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Autore: Redazione StudioNews

Buchmesse, “Gli italiani nel mondo orgogliosi di questa presenza”

Buchmesse, “Gli italiani nel mondo orgogliosi di questa presenza”Francoforte, 19 ott. (askanews) – “E’ molto importante essere alla Buchmesse, è un punto d’orgoglio per l’Italia essere presente è una più importante manifestazione a livello culturale di promozione dei libri che c’è nel mondo. L’Italia è Ospite d’onore con questo tema bellissimo, Radici nel futuro, che mette insieme quelle che sono le nostre tradizioni, con nostra cultura, l’enorme patrimonio italiano e al tempo stesso le nuove generazioni, come proiettarle nel futuro ed è per questo che siamo venuti qui”. Lo ha detto ad askanews il ministro plenipotenziario Luigi Maria Vignali, direttore generale per gli Italiani all’estero, intervennero alla Buchmesse di Francoforte nell’ambito del programma del Paese Ospite d’onore.


“Gli italiani nel mondo – ha aggiunto Vignali – sono orgogliosi delle tradizioni, come per esempio la musica, i vari aspetti culturali, io direi anche l’enogastronomia, anche quella è cultura; la lingua però è un elemento importante, delicato e dobbiamo continuare a sviluppare la lingua attraverso i libri ed è per questo anche che siamo qui a Francoforte”.

Centri Albania, Nordio: prenderemo provvedimenti legislativi su sentenza abnorme

Centri Albania, Nordio: prenderemo provvedimenti legislativi su sentenza abnormeRoma, 19 ott. (askanews) – “La reazione della politica non è stata contro la magistratura ma contro il merito di questa sentenza che non condividiamo e riteniamo addirittura abnorme. Non può essere la magistratura a definire uno Stato più o meno sicuro, è una decisione di altissima politica. Prenderemo dei provvedimenti legislativi”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in merito alle decisioni dei giudici sulla questione dei migranti in Albania. Sulla questione il ministro ha aggiunto: “Queste decisioni inoltre rischiano di creare incidenti diplomatici, perché definire non sicuro un Paese amico come il Marocco può anche creare dei problemi se noi ritenessimo che non sono sicuri i Paesi dove vigono delle regole che noi abbiamo ripudiato come la pena di morte allora anche gli Stati Uniti non sarebbero sicuri. Queste sono questioni di alta politica e non possono, non devono e non saranno lasciate alla magistratura”.

Landini verso lo sciopero generale

Landini verso lo sciopero generaleRoma, 19 ott. (askanews) – “La mobilitazione di oggi è l’inizio di una serie di mobilitazioni”. Si arriverà allo sciopero generale? “Penso assolutamente di sì. Noi come Cgil abbiamo già ricevuto questo mandato al nostro interno. Io lo sto proponendo anche altre organizzazioni sindacali”. Lo ha affermato il segrwtario generale della Cgil, Maurizio Landini, interpellato alla manifestazione del pubblico impiego organizzata insieme alla Uil. “Le mosse che il governo sta facendo sono inaccettabili – ha aggiunto -, non solo quelle della manovra, pensiamo anche al collegato lavoro che aumenta la precarietà, al decreto sicurezza dove viene addirittura messo in discussione il diritto di manfestare, penso alle politiche economiche e sociali di questo governo che sono sbagliate”.

Landini, verso sciopero generale? Penso assolutamente di sì

Landini, verso sciopero generale? Penso assolutamente di sìRoma, 19 ott. (askanews) – “La mobilitazione di oggi è l’inizio di una serie di mobilitazioni”. Si arriverà allo sciopero generale? “Penso assolutamente di sì. Noi come Cgil abbiamo già ricevuto questo mandato al nostro interno. Io lo sto proponendo anche altre organizzazioni sindacali”. Lo ha affermato il segrwtario generale della Cgil, Maurizio Landini, interpellato alla manifestazione del pubblico impiego organizzata insieme alla Uil.


“Le mosse che il governo sta facendo sono inaccettabili – ha aggiunto -, non solo quelle della manovra, pensiamo anche al collegato lavoro che aumentna la prevcarietà, al decreto sicurezza dove viene addirittura messo in discussione il diritto di manfestare, penso alle politiche economiche e sociali di questo governo che sono sbagliate”.

In Libano c’è il colera, l’Unicef si attiva

In Libano c’è il colera, l’Unicef si attivaRoma, 19 ott. (askanews) – L’UNICEF ha attivato la sua risposta di emergenza per il colera, insieme al Ministero della Sanità e ad altri partner, per aiutare a proteggere i bambini e le famiglie contenendo la malattia, dopo la conferma di un caso di colera nel governatorato di Akkar, nel nord del Libano, da parte del Ministero della Sanità pubblica.


Mercoledì è stata immediatamente avviata una risposta integrata e multisettoriale nelle aree ad alto rischio per garantire ai bambini e alle famiglie l’accesso ad acqua sicura, servizi igienici e forniture per l’igiene personale. L’UNICEF ha: Consegnato rifornimenti essenziali, tra cui pastiglie per la purificazione dell’acqua, kit di disinfezione, kit per l’igiene familiare e acqua in bottiglia. Disinfettato serbatoi d’acqua e aumentato la pulizia delle acque reflue negli insediamenti informali. Fornito ulteriori scorte di cloro al North Water Establishment per rafforzare il processo di trattamento dell’acqua e sostenere la fornitura di attrezzature critiche, pezzi di ricambio, riparazioni, carburante e altri materiali di consumo per garantire la continuità del servizio. Fornito agli stabilimenti idrici materiali per la conduzione di test sulla qualità dell’acqua. L’UNICEF ha anche procurato 100 kit di medicinali d’emergenza, tra cui sali per la reidratazione orale (ORS), e 22 kit di forniture mediche che saranno preposizionati presso gli ospedali governativi designati per sostenere il trattamento e la gestione di circa 6.000 casi di colera e sintomi, tra cui diarrea moderata e grave.


“L’UNICEF sta compiendo sforzi significativi per sostenere le misure di preparazione, prevenzione e risposta del Ministero della Sanità Pubblica per aiutare a proteggere tutti i bambini e le famiglie in Libano dalla diffusione del colera”, ha dichiarato Edouard Beigbeder, Rappresentante dell’UNICEF in Libano. La guerra sta danneggiando, interrompendo e mettendo a dura prova i servizi idrici e igienici. L’accesso limitato all’acqua sicura e a servizi igienici adeguati, soprattutto nei siti di sfollamento e nei campi sovraffollati, aumenta il rischio di diffusione del colera. I bambini piccoli, soprattutto quelli di età inferiore ai 5 anni, quelli che non sono mai stati vaccinati e quelli che soffrono di malnutrizione sono particolarmente a rischio.


I team dell’UNICEF stanno lavorando con operatori in prima linea e partner addestrati, tra cui governatori, sindaci e comunità locali, per promuovere pratiche igieniche sane e garantire che i bambini e le loro famiglie sappiano come proteggersi e come cercare assistenza. “La guerra in Libano sta già mettendo a grave rischio i bambini, e ora il colera e altre malattie contagiose sono emerse come un nuovo rischio. Un cessate il fuoco è più importante che mai per proteggere i bambini da uccisioni e ferimenti, per arginare la crescente crisi umanitaria sul campo e per concentrarsi sull’assicurare che i servizi di base funzionino correttamente”, ha affermato Beigbeder.

Salvini vs giudici: chi impedisce difesa confini mette a rischio Paese

Salvini vs giudici: chi impedisce difesa confini mette a rischio PaeseRoma, 19 ott. (askanews) – “Chi impedisce di difendere i confini mette in pericolo il Paese”. Così il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, in una nota del partito, dove si riferisce che Salvini ha convocato con la “massima urgenza” questa mattina un Consiglio federale dopo “l’attacco all’Italia e agli italiani sferrato da una parte di magistratura politicizzata”, riferendosi al provvedimento sul “caso Albania” e al “processo Open Arms”.


“Nei prossimi giorni la Lega presenterà nei Comuni italiani mozioni per ribadire la necessità di difendere i confini, mentre sabato 14 dicembre e domenica 15 dicembre ci saranno gazebo in tutte le città italiane in vista della sentenza Open Arms in agenda a Palermo il giorno 20 dicembre”, si legge nella nota.

Fisco, bozza dl: ravvedimento anche per chi ha sospeso Isa con Covid

Fisco, bozza dl: ravvedimento anche per chi ha sospeso Isa con CovidRoma, 19 ott. (askanews) – Possono adottare il regime di ravvedimento speciale (previsto per chi aderisce al concordato biennale) anche i contribuenti che, negli anni di imposta 2020 o 2021, hanno dichiarato la presenza di una causa di esclusione dalla applicazione degli ISA (indici di affidabilità), legata alla pandemia da COVID-19. Lo chiarisce la bozza del decreto fiscale, approvato dal Consiglio dei ministri insieme alla manovra.


Il problema era stato posto al Senato, durante l’esame del decreto omnibus in cui è stata inserita la norma sulla speciale sanatoria fiscale per gli anni pregressi legata all’adesione al concordato per il 2024 e il 2025. La base di calcolo l’applicazione delle imposte sostitutive che consentono ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione con il fisco è costituita, appunto, dagli indici Isa che durante il Covid, il diversi casi, sono stati sospesi. Da qui il ‘vuoto normativo’, come lo aveva definito il presidente della Commissione finanze, Massimo Garavaglia. Ora la bozza del decreto colma questo vuoto. La norma prevede che per il ravvedimento l’incremento della base imponibile è determinato applicando al reddito annuale la percentuale del 25 per cento. L’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e delle relative addizionali è determinata applicando all’incremento l’aliquota del 12,5 per cento.


Per quanto riguarda l’Irap, l’incremento della base imponibile è determinato applicando al valore della produzione netta annuale la percentuale del 25 per cento. L’imposta sostitutiva dell’imposta regionale sulle attività produttive è determinata applicando all’incremento di cui al periodo precedente l’aliquota del 3,9 per cento. Le imposte sostitutive delle imposte sui redditi e delle relative addizionali e dell’imposta regionale sulle attività produttive, determinate con le modalità di cui ai periodi precedenti, sono diminuite del 30 per cento.

Un drone lanciato dal Libano verso la casa di Netanyahu a Cesarea

Un drone lanciato dal Libano verso la casa di Netanyahu a CesareaRoma, 19 ott. (askanews) – Un drone è stato lanciato contro la residenza privata di Benyamin Netanyahu a Cesarea. Lo ha dichiarato l’ufficio del primo ministro israeliano, dopo che l’esercito aveva annunciato che un drone proveniente dal Libano aveva colpito una “struttura” in questa città costiera nel centro dello stato ebraico.


“Un drone è stato sparato contro la casa del premier a Cesarea. Il primo ministro e sua moglie non erano presenti e non ci sono state vittime a seguito dell’incidente”, ha dichiarato l’ufficio di Netanyahu in un comunicato. Non è chiaro se la residenza sia la “struttura ” a cui l’esercito ha fatto riferimento in precedenza.

M.O., un drone lanciato dal Libano verso la residenza di Netanyahu

M.O., un drone lanciato dal Libano verso la residenza di NetanyahuRoma, 19 ott. (askanews) – Un drone è stato lanciato contro la residenza privata di Benyamin Netanyahu a Cesarea. Lo ha dichiarato l’ufficio del primo ministro israeliano, dopo che l’esercito aveva annunciato che un drone proveniente dal Libano aveva colpito una “struttura” in questa città costiera nel centro dello stato ebraico.


“Un drone è stato sparato contro la casa del premier a Cesarea. Il primo ministro e sua moglie non erano presenti e non ci sono state vittime a seguito dell’incidente”, ha dichiarato l’ufficio di Netanyahu in un comunicato. Non è chiaro se la residenza sia la “struttura ” a cui l’esercito ha fatto riferimento in precedenza.

In Usa gli spumanti italiani superano quelli francesi anche in valore

In Usa gli spumanti italiani superano quelli francesi anche in valoreMilano, 19 ott. (askanews) – Negli Stati Uniti gli spumanti italiani superano quelli francesi non solo a volume ma, per la prima volta, anche a valore. Lo rileva, alla vigilia di “Vinitaly.Usa” (Chicago, 20-21 ottobre), l’analisi dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly sui dati SipSource di agosto che sarà presentata in occasione della prima fiera oltreoceano interamente dedicata al vino made in Italy. Lo storico sorpasso, registrato attraverso il monitoraggio delle vendite effettive di vino riscontrate dai distributori statunitensi, segna lo switch nella leadership delle bollicine, con l’Italia che vede lievitare le proprie quote di mercato al 35% contro il 31% dei transalpini e il 28% degli sparkling americani.


L’Osservatorio parla di un traguardo raggiunto soprattutto grazie all’ascesa inarrestabile del Prosecco che, non a caso, è riuscito al contempo a raggiungere e superare per la prima volta lo Champagne (28% e 26% le rispettive quote di mercato). Il successo della Denominazione si riflette nell’andamento dell’intera tipologia sparkling tricolore che, a sua volta, ha superato i bianchi nel product mix dell’offerta enoica italiana e rappresenta oggi il 37% del venduto made in Italy negli Usa (il 35% a volume). Tra gennaio e agosto, le bollicine italiane sono infatti le uniche ad aver aumentato i volumi delle vendite (+1,5% contro una media complessiva delle vendite di sparkling in calo del 13%), trainate anche dal successo crescente dei cocktail. Anche nel testa a testa Prosecco-Champagne, quest’anno non c’è stata storia: +2,2% il trend nei primi 8 mesi 2024 per le bollicine più famose d’Italia, -15,3% per il simbolo luxury francese. Al centro espositivo Navy Pier di Chiacago, saranno oltre 230 le aziende partecipanti su 13mila mq espositivi, e più di 1.650 le etichette in degustazione tra vino e bollicine. “Facilitare il business è più che mai la parola d’ordine di questi tempi” ha commentato l’Ad di Veronafiere, Maurizio Danese, dicendosi “convinti che ‘Vinitaly.Usa’ possa diventare lo strumento fieristico di presidio su questo mercato e una leva fondamentale per incrementare l’incoming profilato degli operatori su Vinitaly Verona”.


Lo scorso anno gli spumanti italiani hanno toccato quota 936 milioni di bottiglie commercializzate in tutto il mondo. Negli ultimi 10 anni le esportazioni delle nostre bollicine nel mondo sono praticamente triplicate, con crescite in valore negli Usa del 351% per quasi 500 milioni di euro nel 2023.