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Mes, Schlein: ieri episodio grave, auspichiamo celere ratifica

Mes, Schlein: ieri episodio grave, auspichiamo celere ratificaRapallo (Ge), 23 giu. (askanews) – “Lo chiede a una forza di opposizione… ma non posso non far notare il grave passaggio di ieri in cui i partiti di maggioranza hanno disertato la votazione sul Mes alla Camera: è un tema di credibilità dell’Italia rispetto agli impegni presi, pacta sunt servanda, dico da giurista. Auspichiamo una celere ratifica del trattato”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein, ha risposto alla domanda se il Governo reggesse dopo i recenti episodi, a cominciare dalla ratifica del Mes.

“Ratificarlo non significa chiedere l’attivazione dello strumento. Quello di ieri è stato un passaggio spiacevole e grave, non si è mai visto che una maggioranza disertasse una votazione”, ha aggiunto intervenendo al convegno dei Giovani di Confindustria.

Molinari (Lega): aspettiamo Santanchè venga a spiegare in Parlamento

Molinari (Lega): aspettiamo Santanchè venga a spiegare in ParlamentoRoma, 23 giu. (askanews) – “Il ministro Santanchè ha detto di essere assolutamente tranquilla, ha detto che quando sarà il momento verrà in Parlamento a spiegare le sue ragioni, aspettiamo che il ministro Santanchè spieghi le sue ragioni ma i processi non si fanno in televisioni con le inchieste giornalistiche, se ci sarà qualcosa saranno altri organismi a dover intervenire non certo Report”. Lo ha detto il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari, questa mattina a Rainews24, dopo la richiesta di dimissioni del ministro avanzata dalle opposizioni per il caso delle sue società riportato dalla trasmissione di Rai3.

Euro U21, torna il Var dai quarti. Nicolato: scandalo che non c’era ieri

Euro U21, torna il Var dai quarti. Nicolato: scandalo che non c’era ieriRoma, 23 giu. (askanews) – L’Uefa corre ai ripari dopo gli errori dell’arbitro di Francia-Italia, esordio per gli azzurrini agli Europei Under 21 di calcio. Con Var e gol line technology l’Italia non avrebbe probabilmente perso una partita viziata da un evidente rigore per gli azzurri non fischiato, un fallo che avrebbe fatto annullare il gol del 2-1 dei francesi e la rete del 2-2 di Bellanova che la gol line technology avrebbe convalidato. La federazione europea, che aveva clamorosamente rinunciato alla tecnologia in questo torneo, ha deciso di introdurre il Var nel torneo in corso, a partire dai quarti di finale. “Una beffa? No, piuttosto lo considero un miglioramento, ma avrei preferito ci fosse già ieri sera” è stato il commento del ct degli azzurrini Paolo Nicolato. “Non mi aspetto le scuse dell’arbitro, non credo che ce le debba nemmeno, sarà il primo a essere dispiaciuto del suo errore”, le sue parole il giorno dopo la sconfitta con beffa. “Credo che un arbitro che fa della sua passione il suo lavoro, se rivede la partita, sia il primo a non essere soddisfatto di sé stesso”.

Al di la dell’utilizzo del Var, Nicolato punta il dito sull’arbitraggio: “Ci sono stati alcuni episodi che col Var c’entrano poco e che tutto lo stadio ha visto senza il Var. Mi riferisco in particolare al fatto su Okoli che è successo davanti a me e c’erano sia il quarto uomo che il guardalinee. L’impressione che ho avuto io è che togliendo il Var a degli arbitri che erano abituati ad usarlo adesso anche gli arbitri stessi non prendono le decisioni in tempi brevi, e non sono più abituati a dare attenzione a certe cose perché spesso erano risolte dal Var”. “Spero che il dio del calcio ci risarcisca”Infine, parlando della partita degli Azzurrini, il Ct si è detto soddisfatto dei suoi: “Dalla gara di ieri contro la Francia ho avuto buone risposte. Abbiamo affrontato una squadra di grande livello, a mio avviso ci siamo confermati formazione che merita di stare in questa competizione, e cercheremo di fare il massimo. Le cose ora non si sono messe bene e non sono facili, però dobbiamo avere l’ambizione di andare avanti perché ce lo meritiamo e ce lo dovremo meritare da qui a fine Europeo”.

 

Il Papa agli artisti: non omologatevi. Aiutateci a sognare un mondo nuovo

Il Papa agli artisti: non omologatevi. Aiutateci a sognare un mondo nuovoCittà del Vaticano, 23 giu. (askanews) – “La creatività dell’artista sembra partecipare della passione generativa di Dio. Siete alleati del sogno di Dio! Siete occhi che guardano e che sognano. Non basta soltanto guardare, bisogna anche sognare”. A spronare il mondo della cultura e dell’arte invitandolo a non omologarsi al finto bello che oggi viene spesso presentanto, è stato stamane Papa Francesco che, nella straordinaria cornice della Cappella Sistina ha incontrato in udienza circa 200 artisti: pittori, scultori, architetti, scrittori, poeti, musicisti, registi e attori (tra loro Baricco, Ligabiue, Mogol ed altri).

Un incontro organizzato in occasione del 50° anniversario dell’inaugurazione della Collezione d’Arte Moderna e Contemporanea dei Musei Vaticani. “Noi esseri umani aneliamo a un mondo nuovo che non vedremo appieno con i nostri occhi, eppure lo desideriamo, lo cerchiamo, lo sogniamo. Come diceva uno scrittore latino-americano, abbiamo un occhio di carne e l’altro di vetro: con quello di carne guardiamo ciò che vediamo, con quello di vetro guardiamo ciò che sogniamo”, ha detto Francesco nel suo discorso.

Ma proprio gli artisti, ha subito aggiunto, hanno “la capacità di sognare nuove versioni del mondo, d’introdurre novità nella storia”, e citando lo scritto Guardini, il Papa ha paragonati i creativi “ai veggenti. Siete un po’ come i profeti. Sapete guardare le cose sia in profondità sia in lontananza, come sentinelle che stringono gli occhi per scrutare l’orizzonte e scandagliare la realtà al di là delle apparenze”. “In ciò siete chiamati a sottrarvi al potere suggestionante di quella presunta bellezza artificiale e superficiale oggi diffusa e spesso complice dei meccanismi economici che generano disuguaglianze. – è stato l’invito rivolto dal Papa al mondo dell’arte – È una bellezza finta, cosmetica, un maquillage che nasconde invece di rivelare. In italiano si dice ‘trucco’ – ha insistito – perché ha qualcosa dell’inganno. Voi vi tenete distanti da questa bellezza, la vostra arte vuole agire come coscienza critica della società, togliendo il velo all’ovvietà. Volete mostrare quello che fa pensare, che rende vigili, che svela la realtà anche nelle sue contraddizioni, nei suoi aspetti che è più comodo o conveniente tenere nascosti. Come i profeti biblici, – ha aggiunto – ci mettete di fronte a cose che a volte danno fastidio, criticando i falsi miti di oggi, i nuovi idoli, i discorsi banali, i tranelli del consumo, le astuzie del potere”. “Fate bene a essere anche sentinelle del vero senso religioso, a volte banalizzato o commercializzato. In questo essere veggenti, sentinelle, coscienze critiche, vi sento alleati per tante cose che mi stanno a cuore, come la difesa della vita umana, la giustizia sociale, gli ultimi, la cura della casa comune, il sentirci tutti fratelli”, ha aggiunto il pontefice.

In questa dimensione “l’arte e la fede non possono lasciare le cose così come stanno: le cambiano, le trasformano, le convertono. L’arte non può mai essere un anestetico; dà pace, ma non addormenta le coscienze, le tiene sveglie”. Prima di terminare il suo incontro, francesco ha voluto anche invitare il mondo dell’arte ad avere un occhio particolare per i poveri. “Vorrei chiedervi di non dimenticarvi dei poveri, che sono i preferiti di Cristo, in tutti i modi in cui si è poveri oggi. Anche i poveri hanno bisogno dell’arte e della bellezza. – ha infatti detto – Alcuni sperimentano forme durissime di privazione della vita; per questo, ne hanno più bisogno. Di solito non hanno voce per farsi sentire. Voi potete farvi interpreti del loro grido silenzioso”.

Giorgetti incontra i vertici della Rai (si farà un tavolo tecnico sul tema del canone)

Giorgetti incontra i vertici della Rai (si farà un tavolo tecnico sul tema del canone)Roma, 23 giu. (askanews) – Il Ministro dell’economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti ha incontrato oggi presso la sede del Dicastero l’amministratore delegato della Rai, Roberto Sergio, la presidente Marinella Soldi, il direttore generale Gianpaolo Rossi. Hanno preso parte alla riunione, tra gli altri, anche il capo di gabinetto del ministro, Stefano Varone, e il capo dipartimento del tesoro, Riccardo Barbieri. Al primo punto del colloquio, riferisce una nota del Mef, lo stato dell’arte del Piano Industriale della Rai 2023-25, la necessità di proseguire la modernizzazione della tv pubblica in termini di digitalizzazione e delle nuove tecnologie, il nuovo contratto di servizio che sarà presto all’esame della Commissione di Vigilanza.

Durante la riunione è stato affrontato anche il tema del canone Rai. A questo proposito è stata decisa la costituzione di un tavolo tecnico per individuare anche eventuali future nuove soluzioni che garantiscano la trasformazione della Rai in Digital Media Company, mantenendo le risorse necessarie al raggiungimento degli obiettivi concordati. 

Estate, Confcommercio: quest’anno in vacanza 30 mln di italiani

Estate, Confcommercio: quest’anno in vacanza 30 mln di italianiRoma, 23 giu. (askanews) – Sono quasi 30 milioni, uno in più del 2022, gli italiani di età compresa tra 18 e 74 anni, pronti a partire tra giugno e settembre per uno o più viaggi, in Italia o all’estero, per un totale di quasi 63 milioni di partenze – poco più di 2 a testa – con un volume d’affari complessivamente generato nell’ordine di 45 miliardi di euro. Questi i dati principali dell’Osservatorio Turismo di Confcommercio sulle vacanze degli italiani realizzato in collaborazione con SWG.

Per quanto rigurda l’Italia, il mare occupa saldamente il primo posto con il 24% delle preferenze, qualche punto percentuale meno dell’estate 2022. Le città d’arte sono scelte dal 15% del campione, i piccoli borghi dal 9% e la montagna dall’11%. Per l’estero, riprende quota la domanda turistica verso l’estero. Se nel 2022, 3 italiani su 4 sceglievano esclusivamente mete nazionali, tale quota scende, quest’anno, a circa il 56%, mentre salgono dal 25% al 43% coloro che faranno vacanze sia in Italia che all’estero. Raddoppiano, in particolare, sul 2022, con riferimento ai viaggi di 7 giorni o più, coloro che sceglieranno una meta fuori Europa, con la ricomparsa di destinazioni particolarmente care agli italiani prima del COVID, come Mar Rosso e Stati Uniti. A dominare le scelte di vacanze oltralpe restano però comunque le vicine Francia, Austria e Slovenia, oltre a Spagna, Grecia e Regno Unito. Si aggiunge quest’anno il Portogallo, grazie anche all’effetto mediatico e di attrazione delle giornate mondiali della gioventù di inizio agosto.

Preferite le strutture turistico ricettive, ma con qualche distinguo. Le scelgono più della metà dei vacanzieri italiani per i soggiorni più lunghi, optando per un albergo in 4 casi su 10, mentre, per gli short break, lo fanno addirittura 2 su 3, optando però, in questo caso, per B&B e alberghi in pari misura. Campeggi, resort e villaggi vacanza totalizzano complessivamente una media del 20% delle preferenze mentre gli altri soggiorneranno in agriturismi e, soprattutto, in seconde case – di proprietà o in affitto – o da amici e parenti. Sul lato della spesa, a fronte di un incremento medio dei costi dei servizi prettamente turistici nell’ordine del 12% rispetto allo scorso anno – con punte più alte sui trasporti, dove il 28% degli intervistati riscontra aumenti superiori al 30% – gli intervistati dichiarano mediamente di mettere a disposizione, per le vacanze tra giugno e settembre, un budget di circa 1.130 euro ciascuno, il 10% in più dello scorso anno: 920 euro per le partenze in agosto, 560 a giugno e 700 per quelle tanto di luglio quanto di settembre. Nel raffronto con l’estate 2022 incoraggia quel 6% di intervistati che, non avendone fatte l’estate scorsa, torna a pianificare una vacanza, seppure breve, nell’estate 2023. Ne consegue che, per non ridurre né il numero delle partenze né la lunghezza dei soggiorni, un italiano su 2 dichiara che limiterà le spese extra in loco e uno su 3 rinuncerà ad attività a pagamento a destinazione.

“Quasi 30 milioni di italiani in viaggio quest’estate e un record di stranieri che visitano l’Italia – commenta il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli -, superando i valori del 2019, fanno del turismo il motore principale della nostra economia. Riqualificare dunque le strutture e migliorare la formazione per sostenere le imprese della filiera turistica è l’investimento prioritario per creare nuova occupazione e rafforzare l’intero sistema paese”.

Tensione nel governo sul Mes e il caso Santanché, e Meloni rinvia anche il Consiglio dei ministri

Tensione nel governo sul Mes e il caso Santanché, e Meloni rinvia anche il Consiglio dei ministriRoma, 22 giu. (askanews) – Giornata ad alta tensione nel centrodestra e nel governo, tra il Mes in commissione alla Camera (con un inedito ‘Aventino’ della maggioranza) e il caso Santanchè. Il tutto condito dal rinvio a martedì del Consiglio dei ministri, inizialmente convocato oggi alle 17, per “sopraggiunti impegni personali” di Giorgia Meloni.

La giornata della premier è iniziata con un colloquio con il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, con cui – secondo quanto filtrato – ha discusso delle prospettive economiche e di crescita dell’Italia e dello scenario generale dei tassi di interesse. Chissà se sul tavolo c’è stato anche il Mes, che solo l’Italia al momento non ha approvato. Proprio nelle stesse ore la commissione Esteri di Montecitorio adottava il testo base del ddl di ratifica del Meccanismo europeo di stabilità, partendo dalle proposte di legge presentate da Pd e Iv. A favore hanno votato le opposizioni, mentre il centrodestra non ha partecipato. “Tutto il centrodestra, dalla Meloni al sottoscritto – ha ribadito Matteo Salvini – ha sempre ritenuto che in questo momento il Mes non è strumento utile per il Paese. Sul Mes decide il Parlamento: se arriverà la discussione in Parlamento, lì si voterà”. Duro l’attacco della segretaria Pd Elly Schlein: “I partiti di maggioranza sono talmente divisi che non si sono presentati a votare sul Mes, non si era mai visto. Ieri la maggioranza è andata sotto sul dl lavoro al Senato. Praticamente un governo fantasma”. Ora il provvedimento passerà al vaglio per i pareri delle altre commissioni prima di approdare in Aula il 30 giugno. Un appuntamento – con Meloni che sarà a Bruxelles per il Consiglio europeo – che si preannuncia come un passaggio pericoloso per il centrodestra e che si sta cercando di ‘sminare’ con contatti sull’asse Camera-Palazzo Chigi. A far crescere la tensione, oggi, anche il caso di Daniela Santanchè: la ministra del Turismo è stata al centro di una puntata di ‘Report’ che denuncia, tra le altre cose, fornitori non pagati e dipendenti che attendono ancora il Tfr dopo essere stati licenziati. Le opposizioni invitano Meloni (che al momento sul fatto non si esprime) a riferire in Parlamento e chiedono le dimissioni della ministra, che però respinge le accuse al mittente. La ricostruzione dei fatti, scrive in una nota Santanchè, “risulta radicalmente non corrispondente al vero, ispirata esclusivamente dalla finalità di screditare l’immagine e la reputazione della sottoscritta” e per questo “ho dato mandato ai legali di fiducia per le necessarie iniziative nelle opportune sedi giudiziarie”.

In questo contesto, nel primo pomeriggio è arrivata la notizia del rinvio del Consiglio dei ministri. “La presidente del Consiglio era impegnata altrove e ci ha chiesto la cortesia di essere presenti tra qualche giorno, tutto qua. Non vi inventate problemi che non esistono, non c’è nessun problema politico”, ha assicurato il ministro per le Politiche del Mare Nello Musumeci, arrivando a Palazzo Chigi per una seduta lampo sulle leggi regionali, senza la presenza della premier. Qualche problema, però, rivelano altri esponenti del governo, ci sarebbe stato, in particolare con Salvini, ancora sulla nomina del commissario per la ricostruzione dopo l’alluvione in Emilia Romagna. Comunque sia Meloni ha lasciato il Palazzo subito dopo l’incontro con la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. Nel colloquio, secondo quanto emerso, hanno avuto uno uno scambio di vedute sui temi al centro del prossimo Consiglio Ue ma anche sulle prospettive europee ad un anno dal voto: Meloni ha l’obiettivo di arrivare all’appuntamento con un’alleanza tra i conservatori di Ecr, di cui è presidente, e il Ppe, di cui fa parte la Metsola. Tra i temi sul tavolo i migranti e l’economia, in particolare la discussione sulle nuove regole del Patto di stabilità. La presidente del Consiglio sul primo punto, ha auspicato la “puntuale attuazione” del nuovo Patto sulla migrazione e l’asilo. Per quanto riguarda i temi economici, ha ribadito la necessità di un “approccio ambizioso”, orientato alla crescita economica, con una “piena flessibilità” su fondi europei.

Tensione governo su Mes e Santanché, e Meloni rinvia anche Cdm

Tensione governo su Mes e Santanché, e Meloni rinvia anche CdmRoma, 22 giu. (askanews) – Giornata ad alta tensione nel centrodestra e nel governo, tra il Mes in commissione alla Camera (con un inedito ‘Aventino’ della maggioranza) e il caso Santanchè. Il tutto condito dal rinvio a martedì del Consiglio dei ministri, inizialmente convocato alle 17, per “sopraggiunti impegni personali” di Giorgia Meloni.

La giornata della premier è iniziata con un colloquio con il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, con cui – secondo quanto filtrato – ha discusso delle prospettive economiche e di crescita dell’Italia e dello scenario generale dei tassi di interesse. Chissà se sul tavolo c’è stato anche il Mes, che solo l’Italia al momento non ha approvato. Proprio nelle stesse ore la commissione Esteri di Montecitorio adottava il testo base del ddl di ratifica del Meccanismo europeo di stabilità, partendo dalle proposte di legge presentate da Pd e Iv. A favore hanno votato le opposizioni, mentre il centrodestra non ha partecipato. “Tutto il centrodestra, dalla Meloni al sottoscritto – ha ribadito Matteo Salvini – ha sempre ritenuto che in questo momento il Mes non è strumento utile per il Paese. Sul Mes decide il Parlamento: se arriverà la discussione in Parlamento, lì si voterà”. Duro l’attacco della segretaria Pd Elly Schlein: “I partiti di maggioranza sono talmente divisi che non si sono presentati a votare sul Mes, non si era mai visto. Ieri la maggioranza è andata sotto sul dl lavoro al Senato. Praticamente un governo fantasma”. Ora il provvedimento passerà al vaglio per i pareri delle altre commissioni prima di approdare in Aula il 30 giugno. Un appuntamento – con Meloni che sarà a Bruxelles per il Consiglio europeo – che si preannuncia come un passaggio pericoloso per il centrodestra e che si sta cercando di ‘sminare’ con contatti sull’asse Camera-Palazzo Chigi. A far crescere la tensione anche il caso di Daniela Santanchè: la ministra del Turismo è stata al centro di una puntata di ‘Report’ che denuncia, tra le altre cose, fornitori non pagati e dipendenti che attendono ancora il Tfr dopo essere stati licenziati. Le opposizioni invitano Meloni (che al momento sul fatto non si esprime) a riferire in Parlamento e chiedono le dimissioni della ministra, che però respinge le accuse al mittente. La ricostruzione dei fatti, scrive in una nota Santanchè, “risulta radicalmente non corrispondente al vero, ispirata esclusivamente dalla finalità di screditare l’immagine e la reputazione della sottoscritta” e per questo “ho dato mandato ai legali di fiducia per le necessarie iniziative nelle opportune sedi giudiziarie”.

In questo contesto, nel primo pomeriggio è arrivata la notizia del rinvio del Consiglio dei ministri. “La presidente del Consiglio era impegnata altrove e ci ha chiesto la cortesia di essere presenti tra qualche giorno, tutto qua. Non vi inventate problemi che non esistono, non c’è nessun problema politico”, ha assicurato il ministro per le Politiche del Mare Nello Musumeci, arrivando a Palazzo Chigi per una seduta lampo sulle leggi regionali, senza la presenza della premier. Qualche problema, però, rivelano altri esponenti del governo, ci sarebbe stato, in particolare con Salvini, ancora sulla nomina del commissario per la ricostruzione dopo l’alluvione in Emilia Romagna. Comunque sia Meloni ha lasciato il Palazzo subito dopo l’incontro con la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. Nel colloquio, secondo quanto emerso, hanno avuto uno uno scambio di vedute sui temi al centro del prossimo Consiglio Ue ma anche sulle prospettive europee ad un anno dal voto: Meloni ha l’obiettivo di arrivare all’appuntamento con un’alleanza tra i conservatori di Ecr, di cui è presidente, e il Ppe, di cui fa parte la Metsola. Tra i temi sul tavolo i migranti e l’economia, in particolare la discussione sulle nuove regole del Patto di stabilità. La presidente del Consiglio sul primo punto, ha auspicato la “puntuale attuazione” del nuovo Patto sulla migrazione e l’asilo. Per quanto riguarda i temi economici, ha ribadito la necessità di un “approccio ambizioso”, orientato alla crescita economica, con una “piena flessibilità” su fondi europei.

Fi, tregua armata e step verso congresso. Pesa incognita Fascina

Fi, tregua armata e step verso congresso. Pesa incognita FascinaRoma, 22 giu. (askanews) – Sarà pure assente e “muta”, come ormai hanno preso a chiamarla in molti, ma Marta Fascina è fin troppo presente nei dubbi che agitano il futuro di Forza Italia. Anche oggi che la Camera ha ricordato Silvio Berlusconi, il suo scranno è rimasto vuoto, come praticamente in tutto il resto della legislatura, con pochissime eccezioni che si contano sulle dita di una mano. “Ancora non se la sente”, spiega un deputato a lei vicino. “Prima vuole aspettare che si apra il testamento”, maligna invece un esponente della minoranza.

Quello sarà il momento della verità per l’eredità economica. Ma c’è chi si aspetta – o forse perlopiù teme – che possa esserlo anche per quella politica. Il percorso che traghetterà Forza Italia verso il suo tentativo di sopravvivere al fondatore è cominciato oggi e, al momento, non prevede un ruolo per la quasi moglie. Il 15 luglio si terrà il Consiglio nazionale che sancirà il ruolo di presidente pro tempore per Antonio Tajani. Poi, l’anno prossimo sarà convocato il Congresso, anche se ancora si ragiona sull’opportunità di tenerlo prima o dopo le Europee. Le elezioni per Bruxelles del prossimo giugno sono uno spartiacque, superare la soglia di sbarramento del 4% una necessità che torna utile anche a Giorgia Meloni e alla stabilità del suo governo. Al momento, sull’onda emotiva della morte dell’ex premier, Forza Italia cresce nei sondaggi, in alcuni casi facendo registrare anche un sorpasso ai danni della Lega. Ma quanto durerà questo effetto, è la domanda che si pongono deputati e senatori orfani del fondatore.

La famiglia intanto ha fatto la sua mossa per blindare casse, presentazione delle liste e simbolo, piazzando come nuovo tesoriere l’avvocato di fiducia Fabio Roscioli, e si è impegnata “pur nel rispetto dei ruoli” a mantenere in vita la creatura voluta dal padre. Ovvero a fare la sua parte sul fronte economico, garantendo le fidejussioni, ma senza un impegno diretto. Ed è qui che subentra l’incognita Fascina. Al ministro degli Esteri spetta il compito di mantenere il fragile equilibrio che per ora tiene in piedi il partito, in nome del comune interesse alla sopravvivenza. “Ma cosa potrebbe fare se fosse per esempio Marina stessa a spingere perché lei abbia un ruolo?”, si chiede un parlamentare. Magari è più un timore che una concreta possibilità, ma certo quella scena di loro due mano nelle mano ai funerali ha alimentato una vasta letteratura dietrologica. E poi c’è l’attivismo dei deputati più vicina a Fascina che, attraverso dichiarazioni e interviste, continuano a far intendere che l’intenzione non è proprio quella di ritirarsi in buon ordine.

Per questo, non è sfuggita una frase pronunciata durante la riunione dei gruppi proprio da Antonio Tajani. “In questi giorni non ho sentito Marta perché rispetto il suo lutto, ma se vorrà potrà dare il contributo che ritiene”. Parole diverse da quelle pronunciate appena una settimana fa, quando lo stesso vice premier aveva spiegato che Fascina “è un deputato ed è la compagna di vita di Silvio Berlusconi, non c’è bisogno di ritagliare spazi formali”. Lo stato dell’arte di Forza Italia, al netto di tutte le dichiarazioni di unità e necessità di essere una “falange” per realizzare il sogno di Berlusconi, è quello di un partito che prova a concedersi una tregua armata. Dove però si fa comunque fatica a nascondere le tensioni. Licia Ronzulli, nel suo intervento alla riunione dei gruppi, ha lanciato più di una frecciatina, senza mai nominarli, ai parlamentari vicini a Marta Fascina, a cominciare da Tullio Ferrante e Alessandro Sorte. In primis, quando ha ricordato che il partito è aperto ma serve “una selezione” in base alle competenze. E poi quando ha sottolineato che “la sensibilità necessaria per indicare una linea politica è qualcosa che si costruisce nel corso degli anni, non si improvvisa”. Come a dire: gli ultimi arrivati si mettano in fila.

Cedu boccia ricorsi: legittimo no Italia a trascrizione figli di gay

Cedu boccia ricorsi: legittimo no Italia a trascrizione figli di gayBruxelles, 22 giu. (askanews) – La Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) ha pubblicato i dispositivi di tre sentenze, decise il 3 maggio scorso dalla sua prima sezione, che hanno respinto una serie di ricorsi presentati da coppie omosessuali, da “genitori di intenzione” (senza legami biologici con i figli), e anche da una madre biologica, contro il rifiuto delle amministrazioni di trascrivere nei registri dello stato civile italiano gli atti di nascita di diversi bambini nati all’estero per gestazione con maternità surrogata, o in in Italia per procreazione medicalmente assistita.

La Corte innanzitutto ha riconosciuto che “il sistema giuridico italiano proibisce come contrario all’ordine pubblico la trascrizione dell’atto di nascita di un bambino nato da una maternità surrogata praticata all’estero”. La Corte di Strasburgo poi ha ricordato che la Corte di Cassazione italiana “ha affermato il principio secondo il quale una ordinanza con cui un tribunale straniero riconosce un legame di filiazione tra un bambino nato all’estero con maternità assistita e una persona che non ha con lui alcun legame biologico non può essere trascritta nei registri dello stato civile italiano”, aggiungendo che, tuttavia, ” i valori tutelati dalla proibizione in questione non escludono la possibilità di riconoscere la relazione parentale attraverso altri strumenti previsti dall’ordine giuridico, come l’adozione in certi casi particolari”.

I giudici di Strasburgo hanno quindi considerato che “il non riconoscimento da parte delle autorità italiane degli atti di nascita in oggetto non hanno avuto, in pratica, un impatto significativo sul godimento, da parte degli interessati, del loro diritto alla vita familiare”. La Corte considera inoltre che “le difficoltà pratiche incontrate dai ricorrenti nella loro vita familiare in assenza del riconoscimento nel diritto italiano del legame di affiliazione, potrebbero essere in parte risolte mediante il riconoscimento del legame di filiazione del padre biologico dopo una domanda di trascrizione parziale degli atti di nascita”.

Una delle tre sentenze riguarda il rifiuto di trascrizione nello stato civile italiano dell’atto di nascita di bambini di coppie omosessuali nati in Italia, ma concepiti mediante procreazione medicalmente assistita all’estero. Nel caso specifico, i bambini a cui fa riferimento il ricorso sono nati mediante inseminazione artificiale effettuata in una clinica spagnola. Il ricorso era stato presentato sia dalla madre biologica che dalla “madre d’intenzione”, e anche dai due bambini nati mediante procreazione assistita.

La Corte dei diritti umani ha constatato che “il desiderio di vedere riconosciuto un legame tra i bambini e i genitori di intenzione non era ostacolato da una impossibilità generale e assoluta, poiché i ricorrenti hanno avuto a loro disposizione la possibilità dell’adozione e non l’hanno utilizzata”. In effetti, i giudici di Strasburgo ricordano che, sebbene l’evoluzione della giurisprudenza in Italia avesse già consentito il riconoscimento dell’adozione da parte del genitore d’intenzione, prima della nascita dei bambini, “non sembra che sia stata introdotta nessuna domanda di adozione” da parte della madre d’intenzione. Tutti i ricorsi facevano riferimento all’Articolo 8 della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo. I ricorrenti consideravano che il rifiuto della trascrizione degli atti di nascita da parte delle amministrazioni italiane violasse il comma 2 dell’Articolo, secondo cui “non può esservi ingerenza di una autorità pubblica” nell’esercizio del diritto al rispetto della vita privata e familiare. Nello stesso articolo, tuttavia, questo divieto d’ingerenza è subordinato ad alcune condizioni, dovendo appicarsi “a meno che tale ingerenza sia prevista dalla legge e costituisca una misura che, in una società democratica, è necessaria alla sicurezza nazionale, alla pubblica sicurezza, al benessere economico del paese, alla difesa dell’ordine e alla prevenzione dei reati, alla protezione della salute o della morale, o alla protezione dei diritti e delle libertà altrui”. Tutte le tre sentenze sono state adottate all’unanimità dai giudici membri della prima sezione della Corte dei Diritti dell’Uomo.