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Milano-Cortina, Meloni: atlete short track mi hanno dato carica

Milano-Cortina, Meloni: atlete short track mi hanno dato carica

Assago(Mi), 18 feb. (askanews) – “Sono emozionata per questa serata e sono contenta di essere riuscita ad arrivare in tempo, nonostante la giornata molto complessa, e sono molto felice per questa emozione, queste ragazze straordinarie, per un record storico di Arianna” Fontana, “mi hanno dato una grande carica”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, prima di lasciare la Milano Ice Skating Arena, dove ha assistito all’argento conquistato dalla staffetta italiana femminile dello short track di pattinaggio su ghiaccio dei Giochi olimpici invernali di Milano Cortina.

Meloni ‘condivide’ Mattarella sul Csm, “ma diritto di criticare le toghe”

Meloni ‘condivide’ Mattarella sul Csm, “ma diritto di criticare le toghe”

Roma, 18 feb. (askanews) – La decisione del presidente della Repubblica di presiedere per la prima volta una riunione ordinaria del Csm, dicono da palazzo Chigi, non era stata preventivamente annunciata. Ma il monito di Sergio Mattarella ad abbassare i toni, a “rispettare” l’organo di autogoverno della magistratura “particolarmente da parte delle istituzioni” non arriva del tutto inaspettato, giacché il Quirinale già aveva avuto modo di far recapitare ai piani alti del governo la preoccupazione per la postura che la campagna per il referendum sulla giustizia stava assumendo.

Sul piano della comunicazione si decide così di affidare a una nota del Guardasigilli, Carlo Nordio, l’apprezzamento e la condivisione “totale” dell’esortazione del capo dello Stato a “un rispetto vicendevole” specie “in un momento in cui i toni del confronto politico tendono ad esacerbarsi”. E’ la linea del governo in questa giornata in cui le parole del presidente della Repubblica sembrano colpire al cuore l’inquilino di viale Arenula che nei giorni scorsi aveva spiegato che il meccanismo del sorteggio, previsto dalla stessa riforma, consentirà di eliminare il sistema correntizio “para-mafioso” del Csm attuale.

Nella linea dettata ai suoi da Giorgia Meloni c’è da una parte la necessità di mostrare il necessario rispetto nei confronti della prima carica dello Stato, che peraltro gode di un larghissimo consenso tra gli italiani, dall’altra anche un calcolo molto pragmatico che già nei giorni scorsi l’aveva portata a invitare lo stesso Nordio a evitare toni incendiari: ossia l’esigenza di non alimentare una polarizzazione dello scontro che possa favorire una rimonta del fronte del no. La parola d’ordine è dunque condividere e mostrarsi totalmente allineati, sopire quella sensazione che pure confidenzialmente qualcuno nella maggioranza sussurra, ovvero che quella di Mattarella sia stata una uscita “a gamba tesa” nel pieno della campagna referendaria. Allo stesso tempo, però, a palazzo Chigi si sottolinea che quel monito era rivolto a tutti, quindi anche agli stessi giudici che si sono esposti nella campagna a favore del no, primo tra tutti ovviamente il procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri. Una posizione che riecheggia anche nelle fonti che, solo a tarda sera dopo ore di silenzio, vengono fatte filtrare dalla Lega. Il concetto è sempre lo stesso: il monito del Colle – si rimarca – è “pienamente condiviso” tanto che “un appello in questo senso era già stato pronunciato anche da Matteo Salvini” ma “gli eccessi ci sono da entrambe le parti, tra i sostenitori del ‘Sì’ e del ‘No’”.

Se il calcolo politico contribuisce a suggerire alla presidente del Consiglio di non esasperare i toni dello scontro sul referendum, lo stesso – in senso uguale e contrario – vale per gli attacchi nei confronti delle “toghe politicizzate”. L’idea della premier è che vada rivendicato il “diritto di criticare” i giudici che “ostacolano le decisioni” del governo, non solo per auto difesa ma anche per mandare un messaggio alla cosiddetta “pancia” dell’elettorato di centrodestra. E così, per il secondo giorno consecutivo, Giorgia Meloni si produce in un video che va all’offensiva contro i giudici, particolarmente sui temi relativi all’immigrazione. Il caso questa volta è quello della decisione del Tribunale di Palermo di stabilire un risarcimento dello Stato nei confronti della Sea Watch. Quella dei giudici, afferma la premier, è una decisione che “lascia senza parole”. “Ma il compito dei magistrati – chiede – è quello di far rispettare la legge o quello di premiare chi si vanta di non rispettare la legge?”.

Meloni ‘condivide’ Mattarella su Csm, “ma diritto di criticare toghe”

Meloni ‘condivide’ Mattarella su Csm, “ma diritto di criticare toghe”

Roma, 18 feb. (askanews) – La decisione del presidente della Repubblica di presiedere per la prima volta una riunione ordinaria del Csm, dicono da palazzo Chigi, non era stata preventivamente annunciata. Ma il monito di Sergio Mattarella ad abbassare i toni, a “rispettare” l’organo di autogoverno della magistratura “particolarmente da parte delle istituzioni” non arriva del tutto inaspettato, giacché il Quirinale già aveva avuto modo di far recapitare ai piani alti del governo la preoccupazione per la postura che la campagna per il referendum sulla giustizia stava assumendo.

Sul piano della comunicazione si decide così di affidare a una nota del Guardasigilli, Carlo Nordio, l’apprezzamento e la condivisione “totale” dell’esortazione del capo dello Stato a “un rispetto vicendevole” specie “in un momento in cui i toni del confronto politico tendono ad esacerbarsi”. E’ la linea del governo in questa giornata in cui le parole del presidente della Repubblica sembrano colpire al cuore l’inquilino di viale Arenula che nei giorni scorsi aveva spiegato che il meccanismo del sorteggio, previsto dalla stessa riforma, consentirà di eliminare il sistema correntizio “para-mafioso” del Csm attuale.

Nella linea dettata ai suoi da Giorgia Meloni c’è da una parte la necessità di mostrare il necessario rispetto nei confronti della prima carica dello Stato, che peraltro gode di un larghissimo consenso tra gli italiani, dall’altra anche un calcolo molto pragmatico che già nei giorni scorsi l’aveva portata a invitare lo stesso Nordio a evitare toni incendiari: ossia l’esigenza di non alimentare una polarizzazione dello scontro che possa favorire una rimonta del fronte del no. La parola d’ordine è dunque condividere e mostrarsi totalmente allineati, sopire quella sensazione che pure confidenzialmente qualcuno nella maggioranza sussurra, ovvero che quella di Mattarella sia stata una uscita “a gamba tesa” nel pieno della campagna referendaria. Allo stesso tempo, però, a palazzo Chigi si sottolinea che quel monito era rivolto a tutti, quindi anche agli stessi giudici che si sono esposti nella campagna a favore del no, primo tra tutti ovviamente il procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri. Una posizione che riecheggia anche nelle fonti che, solo a tarda sera dopo ore di silenzio, vengono fatte filtrare dalla Lega. Il concetto è sempre lo stesso: il monito del Colle – si rimarca – è “pienamente condiviso” tanto che “un appello in questo senso era già stato pronunciato anche da Matteo Salvini” ma “gli eccessi ci sono da entrambe le parti, tra i sostenitori del ‘Sì’ e del ‘No’”.

Se il calcolo politico contribuisce a suggerire alla presidente del Consiglio di non esasperare i toni dello scontro sul referendum, lo stesso – in senso uguale e contrario – vale per gli attacchi nei confronti delle “toghe politicizzate”. L’idea della premier è che vada rivendicato il “diritto di criticare” i giudici che “ostacolano le decisioni” del governo, non solo per auto difesa ma anche per mandare un messaggio alla cosiddetta “pancia” dell’elettorato di centrodestra. E così, per il secondo giorno consecutivo, Giorgia Meloni si produce in un video che va all’offensiva contro i giudici, particolarmente sui temi relativi all’immigrazione. Il caso questa volta è quello della decisione del Tribunale di Palermo di stabilire un risarcimento dello Stato nei confronti della Sea Watch. Quella dei giudici, afferma la premier, è una decisione che “lascia senza parole”. “Ma il compito dei magistrati – chiede – è quello di far rispettare la legge o quello di premiare chi si vanta di non rispettare la legge?”.

M5S, gruppo Senato: Pirondini capogruppo, con lui squadra di sole donne

M5S, gruppo Senato: Pirondini capogruppo, con lui squadra di sole donne

Roma, 18 feb. (askanews) – Mediazione interna raggiunta nel gruppo del Movimento 5 stelle al Senato: il capogruppo sarà Luca Pirondini, senatore ligure 44enne, di professione musicista, già candidato sindaco e consigliere comunale a Genova. In una assemblea dei senatori stellati è stata raggiunta l’intesa su una squadra unitaria che sarà votata la prossima settimana, dopo che per alcuni giorni si erano confrontate due “squadre” di candidati contrapposte per la composizione del direttivo di gruppo, capeggiate dallo stesso Pirondini e dalla vicepresidente uscente Alessandra Maiorino.

“È stato un confronto franco e onesto, sempre orientato al bene del gruppo”, ha spiegato, secondo quanto si apprende da fonti parlamentari, il capogruppo uscente Stefano Patuanelli, destinato da tempo, secondo le fonti interne, ad assumere la carica di vicepresidente del Movimento. “Per il voto del prossimo 25 e 26 febbraio si presenterà una sola squadra per assumere il nuovo ruolo direttivo del gruppo parlamentare. Una squadra che tiene in considerazione le sensibilità emerse dal confronto, a testimonianza di una grande maturità politica dell’intero gruppo. Ci tengo particolarmente a ringraziare Alessandra Maiorino – non solo per avermi affiancato in questi 40 mesi – per la forte volontà di lavorare ad una proposta unitaria da presentare al gruppo. Sì è mossa in prima battuta per questo, trovando poi la piena convergenza di Luca Pirondini e lavorando insieme a lui per giungere a questo importante risultato”.

Nel corso del dibattito, raccontano a palazzo Madama, ha trovato spazio anche qualche critica al metodo “tossico” della competizione interna con delle liste contrapposte. Il passo indietro di Maiorino, riconosciuto da Patuanelli, ha avuto anche questo significato, un appello alla costruzione “unitaria” del nuovo direttivo e a un voto partecipato dei senatori sulla lista che sancisce il compromesso raggiunto.

Questi i nomi, salvo cambiamenti dell’ultima ora, della squadra tutta al femminile che accompagnerà Pirondini: vicepresidente del gruppo Concetta Damante, tesoriera Dolores Bevilacqua, segretarie di gruppo Ada Lopreiato e Sabrina Licheri.

Sea Watch, Meloni: decisione lascia senza parole, magistrati premiano chi viola legge?

Sea Watch, Meloni: decisione lascia senza parole, magistrati premiano chi viola legge?

Roma, 18 feb. (askanews) – La decisione dei giudici di far risarcire la nave Sea Watch “lascia senza parole”. Lo dice la premier Giorgia Meloni in un video. “La mia domanda è – aggiunge – ma il compito dei magistrati è quello di far rispettare la legge o quello di premiare chi si vanta di non rispettare la legge?”.

“Vi ricordate, Karola Rakete – chiede Meloni – che nel 2019 speronò una motovedetta della Guardia di Finanza per portare con la nave che comandava degli immigrati irregolari in Italia? Non solo all’epoca la Rakete è stata assolta perché secondo alcuni magistrati è consentito forzare un blocco di polizia in nome dell’immigrazione illegale di massa, ma oggi i giudici prendono un’altra decisione che lascia letteralmente senza parole”.

“Hanno condannato lo Stato italiano a risarcire con 76.000 euro, sempre degli italiani, la ONG proprietaria della nave capitanata dalla Rakete perché dopo lo speronamento ai danni dei nostri militari l’imbarcazione era stata giustamente trattenuta e posta sotto sequestro. Decisione della magistratura commentata felicemente dall’ONG che dichiara testualmente: il diritto ancora una volta dà ragione alla disobbedienza civile. Allora la mia domanda è ma il compito dei magistrati è quello di far rispettare la legge o quello di premiare chi si vanta di non rispettare la legge?”, afferma la premier.

Il video di Meloni arriva dopo quello di ieri in cui ricorda lei stessa “ho commentato la surreale decisione della Magistratura di condannare il Ministero degli Interni a risarcire con i soldi degli italiani, un immigrato irregolare con 23 condanne alle spalle che lo Stato aveva avuto l’ardire di trasferire nel CPR in Albania per l’espulsione. Una notizia vergognosa ma che sembra una sciocchezza rispetto a quello che è accaduto oggi”.

Richiamo Mattarella a rispettare Csm, politica d’accordo: abbassare toni

Richiamo Mattarella a rispettare Csm, politica d’accordo: abbassare toni

Roma, 18 feb. (askanews) – Una partecipazione “inconsueta” al plenum del Csm per rivolgere un richiamo forte e determinato al rispetto tra le istituzioni e in particolare al rispetto per il Consiglio superiore della magistratura in quanto organo costituzionale. Sono qui per “ribadire il rispetto che occorre nutrire e manifestare, particolarmente da parte delle altre istituzioni, nei confronti di questa istituzione”, ha scandito il Presidente della Repubblica a Palazzo Bachelet.

Sergio Mattarella, solitamente restìo a intervenire nelle contese politiche delle campagne elettorali, oggi ha compiuto un gesto irrituale che dice quasi di più di tante parole. La decisione di prendere parte al plenum ordinario di oggi è stata comunicata solo poche ore prima e ha spiazzato anche il mondo politico che però ha unanimemente condiviso quel richiamo ad abbassare i toni. A cominciare dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che aveva definito “paramafioso” il Consiglio superiore della magistratura e che oggi assicura: “Apprezziamo e condividiamo totalmente l’esortazione del presidente della Repubblica il quale, da custode della Costituzione, avverte l’esigenza di un rispetto vicendevole tra istituzioni, specie in un momento in cui i toni del confronto politico tendono ad esacerbarsi. Faremo la nostra parte – ha detto il ministro – nel mantenere la dialettica referendaria nei limiti di una contrapposizione sana, pacata e rispettosa, seppur nel convinto sostegno delle nostre ragioni”.

I rischi di delegittimazione delle istituzioni che hanno contraddistinto il dibattito politico sul referendum sulla separazione delle carriere preoccupava da giorni il capo dello Stato che finora era rimasto silente e in disparte rispetto al delicato tema della riforma. Non solo l’incalzare degli interventi del Guardasigilli che ha attaccato a più riprese anche l’Anm fino a inviare una richiesta per conoscere i finanziatori della campagna per il No. Iniziativa che le opposizioni hanno definito “liste di proscrizione”. Anche la premier, Giorgia Meloni, è sembrata entrare direttamente nella polemica quando ieri sera ha pubblicato un un video in cui accusava i magistrati “politicizzati” di ostacolare l’azione del suo governo.

“Più che nella funzione di presidente di questo Consiglio come Presidente della Repubblica – ha spiegato Mattarella -, avverto la necessità di rinnovare con fermezza l’esortazione al rispetto vicendevole. In qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza. Nell’interesse della Repubblica”, ha detto ricordando a tutti i protagonisti che certo le istituzioni, tutte, “non sono esenti da difetti” e quindi si possono criticare ma senza trascendere nella delegittimazione. “Sono consapevole che non è consueta la presenza del Presidente della Repubblica per i lavori ordinari del Consiglio. Per quanto mi riguarda non si è mai verificata in undici anni – ha puntualizzato quasi a sottolineare l’eccezionalità del suo intervento -. Mi hanno indotto a questa decisione la necessità e il desiderio di sottolineare, ancora una volta, il valore del ruolo di rilievo costituzionale del CSM”.

Il richiamo sembra aver sortito l’effetto desiderato almeno nelle dichiarazioni di leader ed esponenti politici di maggioranza e opposizione: “l’intervento di Mattarella è di alto valore simbolico”, ha detto Giuseppe Conte “le polemiche, gli attacchi al Csm avevano superato il livello di guardia, e coinvolto anche il ministro Nordio” perciò ora bisogna tutti quanti “abbassare i toni”. “Sono parole, le sue, che vanno ascoltate e per le quali va ringraziato. In particolare per aver ricordato il necessario rispetto reciproco tra le istituzioni per il bene del Paese”, ha detto Elly Schlein.

Apprezzamenti e riconoscimenti all’autorevolezza e saggezza dell’inquilino del Colle arrivano anche dalla maggioranza con Maurizio Lupi, Giorgio Mulè. Alla fine anche Fdi decide di uscire con una nota del capogruppo Galeazzo Bignami: “Come ribadito dal Capo dello Stato l’impegno di tutti deve essere quello di favorire il dialogo tra le Istituzioni sulla base del rispetto reciproco e soprattutto nell’interesse supremo del bene degli italiani. Interesse che, infatti, ci ha guidati nella riforma della giustizia, che a breve sarà valutata dal popolo italiano, e che riteniamo renderà più equa, credibile e libera da condizionamenti la magistratura stessa”.

Richiamo di Mattarella a rispettare il Csm, politica d’accordo: abbassare i toni

Richiamo di Mattarella a rispettare il Csm, politica d’accordo: abbassare i toni

Roma, 18 feb. (askanews) – Una partecipazione “inconsueta” al plenum del Csm per rivolgere un richiamo forte e determinato al rispetto tra le istituzioni e in particolare al rispetto per il Consiglio superiore della magistratura in quanto organo costituzionale. Sono qui per “ribadire il rispetto che occorre nutrire e manifestare, particolarmente da parte delle altre istituzioni, nei confronti di questa istituzione”, ha scandito il Presidente della Repubblica a Palazzo Bachelet.

Sergio Mattarella, solitamente restìo a intervenire nelle contese politiche delle campagne elettorali, oggi ha compiuto un gesto irrituale che dice quasi di più di tante parole. La decisione di prendere parte al plenum ordinario di oggi è stata comunicata solo poche ore prima e ha spiazzato anche il mondo politico che però ha unanimemente condiviso quel richiamo ad abbassare i toni. A cominciare dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che aveva definito “paramafioso” il Consiglio superiore della magistratura e che oggi assicura: “Apprezziamo e condividiamo totalmente l’esortazione del presidente della Repubblica il quale, da custode della Costituzione, avverte l’esigenza di un rispetto vicendevole tra istituzioni, specie in un momento in cui i toni del confronto politico tendono ad esacerbarsi. Faremo la nostra parte – ha detto il ministro – nel mantenere la dialettica referendaria nei limiti di una contrapposizione sana, pacata e rispettosa, seppur nel convinto sostegno delle nostre ragioni”.

I rischi di delegittimazione delle istituzioni che hanno contraddistinto il dibattito politico sul referendum sulla separazione delle carriere preoccupava da giorni il capo dello Stato che finora era rimasto silente e in disparte rispetto al delicato tema della riforma. Non solo l’incalzare degli interventi del Guardasigilli che ha attaccato a più riprese anche l’Anm fino a inviare una richiesta per conoscere i finanziatori della campagna per il No. Iniziativa che le opposizioni hanno definito “liste di proscrizione”. Anche la premier, Giorgia Meloni, è sembrata entrare direttamente nella polemica quando ieri sera ha pubblicato un un video in cui accusava i magistrati “politicizzati” di ostacolare l’azione del suo governo.

“Più che nella funzione di presidente di questo Consiglio come Presidente della Repubblica – ha spiegato Mattarella -, avverto la necessità di rinnovare con fermezza l’esortazione al rispetto vicendevole. In qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza. Nell’interesse della Repubblica”, ha detto ricordando a tutti i protagonisti che certo le istituzioni, tutte, “non sono esenti da difetti” e quindi si possono criticare ma senza trascendere nella delegittimazione. “Sono consapevole che non è consueta la presenza del Presidente della Repubblica per i lavori ordinari del Consiglio. Per quanto mi riguarda non si è mai verificata in undici anni – ha puntualizzato quasi a sottolineare l’eccezionalità del suo intervento -. Mi hanno indotto a questa decisione la necessità e il desiderio di sottolineare, ancora una volta, il valore del ruolo di rilievo costituzionale del CSM”.

Il richiamo sembra aver sortito l’effetto desiderato almeno nelle dichiarazioni di leader ed esponenti politici di maggioranza e opposizione: “l’intervento di Mattarella è di alto valore simbolico”, ha detto Giuseppe Conte “le polemiche, gli attacchi al Csm avevano superato il livello di guardia, e coinvolto anche il ministro Nordio” perciò ora bisogna tutti quanti “abbassare i toni”. “Sono parole, le sue, che vanno ascoltate e per le quali va ringraziato. In particolare per aver ricordato il necessario rispetto reciproco tra le istituzioni per il bene del Paese”, ha detto Elly Schlein.

Apprezzamenti e riconoscimenti all’autorevolezza e saggezza dell’inquilino del Colle arrivano anche dalla maggioranza con Maurizio Lupi, Giorgio Mulè. Alla fine anche Fdi decide di uscire con una nota del capogruppo Galeazzo Bignami: “Come ribadito dal Capo dello Stato l’impegno di tutti deve essere quello di favorire il dialogo tra le Istituzioni sulla base del rispetto reciproco e soprattutto nell’interesse supremo del bene degli italiani. Interesse che, infatti, ci ha guidati nella riforma della giustizia, che a breve sarà valutata dal popolo italiano, e che riteniamo renderà più equa, credibile e libera da condizionamenti la magistratura stessa”.

Dl bollette, Meloni: disaccoppiamo il prezzo dell’energia dal gas

Dl bollette, Meloni: disaccoppiamo il prezzo dell’energia dal gas

Roma, 18 feb. (askanews) – Tra le novità del decreto energia c’è “l’aumento dell’Irap del 2% sulle aziende che producono, distribuiscono e forniscono energia e prodotti energetici”. Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un video. “Abbiamo costruito anche un meccanismo che introduce di fatto il disaccoppiamento del prezzo dell’energia elettrica da quello del gas”. “Oggi il governo ha approvato un provvedimento molto significativo che tocca una delle priorità che ci eravamo dati dall’inizio e cioè ridurre il peso delle bollette su famiglie e imprese. E’ un decreto che avrà un impatto rilevante e che garantirà risparmi e benefici diretti per le famiglie e le imprese nell’ordine di oltre cinque miliardi di euro”

Francia, Meloni: sconvolge uccisione Deranque, travolto da clima d’odio

Francia, Meloni: sconvolge uccisione Deranque, travolto da clima d’odio

Roma, 18 feb. (askanews) – “L’uccisione del giovane Quentin Deranque in Francia è un fatto che sconvolge e addolora profondamente. La morte di un ragazzo poco più che ventenne, aggredito da gruppi riconducibili all’estremismo di sinistra e travolto da un clima di odio ideologico che attraversa diverse nazioni, è una ferita per l’intera Europa. Nessuna idea politica, nessuna contrapposizione ideologica può giustificare la violenza o trasformare il confronto in aggressione fisica. Quando l’odio e la violenza prendono il posto del dialogo, a perdere è sempre la democrazia”. Lo scrive sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

L.elettorale, Casellati: ad oggi nè modelli vincolanti nè pregiudiziali

L.elettorale, Casellati: ad oggi nè modelli vincolanti nè pregiudiziali

Roma, 18 feb. (askanews) – La riforma del premierato “non contiene l’individuazione e quindi la scelta di un determinato modello” di legge elettorale ma “per contro si limita a prescrivere che la legge elettorale garantisca rappresentatività politica e governabilità”. Lo ha detto la ministra per le Riforme Elisabetta Casellati, rispondendo, durante il question time alla Camera, a un’interrogazione sulla modifica della legge elettorale.

“Le soluzioni tecniche coerenti con questi principi sono molteplici, nell’ambito dei diversi sistemi elettorali: non esistono, ad oggi, modelli vincolanti né pregiudiziali da parte del Governo. Si aprirà un dialogo, che ci auguriamo proficuo, fra tutte le forze politiche, tenendo conto delle indicazioni provenienti dalla giurisprudenza costituzionale” ha aggiunto. Quanto ai tempi, ha spiegato, “come ho sempre affermato, il profilo della legge elettorale potrà essere definito compiutamente solo una volta che sarà consolidata la struttura della riforma costituzionale, cioè all’esito almeno della prima deliberazione delle Camere”.

“L’interrogante allude anche alla possibile revisione della legislazione elettorale ‘a Costituzione invariata’; tema che ciclicamente ritorna all’attenzione del dibattito politico di maggioranza e di opposizione, ma che a oggi non risulta essersi strutturato in tavoli tecnici e in istruttorie formali, né tantomeno in precise proposte normative su cui avviare l’esame” ha concluso.