Passa al contenuto principale
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

L’Italia a Francoforte: un programma “per unire e includere”

L’Italia a Francoforte: un programma “per unire e includere”Francoforte, 28 mag. (askanews) – È stato presentato nella Literaturhaus di Francoforte il programma che l’Italia porterà come Paese ospite d’onore alla Buchmesse 2024, partecipazione che, 36 anni dopo la prima volta, sarà all’insegna del titolo “Radici nel futuro”. Una vetrina importante per la nostra letteratura, ma anche un’occasione per la diffusione all’estero della nostra cultura in generale. L’Italia si presenterà a Francoforte con un programma editoriale, curato dall’Associazione Italiana Editori e che si affiancherà a quello professionale dello stand collettivo, volutamente comprensivo di tutti i generi letterari e animato da oltre cento autori e ospiti. Dalla poesia all’approfondimento sociale, dal giallo al fumetto, dalla saggistica al romance, dall’arte ai contenuti per ragazzi: la proposta italiana darà pieno diritto a tutti i generi, rifiutando l’idea dell’esistenza di un ordine gerarchico tra di loro. Il commissario straordinario Mauro Mazza, che ha progettato e sta guidando la presenza italiana, ha ribadito dal palco la volontà di un progetto che vuole in primo luogo unire ed essere inclusivo, per tutti, senza pregiudizi verso nessuno. E la lista degli autori italiani che interverranno alla fiera di Francoforte è effettivamente variegata: si va da Chiara Valerio a Stefano Zecchi, da Vivian Lamarque a Susanna Tamaro, da Nicola Lagioia a Marcello Veneziani, e poi ancora moltissimi, tra i quali possiamo ricordare Claudia Durastanti, Mauro Covacich, Alessandro Baricco, Annalena Benini, Mario Desiati, Donatella Di Pietrantonio, Paolo Rumiz, Carlo Rovelli, Emanuele Trevi. Con due grandissimi nomi, già presenti 36 anni fa alla Buchmesse, come Dacia Maraini e Claudio Magris a fare da, per così dire, numi tutelari. E poi anche illustratori come Lorenzo Mattotti, che ha firmato il manifesto del progetto “Radici nel futuro”, o Olimpia Zagnoli, e ancora fumettisti come Milo Manara, ma anche più recenti fenomeni social come Pera Toons. Insomma, una pluralità di voci e atteggiamenti, che nelle intenzioni voglio dare una rappresentazione il più ampia possibile della cultura letteraria italiana.


Il programma darà forma al motto di questa partecipazione italiana, “Radici nel futuro”. Non è un ossimoro perché la storia della letteratura italiana rappresenta un marchio talmente conosciuto ed apprezzato all’estero da rendere indispensabile la sua presenza in una vetrina così prestigiosa dedicata al mondo della nostra editoria contemporanea. In questa ottica saranno a inquadrare gli omaggi a figure come Aldo Manuzio ed Andrea Camilleri o a istituzioni come l’Università degli Studi di Napoli Federico II per l’ottocentesimo anniversario dalla fondazione. Attualità, geopolitica, religione e giovani. Ma l’Italia a Francoforte avrà uno sguardo rivolto all’attualità con momenti di riflessione sull’Europa, sui suoi rapporti con la Russia, sul ruolo degli intellettuali nella società e nella politica. Nell’attualità si devono collocare anche gli appuntamenti dedicati all’ambito più spirituale e religioso, pensati per interrogarsi sul contributo che determinati valori comuni possono dare alla convivenza sociale in un’epoca di divisioni. Ieri, oggi e domani: l’attenzione alle nuove generazioni di lettori (e non solo) è testimoniato dallo spazio quotidiano alle migliori firme dell’editoria per bambini e ragazzi, ma anche dagli incontri che avranno protagoniste le star del romance, genere di grande tendenza. Un altro punto di forza del programma è il focus non solo su cosa ma anche su come si scrive. Ascoltare dalla viva voce degli autori quale metodo utilizzano per poter dar vita alle loro opere non capita tutti i giorni. Un format affidato alla giornalista Loretta Cavaricci: tu per tu con gli scrittori per scoprire, o almeno tentare di farlo, i segreti del mestiere più affascinante. Il Padiglione di Stefano Boeri: una piazza italiana. Passato e futuro, tradizione e modernità: tutto s’incontra e s’intreccia nel Padiglione immaginato e realizzato dall’architetto Stefano Boeri, luogo fisico che concretizza il claim dell’Italia Ospite d’Onore. Una piazza tipicamente italiana, coi portici attorno e gli spazi aperti, chiamata ad esprimere quell’idea di socialità e quel senso di comunità per cui gli italiani sono famosi nel mondo. Al suo interno l’Arena e il Caffè Letterario, i due teatri degli appuntamenti previsti dal programma editoriale. Sarà qui che più di cento autori ed ospiti animeranno le cinque giornate tricolori alla Buchmesse. Lo faranno nei confronti quotidiani, una modalità scelta proprio per valorizzare l’espressione di punti di vista e sensibilità diverse, se non contrastanti. Il confronto dialettico sarà il vero protagonista della partecipazione italiana, senza alcuna smania di dover giungere a posizioni identiche o sovrapponibili. Questo è lo spirito con cui l’Italia Ospite d’Onore cercherà di dimostrare a Francoforte che la cultura unisce, anche nella diversità.


Il Padiglione dell’Italia Ospite d’Onore darà vita visivamente al racconto di un Paese delle eccellenze. Un tema coerente con il motto “Radici nel futuro” è quello del rapporto con l’antichità che verrà rappresentato nei duemilatrecento metri quadri dall’allestimento della mostra “L’istante e l’eternità. Tra noi e gli antichi”, già reduce dal successo al Museo Nazionale Romano – Terme di Diocleziano. Il giusto tributo alla cultura greco-romana in presenza, però, di opere di epoca medievale, moderna e contemporanea che testimonieranno la capacità dell’uomo di ogni tempo di trarre ispirazione nell’antichità senza perdere la volontà di reinventare e di reinventarsi. All’interno del Padiglione non poteva mancare una mostra dedicata a Johann Wolfgang von Goethe, il tedesco più innamorato dello Stivale che attraverso il suo celebre diario di viaggio è riuscito a rafforzare quelle “affinità elettive” esistenti tra i nostri due popoli. I due eventi espositivi, curati da Luigi Gallo, saranno organizzati dalla Direzione generale Musei del ministero della Cultura e daranno la possibilità ai visitatori della Buchmesse di ammirare di persona pezzi straordinariamente rappresentativi di un patrimonio storico-artistico senza eguali nel mondo. Il secolo breve ma intenso: omaggio al Novecento letterario. Dall’Italia del Settecento di Goethe prenderemo la macchina del tempo per arrivare al Novecento con la mostra fotografica “Scritto in faccia”. Ideato dalla The Italian Literary Agency e curato da Alberto Saibene, questo percorso espositivo porterà i visitatori del Padiglione a compiere un viaggio fotografico lungo cento anni. Un secolo di grandi tragedie per il nostro Paese, ma anche un’età argentea per la nostra letteratura. Le immagini di circa sessanta autori determineranno la presenza di una sorta di Pantheon letterario del XX secolo nella piazza realizzata da Stefano Boeri. Solo per fare alcuni nomi: Italo Svevo ed Alberto Arbasino, Oriana Fallaci e Dario Fo. Distanti d’anagrafe o d’orientamento, la mostra li celebrerà per il contributo fondamentale che hanno fornito nel rendere eterna la letteratura italiana del Novecento. Il simbolo di questa partecipazione dell’Italia come Ospite d’Onore è senz’altro il manifesto realizzato per l’occasione dal maestro Lorenzo Mattotti e dominato dalla figura della giovane lettrice sulla calla. Inevitabile, quindi, destinare al mondo dell’illustrazione uno spazio di rilievo all’interno del Padiglione. Nuove tendenze, idee e talenti nella mostra intitolata “Matite giovani tra illustrazione e fumetto”, curata dall’ Accademia Drosselmeier ed organizzata da BolognaFiere/Bologna Children’s Book Fair. Il nome della più importante fiera dedicata ai libri e ai contenuti per ragazzi è già di per sé una garanzia del fatto che nella piazza italiana a Francoforte si potranno ammirare le migliori giovani promesse di questo specifico ambito editoriale in cui da tempo l’Italia primeggia.

Mattarella: l’eversione nera voleva portare indietro l’Italia

Mattarella: l’eversione nera voleva portare indietro l’ItaliaBrescia, 28 mag. (askanews) – “L’intento immediato degli attentatori”di piazza della Loggia “era chiaro: punire e terrorizzare chi manifestava contro il neofascismo e in favore della democrazia. L’obiettivo di quel turpe attentato era, inoltre, un messaggio e un tentativo di destabilizzazione contro la Repubblica Italiana e le sue istituzioni democratiche. Con quella bomba si volevano fermare le conquiste sociali e politiche. Gli ideatori, gli esecutori, i complici di quella strage volevano riportare il tempo indietro: a una stagione oscura, segnata dall’arbitrio della violenza, dalla sopraffazione, sfociata nella guerra”. Lo ha sottolineato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel suo intervento al Teatro Grande di Brescia.


“Mentre, in quello stesso anno, i popoli di Portogallo e di Grecia si liberavano finalmente dell’oppressivo fardello dei regimi autoritari, in Italia vi era chi tramava e complottava per instaurarvi un nuovo regime autoritario. Contro la Repubblica, nata dalla lotta della Resistenza, che aveva indicato le sue ragioni fondanti nella democrazia, nella libertà, nel pluralismo, nella solidarietà, principi scolpiti nella Carta Costituzionale”. L’obiettivo, ha proseguito Mattarella, era “provocare un clima di disordine e di paura, esasperare la popolazione, immettere nella società la sfiducia nella solidità del metodo e delle istituzioni democratiche, inaugurare una nuova stagione di repressione erano gli obiettivi della galassia di terrorismo neofascista, che si nutriva di giovani manovrati, di militanti violenti, di ideologi raffinati e perversi e di una oscura rete di complicità, costituita da silenzi, benevolenze, omissioni, coperture”.


“La stessa matrice eversiva, lo stesso disegno criminale, fu dietro a chi aveva piazzato ordigni o lanciato bombe a Piazza Fontana, a Milano, nel 1969, a Gioia Tauro nel luglio del 1970, a Peteano, nel 1972, alla Questura di Milano nel 1973. E che, dopo la strage di Brescia, continuò a praticare quella strategia della tensione, provocando nuovi spaventosi spargimenti di sangue innocente sul treno Italicus, a pochi mesi dalla strage di Piazza della Loggia, poi a Bologna nel 1980 – la più grande strage del terrorismo neofascista – e ancora, nel 1984, di nuovo a San Benedetto Val di Sambro. Una sequenza impressionate di eventi sanguinosi, legati dall’unico filo dell’eversione nera e tutte caratterizzate da una difficile ricerca della verità storica e giudiziaria, ostacolata da inaccettabili depistaggi, errori e inefficienze”. Tuttavia “il desiderio di verità e giustizia non si è fermato. Le diverse sentenze che hanno riguardato la strage di Piazza della Loggia hanno complessivamente chiarito il quadro, delineando con precisione responsabilità, dinamiche e complicità. Di recente, si è aperto un nuovo filone di inchiesta, dal quale potrebbero emergere nuovi tasselli. Attendiamo con paziente fiducia perché la verità è un pilastro della democrazia”.

Mattarella: non chiamare stragi di Stato atti di terrorismo

Mattarella: non chiamare stragi di Stato atti di terrorismoBrescia, 28 mag. (askanews) – Quelle che insanguinarono l’Italia durante gli anni della strategia della tensione non possono essere definite stragi di Stato “perché era lo Stato democratico il bersaglio dei terroristi e lo Stato democratico non si identifica con complici, pavidi, corrotti, o addirittura infiltrati in apparati dello Stato per cercare di corroderlo la dall’interno”. Al contrario “lo Stato è costituito dalle pubbliche istituzioni che hanno resistito, rispettando le regole costituzionali, dai cittadini, dalle forze sociali, dai rappresentanti del popolo, dai partiti della nostra democrazia, da tutte le donne e gli uomini – la stragrande maggioranza – che hanno speso il loro impegno e lo spendono per la difesa della libertà e della democrazia”. Lo ha sottolineato il presidente della Repubblica, nel suo intervento al Teatro Grande di Brescia per la commemorazione a 50 anni dalla strage di Piazza della Loggia.


“Nella polemica dell’epoca ci fu chi, a proposito di questa impressionante catena di attentati, parlò di stragi di Stato. E’ una definizione che suscita passioni, sollecita sdegno, ma che suscita e sollecita anzitutto una diversa riflessione”, appunto perché “era lo Stato democratico il bersaglio dei terroristi e lo Stato democratico non si identifica con complici, pavidi, corrotti, o addirittura infiltrati in apparati dello Stato per cercare di corroderlo dall’interno. Allo Stato – quello disegnato dalla nostra Costituzione – appartengono i magistrati, requirenti e giudicanti, le forze dell’ordine che, con fatica e tenacia, hanno condotto indagini e hanno raggiunto certezze su molti e fondamentali aspetti di quegli attentati”. “Complici e collusi, strateghi di morte, non rappresentano lo Stato, ma una gravissima minaccia contro la Repubblica. Hanno tradito l’Italia. Hanno tramato nell’ombra contro il loro popolo e il loro Paese. Di fronte alla guerra violenta di opposti terrorismi – nero e rosso – che – in quella stagione di sangue e di aspri conflitti internazionali – provarono a rovesciare la Repubblica e la sua democrazia, possiamo dire oggi, con certezza, che ha prevalso lo Stato, la Repubblica, il suo popolo, con i suoi autentici, leali servitori. Una vittoria che è stata di tutti i cittadini italiani, che si sono sempre raccolti, nei momenti più bui, attorno alle istituzioni e che non si sono mai lasciati sedurre dalle insidie della violenza, della lotta armata, dell’eversione. E che mai hanno reclamato l’instaurazione di misure autoritarie per sconfiggere la minaccia terroristica”.

Mattarella: anche oggi respingere tentativi di minare democrazia

Mattarella: anche oggi respingere tentativi di minare democraziaBrescia, 28 mag. (askanews) – A 50 ani dalla strage di Piazza della Loggia e dalla strategia della tensione, “anche oggi, per via di un quadro internazionale caratterizzato da guerra e violenza, respiriamo un’atmosfera di tensione. Pur nei suoi contorni incerti e frammentati si intravede, nel mondo, il disegno di minare i valori di libertà e democrazia che rappresentano l’unica base solida della pace e della convivenza internazionale, alimentando tensioni, esasperando i conflitti, cercando di alimentare, attraverso la diffusione di notizie false e allarmanti, la sfiducia dei cittadini nelle istituzioni democratiche. E’ un tentativo che, oggi, come allora, va respinto. Con fermezza, con coraggio e con fiducia nella forza della democrazia e del diritto”. Lo ha sottolineato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel suo intervento al Teatro Grande di Brescia.


“La nostra Repubblica è stata difesa e rafforzata, negli anni, dal sacrificio di tanti servitori dello Stato, di tanti cittadini onesti e coraggiosi. Tra questi vi sono le donne e gli uomini che oggi ricordiamo qui, con commozione e riconoscenza: uccise e uccisi da persone miserabili, perché sostenevano e difendevano la democrazia, la libertà, i diritti per tutti. Al di là delle doverose rievocazioni, il modo per ricordarli degnamente è quello di respingere e isolare i predicatori d’odio, gli operatori di mistificazione, i seminatori di discordia. E’ quello di rivendicare e vivere i principi e i valori su cui si basa la nostra Costituzione. Quello di operare costantemente per l’unità del popolo italiano, per la diffusione della libertà e dei diritti, per un quadro internazionale che assicuri la pace nella giustizia.

Anniversario strage di Brescia, Mattarella accolto dagli applausi in piazza della Loggia

Anniversario strage di Brescia, Mattarella accolto dagli applausi in piazza della LoggiaRoma, 28 mag. (askanews) – Un lungo e caloroso applauso ha accolto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al suo arrivo a piazza della Loggia a Brescia per la commemorazione del 50esimo anniversario della strage.


Il capo dello Stato ha deposto una corona di fiori davanti alla stele che ricorda i caduti del 28 maggio 1974. Quindi si è levato un altro applauso e alcune persone gli hanno gridato “presidente difendiamo la Costituzione”, altri invece “viva la Costituzione” e anche “grazie Presidente”. In piazza erano presenti molte bandiere della Cgil e il capo dello Stato prima di entrare nel teatro è stato salutato dal segretario Maurizio Landini.

Ruggero Tita e Caterina Banti vincono il premio Velista dell’Anno Fiv 2023

Ruggero Tita e Caterina Banti vincono il premio Velista dell’Anno Fiv 2023Roma, 28 mag. (askanews) – Il Velista dell’Anno FIV, evento organizzato da Confindustria Nautica in partnership con Federazione Italiana Vela ha celebrato la sua XXX edizione a Genova nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, alla presenza di 280 ospiti.  La conduzione della cerimonia è stata affidata a Eleonora Cottarelli, giornalista di Sky Sport e Giulio Guazzini giornalista di Rai Sport che, in apertura, hanno invitato sul palco le istituzioni della città e gli organizzatori per il saluto di benvenuto agli ospiti. Il primo a prendere la parola è stato il Sindaco di Genova Marco Bucci che ha sottolineato: “Genova è onorata di ospitare la trentesima edizione del Velista dell’Anno. Questo riconoscimento non è solo un tributo alle straordinarie capacità nautiche del vincitore, ma anche un omaggio allo spirito indomito, alla passione e alla dedizione che caratterizzano il mondo della vela. Una disciplina che è una straordinaria palestra di vita. Navigare richiede concentrazione, abilità tecnica e una buona dose di coraggio. Ogni uscita in mare è un’occasione per imparare a leggere il vento, a conoscere le correnti e a capire come interagire con gli elementi naturali. Queste esperienze non solo formano eccellenti velisti, ma anche individui capaci di affrontare le sfide della vita con fiducia e determinazione. Siamo orgogliosi di ospitare questo evento che dimostra, ancora una volta, il ruolo di Genova come capitale della vela”. Simona Ferro Assessore allo Sport di Regione Liguria: “Come Assessore allo Sport di Regione Liguria desidero rivolgere il mio caloroso benvenuto a tutti gli ospiti e complimentarmi con quelli che saranno i premiati questa sera. Avere qui stasera a Genova a Palazzo Ducale per il secondo anno consecutivo Campioni di valore mondiale come voi mi inorgoglisce e mi riempie di gioia. Il profondo legame della Liguria con la vela non è certo una novità, solo lo scorso anno abbiamo ospitato qui a Genova il Campionato del Mondo 8 Metri S.I. e l’Ocean Race. In bocca al lupo e buon vento a tutti!”   Piero Formenti Presidente di Confindustria Nautica: “Grazie a tutti per essere qui questa sera. Saluto il Sindaco di Genova Marco Bucci, l’Assessore allo Sport di Regione Liguria, Simona Ferro, e il Presidente della Federazione Italiana Vela, Francesco Ettorre, con il quale condividiamo con orgoglio l’organizzazione del Velista dell’anno FIV. Sono onorato che il mio primo impegno pubblico da Presidente di Confindustria Nautica sia qui, a sottolineare il legame tra l’industria nautica da diporto italiana con lo sport e con la vela, che per molti rappresenta il primo approccio al mare e l’inizio di una passione che conduce all’amore per la barca, sia essa a vela o a motore. Il 2024 è un anno davvero speciale per la vela italiana e non potevamo che festeggiarlo a Genova, Capitale Europea dello Sport e da oltre 60 anni sede storica scelta dall’industria nautica per il Salone Nautico Internazionale. La grande vela affronterà sfide importanti: a luglio le Olimpiadi di Parigi e, dal 22 agosto, l’America’s Cup con Luna Rossa ancora una volta tra i protagonisti. I velisti sonno scaramantici…quindi non aggiungo altro. Buon vento e buona serata a tutti!”   Francesco Ettorre Presidente della Federazione Italiana Vela “Nell’anno in cui Genova è capitale Europea dello Sport non potevamo non organizzare nuovamente gli Oscar della Vela in questa città alla quale siamo storicamente legati. Questa sera sarà anche l’occasione per festeggiare la squadra che ci rappresenterà alle Olimpiadi. Dai nostri giovani alle Olimpiadi: oggi festeggiamo tutta le Federazione.”   Il PREMIO BARCA DELL’ANNO – TROFEO CONFINDUSTRIA NAUTICA Al termine dei saluti istituzionali, Eleonora Cottarelli ha dato inizio alla cerimonia di premiazione invitando sul palco Andrea Razeto, vicepresidente di Confindustria Nautica e Marina Stella direttore generale dell’Associazione nazionale di categoria, la quale ha preso la parola sottolineando che: “Confindustria Nautica ha il ruolo di rappresentanza istituzionale e di promozione di tutta la filiera nautica in Italia e nel mondo. La nautica da diporto è ambasciatrice del made in Italy e vede il nostro paese leader globale, una vera e propria eccellenza così come sono eccellenze le veliste e i velisti che celebriamo stasera nella Città Europea dello Sport 2024. La Federazione costruisce questi successi con il duro lavoro di atleti, tecnici, organizzazione, così come le nostre aziende. In questi valori condivisi c’è il motivo profondo della nostra presenza qui e della partnership che ci lega alla Federazione Italiana Vela nell’organizzazione del Velista dell’Anno FIV: vediamo negli occhi di questi atleti il futuro del mare”.


Alla domanda di Giulio Guazzini per avere anticipazioni sul 64° Salone Nautico Internazionale di Genova, ha risposto Andrea Razeto: “L’organizzazione prosegue nei tempi, a breve entreremo nel vivo della fase finale. La realizzazione del Waterfront di Levante è alle battute finali e offrirà all’edizione 2024 un nuovo assetto e nuovi spazi espositivi in grado di generare valore aggiunto a quello che è uno degli appuntamenti più importanti a livello internazionale.  L’evento dal 2020, anche grazie al supporto delle istituzioni, si è prima consolidato già durante il periodo del Covid – unico evento di settore tenutosi in presenza e in sicurezza – ed è in continua ascesa rispetto ad altri eventi europei. Il nostro Salone, a Genova da 63 anni, è vetrina ed espressione di una capacità tutta made in Italy di coniugare design, architettura, attenzione ai dettagli e servizi, ed è anche la casa dello sport e della vela. Vi aspettiamo tutti dal 19 al 24 settembre al Salone Nautico Internazionale di Genova.”   Guazzini e Cottarelli hanno quindi invitato sul palco i finalisti del premio Barca dell’Anno – Trofeo Confindustria Nautica: l’armatore Andrea Recordati per il Wally 93′ Bullitt e Andrea Casale in rappresentanza dell’armatore dell’Italia Yachts 15,98 Nessun Dorma. Max Sirena team director e skipper del Luna Rossa Prada Pirelli Team, ha partecipato con un video messaggio da Barcellona per la terza finalista il LEQ12 Luna Rossa. La lettura della motivazione da parte di Marina Stella ha svelato il nome del vincitore: “Nel 2023 è stata protagonista assoluta di una regata internazionale conquistando il gradino più alto del podio… l’Italia Yachts 15.98 Nessun Dorma è la barca dell’Anno 2023 – Trofeo Confindustria Nautica.”  Andrea Casale ha ritirato il premio tra gli applausi dei presenti.   Il PREMIO ARMATORE/ TIMONIERE DELL’ANNO – TROFEO BPER BANCA La cerimonia è proseguita con il premio Armatore/Timoniere dell’anno – Trofeo BPER Banca. Sul palco sono saliti Guido Baroni armatore timoniere del Sun Fast 3600 Lunatika, e Massimo Romeo Piparo a sua volta armatore timoniere dell’Italia Yachts 11,98 Guardamago 2. Con loro anche Luigi Zanti, Direttore Regionale della Liguria BPER Banca, main sponsor dell’evento, che ha dichiarato: “BPER Banca è orgogliosa di premiare oggi le eccellenze della vela, sport appassionante che evoca emozioni uniche. Premiamo le punte di diamante di una grande e splendida realtà che coinvolge tantissimi giovani ed esprime valori importanti in cui BPER si riconosce come la collaborazione, il rispetto di tutti, la sostenibilità e la sintonia con l’ambiente, che sono fondamentali per costruire il futuro della nostra società’. Zanti ha poi proseguito leggendo la motivazione della giuria che ha assegnato il premio Armatore/Timoniere dell’anno – Trofeo BIPER Banca: “passione, costanza e determinazione lo hanno spinto fino a raggiungere risultati di eccellenza assoluta…Guido Baroni è l’Armatore Timoniere dell’Anno 2023 – Trofeo BPER Banca.”   IL VELISTA DELL’ANNO FIV PER LA PROMOZIONE DEI GIOVANI ATLETI L’evento offre ogni anno attenzione e visibilità ai giovani con la tradizionale passerella dedicata agli atleti e ai tecnici delle classi Olimpiche e Giovanili, premiati per i risultati di rilievo internazionale ottenuti nel corso dell’anno precedente. Un vivaio di grande successo che nel 2023 ha raggiunto risultati e numeri record. Accolti da Eleonora Cottarelli e da Giulio Guazzini tra gli applausi degli ospiti in sala, sono saliti sul palco per ricevere un meritato tributo più di 100 atleti e atlete accompagnati dal Presidente Francesco Ettorre e da Alessandra Sensini Direttore Tecnico Giovanile FIV.   LA SQUADRA ITALIANA PER PARIGI 2024 Scesi i giovani dal palco, sono stati chiamati gli equipaggi che rappresenteranno l’Italia della vela alle prossime Olimpiadi di Parigi 2024: sul palco oltre a Francesco Ettorre è salito Michele Marchesini Direttore Tecnico della squadra Olimpica Federale e i 12 atleti. Ruggero Tita, Caterina Banti, Marta Maggetti, Nicolò Renna, Maggie Pescetto, Riccardo Pianosi, Chiara Benini Floriani, Lorenzo Chiavarini, Jana Germani, Giorgia Bertuzzi, Elena Berta, Bruno Festo questi i nomi degli atleti della Squadra Azzurra. A loro l’onere e l’onore di portare in alto il tricolore ai Giochi che si svolgeranno a Marsiglia. Dopo una breve presentazione della squadra con domande agli atleti è stato il momento della foto di gruppo e del saluto agli ospiti.   LA PREMIAZIONE DEL VELISTA DELL’ANNO FIV Alle 23:00 è arrivato il momento più atteso della serata, quello dedicato al premio Il Velista dell’Anno FIV. Sul palco sono saliti gli atleti che con i loro risultati nel 2023 sono stati gli ambasciatori dell’eccellenza italiana nel mondo: Ambrogio Beccaria, Mattia Cesana, Francesca Clapcich, Nicolò Renna, Ruggero Tita e Caterina Banti, con loro anche Piero Formenti, Fabio Planamente, Francesco Ettorre e Marco Bucci. Al Sindaco di Genova il compito di leggere la motivazione con la quale la giuria ha ufficializzato il nome del Velista dell’Anno FIV 2023: Vincere un campionato del mondo è un’impresa: pochi nel mondo sono stati in grado di ripetersi per tre volte…Ruggero Tita e Caterina Banti vincono il Velista dell’Anno FIV 2023!” La celebrazione dei vincitori tra gli applausi, le interviste, le foto di gruppo sul palco dei vincitori e dei finalisti nelle tre categorie con gli ospiti istituzionali hanno fatto da cornice alla conclusione dell’evento.   PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA La Giuria della XXX edizione del Velista dell’Anno FIV ha deciso, cole previsto dal regolamento, di assegnare il premio speciale a Francesca Clapcich: un curriculum infinito tra campionati del mondo, Olimpiadi e regate intorno al mondo. Nel 2023 ha vinto, prima italiana di sempre, la Ocean Race.”   La Giuria della XXX edizione del Velista dell’Anno FIV è composta da Francesco Ettorre nel ruolo di Presidente, Fabio Planamente presidente dell’assemblea di settore vela di Confindustria Nautica, Carlo Mornati Segretario Generale del Coni, Marco Bucci e Alberto Acciari ideatore e segretario del premio.

Ponte Stretto, Schlein lo attraversa: “solo spot elettorale, lo fermeremo”

Ponte Stretto, Schlein lo attraversa: “solo spot elettorale, lo fermeremo”Roma, 28 mag. (askanews) – L’attraversamento dello stretto di Messina con i traghetti è “estremamente breve”, il progetto del ponte è solo uno “spot elettorale” su cui pesano i “rilievi dei tecnici” e ci sono molte opere “più urgenti” per migliorare la mobilità dell’are. Lo ha detto Elly Schlein in una diretta sui social network realizzata durante la traversata dalla Calabria alla Sicilia.


La leader Pd è salita su uno dei “ferry” che garantiscono attualmente il collegamento tra le due sponde e ha spiegato: “Salvini ha più volte ribadito la volontà di andare avanti dritto come un treno nonostante le osservazioni dei tecnici. Il ministro per un suo spot elettorale vuole andare avanti, e il governo gli va dietro”. “Stiamo rapidamente arrivando – ha concluso la Schlein mentre il traghetto si avvicinava al porto, una ventina di minuti dopo la partenza – la traversata è estremamente breve, ci sono moltissime opere più urgenti. Insisteremo a provare a bloccare quest’opera con tutta la nostra forza. Noi andiamo avanti”.

Bce, inflazione attesa dai consumatori ai minimi da 2 anni e mezzo

Bce, inflazione attesa dai consumatori ai minimi da 2 anni e mezzoRoma, 28 mag. (askanews) – Le aspettative di inflazione dei consumatori nell’area euro continuano a calare e ad aprile hanno segnato i livelli più contenuti dal settembre del 2021. Lo riporta la Banca centrale europea con la sua indagine mensile, secondo cui l’inflazione percepita sulla media dei 12 mesi passati è rimasta invariata al 5%, mentre le aspettative sulla crescita dei prezzi per i prossimi 12 mesi si sono attenuate al 2,9%, a fronte del più 3% registrato a marzo.


Le aspettative di inflazione a più lungo termine, sulla media del prossimi tre anni, si sono a loro volta attenuate al 2,4%, dal 2,5% registrato a marzo. La Bce riporta livelli invariati di incertezza su queste aspettative di inflazione e un quadro abbastanza omogeneo delle stesse a seconda delle fasce di età, con una certa tendenza ad avere attese più elevate tra i più anziani. Passando a redditi e consumi, le aspettative di crescita dei redditi sui prossimi 12 mesi sono rimaste stabili all’1,3%. L’aumento di spesa nominale percepita sugli ultimi 12 mesi si è attenuato al 6,3% ad aprile, dal 6,4% della rilevazione precedente. Le aspettative sulla crescita della spesa nominale sui prossimi 12 mesi sono rimaste invariate al più 3,6%.


Sempre secondo la Bce, i consumatori sul quadro generale dell’economia sono diventati meno pessimisti e ora si attendono un calo dello 0,8% sui prossimi 12 mesi, a fronte del meno 1,1% atteso a marzo. Sono invece leggermente salite le aspettative sulla disoccupazione, 10,9% per i prossimi 12 mesi a fronte del 10,7% indicato in media marzo. Generalmente i consumatori continuano a prevedere una disoccupazione solo marginalmente superiore rispetto al tasso attuale percepito, che si attesta al 10,6%, e secondo la Bce questo indica un quadro di aspettative sul mercato del lavoro stabile.


Calano tuttavia le aspettative dei disoccupati di trovare un lavoro sui prossimi tre mesi, al 27,5% ad aprile dal 30,5% di gennaio, e parallelamente sono aumentate le percezioni di rischio di perdere il lavoro, al 10,6% dall’8% della rilevazione di gennaio. Infine, guardando a prestiti e immobiliare, i consumatori si attendono che sui prossimi 12 mesi le quotazioni della loro abitazioni aumentino del 2,6%, due decimali di punto percentuale in più rispetto all’indagine precedente. Le aspettative sui tassi di interesse dei mutui dei prossimi 12 mesi sono rimaste invariate.

Confindustria, Orsini a Urso: cruciali decreti per Industria 5.0

Confindustria, Orsini a Urso: cruciali decreti per Industria 5.0Roma, 27 mag. (askanews) – Politiche industriali che puntino a “un futuro di crescita” del Paese sono uno dei “tre pilastri” elencati dal neo presidente di Confindustria, Emanuele Orsini durante un videocollegamento con l’assemblea annuale di Confindustria Cuneo. “Domani avremo un appuntamento importante con il ministro (di Imprese e Made in Italy Adolfo) Urso” e un messaggio chiave che porterà l’associazione è che su “Industria 5.0 i decreti attuattivi devono arrivare il prima possibile”, ha detto.


Perché bisogna riuscire a “mettere a terra gli investimenti. E Industria 5.0 è collegata anche al Pnrr, che purtroppo avrà una vita non lunghissima, la fine del 2026, e per poter pensare a un cambio, a un ammodernamento dei nostri investimenti servono tempo e non possiamo pensare che in pochi mesi si riesca a fare nuove produzioni. Quindi auspichiamo veramente, abbiamo bisogno domani di una risposta certa su quando il decreto attuativo uscirà”, ha proseguito Orsini. Perché uno degli aspetti fondamentali sul perché “gli investimenti sono bloccati” in Italia “è l’aspettativa dei nostri imprenditori – ha avvertito -: tutti stanno aspettando quali saranno gli aiuti che potrà dare agli investimenti questo decreto”. (fonte immagine: Confindustria Cuneo)

Meloni: per la Commissione Ue l’Italia è al top per l’attuazione del Pnrr

Meloni: per la Commissione Ue l’Italia è al top per l’attuazione del PnrrRoma, 27 mag. (askanews) – “Sono molto fiera del lavoro che abbiamo fatto sul Pnrr. Ricordo le polemiche di chi diceva che con il governo Meloni si sarebbero disperse le risorse, a maggior ragione se fossimo andati avanti con l’idea folle di rinegoziare il Pnrr” ma oggi “siamo la prima nazione d’Europa” nell’attuazione e “la Commissione europea dice che l’Italia è al top, la prima nazione per l’attuazione delle riforme e il raggiungimento degli obiettivi”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo a Palermo alla cerimonia di firma dell’Accordo per lo sviluppo e la coesione tra il Governo e la Regione Siciliana. “Abbiamo raccontato una storia diversa dal passato”, ha concluso.