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Lollobrigida: le regole attuali già consentono di ottenere la cittadinanza

Lollobrigida: le regole attuali già consentono di ottenere la cittadinanzaRimini, 23 ago. (askanews) – “Noi crediamo che una persona possa diventare cittadino semplicemente con un percorso in cui possa dimostrare l’amore per questa terra, non c’è niente di male, si diventa cittadini e italiani con delle leggi e delle regole che sono comuni a gran parte dei paesi del mondo. Le contaminazioni culturali ci devono essere e dobbiamo avere solamente una capacità: quella di non immaginare che per essere contaminati bisogna rinunciare alla propria identità”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare, a margine del Meeting di Rimini.


“Noi siamo un’identità forte, costruita nei secoli – ha aggiunto – consapevoli di quello che valiamo, ci apriamo al mondo, ci confrontiamo con il mondo in un quadro di universalismo che riconosciamo nella nostra religione portante – anche chi non crede deve sapere che il cristianesimo è alla base di quello che noi siamo e del rispetto che dobbiamo agli altri ma che dobbiamo anche pretendere dagli altri. In quest’ottica quindi – ha concluso Lollobrigida – crediamo che le regole che esistono siano delle regole importanti, forti, ma che permettono tranquillamente di acquisire la cittadinanza, di potersi rapportare con gli altri, senza dover fare delle scelte che invece possano pregiudicare questo tipo di aspetto e valore”.

Lollobrigida: regole attuali già consentono di ottenere cittadinanza

Lollobrigida: regole attuali già consentono di ottenere cittadinanzaRimini, 23 ago. (askanews) – “Noi crediamo che una persona possa diventare cittadino semplicemente con un percorso in cui possa dimostrare l’amore per questa terra, non c’è niente di male, si diventa cittadini e italiani con delle leggi e delle regole che sono comuni a gran parte dei paesi del mondo. Le contaminazioni culturali ci devono essere e dobbiamo avere solamente una capacità: quella di non immaginare che per essere contaminati bisogna rinunciare alla propria identità”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare, a margine del Meeting di Rimini.


“Noi siamo un’identità forte, costruita nei secoli – ha aggiunto – consapevoli di quello che valiamo, ci apriamo al mondo, ci confrontiamo con il mondo in un quadro di universalismo che riconosciamo nella nostra religione portante – anche chi non crede deve sapere che il cristianesimo è alla base di quello che noi siamo e del rispetto che dobbiamo agli altri ma che dobbiamo anche pretendere dagli altri. In quest’ottica quindi – ha concluso Lollobrigida – crediamo che le regole che esistono siano delle regole importanti, forti, ma che permettono tranquillamente di acquisire la cittadinanza, di potersi rapportare con gli altri, senza dover fare delle scelte che invece possano pregiudicare questo tipo di aspetto e valore”.

Governo, Lollobrigida: complotto? Rresistenze apparati verso cambiamento

Governo, Lollobrigida: complotto? Rresistenze apparati verso cambiamentoRimini, 23 ago. (askanews) – Il governo è al centro di un complotto? “L’obiettivo del nostro governo è quello di rispondere alle tante esigenze che in campagna elettorale ci sono state sottoposte dai cittadini ai quali intendiamo rispondere costantemente. Per il resto non abbiamo necessità di fare polemica; quello che emerge spesso è che rispetto a un’Italia che ha grandi potenzialità, negli anni queste potenzialità non siano stati utilizzate a pieno perché c’era chi sul lavoro degli italiani viveva senza tener conto dell’impegno che i nostri cittadini mettevano in campo in modo non sempre conforme a quelli che sono i dettami della nostra costituzione”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, Francesco Lollobrigida, a margine del Meeting di Rimini.


“Crediamo che ci siano grosse resistenze da parte di apparati rispetto alla voglia di cambiamento, di rinnovamento e di rafforzamento di un’Italia che è straordinaria in termini – ha aggiunto – e di potenzialità e che oggi ha anche un governo che sostiene chi investe su queste risorse che nel tempo non sono state sempre sfruttate appieno”. 

Cittadinanza, Bernini: convinta Ius Scholae potrà essere discusso

Cittadinanza, Bernini: convinta Ius Scholae potrà essere discussoRimini, 23 ago. (askanews) – “Sono assolutamente convinta che, come tutti i temi che non appartengono al programma di governo, ma che hanno un significato per la nostra comunità e per il nostro Paese”, anche quello dello Ius Scholae “potrà essere discusso, come abbiamo sempre fatto, all’interno delle forze di maggioranza”. Lo ha detto il ministro dell’Università, Anna Maria Bernini, a una conferenza stampa al Meeting di Rimini.


“Per essere ascoltati, questa è la nostra regola da liberali, bisogna anche ascoltare – ha aggiunto Bernini -. Noi abbiamo tanto ascoltato e quindi adesso siamo felici di poter essere ascoltati su un tema che per noi è sempre stato cruciale, in un mondo che cambia ogni minuto, non più ogni giorno, ma ogni minuto, ogni secondo e in una civiltà e una comunità sempre più composita, è importante ragionare in termini di futuro e non di passato”. Questa, secondo il ministro, è l’idea dello Ius Scholae: “che la cittadinanza dipenda da ideali, valori, cultura comune e non da altri fattori che non hanno a che vedere con la comunione di intenti e di ideali” ha concluso.

Calcio, Dybala resta alla Roma e i tifosi festeggiano sotto casa

Calcio, Dybala resta alla Roma e i tifosi festeggiano sotto casaRoma, 23 ago. (askanews) – Da ieri sera festeggia la Roma giallorossa dopo che Dybala ha rifiutato i 75 milioni di euro promessi dagli arabi per restare in giallorosso. Un sospiro di sollievo per la tifoseria che non perderà dunque il calciatore più forte della rosa a campionato già iniziato. “Grazie Roma ci vediamo domenica” – ha scritto Dybala sui social invitando i tifosi a incitare la squadra contro l’Empoli all’Olimpico per la seconda giornata di Serie A. Alla notizia della permanenza di Dybala, i tifosi hanno esultato e festeggiato. Scene di giubilo si sono verificate proprio davanti all’abitazione della Joya (villa di lusso fra l’Infernetto e Casal Palocco, ndr) dove circa un centinaio di tifosi si sono radunati. Cori e ringraziamenti per Dybala e per la moglie Oriana che hanno scelto Roma invece del denaro saudita. Il calciatore e la cantante (che esulta) si sono affacciata dalla loro casa per assistere alla scena e salutare i tifosi.

Inps, stabili nel I semestre certificati di malattia: sono 15,7 milioni

Inps, stabili nel I semestre certificati di malattia: sono 15,7 milioniRoma, 23 ago. (askanews) – Nel primo semestre dell’anno sono arrivati complessivamente 15,7 milioni di certificati, di cui 11,8 milioni (75,5%) dal settore privato, con un aumento complessivo molto lieve (+1,3%) rispetto allo stesso periodo del 2023. Lo ha reso noto l’Inps.


I certificati di malattia dei primi due trimestri del 2024, rispetto ai medesimi periodi del 2023, registrano tuttavia variazioni molto diverse: nel primo trimestre 2024 sono arrivati 8,7 milioni di certificati con una variazione tendenziale pari a -3,7% rispetto al primo trimestre 2023 (9 milioni); nel secondo trimestre 2024 con quasi 7 milioni di certificati l’incremento tendenziale è stato pari a +8,3% (6,4 milioni i certificati nel secondo trimestre 2023). In entrambi gli anni la variazione congiunturale tra primo e secondo trimestre dello stesso anno, data la stagionalità del fenomeno malattia, risulta ovviamente negativa, più elevata nel 2023 (-28,9% i certificati del secondo trimestre 2023 rispetto al primo trimestre 2023) e leggermente più moderata tra i due trimestri del 2024 (-20,1%).

Scuola, Codacons: arriva il salasso, fino a 1.300 euro spesa famiglie

Scuola, Codacons: arriva il salasso, fino a 1.300 euro spesa famiglieRoma, 23 ago. (askanews) – Anche quest’anno sta per abbattersi sulle famiglie italiane la consueta “stangata” di settembre legata all’acquisto di libri e materiali scolastico per alunni e studenti. Fino a 1.300 euro la spesa delle famiglie per ogni singolo studente. Lo afferma il Codacons, che fornisce come ogni anno i dati ufficiali sul caro-scuola e le spese che dovranno affrontare i genitori in occasione dell’avvio del nuovo anno scolastico.


Per quanto riguarda il materiale scolastico, l’offerta è estremamente diversificata sia sul fronte delle marche che dei prezzi al pubblico, e ogni anno compaiono sul mercato nuove linee e nuovi prodotti per gli studenti – spiega il Codacons – In base alle prime stime i beni che registrano i maggiori rincari sono zaini, diari e astucci “griffati”, ossia prodotti legati a marchi molto richiesti da giovani e giovanissimi, i cui listini seguono l’andamento della domanda: in questo caso nei negozi specializzati, fisici e o online, gli aumenti possono raggiungere anche il 15% rispetto allo scorso anno – spiega l’associazione – Più contenuti, e nell’ordine del 3%, i rincari dei prodotti scolastici non di marca e non legati a cartoni animati, squadre di calcio, personaggi famosi. Per uno zaino griffato la spesa può superare i 200 euro, mentre per un astuccio attrezzato (con penne, matite, gomma da cancellare e pennarelli) si arriva a spendere 60 euro: fino a 35 euro il prezzo di un diario per l’anno scolastico 2024/2025 – rileva l’associazione.


Previsti incrementi anche per i libri – avvisa il Codacons – L’Istat ha registrato infatti nell’ultimo mese aumenti medi del +4,9% sul 2023 per i testi scolastici: questo significa che le famiglie che acquisteranno libri nuovi in cartoleria senza ricorrere all’usato dovranno mettere mano al portafogli e affrontare una spesa che va dai 300 euro a un massimo di 700 euro a studente, a seconda della scuola e del grado di istruzione. Tra quaderni, zaini, diari, prodotti di cancelleria, materiale da disegno, libri e dizionari l’esborso complessivo per l’anno scolastico 2024/2025, dunque, può arrivare così a 1.300 euro a studente – calcola il Codacons.

Valore D: i 9 principi che guidano i giovani nella scelta del lavoro

Valore D: i 9 principi che guidano i giovani nella scelta del lavoroRoma, 23 ago. (askanews) – Valore D, l’associazione che da anni è al fianco delle imprese per sviluppare ambienti di lavoro capaci di valorizzare tutti i talenti, ha presentato al Meeting di Rimini il pledge dal titolo “Diamo forma al lavoro del futuro”, un patto proposto aziende per essere più attrattive nei confronti delle giovani generazioni che si affacciano al mercato del lavoro, e dunque più competitive e innovative.


All’interno del pledge sono raccolti i 9 principi dell’inclusività lavorativa emersi da una indagine realizzata insieme all’istituto di ricerche SWG che ha coinvolto un campione di giovani, tra i 18 e i 35 anni, neet, studenti in procinto di entrare nel mondo del lavoro e lavoratori all’inizio del loro percorso professionale: 1) apertura al dialogo e al confronto; 2) valorizzazione; 3) partecipazione; 4) disponibilità di luoghi, informazioni, risorse e tecnologie; 5) supporto allo sviluppo delle competenze; 6) equità e trasparenza; 7) sviluppo del benessere individuale e collettivo; 8) rispetto e protezione delle singole identità; 9) appartenenza. Dall’indagine “Il lavoro inclusivo per le giovani generazioni” realizzata da SWG emerge che solo il 35% dei giovani è pienamente soddisfatto del proprio lavoro e che l’inclusione è un tema estremamente rilevante per le giovani generazioni. Il 36% rivela di aver subito o assistito in prima persona a pratiche di scarsa inclusione sul lavoro, situazione che rende i giovani più inclini a cambiare posto di lavoro rispetto alle generazioni precedenti.


Una quota che oscilla tra il 30-40% evidenzia invece un forte ritardo della propria azienda sui princìpi dell’inclusività lavorativa, in particolare sviluppo del benessere (42%), rispetto delle identità (40%), accoglienza (40%) e supporto alle competenze (40%). Quasi un giovane su due considera il mondo del lavoro in ritardo nell’attuazione di questi principi, a partire da apertura al dialogo (45%), rispetto delle identità (44%), accoglienza (43%) e sviluppo del benessere individuale e collettivo (42%). Soltanto una parte marginale che oscilla tra il 13 e il 17% ritiene che questi principi siano già molto diffusi nei contesti lavorativi. Infine, dall’indagine emerge che la metà dei giovani, nella ricerca di un nuovo impiego, sceglie aziende che garantiscono apertura al dialogo, supporto al benessere e alle competenze, l’equità e rispetto delle soggettività. A guidare questo cambiamento di paradigma nei criteri di scelta è soprattutto la Generazione Z. “Con questo patto vogliamo costruire un ponte di dialogo tra giovani e imprese e, al tempo stesso, ampliare la prospettiva di aziende e istituzioni, partendo dalla consapevolezza che parlare alle nuove generazioni significa, prima di tutto, pensare alla crescita del Paese”, commenta Cristiana Scelza, Presidente di Valore D.


“Per disegnare il mondo del lavoro che le nuove generazioni vogliono, abbiamo ribaltato la prospettiva ascoltando coloro che ne saranno protagonisti nel prossimo futuro. Vorremmo che i/le leader delle aziende, prendendo atto del cambiamento culturale in atto, sottoscrivano questo pledge e si impegnino su un cambiamento delle loro organizzazioni che metta al centro il benessere delle persone, primo e più importante asset di ogni azienda”, aggiunge Barbara Falcomer Direttrice Generale di Valore D. Il patto, in virtù delle finalità condivise sul futuro del lavoro giovanile, ha ricevuto il patrocinio di Y7 – Youth7, Engagement Group Ufficiale del G7 e da Young Ambassadors Society, l’associazione italiana no-profit Chair dell’Y7 2024, in collaborazione con la Presidenza italiana del G7.

Zaia: no ius scholae ma chi ha requisiti diventi subito italiano

Zaia: no ius scholae ma chi ha requisiti diventi subito italianoRoma, 23 ago. (askanews) – “Come sempre nel nostro Paese si parte da riflessioni molto ideologiche e poco pratiche. Penso che prima di parlare di Ius scholae o Ius soli si dovrebbe ragionare su che valore diamo alla cittadinanza italiana e sull’opportunità di accettare o meno il doppio passaporto”. Lo afferma il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, in un’intervista a ‘la Repubblica’.


“Le ultime carte che ho visto sul progetto Ius scholae – sottolinea – prevedevano la cittadinanza per chi ha fatto un percorso scolastico di almeno 10 anni. Facendo due conti: a 6 anni iniziano con la elementare, più 10 anni fanno 16. A 18 quegli stessi ragazze e ragazzi possono richiedere la cittadinanza italiana. Ed è a questo punto della faccenda che c’è il vero problema” perché “raggiunti 10 anni di vita in Italia e la maggiore età, e pretesa la conoscenza della lingua italiana, bisogna velocizzare le procedure per ottenere la cittadinanza”. Secondo Zaia “in questo l’Italia è colpevole, perché chi fa domanda aspetta anche 3 o 4 anni”. “Trovo legittimo che ci possa essere una discussione sulla cittadinanza, rispetto le idee di tutti ma non sono nemmeno per lo Ius soli. Se poi qualcuno vuole discutere facciamolo uscendo dalle solite categorie, destra contro sinistra”, osserva il presidente della Regione Veneto secondo il quale Forza Italia “è libera di esprimere la sua opinione. Ad utile contributo io porto questa riflessione ma usciamo dal tema del colore della pelle e degli sbarchi. Io sto parlando anche di un cittadino americano, piuttosto che giapponese o austriaco. Non buttiamola sempre sul razzismo”.

Cittadinanza, Foti: non è priorità, a Camere da 9 anni e mai fatta

Cittadinanza, Foti: non è priorità, a Camere da 9 anni e mai fattaRoma, 23 ago. (askanews) – Il tema della cittadinanza “non è una priorità”, “sullo ius scholae, come sullo ius culturae, bisognerebbe fare un po’ di esegesi. È così urgente questa riforma, che da nove anni il Parlamento se ne occupa e non l’ha mai portata a termine?”. Lo afferma il capogruppo di Fdi alla Camera, Tommaso Foti, in un’intervista al Corriere della Sera.


Quanto alle parole del segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, sulla lealtà al governo, risponde: “Non vedo quale possa essere la ragione per cui, chi ha la responsabilità di guidare un partito di governo, non debba essere leale. È legittimo che un partito possa sottolineare una proposta che non è nel programma elettorale della maggioranza, né di Fdi, né della Lega e nemmeno di Forza Italia. È legittimo che Tajani lo ritenga un argomento di discussione, ma lo è anche individuare delle priorità, che poi non toccherebbe certo all’opposizione decidere”. Per quanto riguarda invece le dichiarazioni del ministro Piantedosi, Foti spiega di non averci “visto aperture, né chiusure”. Una discussione seria andrebbe impostata su una norma, non sul titolo di una legge”, aggiunge.