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Il Papa: viviamo in un tempo di drammatica denatalità

Il Papa: viviamo in un tempo di drammatica denatalitàRoma, 13 apr. (askanews) – “Viviamo in un tempo di drammatica denatalità, in cui l’uomo sembra aver smarrito il gusto del generare e del prendersi cura dell’altro, e forse anche il gusto di vivere”. Papa Francesco lo ha messo in rilievo oggi incontrando in Vaticano i Membri del Consiglio Nazionale del Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani (MASCI), in occasione del 70.mo anniversario dalla loro fondazione.


Il papa, che ha più volte denunciato quello che considera un problema sempre più pressante soprattutto per le opulente società occidentali, ha fatto notare che “una culla simboleggia invece la gioia per un bimbo che viene alla luce, l’impegno perché possa crescere bene, l’attesa e la speranza per ciò che potrà diventare”. “La culla ci parla della famiglia, nido accogliente e sicuro per i piccoli, comunità fondata sulla gratuità dell’amore; ma anche, di riflesso, – ha aggiunto – ci parla di attenzione per la vita in ogni sua fase, specialmente quando il passare degli anni o le asperità del cammino rendono la persona più vulnerabile e bisognosa”. Franceco ha, quindi, sottolineato ancora “che l’amore per la vita è sempre aperto e universale, desideroso del bene di tutti, al di là della provenienza o di qualsiasi altra condizione”.

La prossima settimana passeremo da quasi estate a condizioni meteo quasi invernali

La prossima settimana passeremo da quasi estate a condizioni meteo quasi invernaliRoma, 13 apr. (askanews) – In pochi giorni le condizioni meteo-climatiche cambieranno considerevolmente sull’Italia, passando da un weekend dal sapore estivo a condizioni quasi invernali per diverse regioni nella prossima settimana. E’ quanto confermano gli esperti di 3bmeteo.com che avvertono che “termicamente potremmo fare marcia indietro di due mesi”. La causa sarà l’affondo deciso di una saccatura colma d’aria artica questa volta non solo sull’Europa centro-settentrionalema con molta probabilità anche sul Mediterraneo, dove l’anticiclone subtropicale verrà smantellato. In particolare proprio sull’Italia convergeranno il fronte freddo in discesa da Nord e un insidioso vortice attualmente attivo tra Tunisia e Algeria in risalita verso il Sud Italia. In questa circostanza dunque il tempo diventerà decisamente più instabile e freddo, specie al Centrosud, con temperature probabilmente sotto la media in modo diffuso entro il 17-18 aprile”. Lunedì 15 sarà ancora una giornata di attesa con sole prevalente e clima piuttosto caldo su gran parte della Penisola”, prosegue 3bmeteo.com.


I primi segnali di cambiamento dovrebbero tuttavia iniziare a manifestarsi al Nord, con l’avvicinamento del fronte freddo, associati a qualche pioggia o rovescio segnatamente sulle Alpi. Tra martedì 16 e mercoledì 17 si entrerà nel vivo, concretizzandosi la ‘fusione’ tra la depressione in risalita dal Nord Africa e il fronte freddo che nel frattempo valicherà le Alpi: mentre preziose piogge dovrebbero bagnare il Sud a partire dall’assetata Sicilia, il tempo tenderà a peggiorare anche al Centronord con rovesci e temporali sparsi (spesso accompagnati anche da grandine) maggiormente incisivi su Nordest e versante adriatico (Nordovest con molta probabilità in larga parte asciutto). Il tutto contestualmente ad un calo termico talora sensibile sotto venti burrascosi di tramontana e maestrale, fatto che potrebbe favorire il ritorno della neve sull’Appennino anche sotto i 1200-1300m su quello centrale. Anche sulle Alpi tornerà un po di neve, specie su quelle di confine e orientali dove fiocchi bianchi potrebbero spingersi fin sotto i 1000m.

Lavoro, Sbarra: patto per fermare la carneficina, no a scioperini

Lavoro, Sbarra: patto per fermare la carneficina, no a scioperiniRoma, 13 apr. (askanews) – Per porre fine alla “carneficina” delle morti sul lavoro sono necessari “unità” e “coesione nazionale”; una vera e propria “alleanza della responsabilità”; un nuovo “patto sociale” tra istituzioni, politica, sindacati e sistema delle imprese. E’ quanto sottolineato dal leader della Cisl, Luigi Sbarra, che, davanti alla platea dell’assemblea dei 5mila della confederazione, ha nuovamente sollecitato le parti a “rafforzare il dialogo” perché “non si può sperare di mettersi la coscienza a posto semplicemente con uno scioperino in più”.


I destinatari delle parole pronunciate dal palco sono Cgil e Uil. Negli ultimi giorni, tra Sbarra e i segretari generali delle altre due confederazioni (Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri) non sono mancati i botta e risposta polemici. Il leader della Cisl ha tuttavia provato ad abbassare quei “toni demagogici” con i quali “altri vorrebbero darci lezioni”. Toni “indecenti e, aggiungo, molto pericolosi – ha detto tra gli applausi dei delegati – incendiano la temperatura sociale, arroventano e spezzano i rapporti tra persone nei luoghi di lavoro. Toni sbagliati che mettono i lavoratori gli uni contro gli altri, portando dentro le fabbriche un clima che il nostro Paese ha già conosciuto con un portato di attentati, assassini e violenza”. Sbarra ha ricordato che sul tema della salute e sicurezza nei luoghi dei lavoro “gli obiettivi con Cgil e Uil sono comuni, ma ci sono sensibilità diverse. Ci distingue la valutazione sui risultati che portiamo a casa. Il sindacato non può vendere sogni. Dall’indignazione di un momento si passi alla piena consapevolezza, alla volontà di dare risposte concrete. Non bastano più le proteste nate su un’onda emotiva e destinate a rimanere lì”.


La spaccatura tra la Cisl e soprattutto la Cgil resta profonda. Sbarra ha di fatto bocciato l’iniziativa di corso d’Italia che ha presentato 4 quesiti referendari sul lavoro, due dei quali per cancellare il Jobs act. “Rialzare la bandiera anacronistica dell’articolo 18 è sbagliato – ha concluso Sbarra – oggi la vera tutela da conquistare si chiama formazione, investimento sulle competenze. Rispettiamo le iniziative delle altre sigle sindacali, anche se sul merito ci sentiamo di affermare che non condividiamo”. Intanto, i quesiti referendari che la Cgil ha depositato ieri in Cassazione sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale. Adesso potrà partire la raccolta per le 500mila firme.

Lavoro, Sbarra: serve un patto sociale per fermare la carneficina, no a scioperini

Lavoro, Sbarra: serve un patto sociale per fermare la carneficina, no a scioperiniRoma, 13 apr. (askanews) – Per porre fine alla “carneficina” delle morti sul lavoro sono necessari “unità” e “coesione nazionale”; una vera e propria “alleanza della responsabilità”; un nuovo “patto sociale” tra istituzioni, politica, sindacati e sistema delle imprese. E’ quanto sottolineato dal leader della Cisl, Luigi Sbarra, che, davanti alla platea dell’assemblea dei 5mila della confederazione, ha nuovamente sollecitato le parti a “rafforzare il dialogo” perché “non si può sperare di mettersi la coscienza a posto semplicemente con uno scioperino in più”.


I destinatari delle parole pronunciate dal palco sono Cgil e Uil. Negli ultimi giorni, tra Sbarra e i segretari generali delle altre due confederazioni (Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri) non sono mancati i botta e risposta polemici. Il leader della Cisl ha tuttavia provato ad abbassare quei “toni demagogici” con i quali “altri vorrebbero darci lezioni”. Toni “indecenti e, aggiungo, molto pericolosi – ha detto tra gli applausi dei delegati – incendiano la temperatura sociale, arroventano e spezzano i rapporti tra persone nei luoghi di lavoro. Toni sbagliati che mettono i lavoratori gli uni contro gli altri, portando dentro le fabbriche un clima che il nostro Paese ha già conosciuto con un portato di attentati, assassini e violenza”. Sbarra ha ricordato che sul tema della salute e sicurezza nei luoghi dei lavoro “gli obiettivi con Cgil e Uil sono comuni, ma ci sono sensibilità diverse. Ci distingue la valutazione sui risultati che portiamo a casa. Il sindacato non può vendere sogni. Dall’indignazione di un momento si passi alla piena consapevolezza, alla volontà di dare risposte concrete. Non bastano più le proteste nate su un’onda emotiva e destinate a rimanere lì”.


La spaccatura tra la Cisl e soprattutto la Cgil resta profonda. Sbarra ha di fatto bocciato l’iniziativa di corso d’Italia che ha presentato 4 quesiti referendari sul lavoro, due dei quali per cancellare il Jobs act. “Rialzare la bandiera anacronistica dell’articolo 18 è sbagliato – ha concluso Sbarra – oggi la vera tutela da conquistare si chiama formazione, investimento sulle competenze. Rispettiamo le iniziative delle altre sigle sindacali, anche se sul merito ci sentiamo di affermare che non condividiamo”. Intanto, i quesiti referendari che la Cgil ha depositato ieri in Cassazione sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale. Adesso potrà partire la raccolta per le 500mila firme.

Ue, Tajani: in Europa dobbiamo contare di più

Ue, Tajani: in Europa dobbiamo contare di piùRoma, 13 apr. (askanews) – “E’ importante fare una politica di sostegno al lavoro in Europa dove abbiamo il dovere di contare di più, ci sono differenze nei rapporti di forza tra rappresentanti, per questo io ho deciso di incrementare il numero dei funzionari e poi apriremo anche un consolato a Bruxelles. Serve una politica industriale e agricola a favore delle imprese”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo agli stati generali dell’economia di Forza Italia a Milano.

Il G7 Trasporti ribadisce l’impegno per la transizione ecologica (ma sostenibile)

Il G7 Trasporti ribadisce l’impegno per la transizione ecologica (ma sostenibile)Milano, 13 apr. (askanews) – Proseguire sulla transizione ecologica ma rendendola sostenibile sia socialmente che economicamente. Un bilancio positivo quello del G7 Trasporti che si è svolto a Milano secondo il ministro dei Trasporti Matteo Salvini.


“Sulla transizione ecologica – ha detto il ministro nella conferenza stampa finale al termine dei lavori – il G7 la conferma, però priva di ideologia, più improntata al buonsenso, con la neutralità tecnologica. Non solo alcune fonti energetiche ma tutte, tanto che abbiamo parlato di nucleare, di buocarburante, quindi non tutto è solo elettrico. Un G7 positivo molto pragmatico, non ideologico”. Nel documento finale si legge infatti che i paesi del G7 riconoscono “che è importante che la transizione sia socialmente ed economicamente giusta, conveniente ed efficiente, basata sui risultati e neutrale dal punto di vista tecnologico. Riconosciamo inoltre l’importanza degli investimenti in infrastrutture per veicoli a zero e basse emissioni – aggiunge i documento -, nelle infrastrutture di ricarica e nei carburanti alternativi e nella fornitura di carburanti rinnovabili e sostenibili a basse e zero emissioni di carbonio, che siano convenienti. Prendiamo atto dell’importanza di continuare un dialogo costruttivo e positivo con gli operatori privati”.


Il G7 dedica anche un capitolo sul tema automotive, esprimendo preoccupazione per pratiche di sovvenzioni “opache” che “minano le parità di condizioni” con un riferimento neanche troppo velato alla Cina e alla sue posizione di leadership nel settore delle auto elettriche attraverso la produzione delle batterie. “Continuiamo a nutrire preoccupazione – afferma il G7 – per l’uso sistematico di politiche e pratiche non di mercato, come le sovvenzioni industriali pervasive, opache e dannose, le pratiche distorsive del mercato delle imprese statali e tutte le forme di trasferimenti forzati di tecnologia, nonché altre pratiche che minano la parità di condizioni e creano dipendenze strategiche e vulnerabilità sistemiche, anche nel settore automobilistico”. Non a caso, Salvini, aprendo la conferenza stampa ha ribadito la sua perplessità nel “vedere un noto marchio di auto elettriche cinesi aprire un proprio shop dietro la Madonnina” del Duomo di Milano. Una parte importante del documento finale del G7 è inoltre dedicato all’Ucraina, verso la quale si ribadisce il massimo sostegno, puntando l’accento sulla ricostruzione al termine della guerra con la Russia. “La ricostruzione dell’Ucraina, a cominciare da misure di ripresa tempestive, rimane una priorità fondamentale. Continueremo a lavorare con le autorità ucraine, le istituzioni europee e internazionali Istituzioni finanziarie attraverso la piattaforma di coordinamento dei donatori multi-agenzia per l’Ucraina e facendo leva sugli investimenti privati”. “Riaffermiamo il nostro incrollabile sostegno all’Ucraina e salutiamo ancora una volta il coraggio e la resilienza del popolo ucraino che ha combattuto instancabilmente per la sovranità dell’Ucraina, l’integrità territoriale, la libertà e futuro democratico – aggiungono i paesi del G7 -. Continueremo il nostro lavoro – conclude – per garantire che il popolo ucraino prevalga nei suoi combattimenti e per contribuire a forgiare una una pace globale, giusta e duratura”.


Infine, stabilito un tavolo permamente di consultazione per far fronte alla crisi dei collegamenti marittimi provocata dagli attacchi Houthi sul Mar Rosso, verso i quali i paesi del G7 chiedono un immediato stop. “Chiediamo agli Houthi di cessare immediatamente i loro attacchi contro le navi e di rilasciare la Galaxy Leader e il suo equipaggio – affermano nel documento -. Chiediamo inoltre all’Iran di astenersi dal fornire sostegno agli Houthi e dal consentire tali attacchi”.

G7 Trasporti ribadisce impegno alla transizione ma sostenibile

G7 Trasporti ribadisce impegno alla transizione ma sostenibileMilano, 13 apr. (askanews) – Proseguire sulla transizione ecologica ma rendendola sostenibile sia socialmente che economicamente. Un bilancio positivo quello del G7 Trasporti che si è svolto a Milano secondo il ministro dei Trasporti Matteo Salvini.


“Sulla transizione ecologica – ha detto il ministro nella conferenza stampa finale al termine dei lavori – il G7 la conferma, però priva di ideologia, più improntata al buonsenso, con la neutralità tecnologica. Non solo alcune fonti energetiche ma tutte, tanto che abbiamo parlato di nucleare, di buocarburante, quindi non tutto è solo elettrico. Un G7 positivo molto pragmatico, non ideologico”. Nel documento finale si legge infatti che i paesi del G7 riconoscono “che è importante che la transizione sia socialmente ed economicamente giusta, conveniente ed efficiente, basata sui risultati e neutrale dal punto di vista tecnologico. Riconosciamo inoltre l’importanza degli investimenti in infrastrutture per veicoli a zero e basse emissioni – aggiunge i documento -, nelle infrastrutture di ricarica e nei carburanti alternativi e nella fornitura di carburanti rinnovabili e sostenibili a basse e zero emissioni di carbonio, che siano convenienti. Prendiamo atto dell’importanza di continuare un dialogo costruttivo e positivo con gli operatori privati”.


Il G7 dedica anche un capitolo sul tema automotive, esprimendo preoccupazione per pratiche di sovvenzioni “opache” che “minano le parità di condizioni” con un riferimento neanche troppo velato alla Cina e alla sue posizione di leadership nel settore delle auto elettriche attraverso la produzione delle batterie. “Continuiamo a nutrire preoccupazione – afferma il G7 – per l’uso sistematico di politiche e pratiche non di mercato, come le sovvenzioni industriali pervasive, opache e dannose, le pratiche distorsive del mercato delle imprese statali e tutte le forme di trasferimenti forzati di tecnologia, nonché altre pratiche che minano la parità di condizioni e creano dipendenze strategiche e vulnerabilità sistemiche, anche nel settore automobilistico”. Non a caso, Salvini, aprendo la conferenza stampa ha ribadito la sua perplessità nel “vedere un noto marchio di auto elettriche cinesi aprire un proprio shop dietro la Madonnina” del Duomo di Milano. Una parte importante del documento finale del G7 è inoltre dedicato all’Ucraina, verso la quale si ribadisce il massimo sostegno, puntando l’accento sulla ricostruzione al termine della guerra con la Russia. “La ricostruzione dell’Ucraina, a cominciare da misure di ripresa tempestive, rimane una priorità fondamentale. Continueremo a lavorare con le autorità ucraine, le istituzioni europee e internazionali Istituzioni finanziarie attraverso la piattaforma di coordinamento dei donatori multi-agenzia per l’Ucraina e facendo leva sugli investimenti privati”. “Riaffermiamo il nostro incrollabile sostegno all’Ucraina e salutiamo ancora una volta il coraggio e la resilienza del popolo ucraino che ha combattuto instancabilmente per la sovranità dell’Ucraina, l’integrità territoriale, la libertà e futuro democratico – aggiungono i paesi del G7 -. Continueremo il nostro lavoro – conclude – per garantire che il popolo ucraino prevalga nei suoi combattimenti e per contribuire a forgiare una una pace globale, giusta e duratura”.


Infine, stabilito un tavolo permamente di consultazione per far fronte alla crisi dei collegamenti marittimi provocata dagli attacchi Houthi sul Mar Rosso, verso i quali i paesi del G7 chiedono un immediato stop. “Chiediamo agli Houthi di cessare immediatamente i loro attacchi contro le navi e di rilasciare la Galaxy Leader e il suo equipaggio – affermano nel documento -. Chiediamo inoltre all’Iran di astenersi dal fornire sostegno agli Houthi e dal consentire tali attacchi”.

La Russa: aiutare le comunità di recupero, sono la risposta alle tossicodipendenze

La Russa: aiutare le comunità di recupero, sono la risposta alle tossicodipendenzePozzolengo (Bs), 13 apr. (askanews) – “Conosco Giorgia Meloni da quando aveva 15 anni, se c’è un appello che lei sente forte è quello per la lotta alla droga”. Il presidente del Senato Ignazio La Russa, ospite della comunità di recupero Lautari, assicura il suo impegno per rafforzare la sensibilità delle istituzioni nel promuovere politiche di contrasto alle tossicodipendenze, come sollecitato dal presidente della comunità, Andrea Bonomelli. Il quale ha regalato al presidente del Senato una penna: “Speriamo che potrà firmarci una legge contro le tossicodipendenze”, ha chiosato Bonomelli.


“Sarebbe bellissimo e spero che mi aiuterai a far capire quali sono le esigenze delle comunità”, ha replicato La Russa, perché “la risposta al problema delle dipendenze è questa delle comunità, di seguire i ragazzi giorno dopo giorno per reintrodurli nella società. Il mio impegno sarà quello di convincere il Parlamento ad essere più vicino, anche con le risorse necessarie e le strutture indispensabili, perché quello che voi fate non è utile solo ai ragazzi e alle loro famiglie, ed è già tantissimo, ma il servizio che fate è un servizio alla nostra nazione, è un servizio all’Italia a cui ridate dei figli in grado di fare molto di più di quello che facevano prima di entrare qua”.

”Rwanda, Il Paese delle Donne”, documentario a 30 anni dal genocidio

”Rwanda, Il Paese delle Donne”, documentario a 30 anni dal genocidioRoma, 13 apr. (askanews) – Verrà proiettato il 16 aprile alle 18 nella Sala Zavattini dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico il documentario di Sabrina Varani “Rwanda, Il Paese delle donne”.


Il documentario sarà introdotto dal presidente della Fondazione AAMOD Vincenzo Maria Vita. Saranno presenti la regista Sabrina Varani e una delle protagoniste, Leonie Uwanyirigira. Interverrà Maria Chiara Vitucci – coautrice del libro Lo sguardo del cinema sul genocidio dei Tutsi in Rwanda, ed. Editoriale Scientifica 2023 e Pietro Veronese, autore del libro La Famiglia. Una storia ruandese, edizioni e/o, 2024. Il film, prodotto da Isabella Peretti, Progetto Rwanda Onlus, Associazione Almaterra in collaborazione con AAMOD, racconta lo straordinario percorso del Rwanda attraverso la storia della rinascita delle donne sopravvissute al genocidio contro i Tutsi del 1994. Per fare ciò intreccia il racconto di tre donne ruandesi


Attraverso le loro testimonianze dirette dei tragici eventi e delle azioni seguite ad essi, si ricostruisce un quadro della rinascita del paese, che da una distruzione quasi totale, sia umana che strutturale, è riuscito a risollevarsi e a riproporsi come un modello di sviluppo e pace sociale per l’Africa intera. Il duro lavoro di elaborazione del trauma condotto in gruppo dalle donne, la solidarietà comunitaria e in generale un’illuminata politica di empowerment delle donne fortemente sostenuta dal governo ruandese, ci mostra un esempio vivente di cosa può fare una visione costruttiva e lungimirante che dia fiducia e strumenti alle donne.

Abi, a marzo -2,6% prestiti a famiglie e imprese rispetto a un anno fa

Abi, a marzo -2,6% prestiti a famiglie e imprese rispetto a un anno faRoma, 13 apr. (askanews) – Continua a marzo il calo dei prestiti delle banche a famiglie e imprese, un andamento, spiega l’ultimi rapporto Abi diffuso oggi “coerente con il rallentamento della crescita economica”.


A marzo i prestiti a imprese e famiglie sono scesi del 2,6% rispetto a un anno prima, mentre a febbraio 2024 avevano registrato un calo del 2,5%, quando i prestiti alle imprese erano diminuiti del 3,8% e quelli alle famiglie dell’1,3%. Lieve calo anche per le sofferenze. A febbraio le sofferenze nette (cioè al netto di svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse) sono state 17,4 miliardi di euro (17,5 miliardi nel mese precedente).


Se confrontato con il livello massimo delle sofferenze nette, raggiunto nel novembre 2015 (88,8 miliardi), il calo è di 71,5 miliardi. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è all’1,03% a febbraio 2024 (1,04% a gennaio 2024; 4,89% a novembre 2015).