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Tuta di Vittozzi e bastoncini di Pellegrino al Museo Olimpico di Losanna

Tuta di Vittozzi e bastoncini di Pellegrino al Museo Olimpico di Losanna

Roma, 26 feb. (askanews) – Il Museo Olimpico di Losanna, in Svizzera, è pronto ad arricchirsi con altri due cimeli azzurri. La tuta di Lisa Vittozzi (biathlon) ed i bastoncini di Federico Pellegrino (sci di fondo) entreranno a fare parte della collezione permanente del complesso più prestigioso al mondo dedicato ai Giochi Olimpici nonché cuore pulsante della memoria internazionale.

Le due donazioni sono arrivate al termine di Milano Cortina 2026, un’Olimpiade da record per tutta l’Italia Team. Lisa Vittozzi (foto FISI) ha trionfato nell’inseguimento (primo oro nella storia dei Giochi Olimpici per il biathlon azzurro), oltre ad ottenere l’argento nella staffetta mista con Tommaso Giacomel, Lukas Hofer e Dorothea Wierer. La trentunenne sappadina, inoltre, è stata una dei due portabandiera nella Cerimonia di Chiusura dell’Arena di Verona insieme al pattinatore di velocità Davide Ghiotto, vincitore dell’oro con i compagni Andrea Giovannini e Michelle Malfatti nell’inseguimento a squadre.

Federico Pellegrino, alfiere azzurro nella Cerimonia di Apertura dello Stadio San Siro con la pattinatrice di short track Arianna Fontana, non ha tradito le attese in quella che ha rappresentato la quarta ed ultima Olimpiade di una carriera leggendaria. Il fenomeno di Nus si è infatti congedato per sempre dal palcoscenico a cinque cerchi con due medaglie di bronzo: una nella staffetta maschile insieme a Davide Graz, Martino Carollo ed Elia Barp e l’altra nella team sprint a skating in coppia con lo stesso Barp. La tuta ed i bastoncini (entrambi firmati dagli atleti) sono stati donati al personale del Museo Olimpico, che li condurrà in terra elvetica per arricchire il patrimonio storico e culturale del CIO all’interno dell’esposizione che racconta i momenti più emozionanti della storia a cinque cerchi.

“Grazie a Lisa Vittozzi e Federico Pellegrino per le loro donazioni, che arricchiscono la nostra collezione di oltre 90.000 oggetti unici. Questi raccontano storie di successi ma anche di impegno e sacrificio per raggiungerli. Attraverso queste donazioni i visitatori di tutto il mondo potranno rivivere le emozioni di Milano Cortina 2026 e le generazioni più giovani potranno ispirarsi agli atleti, comprendendo più a fondo il percorso umano e sportivo che conduce ad una medaglia”, ha detto la Direttrice del Museo Olimpico, Angelita Teo.

“Entrare di diritto in un Museo che raccoglie le testimonianze delle pagine più belle scritte nella storia dello sport ci fa tanto onore. Siamo orgogliosi di avere contribuito ai successi dell’Italia Team e questa donazione al CIO ne è la testimonianza”, hanno commentato in coro di Lisa Vittozzi e Federico Pellegrino.

MotoGP, Bezzecchi carico: Marquez favorito, io protagonista

MotoGP, Bezzecchi carico: Marquez favorito, io protagonista

Roma, 26 feb. (askanews) – Alla prima conferenza stampa della stagione MotoGP 2026, Marco Bezzecchi ha mostrato fiducia e determinazione, senza perdere il senso della misura. Il pilota di Aprilia Racing ha parlato delle sue aspettative per il primo appuntamento dell’anno, in programma al Buriram International Circuit, tracciando un bilancio tra ambizione personale e realismo.

Bezzecchi ha definito “speciale” l’ambiente che ha trovato in Aprilia, sottolineando quanto il clima interno alla squadra lo aiuti a lavorare con serenità e concentrazione. Un aspetto che considera determinante per affrontare una stagione lunga e impegnativa.

Sul piano sportivo, il romagnolo non si nasconde: l’obiettivo è essere competitivo fin da subito. “Spero di poter lottare per il titolo”, ha spiegato, pur precisando che la priorità è iniziare meglio rispetto allo scorso anno e trovare continuità già dalle prime gare.

Parlando degli avversari, Bezzecchi ha indicato in Marc Marquez il punto di riferimento: “Il favorito per la prima gara è sempre il campione”, ha osservato, riconoscendo il valore e la solidità del rivale.

Nonostante i segnali incoraggianti emersi nei test, il pilota italiano ha mantenuto un profilo cauto: test e weekend di gara, ha ricordato, sono contesti molto diversi, e solo la pista dirà quali saranno i reali equilibri del campionato.

L’obiettivo, comunque, è chiaro: partire forte e restare agganciato ai migliori. Con entusiasmo, ma senza proclami.

Sci, Brignone: “Il danno è permanente ma non voglio smettere”

Sci, Brignone: “Il danno è permanente ma non voglio smettere”

Roma, 26 feb. (askanews) – Dolore, consapevolezza e una fame che non si è spenta. Nella conferenza stampa alla vigilia della tappa di Coppa del Mondo, Federica Brignone ha raccontato con grande lucidità il momento che sta vivendo, tra il peso dell’infortunio e il desiderio di continuare a essere competitiva. Reduce dalle medaglie conquistate ai Giochi di Milano-Cortina 2026, la campionessa azzurra è tornata in pista a Soldeu, una delle sue località preferite. Ma il rientro non è privo di difficoltà. “Ho parecchio dolore e faccio fatica ad appoggiarmi”, ha spiegato. “Non deve diventare una tortura. O appoggio bene o non ho intenzione di buttarmi a 130 km/h”.

Nei giorni successivi alle Olimpiadi Brignone è stata per tre giorni al J Medical, dove ha effettuato controlli insieme alla commissione medica della FISI. Il quadro è chiaro: il danno alla gamba è permanente. “Il giorno in cui mi fermerò migliorerà, ma il danno non guarirà del tutto. Dovrò conviverci”, ha ammesso. Una scelta, però, resta personale: “La decisione è sempre mia. Se mi avessero detto che avrei compromesso la gamba, non sarei qui”.

Il ginocchio è stato svuotato e infiltrato con acido ialuronico, ma il dolore continua a condizionare la quotidianità. Fuori dalla pista la normalità è lontana: niente corsa, niente tennis. “Non è la mia vita normale. Sono sotto antinfiammatori e tengo duro da dieci mesi”. Il momento più delicato è forse quello emotivo. “Il dolore fa tutta la differenza del mondo. Se fossi guarita starei su una nuvola”, ha detto. E con una sincerità disarmante: “Scambierei le mie due medaglie per tornare a una vita senza l’incidente”.

Eppure, proprio dentro questa fragilità, emerge la sua identità agonistica. “Sono competitiva, mettermi in gioco mi piace enormemente. La mia fame è vincere ancora ed essere competitiva. Nelle mie condizioni è una sfida tosta”.

Brignone non prende decisioni affrettate. “Penso giorno per giorno. Non ho ancora il sentimento di voler smettere”. Tutto dipenderà dalla risposta del fisico: “Se deve diventare una tortura farò fatica. Se non miglioro sarà difficile vedermi il prossimo anno”. Il finale di stagione è tradizionalmente il suo momento preferito, ma stavolta è diverso. “Voglio essere in pista, è la cosa più divertente che io possa fare. Ma così è tosta”.

Resta l’orgoglio per quanto realizzato in condizioni estreme: “Già è difficile performare quando stai bene. Quello che sono riuscita a fare io è speciale. Sono riuscita a credere in qualcosa che sembrava impossibile. Siamo noi gli artefici del nostro destino”.

Milano-Cortina, 6 Paesi boicotteranno l’apertura delle Paralimpiadi

Milano-Cortina, 6 Paesi boicotteranno l’apertura delle Paralimpiadi

Roma, 26 feb. (askanews) – Sono già sei i Paesi che hanno annunciato di voler boicottare la cerimonia di apertura dei Giochi Paralimpici di Milano-Cortina per protesta contro la decisione del Comitato Paralimpico Internazionale di autorizzare sei atleti russi e quattro bielorussi a partecipare ai Giochi sotto la propria bandiera. Il primo Paese a farlo, lo scorso giovedì 19 febbraio, è stata l’Ucraina, seguita nei giorni successivi da Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Polonia e Finlandia. La cerimonia di apertura è prevista per il 6 marzo a Verona. “Vogliamo garantire – ha spiegato martedì scorso il ministro degli Esteri finlandese Sari Rautio – che i nostri atleti possano realizzare i loro sogni paralimpici nonostante la guerra in corso in Europa, che inevitabilmente getta un’ombra sui Giochi di Milano-Cortina. D’altra parte, il minimo che possiamo fare è esprimere la nostra opposizione alle decisioni del Comitato Paralimpico Internazionale riguardanti gli atleti russi boicottando la cerimonia di apertura, come richiesto dall’Ucraina”. “Comprendiamo che molti paesi non siano soddisfatti di questa decisione, ma è stata presa attraverso un processo molto democratico – aveva dichiarato all’Afp Craig Spence, rappresentante del Comitato Paralimpico, dopo le prime defezioni -. Abbiamo sottoposto questa decisione al voto di tutti i nostri membri, che hanno votato a favore del ritorno di Russia e Bielorussia”.

Scherma, la sciabola maschile azzurra in ritiro a Parigi

Scherma, la sciabola maschile azzurra in ritiro a Parigi

Roma, 26 feb. (askanews) – La sciabola azzurra si prepara a Parigi per il grande appuntamento “di casa” previsto tra il 6 e l’8 marzo sulle pedane di Padova, dove andrà in scena la 67^ edizione del “Trofeo Luxardo”, la più antica tappa di Coppa del Mondo di specialità.

Presso le strutture dell’INSEP (l’Institut national du sport, de l’expertise et de la performance), centro statale francese di eccellenza nelle attività sportive, sei sciabolatori del CT Andrea Terenzio stanno rifinendo la preparazione in un probante allenamento collegiale internazionale che dà l’opportunità di confrontarsi con i colleghi transalpini e di altri Paesi.

Luca Curatoli, Michele Gallo, Pietro Torre, Matteo Neri, Cosimo Bertini e Dario Cavaliere, guidati dal Commissario tecnico Andrea Terenzio e con il supporto del maestro Leonardo Caserta e del fisioterapista Ferdinando Margutti, stanno lavorando intensamente per la tappa più attesa del circuito di Coppa del Mondo. Il “Luxardo 2026” sarà presentato ufficialmente lunedì 2 marzo, in conferenza stampa, presso la venue di gara della Kioene Arena dove venerdì 6 marzo scatteranno le qualificazioni, sabato 7 sarà la giornata clou della prova individuale e domenica 8 si disputerà il Team Event.

Un evento che vedrà la Nazionale azzurra di sciabola maschile per la prima volta dopo dieci anni sulle pedane di casa da campione del mondo a squadre in carica, e che sarà trasmesso in diretta e in esclusiva per l’Italia su SKY Sport.

MotoGp, Bagnaia: “La moto mi piace nei test, pronto per la stagione”

MotoGp, Bagnaia: “La moto mi piace nei test, pronto per la stagione”

Roma, 26 feb. (askanews) – Francesco “Pecco” Bagnaia arriva alla stagione 2026 con fiducia e serenità, dopo test positivi che hanno confermato il feeling con la sua Ducati. Il tre volte campione del mondo si sente motivato e pronto a lottare nelle posizioni di vertice, senza eccessiva pressione.

“E’ corretto, sono estremamente contento di iniziare la stagione, è sempre bello. La moto mi piace, i test sono andati bene. È un momento bello, quindi cerchiamo di sfruttarlo” ha dichiarato il pilota torinese.

Nei test, Bagnaia ha apprezzato la possibilità di spingere al cento per cento: “Rispetto allo scorso anno, i test sono andati decisamente meglio e tutto fa sperare in una buona stagione o in un buon inizio. L’obiettivo sarà cercare di essere costanti, veloci e poi vedremo più avanti”.

Dal punto di vista psicologico, il pilota si dichiara sereno e felice: “Sarà una stagione lunga, difficile, con molti contendenti. L’importante sarà essere uno di quelli e non vedo l’ora che inizi”.

Bagnaia ha sottolineato la continuità con la GP25: “Poche differenze rispetto alla GP25, ma quelle giuste: sono più a mio agio nella guida. Nei test ho capito che il potenziale c’è e bisogna sfruttarlo”. E sulla scorsa stagione: “È stata una lezione importante. Si può sempre imparare dalle difficoltà, restare calmi e apprezzare ogni risultato, evitando gli errori commessi in passato”.

Sul rapporto con Gigi Dall’Igna, Bagnaia è chiaro: “No, imparare da soli è la cosa migliore”. L’obiettivo rimane chiaro: ambire alla top 3 ogni weekend, sfruttando la migliore moto della griglia.

Olimpiadi, Buonfiglio(Coni): Giochi a Roma non sono un sogno

Olimpiadi, Buonfiglio(Coni): Giochi a Roma non sono un sogno

Milano, 26 feb. (askanews) – “I sogni si fanno quando si dorme e noi non dormiamo. Questa è un’idea a occhi aperti. Sarà stato intuito, cavalcare l’entusiasmo di un’Olimpiade di successo, ma ho detto: dobbiamo mantenere viva l’attenzione sul Paese con una nuova candidatura”. Così il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, in un’intervista a La Repubblica, a propossito di un’eventuale candidatura di Roma a ospitare una delle prossime edizioni delle Olimpiadi estive.

“I Comitati olimpici hanno l’esclusiva facoltà di selezionare e designare la città candidate a ospitare i Giochi. Nessuna città è conosciuta nel mondo come Roma, che ha gia una dotazione di impianti sportivi adeguati. Ma la candidatura è possibile se tutti, governo, enti locali, federazioni sportive, Coni, Sport e Salute, condividono l’idea: serve questo per evitare gli errori nel passato” ha aggiunto riferendosi al 2016, quando la sindaca della capitale, Virginia Raggi, fece tramontare la corsa di Roma ai Giochi del 2024.

Quanto all’ipotesi 2036 o 2040 per Buonfiglio è “da valutare, ma il 2036 è molto vicino”. Alla domanda se ne abbia parlato nei giorni scorsi con la presidente del Cio, Kirsty Coventry, Buonfiglio ha risposto: “I complimenti che ci sono stati fatti, dalla presidente Coventry ma anche dagli altri dirigenti del Cio, tutti molto entusiasti, sono il più bel segnale. Perché è il riconoscimento della nostra credibilità, non solo dei classici valori degli italiani”.

Olimpiadi, Buonfiglio(Coni): Giochi a Roma non sono un sogno

Olimpiadi, Buonfiglio(Coni): Giochi a Roma non sono un sogno

Milano, 26 feb. (askanews) – “I sogni si fanno quando si dorme e noi non dormiamo. Questa è un’idea a occhi aperti. Sarà stato intuito, cavalcare l’entusiasmo di un’Olimpiade di successo, ma ho detto: dobbiamo mantenere viva l’attenzione sul Paese con una nuova candidatura”. Così il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, in un’intervista a La Repubblica, a propossito di un’eventuale candidatura di Roma a ospitare una delle prossime edizioni delle Olimpiadi estive.

“I Comitati olimpici hanno l’esclusiva facoltà di selezionare e designare la città candidate a ospitare i Giochi. Nessuna città è conosciuta nel mondo come Roma, che ha gia una dotazione di impianti sportivi adeguati. Ma la candidatura è possibile se tutti, governo, enti locali, federazioni sportive, Coni, Sport e Salute, condividono l’idea: serve questo per evitare gli errori nel passato” ha aggiunto riferendosi al 2016, quando la sindaca della capitale, Virginia Raggi, fece tramontare la corsa di Roma ai Giochi del 2024.

Quanto all’ipotesi 2036 o 2040 per Buonfiglio è “da valutare, ma il 2036 è molto vicino”. Alla domanda se ne abbia parlato nei giorni scorsi con la presidente del Cio, Kirsty Coventry, Buonfiglio ha risposto: “I complimenti che ci sono stati fatti, dalla presidente Coventry ma anche dagli altri dirigenti del Cio, tutti molto entusiasti, sono il più bel segnale. Perché è il riconoscimento della nostra credibilità, non solo dei classici valori degli italiani”.

Calcio, impresa Atalanta: elimina al 98′ il Borussia Dortmund

Calcio, impresa Atalanta: elimina al 98′ il Borussia Dortmund

Roma, 25 feb. (askanews) – Impresa dell’Atalanta. La squadra di Palladino travolge 4-1 il Borussia Dortmund, rimonta il 2-0 subito in Germania ed è qualificata agli ottavi di finale di Champions. Decisivo un rigore perfetto di Samardzic al 98′, assegnato al Var per un intervento falloso di Bensebaini su Krstovic a seguito di un clamoroso errore del portiere Kobel. La Dea aveva sbloccato il match con Scamacca al 5′ e raddoppiato già prima dell’intervallo con Zappacosta. Nella ripresa i gol di Pasalic e di Adeyemi prima dell’apoteosi finale

Calcio, Vanoli: “Esame di maturità, la squadra sta crescendo”

Calcio, Vanoli: “Esame di maturità, la squadra sta crescendo”

Roma, 25 feb. (askanews) – Fiorentina attesa domani dal ritorno dei playoff di UEFA Europa Conference League contro il Jagiellonia Bialystok. Alle 18.45, allo stadio Stadio Artemio Franchi, i viola ripartono dal 3-0 conquistato all’andata in trasferta. Alla vigilia ha parlato l’allenatore Paolo Vanoli, tra prudenza e ambizione.

“È un esame molto importante. Il focus è affrontare la partita con il vantaggio dell’andata, provando a vincerla e pensando anche a risparmiare energie per il campionato che ha la priorità”, ha spiegato il tecnico. “Siamo stati bravi all’andata, ma è un esame di maturità. In passato l’attenzione ci ha portato a sprecare tante energie”.

Vanoli non esclude rotazioni: “Più giochi e meglio è. La Conference per noi deve essere qualcosa di bello, che ti fa crescere. Chi scenderà in campo dovrà farlo al meglio. Non dobbiamo calare l’attenzione, perché lo Jagiellonia è una squadra organizzata tecnicamente. Dobbiamo difendere il risultato provando a vincere e preservare energie in vista della trasferta con l’Udinese, che è il nostro focus primario”.

Sulla responsabilità europea: “Non sento la responsabilità di portare avanti il calcio italiano, ma quella di portare avanti la Fiorentina nel calcio internazionale. Non bisogna sottovalutare nessun avversario, tutti stanno crescendo”.

Il tecnico ha poi fatto il punto sul momento della squadra: “Stiamo crescendo. Sarà una stagione in cui soffriremo fino all’ultima partita. Abbiamo fatto passi importanti nel capire come affrontare le gare. La vittoria nel derby non è stata solo tre punti, ma un segnale per i tifosi. Però dobbiamo restare con i piedi per terra, fino alla fine ci sarà da lottare per salvarsi”.

In conferenza stampa Vanoli ha ribadito: “L’aspetto più importante è il passaggio del turno. Vincere aiuta a vincere. Dobbiamo migliorare nella gestione degli ultimi minuti”. Un passaggio anche sugli avversari: “Mi piace come giocano, pressano bene. Mi hanno dato spunti innovativi, sono organizzati e hanno un allenatore interessante”.

Infine sulle condizioni di Gudmundsson: “Si è allenato a parte, oggi sarà in gruppo e spero di dargli minutaggio”. E una riflessione sul calcio internazionale: “Da anni si è aperto in tutto il mondo ed è in continua evoluzione. A volte c’è l’ignoranza di sottovalutare questi campionati, ma il livello cresce ovunque”.