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Toti, gip: c’era rischio corruzione anche alle prossime elezioni

Toti, gip: c’era rischio corruzione anche alle prossime elezioniGenova, 7 mag. (askanews) – Le esigenze cautelari per Giovanni Toti sono scattate per “il pericolo attuale e concreto che l’indagato commetta altri gravi reati”, in particolare “che possa reiterare in occasione delle prossime elezioni analoghe condotte corruttive, mettendo la propria funzione al servizio di interessi privati in cambio di utilità per sé e per gli altri. Tale esigenze cautelari sono desumibili essenzialmente dalle modalità stesse della condotta dalle quali traspare una evidente sistematicità del meccanismo corruttivo”. Lo si legge nell’ordinanza con cui la gip del Tribunale di Genova Paola Faggioni ha disposto le misure cautelari per il governatore della Liguria, per il suo capo di gabinetto, per l’imprenditore Aldo Spinelli e per l’ad di Iren Paolo Emilio Signorini.


Nell’ordinanza la giudice aggiunge che “si ritengono altresì sussistenti stante il pericolo attuale e concreto di inquinamento probatorio”, ovvero che l’indagato “si ponga in contatto con altri indagati per elaborare una strategia comune”, oppure che contatti persone “in grado di fornire circostanze utili ai fini di una conveniente ricostruzione degli eventi”. Per Matteo Cozzani, capo di gabinetto del governatore ligure, le esigenze cautelari vengono applicate anche sulla base della “sorprendente disinvoltura manifestata nel compiere le condotte corruttive”. Per l’imprenditore Aldo Spinelli, ex presidente del Genoa e del Livorno, la gip parla inoltre di “evidente sistematicità del meccanismo corruttivo per il raggiungimento dei propri interessi imprenditoriali”.

Linate inaugura il face boarding, sull’aereo mostrando il volto

Linate inaugura il face boarding, sull’aereo mostrando il voltoMilano, 7 mag. (askanews) – Per volare da Linate basterà metterci la faccia. Il city airport di Milano inaugura oggi il servizio di face boarding: nessuna carta di imbarco né documento, per salire sull’aereo si potrà mostrare il volto ai sistemi di riconoscimento facciale che apriranno le porte del gate. Dopo i controlli smart e l’arrivo della metropolitana, “con la biometria facciamo un ulteriore investimento che punta a migliorare sempre più l’esperienza del passeggero”, sottolinea l’ad di Sea, Armando Brunini, che rassicura sulla protezione dei dati personali dei viaggiatori: il sistema, dice, “garantisce maggiore sicurezza ed è rispettosa della privacy”.


Il servizio di face boarding permette ai passeggeri che lo desiderano di accedere ai controlli di sicurezza e di procedere all’imbarco utilizzando il sistema biometrico di riconoscimento facciale realizzato da Sea con Thales e Dormakaba, che hanno sviluppato rispettivamente il sistema di elaborazione biometrica e gli appositi gate. A poterlo utilizzare sono tutte le compagnie aeree, Ita Airways e SAS le prime ad aderire al progetto. Il sindaco di Milano, Beppe Sala, parla di “una grandissima novità di cui dobbiamo essere orgogliosi: Linate è l’unico aeroporto in Europa con un sistema del genere aperto a tutte le compagnie”, ha detto il numero uno del comune che controlla oltre il 54% di Sea. Quella del city airport, ricorda, è anche una storia di “resilienza: ci sono stati momenti in cui ci si chiedeva se avesse senso continuare con Linate e oggi siamo in un aeroporto che vince premi, connesso con il centro della città, con tecnologie che rendono facilissimo passare i controlli”.


Quella presentata oggi viene definita da Sea una innovazione “sicura, semplice e rapida”, una “evoluzione” del test fatto nei mesi scorsi in aeroporto. “Il face boarding sviluppato in collaborazione con Enac e Polizia di Stato, oltre a offrire una maggior velocità dei controlli ne aumenta l’efficacia e garantisce la tutela della privacy e dei dati dei passeggeri”, si legge in una nota della società. Per sfruttare la novità servirà registrarsi tramite i chioschi presenti nello scalo o direttamente dai dispositivi mobili (con l’app che sarà disponibile da giugno) per non dover più mostrare mostrare documenti e carta d’imbarco.

M.O, Mattarella con Guterres: evitare operazioni militari a Rafah

M.O, Mattarella con Guterres: evitare operazioni militari a RafahNew York, 7 mag. (askanews) – “Va evitato un ulteriore aggravamento della situazione. Mi unisco all’appello del Segretario Generale Guterres affinché siano evitate operazioni militari a Rafah per la drammaticita’ delle conseguenze che potrebbero avere sui civili palestinesi”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nell’intervento all’assemblea generale delle Nazioni Unite dal titolo “Italia, Nazioni Unite e multilateralismo per affrontare le sfide comuni”, parlando della crisi in Medioriente.

Ucraina, Mattarella all’Onu: aggressione russa contraddice ragioni Nazioni Unite

Ucraina, Mattarella all’Onu: aggressione russa contraddice ragioni Nazioni UniteNew York, 7 mag. (askanews) – “L’aggressione mossa dalla Federazione Russa all’Ucraina contraddice le ragioni fondanti dell’Onu ed è ancora più grave in quanto proveniente da uno dei Paesi su cui ricadono maggiori responsabilità nella comunità internazionale, in quanto membro permanente del Consiglio di Sicurezza”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nell’intervento all’assemblea generale delle Nazioni Unite dal titolo “Italia, Nazioni Unite e multilateralismo per affrontare le sfide comuni”.


“La difesa dell’indipendenza dell’Ucraina, Paese fondatore delle Nazioni Unite, ha visto impegnata l’Italia, assieme a tanti altri partner internazionali, per l’affermazione del diritto internazionale e del principio per il quale va offerta solidarietà alle nazioni aggredite da atti di prepotenza che intendono sostituire il diritto con la forza militare. E’ quanto viene richiesto dall’art.51 della Carta dell’Onu che sancisce il diritto all’autodifesa – ha ricordato il capo dello Stato -. Uno Stato – per quanto potente, per quanto dotato di un minaccioso arsenale nucleare – non può pensare di violare, senza sanzioni, principi come quelli della sovranità, dell’integrità territoriale e dell’indipendenza di un altro Paese”. “La Russia si è assunta la grande responsabilità – storica – di avere riportato la guerra nel cuore del continente europeo. L’invasione russa dell’Ucraina, per altro, non è un mero conflitto regionale. Non foss’altro perché ad esserne protagonista è una potenza che ambisce a esercitare influenza e ruolo globali, che derivano dall’ineludibile responsabilità di essere membro permanente del Consiglio di Sicurezza e che nessuno intende ignorare. Ciascun suo gesto è moltiplicatore di effetti”, avverte Mattarella.

Mattarella: i principi della Costituzione condividono gli obiettivi della Carta dell’Onu

Mattarella: i principi della Costituzione condividono gli obiettivi della Carta dell’OnuNew York, 7 mag. (askanews) – “I principi fondamentali della Costituzione del 1948 della Repubblica Italiana corrispondono, per molti versi, a quelli che ispirano la Carta delle Nazioni Unite, condividendone gli obiettivi”. Lo sottolinea il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nell’intervento all’assemblea generale delle Nazioni Unite dal titolo “Italia, Nazioni Unite e multilateralismo per affrontare le sfide comuni”. “L’obiettivo del multilateralismo ha rappresentato il pilastro fondamentale della nostra politica estera e con orgoglio accogliamo sul nostro territorio uffici e strutture delle Nazioni Unite, da Torino a Roma, da Firenze a Trieste, a Brindisi”, ha ricordato il capo dello Stato. “L’aspirazione della appena nata Repubblica Italiana ad aderire all’Onu rifletteva la nostra vocazione al multilateralismo e sono lieto di poter riaffermare oggi, di fronte a Voi, la determinazione dell’Italia a collaborare alla costruzione di un mondo più giusto, sicuro e sostenibile, in cui ogni popolo e ogni persona possano ottenere pieno riconoscimento dei propri diritti”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nell’intervento all’assemblea generale delle Nazioni Unite dal titolo “Italia, Nazioni Unite e multilateralismo per affrontare le sfide comuni”.

Casteldaccia, La Russa: sui posti di lavoro drammi quotidiani non più ammissibili

Casteldaccia, La Russa: sui posti di lavoro drammi quotidiani non più ammissibiliRoma, 7 mag. (askanews) – “Come purtroppo già sapete, ieri a Casteldaccia in provincia di Palermo si è consumata l’ennesima tragedia sul posto di lavoro. Purtroppo si ripete una occasione drammatica come questa, quasi ogni giorno, in maniera inammissibile”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, prendendo la parola in aula a palazzo Madama per commemorare le vittime della strage sul lavoro di Casteldaccia. Al termine dell’intervento del presidente l’assemblea ha osservato alcuni istanti di silenzio.


“Non è più ammissibile – ha sottolineato – dovere tutte le settimane, quasi tutti i giorni, persone che perdono la vita mentre stano lavorando esclusivamente perché hanno motivo di mettere al servizio il proprio corpo, se stessi, le loro braccia, la loro testa, al servizio di un lavoro e in cambio ne hanno la morte. Cinque operai sono rimasti uccisi dalle esalazioni e un sesto è tuttora in gravissime condizioni. Prima di questa strage ci sono stati altri episodi: a Firenze, Suviana, Brandizzo, Gioia del Colle, e l’elenco potrebbe continuare, e mentre parliamo già stiamo attenti che non arrivi un’altra drammatica notizia”. “Negli ultimi anni – ha sostenuto il presidente del Senato – certamente sono aumentate le norme per la sicurezza sul lavoro, le verifiche degli ispettori, anche i controlli; e continueranno ad aumentare, tuttavia ci troviamo ancora a piangere delle vittime. Questo comporta la necessità di fare qualcosa tutti insieme: uno sforzo straordinario perché questo tema sia una priorità per le Camere, per il Governo, per la società. Credo ci sia bisogno, lo abbiamo detto che non più rinviabile, di un impegno di tutti, anche delle aziende e di coloro che sono preposti al controllo. Perfino degli stessi operatori cui mi rivolto perché non trascurino essi stessi di esercitare essi stessi un controllo maggiore. Questa ennesima tragedia sul lavoro, come ha detto il presidente Mattarella, deve riproporre con forza la necessità di una risposta comune”.


“Mi auguro, ci auguriamo – ha detto ancora La Russa – che le autorità preposte facciano chiarezza sulla tragedia di Casteldaccia ma la chiarezza non riporta in vita chi è morto. Certo: fa giustizia ma noi possiamo accontentarci ogni volta di chiedere che si capiscano le ragioni, le responsabilità, le colpe di ogni dramma. Occorre qualcosa di più, lo ribadisco; e non è la prima volta che quest’aula lo dice in forma unitaria e con forza. Dalle parole, mi auguro, stavolta riusciremo a passare, d’accordo con tutti i soggetti coinvolti, ai fatti. Rivolgo le nostre sentite condoglianze alle famiglie delle vittime, a tutti gli altri soggetti, alle aziende, ai comuni coinvolti rivolgo sentite condoglianze e vi invito a pensare per qualche istante alla necessità di fare qualcosa, saranno istanti di silenzio comune”, ha concluso.

Toti, indagato anche il presidente di Confindustria Nautica Cecchi

Toti, indagato anche il presidente di Confindustria Nautica CecchiGenova, 7 mag. (askanews) – Il presidente di Confindustria Nautica Saverio Cecchi e il direttore commerciale del Salone Nautico di Genova, Alessandro Campagna, sono indagati per corruzione dalla Procura di La Spezia, nel solco dell’inchiesta madre della Procura di Genova che ha portato all’arresto del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e del suo capo di gabinetto Matteo Cozzani. Per Cecchi e Campagna è stato disposto il divieto di attività di impresa e uffici, di esercitare professioni, imprese o uffici direttivi.

Toti, la Gip: promessi posti di lavoro in cambio voti a sua lista

Toti, la Gip: promessi posti di lavoro in cambio voti a sua listaGenova, 7 mag. (askanews) – Matteo Cozzani, ex sindaco di Portovenere e capo di gabinetto del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, “agì su mandato ricevuto da Giovanni Toti durante la campagna elettorale del 2020, insieme ai fratelli Testa, rappresentanti della comunità riesina genovese”. Lo scrive la Gip del Tribunale di Genova Paola Faggioni nell’ordinanza con cui sono stati disposti gli arresti, tra gli altri, dello stesso Cozzani e del governatore Toti.


“Cozzani – si legge ancora nell’ordinanza – in qualità di coordinatore della lista ‘Cambiamo con Toti presidente’, ha agito per ottenere a vantaggio della lista del candidato presidente Giovanni Toti e di alcuni candidati, Ilaria Cavo, Laura Lauro e Stefano Anzalone, il voto degli appartenenti della comunità resina di Genova, promettendo agli elettori, tramite i fratelli Testa, quale contropartita essenzialmente posti di lavoro destinati agli stessi elettori, ovvero a persone con questi legati da rapporti di parentele o amicali. Ciò è avvenuto mediante accordi e patti che Cozzani ha siglato su mandato di Toti”.

Toti, la Gip: promessi posti di lavoro in cambio voti a sua lista

Toti, la Gip: promessi posti di lavoro in cambio voti a sua listaGenova, 7 mag. (askanews) – Matteo Cozzani, ex sindaco di Portovenere e capo di gabinetto del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, “agì su mandato ricevuto da Giovanni Toti durante la campagna elettorale del 2020, insieme ai fratelli Testa, rappresentanti della comunità riesina genovese”. Lo scrive la Gip del Tribunale di Genova Paola Faggioni nell’ordinanza con cui sono stati disposti gli arresti, tra gli altri, dello stesso Cozzani e del governatore Toti.


“Cozzani – si legge ancora nell’ordinanza – in qualità di coordinatore della lista ‘Cambiamo con Toti presidente’, ha agito per ottenere a vantaggio della lista del candidato presidente Giovanni Toti e di alcuni candidati, Ilaria Cavo, Laura Lauro e Stefano Anzalone, il voto degli appartenenti della comunità resina di Genova, promettendo agli elettori, tramite i fratelli Testa, quale contropartita essenzialmente posti di lavoro destinati agli stessi elettori, ovvero a persone con questi legati da rapporti di parentele o amicali. Ciò è avvenuto mediante accordi e patti che Cozzani ha siglato su mandato di Toti”.

Nordio si dice perplesso dalla tempistica dell’arresto di Toti, sono cose non recenti

Nordio si dice perplesso dalla tempistica dell’arresto di Toti, sono cose non recentiRoma, 7 mag. (askanews) – “Non conosco gli atti e da garantista penso sempre alla presunzione di innocenza. Mi e sembrato di capire che si tratta pero di fatti che risalgono ad alcuni anni fa e che l’inchiesta non e nata oggi ma tempo addietro. Ho esercitato 40 anni da pubblico ministero e raramente ho chiesto provvedimenti di tutela cautelare dopo anni di indagini, tenuto conto che il pericolo di fuga, di inquinamento delle prove e la reiterazione del reato sono motivi per cui si puo arrestare e dopo tanti anni dall’evento che si e verificato e dalle indagini” e difficile che “possano ancora sussistere. Detto questo, non conoscendo gli atti ripeto la mia fiducia nella magistratura e nella presunzione di innocenza. Le mie perplessita non sono mai sul momento in cui scatta il provvedimento cautelare rispetto all’imminenza delle elezioni anche perche in Italia si vota molto spesso, se ho delle perplessita tecniche riguardano una misura rispetto al tempo in cui e stato commesso il reato ed e iniziata l’indagine”. Lo ha dichiarato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a margine degli Stati Generali dei commercialisti, rispondendo a una domanda sull’inchiesta che portato all’arresto del presidente della Liguria Giovanni Toti.