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Autore: Redazione StudioNews

Lavoro, Mattarella: morti e infortuni piaga intollerabile

Lavoro, Mattarella: morti e infortuni piaga intollerabileRoma, 17 ott. (askanews) – “Desidero esprimere i sentimenti più intensi di vicinanza e di solidarietà ai familiari dei lavoratori morti sul lavoro, a cui è stata conferita la Stella al Merito alla memoria”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della cerimonia ufficiale di consegna delle Stelle al Merito del Lavoro per l’anno 2024.


“La Stella – ha sottolineato il capo dello Stato – rappresenta un riconoscimento, un segno importante. Costituisce inoltre un pegno che invita istituzioni e società a rendere il lavoro sicuro, contrastando morti e infortuni. Una piaga intollerabile, ancor più nel tempo dei più grandi progressi tecnologici e dei più grandi avanzamenti della conoscenza, che la storia dell’uomo abbia mai conosciuto”. “La vita delle persone – ha concluso Mattarella – vale immensamente più di ogni profitto, interesse o vantaggio produttivo”.

ComoLake 2024-The Great Challenge: intermediare innovazione per mPMI

ComoLake 2024-The Great Challenge: intermediare innovazione per mPMIRoma, 17 ott. (askanews) – La complessità delle nuove tecnologie rappresenta una sfida significativa per le piccole imprese, molte delle quali restano bloccate in modelli produttivi tradizionali e faticano a comprendere e adottare soluzioni innovative. Sono questi alcuni dei temi emersi dalla seconda edizione dell’evento internazionale “Como Lake 2024 – The Great Challenge”, attraverso la partecipazione di Marco Travaglini e Antonio Bisci, rispettivamente CEO e Direttore Commerciale di Mama Industry, i quali hanno preso parte al tavolo di discussione insieme a Danilo Broggi, Presidente del Centro per la Cultura di Impresa (e Past President della Confapi), mettendo in evidenza il ruolo chiave dell’intermediazione per le micro, piccole e medie imprese nella transizione digitale.


“Il tema della tecnologia è molto complesso da mettere a terra – afferma Marco Travaglini -. Se per il consumatore finale possiamo trovare strumenti di intermediazione efficaci, per le imprese questo richiede una competenza mirata, che sappia anche essere amica del piccolo imprenditore, colmando un divario spesso enorme tra il loro mondo e quello dell’innovazione”. Le difficoltà riscontrate dai piccoli imprenditori nell’adozione di strumenti come l’intelligenza artificiale, la cyber security e le query avanzate sono evidenti. Secondo un’indagine di Confartigianato del 2022, oltre il 65% delle microimprese italiane ha dichiarato di non avere le competenze per integrare le nuove tecnologie nei propri processi produttivi. Inoltre, il rapporto DESI 2023 (Digital Economy and Society Index) della Commissione Europea colloca l’Italia al 18° posto tra i 27 Paesi membri per livello di digitalizzazione delle piccole e medie imprese, con solo il 17% delle PMI italiane che utilizza tecnologie avanzate come il cloud computing, contro una media europea del 41%. Questi dati confermano l’urgenza di una trasformazione digitale supportata da attori competenti e strutturati.


Marco Travaglini pone l’accento sulla necessità di un intermediario tra le imprese del mercato OFF e il mondo dell’innovazione, che permetta di adottare un approccio accessibile. “Il nostro compito è aiutare queste piccole imprese a colmare la distanza che le separa dalla tecnologia. Il grosso salto è quello di non considerare l’innovazione solo come una questione tecnica, ma anche come un fatto umano, iniziando dal concetto del cambiamento, perché portare subito la tecnologia a queste imprese le spaventerebbe” e continua sottolineando l’importanza di fare un lavoro di semplificazione per aiutare questi imprenditori a entrare nel futuro con gli strumenti giusti, senza essere sopraffatti dalla complessità attraverso una forma di intermediazione che deve basarsi su un supporto finalizzato ad attenuare le distanze e le reticenza tra il mondo della piccola imprenditoria e quello dell’innovazione. Un altro dato significativo, infatti, proviene da una ricerca condotta da Unioncamere e InfoCamere nel 2023, che evidenzia come solo il 29% delle imprese italiane con meno di 10 dipendenti abbia adottato strategie digitali avanzate. Questo conferma quanto sia fondamentale un approccio più scalabile per accompagnare le PMI nel processo di digitalizzazione. A seguire, anche Danilo Broggi evidenzia la difficoltà dei piccoli imprenditori nel fare innovazione, partendo da un dato che invita alla riflessione: “Sapete quante imprese italiane sono iscritte al Registro (su base volontaria) delle imprese ultracentenarie? Sono circa 2400: imprese che hanno superato la Prima e la Seconda guerra mondiale, che hanno superato la Spagnola (ben più mortale del Covid). Come ci sono riusciti? Hanno innovato sì, ma hanno usato quella che in economia si chiama “innovazione incrementale”. Che è cosa completamente diversa da quello che sta succedendo oggi, dove l’innovazione è sempre più “disruptive”.


Broggi sottolinea come, sebbene oggi la sfida richieda un approccio diverso, “non siamo pronti per affrontare il tema della “disruptive innovation”. Non siamo pronti culturalmente». Fa quindi riferimento alle nuove generazioni, che potrebbero essere i protagonisti di questo cambiamento, ma che, rispetto alle piccole realtà più “attempate”, «hanno un ecosistema e un contesto che parlano un’altra lingua”. Rimanda poi ai dati sulle PMI, che ci collocano agli ultimi posti in Europa, sottolineando come l’uso del digitale da parte di queste imprese non debba essere una risposta occasionale a un bisogno, ma una leva strategica di sviluppo.

Accordo Fipe-Too good to go contro lo spreco alimentare

Accordo Fipe-Too good to go contro lo spreco alimentareRoma, 17 ott. (askanews) – FIPE-Confcommercio, la Federazione italiana Pubblici Esercizi, e Too Good To Go, l’azienda a impatto sociale impegnata nel contrasto dello spreco alimentare, hanno firmato a Roma un protocollo d’intesa per la realizzazione di iniziative comuni per contrastare qualsiasi forma di spreco alimentare. L’accordo è stato siglato da Lino Enrico Stoppani, Presidente Fipe-Confcommercio, e Mirco Cerisola, Country Director Italia di Too Good To Go.


L’intesa è un ulteriore tassello nel percorso della Federazione finalizzato a mettere a disposizione delle imprese conoscenza e strumenti per il contrasto dello spreco alimentare. Si aggiunge infatti all’iniziativa sul “Rimpiattino”, la doggy bag all’italiana, e al sostegno all’Osservatorio Waste Watcher, che evidenzia quanta strada ci sia ancora da fare per ridurre lo spreco: infatti, nel 2024 in Italia sono finiti nella spazzatura 683,3g di cibo pro-capite, con una crescita del 45,6% nell’ultimo anno. Grazie all’accordo con Too Good To Go, i Pubblici Esercizi associati alla Federazione potranno gestire le eccedenze alimentari con vantaggi sia per l’azienda che per i consumatori e, soprattutto, evitando che il cibo diventi spreco alimentare. Le rimanenze a fine giornata di bar, pasticcerie ed altre attività di ristorazione verranno confezionate nelle Surprise Bag, in vendita a prezzo ridotto e prenotabili dai clienti attraverso l’app di Too Good To Go.

Zelensky presenta il Piano per la vittoria all’Ue e chiede armi a lunga gittata

Zelensky presenta il Piano per la vittoria all’Ue e chiede armi a lunga gittataBruxelles, 17 ott. (askanews) – “Dateci la possibilità di segnalare ai russi che li fermeremo se non si fermano loro stessi”. E’ la frase probabilmente più significativa pronunciata dal presidente ucraino Volodimyr Zelensky, nella sua conferenza stampa, oggi a Bruxelles, al termine del suo intervento di fronte ai capi di Stato e di governo al Consiglio europeo, in corso nella capitale belga.


Il “segnale” da dare ai russi, secondo Zelensky, verrebbe dalle risposte positive che ha chiesto ai leader europei su due punti essenziali: la fornitura (soprattutto da parte della Germania) di artiglieria e missili a lunga gittata, da poter usare eventualmente anche per colpire obiettivi militari in Russia; e un invito all’Ucraina ad aderire all’Alleanza atlantica. “La debolezza dell’Ucraina, se i partner non ci sostengono su questo e sull’economia, si tradurrebe in maggiore forza della Russia”, ha avvertito Zelensky, riferendo che 18 leader dell’Ue sono intervenuti, durante la discussione, in maggioranza a favore del suo piano di pace in cinque punti, chiamato “Piano per la vittoria”. Per gli altri leader, il presidente Ucraino si è detto disposto a fornire tutte le informazioni necessarie, e a trasmettere anche i tre allegati confidenziali del Piano, che, ha detto, “per noi è la sola speranza”.


Zelensky ha aggiunto che la fornitura di armi a lunga gittata è fondamentale per rafforzare la posizione ucraina, e potrebbe anche essere sottoposta alla condizione di non usarle per attacchi nel territorio russo, almeno “fino a quando la Russia dica se è pronta o no a fermare queesta guerra”. Quanto all’invito della Nato, per aderire a termine all’Alleanza, il presidente ucraino ha detto di averne parlato con l’attuale presidente americano, Joe Biden, con la sua vicepresidente, e candidata alla prossima presidenza per i Democratici, Kamala Harris, e anche con il candidato repubblicano Donald Trump. Zelensky ha ricordato che alla Conferenza di Budapest, nel 1980, l’Ucraina rinunciò alla armi nucleari, e fu il solo paese a farlo. “Ora si poneva l’alternativa tra un riarmo nucleare, o l’adesione alla Nato. Abbiamo scelto di chiedere l’adesione alla Nato”. E su questo punto, ha aggiunto il presidente ucraino, “Trump mi ha detto che avevo dei buoni argomenti, che li apprezzava, ma non posso dire di più”.


Zelensky, infine, ha avvertito che la Russia ha bisogno di soldati, e “Putin si inquieta perché l’opinione pubblica è contraria al reclutamento generale”. Per questo, “secondo la nostra intelligence, la Russia formerà 10.000 soldati di origine non russa”, e in particolare “sono in corso di formazione dei soldati nord coreani, che sarebbero poi inviati a combattere in Ucraina”, ha concluso.

Per Fitto il sostegno di Ppe-Ecr-Patrioti, sui Socialisti pesa l”incrocio’ con Ribera

Per Fitto il sostegno di Ppe-Ecr-Patrioti, sui Socialisti pesa l”incrocio’ con RiberaBruxelles, 17 ott. (askanews) – Già certo del sostegno del Partito popolare europeo e dei Conservatori di Ecr guidati da Giorgia Meloni, Raffaele Fitto incassa oggi il via libera ufficiale anche dei Patrioti di Viktor Orban, Matteo Salvini e Marine Le Pen.


Oggi i “Patriots” hanno tenuto il loro primo summit pre-Consiglio (che definiscono “storico”) e al termine il premier ungherese ha annunciato il sostegno al commissario designato italiano, considerato “eccellente e perfetto” per il ruolo. Scontato il sostegno dei Conservatori di Giorgia Meloni, è da tempo anche noto il via libera dei Popolari che appoggiano “con grande determinazione” il ministro italiano. Del resto “ormai è un commissario del Ppe”, diceva ieri tra il serio e il faceto una fonte italiana di alto livello.


Resta da vedere quale sarà l’atteggiamento tenuto dai Liberali di Renew e dal gruppo dei Socialisti e Democratici, che infatti tengono le carte coperte. All’interno di entrambi i gruppi ci sono componenti che sarebbero contrarie a votare Fitto. E a rendere più incerto il quadro è un meccanismo molto complesso. L’audizione di Fitto si terrà in commissione Affari regionali, che sarà poi chiamata a votare (mentre i membri delle Commissioni Trasporti, Bilancio, Agricoltura, Pesca e Lavoro potranno ascoltare, fare domande ma non votare). L’audizione avrà una durata di circa tre ore e verrà trasmessa in diretta streaming. Il candidato, dopo avere già inviato le sue risposte a una serie di domande scritte, tiene un discorso di massimo quindici minuti e risponde a un numero di domande che non può essere superiore a venticinque. Dopodiché è invitato a concludere brevemente. A seguito dell’audizione, il presidente e i coordinatori dei gruppi si riuniscono per valutare i candidati per i quali è prevista un’unica lettera di valutazione. Se i coordinatori approvano all’unanimità il commissario designato, il presidente presenta una lettera di approvazione per loro conto; se i coordinatori respingono all’unanimità il commissario, il presidente presenta una lettera di reiezione per loro conto; se i coordinatori che approvano il commissario designato rappresentano almeno due terzi dei membri della commissione competente, il presidente presenta una lettera per loro conto in cui dichiara che un’ampia maggioranza approva il commissario designato. Dunque in questo caso i coordinatori di Socialisti e Renew dovranno fare una ‘ricognizione’ interna, valutare componenti favorevoli e contrarie, e decidere come posizionare il gruppo. Nel caso dei Socialisti, la delegazione più grande è quella del Pd, la seconda quella spagnola, che ha in ballo la nomina della vicepresidente esecutiva alla Transizione verde e alla Concorrenza Teresa Ribera (Psoe). Nel caso in cui non si riesca a raggiungere la maggioranza di almeno due terzi dei membri della Commissione per approvare il candidato, i coordinatori possono richiedere informazioni complementari attraverso ulteriori domande scritte e, se ciò non risulta soddisfacente, possono richiedere alla Conferenza dei presidenti (i capigruppo politici) di riprendere l’audizione per la durata di un’altra ora e mezza. Non è escluso, e in passato è successo (tra gli altri all’italiano Rocco Buttiglione) che un candidato sia stato ritirato dal presidente della Commissione europea – che però non è obbligato a farlo – o spostato a un’altra delega. Alla fine, anche per il gioco incrociato dei candidati designati (appunto Fitto-Ribera), la posizione del ministro italiano a oggi appare abbastanza solida. E il calendario stabilito – con il voto di tutta la destra – sembra pensato proprio per rendere più inattaccabile l’intesa complessiva. L’ultimo giorno utile, il 12 novembre, saranno infatti auditi i vicepresidenti: Fitto sarà il primo a essere esaminato, penultima la Ribera. Un modo per legare le mani ai Socialisti: se verrà fatto uno sgambetto all’italiano, anche la spagnola potrebbe essere a rischio.

Sanità, Schlein a Meloni: basta gioco tre carte, Fondo sanitario al minimo

Sanità, Schlein a Meloni: basta gioco tre carte, Fondo sanitario al minimoRoma, 17 ott. (askanews) – “Presidente Meloni, in tutto il mondo la spesa sanitaria si calcola sul Pil e non in valori assoluti”. Lo scrive Elly Schlein sui social network. “I numeri che ha pubblicato sui suoi social dimostrano che abbiamo ragione. Il fondo sanitario nazionale in rapporto al Pil scenderà nel 2025 e nel 2026 al 6,05%. È il minimo storico degli ultimi 15 anni”.


Aggiunge la Schlein: “Se ne rendono conto i 4,5 milioni di italiani che hanno rinunciato a curarsi perché non possono permetterselo. Le metto qui una pratica tabella così può rendersi conto anche lei, e finitela una volta per tutte con il gioco delle tre carte sulla salute degli italiani”.

Edilizia sostenibile, il 21 ottobre convegno al Mudec di Milano

Edilizia sostenibile, il 21 ottobre convegno al Mudec di MilanoMilano, 17 ott. (askanews) – Lunedì 21 ottobre alle ore 18, presso il Museo delle Culture di Milano, si terrà un evento organizzato da Natuna, azienda italiana operante nell’integrated facility management, dedicato al dialogo e alla riflessione sui temi della cultura e dello sviluppo sostenibile. L’incontro, intitolato “Cultura e Sostenibilità nell’Ambiente Costruito”, offre un’occasione di confronto su come promuovere uno sviluppo sostenibile, praticabile e proficuo per le persone e per il Paese.


L’evento si pone l’obiettivo di esplorare e stimolare idee e soluzioni innovative; un’opportunità per discutere di pratiche sostenibili e di come queste possano essere integrate nella nostra vita quotidiana e nei processi di progettazione, realizzazione e gestione degli asset edilizi e infrastrutturali. L’edilizia sostenibile in Italia sta vivendo un periodo di straordinario sviluppo, allineandosi agli ambiziosi obiettivi del Green Deal Europeo. Con oltre 20 milioni di metri quadrati di edifici certificati, o in fase di certificazione, in conformità ai principali protocolli energetico-ambientali rating system, l’Italia si posiziona al secondo posto in Europa e tra i primi dieci Paesi al mondo.


Grazie alla New European Bauhaus Eu, la recente iniziativa europea che integra cultura e sostenibilità, il Paese ha l’opportunità di consolidare il suo primato. L’iniziativa mira a valorizzare competenze e buone pratiche sviluppate in Italia, dove il lavoro edilizio e immobiliare si confronta da sempre con l’inestimabile patrimonio storico, artistico e di biodiversità del quale essa è scrigno, per promuovere un futuro sempre più sostenibile e innovativo.

Turismo brassicolo opportunità per produttori birra artigianale

Turismo brassicolo opportunità per produttori birra artigianaleRoma, 17 ott. (askanews) – Il turismo brassicolo è ormai una realtà che si sta consolidando sempre più a livello nazionale, capace di promuovere i territori, la loro cultura, valorizzando le tradizioni locali e facendo conoscere le eccellenti produzioni di birra artigianale dei mastri birrai italiani. Lo ha ribadito Unionbirrai, l’associazione di categoria dei piccoli birrifici artigianali indipendenti, che ha partecipato al convegno “Filiera Birra 2024”, tenutosi ieri a Milano presso il Palazzo della Cultura.


“Il turismo brassicolo è oramai una realtà – ha dichiarato Vittorio Ferraris, direttore generale Unionbirrai, intervenuto alla sesta edizione dell’evento dedicato alla filiera della birra italiana assieme al segretario generale Simone Monetti e al produttore piemontese Silvio Bertero – Un fenomeno che è partito lentamente ma che si sta strutturando per accogliere al meglio turisti, visitatori e appassionati e far conoscere loro i prodotti straordinari che i nostri maestri birrai producono in tutta Italia”. “Per questo Unionbirrai – ha aggiunto – è impegnata nel sostenere i piccoli birrifici artigianali affinché diventino parte integrante di itinerari turistici e mete da visitare e in cui trascorrere piacevoli momenti. Un sostegno che stiamo promuovendo anche normativamente attraverso la creazione delle ‘Strade della Birra’, prendendo spunto da ciò che il mondo vitivinicolo ha già realizzato con successo con le cantine”.


Durante il convegno, Unionbirrai ha illustrato le potenzialità del portale www.indipendenteartigianale.it, creato e promosso come strumento dedicato a tutti i turisti e viaggiatori appassionati di birra. “Chi vuol pianificare un itinerario in un determinato territorio – ha spiegato il segretario generale Simone Monetti – può così individuare facilmente i birrifici artigianali italiani presenti che hanno ottenuto il marchio di garanzia, scoprire le strutture dove soggiornare e i locali che servono birra artigianale, organizzare tour turistici alla scoperta del mondo brassicolo nazionale, trovando eventi e iniziative, selezionando chi effettua la vendita diretta o offre una serie di servizi. Di fatto, un portale turistico a tutto tondo che ruota attorno alla birra artigianale italiana”.

Lollobrigida: Parmigiano Reggiano simbolo eccellenza italiana

Lollobrigida: Parmigiano Reggiano simbolo eccellenza italianaRoma, 17 ott. (askanews) – “Simbolo dell’eccellenza italiana sulle tavole di tutto il mondo. Auguri al Consorzio del Parmigiano Reggiano per i suoi primi 90 anni!”. Lo scrive il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, sul proprio profilo Facebook.


Ieri, il Consorzio del Parmigiano Reggiano ha celebrato il 90esimo anniversario della fondazione con una serata speciale al Teatro Regio di Parma alla presenza di Sergio Mattarella, presidente della Repubblica Italiana, a riconoscimento dell’importanza della Dop come prodotto fondante del patrimonio italiano e del valore dell’opera di chi ogni giorno partecipa alla sua creazione. L’evento, dal titolo “7 battiti, 90 anni di futuro”, ha rappresentato anche un’occasione per presentare due importanti progetti che saranno punti di riferimento per il futuro del Consorzio: l’Archivio storico digitale e la nuova Identità sonora del Parmigiano Reggiano.

Meloni in Giordania e Libano: stabilizzazione e sicurezza Unifil

Meloni in Giordania e Libano: stabilizzazione e sicurezza UnifilBruxelles, 17 ott. (askanews) – Sostegno alla Giordania, partner “fondamentale” per la stabilità del Medio Oriente; aiuto umanitario a Gaza; sicurezza dei militari impegnati nelle missioni Unifil e Mibil in Libano. Sono questi i principali temi al centro della doppia missione di domani della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Giordania e Libano.


Ad Aqaba (alle 12) la premier avrà un bilaterale con Re Abdullah II e si confronterà con lui sulla crisi in Medio Oriente. Meloni, sottolineano fonti italiane, ribadirà il suo “sostegno” a una nazione che “costituisce un elemento fondamentale per la stabilità della regione”. La leadership giordana è ritenuta un “interlocutore prezioso e sta svolgendo un ruolo cruciale sia per ridurre la tensione sia per scongiurare un ulteriore peggioramento del quadro”. Al centro dei colloqui ci sarà, in particolare, la situazione umanitaria a Gaza, nella quale la Giordania svolge un ruolo decisivo per la consegna degli aiuti alla popolazione civile. I due leader si confronteranno sulla proposta giordana di ‘Gaza humanitarian Gateway’ per far fronte alla crisi crescente nella Striscia, su cui hanno già avuto un primo confronto a Cipro durante il Vertice Med9. Meloni si recherà poi a Beriut per incontrare nel pomeriggio il primo ministro Mikati e il presidente del Parlamento Berri. Primo leader a visitare il Libano dall’inizio delle operazioni di terra delle forze israeliane, Meloni confermerà la volontà italiana di contribuire alla “stabilizzazione” del confine israelo-libanese e chiederà “l’impegno di tutte le forze libanesi a garantire in ogni momento la sicurezza del personale di Unifil”. Analoga richiesta la presidente del Consiglio l’ha espressa al primo ministro israeliano Netanyahu nella conversazione telefonica di domenica scorsa.


Meloni si confronterà con i suoi interlocutori libanesi anche sugli elementi necessari per una piena applicazione della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. In particolare, ribadirà l’impegno per “sostenere” le forze armate libanesi (LAF) nell’assunzione delle loro responsabilità su tutto il territorio libanese, un tema su cui l’Italia svolge da tempo un ruolo guida, sia con una specifica missione bilaterale (MIBIL) sia presiedendo il Comitato Tecnico Militare per il Libano che coordina il sostegno internazionale alle LAF. Inoltre, il Ministro Guido Crosetto lo stesso giorno discuterà a Napoli questo tema coi suoi omologhi G7, nell’ambito della riunione ministeriale Difesa sotto Presidenza italiana del Gruppo dei Sette. Gli incontri saranno, infine, anche l’occasione per approfondire il confronto con gli interlocutori regionali sulla crisi dei rifugiati siriani, resa ancora più drammatica dagli ultimi sviluppi che hanno visto un milione di sfollati in Libano (il 20% dell’intera popolazione) e almeno 300.000 persone cercare rifugio in Siria. La premier ha già promosso su questo tema un incontro a quattro a Cipro cui hanno partecipato anche il re di Giordania Abdullah II, il presidente di Cipro Christodoulides e la presidente della Commissione europea von der Leyen. La posizione italiana, ma anche di altri Stati Ue, è che occorra “rivedere” la Strategia dell’Unione europea per la Siria e lavorare con tutti gli attori per creare le condizioni affinché i rifugiati siriani possano “fare ritorno in Patria in modo volontario, sicuro e sostenibile”. In questo senso – viene fatto notare – si legge il sostegno dell’Italia all’impegno che sta portando avanti l’UNHCR, e la decisione di rafforzare la presenza diplomatica a Damasco.


Gli incontri di Meloni, così come la visita del ministro Tajani lunedì in Israele e Palestina, concludono le fonti, “si inseriscono negli sforzi quotidiani del Governo italiano per promuovere la fine delle ostilità a Gaza come in Libano, sostenendo gli sforzi di mediazione in essere, in primo luogo da parte degli Stati Uniti, e intendono anche porre le basi per la necessaria riflessione – che è tempo parta anche all’interno dell’Unione Europea – sugli scenari post-conflitto e su come l’Italia, e l’Europa, potranno contribuirvi”.