dollari statunitensi. L’euro si colloca al secondo posto, con circa il 20% delle attività e passività esterne globali’ denominate nella moneta unica europea.

‘Negli ultimi anni – ricorda la Commissione -, l’Ue stessa ha aumentato la disponibilità di asset sicuri e liquidi denominati in euro. Tra i principali programmi di politiche attualmente finanziati da obbligazioni dell’Ue figurano ‘NextGenerationEU’, i programmi di sostegno finanziario all’Ucraina e ad altri paesi del vicinato, il nuovo strumento Safe (‘Security Action for Europe’) dell’Ue e, più recentemente, la decisione di prestare 90 miliardi di euro all’Ucraina’. Da gennaio 2023, tutte le emissioni dell’Unione per i diversi programmi sono consolidate sotto un unico ombrello obbligazionario, ‘l’approccio di finanziamento unificato dell’Ue’. L’istituzione dell’approccio di finanziamento unificato, afferma la Commissione, ‘ha rappresentato un passo importante nello sviluppo dell’Ue come emittente di asset sicurii, ingenti e liquidi. Dal 2020, l’UE è diventata il terzo emittente di debito pubblico con rating AAA a livello mondiale’.

La nota rileva ancora che ‘si prevede che la combinazione di mandati nuovi ed esistenti per l’emissione di debito, che continuerà nel prossimo Quadro finanziario pluriennale’ dell’Ue (Qfp) per il periodo 2028-2034, ‘sosterrà una presenza forte e regolare dell’Ue sui mercati dei capitali’.

In particolare, ‘la proposta di Qfp 2028-2034 include diversi programmi che si baserebbero su nuove emissioni di debito per finanziare prestiti sia agli Stati membri dell’Ue che ai paesi partner: 1) fino a 150 miliardi di euro di prestiti strategici nell’ambito dei Programmi di Partenariato Nazionale e Regionale per finanziare ulteriori riforme e investimenti; 2) la componente prestiti del sostegno fino a 100 miliardi di euro (sotto forma di prestiti e sovvenzioni) all’Ucraina; 3) l’assistenza macrofinanziaria nell’ambito dell”Europa globale”.

Inoltre, ricorda ancora la Commissione, è stato proposto ‘un nuovo meccanismo straordinario e temporaneo per rispondere alle conseguenze di gravi crisi, gravi difficoltà o gravi minacce che colpiscano l’Unione o i suoi Stati membri. Questo strumento straordinario di crisi, se attivato, erogherà prestiti agli Stati membri garantiti da emissioni dell’Ue, esclusivamente per il periodo del prossimo bilancio a lungo termine, in caso di grave crisi’.

La Commissione propone inoltre ‘l’istituzione di un unico organismo emittente tra le istituzioni e gli organi sovranazionali dell’Ue’, che ‘comporterebbe emissioni più consistenti e liquide, a vantaggio del ruolo internazionale dell’euro. Oltre alle obbligazioni sicure e liquide dell’Ue, sia il Meccanismo europeo di stabilità (Mes, ndr) che il Fondo europeo di stabilità finanziaria emettono obbligazioni sui mercati dei capitali. Anche il Fondo di risoluzione unico ha la possibilità di contrarre prestiti, sebbene non lo abbia ancora fatto’.

Il Fondo di risoluzione unico, un ‘backstop’ concepito per intervenre in caso di crisi bancaria nell’Eurozona, è previsto dalla riforma del Mes che è bloccata, per ora, dalla mancata ratifica dell’Italia.

‘L’integrazione del Mes nel quadro giuridico dell’Unione e l’istituzione di un unico organismo emittente per le obbligazioni sovranazionali’ dell’Ue, sottolinea la Commissione, ‘ridurrebbero, tra l’altro, i costi amministrativi e contribuirebbero a rafforzare il ruolo internazionale dell’euro, offrendo titoli più consistenti e liquidi. Un tale approccio potrebbe facilitare l’inclusione delle emissioni’ in euro ‘nei principali indici sovrani, che fungono da benchmark per i grandi investitori istituzionali, e quindi aumentare la domanda strutturale di tali obbligazioni. Più in generale – ribadisce la nota -, continuare a emettere obbligazioni nell’Ue per finanziare congiuntamente progetti comuni con un chiaro valore aggiunto europeo sarebbe economicamente efficiente e rafforzerebbe ulteriormente il ruolo internazionale dell’euro’.

Nel 2018 e nel 2021 la Commissione, ricorda ancora la nota, aveva sottolineato ‘l’importanza dell’integrazione dell’Unione economica e monetaria, compreso il completamento dell’Unione bancaria e dell’Unione dei mercati dei capitali, nonché l’emissione di asset sicuri comuni dell’Ue, come mezzo per rafforzare il ruolo internazionale dell’euro’.

‘L’emissione di obbligazioni del ‘NextGenerationEU’ può essere considerata un importante sviluppo per quanto riguarda l’emissione di un asset sicuro comune dell’Ue, a dimostrazione dell’interesse degli investitori per tale prodotto finanziario’, conclude la Commissione che tuttavia non parla di ‘eurobond’, ma usa il termine ‘emissioni Ue’.

Inoltre, nella nota, l’Esecutivo comunitario non menziona mai la possibilità di un ‘roll-over’ delle obbligazioni che finanziano il Fondo per la ripresa e la resilienza post-Covid, ovvero il rimborso dei titoli alla scadenza mediante nuove emissioni di debito, come accade normalmente per il Tesoro nazionale di qualunque paese.

Loc

Assolombarda: con Olimpiadi e industria Pil Milano +1,7% nel 2026

Assolombarda: con Olimpiadi e industria Pil Milano +1,7% nel 2026

Milano, 16 feb. (askanews) – Milano è attesa accelerare nel 2026, con il Pil stimato in aumento del +1,7%, sostenuto dal rafforzamento dell’industria e dalla dinamicità dei servizi, grazie anche all’impulso delle Olimpiadi Milano Cortina. I Giochi genereranno sul territorio milanese una produzione complessiva stimata in circa 2,5 miliardi di euro, a cui corrisponde un valore aggiunto pari a 1,045 miliardi. Accanto ai segnali positivi – dall’aumento ancora sostenuto degli studenti internazionali, saliti a 20mila, alla crescita del turismo, che raggiunge il record di 8,7 milioni di arrivi – si confermano tuttavia alcune criticità persistenti, in particolare sul fronte dei talenti e dell’innovazione e si registra una flessione dei nuovi investimenti esteri, complice anche la complessità del contesto geopolitico internazionale.

Sono queste le principali evidenze dello studio realizzato da Assolombarda e Milano&Partners e presentato in occasione della quinta edizione di “Your Next Milano”, presso Casa Italia alla Triennale di Milano. Il rapporto, promosso annualmente per alimentare un confronto strutturato sulle performance della città nel contesto internazionale, restituisce l’immagine di una Milano con chiari punti di forza, ma chiamata a sciogliere nodi strategici che ne frenano il potenziale e, anche, per non disperdere l’opportunità rappresentata dal 2026. La sfida è trasformare la spinta delle Olimpiadi in un nuovo ciclo di crescita strutturale, capace di rafforzare competitività e attrattività nel medio-lungo periodo, capitalizzando la visibilità ottenuta, perseguendo un percorso di rigenerazione urbana coerente con gli investimenti realizzati, facendo leva sulle competenze attivate e sulle capacità organizzative acquisite.

“Milano sta vivendo una fase positiva: il Pil torna a crescere in maniera sostenuta con un +1,7% stimato nel 2026, i grandi eventi rafforzano la visibilità internazionale della città e il turismo continua a espandersi – ha dichiarato Alvise Biffi, Presidente di Assolombarda, a margine di una visita a Casa Italia -. Sono segnali incoraggianti che dimostrano la capacità di Milano di attrarre e generare valore. Oggi Milano è percepita prevalentemente come città di eventi, commercio e turismo: elementi sicuramente centrali nella crescita del territorio che devono valorizzare maggiormente lo spirito produttivo che ha sempre caratterizzato l’identità di Milano come ‘fabbrica di futuro’, promuovendo la storica vocazione industriale e manifatturiera che ne ha determinato il successo e rafforzando la capacità di attrarre investimenti e talenti”.

“I grandi eventi come le Olimpiadi rappresentano un acceleratore straordinario. La vera sfida è trasformare questa spinta in crescita strutturale, accelerando su innovazione, trasferimento tecnologico, disponibilità di capitali e competenze. In questa prospettiva, è necessario dotare Milano di strumenti adeguati alla sua dimensione internazionale, per semplificare i processi, rafforzare l’efficacia delle scelte e sostenere gli investimenti strategici. Il dibattito sulla legge speciale per Milano va nella giusta direzione: dobbiamo consolidare il posizionamento della città tra le grandi aree metropolitane europee più competitive e dinamiche” ha aggiunto.

Italia-Azerbaigian, sale l’interscambio, più opportunità per le imprese

Italia-Azerbaigian, sale l’interscambio, più opportunità per le imprese

Roma, 16 feb. (askanews) – Le opportunità che si aprono per le aziende di Italia e Azerbaigian su investimenti, cooperazione industriale, infrastrutture, sicurezza energetica e supporto all’internazionalizzazione, con Baku che valorizza il suo ruolo quale hub euroasiatico e Roma quello di porta di accesso al Mediterraneo e all’Europa. Sono stati alcuni dei temi toccati durante la conferenza inaugurale della Camera di Commercio Italo-Azerbaigiana, oggi a Roma con un incontro per fare il punto sui crescenti rapporti tra i due Paesi.

L’interscambio tra i due Paesi ha subito una impennata dal 2022, a seguito del forte aumento di importazioni italiane di energia. Secondo le stime di Unioncamere, basate sulle ultime informazioni congiunturali e le previsioni del Fondo monetario internazionale, l’interscambio Italia-Azerbaigian, dai 12,5 miliardi di dollari cui si era stabilizzato nel 2025, dovrebbe salire quest’anno a circa 13 miliardi e poi a 13,2 miliardi nel 2027 e nel 2028 e a 13,3 miliardi nel 2029.

Nel 2022 le importazioni dell’Italia dall’Azerbaigian avevano raggiunto 18,7 miliardi, per poi smorzarsi a 15,2 miliardi nel 2023, a 11,9 miliardi nel 2024 e stabilizzarsi a questo livello anche lo scorso anno. Sul 2026 Unioncamere stima un aumento delle importazioni italiane dall’Azerbaigian a 12,5 miliardi. L’export italiano nel Paese, da 524 milioni del 2024 è salito a 550 milioni nel 2025 (sempre in dollari) ed è previsto raggiungere 558 milioni nel 2026. Per l’Italia è previsto un deficit commerciale da circa 12 miliardi negli anni a venire con l’Azerbaigian.

“L’Italia è il nostro primo partner commerciale: il 65% del nostro commercio e il 45% della nostra energia vanno in l’Italia. Siamo il primo fornitore di petrolio e il secondo maggior fornitore di gas naturale all’Italia, dopo l’Algeria. E l’Italia ci fa anche da paese di transito per l’export di gas verso Germania e Austria”, ha rilevato l’ambasciatore dell’Azerbaigian in Italia, Rashad Aslanov. “Per noi l’Italia è anche una destinazione di investimento. E ci sono tante imprese italiane che lavorano in Azerbaigian”.

Il tema delle imprese italiane attive nel Paese e delle opportunità per queste ultime è stato quello su cui si è maggiormente soffermato il senatore Marco Scurria, presidente del gruppo di amicizia Unione Parlamentare Italia-Azerbaigian. Le relazioni tra i due Paesi si sono intensificate negli ultimi anni anche grazie al sistema camerale, ma soprattutto “questo governo ha cambiato musica – ha detto -: da qualche anno a questa parte esiste sistema Paese per chi vuole andare all’estero e ottenere risultati”.

“Iniziative come quella di oggi sono fondamentali per spiegare come poter mettere a disposizione tutto questo sistema per le nostre imprese. Ci sta un sistema Italia che finalmente può accompagnare le aziende. Il Parlamento c’è. Il governo c’è stato e ci sarà” e con il supporto di Camere di Commercio, Sace e Simest “non sarà una avventura – ha aggiunto Scurria – ma una pratica che può determinare il successo delle nostre imprese in quelle zone del mondo”.

Secondo Pietro Infante, responsabile per l’internazionalizzazione di Unioncamere, i volumi di scambio con l’Azerbaigiang hanno registrato una crescita straordinaria in questi anni. “E’ un paese in forte crescita e con grandi opportunità di sviluppo anche per l’Italia. Anche l’export italiano sta continuando a crescere in Azerbaigian”.

“La relazione bilaterale tra i due paesi è maturata negli anni e ora siamo all’inzio di una nuova fase”, ha affermato Manuela Traldi, presidente della Camera di Commercio Italo-Azerbaigiana. “Sono in corso operazioni importanti sui investimenti e partnership, sono i primi segnali molto concreti di un cambio di marcia nelle relazioni”.

Wto: con dazi reciproci interscambio merci globale -1,5% in 2025

Wto: con dazi reciproci interscambio merci globale -1,5% in 2025Roma, 16 apr. (askanews) – Le tensioni innescate dai nuovi dazi commerciali decisi dall’amministrazione Trump negli Usa rischiano di far diminuire dello 0,2% i volumi dei traffici globali di merci quest’anno, per poi risalire del 2,5% il prossimo, con ricadute particolarmente negative per le esportazioni in Nordamerica, previste in calo del 12,6%. Sono le stime dell’Organizzazione mondiale nel commercio (Wto), pubblicate oggi nel Global Trade Outlook and Statistics, in base ai livelli attualmente in vigore di queste misure su import e export.


Secondo lo studio, se alla fine venissero riapplicati i dazi “reciproci” annunciati da Washington – che sono stati rapidamente sospesi, salvo che per la Cina – la contrazione dell’interscambio globale di merci risulterebbe molto più marcata, pari all’1,5%. Il Wto ha anche elaborato per la prima volta uno studio sugli scambi di servizi, oltre alle tradizionali stime sul traffico merci, secondo cui quest’anno i volumi su questo segmento cresceranno del 4%, circa 1 punto percentuale in meno di quanto previsto prima che scattassero i dazi.


La direttrice del Wto, Ngozi Okonjo-Iweala si dice “profondamente preoccupata dall’incertezza che circonda le politiche commerciali, anche per lo stallo tra Stati Uniti e Cina. La recente escalation ha temporaneamente alleviato alcune pressioni sul commercio globale. Tuttavia, la persistente incertezza minaccia di agire come un freno sulla crescita globale – sostiene – con gravi ricadute negative Per il mondo e in particolare per le economie più vulnerabili”. (fonte immagine: WTO).

Cina, Pil I trimestre sale del 5,4%, oltre le attese

Cina, Pil I trimestre sale del 5,4%, oltre le atteseRoma, 16 apr. (askanews) – Il prodotto interno lordo cinese nel primo trimestre 2025 è salito del 5,4% rispetto allo stesso periodo di un anno fa.


Il risultato è uscito superiore alle attese degli analisti che si attendevano un incremento del 5,0%-5,2%. Il dato congiunturale (+1,20%) è invece risultato inferiore alle previsioni di 0,2 punti. Nettamente superiore alle attese la produzione industriale di marzo, salita in Cina del 7,70% rispetto allo stesso mese del 2024 contro un +5,90% previsto dagli analisti.

Dl bollette, la Camera vota la fiducia. Ok bonus energia ed elettrodomestici

Dl bollette, la Camera vota la fiducia. Ok bonus energia ed elettrodomesticiRoma, 15 apr. (askanews) – Bonus elettrodomestici senza più click day ma con sconto in fattura, proroga dell’attuale regime fiscale per le auto aziendali benzina e diesel (fringe benefit) ordinate entro il 31 dicembre 2024 e concesse entro il 31 giugno 2025, ulteriore proroga delle tutele per gli utenti vulnerabili. Queste le principali novità introdotte alla Camera sul decreto bollette, su cui il governo oggi ha ottenuto la fiducia. I voti favorevoli sono stati 182 e 113 quelli contrari. Dopo il voto finale di Montecitorio il provvedimento passerà poi all’esame del Senato.


Un decreto, secondo la maggioranza, che viene incontro alle esigenze di famiglie e imprese per fronteggiare l’emergenza del caro bollette. Per le opposizioni, un provvedimento inadeguato e insufficiente, senza una visione, che non risolve i problemi strutturali sugli elevati costi dell’energia.Confermate le misure già previste nel decreto approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 febbraio scorso, relative al contributo da 200 euro per il 2025 sulla bolletta dell’energia elettrica per le famiglie con Isee fino a 25.000 euro, misura che secondo le stime coinvolge 8 milioni di famiglie e vale 1,6 miliardi di euro. Il contributo è aggiuntivo rispetto al bonus precedente di cui già godevano le famiglie con Isee fino a 9.530 euro oppure sopra i 20.000 euro per i nuclei con almeno quattro figli.


Confermate anche le misure a favore delle grandi imprese cosidette “energivore” con un contributo per complessivi 600 milioni di euro, attraverso il fondo per la transizione energetica, derivante dai proventi delle aste delle quote di emissione di CO2 del 2024. Per le piccole e medie imprese con una potenza disponibile di almeno 16,5 KW è previsto invece l’azzeramento per sei mesi in bolletta degli oneri di sistema (in particolare della voce che sostiene le fonti rinnovabili e la cogenerazione) per un onere di ulteriori 800 milioni di euro. Sul bonus elettrodomestici, che potrà arrivare fino al 30% del costo d’acquisto, per un massimo di 100 euro, cifra che sale a 200 euro per i nuclei familiari con ISEE inferiore a 25.000 euro, non è più previsto il sisterma del click day, ma lo sconto in fattura. La norma rinvia a un decreto interministeriale l’individuazione degli elettrodomestici ad elevata efficienza energetica che possono beneficiare dell’incentivo a fronte dello smaltimento dell’elettrodomestico sostituito di classe energetica inferiore. L’incentivo sarà riconosciuto solo per prodotti realizzati in stabilimenti dell’Unione Europea. La gestione dei contributi avverrà tramite la piattaforma informatica gestita da PagoPa, mentre le attività istruttorie, di verifica e controllo, saranno svolte da Invitalia.Novità anche per le auto aziendali a benzina e diesel, che se ordinate entro il 31 dicembre 2024 e concesse come fringe benefit entro giugno 2025 possono continuare a godere del vecchio regime fiscale più conveniente rispetto a quello introdotto con la legge di bilancio, che favorisce le auto elettriche.


Una norma ad hoc è stata introdotta per i clienti vulnerabili (over 75, disabili e fragili economici): potranno continuare a godere delle maggiori tutele anche dopo il 31 marzo 2027 (termine del sistema a tutele graduali), senza passare al mercato libero ed essere esposti al teleselling selvaggio.Introdotta nell’esame in Commissione anche la norma che prevede la non pignorabilità della casa di proprietà di un soggetto vulnerabile se il debito per il mancato pagamento di bollette energetiche condominiali sia inferiore a 5.000 euro e la casa sia l’unico immobile di proprietà del debitore.


Sulle comunità energetiche, è passato un emendamento che fa chiarezza sui soggetti che possono farne parte: le aziende territoriali per l’edilizia residenziale, gli istituti pubblici di assistenza e beneficienza, le aziende pubbliche per i servizi alle persone e ai consorzi di bonifica. Viene inoltre specificato che le piccole e medie imprese, già incluse tra i soggetti che esercitano poteri di controllo nelle comunità energetiche rinnovabili, possono anche essere partecipate da enti territoriali.Con un altro emendamento approvato in Commissione è stato concesso più tempo ad Arera per definire le misure volte migliorare la trasparenza e la confrontabilità delle offerte di energia elettrica e di gas ai clienti finali domestici sul mercato libero. Non più 30 giorni dall’approvazione del decreto ma tre mesi.Con il decreto arrivano 10 milioni di euro per il 2025 per l’erogazione di contributi a fondo perduto volti a ridurre il costo dell’energia sostenuto dalle piscine ‘energivore’, gestite da associazioni e società sportive iscritte nel registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche.Tra le modifiche approvate al decreto anche un emendamento che prevede misure per la transizione energetica delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza e delle strutture sanitarie e socio sanitarie no-profit. 

Bce, giovedì atteso taglio tassi “imposto” dalle tensioni sui dazi

Bce, giovedì atteso taglio tassi “imposto” dalle tensioni sui daziRoma, 15 apr. (askanews) – Il calmieramento dei mercati visto nelle ultime sedute – se dovesse persistere – consentirà al Consiglio direttivo della Bce di svolgersi in un clima meno allarmistico, rispetto a quello della settimana scorsa. I banchieri centrali dell’area euro terranno di fatto una riunione allungata a tre giorni, dato che stasera si ritroveranno per una cena informale alla quale la presidente Christine Lagarde ha invitato il presidente del Consiglio europeo, il portoghese Antonio Costa.


L’incontro di stasera tuttavia non riguarda le decisioni monetarie, ma è una occasione per un regolare scambio su “questioni di interesse reciproco”, secondo quando era stato precisato dalla Bce. I temi monetari verranno affrontati dai banchieri centrali solo da domani pomeriggio e giovedì mattina. Al termine della riunione, alle 14 e 15 di giovedì, verranno comunicate le decisioni sui tassi di interesse. Poco dopo Lagarde terrà la consueta conferenza stampa esplicativa. L’attesa prevalente è che il peggioramento delle prospettive economiche determinato dai dazi annunciati – e in parte rapidamente sospesi dall’amministrazione Trump negli Usa – combinato ai cali dei prezzi del petrolio e ai rafforzamenti dell’euro, spingano la Bce a un nuovo taglio dei tassi. Una mossa praticamente obbligata, secondo diversi analisti, laddove la precedente riunione si era chiusa apparentemente anche con la possibilità di una pausa sulle riduzioni dei tassi.


Infatti dopo tutto quello che è avvenuto nelle ultime settimane, se la Bce si astenesse dalla mossa attesa dai mercati, rischierebbe di reinnescare tensioni e apprezzamenti dell’euro, che in un quadro di incertezza sulle prospettive delle esportazioni non è lo sviluppo più auspicabile. E oggi i segnali sul nuovo indebolimento della domanda di prestiti delle imprese nel primo trimestre, dall’indagine sul credito bancario della stessa Bce, alimentano i rischi di sviluppi negativi per l’economia. Lagarde verrà innanzitutto bersagliata di domande su quelle che la Bce ritiene essere le ricadute per le tensioni commerciali con Washington. Non è da escludere che venga anche interpellata su eventuali discussioni con la sua controparte Usa, il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell. Domani sera lo stesso Powell interverrà all’Economic Club di Chicago, un discorso che sarà attentamente seguito dagli operatori.

Dazi, la Commissione Ue: nessun compromesso sulle norme agroalimentari europee

Dazi, la Commissione Ue: nessun compromesso sulle norme agroalimentari europeeBruxelles, 15 apr. (askanews) – La Commissione Ue “non è disponibile a compromessi sulla salute e il benessere dei cittadini europei”, mettendo in discussione gli standard Ue di qualità del settore agroalimentare; questa per la Commissione è “una linea rossa”: gli standard agroalimentari “non sono parte del negoziato” con l’Amministrazione Usa sui dazi, così come non ne fa parte “la regolamentazione Ue sulla tecnologia e il mercato digitali”.


Lo hanno sottolineato oggi a Bruxelles i portavoce della Commissione europea Arianna Podestà e Olof Gill, durante il briefing quotidiano per la stampa dell’Esecutivo comunitario. Il nuovo incontro con le controparti Usa ieri dell’eurocommissario responsabile, Marcos Sfcovic era esplorativo e “ora ci attendiamo negoziati significativi e impegni supplementari dagli Usa – ha detto Gill -: sta a loro”, a significare che secondo la Ue ora la palla è nella metà campo Usa.

Record occupati Ue in 2024 (76%), in Italia il dato più basso (67%)

Record occupati Ue in 2024 (76%), in Italia il dato più basso (67%)Roma, 15 apr. (askanews) – Lo scorso anno il tasso di occupazione medio nell’Unione europea ha raggiunto il 75,8%, il livello più elevato dall’inizio delle serie storiche nel 2009. Lo riporta Eurostat, secondo cui gli occupati tra 20 e 64 anni nella Ue hanno raggiunto 197,6 milioni, lo 0,5% in più rispetto al 2023 e l’1,2% in più rispetto al 2022.


Eurostat rileva che l’Italia, dove il tasso di occupazione su questa fascia di età è pari al 67,1%, è il paese con il livello più basso di tutta l’Unione, seguita dalla Grecia (69,3%) e dalla Romania (69,5%). All’opposto i livelli di occupazione più elevati si registrano in Olanda (83,5%), Malta (83%) e Cechia (82,3%). (fonte immagine: Eurostat).

Dazi, nuovo incontro Ue-Usa apparentemente senza passi in avanti

Dazi, nuovo incontro Ue-Usa apparentemente senza passi in avantiRoma, 15 apr. (askanews) – Nuovo incontro sui dazi commerciali a Washington – apparentemente senza passi in avanti di rilievo – per il commissario europeo al Commercio, Marcos Sefcovic. Secondo il resoconto fornito dal portavoce, Olof Gill, sul tavolo sono stati affrontati i temi della proposta europea di dazi a zero per tutti i beni industriali, inclusa l’auto; quello dell’eccesso di capacità produttiva nei settori di acciaio e alluminio e, terzo, quello della resilienza delle catene di approvvigionamenti su micro circuiti e farmaceutica.


Ma eloquentemente, a due riprese, il portavoce della Commissione Ue ripete che “come in ogni negoziato, entrambe le parti devono portare qualcosa sul tavolo”, implicitamente, lasciando così capire che al momento dalla delegazione Usa non sono state presentate controproposte. L’incontro di Sefcovic con il segretario al Commercio Usa, Howard Lutnick è durato circa due ore, successivamente ha avuto ulteriori riunioni al Dipartimento del Tesoro, riferisce ancora il portavoce.