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Terzo Polo, IV attacca:noi pronti a congresso, basta veline anonime

Terzo Polo, IV attacca:noi pronti a congresso, basta veline anonime


</p> <p></head><br /> <body id="readabilityBody"></p> <p><meta name="robots" content="index, follow, max-image-preview:large, max-snippet:-1, max-video-preview:-1"/><br /> <title>Terzo Polo, IV attacca:noi pronti a congresso, basta veline anonime




















Roma, 11 apr. (askanews) – “Non c’è nessun tatticismo di Italia Viva. Abbiamo deciso di fare un congresso democratico in cui ci si confronti a viso aperto e non con le veline anonime” . Lo si legge in una nota dei portavoce nazionali di Italia Viva Alessia Cappello e Ciro Buonajuto, diffusa dal partito di Matteo Renzi.

“Ci sono le date già fissate, ci sono le regole decise da Calenda comprese quelle sul tesseramento, ci sono i gruppi di lavoro con i nomi già decisi, c’è il comitato politico. Noi – affermano i portavoce di Italia Viva- siamo pronti al congresso che Calenda ha chiesto di fare. E ci mettiamo nome e cognome. C’è qualcuno che cambia idea una volta al giorno, ma quel qualcuno non siamo noi. Quanto a Renzi: gli è stato chiesto di fare un passo indietro, lo ha fatto. Adesso possiamo fare il congresso democratico anziché inviare veline anonime?”, concludono.

Nomine, Molinari (Lega): bizzarro se sceglie un solo partito

Nomine, Molinari (Lega): bizzarro se sceglie un solo partito


</p> <p></head><br /> <body id="readabilityBody"></p> <p><meta name="robots" content="index, follow, max-image-preview:large, max-snippet:-1, max-video-preview:-1"/><br /> <title>Nomine, Molinari (Lega): bizzarro se sceglie un solo partito



















Roma, 11 apr. (askanews) – “La scelta dei vertici delle società di Stato quotate è una partita ristretta tra i leader, quindi questa è una partita che sta seguendo direttamente il nostro segretario Salvini con Giorgia Meloni e Tajani e credo Gianni Letta per Forza Italia. È chiaro che c’è massimo riserbo sulle scelte, ma è chiaro che sarebbe bizzarro che fosse un solo partito ad indicare i nomi a discapito degli altri”. Lo ha detto Riccardo Molinari, capogruppo alla Camera della Lega, a 24 Mattino su Radio 24.

“Quindi al netto di quello che si legge sono certo che in questo momento c’è un’interlocuzione e alla fine ne usciranno delle soluzioni equilibrate dove ogni gruppo potrà indicare dei nomi o comunque dare delle preferenze. Bisogna tenere conto che sono scelte da cui deriva il futuro di queste aziende che hanno un valore economico importante per il paese, quindi non si parla di nomine di partito, si tratta di indicare dei manager, delle figure di possibili amministratori pubblici che abbiano i titoli necessari e che possono essere graditi ai partiti, ma non sono scelte di bandiera, sono scelte che vanno coniugate con la competenza ed il fatto di essere graditi da una parte o dall’altra”, ha aggiunto.

Salvini: serve un centro rimpatri per i migranti in ogni Regione

Salvini: serve un centro rimpatri per i migranti in ogni Regione


</p> <p></head><br /> <body id="readabilityBody"></p> <p><meta name="robots" content="index, follow, max-image-preview:large, max-snippet:-1, max-video-preview:-1"/><br /> <title>Salvini: serve un centro rimpatri per i migranti in ogni Regione




















Udine, 11 apr. (askanews) – Per Matteo Salvini, leader della Lega, “serve almeno un centro rimpatri per ogni regione. Qua non esistono governatori o sindaci di sinistra che dicono no perchè altrimenti le espulsioni non si possono fare se non hai dei centri di raccolta di coloro che commettono crimini e devono tornare là da dove sono venuti. Ho totale fiducia nel governo e nei colleghi ministri”. Salvini lo ha detto a Udine, dove si trova per sostenere il candidato sindaco Piero Fontanini.

Migranti, Salvini: serve un centro rimpatri in ogni Regione

Migranti, Salvini: serve un centro rimpatri in ogni Regione


</p> <p></head><br /> <body id="readabilityBody"></p> <p><meta name="robots" content="index, follow, max-image-preview:large, max-snippet:-1, max-video-preview:-1"/><br /> <title>Migranti, Salvini: serve un centro rimpatri in ogni Regione



















Udine, 11 apr. (askanews) – Per Matteo Salvini, leader della Lega, “serve almeno un centro rimpatri per ogni regione. Qua non esistono governatori o sindaci di sinistra che dicono no perchè altrimenti le espulsioni non si possono fare se non hai dei centri di raccolta di coloro che commettono crimini e devono tornare là da dove sono venuti. Ho totale fiducia nel governo e nei colleghi ministri”. Salvini lo ha detto a Udine, dove si trova per sostenere il candidato sindaco Piero Fontanini.

Sbarcati al porto di Catania 108 migranti, anche donne e bambini. In arrivo peschereccio con altri 700

Sbarcati al porto di Catania 108 migranti, anche donne e bambini. In arrivo peschereccio con altri 700


</p> <p></head><br /> <body id="readabilityBody"></p> <p><meta name="robots" content="index, follow, max-image-preview:large, max-snippet:-1, max-video-preview:-1"/><br /> <title>Sbarcati al porto di Catania 108 migranti, anche donne e bambini. In arrivo peschereccio con altri 700




















Palermo, 11 apr. (askanews) – Sono state fatte sbarcare, al porto di Catania, 108 persone tra uomini donne e bambini: erano a bordo della nave ‘Peluso’ della Guardia Costiera, salvate nel corso di un intervento ieri a cento miglia delle coste siciliane. Le condizioni dei migranti arrivati a Catania sono buone. La nave subito dopo l’arrivo in porto ha nuovamente ripreso il largo per effettuare le operazioni di traino del peschereccio con i rimanenti 700 migranti, il cui arrivo a Catania è previsto per questa notte.

Il promotore di giustizia del Vaticano: il Papa vuole la piena verità sul caso Orlandi

Il promotore di giustizia del Vaticano: il Papa vuole la piena verità sul caso Orlandi


</p> <p></head><br /> <body id="readabilityBody"></p> <p><meta name="robots" content="index, follow, max-image-preview:large, max-snippet:-1, max-video-preview:-1"/><br /> <title>Il promotore di giustizia del Vaticano: il Papa vuole la piena verità sul caso Orlandi



















Roma, 11 apr. (askanews) – “Sul caso Orlandi Papa Francesco e il Segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, vogliono che emerga la verità senza riserve. Il desiderio e la volontà ferrea del Papa e del Segretario di Stato sono di fare chiarezza senza riserve”. Lo dice in una intervista al Corriere della Sera il Promotore di Giustizia della Città del Vaticano, Diddi, che oggi incontrerà Pietro Orlandi e la sua avvocatessa Laura Sgrò: “Sia il Santo Padre che il cardinale Parolin – ribadisce – mi hanno concesso massima libertà d’azione per indagare ad ampio raggio senza condizionamenti di sorta e con il fermo invito a non tacere nulla. Ho il mandato di accertare qualunque aspetto in uno spirito di franchezza, di ‘parresia’ evangelica e tale approccio è ciò che più conta”.

Riguardo il suo lavoro, Diddi spiega che “qualche iniziale risultato è stato conseguito” e le carte “ho avuto modo di leggerle e analizzarle. Ci sono state anche acquisizioni interne di carte vecchie, vecchissime, impolverate. E altre ne sto cercando ancora”. Sulle audizioni di testi interni al Vaticano, “stiamo lavorando anche su questo versante. Sentiremo Pietro Orlandi e acquisiremo le necessarie informazioni testimoniali, ascoltando quanto di inedito ha da riferirci. Ci sono all’interno e all’esterno del Vaticano figure ancora reperibili. Anche nell’ambito della pregressa inchiesta romana sono stati fatti accertamenti importanti, ma tecnicamente, il mio team ed io non possiamo fare indagini in Italia: siamo disposti, nell’ottica della reciproca collaborazione, a eseguire eventuali richieste che la Procura di Roma volesse far pervenire a noi”. Infine, sulle ipotesi del coinvolgimento della Banda della Magliana nel sequestro di Emanuela, Diddi conclude: “Temo che il ruolo della Banda della Magliana nel caso Orlandi sia stato sopravvalutato, sebbene esistano alcune evidenze. La situazione, tuttavia, impone un inquadramento più ampio”.

Claudio Amendola boss spietato e fragile nella fiction Il Patriarca

Claudio Amendola boss spietato e fragile nella fiction Il Patriarca


</p> <p></head><br /> <body id="readabilityBody"></p> <p><meta name="robots" content="index, follow, max-image-preview:large, max-snippet:-1, max-video-preview:-1"/><br /> <title>Claudio Amendola boss spietato e fragile nella fiction Il Patriarca




















Roma, 7 apr. (askanews) – Il Patriarca è la nuova serie tv di Canale 5 che segna il ritorno di Claudio Amendola alla fiction Mediaset. Una saga familiare densa di avvincenti colpi di scena, con personaggi affascinanti e senza scrupoli, in onda a partire da venerdì 14 aprile in prima serata.

La serie in sei prime serate, prodotta da Camfilm e presentata da Taodue – Mediaset Group, per la regia di Claudio Amendola – racconta la storia di un carismatico imprenditore, Nemo Bandera (interpretato dallo stesso Amendola), che ha portato la Deep Sea a diventare una delle aziende più importanti della Puglia, grazie alla sua abilità negli affari, ma anche grazie a traffici illeciti che hanno la base nel porto della sua città, Levante. La vita di Nemo viene però improvvisamente sconvolta da una scoperta: “Per me è stato molto affascinante, anche impegnativo perché uno dei temi che vengono affrontati mi tocca particolarmente, quello della malattia. Il mio personaggio scopre, all’inizio della fiction, di essere malato, di avere l’Alzheimer. E questa è stata una grande sfida da attore ma anche da regista, raccontare questa peculiarità”, spiega Claudio Amendola ad askanews. Il Patriarca è stato girato nel corso di 7 mesi tra la fine del 2021 e la prima metà del 2022 tra Roma e la Puglia. “Questa doppia faccia di grande imprenditore e di criminale ci racconta una nuova criminalità, una criminalità di colletti bianchi e la scoperta del suo nuovo stato, della sua fragilità, lo sprona a fare una scelta importante: di lasciare alla propria famiglia una azienda sana e nella legalità”, aggiunge.

Per la regia di Claudio Amendola, al suo fianco nel cast troviamo Antonia Liskova, Raniero Monaco di Lapio, Giulia Bevilacqua, Primo Reggiani, Neva Leoni, Michele De Virgilio, Giulia Schiavo, Carmine Buschini, Carlo Calderone. Scritto da Mizio Curcio, Sandrone Dazieri e Paolo Marchesini.

Silvio Berlusconi, settimo giorno di ricovero in terapia intensiva al San Raffaele

Silvio Berlusconi, settimo giorno di ricovero in terapia intensiva al San Raffaele


</p> <p></head><br /> <body id="readabilityBody"></p> <p><meta name="robots" content="index, follow, max-image-preview:large, max-snippet:-1, max-video-preview:-1"/><br /> <title>Silvio Berlusconi, settimo giorno di ricovero in terapia intensiva al San Raffaele




















Milano, 11 apr. (askanews) – Settimo giorno di ricovero in terapia intensiva al San Raffaele per Silvio Berlusconi. Ieri sera l’ultima a far visita all’ex premier la figlia primogenita Marina, mentre nel pomeriggio erano arrivati Fedele Confalonieri e Paolo Berlusconi per brevi visite. Stamane, davanti all’ingresso di via Olgettina 60, dove entrano le auto dei familiari e degli amici più stretti del presidente di Forza Italia, solo un’auto della polizia e una dei carabinieri. Ieri, le ultime notizie ufficiali sullo stato di salute di Silvio Berlusconi, con un comunicato diffuso dal San Raffaele che esprimeva un “cauto ottimismo” nel quadro di un “progressivo miglioramento”.

Oggi, il medico personale di Silvio Berlusconi, Alberto Zangrillo, è giunto alle 8.45 all’ospedale San Raffaele di Milano. Zangrillo, primario dell’Unità di terapia intensiva e di rianimazione dell’ospedale lombardo, si è diretto verso il suo ufficio evitando i giornalisti.

La figlia Marina passa l’intera notte al san Raffaele

La figlia Marina passa l’intera notte al san Raffaele


</p> <p></head><br /> <body id="readabilityBody"></p> <p><meta name="robots" content="index, follow, max-image-preview:large, max-snippet:-1, max-video-preview:-1"/><br /> <title>La figlia Marina passa l’intera notte al san Raffaele




















Roma, 11 apr. (askanews) – Silvio Berlusconi compie con solo Marta Fascina e la figlia Marina al suo capezzale la prima settimana di ricovero in terapia intensiva all’ospedale san Raffaele per leucemia cronica aggravata da una infezione polmonare. Per la prima volta in questi sette giorni la figlia maggiore di Berlusconi ha trascorso la notte in ospedale: arrivata all’ora di cena non è più stata vista uscire. Prima di lei a Pasquetta al san Raffaele si erano visti nel pomeriggio per visite molto brevi pomeridiane solo il fratello Paolo e l’amico al fianco del Cav dall’adolescenza Fedele Confalonieri. Poco dopo l’arrivo di Marina aveva lasciato il nosocomio anche Orazio Fascina, il padre di Marta che in questi giorni era rimasto a fare compagnia alla figlia entrata in ospedale con Berlusconi e da allora mai uscita.

Al san Raffaele dunque da ieri visite ridottissime e selezionatissime. Ed informazioni sullo stato di salute dell’ex premier ancor più con il gontagocce, con richiamo esplicito e diretto del prof Zangrillo alla stampa ad attenersi esclusivamente al bollettino medico ufficiale, per la seconda volta in una settiamana diramato ieri in mattinata da lui – che dirige la terapia intensiva del san Raffaele- e dal prof. Cicero che ha la responsabilità dell’ematologia. “Una minchiata”, in particolare ha voluto Zangrillo senza mezzi termini smentire con nettezza la notizia circolata nel pomeriggio di un Berlusconi per la prima volta sceso dal letto e seduto in poltrona, circolata nel pomeriggio dopo il “cauto ottimismo” espresso dal bollettino mattutino che confermava “un progressico miglioramento” in un quadro di “gravità” complessiva delle condizioni dell’illustre paziente.

“Siamo molto stanchi – ha voluto dire di persona all’ora di cena ai giornalisti Zangrillo, uscendo visibilmente teso e alterato nel piazzale del san Raffaele in compagnia di una giovanissima assistente medico- e vi chiediamo di essere seri, come noi siamo persone serie come la situazione richiede. Comprendiamo anche quest’attenzione che definisco ormai morbosa per un paziente che ovviamente non è particolare. Ma sulle condizioni di salute bisogna attenersi al comunicato firmato da me e da Ciceri e basta. Per cui se escono notizie che non rispondono al vero – circolate anche su testate autorevoli- sono informazioni che in gergo si chiamano fake. Un paziente in terapia intensiva – ha scandito piuttosto alternato- è un soggetto che merita cura intensive: non può alzarsi e stare in poltrona. Se cammina allora ve lo porto. E smentisco nella maniera più assoluta che siano state fonti ospedaliere a dare la notizia”.

Berrettini vince e va al secondo turno all’Atp Monte-Carlo

Berrettini vince e va al secondo turno all’Atp Monte-Carlo


</p> <p></head><br /> <body id="readabilityBody"></p> <p><meta name="robots" content="index, follow, max-image-preview:large, max-snippet:-1, max-video-preview:-1"/><br /> <title>Berrettini vince e va al secondo turno all’Atp Monte-Carlo



















Roma, 10 apr. (askanews) – Matteo Berrettini torna a vincere, debuttando al Masters di Monte-Carlo con un facile successo contro lo statunitense Maxime Cressy, n°38 del mondo, battuto 6-4, 6-2. Al 2° turno il romano, che non aveva mai vinto un match nel Principato, affronterà l’argentino Francisco Cerundolo. “Sono il primo a essere contento – le parole di Berrettini – L’inizio dell’anno è stato duro per tanti motivi, ma sono qui a fare ciò che amo. Non è facile affrontare Cressy, gioca a un livello alto, sono contento di come ho giocato. Sono soddisfatto, con il mio team ho fatto un grande lavoro ma ho bisogno di mettere partite e vittorie nelle gambe. Sono cresciuto sulla terra, adoro giocare qui. Guardando i risultati non posso lamentarmi, ho avuto un’operazione alla mano destra e non è stato facile recuperare dopo tanti infortuni. Ci vuole tanta energia per recuperare. Non ne avevo più tanta, adesso invece il serbatoio è pieno. Questo è un torneo a cui tengo particolarmente, e non avevo mai vinto una partita. Ci ho messo tanta energia. Spero di fare una bella stagione sulla terra, voglia e fisico ci sono: ora devo solo lavorare, i risultati arriveranno.