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Vittoria del centrodestra in Molise, Meloni: complimenti a Roberti, la coalizione di governo è solida

Vittoria del centrodestra in Molise, Meloni: complimenti a Roberti, la coalizione di governo è solidaRoma, 27 giu. (askanews) – “Congratulazioni a Francesco Roberti per la vittoria alle elezioni regionali in Molise. Un altro grande successo, ottenuto grazie al lavoro del centrodestra unito, che conferma la solidità della coalizione di governo”. E’ quanto scrive su Facebook la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Un risultato che ci spinge a continuare verso questa direzione mantenendo fede alla promessa fatta agli italiani e alla fiducia che i cittadini hanno riposto in noi. Avanti così”, conclude Meloni. L’esito delle elezioni regionali in Molise ha assegnato una netta vittoria al candidato del centrodestra Francesco Roberti, con il 62,31% delle preferenze, sull’esponente del centrosinistra Roberto Gravina, che ottiene il 36,25%. La regione più piccola d’Italia conferma così la coalizione del presidente uscente Donato Toma e soprattutto, a livello nazionale, l’ottimo stato di salute della maggioranza di Giorgia Meloni. Un segnale di fiducia, in particolare, per Forza Italia, partito di Roberti (sostenuto anche da Fdi, Lega, Udc, Popolari, Molise che Vogliamo e Noi Moderati Roberti Presidente), al suo primo confronto con le urne dopo la scomparsa del leader Silvio Berlusconi.

Molise, Meloni: complimenti a Roberti, coalizione governo solida

Molise, Meloni: complimenti a Roberti, coalizione governo solidaRoma, 27 giu. (askanews) – “Congratulazioni a Francesco Roberti per la vittoria alle elezioni regionali in Molise. Un altro grande successo, ottenuto grazie al lavoro del centrodestra unito, che conferma la solidità della coalizione di governo”. E’ quanto scrive su Facebook la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Un risultato che ci spinge a continuare verso questa direzione mantenendo fede alla promessa fatta agli italiani e alla fiducia che i cittadini hanno riposto in noi. Avanti così”, conclude Meloni.

La marcia della Wagner, Putin alla nazione: avremmo schiacciato ogni insurrezione. Non ci spaccheranno

La marcia della Wagner, Putin alla nazione: avremmo schiacciato ogni insurrezione. Non ci spaccherannoRoma, 27 giu. (askanews) – In un discorso televisivo serale, il presidente russo Vladimir Putin ha dato la sua versione del caso Wagner/Prigozhin e della marcia arrivata a 200 chilometri da Mosca. Putin ha detto di aver dato l’ordine “di evitare spargimenti di sangue” durante la tentata rivolta del gruppo paramilitare Wagner del 24 giugno, ringraziando i russi per il loro “patriottismo” e la loro unità.

“Ringrazio voi per la vostra resilienza, la vostra unità e il vostro patriottismo. Questa solidarietà ha dimostrato che ogni ricatto, ogni tentativo di creare disordini interni sono destinati al fallimento”, ha detto Putin rivolgendosi ai cittadini russi in un discorso di dura condanna dell’ammutinamento dello scorso fine settimana. “Fin dall’inizio degli eventi, sono state prese misure su mie dirette istruzioni per evitare un grande spargimento di sangue”, ha detto Putin in queste dichiarazioni registrate, ritenendo che l’Occidente e l’Ucraina volessero “un tale esito fratricida”. “Gli organizzatori della rivolta hanno tradito i loro compagni, questo volevano i nemici nazisti di Kiev, volevano che i soldati russi si uccidessero l’un l’altro e che alla fine a perdere fosse la Russia”, ha insistito Putin che ha aggiunto: “I nemici della Russia si sono fregati le mani, sognando di vendicarsi dei loro fallimenti al fronte e della cosiddetta controffensiva: ma hanno fatto male i calcoli”. “Un’insurrezione armata sarebbe stata comunque schiacciata”, ha insistito. Putin ha quindi offerto ai combattenti di Wagner di unirsi all’esercito russo regolare, di “tornare dalle loro famiglie” o di partire per la Bielorussia, dove si stanno allestendo dei campi per la compagnia privata militare fondata da Evgeny Prigozhin. “La mia promessa sarà mantenuta”, ha assicurato Putin che nel discorso non ha mai menzionato il nome di Evgeny Prigozhin. Il capo del Cremlino ha ringraziato “i soldati e i combattenti di Wagner che hanno preso la decisione giusta di fermarsi”. “Sappiamo che l’ampia maggioranza dei combattenti e dei comandanti Wagner sono patrioti, sono stati tirati dentro questa avventura”, ha detto ancora il presidente russo, parlando di “eroi” che hanno combattuto come tali a Bakhmut.

“Gli organizzatori della ribellione, nonostante avessero perso il senso della misura, non potevano non capirlo, capivano tutto, compreso il fatto di essere passati ad atti criminali, per spaccare e indebolire il Paese, nel momento in cui si trova di fronte a una colossale minaccia esterna, pressioni senza precedenti dall’esterno, quando al fronte i nostri compagni muoiono con le parole ‘non un passo indietro!’”, ha detto il presidente Putin prima di aggiungere: “Gli organizzatori di questa rivolta devono essere assicurati alla giustizia”. Il capo del Cremlino si è anche dichiarato “grato al presidente bielorusso Lukashenko “per il contributo dato a risolvere la situazione”.

Putin al termine del breve discorso alla nazione si è riunito con i massimi vertici della sicurezza. “Vladimir Putin è in riunione di lavoro” con il procuratore generale Igor Krasnov, il ministro dell’Interno Vladimir Kolokoltsev, il ministro della Difesa Sergey Shoigu, il direttore dell’FSB Alexander Bortnikov e il capo della Guardia nazionale Viktor Zolotov, ha precisato il suo portavoce Dmitry Peskov, citato dall’agenzia Ria. Il leader russo ha colto l’occasione per ringraziarli per il loro lavoro durante la rivolta del gruppo Wagner. “Vi ho convocati per ringraziarvi del lavoro svolto in questi giorni e per discutere della situazione”, ha detto Putin durante l’incontro, che si è svolto in presenza del ministro della Difesa Shoigu ma in assenza del capo di stato maggiore delle forze armate russo Valerij Gerasimov, i due nemici dichiarati di Prigozhin.

Cinema, l’iniziativa “Italian Screens” fa tappa a Zanzibar

Cinema, l’iniziativa “Italian Screens” fa tappa a ZanzibarRoma, 27 giu. (askanews) – Il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), Cinecittà per la Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del ministero della Cultura (DGCA-MiC) e Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello, in collaborazione con l’ambasciata d’Italia a Dar es Salaam presentano Italian Screens, nell’ambito dello Zanzibar International Film Festival.

Italian Screens è un’iniziativa per promuovere all’estero il meglio del cinema italiano, per creare un pubblico che apprezzi le grandi produzioni del momento, ma anche per presentare agli operatori locali il meglio di ciò che il nostro cinema ha da offrire al fine di incentivare sia la distribuzione dei film italiani che le coproduzioni. Il programma a Zanzibar prevede, il 28 giugno, le proiezioni di “Le otto montagne” Felix Van Groeningen e Charlotte Vandermeersch, “Acqua e anice” di Corrado Ceron, “Brado” di Kim Rossi Stuart, e “Soul Travel” di Guia Zapponi, alla presenza della regista.

“Italian Screens ha l’obiettivo di conquistare nuove quote di mercato nei paesi dove il cinema italiano ha una presenza consolidata ma, soprattutto, di esplorare e conquistare posizioni in mercati emergenti, cose che non sarebbe possibile ottenere senza la qualità dei film garantita dall’Accademia dei David di Donatello e il prezioso lavoro sul territorio svolto dalle Ambasciate, dai Consolati e dagli Istituti Italiani di Cultura. Ringrazio l’Ambasciatore Marco Lombardi per aver accolto con entusiasmo l’iniziativa a Zanzibar” ha dichiarato Roberto Stabile, ideatore e responsabile del progetto. Italian Screens si somma al programma ideato in occasione del Festival italiano “Tusherekee Italia” che prevede, nella stessa giornata, la proiezione di “Gente Strana” il mocumentary di Marta Miniucchi che consentirà al pubblico di conoscere da vicino l’importante attività del CEFA ad aiuto dei più deboli in Tanzania. Inoltre, la Cineteca di Bologna effettuerà un seminario di formazione sulle tecniche di restauro delle pellicole cinematografiche.

L’ambasciatore Marco Lombardi, nel ringraziare i partner per l’importante iniziativa, ha sottolineato: “Appare sempre più opportuno promuovere il cinema italiano presso i mercati emergenti che guardano con grande attenzione alle nostre pellicole di qualità: la presentazione di cinque film italiani allo ZIFF ne è una prova tangibile”.

Centrodestra si conferma in Molise, M5s affossa centrosinistra

Centrodestra si conferma in Molise, M5s affossa centrosinistraMilano, 26 giu. (askanews) – Nonostante lo spoglio lento l’esito delle elezioni regionali in Molise, con poco più della metà delle sezioni scrutinate, sembra assegnare nettamente la vittoria al candidato del centrodestra Francesco Roberti, stabilmente intorno al 64%, sullo sfidante del centrosinistra Roberto Gravina, intorno al 35%. La regione più piccola d’Italia conferma così la coalizione del presidente uscente Donato Toma e soprattutto, a livello nazionale, l’ottimo stato di salute della maggioranza di Giorgia Meloni. Un segnale di fiducia, in particolare, per Forza Italia, partito di Roberti (sostenuto anche da Fdi, Lega, Udc, Popolari, Molise che Vogliamo e Noi Moderati Roberti Presidente), al suo primo confronto con le urne dopo la scomparsa del leader Silvio Berlusconi.

Il Cavaliere, ha ricordato il neo presidente, “è stato un insegnamento anche per questa campagna elettorale: appena uscito dall’ospedale non solo mi ha chiamato e mi ha incoraggiato, ma mi ha detto che si metteva a totale disposizione perché è sempre stato legato al Molise”. Questa vittoria, ha confermato, “è dedicata a lui” perché “era una persona instancabile, molto sensibile. Si merita tutto questo, ci manca molto”. Sulla stessa linea il coordinatore nazionale di Fi e vicepremier, Antonio Tajani, secondo il quale il voto molisano “onora la memoria” di Berlusconi e “conferma ancora una volta la validità del suo progetto politico”. Sul fronte opposto il pentastellato Roberto Gravina, sostenuto anche da Pd, Avs, Socialisti, Costruire Democrazia e Gravina Presidente, ha pagato soprattutto il crollo del proprio partito che, da prima forza della regione nel 2018, si è ridimensionato fino al terzo posto nella coalizione sconfitta, dietro alla lista civica del candidato presidente e al Pd. “Se ci fosse Berlusconi farebbe la battuta calcistica: abbiamo fatto il triplete” ha continuato Roberti riferendosi al ridimensionamento del M5s nelle ultime tornate elettorali.

La foto scattata in campagna elettorale a Campobasso con la segretaria dem Elly Schlein insieme al leader pentastellato Giuseppe Conte e a quello di Si Nicola Fratoianni non passerà dunque alla storia, a differenza di quella di Vasto del 2011, come emblema del nuovo “campo largo”, anche se la stessa Schlein ha invitato a non mettere in scena la replica del dopo-amministrative invitando i suoi a evitare “psicodrammi”.

Idee e politica, presentata “Civiltà Socialista” (la dirige Cicchitto)

Idee e politica, presentata “Civiltà Socialista” (la dirige Cicchitto)Roma, 26 giu. (askanews) – Un nuovo laboratorio di idee per le riviste di cultura politica. A Manduria, presso la Masseria Li Reni, venerdì scorso è stata presentata “Civiltà Socialista”. Il Direttore della rivista, l’on. Fabrizio Cicchitto, ne ha così spiegato il titolo: “È provocatorio, perché evoca in primo luogo l’aggettivo socialista in una situazione in cui il Partito socialista è stato eliminato con un’operazione eversiva nel ’92/’94”. A presentare la rivista anche l’ex parlamentare leccese Biagio Marzo: “La civiltà socialista rappresenta non soltanto un modo di fare politica ma anche una civiltà di sviluppo, crescita sociale ed educativa, di cultura; quindi, abbiamo associato tutto quello che rappresentava la civiltà socialista in questa rivista”.

Un progetto fortemente sostenuto da Alessandro Saracino, presidente Fimpi, federazione che si occupa della tutela degli interessi datoriali di piccole e medie imprese del settore sanitario: “Il nostro è solo uno stimolo. Noi siamo degli osservatori, non operiamo in politica – ha sottolineato Saracino – ma vogliamo un dialogo aperto e speriamo che i riformisti possano dare davvero un contributo per il futuro di questo Paese”. Nell’ambito della “due giorni”, Cicchitto e Marzo hanno preso parte alle celebrazioni del matrimonio dell’imprenditore Saracino. Ospite d’onore l’attore, musicista e cantante Ronn Moss, che ha omaggiato gli sposi intonando per loro una canzone nel corso della serata. In collegamento da remoto, a sorpresa, gli interventi del giornalista e conduttore televisivo Bruno Vespa e di Alessandro Sallusti (insieme alla moglie Patrizia Groppelli), che hanno voluto così, anche se a distanza, felicitarsi con Saracino.

Dl lavoro, governo pone fiducia alla Camera. Si voterà domani

Dl lavoro, governo pone fiducia alla Camera. Si voterà domaniRoma, 26 giu. (askanews) – Il governo ha posto alla Camera la questione di fiducia sul decreto lavoro, nel testo già approvato dal Senato. Lo ha annunciato in Aula il Ministro per i rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. Il decreto deve essere convertito in legge entro il 3 luglio.

Poco prima l’Aula di Montecitorio aveva respinto le questioni pregiudiziali presentate da Pd, M5S e Avs. Il voto di difucia si terrà domani, con la ‘chiama’ dei deputati a partire dalle ore 21.00. La giornata di mercoledì 28 giugno sarà dedicata all’esame degli ordini del giorno, mentre il voto finale sul provvedimento è previsto giovedì, con le dichiarazioni di voto riprese in diretta tv alle 17.00.

Sconfitta Molise non scoraggia Schlein no psicodrammi. E imposta ‘estate militante

Sconfitta Molise non scoraggia Schlein no psicodrammi. E imposta ‘estate militanteRoma, 26 giu. (askanews) – Il voto in Molise non è stato una sorpresa per il Pd. Che le possibilità di vittoria fossero poche al Nazareno era già chiaro stamattina tanto che durante la segreteria che si è riunita prima di pranzo – racconta chi era presente – la segretaria Elly Schlein aveva invitato a non mettere in scena la replica de dopo-amministrative: “Evitiamo psicodrammi”, avrebbe esortato la leader democratica parlando al gruppo dirigente del partito, sottolineando che in quella regione si perde da anni. La sconfitta era data per scontata e uno degli esponenti della segreteria, qualche minuto prima della chiusura delle urne alle 15, già pronosticava: “Finirà 60 a 40 per loroà”.

Ma, appunto, la parola d’ordine era di non autoflagellarsi nel momento in cui, dopo la direzione ‘calda della settimana scorsa, il Pd sta ora mettendo in campo una serie di iniziative, a cominciare da quella del 30 giugno sul diritto alla casa e da quella contro l’autonomia differenziata a luglio. “Dobbiamo procedere con la nostra agenda”, avrebbe esortato la Schlein, riepilogando appunto le tante iniziative progettate per “l’estate di militanza” lanciata in direzione. Di sicuro, poi, la segretaria non intende rinunciare a lavorare a quel “campo largo” di alleanze più volte evocato e il voto del Molise non può far cambiare rotta. “Non c’è alternativa – spiega un esponente della segreteria – non abbiamo altra strada che cercare di costruire – con tutte le difficoltà che ci sono – una unità delle opposizioni, se vogliamo provare a battere la destra”.

Anche per questo domani si terrà un incontro sul salario minimo con M5s, Verdi-Sinistra e centristi. Non il primo faccia a faccia tra le delegazioni dei partiti, ma al Pd sperano che sia quello buono: “Si potrebbe arrivare ad un’intesa su un testo comune delle opposizioni”. In realtà per i centristi le volte scorse si è presentato Carlo Calenda e chissà se Iv sarà della partita. E lo stesso leader di Azione oggi, in una intervista al Messaggero, ha ribadito che si possono trovare intese “sui temi”, ma che “allo stato attuale un’alleanza è impossibile, con la linea di Schlein c’è troppa distanza”. Distinguo che non scoraggiano più di tanto i democratici, come del resto non viene dato troppo peso alla ritrosia di Giuseppe Conte a salire su un palco insieme. “C’è tempo – ragiona ancora il dirigente Pd – le politiche non sono domattinaà”. Insomma, si inizia a lavorare appunto “sui temi”, come ha detto la stessa Schlein in tv: la sanità, il salario minimo, la lotta ai contratti pirata attraverso una legge sulla rappresentanza.

I mal di pancia della minoranza non sono passati, ma Stefano Bonaccini riesce a tenere la sua area su una linea di non belligeranza, per il momento e un parlamentare di Base riformista ammette: “Ora bisogna lavorare, la segretaria è lì solo da tre mesi, non possiamo aprire un fronte ora”. Certo, l’idillio con la Cgil ribadito quasi quotidianamente lascia perplessa l’ala riformista del Pd, ma appunto si tratta di riflessioni che per ora non diventano un dibattito politico. Le europee sono ora il primo pensiero della segretaria, e non solo. La Schlein andrà a Bruxelles domani sera e giovedì incontrerà gli altri leader socialisti anche per cominciare a mettere giù le basi della piattaforma con cui presentarsi alle elezioni del prossimo anno. Perché sarà quello il primo vero passaggio cruciale per la nuova segretaria, il primo voto di cui porterà in prima persona il merito – o la responsabilità – a seconda del risultato.

Settimana a ostacoli per Meloni: Mes, Cdm, Santanchè, Russia e Consiglio Ue

Settimana a ostacoli per Meloni: Mes, Cdm, Santanchè, Russia e Consiglio UeRoma, 26 giu. (askanews) – Si è aperta una settimana particolarmente complessa per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La premier oggi è rimasta al lavoro negli uffici del gruppo Fdi alla Camera dove ha partecipato al Consiglio del partito dei Conservatori e Riformisti europei (Ecr) che l’ha confermata presidente. A metà giornata, nell’Auletta dei gruppi di Montecitorio, è intervenuta a un convegno organizzato in occasione della Giornata mondiale contro le droghe. “Questo governo non intende voltarsi dall’altra parte e ignorare il problema ma affrontarlo con coraggio e determinazione”, ha detto nel suo discorso, interrotto dalla contestazione messa in atto dal segretario di +Europa Riccardo Magi, che ha mostrato un cartello con la scritta “Cannabis: se non ci pensa lo Stato ci pensa la mafia”. Ne è nato un acceso diverbio a distanza, in cui la presidente del Consiglio ha accusato: “E’ grazie alle politiche che avete fatto se ci siamo ridotti così”.

Gli occhi, però, sono già puntati verso gli appuntamenti di questa settimana. Domani alle 18 si riunisce il Consiglio dei ministri (che era stato rinviato la scorsa settimana) con all’ordine del giorno – tra le altre cose – la stretta sulla guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di stupefacenti voluta dal ministro Matteo Salvini. Non è escluso che nella seduta venga anche nominato il commissario per la ricostruzione dopo l’alluvione in Emilia-Romagna. Sul nome nei giorni scorsi c’è stato un braccio di ferro tra lo stesso Salvini e la premier che potrebbe essere risolto con una soluzione ‘istituzionale’: il nome che circola con insistenza è quello del generale Francesco Paolo Figliuolo, già commissario per l’emergenza Covid, anche se restano in piedi altre ipotesi, a partire da quella del capo della Protezione civile Fabrizio Curcio. Mercoledì, poi, Meloni sarà in Parlamento per l’informativa in vista del Consiglio europeo in programma giovedì e venerdì a Bruxelles. Al centro dell’intervento (e della posizione italiana in Ue) ci saranno naturalmente il tema dei migranti, su cui la premier chiede “passi avanti concreti”, e la riforma del Patto di stabilità. Sarà però anche l’occasione per informare le Camere sulla situazione in Ucraina e su quanto avvenuto in Russia con la ‘rivolta’ poi rientrata della Wagner. Non è escluso che, nell’ambito del dibattito, qualcuno chieda anche spiegazioni sul caso Santanchè: le opposizioni starebbero valutando una mozione di sfiducia che, spiega una fonte di governo, “se fosse a voto segreto potrebbe anche passare”. La situazione è però al momento in stand by in attesa di un intervento in Parlamento della ministra del Turismo. La data sarà decisa domani dalla Conferenza dei presidenti di gruppo del Senato che è il ramo del Parlamento della ministra: giovedì prossimo 29 giugno o la prossima settimana.

C’è poi la ‘patata’ più scottante da risolvere che è quella dell’arrivo in Aula alla Camera delle proposte di legge di Pd e Iv per la ratifica del Mes. Dopo il via libera in commissione Esteri, sono attesi adesso i pareri delle altre commissioni. L’opposizione ha ottenuto l’approdo in Aula il 30 (proprio quando Meloni sarà a Bruxelles) e ha intenzione di non accettare rinvii, che è però quello che vogliono la presidente del Consiglio e la maggioranza. Il passaggio parlamentare, infatti, metterebbe la maggioranza in una posizione molto difficile sia in caso di approvazione (con una spaccatura del centrodestra) che in quello assai più probabile di una bocciatura, vista anche la contrarietà del M5s. Cosa che esporrebbe l’Italia a una ‘figuraccia’ internazionale, con possibili riflessi anche sui mercati. Da qui il tentativo che sarà fatto fino all’ultimo momento di rinviare il voto. Se saltasse la seduta del 30, infatti, difficilmente il testo potrebbe essere votato prima dell’estate, visto l’affollamento di provvedimenti già preventivato per luglio. Se ne riparlerebbe dunque in autunno, anche se il pressing europeo per l’approvazione (manca solo il sì italiano) si fa ogni giorno più forte. In tutto questo, tra Palazzo Chigi e la Camera oggi un tema assai discusso tra politici e addetti ai lavori è la possibile ‘uscita’ di Mario Sechi, capo ufficio stampa della Presidenza del Consiglio, che secondo indiscrezioni starebbe per lasciare il suo posto dopo appena quattro mesi per assumere la direzione di ‘Libero’. Il diretto interessato, che stamani ha presieduto il consueto briefing dello staff di comunicazione, secondo quanto viene riferito, ha liquidato i rumors come non veri, ma molti a Palazzo Chigi confermano l’imminente approdo al quotidiano degli Angelucci.

Afe

Droga, Meloni: avanti con determinazione, lo dobbiamo a elettori

Droga, Meloni: avanti con determinazione, lo dobbiamo a elettoriRoma, 26 giu. (askanews) – “Giornata mondiale contro le droghe: durante il mio intervento nell’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei deputati, la contestazione di alcuni parlamentari di sinistra a favore della legalizzazione. Anche nel rispetto di milioni di italiani che hanno scelto le nostre politiche con il loro voto, andremo avanti con convinzione e determinazione”. Lo scrive su Instagram la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, postando alcune immagini della contestazione di Riccardo Magi (+Europa) e la sua replica dal palco.