Cina, Fmi vede “squilibri e vulnerabilità”, faro sull’immobiliareRoma, 2 feb. (askanews) – Il Fondo monetario internazionale prevede che la crescita economica della Cina mostri una continua attenuazione negli anni a venire. Mentre nel rapporto annuale sull’economia del Paese, pubblicato oggi, l’istituzione di Washington parla di “squilibri e associate vulnerabilità” che creano un contesto di “elevata incertezza” sulle prospettive del gigante asiatico.
“Una contrazione più grave del previsto nel settore immobiliare potrebbe pesare ulteriormente sulla domanda e peggiorare la fiducia, amplificando le tensioni delle autorità locali sui conti pubblici e portando a pressioni disinflazionistiche e spirali macro finanziarie avverse”, sostiene lo studio, secondo quanto riporta un comunicato. Parallelamente il Fmi ha pubblicato un rapporto di analisi sul settore immobiliare cinese che per decenni è stato un motore della crescita economica e che pesa per circa il 20% dell’attività nell’economia.
Ma dal 2020 il comparto ha iniziato a subire una contrazione e secondo lo studio si tratta di una tendenza di lungo termine, perché nei prossimi 10 anni gli investimenti sul settore immobiliare dovrebbero calare tra il 30 e il 60%, rispetto ai livelli del 2022. Nelle fasi più recenti la ripresa economica della Cina è stata sostenuta dai consumi interni. Guardando più a medio e lungo termine secondo il Fmi la crescita dovrebbe smorzarsi a riflesso di una moderazione della produttività e dell’invecchiamento della popolazione.
Per quest’anno è prevista una crescita del Pil del 4,6%, sul prossimo del 4%, poi nel 2026 del 3,8%, nel 2027 del 3,6% e nel 2028 del 3,4%.
Lavoro, svolta nella Uil: sì legge per misurare rappresentanzaRoma, 2 feb. (askanews) – La Uil apre a una legge per misurare la rappresentanza. Un cambiamento che nella confederazione di via Lucullo definiscono “copernicano, epocale”. A imprimere la svolta è stato l’esecutivo nazionale, convinto che un eventuale intervento legislativo di sostegno a quanto definito negli accordi interconfederali del 14 gennaio 2016, sottoscritti da Confindustria e sindacati, “possa dare un ulteriore impulso al sistema”.
Questo, è stato spiegato nel corso di una conferenza stampa, per vincolare tutte le parti contraenti al rispetto e alla puntuale applicazione degli accordi, evitando allo stesso tempo di ingessare eccessivamente procedure che devono poter cogliere un sistema di relazioni sindacali vario e multiforme che assume specifici connotati a seconda dei diversi settori merceologici, della natura giuridica dei rapporti di lavoro e delle diverse tipologie di aziende. “Una norma di legge – spiega la Uil – seppur di sostegno all’attività delle parti sociali deve necessariamente tener conto della necessità di misurare anche la rappresentanza delle organizzazioni datoriali al fine di offrire un quadro normativo di riferimento che possa dare concreta attuazione ai rimandi costituzionali in merito e sconfiggere il fenomeno del dumping contrattuale”.
In questa ottica la confederazione guidata da Pierpaolo Bombardieri sostiene “un intervento legislativo sulla rappresentanza e rappresentatività di sostegno ai contenuti degli accordi interconfederali; una misurazione della rappresentanza di tutti i soggetti, incluse le organizzazioni datoriali; un intervento normativo che preveda l’obbligatorietà per le aziende di comunicare coloro che sono iscritti alle organizzazioni sindacali; un sistema legislativo che stabilisca che nelle aziende al sotto dei 15 dipendenti si costituisca una rappresentanza dei lavoratori, prediligendo le Rsu alle Rsa, e nelle realtà polverizzate di avere la elezioni/nomina di una figura come il delegato di bacino; un regolamento che stabilisca i principi e le regole per le elezioni telematiche delle rappresentanze sindacali”.
Stellantis, Bombardieri: governo confuso, servono scelte chiareRoma, 2 feb. (askanews) – La Uil esprime “preoccupazione” sulla vicenda Stellantis e chiede al governo “scelte chiare” di politica industriale a tutela dei livelli occupazionali. Lo ha detto il segretario generale Pierpaolo Bombardieri nel corso di una conferenza stampa sottolineando che “questo governo ha poche idee e confuse sulla politica industriale. Come si fa a sostenere che vendiamo un pezzo di Poste e di Eni e poi compriamo un pezzo di Stellantis?”.
Bombardieri si è poi detto contrario agli incentivi per l’acquisto di nuove auto. Sarebbe più utile legarli alla produzione in Italia. “Incentivi a chi? – si è chiesto – a chi compra le auto o alla produzione? Sono rimasto all’anno scorso quando Urso disse che avrebbe portato Stellantis a produrre un milione di veicoli. Non va detto a Stellantis ‘dimmi se vuoi che lo Stato partecipi’. Sarebbe un fatto positivo se avesse un obiettivo, ma partecipare per fare cosa? Aspettiamo che il governo apra un tavolo di confronto per affrontare il piano industriale. In Europa gli incentivi all’acquisto sono spariti, sì a quelli sulla produzione. La presenza di un’altra casa non ci scandalizza. Ma voglio seguire le dichiarazioni di Urso. Ne abbiamo sentito tante, vorremmo scelte precise di politica industriale”.
Meloni a Tokyo, passaggio di consegne al G7 e relazioni bilateraliTokyo, 2 feb. (askanews) – Dall’inviato Alberto Ferrarese. Passaggio del testimone della presidenza G7, consolidamento dei rapporti bilaterali, ma anche attrazione degli investimenti. Sono questi i temi al centro della visita in Giappone della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che sarà a Tokyo da domenica 4 a martedì 6 febbraio.
Lunedì 5 febbraio alle 18.30 ora locale (le 10.30 in Italia) Meloni incontrerà il primo ministro Kishida Fumio a cui ribadirà – viene spiegato – “la volontà dell’Italia di rafforzare ulteriormente l’eccellente andamento dei rapporti bilaterali e il carattere strategico e multidimensionale del partenariato bilaterale”, con azioni “concrete” dopo l’avvio del Partenariato Strategico bilaterale del 10 gennaio 2023. Per Meloni e Kishida è il quarto incontro, segno del “forte slancio” nei rapporti che riflette un “interesse strategico prioritario”, testimoniati anche dai progressi in ambito GCAP (Global Combat Air Programme). L’incontro sarà l’occasione per affrontare alcune tematiche in continuità fra la Presidenza giapponese e quella italiana del G7. Tokyo, viene spiegato, guarda con attenzione alle iniziative promosse dall’Italia, in particolare alla volontà di dare seguito al processo di Hiroshima sull’intelligenza artificiale generativa, approfondendo la questione dei principi guida e del codice di condotta per le imprese che sviluppano questa tecnologia. Entrambi condividono l’importanza di porre le questioni etiche al centro del dibattito sull’IA. Altra priorità condivisa è la stabilità dell’Indo-Pacifico. La Presidenza del G7 nel 2023 ha offerto al Giappone un’importante vetrina per valorizzare l’accresciuto impegno in politica estera, contribuendo fortemente a spostare il baricentro dell’attenzione verso l’Indo-Pacifico, anche in chiave di sicurezza economica e contrasto al fenomeno della coercizione economica. L’incontro con Kishida rappresenta per l’Italia l’occasione per rimarcare il ruolo cruciale del Giappone per il mantenimento della stabilità nell’Indo-Pacifico e l’”accresciuta attenzione” anche di Roma verso questa regione. Nel corso della riunione (seguita da una cena di lavoro) i due leader affronteranno anche il tema dei rapporti con le nazioni in via di sviluppo e le economie emergenti e i dossier più rilevanti di carattere internazionale: la crisi a Gaza, la situazione nel Mar Rosso, l’Afghanistan e la guerra in Ucraina.
Nel pomeriggio del 5 febbraio, prima del bilaterale, è in programma un incontro con i vertici di alcune fra le più importanti aziende giapponesi, con l’obiettivo di promuovere collaborazioni industriali e attrarre investimenti in Italia. Sul fronte economico, l’Italia ha in Giappone una solida presenza imprenditoriale (oltre 160 aziende), in settori tradizionali (agro-industria, tessile, abbigliamento e gioielleria) e ad alto contenuto tecnologico (chimica, farmaceutica, macchinari, automotive, trasporti ferroviari, impianti per energia verde e acciaio). Roma ha però un forte interesse nello sviluppo di collaborazioni industriali, in particolare nei settori della microelettronica (le aziende giapponesi sono fra i leader mondiali nella filiera dei semiconduttori), dell’intelligenza artificiale, della transizione energetica, dell’aerospazio, della biomedicina e della robotica. Il Giappone ha in Italia 430 imprese, che occupano circa 50 mila dipendenti. I rapporti sono sostenuti anche dall’Italy-Japan Business Group (IJBG), piattaforma per la promozione delle collaborazioni industriali e degli investimenti, la cui 33° Assemblea si è svolta a Tokyo lo scorso novembre. La prossima sessione avrà luogo in Italia nel 2024. È stata inoltre firmata il 12 dicembre 2023 una dichiarazione congiunta fra Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e il suo omologo giapponese per promuovere sinergie industriali e investimenti nelle nuove tecnologie.
”Non sono sogni”, esce l’ultimo brano inedito di Nilla PizziRoma, 2 feb. (askanews) – Dal 6 febbraio sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming “Non sono sogni”, l’ultimo brano inedito di Nilla Pizzi.
È l’ultimo brano registrato nelle settimane precedenti alla sua scomparsa, il 12 marzo 2011, e vuole essere un omaggio alla carriera della grande artista vincitrice dei primi Festival di Sanremo (partecipò sette volte, presentando complessivamente trentuno brani, e presenziò altre tre volte come ospite e una come presentatrice: ha ottenuto due primi posti, quattro secondi posti, due terzi posti – tra cui un intero podio – e tre Premi alla Carriera nel 2000, 2003, 2010), e del primo Festival della Canzone di Napoli.
Giulia Cecchettin, a Padova al via consegna laurea alla memoriaPadova, 2 feb. (askanews) – E’ iniziata all’ateneo di Padova la cerimonia di conferimento della laurea alla memoria in ingegneria biomedica di Giulia Cecchettin uccisa lo scorso novembre. “È un’emozione grandissima, io qua non c’ero mai stata, e allo stesso tempo mi emoziona che non ci sia più la mia bambina e non sia qui a godersi questa cerimonia. Faccio fatica a pensarlo” ha commentato Carla Gatto, la nonna di Giulia. Sono presenti la famiglia della giovane e il ministro dell’Istruzione, Anna Maria Bernini
“E’ con grande pudore che provo a chiedere a Giulia un sorriso” ha detto la rettrice Daniela Mapelli introducendo la cerimonia, dopo la lettura del messaggio del presidente della Regione, Luca Zaia.
Arrestato in Corsica il boss evaso Raduano, Piantedosi: duro colpo alle mafieRoma, 2 feb. (askanews) – I carabinieri hanno arrestato in Francia (in Corsica) il boss della mafia garganica Marco Raduano – evaso nel 2023 da un carcere di massima sicurezza in Sardegna – e in Spagna Gianluigi Troiano, considerato dagli inquirenti il braccio destro di Raduano.
Per il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, “la cattura all’estero dei due pericolosi latitanti rappresenta un altro duro colpo inferto alla criminalità organizzata. Grazie alle capacità investigative delle nostre Forze dell’ordine e alla cooperazione con le autorità francesi e spagnole, è stato possibile chiudere il cerchio sui due criminali, assicurandoli alla giustizia”, ha aggiunto il titolare del Viminale. “Proseguono, con i due arresti, gli importanti risultati fatti segnare da questo Governo nel contrasto alla criminalità organizzata ed ai suoi collegamenti internazionali grazie ad una intensa e proficua collaborazione di polizia”, ha concluso Piantedosi.
Urso: se VW vende di più è un problema di Stellantis non del governoRoma, 2 feb. (askanews) – “Dobbiamo intenderci e non so con quale lingua parlare. Se a dicembre la Volkswagen ha superato nelle vendite in Italia Stellantis cosa che non accadeva da 98 anni. Se i cittadini italiani hanno preferito acquistare una auto prodotta all’estero piuttosto che prodotta in Italia, a fronte di condizioni di mercato simili e incentivi simili, il problema non è del governo, è dell’azienda non del governo. Sarà un problema di marketing, sarà un problema di modelli?”. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenuto al convegno “Strategie e politiche industriali per lo sviluppo del paese”, organizzato dalla Camera di commercio di Trento.
“E’ un problema dell’azienda perchè il sorpasso storico a dicembre, a parità di condizioni, tra io che so che acquisto una auto orgoglio del Made in Italy e io che acquisto un’auto straniera è un problema dell’azienda che ha bisogno di rivedere politiche di marketing o di modelli, ma lo facessero”, ha aggiunto Urso.
Salis, Tajani: Salvini e Schlein sbagliano, serve silenzioRoma, 2 feb. (askanews) – “Più si sta zitti e prima si risolve questa situazione”: lo ha detto il vicepremier Antonio Tajani, in un colloquio con il Fatto quotidiano sul caso di Ilaria Salis, la cittadina italiana detenuta in Ungheria e mostrata recentemente in catene durante un’udienza. “Io chiedo a tutti di fare silenzio e di parlare il meno possibile di questa questione, solo così si potrà risolvere come successo con Zaki e Alessia Piperno”. L’altro vicepresidente del Consiglio, fa notare il quotidiano, sta attaccando Salis ogni giorno: “Infatti mi riferisco anche a lui – ha aggiunto il ministro degli Esteri – in questo modo si sta facendo un danno alla Salis. Più si parla e più la si danneggia. Lo dico a Salvini ma anche alla segretaria del Pd Schlein”.
Secondo Tajani “il trattamento che sta ricevendo Salis è inumano, noi siamo sempre per la presunzione di innocenza quindi finché una persona non è condannata è innocente”. Posizione differente da quella del leader leghista: “Le ripeto quello che ho detto prima – ha commentato il segretario di Forza Italia – in questo modo si sta politicizzando una questione che non va politicizzata. Salvini commette un errore”. “Per il momento – ha spiegato ancora il ministro degli Esteri, secondo il riassunto della conversazione avvenuta alla Camera pubblicata dal Fatto – non possiamo chiedere gli arresti domiciliari fino a che l’avvocato della sua famiglia non lo fa e finora non lo ha fatto perché teme possibili ritorsioni da parte dei neo-nazisti ungheresi. Inoltre non possiamo chiedere di fare il carcere in Italia in attesa della sentenza perché non ha commesso reati nel nostro Paese. Quindi al momento non abbiamo alcun appiglio legale. La nostra idea è quella di chiedere all ‘Ungheria che il processo si faccia in tempi brevi – entro un mese – e poi riportare la donna in Italia. Possono concederci questo: una sentenza di condanna o assoluzione in 30 giorni e poi la riportiamo qui”.
“In Ungheria però – ha ribadito Tajani – la magistratura è indipendente dal governo come in Italia, quindi dobbiamo rispettare la parola di Orban e non possiamo farci molto. Sicuramente però i modi del premier ungherese non sono i miei…”
Ferrari: è ufficiale, Hamilton correrà nel 2025 con LeclercMilano, 2 feb. (askanews) – Sembrava un’impresa irrealizzabile e invece è diventata realtà: Lewis Hamilton correrà per la Ferrari la prossima stagione al posto di Carlos Sainz. Il 7 volte campione del mondo ha firmato un contratto pluriennale, come il suo futuro compagno di squadra Charles Leclerc. Erano anni che la Ferrari lo corteggiava, Sergio Marchionne era un suo fan. Poi lo scorso anno, le indiscrezioni di un incontro con John Elkann che si concluse con un nulla di fatto. Da parte sua Hamilton ha sempre ammesso il suo amore per la Ferrari, ma la firma di un contratto biennale con Mercedes a Monza lo scorso settembre sembrava aver messo la parola fine a una storia mai nata. E invece a sorpresa Hamilton ha esercitato una clausola di risoluzione anticipata del suo contratto e ha scelto la Ferrari.
“Orgoglioso di quanto abbiamo raggiunto insieme, la Mercedes fa parte della mia vita. 11 anni insieme”, il commento di Hamilton sui social. “Hamilton farà sempre parte della nostra storia, accettiamo la sua decisione di cercare una nuova sfida”, ha scritto il team principal di Mercedes, Toto Wolff su X. “Alla fine della stagione 2024 lascerò la Ferrari. Abbiamo davanti a noi una lunga stagione e come sempre darò il massimo per la squadra e per i tifosi. Novità sul mio futuro arriveranno a tempo debito”, il post di Sainz che sembra quasi sorpreso. Del resto per il pilota spagnolo il rinnovo in Ferrari sembrava cosa fatta. Il progetto della Ferrari con Hamilton è a lungo termine anche se il fuoriclasse inglese avrà 40 anni quando approderà al Cavallino. Ma l’età sembra non contare per Hamilton e Fernando Alonso, che di anni ne ha 42, è lì a dimostrare che si può ancora essere veloci e puntare alla vittoria se si hanno le giuste motivazioni. E a Hamilton non mancano: l’obiettivo è vincere l’ottavo mondiale e superare il record che detiene con Michael Schumacher. E farlo con la Ferrari a cui il titolo manca dal 2007 sarebbe il coronamento di una carriera incredibile, che già conta il record di pole e vittorie: nessuno come Hamilton, primo pilota nero della F1. E primo pilota a portare nel Circus temi scomodi come la lotta contro il razzismo, di cui dichiara di essere stato vittima, appoggiando il movimento Black Lives Matter e facendo cambiare i colori alle monoposto Mercedes da argentate a nere, i diritti degli omossessuali, la difesa dei più deboli con diverse iniziative filantropiche e dell’ambiente, consapevole del ruolo che un campione con 36 milioni di follower su Instagram può avere nel sensibilizzare la gente.
Appassionato di moda che lo porta ad indossare abiti stravaganti ed eccentrici e di musica con serate da dj in giro per il mondo, Hamilton è un personaggio fuori dagli schemi che non ha paura di schierarsi e dire quello che pensa. Caratteristiche che dovranno trovare un loro spazio in Ferrari, un’icona della F1 fatta di tradizione e understatement. E poi Lecler, un compagno di squadra giovane e affamato a caccia del primo titolo mondiale. Sarà una convivenza delicata e impegnativa come è normale che sia quella fra due campioni. Un’esperienza già vissuta da Hamilton al suo esordio in McLaren nel 2007 con Fernando Alonso. Ma a parti invertite: lui giovane esordiente e Alonso approdato nella squadra inglese dopo aver vinto due mondiali con la Renault. La convivenza finì malissimo, Alonso lasciò la McLaren per andare in Ferrari e Hamilton perse il mondiale contro Kimi Raikkonen. Toccherà al team principal del Cavallino, Fred Vasseur, gestire i due campioni e riportare il titolo a Maranello. Una sfida che può trasformarsi in un sogno o in un incubo.