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Ciclismo, Santiago Buitrago trionfa al Trofeo Laigueglia

Ciclismo, Santiago Buitrago trionfa al Trofeo Laigueglia

Roma, 4 mar. (askanews) – Santiago Buitrago trionfa al Trofeo Laigueglia 2026. Il colombiano della Bahrain Victorious conquista la prima classica della carriera al termine di una prova autoritaria, risolta con un attacco decisivo sull’ultimo passaggio da Colla Micheri. Secondo posto per il francese Romain Grégoire (Groupama-FDJ), che regola in volata Antonio Tiberi (Bahrain Victorious) per una giornata da incorniciare per la formazione bahreinita.

La corsa si accende fin dalle prime battute con una fuga di dieci uomini che arriva a guadagnare fino a 6’30” sul gruppo, trainato soprattutto dalla XDS Astana. Tra i battistrada anche Louis Vervaeke (Soudal-QuickStep), che si avvantaggia in solitaria a oltre 90 chilometri dal traguardo, restando al comando per circa 70 chilometri e affrontando davanti anche il primo giro del circuito finale.

La selezione decisiva nasce sul primo passaggio a Colla Micheri, quando la Bahrain Victorious lancia Buitrago e Tiberi, seguiti da Grégoire e Quinten Hermans. I quattro rientrano su Vervaeke a 20 chilometri dall’arrivo, ma sul terzo e ultimo passaggio sulla salita ligure Buitrago cambia ritmo e stacca tutti, involandosi verso il successo.

Alle sue spalle Grégoire precede Tiberi nella volata per il secondo posto, mentre il gruppo degli inseguitori paga 40 secondi. Buona la prestazione degli italiani, con Diego Ulissi quarto, Andrea Vendrame quinto, Christian Scaroni sesto e Simone Gualdi ottavo.

Buitrago chiude in 4h38’50”, diventando il secondo colombiano a imporsi a Laigueglia dopo José Serpa nel 2014.

Rugby, Italia-Inghilterra, inni tradotti nella lingua dei segni

Rugby, Italia-Inghilterra, inni tradotti nella lingua dei segni

Roma, 4 mar. (askanews) – In occasione della sfida del Guinness Sei Nazioni tra Italia e Inghilterra, quarta giornata del Sei Nazioni 2026 in programma sabato 7 marzo allo Stadio Olimpico di Roma, la Federazione Italiana Rugby aggiunge un nuovo tassello alla propria visione di un Torneo altamente inclusivo e sostenibile, introducendo nel cerimoniale prepartita la traduzione degli inni nazionali nella lingua dei segni. Per la gara tra Italia e Inghilterra, le allieve del Coro Mani Bianche della scuola primaria dell’Istituto Omnicomprensivo ISISS “Magarotto” , Bianca Bifano e Chiara Vecchione Foa accompagneranno, rendendoli accessibili sui maxischermi dello Stadio Olimpico, l’esecuzione da parte della Banda dell’Esercito di “God Save the King” e del “Canto degli Italiani”, consentendo al pubblico presente di seguire simultaneamente gli ultimi palpitanti momenti che precedono il calcio d’inizio e, al contempo, riaffermando l’impegno della FIR e di Six Nations Ltd. per la piena accessibilità e inclusione del più antico e prestigioso torneo di rugby al mondo.

Il coro opera secondo la modalità “Segni e Voci”: mentre le voci cantano, le mani dei coristi — avvolte nei caratteristici guanti bianchi — si librano in aria traducendo la musica in “note visive” attraverso la Lingua dei Segni in questo caso Italiana e Inglese (LIS) , trasformandosi in un potente strumento di abbattimento delle barriere culturali, dimostrando che la musica è un linguaggio universale capace di includere e valorizzare ogni diversità.

Tennis, Alcaraz: “Orgoglioso di questo inizio di stagione”

Tennis, Alcaraz: “Orgoglioso di questo inizio di stagione”

Roma, 4 mar. (askanews) – Carlos Alcaraz si presenta al Indian Wells Masters con una fiducia costruita sul campo: dodici vittorie consecutive in questo avvio di 2026, un filotto che certifica non solo la qualità del suo tennis, ma anche un salto di maturità evidente. L’obiettivo è chiaro: prendersi per la terza volta la corona nel deserto. Ma più che i proclami, a parlare sono le sensazioni. “Sta andando davvero bene, a essere sincero”, ha spiegato durante il Media Day, soffermandosi sull’adattamento alle condizioni di gioco. “Mi sento un po’ diverso rispetto agli altri anni, ma ho fatto un paio di ottimi allenamenti. Sono tornato e sono pronto, sono entusiasta di iniziare”.

Parole che raccontano uno stato di forma pieno, ma anche una rinnovata consapevolezza. Il numero uno del mondo non nasconde l’orgoglio per quanto costruito nelle prime settimane dell’anno: “Sono davvero orgoglioso di questo inizio di stagione. Spero che la striscia continui”. Dodici successi in fila non sono un dettaglio nel tennis contemporaneo, dove ogni torneo è un campo minato e la profondità del circuito impone standard altissimi.

Il paragone con le grandi strisce della storia è inevitabile, come le 41 vittorie consecutive firmate da Novak Djokovic nel 2011. Alcaraz, però, mantiene i piedi per terra: “Non ti rendi conto di quanto sia difficile finché non inizi a inseguire qualcosa del genere. Quando arrivi a 12 vittorie pensi: ‘ok, ma servono ancora quattro o cinque tornei dei più grandi del mondo’”. Una riflessione lucida, che tradisce fame e ambizione, ma anche rispetto per la storia e per la fatica che comporta restare al vertice.

Tennis, Medvedev e Rublev hanno lasciato Dubai

Tennis, Medvedev e Rublev hanno lasciato Dubai

Roma, 4 mar. (askanews) – Restano attesi a Indian Wells alcuni giocatori bloccati per diversi giorni a Dubai dopo gli attacchi di Usa e Israele in Iran. Nel torneo californiano, primo Masters 1000 della stagione, si attende in particolare l’arrivo dei russi Daniil Medvedev e Andrey Rublev.

I due sono stati sostituiti in un mini torneo di doppio misto che apriva il programma, insieme al connazionale Karen Khachanov, tra i pochi rimasti inizialmente fermi negli Emirati Arabi Uniti. Secondo i media russi, i tre sarebbero riusciti a lasciare Dubai via terra in direzione Oman, raggiungendo Muscat dopo un viaggio definito caotico, per poi volare verso Istanbul e quindi negli Stati Uniti.

Medvedev, Rublev e Khachanov restano regolarmente inseriti nel tabellone di Indian Wells, dove non dovrebbero esordire prima del secondo turno: venerdì per Rublev e Khachanov, sabato per Medvedev.

Il finlandese Harri Heliövaara, vincitore del torneo di doppio negli Emirati, ha confermato che “i giocatori russi” sono riusciti a raggiungere Muscat via terra. Il britannico Jack Draper ha riferito di aver lasciato Dubai giovedì, “probabilmente con uno degli ultimi voli”.

Intanto un torneo secondario in programma a Fujairah, nel nord-est degli Emirati Arabi Uniti, è stato cancellato definitivamente per i rischi legati alle operazioni militari in corso nell’area.

Indian Wells, Sinner: “Preparazione ok. Contento per come mi sento”

Indian Wells, Sinner: “Preparazione ok. Contento per come mi sento”

Roma, 4 mar. (askanews) – Jannik Sinner è pronto ad essere protagonista ad Indian Wells, dove nelle quattro precedenti partecipazioni ha raggiunto per due volte le semifinali, nel 2023 e nel 2024, sempre stoppato da Carlos Alcaraz. Complice anche la prematura uscita a Doha, l’altoatesino è arrivato in California per tempo e dallo scorso week-end si sta allenando sui campi dell’Indian Wells Tennis Garden, sotto la supervisione di coach Darren Cahill, per prendere confidenza con il cemento californiano. Il 24enne di Sesto Pusteria, secondo favorito del seeding, entrerà in gara direttamente al secondo turno come tutte le 32 teste di serie.

“La mia preparazione sta andando molto bene. Questo è un posto speciale. Ovviamente, non aver potuto partecipare l’anno scorso lo rende ancora più speciale, e speriamo che sia un grande torneo – ha detto il numero due del mondo durante il tradizionale media day -. Sono molto contento di come mi sento in campo e ovviamente vogliamo arrivare il più lontano possibile nel torneo. Allo stesso tempo, cerchiamo anche di migliorare un paio di cose. Sto cercando di essere un po’ più aggressivo a volte sulla linea di fondo, e poi vedremo come andrà. Cerchiamo sempre di migliorare il gioco. Credo che stiamo facendo un ottimo lavoro. È stata una settimana di allenamenti molto dura per me. Abbiamo trascorso molte, molte ore ad allenarci”.

L’azzurro ha tracciato anche un bilancio di questi primi due mesi di 2026: “La stagione è stata buona. Voglio dire, semifinali in Australia e quarti a Doha, ma sono molto contento di come sto e del mio stato mentale. Come ho detto, cerchiamo di massimizzare il nostro potenziale. La stagione è appena iniziata, quindi questi tornei sono molto importanti per me prima di passare alla terra battuta. Mi sento bene quando gioco un buon tennis e ora vediamo come va”.

Tennis, Sinner: “Iran? L’Atp fa di tutto per tutelarci”

Tennis, Sinner: “Iran? L’Atp fa di tutto per tutelarci”

Roma, 4 mar. (askanews) – “Ci sono alcune cose che non possiamo davvero controllare, e questa è sicuramente una di quelle. Penso e credo che l’ATP e tutti stiano cercando di fare le scelte migliori possibili, per farci sentire il più sicuri possibile, ed è l’unica cosa che posso dire, no?” Così Jannik Sinner sulla crisi mediorientale e la guerra all’Iran che costringe molti tennisti a fare i conti con tornei e spostamenti nelle aree di crisi. “Ovviamente spero che tutti siano al sicuro e che possano venire qui a giocare o anche tornare a casa. Dipende da cosa vogliono fare. Ma, sai, ci sono alcuni scenari che non possiamo controllare, quindi ho cercato ovviamente di rimanere concentrato, ma ti rendi anche conto che nella vita ci sono cose molto più importanti che giocare a tennis. Sì, credo che noi giocatori abbiamo una buona protezione intorno a noi, e spero che anche gli altri giocatori la pensino così.

Calcio, Rocchi: “Il Var verrà usato di più con le nuove regole”

Calcio, Rocchi: “Il Var verrà usato di più con le nuove regole”

Roma, 3 mar. (askanews) – “Le novità regolamentari che arriveranno vanno in una direzione in cui il Var viene probabilmente usato di più su determinati casi”. Queste le parole del designatore arbitrale di A e B Gianluca Rocchi durante la puntata di ‘Open Var’ su Dazn, parlando dell’utilizzo della tecnologia in campo. “Il concetto del chiaro ed evidente errore nasce perché il Var deve avere un minimo impatto sulla gara col massimo beneficio”. “La problematica vera è lo sviluppo che ha avuto la tecnologia – le parole dagli studi di Dazn – e questa è una riflessione che dobbiamo fare a fine stagione, come faranno in tante altre competizioni, perché c’è chi dice che lo stiamo utilizzando troppo e chi sostiene che dovremmo usarlo di più. Dopo otto anni di utilizzo, possiamo sempre partire come eravamo otto anni fa? Secondo me no, perché le persone non si aspettano che io dica che il Var non può intervenire nonostante ci fosse un calcio di rigore. Il Var verrà probabilmente usato di più su determinati casi – in alcuni casi secondo me anche giustamente -, ma in altri c’è da fare una riflessione a stagione conclusa”. Poi il riferimento al caso Kalulu-Bastoni: “Nuove regole sul secondo giallo? Credo sia giusto. Il secondo giallo oggi di fatto decide una partita, specialmente se accade nei minuti iniziali. Le statistiche dicono che in dieci uomini si fatica a rimanere in partita e vincere. Un’altra buona novità riguarda il conteggio sulle riprese del gioco, strumento importante dato a disposizione degli arbitri”.

Poi Rocchi ha analizzato gli episodi della 27ª giornata di Serie A: “Calhanoglu-Ekuban in Inter-Genoa? La decisione è presa bene in campo e così tutto è più semplice. Controllano i parametri del DOGSO, qui potrebbe essercene al massimo uno, ma gli altri no. La decisione è assolutamente corretta. Gol Pavlovic? Hanno fatto un doppio controllo. Il primo, sul fuorigioco, è semplice perché la macchina aiuta, sul secondo è più difficile. Ma nessun dubbio e problema, il gol è stato convalidato correttamente. Blocco Valenti su Caprile? Ci abbiamo lavorato sopra, partendo da Milan-Parma. Ribadisco la bontà del gol: il giocatore che si mette fermo sulla linea di porta, non commette fallo. Se uno sta fermo davanti al portiere non possiamo intervenire e anzi ci sono campionati in cui lì si mettono in cinque. E quello è già un atteggiamento molto più pericoloso. Ma se sto fermo in una zona del campo, non posso essere punito. Ho spiegato ai ragazzi di essere proattivi e fare prevenzione, tanto che in un primo episodio non fischia niente. Poi però viene fatta una leggera spinta sul portiere del Cagliari e lì interveniamo. Espulsione Pinamonti? Una gran bella decisione. Grave fallo di gioco, l’arbitro vede bene perché è nella posizione migliore. In questi casi ai ragazzi chiedo coraggio, avremmo fatto l’espulsione anche con l’On Field Review, ma la forza e la credibilità dell’arbitro, agli occhi di giocatori, allenatori e ai nostri, passa anche dalle decisioni sul campo”.

Milano-Cortina, A.Fontana: Lombardia motore Olimpiadi e Paralimpiadi

Milano-Cortina, A.Fontana: Lombardia motore Olimpiadi e Paralimpiadi

Milano, 3 mar. (askanews) – “Il cuore pulsante di questi Giochi è stata la Lombardia. Lo è stata nella candidatura del 2018, lo è stata nelle garanzie economiche – circa 300 milioni di euro – che hanno reso possibile l’evento. Per la prima volta nella storia olimpica, le coperture non sono arrivate dallo Stato ma da Regione Lombardia e Regione Veneto. Un fatto senza precedenti”. Così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, intervenendo stamattina in Consiglio regionale al Pirellone per presentare un primo bilancio delle Olimpiadi Milano Cortina 2026.

“Dopo la rinuncia di Torino e il venir meno del sostegno del Governo dell’epoca, senza l’impegno della Lombardia e senza la collaborazione del Veneto con Cortina, queste Olimpiadi non si sarebbero mai realizzate. Il contributo del Trentino-Alto Adige ha poi completato il quadro. È stata la dimostrazione che le Regioni, quando lavorano insieme, sanno essere decisive” ha aggiunto.

“Questa è stata la prima vera edizione di Olimpiadi diffuse. Un modello innovativo, costruito insieme al Comitato Olimpico Internazionale, che ha riconosciuto il valore di un sistema territoriale interconnesso, dove grandi città e territori montani collaborano e si rafforzano reciprocamente. Milano è forte perché sono forti i territori che la circondano. In particolar modo, la montagna vuole essere occasione di realizzazione di sogni di vita, di qualità della vita e di tradizione. In altre parole, stiamo parlando di una vera concretizzazione del modello di regione smartland come l’abbiamo concepita dall’avvio del mio percorso amministrativo. Una Regione che può quindi continuare ad essere modello di qualità ed opportunità per tutti” ha osservato Fontana.

“Dal 2019 al 2026 abbiamo affrontato difficoltà enormi: la pandemia, i ritardi istituzionali, la crisi delle materie prime, l’aumento dei costi energetici dovuto al conflitto in Russia-Ucraina. Eppure, tutte le opere necessarie allo svolgimento dei Giochi sono state consegnate nei tempi previsti, alcune persino in anticipo” ha osservato. “In Lombardia ci sono oggi impianti sportivi migliorati, linee ferroviarie riqualificate, infrastrutture viarie potenziate, nuovi treni in servizio. Un investimento per tutti i cittadini lombardi e opere che, laddove non siano strettamente connesse alle gare, saranno ultimate nei prossimi mesi” ha continuato.

Quanto all’impianto finanziario dei Giochi Fontana ha evidenziato che l’investimento complessivo rappresenta circa lo 0,3% del PIL italiano 2025: “Un impegno significativo ma gestibile, che genera valore. E il valore si è visto” ha detto, e poi il “Villaggio Olimpico diventerà uno studentato da 1.700 posti letto. Le nuove infrastrutture ferroviarie e viarie resteranno al servizio dei cittadini. Le arene continueranno a ospitare eventi sportivi e culturali. Milano avrà una casa del ghiaccio per giovani e famiglie. Le ricadute economiche stimate parlano di 5,3 miliardi di ricavi, 600 milioni di gettito fiscale aggiuntivo, 36.000 lavoratori coinvolti, 18.000 volontari. Per Milano si stima un impatto sul PIL fino al +1,7%”.

“Oltre ai numeri, resta qualcosa di più profondo: la consapevolezza di aver dimostrato che il nostro modello funziona. Che un territorio forte, competente e coeso può superare scetticismi, ostacoli e polemiche ideologiche. A chi temeva Olimpiadi senza neve, il Cio ha detto al suo arrivo: ‘Finalmente abbiamo la neve’. A chi dubitava della mobilità, abbiamo risposto con l’efficienza. A chi parlava di sprechi, rispondiamo con infrastrutture che resteranno e che da anni erano richieste dal territorio. Il modello lombardo è un ecosistema fatto di istituzioni, imprese, università, volontari, cittadini che ha dimostrato sul campo il proprio valore. Abbiamo organizzato queste Olimpiadi anche quando non tutto il Paese ci sosteneva. È stata una scommessa. Una scommessa vinta” ha concluso.

Pallanuoto, Maurizio Mirarchi nuovo ct del Setterosa

Pallanuoto, Maurizio Mirarchi nuovo ct del Setterosa

Roma, 3 mar. (askanews) – Il Setterosa cambia guida tecnica. Il presidente Paolo Barelli, in accordo con consiglio federale e dirigenti di riferimento, nomina Maurizio Mirarchi commissario tecnico della nazionale femminile di pallanuoto allenata negli ultimi cinque anni da Carlo Silipo. Maurizio Mirarchi, che lascia il posto di assistente tecnico della nazionale maschile a Goran Volarevic, sarà assistito da Marco Manzetti che prende il posto di Mino Di Cecca. “Silipo e Di Cecca – cui vanno i ringraziamenti della federazione per impegno e professionalità profusi nel corso degli anni è scritto in una nota della federazione – restano a disposizione del settore tecnico dopo aver guidato la squadra alla conquista del bronzo agli europei di Spalato 2022 e ai mondiali di Fukuoka 2023 e aver ottenuto il quarto posto ai mondiali di Budapest 2022 e agli europei di Eindhoven 2024 e Funchal 2026 che hanno seguito il sesto posto alle Olimpiadi di Parigi 2024 e il settimo ai mondiali di Singapore 2025”. Il primo impegno di Mirarchi con il Setterosa è la prima fase della World Cup in programma a Rotterdam dal 1° al 6 maggio. Le azzurre sono nel girone insieme all’Olanda campione d’Europa, alla Grecia (che l’ha battuta nella fase a gironi e nella finale per il bronzo agli europei di Funchal) e all’Australia argento olimpico. “È un onore ricevere questo incarico – sottolinea Mirarchi – Ringrazio il presidente Paolo Barelli e la Federazione Italiana Nuoto per la fiducia; voglio anche ringraziare il presidente della Pallanuoto Trieste Enrico Samer con il quale ho condiviso questa scelta. Un saluto a chi mi ha preceduto, Carlo Silipo, che in passato ha portato ottimi risultati. Adesso si parte con un nuovo percorso. La mia responsabilità è chiara: costruire una nazionale competitiva e orgogliosa di rappresentare l’Italia”.

F1: Hamilton, “Questo è l’anno del Cavallo di Fuoco”

F1: Hamilton, “Questo è l’anno del Cavallo di Fuoco”

Roma, 3 mar. (askanews) – Nella settimana che apre il Mondiale di Formula 1 con il GP d’Australia in programma domenica 8 marzo, Lewis Hamilton affida al Corriere della Sera pensieri e ambizioni in rosso Scuderia Ferrari. “Il mio traguardo l’anno scorso era vincere il Mondiale con la Ferrari, non ci sono riuscito. Ciò non significa che non possa arrivarci: bisogna guardarsi dentro e osservare le persone che ti circondano, dai collaboratori alla famiglia, restare motivati e porsi delle domande scomode”.

Il sette volte campione del mondo richiama anche il calendario cinese: “Questo è l’anno del Cavallo di Fuoco. Rappresenta la libertà, il desiderio di sgombrare la mente dalla pressione e riportare al centro i valori fondamentali”.

Sul rapporto con il compagno di squadra Charles Leclerc: “La Ferrari è una sola e lui è un grande pilota”. Poi uno sguardo al futuro tecnico: “Da 14 mesi lavoro sulla monoposto 2026, al simulatore e con gli ingegneri. Rispetto alla precedente che ho trovato già progettata, e potevo cambiare davvero poco, in questa macchina c’è un po’ del mio Dna”.

Hamilton è anche coproduttore del film F1, con Brad Pitt protagonista e quattro nomination agli Oscar. “È stato un viaggio iniziato quattro anni fa con una chiamata del regista Joe Kosinski. Leggendo la prima bozza ho pensato: ‘Oh my God, questo è stile Hollywood mischiato a Fast & Furious’. Così mi sono messo a educare tutti sulla F1, dagli autori agli attori”.

Il pilota non potrà essere alla serata degli Oscar perché impegnato in Cina. “Nel film ho voluto mettere una donna a capo dell’aerodinamica, per mandare un messaggio. Sa quante ragazze hanno scritto per chiedere come si diventa ingegnere di F1? E nel cast ho inserito anche un meccanico nero. Se non vedi, non credi sia possibile”.

Infine i riferimenti ideali: “Ayrton Senna aveva una visione molto più ampia rispetto al resto dei piloti. In pochi oggi parlano di sostenibilità, diritti dei minori, razzismo: con la visibilità che abbiamo potremmo dare un grande aiuto”. Tra le sue fonti di ispirazione anche Nelson Mandela e Muhammad Ali: “Mandela è il mio eroe insieme a Ali, Superman e Senna”