Passa al contenuto principale
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

Autore: Redazione StudioNews

Imprese, Confimitalia: Edlira Kraja nuova Presidente

Imprese, Confimitalia: Edlira Kraja nuova PresidenteRoma, 12 nov. (askanews) – Cambio al vertice per Confimitalia. La Confederazione Imprese Italiane si rinnova completamente a partire dai vertici con l’arrivo della nuova Presidente, Edlira Kraja. Nuova anche la squadra di presidenza composta da Rosalia Panzanella, Presidente Nazionale Aggiunto; Giuseppina Mesiano, Vice Presidente Nazionale; Francesco Spena Barretta, Coordinatore Nazionale; Narcisa Iolena Dita, Tesoriere e Responsabile Amministrativo; Paolo Vesparoli, Responsabile Tecnologie Informatiche e Privacy.


Confimitalia, informa una nota, nasce nel 2016 dall’esperienza ventennale dei suoi fondatori, che consente di affiancare le aziende nella gestione del processo di vita dell’impresa e permettere loro di cogliere le opportunità di sviluppo in un mercato in continua evoluzione e trasformazione. La Confederazione non ha finalità di lucro, e ha come obiettivo lo sviluppo delle condizioni culturali, morali, professionali, giuridiche, economiche degli associati, sul fondamento della libertà, della giustizia nella società e della partecipazione alla risoluzione dei problemi che caratterizzano di volta in volta il confronto tra mercato, impresa, produzione e lavoro. La Confederazione – concepita in pieno spirito di libertà, democrazia, indipendenza politica – si rivolge agli imprenditori di tutti i settori produttivi e a tutti gli organismi imprenditoriali correlati: artigiani, commercianti, ambulanti, PMI, agricoltori, caccia e pesca, operatori del terzo settore, liberi professionisti, consorzi. Si articola in settori di rappresentanza, fra cui: Artigianato, Agricoltura e Agroalimentare, Commercio, Ambiente, Turismo, Terzo Settore, Caccia e Pesca, Servizi, PMI e altri, strutturati in comparti, molto snelli e con responsabilità e compiti certi. I servizi offerti vanno dall’assistenza contrattuale, alla rappresentanza degli imprenditori, formazione e sicurezza, certificazione dei contratti di lavoro, tutela legale, servizi di CAF impresa, vertenze e conciliazioni di lavoro, promozione sociale, assistenza legale, fiscale, societaria, consulenza per i produttori agricoli attraverso gli Sportelli del CAA-SAE Srl, assistenza per la gestione delle Colf e Badanti.


“Confimitalia – spiega la Presidente Kraja – è partner delle imprese. Il nostro motto è ‘Insieme per crescere’, perché vogliamo assistere le imprese in ogni ambito. Assistenza continuativa in materia societaria, amministrativa, legale, della formazione e della sicurezza sindacale e previdenziale, contabile e fiscale, definendo soluzioni che semplificano la pianificazione e il controllo aziendale, al fine di garantire all’imprenditore un vantaggio competitivo, essenziale per cogliere nuove opportunità e innovare continuamente il proprio business con un approccio pratico e diretto, al fine di agevolare e implementare il rapporto con i propri dipendenti nella nuova era digitale”.

Disagi psicologici, ne soffrono 2,7 mln di ragazzi fra i 10 e i 20 anni

Disagi psicologici, ne soffrono 2,7 mln di ragazzi fra i 10 e i 20 anniRoma, 12 nov. (askanews) – Isolamento, difficoltà nel relazionarsi, apatia e attacchi di panico; questi sono solo alcuni dei disagi che, secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Bilendi, colpiscono oltre 2,7 milioni di giovani con età compresa tra i 10 e i 20 anni. Eppure, quasi una famiglia su due sceglie di non ricorrere a cure specialistiche adeguate, spesso anche per ragioni di natura economica.


L’indagine – realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale* – ha evidenziato come i disagi giovanili siano un fenomeno che colpisce ormai una fetta ampissima della popolazione: dalla pandemia ad oggi ben 4 ragazzi su 10 con età compresa tra i 10 e i 20 anni hanno manifestato una o più problematiche di natura psicologica. Una vera e propria impennata di casi. Analizzando più da vicino le fasce anagrafiche, emerge che sebbene i disagi si comincino a manifestare in maniera evidente sin dai 10 anni di età, i più colpiti da questi problemi sono i ragazzi con età compresa tra i 15 e i 17 anni (46,3%) e quelli nella fascia 13-14 anni (44,6%).


I disagi più diffusi Isolamento nella propria stanza (20,3%, pari a più di 1,2 milioni di ragazzi), difficoltà nelle relazioni con i coetanei (17,1%) e diverse forme di apatia (11,7%), come detto, sono risultati essere i problemi psicologici più diffusi tra i giovani con età compresa tra i 10 e i 20 anni. Ma la lista è purtroppo lunga. Continuando a leggere i dati dell’indagine si scopre che, ad esempio, il 9,4% dei ragazzi, pari a circa 588.000 individui, soffre di attacchi di panico (percentuale che cresce fino a sfiorare l’11% tra i 18-20enni), mentre sono quasi 530.000 (8,5%) quelli che manifestano disturbi alimentari (fenomeno particolarmente diffuso nella fascia 13-17 anni). La depressione colpisce 335.000 ragazzi (con un’incidenza che arriva addirittura al 7% tra i giovani con età 18-20 anni), mentre sono almeno 94.000 i giovani che fanno abuso di alcol o usano sostanze stupefacenti; sebbene si tratta di un comportamento diffuso maggiormente nella fascia 18-20 anni, preoccupa vedere come questo fenomeno inizi a manifestarsi già a partire dai 10-12 anni.


Colpisce, infine, vedere come si diventi bulli molto presto e, addirittura, circa 40.000 bambini abbiano iniziato ad avere atteggiamenti di violenza verso altri prima ancora di aver compiuto i 12 anni. Famiglie, cure e costi Fa riflettere vedere che, a fronte di una situazione di disagio, quasi 1 famiglia su 2 (42%) abbia scelto di non fare ricorso ad un medico specializzato per affrontare la situazione. Tra questi, il 70% dei genitori intervistati ha detto di aver preso la decisione perché “riteneva non necessario l’intervento di un medico”; il 12,5%, invece, ha dichiarato di non poterselo permettere economicamente, dato equivalente a 133mila ragazzi non curati per questa ragione.


Ma nell’1,7% dei casi la famiglia ha preferito tenere la problematica confinata tra le mure domestiche perché non voleva si sapesse in giro del disagio vissuto dal figlio. Rivolgersi ad uno specialista ha costi che non sempre è facile affrontare; tra gli intervistati che hanno fatto ricorso all’aiuto di un medico, il 33,4% ha optato per la sanità privata, con una spesa media pari a 1.826 euro. Cifre importanti che nell’80% dei casi sono state sostenute con risparmi personali, mentre il 7,7% dei rispondenti ha detto di aver chiesto un prestito ad una società di credito. Marginale l’intervento delle assicurazioni private, usate solo dal 4,4% delle famiglie. “In generale, la copertura assicurativa per questo tipo di spese è ancora molto rara. Nella maggior parte dei casi il rimborso avviene solamente per sedute di psicoterapia a seguito di grave infortunio o invalidità”, chiariscono gli esperti di Facile.it “C’è sempre e comunque necessità di una prescrizione medica, che certifichi un disturbo (es. anoressia). Senza di questo, non è mai possibile farsi rimborsare. Va valutato caso per caso se la polizza, sia essa una sanitaria individuale o un fondo a cui contribuisce il proprio datore di lavoro, tuteli il sottoscrittore. Tutti, comunque, possono chiaramente ricorrere ad un prestito personale in maniera tale da non dover rinunciare per ragioni economiche ad un aiuto fondamentale per la serenità psicologica dei propri figli”.

Libri, esce “Renzo Arbore Bontà Vostra” di Gianni Garrucciu

Libri, esce “Renzo Arbore Bontà Vostra” di Gianni GarrucciuRoma, 12 nov. (askanews) – Rai Libri presenta “Renzo Arbore Bontà Vostra” di Gianni Garrucciu, edizione aggiornata e ampliata di “Renzo Arbore, vita, opere e (soprattutto) miracoli”, che ricostruisce le varie figure del “Renzo nazionale” e raccoglie gli interventi di personalità del mondo della cultura, dello spettacolo, dell’arte, che danno una lettura a tutto tondo del personaggio: da Pippo Baudo a Roberto Benigni, da Gianni e Barbara Boncompagni a Carlo Conti, Fiorello, Nino Frassica, Marisa Laurito, Mariangela Melato, Gigi Proietti, Gege Telesforo, Paolo Villaggio e tanti altri ancora.


Il libro propone anche una rilettura critica dell’uomo e dell’artista, di un personaggio trasversale che ha saputo unire generazioni e pubblici diversi nel nome della cultura popolare, contribuendo alla trasformazione del prodotto e del linguaggio, in radio come in televisione, nella musica come nel cinema. A impreziosire il volume la prefazione di Sergio Zavoli e l’ampia introduzione firmata dallo stesso Arbore. “Renzo Arbore Bontà Vostra” edito da Rai Libri nella collana Optima, è in vendita nelle librerie e negli store digitali dal 13 novembre 2024. Euro: 12,90.

Caritas: in povertà assoluta una persona su 10. Il dato non cala

Caritas: in povertà assoluta una persona su 10. Il dato non calaRoma, 12 nov. (askanews) – “Oggi in Italia vive in una condizione di povertà assoluta il 9,7% della popolazione, praticamente una persona su dieci. Complessivamente si contano 5 milioni 694mila poveri assoluti, per un totale di oltre 2 milioni 217mila famiglie (l’8,4% dei nuclei)”. E’ quanto rileva Caritas Italiana nel Rapporto Povertà 2024, presentato oggi.


“Il dato, in leggero aumento rispetto al 2022 su base familiare e stabile sul piano individuale, risulta ancora il più alto della serie storica, non accennando a diminuire. Se si guarda infatti ai dati in un’ottica longitudinale, dal 2014 ad oggi la crescita è stata quasi ininterrotta, raggiungendo picchi eccezionali dopo la pandemia, passando dal 6,9% al 9,7% sul piano individuale e dal 6,2% all’8,4% sul piano familiare”, conclude Caritas.

Lavoro, Manpower: 63% italiani positivi ma 1 su 3 lo vuole lasciare

Lavoro, Manpower: 63% italiani positivi ma 1 su 3 lo vuole lasciareRoma, 12 nov. (askanews) – In Italia, il 63% dei lavoratori e delle lavoratrici ha una percezione positiva del proprio posto di lavoro. Nonostante ciò, il 53% delle persone afferma di sentirsi stressato dal lavoro, tanto che più di uno su tre (36%) ha in programma di abbandonarlo entro i prossimi sei mesi. Sono alcune delle conclusioni del primo Global Talent Barometer di ManpowerGroup, multinazionale di lavoro interinale e risorse umane, che ha effettuato lo studio in 16 Paesi su un campione di oltre 12.000 intervistati, riporta un comunicato, anche attraverso nuove metriche legate all’ambito professionale nelle aree del benessere, della soddisfazione e della fiducia.


Secondo lo studio, il 63% di persone che in Italia ha una percezione positiva del proprio lavoro è leggermente al di sotto del dato medio globale, che si attesta al 67%. Questo valore deriva dall’analisi di tre indici: Benessere, Soddisfazione lavorativa e Fiducia. In Italia, in particolare, il 60% dei lavoratori e delle lavoratrici registra un livello di benessere complessivamente positivo nel proprio ambiente di lavoro (rispetto a un Indice Benessere globale del 64%). Inoltre, il 58% si ritiene soddisfatto a livello lavorativo (Indice Soddisfazione lavorativa globale 63%) e il 70% ha fiducia nelle proprie competenze e nel proprio posto di lavoro (Indice Fiducia globale 74%). Andando invece a scomporre l’indice sulla soddisfazione lavorativa, il 57% degli italiani e delle italiane confida che i propri interessi nello sviluppo della carriera siano tutelati dai manager aziendali. Un valore relativamente basso, dice Manpower, che spinge le persone a guardarsi intorno: più di un lavoratore e lavoratrice su tre (36%) intende cambiare impiego nel prossimo semestre e il 48% è convinta/o di poter trovare un lavoro in linea con le proprie esigenze nell’arco di sei mesi. Inoltre, circa un italiano su quattro (27%) non si sente sicura/o del proprio posto di lavoro e teme che entro sei mesi sarà costretta/o a lasciarlo.


“Il rapporto tra persone e aziende si sta evolvendo rapidamente. Per trattenere le migliori collaboratrici e collaboratori, in una situazione di crescente talent shortage e mismatch di competenze, il solo stipendio non è più sufficiente. Le persone si aspettano che il lavoro offra loro qualcosa di più: maggiore equilibrio, più opportunità, più empatia”, ha dichiarato Anna Gionfriddo, amministratrice delegata di ManpowerGroup Italia. “Sebbene il 75% delle persone in Italia trovi uno scopo nel proprio lavoro, i dati del nostro Global Talent Barometer dimostrano che questo da solo non è sufficiente a trattenere i talenti. Le persone sono alla ricerca di ambienti di lavoro che offrano servizi su più fronti, dal supporto per la salute mentale e l’equilibrio tra vita privata e lavoro allo sviluppo della carriera e alla formazione delle competenze. Le organizzazioni che riescono a creare questi ambienti a misura d’uomo non solo tratterranno i migliori talenti, ma guideranno anche l’innovazione nel dinamico mercato odierno”. Per quanto riguarda l’indice relativo al benessere , in Italia la maggioranza delle persone (75%) ritiene che il proprio lavoro abbia significato e uno scopo, si sente allineata (68%) coi valori e la visione della propria azienda e ritiene di essere supportata (61%) per quanto riguarda l’equilibrio vita-lavoro. Tuttavia, ben il 53% delle/degli intervistati afferma di sentirsi stressato sul lavoro su base quotidiana.


Per quanto riguarda la fiducia in sé stessi e nel proprio lavoro, l’Italia fa registrare valori molto elevati per ogni componente dell’indice, prosegue Manpower. L’85% delle/degli intervistate/i ritiene di avere le capacità e l’esperienza richieste dalla posizione e il 74% di avere le tecnologie e gli strumenti necessari. Tuttavia, quando si tratta di sviluppo di carriera si rileva una differenza tra potenzialità e opportunità: il 68% dei talenti sostiene di avere in azienda l’opportunità di migliorare le proprie skills per avanzare la posizione lavorativa, ma soltanto il 53% ritiene di avere effettivamente la possibilità di ottenere una promozione. A livello territoriale, benché si registri una percezione simile lungo tutta la penisola, alcuni valori mostrano fluttuazioni rilevanti. La percentuale di persone che dichiarano di temere di dover lasciare il posto di lavoro è più alto nel Sud e Isole (30%) e nel Centro (29%) rispetto a Nordovest (24%) e Nordest (22%). Al contrario, dalle rilevazioni risulta che in Centro Italia ci sia un’alta percezione di poter migliorare le proprie competenze (77%) e la propria carriera (61%), mentre la percezione di miglioramento più bassa si registra nel Nordest sia per le competenze (63%) sia per la carriera (46%).


L’analisi, prosegue il comunicato, registra varie differenze anche tra le diverse generazioni. In particolare, la generazione Z si dichiara la più stressata (57%) e di gran lunga la più incline a cambiare impiego per propria scelta nei prossimi mesi (49%). Sono anche coloro che hanno più difficoltà a trovare significato e scopo nel proprio lavoro (63%). La generazione dei Millennial invece (28-43 anni) è quella che intravede più possibilità di carriera (60%). Per quanto riguarda i singoli settori, la percentuale di persone stressate più alta si registra nei beni di consumo e servizi (61%) e nella sanità e life sciences (59%), mentre la più bassa è nei trasporti, logistica e automotive con il 38%. I lavoratori e le lavoratrici di quest’ultimo settore sono anche i meno intenzionati a cambiare lavoro a breve (15%), mentre nei beni di consumo e servizi intende farlo uno su due (50%).

Cinema, boom al botteghino per il 42esimo Torino Film Festival

Cinema, boom al botteghino per il 42esimo Torino Film FestivalRoma, 12 nov. (askanews) – Boom di biglietti acquistati per il 42esimo Torino Film Festival che prenderà il via il prossimo 22 novembre: +58,9% nel primo week-end in cui sono state aperte le prevendite, rispetto allo scorso anno.


Un dato significativo se si considera che i titoli in programma di questa edizione sono 120, numero ben inferiore ai 181 film presentati in Selezione Ufficiale del 2023 (senza considerare i fuori programma) e che testimonia l’attesa e l’interesse per i film scelti dal direttore Giulio Base e dal comitato di selezione del 42TFF. Il Torino Film Festival è realizzato dal Museo Nazionale del Cinema di Torino e si svolge con il contributo del Ministero della Cultura Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, Regione Piemonte, Città di Torino, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT.

A metà novembre sugli scaffali l’avocado biologico siciliano Brio

A metà novembre sugli scaffali l’avocado biologico siciliano BrioRoma, 12 nov. (askanews) – Arriverà sugli scaffali a partire da metà novembre Brio, l’avocado biologico siciliano prodotto dalla azienda del Gruppo Alegra specializzata nell’ortofrutta biologica che, insieme al partner Alce Nero, ha avviato nel 2023 un ambizioso progetto per sviluppare la produzione “Made in Italy” di questo frutto.


L’avocado bio Italiano Alce Nero arriverà nei banchi dell’ortofrutta a metà novembre e sarà disponibile fino alle fine di febbraio in diversi grazie al lavoro di un gruppo di produttori altamente specializzati concentrati in provincia di Catania. Per questa prima campagna di commercializzazione saranno disponibili frutti della varietà Hass ma già dal 2025 il mercato vedrà un aumento significativo dei volumi e l’arrivo anche di frutti precoci della varietà Bacon: l’obiettivo è di ampliare la disponibilità dell’avocado italiano da ottobre a fine marzo. “Brio è stata una pioniera della vendita dell’avocado biologico, puntando su questo frutto fin dai primi anni 2000 – commenta il direttore commerciale, Mauro Laghi – Il nostro obiettivo, fin da subito, è stato quello di garantire al consumatore un prodotto di qualità elevata e certificata per 12 mesi all’anno: un risultato che abbiamo raggiunto grazie a forniture provenienti dalle aree del mondo più vocate, in primis Spagna e Perù, alle quali oggi, finalmente, si affianca una produzione consistente 100% made in Italy, coltivata in Sicilia e lavorata nei nostri stabilimenti”.


Il progetto è stato avviato nel 2023 ma è con questa campagna che i quantitativi hanno cominciato a farsi interessanti anche per la Gdo. “L’avocado è un prodotto in forte crescita, sempre più richiesto dal consumatore per le sue caratteristiche nutrizionali uniche, e da sempre distintivo dell’offerta di Brio – prosegue Laghi – L’anno scorso i volumi disponibili hanno consentito di effettuare test commerciali mirati, ma per il 2024-2025 intendiamo garantire una presenza continuativa nei reparti ortofrutta dei nostri clienti”.

Dal 2 al 4 marzo a VeronaFiere Sol2Expo, fiera filiera oleicola

Dal 2 al 4 marzo a VeronaFiere Sol2Expo, fiera filiera oleicolaRoma, 12 nov. (askanews) – Prodotto, tecnologia, formazione e turismo. Sono i quattro pilastri tematici interconnessi di Sol2Expo – Full Olive Experience in programma a Veronafiere da domenica 2 a martedì 4 marzo 2025. La nuova manifestazione, che prende il testimone dal quasi trentennale Salone internazionale dell’olio di oliva, debutta così da solista nel calendario fieristico con un progetto che fa dell’innovazione la chiave di sviluppo strategico di un comparto del Made in Italy, quello dell’olivicoltura, che conta 619mila aziende agricole su 1,14milioni di ettari (di cui 272mila bio) e 4327 frantoi attivi nel Belpaese.


“La transizione dalla convivenza con Vinitaly per 28 edizioni all’esordio autonomo nel prossimo anno punta a posizionare Sol2Expo quale fiera internazionale della filiera oleicola secondo un approccio verticale, unico in Italia, in grado di far confluire in un format originale tutto il processo olivicolo produttivo e di trasformazione”, sottolinea in una nota il direttore generale di Veronafiere, Adolfo Rebughini. Dall’oliva (sono quasi 500 le varietà nel nostro Paese, che coprono circa il 42% delle cultivar di olive a livello mondiale) all’olio vergine ed extravergine e sottoprodotti, dagli oli di semi speciali a quelli nutrizionali fino ai prodotti per il wellness, la cosmesi a base di olio e la tecnologia.


Un rinnovamento merceologico e di contenuti che riguarda anche il format, che si presenta dal 2 al 4 marzo con molte new entry nei tre padiglioni, dedicati rispettivamente all’olio extravergine artigianale per ristorazione, horeca e distribuzione organizzata, il secondo agli oli destinati al mass market, nutraceutici e cosmesi con particolare attenzione ai comparti hotellerie e centri benessere, e un padiglione interamente riservato all’innovazione tecnologica, con l’offerta di macchinari e attrezzature per la produzione e il confezionamento dell’olio per tutte le fasi della filiera, dalla raccolta al packaging. Non solo. Sol2Expo da un lato mantiene salda la sua anima business ulteriormente rafforzata da un piano di incoming specifico per la rassegna, ma per la prima volta apre le porte anche al segmento consumer. Domenica 2 marzo, infatti, il programma di Sol2Expo comprende experience anche di acquisto diretto, cooking show, workshop e degustazioni con pairing per il pubblico e gli appassionati. Sol2Expo, poi, conferma il Sol D’Oro, la competizione internazionale di riferimento del settore, organizzata da Veronafiere e che si prepara alla sua 23esima edizione nel 2025 nella versione Emisfero Nord.

Newlat: con spinta Princes fatturato 9 mesi a 2 mld, utile balza a 170 mln

Newlat: con spinta Princes fatturato 9 mesi a 2 mld, utile balza a 170 mlnMilano, 12 nov. (askanews) – Nei primi nove mesi dell’anno il gruppo Newlat ha raggiunto i 170,8 milioni di utile netto, in aumento dell’840% rispetto ai 18,2 milioni dei primi nove mesi dell’esercizio precedente, grazie all’acquisizione, avvenuta nel maggio del 2024, del gruppo britannico Princes che “ha generato un impatto positivo significativo grazie al provento da business combination e all’importante crescita operativa registrata nel corso del 2024”. Sul fronte dei ricavi, il gruppo alimentare ha superato i 2 miliardi (2,03) se si considerano i risultati consolidati aggregati di Newlat e Princes dal primo gennaio 2024. Ricavi che, invece, risultano pari a 896 milioni di euro, in aumento del 49,2% rispetto a un anno prima, col consolidamento di Princes a partire dal mese di agosto 2024. Su tutto l’anno il gruppo stima di raggiungere un fatturato di 2,8 miliardi di euro, come annunciato in occasione della presentazione del piano industriale al 2030.


L’Ebitda consolidato è risultato pari a 74,3 milioni di euro, a fronte dei 57,1 milioni nello stesso periodo del 2023, con un incremento del 30,1%, mentre l’Ebitda margin si è attestato all’8,3%, in lieve diminuzione rispetto al 9,5% registrato al 30 settembre 2023. Il risultato operativo consolidato è stato pari 194,4 milioni, in netto aumento rispetto ai 31,8 milioni di euro registrato nei primi nove mesi del 2023. La posizione finanziaria netta adjusted è risultat pari a 437 milioni, in aumento di 363 milioni rispetto al dato di chiusura al 31 dicembre 2023 per effetto dell’acquisizione del gruppo Princes, ma migliore di oltre 120 milioni di euro rispetto alle stime degli analisti.


“I risultati dei primi nove mesi del 2024 rappresentano un traguardo straordinario per il gruppo. Questo risultato riflette la solida generazione di cassa e dimostra al mercato una decisa ripresa della crescita organica del fatturato, particolarmente evidente nel terzo trimestre – ha commentato il presidente Angelo Mastrolia – I risultati dei primi nove mesi dimostrano l’enorme valore generato dall’acquisizione di Princes sotto ogni aspetto. La guidance del 2025 conferma una solidità finanziaria, che ci dà la possibilità di continuare a ottimizzare il costo del debito, consentendoci di valutare l’opportunità di emettere un prestito obbligazionario a condizioni particolarmente competitive”. Il gruppo alimentare emiliano conferma, dunque, una chiusura per il 2024 “con i migliori risultati finora raggiunti dal gruppo anche alla luce della recente acquisizione del gruppo Princes”

Bizzotto (Lega): pronti a battaglia in Ue su carne senza carne

Bizzotto (Lega): pronti a battaglia in Ue su carne senza carneRoma, 12 nov. (askanews) – “No alla carne senza carne, no alla follia dell’Europa che vuole estendere l’uso di denominazioni come ‘salsiccia’, ‘Hamburger’ o ‘bistecca’ a prodotti che in realtà non hanno un solo milligrammo di carne. La sentenza della Corte di Giustizia Ue che consente l’uso di denominazioni come salsiccia a prodotti di origine vegetale, è per noi motivo di forte preoccupazione perché rappresenta una seria minaccia sia per gli allevatori sia per i consumatori che hanno il sacrosanto diritto di sapere cosa mangiano”. Lo dichiara in una nota la senatrice leghista Mara Bizzotto, vicepresidente vicario del gruppo Lega al Senato e prima firmataria dell’interrogazione.


“Come si può chiamare salsiccia un prodotto al cui interno non c’è un solo milligrammo di carne? Inoltre la sentenza europea confligge in maniera evidente con la Legge 172 del 1 dicembre 2023 contro il cibo sintetico, che introduce il divieto di ‘meat sounding’ per i prodotti vegetali”, prosegue Bizzotto. “Accogliamo pertanto positivamente la risposta alla mia interrogazione che il Governo, per bocca del sottosegretario La Pietra, ha dato oggi in Commissione Agricoltura, in cui si impegna a intraprendere tutte le iniziative necessarie per fermare questa ennesima follia europea”.