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Mps punta Mediobanca, Ops da 13,3 miliardi per un terzo grande gruppo bancario

Mps punta Mediobanca, Ops da 13,3 miliardi per un terzo grande gruppo bancarioMilano, 24 gen. (askanews) – Mps punta piazzetta Cuccia: Siena annuncia un’offerta pubblica di scambio, carta contro carta, e offre ai soci di Mediobanca 2,3 azioni per ogni quota portata in adesione. Prezzo implicito di 15,992 euro per azione, con un premio pari al 5,03% rispetto ai valori di chiusura della Borsa di giovedì. Totale dell’operazione: 13,3 miliardi di euro, da chiudere entro il terzo trimestre del 2025. Una mossa a sorpresa e non concordata che Mediobanca, guidata dal Ceo Alberto Nagel, si avvia a bollare come “ostile”.


L’amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio, ha spiegato che “con questa operazione di natura industriale vogliamo segnare un nuovo approccio nel percorso di consolidamento del settore bancario che in maniera innovativa crea valore da subito sia per gli azionisti di Mps che di Mediobanca, e ritengo anche per l’intero sistema Paese. Puntiamo a un nuovo campione nazionale, con due brand di eccellenza, che vogliamo proteggere e ancor più valorizzare”. L’offerta è condizionata al consenso del 66,67% del capitale di Mediobanca e se dovesse andare a buon fine Piazzetta Cuccia dirà addio alla Borsa: l’obiettivo di Siena è il delisting di Mediobanca per “favorire” integrazione, sinergia e crescita delle due banche, dettaglia Mps nei documenti al mercato.


L’attenzione è quindi tutta sui soci di Mediobanca, che a tratti si intrecciano con gli stessi di Mps. A guidare la brigata di azionisti di piazzetta Cuccia è Delfin, la holding lussemburghese degli eredi Del Vecchio, che detiene il 19,81% del capitale della banca fondata da Enrico Cuccia. A seguire c’è Francesco Gaetano Caltagirone che possiede il 7,76%, Blackrock al 4,23% e Banca Mediolanum al 3,49%. Delfin e Caltagirone sono anche soci forti di Siena, i primi tra i privati dopo il Mef che detiene ancora l’11,7% delle azioni (il lock up del Tesoro scade il 13 febbraio). I Del Vecchio hanno il 9,7% di Rocca Salimbeni e Caltagirone il 5%: facile credere che siano favorevoli all’operazione, con oltre il 27% dell’azionariato di Mediobanca che sarebbe quindi pronto ad aderire all’Ops. Gli azionisti più piccoli di Mediobanca sono legati nel patto di consultazione, guidato da Mediolanum, che tiene insieme l’11,4% del capitale e che è stato aggiornato a ottobre ed è valido fino al 2027. Tra loro la famiglia Monge all’1,1%, gruppo Gavio allo 0,82% e gruppo Ferrero allo 0,69%. Quanto al primo azionista di Mps, Lovaglio ha spiegato nella call con gli analisti, che a dicembre 2022 aveva già presentato al ministro dell’Economia l’ipotesi dell’operazione con Mediobanca e che il ministero stesso “non ha posto nessun limite all’operazione”.


Questa operazione, per Mps, “presenta benefici chiari e tangibili per tutti gli stakeholder”. Per gli azionisti, si legge nei documenti, si prevede “elevata creazione di valore grazie ad una maggiore redditività, con un dividend pay-out fino al 100% dell’utile netto, mantenendo al contempo una forte solidità patrimoniale”, con l’utilizzo dei 2,9 miliardi di Dta di Mps nei prossimi sei anni e la generazione di sinergie industriali per 700 milioni all’anno. I clienti avranno “accesso ad una value proposition di eccellenza, con un’offerta più ampia e attraente di prodotti, soluzioni su misura e servizi per famiglie e imprese”, mentre i dipendenti avranno “opportunità di crescita professionale” in un’operazione che prevede “limitati impatti occupazionali”. Secondo il management di Mps a poter ottenere benefici è anche l’”economia italiana”, grazie al “forte valore per il sistema Paese contribuendo a incrementarne la competitività”. Lovaglio, parlando in conference call, ha poi voluto chiarire “fin da ora” che l’eventuale buon esito dell’operazione non comporterà l’addio a nessun marchio, con entrambe le banche che sono nomi storici della finanza italiana: “Continueremo a nutrire i marchi Mps e Mediobanca, mantenendo le loro competenze e posizionamento unici, due marchi forti che lavoreranno assieme. Questo – ha chiosato il top manager – ci permetterà di sfruttare appieno tutto il loro potenziale”.

Eurozona, a gennaio manifatturiero risale, possibile “effetto Trump”

Eurozona, a gennaio manifatturiero risale, possibile “effetto Trump”Roma, 24 gen. (askanews) – Migliora a inizio anno la situazione per le imprese nell’area euro, con una risalita delle indagini apparentemente collegata a un “effetto Trump” che si trasmette anche al Vecchio Continente. L’indice Pmi composito per l’insieme delle aziende è risalito a 50,2 punti, riporta S&P Global con un comunicato, sui massimi da 5 mesi dopo 49,6 punti a dicembre.


A migliorare, in particolare, è il manifatturiero, sospinto dal recupero di fiducia delle imprese in Germania, con l’indice Pmi sulla produzione risalito a 46,8 punti, da 44,3 punti di dicembre. Su queste indagini i 50 punti sono la soglia di neutralità: al di sopra è crescita, al di sotto è contrazione dell’attività. L’indice Pmi per le attività del terziario dell’area euro è marginalmente risalito a 51,4 punti, da 51,6 a dicembre.


S&P rileva tuttavia che il tasso di espansione generale resta solo marginale a causa della debole domanda. I segnali di miglioramento dell’attività hanno portato l’occupazione ad un livello vicino alla stabilizzazione. Meno incoraggianti i segnali sui costi: sono fortemente aumentati, prosegue la società con un comunicato, con un tasso di inflazione che ha toccato il valore più alto in 21 mesi. A loro volta, anche le aziende hanno incrementato i prezzi di vendita ad un tasso maggiore. Secondo Cyrus de la Rubia, capo economista della Hamburg Commercial Bank “la Germania ha esercitato un ruolo importante nel miglioramento dell’economia dell’eurozona, con l’indice composito che è tornato in territorio di crescita. Al contrario, l’economia francese è rimasta in contrazione”.


“Il settore manifatturiero è ancora in recessione, ma il ritmo del declino si è leggermente attenuato. Il settore continua a perdere rapidamente personale e anche i nuovi ordini sono in calo. D’altro canto, prevedendo una produzione più elevata tra un anno, le aziende sono molto più ottimiste riguardo al futuro. Questo potrebbe essere un effetto Trump inaspettato – osserva in un comunicato – o dovuto all’idea che il fondo sia stato raggiunto dopo una recessione di quasi due anni”. Invece “in vista della riunione della Bce della prossima settimana, le notizie sul fronte dei prezzi non sono incoraggianti. L’inflazione dei costi nel settore dei servizi ha indicato un rialzo, con la presidente della Bce Christine Lagarde – ricorda – che ha già dichiarato di monitorare la situazione attentamente. I prezzi di vendita nel settore sono aumentati a un ritmo simile a quello del mese scorso. È preoccupante l’incremento dei prezzi di acquisto affrontati dal settore manifatturiero, che pone fine a quattro mesi di costi stabili o in calo”.

Centrosinistra, Franceschini: battere la destra marciando divisi

Centrosinistra, Franceschini: battere la destra marciando divisiRoma, 24 gen. (askanews) – “Si dice spesso che la destra si batte uniti. Io, se mi passa la provocazione, mi sono convinto che la destra la battiamo marciando divisi”. Lo dice Dario Franceschini, senatore ed ex vicesegretario del Pd, intervistato da Repubblica.


“Serve realismo. I partiti che formano la possibile alternativa alla destra – spiega – sono diversi e lo resteranno. È inutile fingere che si possa fare un’operazione come fu quella dell’Ulivo. L’Ulivo non tornerà, da quella fusione è già nato il Pd. E nemmeno l’Unione del secondo Prodi, con le sue 300 pagine di programma assemblato a tavolino prima delle elezioni. I partiti di opposizione vadano al voto ognuno per conto suo, valorizzando le proprie proposte e l’aspetto proporzionale della legge elettorale. È sufficiente stringere un accordo sul terzo dei seggi che si assegnano con i collegi uninominali per battere i candidati della destra”. A giudizio di Franceschini “molte cose si discuteranno dopo il voto. In fondo, al momento di formare un governo dopo aver vinto, non fa così anche la destra?”


Quanto al rapporto con il M5S, “registro – dice ancora l’esponente democratico – che siamo all’opposizione insieme e questo è sufficiente. Non credo di dover ricordare come si collocavano i 5S all’epoca del patto gialloverde con la Lega e dove sono ora, dopo l’esperienza del nostro governo comune del quale rivendichiamo troppo poco i risultati”. Anche per quanto riguarda le posizioni diverse sulla guerra “ci sarà tempo per trovare un compromesso”, sostiene Franceschini, “ammesso che la guerra in Ucraina ci sia ancora”. Insomma, “capisco – taglia corto – chi obietta che si rinuncia a un progetto politico più ambizioso, ma è il modo di evitare altri cinque anni di Meloni. E così si può vincere”.

SOS Villaggi: Grave mancato rinnovo Fondo contrasto povertà educativa

SOS Villaggi: Grave mancato rinnovo Fondo contrasto povertà educativaRoma, 24 gen. (askanews) – Si celebra oggi 24 gennaio la Giornata mondiale dell’Educazione, una data significativa istituita dalle Nazioni Unite per riflettere sul diritto all’istruzione e sulla necessità di garantire a tutti i bambini e ragazzi l’accesso a un’istruzione di qualità.


SOS Villaggi dei Bambini, impegnata ogni giorno affinché nessun bambino e bambina rimangano indietro e possano godere di un’istruzione di qualità, sostiene l’educazione come faro che illumina da sempre il viaggio di bambini e giovani verso una vita migliore, soprattutto per i più vulnerabili. Parafrasando le recenti parole di Papa Francesco, l’educazione è la chiave per far sì che i bambini e i giovani possano raggiungere il loro pieno potenziale, sviluppare capacità e talenti secondo le proprie inclinazioni, coltivare sogni e essere i protagonisti del proprio futuro. L’educazione dà potere alle ragazze e alle giovani donne, in particolare, aumentando le loro possibilità di trovare un lavoro, di mantenersi in salute, di partecipare pienamente alla società e aumenta le possibilità dei loro figli di condurre una vita sana. Non sempre però questa tappa fondamentale nella vita di ogni giovane è accessibile a tutti, soprattutto per chi non può contare sul sostegno di una famiglia. In Italia, secondo le stime Istat, i minorenni che appartengono a famiglie in povertà assoluta sono pari a 1,3 milioni. Un dato in crescita anche per l’impatto dell’inflazione sulle famiglie. Il disagio economico sempre più spesso si traduce in un divario educativo, dove la povertà economica e quella educativa si alimentano a vicenda. La carenza di mezzi culturali e di reti sociali riduce le opportunità lavorative; le ristrettezze economiche limitano l’accesso alle risorse culturali ed educative, costituendo un ostacolo oggettivo per bambini e ragazzi che provengono da famiglie svantaggiate.


Una fotografia allarmante che si aggrava ulteriormente con il mancato rinnovo del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, da parte del Governo con la nuova legge di bilancio. “Il Fondo, introdotto nel 2016, è stato eliminato nel silenzio generale – spiega Samantha Tedesco, Responsabile Programmi e Advocacy di SOS Villaggi dei Bambini – mettendo a rischio molti progetti. – Non si tratta solo del taglio economico, ma della rinuncia a una misura di giustizia collettiva, grazie alla quale si andava incontro al principio costituzionale di rimozione degli ostacoli all’uguaglianza dei cittadini per la promozione del pieno sviluppo delle persone. Il Governo ha cancellato questo Fondo senza interpellare i soggetti del Terzo settore che hanno una fotografia costante di questo tipo di realtà e che si impegnano quotidianamente, come fa SOS Villaggi dei Bambini, nella promozione delle opportunità educative per tutti i bambini e bambine di questo Paese. La magnitudo con cui la povertà colpisce le famiglie e i minorenni fa sì che in Italia molti bambini e giovani siano candidati a essere privati di alcuni diritti fondamentali e ad avere un futuro già ipotecato. L’istruzione e l’educazione in senso ampio, pur dovendo essere una priorità politica e istituzionale inderogabile, rimane per alcuni ragazzi e ragazze, distante e inaccessibile. Per questo contrastare la povertà educativa, con interventi permanenti e strutturali, poteva essere l’unica azione auspicabile per lo sviluppo del nostro Paese. Otto anni fa l’istituzione del Fondo ha rappresentato un importante traguardo, ora la scelta di tagliarlo è un fatto grave, che ci riporta indietro”.


In questo contesto non bisogna ignorare il dramma della dispersione scolastica, con 1 bambino su 5 che abbandona precocemente gli studi. L’Italia è indietro rispetto alla media dei Paesi europei, un divario che il nostro Paese stenta a recuperare: è ancora alta la quota di giovani che escono prematuramente dal sistema di istruzione e formazione dopo aver conseguito soltanto il titolo di scuola secondaria di primo grado (early leavers); nel 2022 il percorso formativo si è interrotto con la licenza della scuola secondaria di primo grado per l’11,5% dei giovani tra 18 e 24 anni. Diventa perciò importante agire in sinergia con le istituzioni e, per questo, SOS Villaggi dei Bambini lancia un appello, affinché l’enorme cantiere educativo messo in campo negli ultimi otto anni in tutto il Paese, con più di 800 progetti finanziati e mezzo milione di minorenni coinvolti, non si fermi. Per questo, l’Organizzazione si impegna perché ogni bambino e bambina non rimanga indietro e possa godere degli stessi diritti educativi dei propri coetanei.


In Italia, l’Organizzazione contrasta la povertà educativa attraverso progetti e attività promossi nei Programmi e Villaggi SOS, raggiungendo annualmente 1.548 beneficiari. La povertà educativa condiziona, infatti, la vita dei bambini e dei ragazzi, privandoli di opportunità preziose. Per contrastare questo fenomeno, SOS Villaggi dei Bambini si impegna a dare una nuova centralità all’educazione, che sia più inclusiva e attenta ai bisogni dei minorenni, in particolare dei più fragili, dei bambini e delle famiglie in stato di povertà educativa e materiale, che rischiano, se non aiutati, di rimanere ancora più indietro. Nell’ambito dei Programmi di accoglienza e sostegno familiare sviluppati sul territorio l’Organizzazione agisce costantemente con specifiche azioni di contrasto alla dispersione scolastica e utili a favorire il percorso educativo dei bambini accolti. Il nostro intervento si svolge nei progetti diurni presenti nei Villaggi SOS. Qui i ragazzi, sia in accoglienza nei Villaggi SOS che di famiglie fragili del territorio, trovano uno spazio in cui potersi confrontare con i loro coetanei, e negli educatori un utile punto di riferimento esterno alla famiglia. Dal 2021, a Milano, è attivo un Programma di sostegno familiare che annovera tra i propri servizi un dopo scuola, uno spazio dedicato ai bambini in età prescolare e un supporto multidisciplinare, con l’obiettivo di facilitare la relazione genitori-figli e potenziare l’auto efficacia dei genitori nel supportare i propri figli rispetto ai loro percorsi didattici. All’interno dei Programmi e Villaggi SOS in Italia, l’Organizzazione supporta in ogni ambito i bambini e ragazzi accolti, incluso il percorso scolastico, fornendo strumenti di apprendimento, socializzazione e inclusione. Alla base dell’agire dell’Organizzazione, un approccio centrato sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, in cui i bambini e i ragazzi vengono considerati protagonisti e non solo destinatari degli interventi. SOS Villaggi dei Bambini si impegna affinché i bambini e i ragazzi che non possono beneficiare di adeguate cure genitoriali crescano in una situazione di parità con i propri coetanei, realizzando appieno il proprio potenziale e la possibilità di vivere una vita indipendente. È presente in Italia da oltre 60 anni e oggi opera attraverso 8 Programmi e Villaggi SOS, a Trento, Ostuni, Vicenza, Saronno, Mantova, Torino, Crotone e Milano. SOS Villaggi dei Bambini si prende cura di oltre 2.600 persone, tra bambini, ragazzi e famiglie che vivono gravi situazioni di disagio, e sostiene i diritti di oltre 47.000 bambini e giovani, protagonisti delle sue attività di Advocacy. È parte del network SOS Children’s Villages, presente in 136 tra Paesi e territori dove aiuta circa 3 milioni di persone, e del quale ospita e gestisce a livello internazionale il Programma globale di esperti sulla salute mentale e sul supporto psicosociale.

Mps tenta la scalata a Mediobanca: lancia offerta di scambio da 13,3 mld

Mps tenta la scalata a Mediobanca: lancia offerta di scambio da 13,3 mldMilano, 24 gen. (askanews) – Monte dei Paschi di Siena ha deciso di promuovere un’offerta pubblica di scambio totalitaria volontaria avente a oggetto la totalità delle azioni ordinarie di Mediobanca. L’Ops valuta Piazzetta Cuccia 13,3 miliardi di euro e offre un premio del 5,03% rispetto al prezzo ufficiale delle azioni Mediobanca rilevato alla chiusura di Borsa di giovedì (15,227).


L’offerta avrà a oggetto un massimo di 833.279.689 azioni ordinarie, rappresentanti il 100% del capitale sociale e delle azioni ordinarie (incluse le azioni proprie detenute). Per ciascuna azione Mediobanca portata in adesione all’offerta, Mps offrirà un corrispettivo unitario pari a 2,3 azioni ordinarie dell’offerente di nuova emissione. Pertanto, per ogni 10 azioni Mediobanca portate in adesione saranno corrisposte 23 azioni ordinarie dell’offerente di nuova emissione. Sulla base del prezzo ufficiale delle azioni di Mps rilevato alla chiusura del 23 gennaio (giovedì) pari a 6,9531 euro, il corrispettivo esprime una valorizzazione pari a 15,992 euro per ciascuna azione Mediobanca e, pertanto, incorpora un premio pari al 5,03% rispetto al prezzo ufficiale delle azioni Mediobanca rilevato alla chiusura di Borsa del 23 gennaio (15,227).

Fondazione Museo Shoah inaugura mostra “La fine dei lager nazisti”

Fondazione Museo Shoah inaugura mostra “La fine dei lager nazisti”Roma, 23 gen. (askanews) – In occasione dell’ottantesimo anniversario della liberazione di Auschwitz e più in generale dei campi di concentramento e sterminio, la Fondazione Museo della Shoah ha inaugurato a Roma, presso la Casina dei Vallati, la mostra “La fine dei lager nazisti”, curata da Marcello Pezzetti, uno dei massimi esperti italiani della Shoah. Un viaggio storico ed emotivo dedicato a uno dei momenti più significativi del XX secolo: la liberazione dei campi di concentramento e sterminio nazisti avvenuta tra il 1944 e il 1945.


L’esposizione offre uno sguardo approfondito su una pagina fondamentale della storia contemporanea, con l’obiettivo di preservare la memoria e stimolare una riflessione collettiva contro ogni forma di odio, discriminazione e negazione dei diritti umani. Attraverso un percorso immersivo, il pubblico sarà guidato a comprendere le condizioni inumane dei lager e l’impatto emotivo e storico che la loro liberazione ha avuto sul mondo intero. Tra immagini storiche, molte delle quali rare e poco conosciute, scattate durante le operazioni di liberazione, proiezioni di materiali audiovisivi, filmati d’epoca, mappe geografiche, documenti e statistiche, la mostra esplora i giorni finali del regime nazista e l’impatto della liberazione dei lager, che rivelò al mondo intero l’orrore del genocidio.


All’inaugurazione, insieme al Presidente della Fondazione Mario Venezia, hanno partecipato Federico Mollicone, Presidente della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione, Roberto Gualtieri, Sindaco di Roma Capitale, Mattia Peradotto, Direttore dell’UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, Victor Fadlun, Presidente della Comunità Ebraica di Roma, la giornalista e scrittrice Claudia Conte. “Di fronte alla scoperta dei crimini nazisti, le forze alleate si trovarono a gestire sfide di enorme portata – ha affermato il curatore Marcello Pezzetti -. Fu necessario assistere i sopravvissuti, istituire sistemi di sostegno sanitario e, infine, organizzare i rimpatri. Allo stesso tempo, fu fondamentale documentare ciò che era accaduto e avviare i processi contro i persecutori. Per i pochi sopravvissuti, invece, la liberazione non coincise immediatamente con la libertà, anche perché una parte consistente di essi cessò di vivere nei giorni successivi”.


Ad arricchire l’evento, la Fondazione Museo della Shoah di Roma ha inaugurato il murales “Anti-Semitism, History Repeating”, dell’artista aleXsandro Palombo, raffigurante Liliana Segre e Sami Modiano con le divise dei lager, acquisito dalla Fondazione e collocato davanti al Portico d’Ottavia, sotto la targa che ricorda il rastrellamento del 16 ottobre 1943. L’opera, già comparsa a Milano in Piazzale Loreto il 30 settembre 2024, è stato oggetto di due azioni vandaliche: il 15 ottobre, le stelle di David sono state sfregiate, e l’11 novembre, i volti di Segre e Modiano sono stati cancellati. La rimozione definitiva, avvenuta il 2 dicembre, ha suscitato indignazione a livello nazionale e internazionale. La decisione di trasferirlo a Roma, nel contesto della Fondazione Museo della Shoah, non è solo un atto di protezione, ma anche un messaggio contro l’odio e l’intolleranza.


“Quando abbiamo appreso la notizia dello sfregio al murales a Milano, siamo stati sopraffatti dall’indignazione – ha detto Mario Venezia, Presidente della Fondazione Museo della Shoah -. Un gesto vile e insensato che non solo colpisce l’arte, ma tenta di ferire il cuore stesso della Memoria. Ma non ci siamo arresi a questa violenza simbolica. Abbiamo trasformato la rabbia in un atto di bellezza e resistenza, prendendo contatto con l’artista, che ha saputo reinventare l’opera e realizzarne una nuova versione a Roma, presso la Casina dei Vallati, sede museale della Fondazione. Questo murales è la nostra risposta: una ferita che si rimargina, un simbolo che torna a vivere più forte di prima, perché la Memoria non può essere imbrattata”. L’opera sarà visibile all’aperto fino al 2 febbraio e successivamente troverà collocazione permanente nella Casina dei Vallati, cuore delle attività della Fondazione.

Netflix: iniziata la produzione della seconda stagione di “Berlino”

Netflix: iniziata la produzione della seconda stagione di “Berlino”Roma, 23 gen. (askanews) – È iniziata la produzione della seconda stagione di Berlino, lo spin-off de La Casa di Carta, che continua a essere nella top 10 delle serie non inglesi più viste nella storia di Netflix.


Pedro Alonso assume ancora una volta il ruolo dell’iconico “Berlino” e, insieme a lui, ritorna tutta la sua banda: Michelle Jenner (Isabel) interpreta Keila, un genio dell’ingegneria elettronica; Tristán Ulloa (Il caso Asunta) è Damian, un professore filantropo e confidente di Berlino; Begoña Vargas (Benvenuti a Eden) è Cameron, una ragazza che vive sempre al limite; Julio Peña Fernández (Attraverso la mia finestra) interpreta Roi, il fedele scudiero di Berlino; e Joel Sánchez è Bruce, l’implacabile uomo d’azione della banda. La trama di questa seconda stagione si sposta in Spagna e la nuova rapina avrà luogo a Siviglia. Lì, Berlino e la sua banda incontreranno nuovi personaggi come Candela, un’imprevedibile e capricciosa donna sivigliana interpretata da Inma Cuesta (Il caos dopo di te); l’eccentrico ed edonista Duca di Malaga Álvaro Hermoso de Medina, interpretato da José Luis García-Pérez (Honor); e la sua misteriosa e raffinata Duchessa di Malaga Genoveva Dante, interpretata da Marta Nieto (Madre).


Gli otto episodi della serie, creata da Álex Pina (La Casa di Carta, Sky Rojo) ed Esther Martínez Lobato (La Casa di Carta, Sky Rojo), sono scritti proprio da loro insieme a David Barrocal, Lorena G. Maldonado e Itziar San Juan, e saranno diretti da Albert Pintó (Nowhere, Sky Rojo), David Barrocal (Sky Rojo, Il rifugio atomico) e Jose Manuel Cravioto (Il rifugio atomico, Diablero). Le riprese di questa seconda stagione si svolgeranno nell’arco di diverse settimane a Madrid, Siviglia, San Sebastián e in altre località della Spagna.


Nella settimana della sua uscita, la prima stagione di Berlino è stata la serie più vista a livello globale e ha raggiunto la Top 10 in 91 paesi. La serie continua a essere nella Top 20 delle serie non in lingua inglese più viste nella storia di Netflix.

A Michela Giraud il Ciak d’oro per l’esordio alla regia in “Flaminia”

A Michela Giraud il Ciak d’oro per l’esordio alla regia in “Flaminia”Roma, 23 gen. (askanews) – Una nuova conferma per Michela Giraud, dopo la serie di sold out nei teatri di tutta Italia e il lancio di una nuova, grande data alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, mercoledì 10 settembre: con il suo primo film, “Flaminia”, ha vinto il Ciak d’Oro per il Miglior Esordio alla Regia, l’unico premio del panorama cinematografico italiano assegnato dal pubblico.


In Flaminia, una produzione Eagle Original Content e Pepito Produzioni, in collaborazione con Vision Distribution e Prime Video, Michela Giraud racconta, come da suo stile, una storia personale, rivelando però, per la prima volta in modo profondo, un altro lato della sua sensibilità di artista. La trama ruota attorno a Flaminia De Angelis, una giovane donna che vive nel piccolo mondo patinato di Roma Nord: la sua vita viene completamente rivoluzionata quando Ludovica, la sua sorellastra nello spettro autistico, fa ritorno a casa e sconvolge il suo mondo, costringendola a guardare alla vita in modo più onesto e profondo. Il film vede la scrittura della stessa Giraud, insieme a Francesco Marioni, Greta Scicchitano e Marco Vicari, e per il suo esordio alla regia ha potuto contare sui volti di: Rita Abela, Antonello Fassari, Nina Soldano, Edoardo Purgatori, Catherine Bertoni de Laet, Ludovica Bizzaglia, Francesca Valtorta, Fabrizio Colica e di Lucrezia Lante Della Rovere.


Flaminia è oggi in streaming su Amazon Prime Video.

Rai Cinema: “Vermiglio resta fuori, ma fin qui un’enorme visibilità”

Rai Cinema: “Vermiglio resta fuori, ma fin qui un’enorme visibilità”Roma, 23 gen. (askanews) – “Rivolgiamo i nostri complimenti a Maura Delpero, Vermiglio ha avuto comunque una enorme visibilità internazionale e siamo grati alla regista per l’impegno che, insieme ai produttori di Cinedora, ha messo in questa sfida difficilissima, senza risparmiarsi”: è il commento di Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema, dopo che il film italiano non è entrato nella cinquina per il Miglior film internazionale.


“Essere arrivati fin qui, nella shortlist degli Oscar, dopo le nomination ai Golden Globe e agli EFA, è comunque un traguardo importante che fa bene a tutta l’industria culturale del nostro Paese”, ha aggiunto. “Avevamo di fronte competitor molto forti, opere di grande qualità sostenute da soggetti produttivi, piattaforme e distributori americani con ingenti budget a disposizione, e questo sappiamo che può fare la differenza”, ha affermato Del Brocco, sottolineando che “con questo suo secondo film Maura Delpero ci ha rivelato appieno il suo talento e le sue potenzialità, crediamo nella sua visione di cinema e siamo sicuri che insieme realizzeremo ancora grandi progetti. Come Rai Cinema siamo orgogliosi di aver sostenuto il film e di aver preso parte a questo viaggio meraviglioso”.

Almasri, Pd: verità imbarazzanti per Governo? Meloni venga in Aula

Almasri, Pd: verità imbarazzanti per Governo? Meloni venga in AulaMilano, 23 gen. (askanews) – “Poiché in Senato il ministro Piantedosi non ha risposto sul caso Almasri, limitandosi a dire che si trattava solo di un cittadino straniero pericoloso e per questo andava rispedito a casa, diventa ora inevitabile che la premier Meloni venga in Parlamento”.Così in una nota i capigruppo del Pd alla Camera dei Deputati e al Senato, Chiara Braga e Francesco Boccia. “È infatti necessario che sia lei a chiarire le irritualità di tutte le procedure, il mancato intervento del ministro della giustizia e soprattutto se dietro il mancato rispetto di una sentenza della Corte internazionale, si nascondano verità imbarazzanti per il governo. Se insomma la guerra dichiarata agli immigrati non si faccia anche garantendo agibilità e movimento a personaggi che come il libico Almasri si sono macchiati di condanne per crimini contro l’umanità”.